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Doran Nymerios

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About Doran Nymerios

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    Mi sàn ad Bulàggna
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    Leggere & scrivere, Exalted, Vampiri, Warhammer 40k, videogiochi, disegnare, Bach, Boccherini e Wagner, i Nine inch Nails, i Blind Guardian, gli Afterhours, diventare immortale

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  1. ma infatti questo ci serve a riportare l'attenzione allo scopo di questo topic: i fatti di interpretazione non sono da censurare, a mio avviso, tranne nei casi in cui il margine discrezionale del traduttore si fa troppo disinvolto e tende a sovrastare la scrittura originale. E ovviamente, quelli sì, vanno scovate tutte le invenzioni, le omissioni e ahinoi anche gli errori. Comunque sia, il lavoro di Eddard a mio avviso è un buon lavoro, perchè imprescindibile: inutile dire che dopo verrà scremato, ma come approccio è il più ricco e complesso possibile, perchè mette in luce tutto quello che è stato in qualche modo cambiato. Poi sarà il caso di una seconda, terza etc revisione decidere cosa tenere di quanto rilevato. Certo non ci si può aspettare che tutti si faccia un lavoro così capillare..
  2. ma infatti, e spero che sia chiaro, io non critico il lato di interpretazione data da Altieri a Martin. L'interpretazione fa parte del margine discrezionale del traduttore, e non la si può contestare, a meno che proprio uno non travisi del tutto lo spirito del romanzo. Anche se, e non lo dico con invidie di sorta, non ritengo particolarmente difficile tradurre Martin, e quindi non è che poi il ruolo di Altieri sia così determinante. Credo che in molti avrebbero potuto fare egregiamente il suo lavoro. Quanto mi indigna è invece l'interpolazione, davvero inaccettabile, e in subordine le numerose imperfezioni, distrazioni ed errori a volte marchiani che ci si chiede come sia possibile che oltrepassino un controllo qualitativo. In realtà è semplice: dimostrano che il controllo qualità semplicemente non avviene, ma questa è un'altra storia...
  3. guarda, se posso permettermi già un primo giudizio, direi che la gran parte delle cose che hai rilevato sono sorvolabili (the bait, molti), questioni di interpretazione più o meno larga della traduzione. La cosa veramente grave invece si vede fin da subito, la frase di esordio. Una frase inventata di sana pianta da Altieri!? Insomma, sembra che la proposta di Iskall abbia colpito nel segno, se si inizia a scavare non si smette più di trovare cose che non quadrano. Siamo davanti a un autore violentato dal desiderio di partecipazione di Altieri! Non è una questione di arte (e per fortuna), ma di semplice teoria della traduzione: un traduttore può più o meno liberamente INTERPRETARE, ma non può omettere nè INVENTARE di sana pianta. Se Calvino avesse fatto lo stesso con Queneau? Andiamo, Altieri non solo è un traduttore da strapazzo, ma dimostra in questo modo di essere un folle invasato, se sente la necessità di mettere del suo nelle opere altrui. Chiusa la parte puramente polemica, secondo me a questo punto ci si dovrebbe mettere in questo modo: costruire una propria lista complessiva, senza stare a postare ogni singolo progresso, per poi inserire tutti insieme i propri rilievi. Poi occorre a mio avviso scremare gli interventi: va bene una ricerca puntigliosissima come hai fatto tu, Eddard, perchè così non si perde nulla, ma poi occorre selezionare le vere parti incriminanti. Magari all'atto di redigere la letterina definitiva si dovrebbe scegliere un pool di persone che si occupano appunto di questa revisione. Detto questo, mi mantengo ancora un po' nell'ombra perchè al momento sono davvero oberato di lavoro, ma sotto natale prometto di prendermi anche io un libro sfitto e di sviscerarne i contenuti. Purchè non abbiamo troppa fretta!
  4. eheh, mia cara lady, sconti il fio di essere una nuova utente il colore dei capelli dei tully è ormai un tormentone classico, sviscerato in infinità di thread, e ormai classico. Cmq sì, il colore dei tully pare che in idioma originario sia "auburn", ovvero "ramato". Tra l'altro, se mi si consente, giusto per sparare su Altieri e per chi lo vuole scagionare (scusa Balon, è che mi sento troppo cattivo ), vi siete mai chiesti per quale motivo Altieri ha tradotto Auburn con Corvino? Ho una teoria tristemente suffragata da molti esempi di ignoranza in tal senso, anche in letteratura: Auburn suona fin troppo simile all'italico Eburneo, tanto che evidentemente Altieri non si è nemmeno posto il problema di consultare un banale dizionario. Peccato che Eburneo sia la qualità non già dell'Ebano, come moltissimi si ostinano a credere e a scrivere (!!) ma dell'Avorio, ovvero il suo contrario cromatico. Se i miei sospetti sono fondati, qua si parla di ignoranza su due lingue, non solo su una. E da qualcuno che ha scritto quell'obbrobrio di Magdeburg non è che poi mi aspetti gran che. Ma mi fermo qui, e mi scuso per l'OT, in particolare con Isky, visto che il senso del topic era un altro.
  5. sì e in particolare ne soffrono proprio fantasy e fantascienza, ma penso molti altri generi che non frequento in bilinguismo. e cmq la mondadori è tristemente famosa per questo, in particolare. in ogni caso mi schiero a favore della segnalazione di TUTTI gli errori, già che ci siamo. Occorrerà una revisione, è chiaro, per presentare solo quello che errore è e non quello che è interpretazione o piccolo tradimento del testo. Scorrettezza nei confronti di Altieri? Buon lavoro di Altieri? non credo. Il fatto che si riesca a godere in italiano è solo ovvio, ci mancherebbe altro... accidenti, lo pagano pure! Però il servizio è scadente, e pieno di errori che non sono semplici sviste. Sono d'accordo con chi sostiene che molti piccoli errori si traducano in un fiume in piena. Anche perchè i tanti piccoli errori trovano la peggiore conferma di una cialtroneria diffusa e quasi criminale nei grossi errori. Mancassero quelli si direbbe che è solo un lavoro distratto/frettoloso. Le grandi carenze invece dimostrano che è un lavoro coi piedi. La Mondadori e Altieri si meritano tutte le nostre recriminazioni, vediamo di non farne mancare nemmeno una.
  6. per le ricorrenze comuni come ci regoliamo? è fastidioso continuare a leggere del "solarium" del nobile tal dei tali: in italiano vuol dire una cosa, e non è quella che intende Martin. Tutti sti nobili che hanno un centro salutistico (anche in pieno inverno) nei loro palazzi fanno morire dal ridere. Qualcuno glielo ha spiegato ad Altieri che il "solarium" o "sollarium" nel latino medievale indica i piani nobili del palazzo o del castello (e per metonimia, spesso, l'intero edificio)? Tradurre: piani nobili o quartieri privati al più. Solarium è un insulto al lettore.
  7. in generale sono d'accordo. diciamo che non contesto l'esistenza di case che abbiano teorie di governo alternative, volendo sicuramente a un livello di politica meno raffinato (ove ovviamente vi sia pieno rispecchiamento tra motto e linea politica), ma che in fondo è accettato come una realtà di fatto. Bada, non faccio l'apologia delle realtà di fatto, ma solo una considerazione di realismo. D'altra parte simili contraddizioni sono chiare anche all'interno dell'opera martiniana, nelle diffidenze, negli odi e nelle faide che intercorrono scopertamente o sotterraneamente tra grandi case, specie tra quelle che hanno motti e quindi idealmente richiami politici ideali molto differenti.
  8. vero quello che dici: i greyjoy sono briganti. E la cosa fa pieno pendat con la tua domanda: se non si persegue l'onore che cosa ti qualifica? Il problema è tutto qui: forse c'è alla base di molte nostre considerazioni un'idea un po' viziata di nobiltà, cavalleria e aristocrazia in genere, un'idea che viene da secoli di speculazioni teoriche su quale dovrebbe essere il ruolo dei re e dei nobili, e come giustificare lo squilibrio sociale che una situazione di forza e di fatto ha generato e tende a conservare. Le cose però non stanno così nella realtà storica, e Martin è pienamente consapevole da buono studioso di temi storici (non un professionista, ma si documenta bene): nobiltà e cavalleria sono sopraffazione ed uso legittimo (o meglio, legittimato da un'acquisita distanza sociale, politica ed economica, inattaccabile o quasi) della forza. I Greyjoy, da perfetti vichinghi, ricordano al mondo: noi siamo forti e non ce ne frega un cappero di essere predoni. E nessuno ha niente da dire, perchè tutte le nobiltà si sono formate così. Proprio per questo trovo deprimenti, e smentiti fortunatamente dalla prassi, i richiami di Tully e Arryn all'onore come qualcosa che smuove i loro intenti. L'onore non conferisce dominio, al massimo può essere un ottimo paravento per giustificare il proprio predominio e renderlo più digeribile ai bifolchi,e magari tentare anche di prendere le distanze dalle altre nobili case attraverso il richiamo a una diversa base ideologica del potere. Converrai che in base alla logica reclamata nel motto (logica che ovviamente non è fondativa...) dei Tully e degli Arryn, chiunque allora potrebbe essere nobile, anche un bifolco di sufficiente onore e rispetto per la famiglia e i propri doveri. Certo che è anche difficile trovarne, in un mondo dove devi sopravvivere, e questo è più vero tanto più basse sono le tue aspettative di vita. Cmq,a prescindere da questo, i loro motti non mi piacciono non perchè "falsi", ma perchè noiosi, retorici, assolutamente classici: quello che ci si aspetta dal perfetto nobilotto uscito prefabbricato da 10000 altri romanzi fantasy. E in questo credo che risieda uno dei punti di forza di Martin: ti prende personaggi dal distorto senso della realtà, simili appunto a 10000 altri personaggi da fantasy mainstream di bassa lega, e poi te li fa andare in rovina, perchè nel suo mondo crudo e realistico non c'è spazio per le vacue adesioni a ideali di principio. I principi vanno benone, ma spesso occorre la forza e anche la capacità di compromettersi, o di cambiare, oppure si va poco in là. Così almeno la penso io
  9. Per ragioni di lealtà familiare scelgo il motto di casa, però altri sono spettacolosi e arroganti come dovrebbe essere un motto: "noi non seminiamo"... brrr, fa tremare di paura, troppo minaccioso! "Hear me roar!", un motto da veri re. "nostra è la furia", semplicemente spettacolare! In fondo anche quei noiosi Stark si ritrovano un bel motto. Oserei invece spendere qualche parola per la terna di noiosi motti da veri perdenti di casa Arryn (mamma mia, neanche Barristan Selmy avrebbe potuto scegliere un motto più scontato e prosaico), dei Tyrrel ("crescere forti"... ma che, siamo hobbit giardinieri?) e soprattutto Family-duty-honor... mamma mia, i Tully sono proprio dei poveracci
  10. accidenti, hai proprio ragione... quel gran bel pezzo di manza l'avrei votata anche io se ci fosse stata, e obiettivamente forse è più facile trovare qualcuno disposto ad andare a letto con lei piuttosto che con Brienne o Selyse Florent...
  11. beh, sì, questa è un tantino eccessiva... consiglio vivamente di rivedere le tue cognizioni di anatomia
  12. beh, in base agli standard dell'epoca E' una tardona http://www.hinaworld.it/labarriera.net/forum/public/style_emoticons/default/biggrin.gif cmq non mi sono mai formalizzato davanti alle trentenni... eh, sì, deve essere una mia deviazione...
  13. beh, fermo restando che una tardona come Cersei a me va benissimo ugualmente (), sono del tuo stesso avviso... oh, Sansina...
  14. beh, a me Sansa non dispiace affatto, anzi, è praticamente certo che sia destinata a diventare una delle donne più belle dei sette regni. Voto per lei come investimento per il futuro se invece fossi gay credo che non resisterei al fascino di mio fratel..ehm, di oberyn martell... caVo, adoVo quei fustacchioni aVVoganti
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