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Ser Balon Swann

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Everything posted by Ser Balon Swann

  1. De gustibus. Secondo me no. O meglio: - la trama del primo è più pulita, coerente, non c'è mezza sbavatura che sia mezza. Questa è sicuramente più complessa, ambiziosa, ma ha - inevitabilmente - anche più alti e bassi, più ingenuità, semplificazioni e cadute di stile (tipo il mostrone più bruttonissimo e grossissimo dei mostroni bruttoni grossoni, roba che mi aspettavo che a un certo punto sputasse fuori marcus fenix e lo tagliasse in due con la sua motosega gridando "fottute locuste"). Ma ripeto, è soggettivo. - gameplay: ok, sicuramente migliorato, e questo è oggettivo. Niente da dire. Soprattutto gli scontri vs umani sono davvero divertenti adesso. Ma è un "more of the same", non ci sono state chissà quali rivoluzioni. E non è che si parli di un gioco che faccia del gameplay il suo punto di forza. Ho giocato a hard e non ho avuto nessunissima difficoltà, la schivata l'ho usata poco a dire il vero, non è così essenziale. Basta essere freddi e sparare bene (o stealthare bene... cosa che non faccio perché i nemici sono troppo scemi e distratti in questa fase, non è neanche divertente) - pg: boh, ni. Alcuni sono validi, altri meno, i personaggi di contorno sono più numerosi ma anche qui non vedo nulla che surclassi il primo capitolo. L'alchimia ellie-joel non viene neanche sfiorata dal lev-abby o ellie-dina. Non c'è nessun villain che mette i brividi come David. Quindi secondo me no, anche sui personaggi di contorno prendo TLOU, pure avendo apprezzato sia Ellie che soprattutto Abby (tolti i primi, forzatelli, 10 minuti) e la cricca di Abby (owen, l'ispanico ecc.). Dina un po' deboluccia invece, dopo un ottimo inizio viene progressivamente messa moooolto in ombra dalla personalità di ellie. - dettagli: ok... grafica sicuramente migliore (e vabbè...), lore espanso, spunti interessanti, varie scopiazzatura da fallout4, si sono lasciati aperti la strada per raccontare nuove storie... ma senza rivoluzionare alcunché. L'ambientazione quella è, le tematiche quelle sono, homo homini lupus, gli esseri umani sanno essere più mostruosi dei mostri, piccole comunità rinascono, a volte ricalcando quelle vecchie, a volte in modalità distorte e assurde, speranza, disperazione bla bla. C'era già tutto nel primo. Io vedo solo una superiorità quantitativa, non qualitativa. - ripetitività: no, qui oggettivamente non è così. Le sessioni con le scale, le nuotate, le vie da aprire, erano sempre accompagnate da dialoghi. Le sessioni di "apri cassetti e raccogli spazzatura" erano moooooolto meno. in TLOU2v si trascorrono le ORE esplorando centinaia di case e negozi abbandonati, senza che venga spicciata mezza parola e che la storia si evolva di mezzo passo. I cali di ritmo e le sessioni morte e ripetitive sono infinitamente maggiori in TLOU2. Poi non sono mica male eh, a me piace prendermela con calma, uno apprezza il paesaggio, i dettagli, si legge le letterine della gente schiattata... ma TLOU2 è un gioco molto lento e più ripetitivo del primo capitolo (anche per il semplice motivo che dura 3 volte tanto, e le cose da fare sempre quelle sono: cammina, loota, ammazza, cammina, loota, ammazza, cammina, loota, ammazza, cutscene, ripetere) - essere svuotati e avere il mal di stomaco: troppo soggettivo Se a te il secondo ha svuotato e il primo no ok, ma è un "problema" tuo. A me non mi ha svuotato e fatto venire il mal di stomaco né l'uno né l'altro. Zero proprio. Mi hanno emozionato entrambi sicuramente, ma stop. Il primo mi ha coinvolto leggermente di più, ma non è che manco TLOU2 mi abbia stravolto la vita. Alla fine sono giochi, storie inventate, non c'è niente di vero. Sono altre le cose che mi fanno venire il mal di stomaco.
  2. ah ma io il 9 glielo do tranquillamente eh, un gioco così sotto l'8 per me non può proprio andare, non è mica chissà quale difetto questa resa un pochettino incoerente di Abby, c'è una montagna di roba straordinaria che compensa... solo che per me TLOU è proprio un 10 e lode, privo di difetti, roba che se fosse stato un film gli avrei dato easy 15 oscar io credo di capire le reazioni deluse e rabbiose... un grande personaggio di un videogioco, se scritto bene, a differenza di un personaggio letterario o cinematografico, porta a un livello immedesimazione, oserei dire identificazione, molto superiore. Rockstar in RDR2 è arrivata al sublime in questo senso secondo me: Arthur Morgan, in alcuni momenti, eri tu. Anche con commander Shepard si era creata una fortissima identificazione nella fanbase di Mass Effect. Le sue scelte sono le mie, il mio destino è il suo, la sua lotta per la sopravvivenza mi da scariche di adrenalina eccetera. Ora... in questo contesto, è moooolto pericoloso scegliere di porre fine in modo brutale, o ignobile, o da perdente, alla storia di questo tipo di personaggi, perché il videogiocatore interiorizza da matti la cosa, la percepisce un pochettino come se stesse subendo lui queste scelte, come se fosse stato privato della sua libertà di scelta. RDR e RDR2 riescono nel miracolo. TLOU e Mass Effect3, no. E da qui la rivolta dei fan. (notare, c'è un ovvia differenza tra TLOU2 e Me3, ovvero che in TLOU2 è tutto scritto bene, coerente, la scelta è giustificata da esigenze di trama "sperimentale" e ben gestita; in Me3, prima che riscrivessero il finale, era un gran pastrocchio, il classico passo più lungo della gamba buttato là giusto per stupire) Però ecco, visto che ci sono già stati un paio casi... se si crea un personaggio iconico e a cui la fanbase si affeziona enormemente, l'eventuale uscita di scena e/o la parziale "sconfitta nella vita "deve essere gestita con estrema attenzione, come un danza mortale dove non bisogna sbagliare neanche un passo. Poi oh, il personaggio è loro e ci fanno quello che vogliono, intendiamoci.
  3. visto che il metamorfismo è relativamente comune (e direi tollerato se non apprezzato) tra i bruti, com'è che negli ultimi 8000 anni nessun metamorfo bruto ha infranto i 3 (o 4) abomini ed è diventato un'estraneo? Statisticamente impossibile, anzi dovrebbero essere perennemente pieno zeppo di estranei oltre la Barriera. E i bruti, sapendo (o sospettando) questa cosa (ma in 8mila anni ci dovresti arrivare) dovrebbero avere un odio e una paura cosmica per i metamorfi, e dare loro la caccia in modo spietato, ammazzarli nella culla direi. a meno che non ci sia qualcosa di decisivo che ancora non sappiamo sul rapporto (quasi simbiosi, o convivenza) estranei-bruti.
  4. ecco questo secondo me è un errore. Pensare che se non hai in qualche modo "vissuto sulla tua pelle" le difficoltà quotidiane della gente comune, non puoi comprendere pienamente la loro situazione e quindi agire in modo efficace per risolverle a livello politico. Le più grandi e decisive riforme suoi diritti civili, sulle tutele del lavoro, l'istruzione per le masse eccetera sono state teorizzate, concepite e realizzate da persone con un titolo nobiliare, svariate ville, barche cavalli e levrieri e che mangiavano filetto tutti i giorni. Viceversa, dal momento in cui alle alte cariche dello Stato hanno cominciato ad accedere, in numero sempre maggiore, soggetti di umili origini,proletarie, diseredati che si sono fatti di soli ecc., non ho notato particolari svolte o accelerazioni nelle battaglie per i diritti dei poveri. Perché? Perché quella dell'uguaglianza e dell'equità è una questione in primis ideologica, filosofica. Non è, e non deve diventare, una questione di empatia, di appartenenza, di pancia, di sapere o non sapere, aver subito o non aver subito. Solo così si può fare struttura e continuità a un progetto di riforme. (che poi è il grande problema della politica attuale: zero sovrastrutture teoriche, zero ideologia, zero visione di insieme coerente e sistematica... solo empatia, un po' di buon senso e navigare a vista)
  5. sì ma c'è una differenza sostanziale tra la vendetta (ipotesi uno: ti trovo e ti ammazzo, facile) e la vendetta con annesse torture sadiche (ipotesi due: ti trovo, ti rendo inerme e poi ti prendo a mazzate per ore, a freddo, colpendoti nei punti non vitali così da prolungare le sofferenze, spappolandoti per bene e facendomi il bagno nel tuo sangue tra i grugniti). con la prima si può empatizzare (e quanti film fumetti o libri ci sono che ci raccontano dell'eroe che cerca vendetta?), con la seconda no, è moralmente ingiustificabile, per i nostri canoni, per i canoni dello spettatore medio. abby è tranquillamente una persona da ipotesi uno (niente da dire se avesse ammazzato sgozzato Dina e Ellie quando ne ha avuto l'opportunità) ma, secondo me, non da ipotesi due. Non per come ci è stata raccontata nella seconda parte, ovvero come brava persona. Zero. E' una forzatura, e si capisce benissimo il fine. Se Abby avesse ammazzato Joel in modo "pulito", da una parte la rabbia assassina di Ellie che arriva a seattle e ammazza tutti come un'invasata sarebbe stata meno "giustificabile", ci sarebbe stato meno empatia, ci si sarebbero poste più domande tipo "ma ne vale davvero la pena?"; dall'altro lato, il colpo di scena "Abby non è un mostro ma una persona leale corretta onorevole e con le sue legittime e condivisibili motivazioni" avrebbe avuto meno effetto, sarebbe stato un cambio di prospettiva meno netto e shockante. Fine raggiunto, ma al prezzo di essere didascalici, di sacrificare la piena coerenza nello sviluppo dei personaggi per massimizzare l'impatto emotivo. "Non esiste bianco e nero, ma solo infinite tonalità di grigio", ci hanno voluto dire. Certo, ma al grigio pieno ci sono arrivati mischiando un grigio mooolto scuro, quasi nero, con un grigio mooolto chiaro, quasi bianco. E' un po' semplicistica come operazione. Un po' furbetta. E' questo che secondo me impedisce a TLOU2 di raggiungere il 10 pieno quanto a sceneggiatura (oltre a cali di ritmo abbastanza pesanti ma dovuti a scelte di gameplay -> + combattimenti, + looting -> la narrazione per forza si interrompe) e che ha fatto storcere il naso a troppe persone (perché è vero che si percepisce la sensazione è che vogliano cacciarti Abby a forza giù per la gola, che non sia un avvicinamento e un affezionarsi naturale al personaggio da parte del giocatore ma un qualcosa calato dall'alto dagli sceneggiatori... e questa operazione non avviene in modo fluido e naturale, purtroppo non può avvenire, proprio perché c'è una contraddizione alla base di tutto)
  6. per il motivo di cui sotto. Sui diritti civili sono stati fatti progressi enormi, in molti casi adesso stiamo limando i dettagli (a volte in modo ridicolo). sullo status socio-economico siamo abbastanza bloccati. Siamo come GRRM. Ci sono da scrivere TWOT e ADOS, ma qui si pensa prevalentemente a perfezionare la quarta novella di Dunk & Egg, fire&blood, le mappe di Essos. Interessante, per carità, tutto molto bello, ci sono importanti retroscena su storia e ambientazione, bloodraven, fondamentali per capire alcuni aspetti della saga principale... ma anche sticaxxi se TWOT e ADOS non escono più. no, semplicemente credo che in politica, come in guerra e in altri ambiti, sia meglio concentrare le forze e combattere su pochi fronti, avere ben chiaro un obbiettivo e puntare a quello, piuttosto che provare a fare tutto e male e/o disperdere risorse e energie su cose che non sono prioritarie e decisive. Anche perché con il Covid, l'ascesa economica dell'Asia, il disastro ambientale ecc., non è detto che la finestra temporale a nostra disposizione per impostare una società equa e benestante sia infinita.
  7. Finito. Molto bello. Gran gioco. 9 pieno. Ma laddove il primo capitolo era (secondo me) assolutamente perfetto, un orologio svizzero, non un dialogo di troppo, un combattimento di troppo, una scena di troppo, così essenziale che bastava che Joel si sfiorasse l'orologio per capire tutte le le sue emozioni in quel momento... il secondo capitolo è un gioco più ambizioso, più complesso, (con un gameplay leggermente migliore) ma imho imperfetto. Primo "difettuccio": vuole affrontare tantissimi temi. A volte lo fa benissimo, con sensibilità e profondità, a volte meno, e la qualità della scrittura cala. A volte il ritmo rallenta troppo, a volte la sceneggiatura diventa un po' ridondante, con flashback, visioni esplicative, ripetizioni volte a sottolineare alcuni concetti e passaggi... forse non necessarie. Secondo "difettuccio", e che secondo me è il peccato originale (e che secondo me ha in larga misura provocato la shit-storm webbeistica, anche se la gentaglia che l'ha presa sul personale e insulta/minaccia probabilmente non sa manco bene perché), sono le modalità dell'uccisione di Joel. Cioè violentissime, bestiali. Il fine? Certo shockare il giocatore ma anche presentarci Abby come una bestia feroce, fredda, spietata, caricarci di odio nei suoi confronti, farci immedesimare in Ellie, e poi bum, ribaltare la prospettiva. A che prezzo? Un pelino di coerenza, secondo me. Un pelino . Perché per conseguire il ribaltamento di prospettiva, Abby ci viene poi raccontata come uno dei personaggi più corretti, onorevoli, leali e coraggiosi che si siano visti nell'universo di TLOU. Certo dura, violenta, che non si tira indietro se c'è da combattere e uccidere... ma non è la persona che tortura a morte, a freddo, una persona, inzuppandosi del sangue della vittima. Anzi, nel mondo dell'"homo homini lupus", Abby è parecchio "buona". Ci sta che volesse la morte di Joel, che volesse vendetta, giustizia.. ma quelle modalità sono, ex post, un pochetto out of character. Un pochino forzate. A tinte un po' troppo forti e grossolane. Perché non un uccisione pulita? Comprendo in parte le reazioni viscerali di alcuni giocatori (anche se non le modalità di certe critiche): l'operazione può essere percepita come artificiosa, quasi una presa in giro. Ti faccio odiare Abby, e poi cerco ti fartela apprezzare perché ogni cattivo è l'eroe della sua storia e quella roba là. Operazione, secondo me, parzialmente riuscita. Con più classe e un tocco più leggero, sarebbe stata magistrale.
  8. quello sì, piacerebbe anche a me. O comunque, se non proprio il villain, diventare qualcosa di estremamente problematico, oscuro. Della serie, per sconfiggere/fermare il grande male (ESTRANEI) devo ottenere un potere enorme; e poiché in ASOIAF la regola è "più potente è la magia, più terribile è il sacrificio richiesto", sarebbe del tutto coerente e naturale se Bran stesso diventasse (pur perseguendo un fine meritevole) qualcosa di abominevole e disumano.
  9. 1) eh ma (soprattutto oggi) non è così. Non nei paesi occidentali pienamente sviluppati. Ci sono varie ricerche. Tendenzialmente chi nasce molto benestante resta benestante e chi nasce povero resta povero. Anche chi nasce nella famosa (e peraltro sempre più traballante) classe media, tendenzialmente ondeggia sugli stessi valore dalla nascita alla morte. L'ascensore sociale si è molto ridotto (e non sia mai stato chissà cosa, a parità di condizioni macro-eonomiche globali). Non è affatto facile "raggiungere" uno status superiore a quello di partenza. Tendenzialmente ti tieni quello che hai, e in ogni caso quello che hai te lo tieni per almeno i primi 25-35 della tua vita, che non è poco (e tutti sappiamo cosa significa avere un infanzia serena oppure no). Là bisogna incidere. 2) Però le risorse in questo universo sono finite. Lo sono anche le energie, la forza persuasiva, il lobbying, le sponsorizzazioni, le alleanze, i compromessi, il tempo, le intelligenze che possono mettere in campo le forze diciamo progressiste, riformiste. 3) ovviamente l'omosessuale sarà contento, ma farebbe bene a riconoscere che se i suoi nuovi diritti sul letto di morte, suo o del partner, sicuramente hanno migliorato la sua qualità di vita, la principale fonte di disuguaglianze, ingiustizie, assenza di prospettive ecc. non sono le discriminazioni di stampo sessuale o etnico, ma appunto lo status. Ma nell'ordine di svariate volte. Anche per gli omosessuali stessi. E che negli ultimi 15-20 anni, da questo punto di vista, si sono fatti pochissimi progressi. Anzi, si è tornati indietro, perché la forbice tra chi sta bene e ha determinate prospettive, e chi sta male ed è probabilmente condannato a un'esistenza grama e piena di discriminazioni, si è allargata. Tra l'altro, qui non si sta più parlando di garantire agli omosessuali gli stessi diritti civili delle coppie etero, qui si sta iniziando a parlare di scacchi razzisti perché muove prima il bianco, iconoclastia delle peggior specie, abbattere statue, censurare film, impedire ad attori bianchi di doppiare attori neri e chiedersi se introdurre o meno nella lingua italiana parole tipo sindaca e magistrata. Un pelo diverso, francamente..
  10. che Bran potesse diventare il villain, o comunque prendere una strada parecchio oscura e problematica, si era discusso e l'idea mi piacerebbe anche. ma che si riveli esserel'Essenza stessa della minaccia, l'Origine del Male, una specie di Abominio A-Temporale (per quanto inconsapevole) che esiste da sempre e per sempre e le cui azioni riecheggiano nelle Ere, in un un fantasy-loop circolare auto-consistente, finché la catena non viene spezzata (in ADOS, I suppose)... non mi convince tanto. Troppo over the top. Opinione personale, si capisce.
  11. mmm no, non si possono mettere sullo stesso piano per i discorsi che stiamo facendo, hanno caratteristiche totalmente diverse. Io sto esprimendo una certa valutazione sul politically correct di oggi, con la sua storia, la sua evoluzione, le sue caratteristiche peculiari, il modo in cui si esprime e le conseguenze sociali che ha. Il fatto che ogni epoca abbia i suoi tabù, la sue etichetta e le sue censure non c'entra. il diritto penale di oggi non è il diritto penale di 450 anni fa, ma non è che se faccio un discorso critico diritto penale di oggi puoi venire a dirmi "sì beh ma il diritto penale c'è sempre stato, pure gli antichi romani lo avevano".
  12. mmm no intendevo più transgender, drag queen, gender fluid, terzo genere eccetera eccetera.
  13. è troppo intelligente, troppo nerd e ha letto troppi libri/visto troppi film, per non porsi il problema di come conciliare tempo circolare e determinismo con il libero arbitrio, nel momento in cui si avventura nel magico mondo dei paradossi temporali.
  14. Quanto alle profezie: è tutto ancora molto ambiguo. Alcune sono palesemente auto-avveranti, altre fumose e interpretabili in 200 modi (e quindi si può sempre dire ex-post "ecco, visto? si è avverata"), altre sono evidentemente sballate e fasulle. Altre possono essere azzeccate, ma come può esserlo qualunque previsione. Esattamente come le previsioni/profezie che si sono fatte e si fanno nella nostra realtà. non c'è nulla di inequivocabilmente deterministico, fin ad ora. Anzi.
  15. è appunto un paradosso, tempo circolare, ciò che è avviene perché doveva avvenire (perché sennò tu non avresti potuto avere accesso alla teoria e a tua volta darla a Einstein che a sua volta non poteva elaborarla per te e via discorrendo). Il libero arbitrio c'entra perché se tutto è pre-determinato, tutto è predeterminato. Anche le tue scelte e le tue azioni. Alla fin fine sono tutte minc***ate, dai. E anche se qualche fisico dice che non sarebbero incompatibili con la struttura fisico-quantistica dell'universo, sono totalmente anti-intuitive e illogiche. Buone per essere usate, come ben dici, come "espedienti narrativi", ma specificherei per filmetti caxxoni, dove non è che uno ci sta troppo a pensare, tipo Terminator e Ritorno al Futuro e avengers, oppure per la fantascienza più sperimentale e visionaria, ma che in opera seria rischiano di rovinare tutto, creare plot holes, annientare la suspension of disbelief (già delicatissima in un fantasy). In un opera come ASOIAF secondo me ci starebbero malissimo, esteticamente proprio, sotto un profilo di coerenza tematica e narrativa. Oltre al fatto che per essere gestite bene (e si può anche fare eh), richiedono assoluta maestria e attenzione. E mi pare che Martin abbia bisogno di semplificare, correre, ha già abbastanza carne al fuoco senza dover mettersi pure a spiegare e gestire paradossi temporali.
  16. ma no quello è diverso, quello è perbenismo, censura, moralismo, pudicizia, religione, peccato, quella roba là. che infatti ci fa ridere o sorridere, sono atteggiamenti da poveri di spirito che oggi appaiano come distorsioni da vecchie zitelle eccessivamente timorate e pudiche. Il politically correct attuale è qualcosa di molto diverso (anche se condivide degli aspetti comuni con quanto sopra) mmm no, il tentativo non era rivolto a sostenere quanto dici. semplicemente era per sottolineare che lo status, nell'Italia di oggi (e in generale nel mondo occidentale), è e resta il fattore principale di discriminazione. lo status elide, rende praticamente irrilevante, pone nel nulla, praticamente ogni conseguenza negativa che può derivare discriminazione razziale, religiosa, sessuale. viceversa una condizione socio-economica scadente ti prospetta condizioni di vita cessose a prescindere da religione, etnia, sesso reale o immaginario e dalla presenza o meno di discriminazioni in tal senso. Le differenze di status fanno impallidire - come conseguenze in termini di prospettiva di una vita privilegiata vs piena di difficoltà - ogni altro tipo di "discriminazione". Quella dovrebbe essere la battaglia principale, quella su cui ci si concentra con tutte le forze. Condizioni di vita buone o quantomeno dignitose per tutti. Fallacia logica mi dirai, benaltrismo, combattere una una battaglia utile e giusta non non perde valore solo perché ci sarebbe una battaglia ancora più giusta e utile... e invece no. Esiste un numero limitato di energie che la società civile può profondere, un numero limitato di fronti su cui si può combattere con efficacia. Aver investito gli ultimi 10-15 anni di coscienza civile, empatia umana e belle intenzione per ottenere che i trans possano andare ai cessi delle donne, per impedire a un bianco di interpretare ramses e per poter finalmente chiamare ministrA l'Azzolina, e gigionate simili, mentre le differenze tra ricchi e poveri continua a crescere, è stata un gran fesseria. Una pessima allocazione di risorse e energie. Per me eh.
  17. c'è un problema se vogliamo filosofico/ideologico, ed è che questi scenari sono deterministici. Predestinazione. "Tutto è già scritto". Qualsiasi cosa sia avvenuta è avvenuta perché doveva accadere, e il nostro ebreo, pur con tutte le sue buone intenzioni, progetti, illusione del libero arbitrio, ha semplicemente adempiuto al suo ruolo nel creare la storia nel modo in cui era "stabilito" che andasse. Martin è un vecchio liberal sessantottino, la cosa che più gli piace è indagare la psicologia dei personaggi, perché uno fa questo, perché fa quello, il peso delle decisioni, le responsabilità, le conseguenze delle scelte. Non me lo vedo a trasformare l'universo di ASOIAF in un universo di predestinazione e determinismo, distruggere il libero arbitrio solo per poterci piazzare una trovata fantascientifica apparentemente figosa (ma per nulla originale, a ben vedere) sugli Estranei e su Bran. O forse George è un vecchio positivista e ci stupirà anche qui, no so, magari sì, ma l'ha nascosto bene. Secondo me no.
  18. Secondo voi, in Italia, la vita statisticamente si prospetta più dura - in termini di salario, istruzione, salute, tutele giuridiche, gratificazioni umane - per una donna nera (o mulatta), lesbica, bella come il sole e di ricca famiglia milanese, o per un maschio etero, bianco, basso e brutto e nato in quartiere povero di napoli?
  19. 10 anni al massimo in queste forme attuali, estreme, ignoranti e ridicole. Faccio coincidere il momento della svolta con l'elezione di Obama (cosa che ha ringalluzzito tutte le minoranze possibili immaginabili) e soprattutto con il diffondersi sempre più capillare dei social, e quindi del peso sempre maggiore che hanno assunto lo sdegno collettivo del webbe e il teatrino dei SJW
  20. sarà decisivo, ma senza superare quello che secondo me è uno dei principi ispiratori della saga, ovvero "il soprannaturale è oscuro, misterioso, difficile, a tratti ingestibile, deve restare ambiguo, avvolto nel misticismo, non è un sistema di regolette, causa/effetto, agito la bacchetta e grido stupeficium -> di conseguenza, non può diventare preponderante e decisivo ai fini della trama, perché significherebbe risolvere questioni complesse con veri e propri deus ex machina". Bran creatore degli estranei? Speriamo di no, significherebbe aver creato per l'appunto un paradosso temporale o comunque invischiarsi in strani mondi dove il tempo non è lineare con tutte le conseguenze del caso. non morti = copri controllati da un super-metamorfo: why not. Mi piace, perché spiegherebbe un elemento di mistero/magia con qualcosa che già sappiamo (senza bisogno di inventarsi nuove magie), che è sempre cosa buona e giusta.
  21. ASOAIF è disseminato di falsi indizi, false profezie, false piste, veli dietro cui ci sembra di intuire un certo paesaggio stupendo ma che, sollevati, nascondono solo una stanza vuota e buia. O viceversa. E' parte del fascino dell'opera, e contribuisce a renderla verosimile, realistica, rispetto a quelle opere dove "tutto si incastra e va al suo posto (artificiosamente)". Non pretendo di sapere dove Martin andrà a parare, ma a pelle, di intuizione (ho letto la saga almeno 6-7 volte dal 2005, anche se non recentemente... e se spero di rileggerla ancora una volta all'annuncio di TWOT), secondo me non si andrà mai a finire su roba tipo Destino, Viaggi nel Tempo, Bambini magici della Profezia che Salvano il Mondo, Universi Paralleli e simili. Lo scopo di Martin è (era) creare un fantasy, un vero fantasy, che eviti queste trappolone high fantasy di cattivo gusto, poco credibili e semplicistiche (o che sono tali nel 99% dei casi) Allo stesso modo in cui voleva distruggere determinate "figure" ormai divenute insopportabili (la principessina bella brava coraggiosa predestinata che salva il mondo, l'eroe romantico senza macchia che combatte con onore per la sua patria eccetera). Ma mascherando i suoi intenti, fuorviando il lettore, lasciandogli credere che no, è proprio là che si va, come ci si è andati in altre 5000 opere... prima di piazzargli l'uno-due del K.O. Bran il Mega-Stregone-Che-Domina-Le-Leggi-Del-Tempo e che salva la baracca con queste sue abilità magicone semi-divine secondo me è una falsa pista. Bran non è Tony Stark versione mistica. Resterà tutto moltoooo più ambiguo, tipo il sussurro a Theon, o al massimo un qualcosa tipo l'esercito delle 12 scimmie... accedere - in qualche misura- al passato (per esempio attraverso la memoria ancestrale degli alberi diga) ma non per cambiarlo, al massimo per reperire informazioni da utilizzare nel presente.
  22. il tutto senza considerare che i viaggi nel tempo sono forse la cosa più difficile da gestire da un punto di vista narrativo e logico, pochissime opere letterarie/cinematografiche ne sono uscite indenni e pulite.
  23. mmm sta roba di Bran incontra Terminator con una spolverata di Dune mi convincerebbe addirittura meno del finale della serie tv. si è partiti con un low fantasy duro, sporco, in cui anche la (poca) magia è a sua volta dura, sporca, difficile da gestire, imprevedibile nelle sue conseguenze... piano piano il peso degli elementi magici sta aumentando ma sempre restando abbondantemente sotto la media del genere, tutto è ancora "sotto controllo", il fattore umano-materiale-prevedibile prevale ancora sul sovrannaturale il bimbetto del destino overpowerato che cambia le timeline e/o intrallazza con passato presente e futuro creando paradossi temporali... no please. Sarebbe un colpo mortale alla coerenza estetica e narrativa della saga. Se questo è il suo punto di arrivo, ci credo che non riesce a venirne a capo. A quel punto meglio che con finisca proprio e scriva racconti sulle gnocche targaryen di 200 anni fa. Sarebbe come se Michelangelo avesse iniziato a dipingere la cappella sistina con l'idea di passare progressivamente a una pittura espressionista per concludere con il diluvio universale pienamente astratto. Ci credo che non è soddisfatto dei risultati e deve riscrivere 50 volte gli stessi capitoli.
  24. il politically correct (in particolare nella sua versione ultra-seriosa, indignata e bacchettona) è lo show tragi-comico che la nostra generazione sta imbastendo a beneficio delle generazioni future. tutte le generazioni hanno le loro patetiche fisse, ai loro occhi battaglie fondamentali, per i posteri roba demenziale su cui sbellicarsi e fare battute nei cabaret. sento già le risate scomposte dal futuro.
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