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Ser Balon Swann

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Everything posted by Ser Balon Swann

  1. 40enne. Hanno 25 anni di differenza, non credo si siano messi insieme quando lui andava all'asilo cioè, era alle soglie della menupausa. e non è che all'epoca fosse proprio Charlize Theron. inutile che stiamo qui a raccontarci le favole della buona notte, a livello primordiale un giovane di 30 anni con una vecchia di 60 susciterà sempre un gran WTF. Principalmente per la questione riproduttiva di cui sopra, ma anche per altri motivi. Poi come tutti i WTF si possono razionalizzare, rinnegare, superare con la cultura e la larghezza di vedute, addirittura trasformare in qualcosa di positivo (anche a ragione, talvolta) oppure seppellire sotto il politicamente corretto... ma a pelle ci sarà sempre un senso di straniamento. vedi sopra, è un istinto primordiale seguire il capo forte e cazzuto e dal petto possente in grado di abbattere orsi con la clava e non il delicato e sensibile omino paffutello che non sa neanche tirare un sasso. i seguaci del primo direi che avevano più possibilità di sopravvivere. anche qui, fortunatamente non siamo più nella savana a cacciare gnu e scappare dai leoni, e l'omino paffutello può benissimo essere (anzi probabilmente di solito è) più idoneo a gestire la cosa pubblica rispetto al bruto di turno, ma la fascinazione per il capo forte è un istinto profondo, primordiale e, in parte, ineliminabile, perché attiene alla sfera della sopravvivenza e dell'autoconservazione.
  2. Da un punto di vista puramente soggettivo ed estetico è una orrida vecchiaccia, francamente. Contento lui, contenti tutti per carità, ma nzomma... Tutti i giornali a sparare caxxate "fantastica, affascinante, i 60 sono i nuovi 40". Maddove, lecchini senza palle, è una cavalla mummificata. Da un punto di vista che potrebbe definirsi psicologia da bar, quoto silvio Berlusconi: possibili/probabili complessi non superati relativi alla figura materna, considerato anche che la relazione è iniziata quando lui era un poppante... (non è necessariamente così intendiamoci ma dovessi giocarmici la testa punto sul sì) In sostanza, chissenefrega. Se è bravo ad amministrare la cosa pubblica, poco mi tange. Però, ecco, se potessi creare a tavolino il mio Capo di Stato Perfetto&Ideale, lo sceglierei con tendenze e gusti sessuali meno stravaganti.
  3. Mad men di quelle in lista è quella che mi è piaciuta di più, breaking bad sarebbe prima se si concludesse alla quarta stagione, ma purtroppo la quinta stagione è una cessata inutile pensata solo per monetizzare il successo tardivo con premi e ascolti. Menzione per Spartacus, vette di genio assoluto e irreplicabile. Poi vabbè c'è true detective season 1, the very best, ma è quasi un film.
  4. sì ma non credo che (consciamente o inconsciamente) si "dia" meno di 10-15 anni di vita... insomma, sono più che sufficienti per finire un libro e scriverne un altro. Alla perfezione. non credo diventi il nuovo SdA, né tantomeno un classico senza tempo tipo guerra e pace, ma resterà comunque una saga che la gente leggerà e apprezzerà ancora tra 50 anni. Può ambire a diventare, storicamente parlando, uno scrittore del livello di Asimov, un Heinlein, un Howard, un Lewis.. se non qualcosa di più. inevitabilmente la saga letteraria perderà in mordente, attesa, rivelazione, entusiasmo, nel momento in cui verrà pubblicata, perché come dice Menevyn alla fin fine l'85% coinciderà con la serie tv, volenti o nolenti. Ma tra 1-20-50 anni secondo me chi prenderà in mano la saga non lo fa certo con in testa gli "spoiler" e la risonanza della serie tv.
  5. Secondo me ormai ha preso atto che la sarà la serie tv a chiudere la saga per lettori e appassionati (al 90%), emotivamente parlando almeno. E che finché è in vita, è il successo della serie tv (oltre che eventuali spin off) a garantirgli la maggiore visibilità, denaro, riconoscimenti. Quindi ormai dei lettori in quanto tali se ne frega. Ci ha, in un certo senso, persi per sempre. Credo che ormai sia proiettato piuttosto sui lettori del futuro, quelli che prenderanno in mano la saga tra tra 10-20-100 anni. I lettori dei decenni futuri la serie tv HBO manco sapranno che esiste, e anche qualora sappiano che esiste, se vorranno potranno comunque leggersi prima le cronache da cima a fondo, senza pause di 6 anni e senza anticipazioni/spoiler/finali alternativi firmati D&D. Il prodotto completo, finito, auto-sufficiente. Quindi ora come ora inutile fare le corse per far uscire TWOT nel 2017 o 2018, meglio puntare alla perfezione assoluta (che secondo me non si ottiene riscrivendo 800 volte lo stesso capitolo, ma lui è convinto di sì quindi tant'è), e lasciare come testamento per le generazioni future la miglior opera possibile. Adesso e per qualche tempo lui è e sarà "quello che ha scritto i libri della serie tv", ma sul lungo termine potrebbe essere le cronache (e solo le cronache) a consegnarlo all'immortalità letteraria. Da qui un certo rilassamento: non ha più nessuna scadenza in testa, se non il mero completare (il quando è irrilevante) la saga. A parte "La" Scadenza, certo, ma non si può certo pretendere che prenda atto delle propria non più giovanissima età e, memento mori, si metta a scrivere come un pazzo 15 ore la giorno. E' umano e comprensibile ignorare l'incombere della propria morte e comportarsi come se si dovesse campare 350 anni, non si può certo fargliene una colpa.
  6. Ma si sono d'accordo eh, il margine di miglioramento è immenso. Solo che siamo un paese farraginoso da gestire (oserei dire praticamente irriformabile, la nostra Costituzione è stata pensata e strutturata in modo che nessuno potesse apportare cambiamenti fondamentali senza un consenso vastissimo, consenso vastissimo che non esiste e mai esisterà) + impostato (male) nel dopoguerra in ottica potenza industriale, e quindi non è facile. E' come cercare di far curvare un camion con il volante bloccato. lo scossone che intendeva è ideologico/morale, non economico. Diritti civili, uguaglianza, fratellanza, pace tra le nazioni e altre belle idee -> nessuno ha mai fatto niente di particolare per secoli -> olocausto e WWII -> UE, ONU, carta dei diritti fondamentali, costituzioni ecc. Ai bambini puoi ripetere 400 volte di non toccare la pentola sul fuoco perché scotta, prima o poi la toccheranno. O di frenare in bici. E solo allora, dopo pianti e dolori e ginocchia sbucciate capiranno che è meglio non toccare le pentole e frenare in discesa. Stessa cosa con l'ambiente e l'ecologia. Girano un sacco di belle idee, buoni propositi, proposte di buon senso e piccole riforme, ma finché non ci arriverà la botta sui denti e non "toccheremo con mano" gli effetti dei cambiamenti climatici, non prenderemo mai nessun serio provvedimento.
  7. Il problema è che l'Italia ha avuto, per molto tempo, velleità da (super)potenza economica. Paese industrializzato, quinta/sesta potenza economica del mondo fino a 20 anni fa, 60 milioni di abitanti, G8, e via discorrendo, paese fondatore e spesso ago della bilancia dell'Unione europea, e questo NONOSTANTE un territorio molto ridotto (il che significa tante persone in poco spazio) e una carenza di materia prime notevole. Cioè, ci stava anche. Ci siamo riusciti in parte, ma essere una (super)potenza relativamente molto popolosa e senza risorse raramente è compatibile con il modello "svizzera/danimarca/norvegia". L'olanda è già un modello di stato più simile al nostro (e quindi in teoria compatibile, imitabile), ma è comunque una realtà più piccola e meno complessa (e quindi, più facile da gestire). adesso la realtà ci sta brutalmente ridimensionando, ed è sempre più in voga la teoria di arrenderci al nostro destino di meta turistica senza pretese sulle scena internazionale, e impostare le nostre politiche (ambiente, infrastrutture, fisco, norme ecc.) in tal senso. ci sta anche questa come idea, ma il passaggio da "inseguiamo UK e Francia" a "diventiamo delle figosissime Maldive con le cattedrali affrescate" è tutt'altro che immediato o facile. Sto estremizzando eh, certo che il patrimonio (arte, paesaggio, cucina ecc.) dell'Italia potrebbe essere valorizzato, ma è più difficile rispetto ad altri Paesi, stante l'impostazione e le pretese di "grandezza" che abbiamo sempre avuto. Aggiungiamo che spesso manco siamo capaci di realizzare le riforme più facile e di buon senso, e si capisce perché quello che potrebbe essere il nostro fiore all'occhiello (il sud italia) è fermo all'alto medioevo. nel senso di balzo evolutivo è ovviamente improbabile (a meno che non inizino a diffondersi innesti e altre tecnologie cybernetiche che potenzino le nostre facoltà, per restare in tema di fantascienza). ma catastrofi e disastri vari sono capaci di "risvegliare" le coscienze, o innescare un mutamento di prospettiva, e quindi dare vita a nuovi ideologie, nuovi valori, nuove priorità e quindi nuove politiche. quantomeno, nelle generazioni che subiscono direttamente tali catastrofi/disastri e in quella successiva. Per dire, secondo me nessuna politica ambientale risolutiva verrà mai avviata, se non dopo una qualche immane catastrofe che faccia svariati milioni di morti (e non in congo o in qualche stato a cui non frega una mazza di niente a nessuno, no, qui tra noi). Questo sarebbe "lo scossone".
  8. Volendo interpretare la definizione "i migliori" non in senso "abili/geniali/vincenti" ma più che altro decisivi, fondamentali, determinanti nelle svolte storiche della nostra civiltà, la mia top10 è questa. Premessa: quali sono i tratti caratteristici della nostra civiltà (mi limito all'occidente, l'asia/oriente ha una sua storia, altrettanto importante), gli eventi/idee/condizioni che più delle altre hanno plasmato e influenzato la società in cui viviamo? Direi (ovviamente iper-semplificando) 1. Il pensiero/filosofia della Grecia classica 2. Roma, le sue leggi, il suo ordinamento 3. L'affermazione del cristianesimo 4. La germanizzazione dell'orbe romano (in altri termini, la caduta dell'impero d'occidente) 5. Il millenario scontro/resistenza/rifiuto dell'Islam 6. Il fallimento di qualunque disegno egemonico in Europa(1500-1700) 7. l'Illuminismo (rivoluzione americana + rivoluzione francese) 8. La colonizzazione del nuovo mondo (e poi dell'oriente) da parte degli Europei 9. La vittoria dell'asse atlantico stati uniti/impero britannico + sul mondo tedesco-germanico (WWI e soprattutto WW2) E quali sono i condottieri che più hanno contribuito all'affermazione/creazione delle condizioni necessarie per la realizzazione dei punti precedenti? 1. Alessandro Magno (in subordine: Milziade, Temistocle, Pausania, insomma i leader della fase "difensiva" del mondo greco) 2. Scipione l'Africano (direi che vincere la seconda guerra punica è stata la svolta per Roma, e nessuno vi ha contribuito maggiormente di Scipione, in Spagna e Africa) 3. Costantino (per come ha determinato, accelerato e indirizzato su precisi binari l'affermazione del cristianesimo) 4. Fritigerno (Arminio praticamente a pari merito, ma è stata Adrianopoli e la successiva guerra gotica a mettere in moto, più di ogni altra cosa, la catena di eventi che ha determinato l'ascesa dei "barbari" nell'esercito, e poi in tutta la struttura di comando anche civile, a ovest) 5. Leone III Isaurico (in realtà c'è l'imbarazzo della scelta qui, 1200 anni di legnate quasi ininterrotte, da Poiters a Lepanto a Malta a Vienna alle Crociate, ma forse l'unico momento che davvero poteva determinare il trionfo totale o pressoché totale dell'Islam sono stati gli assedi di Costantinopoli del 674 e del 717. Prendo quello del 717) 6. Maurizio di Nassau (chi poteva creare un Impero egemonico sul continente? La dinastia degli Asburgo, forse. Quantomeno, ci hanno provato, per oltre un secolo. Carlo V, Filippo II. Dove hanno fallito? Le cause sono molteplici, tantissime, economiche, sociali, politiche, religiose, non certo solo militari. Nondimeno, forse è stata la guerra degli ottant'anni contro le province unite a dissanguare maggiormente le finanze e gli eserciti della Spagna. Anche la disfatta dell'Armada ne è stata, di fatto, un'appendice, una conseguenza. e Maurizio è stato il leader più importante e di successo, nella fase decisiva del conflitto). Ma anche qui c'è l'imbarazzo della scelta. 7. Napoleone (in subordine, Washington) 8. Cortez (in subordine, Robert Clive) 9. Zhukov (direi che Stalingrado + Kursk sono abbastanza; in subordine, ma parecchio, Montgomery)
  9. mah, ipotizzando a) uno sviluppo mostruoso della tecnologia militare (es. sciami intelligenti di nano-macchine assassine invisibili che attaccano direttamente il sistema nervoso delle vittime muovendosi al 1% della velocità della luce, chennesò), e b) il monopolio assoluto di tale tecnologia avanzata (anche per quanto riguarda il know-how) da parte delle elites il popolo ribelle ed in rivolta sarebbe pericoloso tanto quanto un branco di marmotte armate di stuzzicadenti. secondo me la gente imparerebbe molto presto a lasciare in pace le nuove divinità e farsi i caxxi propri, senza tante pretese.
  10. beh ma perché al neolitico? Se va proprio male male al 1950-60, non servono mica tecnologie da paura o conoscenze mirabolanti per tenere quel livello.
  11. ma anche nel caso in cui i produttori diventassero delle specie di semi-dei, in grado di ottenere tutto e quando vogliono, con il monopolio assoluto dei mezzi di produzione, la gente normale continuerebbe (a maggior ragione) a doversi arrabattare nel mondo dell'economia e del mercato per soddisfare le proprie necessità. a meno che questi monopolisti della tecnologia non decidano di sterminare/schiavizzare il resto della popolazione, ma perché mai dovrebbero.
  12. c'è anche da dire che se usata bene la rete può far emergere notizie vere, che in altri tempi avrebbero tenuto nascoste, sostenerla e diffonderla, e più in generale è una poderosa fonte di informazioni e conoscenza. Alla fin fine gli effetti che internet ha dipendono per larghissima parte dall'intelligenza/istruzione del fruitore finale. Le due cose si bilanciano (o potrebbero bilanciarsi), tutto sommato.
  13. le ricadute sociali ed economiche dei progressi tecnologici e scientifici (già di per sé difficilmente pronosticabili) sono una delle cose più complicate da prevedere e gestire. ci sono infinite variabili da considerare. volendo semplificare direi che è una corsa a tre. progresso tecnologico/produttivo vs tenuta dell'ecosistema tenuta dell'ecosistema vs benessere collettivo progresso tecnologico/produttivo vs benessere collettivo Purtroppo, raramente si riesce a impostare una politica che valorizzi un certo fattore e al contempo non influisca negativamente su uno o entrambi degli altri due, almeno nel breve/medio termine. La coperta è diciamo troppo corta. E trovare l'equilibro perfetto, difficilissimo. Alla fin fine è la sfida del futuro: continuare a svilupparci come civiltà, senza scatenare guerre/conflitti/tensioni sociali globali e senza devastare ecologicamente il nostro pianeta. Se l'andazzo resta quello degli ultimi decenni, senza scossoni, non ce la faremo. Se ci sarà un nuovo balzo in avanti scientifico/tecnologico, probabilmente sì. Ma deve arrivare nei prossimi 20-30 anni, direi. Sul lavoro in particolare... non ho mai visto il lavoro come un fine o come qualcosa di intrinsecamente nobile. E' un mezzo, un mezzo con il quale spesso si perseguono fini molto nobili o necessari. Ma se la tecnologia ci permettesse di ridurre o azzerare le ore di lavoro, ben venga.
  14. secondo me non si sta diffondendo, tendenzialmente la gente/la massa è sempre stata mediamente abbastanza ignorante e/o credulona. le facoltà cognitive medie sono rimaste inalterate. semplicemente la presenza dello Stato e dei suoi vari organi (compresi i partiti) nel campo delle opinioni e delle ideologie si è molto allentata, è molto meno uniforme, e quindi ci sembra che molta più gente abbracci idee balzane e stravaganti. Ma una volta in tantissimi credevano ai protocolli dei savi di sion, o alle reliquie dei santi che vincevano le battaglie, o al comunismo come panacea di tutti i mali dell'umanità, tutte cose molto peggiori che dubitare dei vaccini... Con 5 quotidiani e un singolo canale rai la quantità di scemenze che venivano date in pasto al pubblico ogni giorno era necessariamente minore (se non qualitativamente, quantomeno quantitativamente), e quindi ci sembra che sempre più gente sia improvvisamente diventata scema, ma secondo me è una percezione falsata, ed in realtà la mentalità della massa è rimasta tutto sommato la stessa. E' della sempre più scadente preparazione delle classi dirigenti che dobbiamo aver paura, della crescente mediocrità di chi prende le decisioni, non delle capacità critiche e di ragionamento logico della massa: quella si beve qualunque balla gli venga propinata sin dai tempi dei primi faraoni e probabilmente continuerà a farlo anche quando avremo terraformato marte.
  15. Siamo una società in evidentissima decadenza economica (e vabbè), intellettual-culturale (vedi vaccini, bufale, sistemi scolastici per scimmie) e probabilmente pure etico-morale (vedi fanatismi vs relativismi, la via di mezzo è sempre più rara). Ciononostante, restiamo in vantaggio e continuiamo a godere dei vantaggi derivanti dalla nostra posizione dominante secolare. Mantenere la superiorità tecnologica (anzi, RINNOVARE la superiorità tecnologica) è l'unico modo per mantenere tale posizione, perché negli altri parametri siamo in caduta libera. Quindi spero fortemente che il medioevo tecnologico sia tutt'altro che prossimo, anzi. Tra l'altro è una delle poche cose sul quale sono abbastanza ottimista, un nuovo balzo in avanti nella tecnologia e più in generale in vari campi della scienza/ricerca potrebbe anche non essere lontano.
  16. Siamo una società in evidentissima decadenza economica (e vabbè), intellettual-culturale (vedi vaccini, bufale, sistemi scolastici per scimmie) e probabilmente pure etico-morale (vedi fanatismi vs relativismi, la via di mezzo è sempre più rara). Ciononostante, restiamo in vantaggio e continuiamo a godere dei vantaggi derivanti dalla nostra posizione dominante secolare.   Mantenere la superiorità tecnologica (anzi, RINNOVARE la superiorità tecnologica) è l'unico modo per mantenere tale posizione, perché negli altri parametri siamo in caduta libera. Quindi spero fortemente che il medioevo tecnologico sia tutt'altro che prossimo, anzi. Tra l'altro è una delle poche cose sul quale sono abbastanza ottimista, un nuovo balzo in avanti nella tecnologia e più in generale in vari campi della scienza/ricerca potrebbe anche non essere lontano.
  17. stiamo parlando di cose diverse (e se vuoi si può continuare altrove, se OT) Io parlo di "nobiltà" in senso stretto, ovvero i c.d. "quarti di nobiltà", il sangue blu: in altri termini, a prescindere dal titolo e da ogni altra considerazione, l'appartenenza o meno dei propri antenati al ceto nobiliare, da più e più generazioni. Insomma, il "cognome", il clan di appartenenza. La purezza di sangue. un secondo concetto è la posizione all'interno della famiglia e/o del regno, e quindi il titolo nobiliare o (che può cambiare a seconda dei tempi e dei contesti e dei passaggi generazionali). Re, principe, conte, duca e via discorrendo. un conto ancora è lo stile di vita/disponibilità finanziaria/potere effettivo. Benjen Stark è NOBILISSIMO. Massimo livello possibile a Westeros, praticamente. Stesso discorso per gran parte della famiglia Windsor. Benjen è NETTAMENTE più nobile di, per dire, un Walder Frey (titolato come Lord, capo della sua casata e pieno di terre, soldati e denaro). Se non ti è chiara questa distinzione non puoi capire perché Walder Frey cova risentimento e invidia nei confronti di una Jeyne Westerling qualunque. Che poi uno come Benjen decida di farsi guardiano della notte o septon o clochard o diventi Re di Tutti i Sette Regni è irrilevante, il sangue resta blu e "puro" tanto quanto quello di suo fratello maggiore e in generale degli Stark. Poiché è innegabile che i Wittelsbach fossero una delle più nobili famiglie d'Europa, il fatto Sissi non avesse particolari titoli o posizioni prima di sposarsi non la rende certo una nobile di secondo rango o di campagna. La sua purezza di sangue, in senso tecnico quarti di nobiltà (wittelsbach figlia di due wittelsbach) era tra le più alte del mondo germanico, nessun dubbio. Poi anche sul titolo si può discutere eh, sotto i reali (re/principe/imperatore ecc.) c'è il Duca e lei era duchessa di nascita, quindi non è che fosse scarsa neanche sotto questo punto di vista. Il personaggio migliore della trilogia comunque resta innegabilmente lui
  18. no infatti, totalmente involontario, sempre! Il migliore utente secondo me è stato Tyrion Hill, credo si possa dire che fosse un piantagrane (forumisticamente parlando) ma dibattere con lui era veramente interessante e divertente. Io lo dico senza tanti giri di parole, una volta qui le discussioni erano parecchio più interessanti, o meglio, c'erano più discussioni interessanti in assoluto e venivano proposte a ritmi infinitamente più alte. Su ASOIAF può anche essere dovuto al fatto che Martin ci ha fatto a tutti (chi più chi meno) cascare i gioielli di famiglia, ma altre sezioni... no match. Personalmente non credo fosse questione di utenti intrinsecamente più brillanti o simpatici, lo sono anche quelli nuovi, si vede, o una mia "nostalgia per i bei vecchi tempi andati": molto semplicemente c'era una maggiore libertà di espressione. Ma che dire maggiore è usare un eufemismo. E la Storia dimostra che un contesto di ampia (non illimitata, ampia) libertà d'espressione tendenzialmente produce riflessioni più varie e interessanti.
  19. certo certo nobile di basso rango... i wittelsbach, una delle più illustri, antiche, titolate e nobili famiglie d'europa. eh, e poi, vogliamo parlare di Sofia, data in moglie al secondo in linea di successione di casa asburgo. Quasi come darla in moglie a un pastore sardo! dell'altra sorella, una figlia diventa imperatrice d'austria, l'altra regine delle due sicile... dai suvvia. poi se per te un "nobile di alto rango" è tipo la figlia primogenita della regina vittoria d'inghilterra e tutto il resto è "basso rango" ok, ma non funziona proprio così. Sissi non era evidentemente l'esponente più illustre e importante all'interno famiglia wittelsbach, ma la suo rango nobiliare era molto alto. sarebbe come dire che il principe michele di kent o le due orribili figlie del principe andrea sono nobilotti di basso rango... cioè dai. Sono cugini/zii di re, membri di una casata reale, non scherziamo. Anche se la loro posizione all'interno di quella famiglia non è di primaria importanza, ma questo non c'entra con la "purezza di sangue" Lancel/Daven Lannister sono nobili di basso rango secondo te?
  20. infatti era la madre quella del ramo principale wittelsbach, principessa per nascita... cioè guarda non credo si possa propria dire che sissi appartenesse a nobilità di basso rango o roba simile...
  21. Infatti il post da me quotato (e travisato ) diceva proprio "si fidanzavano ma poi lei lo mollava" comunque sissi era una wittelsbach, fino a un paio di generazioni prima principi elettori e re di baviera, il papà viene presentato come un nobilotto di campagna che passa il suo tempo a cacciare tra i boschi ma in realtà non credo che in tutto l'impero ci fosse una famiglia altrettanto "purosangue" e nobile (a parte gli asburgo stessi) dei wittelsbach
  22. perché a quei tempi non è erano le ragazze nobili a trovare e mollare, erano i genitori/famiglie e una si doveva adeguare senza fiatare. poi magari ti lasciavano avere l'amante e i tuoi svaghi ma il matrimonio era un contratto, non una libera scelta. poi nel film queste cose sono presentate sotto una luce più soft e moderna ma francesco giuseppe d'austria mollato come un pischello qualunque sarebbe stato un po' eccessivo
  23. Spero che nei primi 10 minuti Luke tagli a metà Kylo Ren, poi vada da darth gollum e faccia a pezzi pure lui. Se vuole portarsi dietro anche la ragazzotta prodigio ok. E poi introducano un antagonista decente. Titoli di testa e inizia il film.
  24. mica sto dicendo che sarebbe meglio uscire dall'UE. semplicemente restando nell'UE siamo in balia di quello che l'UE decide essere per noi la via migliore da seguire (con un piccolo margine di autonomia/discrezionalità e di influenzare leggermente la decisione)
  25. dubito che l'imperatore d'Austria e Re d'Ungheria potesse essere "mollato"
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