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L'ultima guerra di Berlusconi

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Come consigliato da Darklady, apro il topic specifico su Berlusconi e i suoi guai. I fatti sono noti:

 

_ Caso Ruby. Oggi il GIP decide sul rito immediato, mentre intanto altre procure indagano sulle varie feste (ora c'è anche Roma.

 

_ Parlamento. Pare che i deputati che continuano a passare nell'area di Governo siano sempre di più, anche se nelle commissioni spesso si arriva alla parità, con il rischio di paralizzare le leggi o comunque di ostacolarle.

 

_ Napolitano. Qui non è tutto chiarissimo, ma l'impressione è che difficilmente darà a B. l'appoggio che egli chiede. E per la prima volta ha velatamente fatto capire che potrebbe anche sciogliere le camere d'imperio. Non è chiaro se tecnicamente la cosa è possibile o serve anche l'assenso del Premier.

 

_ Lega Nord. Il federalismo fa fatica, la base protesta e la tentazione di rovesciare il tavolo è forte. Nel breve periodo non credo che la Lega lo farà, ma è chiaro che l'ipotesi è sul tavolo.

 

_ Manifestazioni e consenso. La protesta delle donne è andata oltre le aspettative, diversi sondaggi indicano che il csx è passato in vantaggio e infatti B. è ormai l'unico a non voler più votare.

 

_ Varie ed eventuali.

 

Direi che gli elementi ci sono tutti. Il Governo boccheggia, ma resiste ancora. Quanto può durare? Difficile dirlo, ma non credo fino alla fine della Legislatura.

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Berlusconi appena rinviato a giudizio immediato (rito abbreviato) il 6 Aprile, il collegio di Giudici sarà composto da tre donne, non vi pare una bella ironia del destino. Non gliene faranno passare una liscia. Ora voglio vedere cosa si inventerà per non andare a processo, quale legge sudicia tirerà fuori... tanto è impossibile che Napolitano gli firmi qualunque nefandezza giuridica i suoi avvocati-deputati possano escogitare. Questa volta siamo proprio alla resa finale, ora la domanda è: in un paese democratico quale dovremo essere trionferà il diritto (e questo include tutte le possibili strategie difensive corrette previste dalla legge che qualunque imputato può far valere) e la giustizia (pertanto in un giudizio un imputato può essere colpevole ma anche innocente... che banalità! Ma in italia siamo arrivati a questo punto, bisogna proprio ricordare le basi del diritto)o l'imperio del potere e fatemelo dire la vergognosa idea di Berlusconi di essere al di sopra della legge. Persino Gesù Cristo fu "giudicato", dal popolo sobillato dai sacerdoti del Tempio di Gerusalemme (e ora lui teme anche l'elezioni anticipate)e nel caro Silviuccio non vedo unguenti santi che lo avvolgono come nella sua follia lui pensa. LA PARTITA FINALE E' COMINCIATA VINCERA' IL DIRITTO (e la Democrazia) O IL POTERE?

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Credo che i suoi avvocati riusciranno facilmente a scagionarlo per la prostituzione: reperire prove certe è difficilissimo.

Non riesco a vedere come possa scampare per la concussione: i giudici non possono accettare la barzelletta raccontata alla gente, sulla nipote di Mubarak: la legge non ammette ignoranza, tantomeno quella di un capo di Stato che ha frequentato varie volte la persona in questione.

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Fermo restando che la questione della prostituzione un po' mi puzza, cosa succederebbe se venisse giudicato colpevole per l'altro reato? Finirebbe la sua carriera politica o potrebbe continuare comunque?

Inoltre, e' possibile ricusare i giudici sostenendo che l'atmosfera mediatica che si e' creata e la natura del reato possano portare ad un trattamento non equo da parte di giudici unicamente donne?

 

Comunque mi sa che Berlusconi trovera' una scappatoia. Se cosi' non sara', potrebbe essere una svolta per la politica italiana, sebbene, non vedo al momento alcuna alternativa credibile. Elezioni anticipate? Bah, io per primo non saprei chi votare.

 

Pero' era ora che venisse presa una posizione salda contro le mire di onnipotenza del premier...

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_ Napolitano. Qui non è tutto chiarissimo, ma l'impressione è che difficilmente darà a B. l'appoggio che egli chiede. E per la prima volta ha velatamente fatto capire che potrebbe anche sciogliere le camere d'imperio. Non è chiaro se tecnicamente la cosa è possibile o serve anche l'assenso del Premier.

 

No, non serve l'assenso del Presidente del Consiglio, ma solo il parere dei Presidenti di Camera e Senato (art. 88 Cost).

 

Concordo con Metamorfo comunque, a meno che non ci siano testimoni oculari, oppure materiale fotografico o video, la prostituzione minorile è alquanto ardua da dimostrare con prove processualmente certe.

E' facile trovare la prova dei pagamenti, ma non quella delle prestazioni.

 

Tutt'altro discorso per la Concussione, considerando che le telefonate in Questura vengono registrate e verbalizzate (che pollo che è stato, lo sanno anche i bambini), e che la frottola della nipote di Mubarak non se la beve nessuno, praticamente ci troviamo di fronte ad un caso di scuola per il reato in questione.

 

Certo, bisognerebbe leggere le carte per farsi un'idea corretta e precisa di cosa si sono detti, ma se il GIP ha ammesso il giudizio immediato richiesto dai PM, per il quale è necessaria l'evidenza della prova, significa che effettivamente la cosa risulta piuttosto lampante.

 

Una curiosità: il Giudizio Immediato è usato pochissimo, è il più raro tra i cosidetti "riti alternativi", proprio perchè è molto difficile che al di fuori dei casi di arresto in flagranza di reato ci si trovi di fronte a prove così palesi.

Insomma siamo davanti ad un evento forse unico nel suo genere, considerando anche il rango dell'imputato coinvolto.

 

"Far rinviare a giudizio il Presidente del Consiglio con rito immediato, non ha prezzo. Per tutto il resto c'è Mastercard." <img alt=" />

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Il rito immediato credo serva ad evitare la scappatoia principale utilizzata dai legali di Berlusconi nei processi: la prescrizione.

Con un processo normale, probabilmente sarebbero riusciti a rinviarlo fino a portarlo alla prescrizione (o almeno, avrebbero avuto il tempo di fare una nuova legge -per esempio, una che depenalizzasse la concussione, con effetto retroattivo-).

Prostituzione: partendo dal fatto che la ragazza nega, anche sapendo che lei ha passato parecchie notti in casa di Berlusconi, e magari anche nella stessa camera, non è possibile dimostrare senza ombra di dubbio che ci siano stati rapporti sessuali.

Concussione: Berlusconi non ha mai negato la telefonata, e si è sempre giustificato con la balla-Mubarak. Ovvio che, se, in teoria, con questa giustificazione può provare a intortare la gente per salvare la faccia, essa non ha rilevanza giuridica (mica se io prendo un pakistano per strada e lo tengo chiuso in cantina per una settimana...posso dire al giudice: "scusa, credevo fosse Bin Laden, e volevo evitare un attentato"). Su questa questione, dovranno trovare una diversa strategia difensiva. L'alternativa...è provare a comprare...

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Fermo restando che la questione della prostituzione un po' mi puzza, cosa succederebbe se venisse giudicato colpevole per l'altro reato? Finirebbe la sua carriera politica o potrebbe continuare comunque?

Ciò che lui teme è la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici.

 

Inoltre, e' possibile ricusare i giudici sostenendo che l'atmosfera mediatica che si e' creata e la natura del reato possano portare ad un trattamento non equo da parte di giudici unicamente donne?

Ah lui può proporla l'istanza di ricusazione, che poi gliel'accettino è tutto un altro discorso, di certo non per queste motivazioni.

 

Pero' era ora che venisse presa una posizione salda contro le mire di onnipotenza del premier...

 

Poco ma sicuro.

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Immagine inserita

 

Il 6 Aprile!

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In questo articolo vengono presentate le 3 possibili strade dei legali di Berlusconi:

 

"Rito abbreviato, patteggiamento, dibattimento: le tre strade davanti al premier

Scegliere il giudizio abbreviato o il patteggiamento, oppure farsi sottoporre al “normale” dibattimento. Sono le tre strade che si aprono davanti al presidente del Consiglio dopo che il gip di Milano ha disposto per lui il giudizio immediato per concussione e sfruttamento della prostituzione minorile nell’ambito del caso Ruby.

 

Il codice di procedura penale prevede infatti che in caso di giudizio immediato, che è un rito speciale caratterizzato dalla mancanza dell’udienza preliminare e a cui si ricorre quando vi sia l’evidenza della prova , l’imputato abbia 15 giorni di tempo dalla notifica del relativo decreto per chiedere di essere sottoposto al giudizio abbreviato o in alternativa il patteggiamento; diversamente, viene sottoposto al processo ordinario.

 

L’abbreviato presenta il vantaggio che si celebra in camera di consiglio, cioè a porte chiuse, e in caso di condanna comporta la riduzione di un terzo della pena; ma ha lo svantaggio che la decisione viene presa allo stato degli atti, sulla base cioè di quanto è stato raccolto dalla procura e dai difensori con le proprie indagini. E’ però possibile chiedere questo rito ponendo condizioni, come per esempio l’assunzione di determinati testimoni. Sembra però difficile che Silvio Berlusconi scelga questa strada, e ancora di più quella del patteggiamento, che consiste nell’applicazione della pena su richiesta delle parti: perchè il patteggiamento si traduce nella sostanza in un’ammissione da parte dell’imputato dei fatti che gli sono contestati, anche se presenta il vantaggio di comportare l’esclusione delle pene accessorie, cioè in questo caso scongiurerebbe l’interdizione dai pubblici uffici.

 

L’ipotesi più probabile è che il premier scelga la via ordinaria. Ma anche in questo caso le sorprese non mancherebbero. La stessa prima udienza potrebbe slittare se i difensori del presidente del Consiglio facessero valere il legittimo impedimento, magari per la convocazione concomitante di un Consiglio dei ministri. Dopo la recente sentenza della Consulta ora l’impedimento del premier a comparire in giudizio va valutato nel concreto dai giudici, ma comunque potrebbe essere riproposto nelle varie udienze del processo.

 

Solo nella fase iniziale, e dunque prima dell’apertura del dibattimento, i legali di Berlusconi potrebbero invece sollevare le eccezioni sulla competenza del tribunale di Milano a giudicare il premier: sostenendo come hanno già fatto che l’unico soggetto “titolato” è il tribunale dei ministri per quanto riguarda la concussione, e il tribunale di Monza per la prostituzione minorile. Una questione su cui aleggia lo spettro del conflitto di attribuzioni, dopo che la Camera dei deputati ha escluso la competenza della procura di Milano. Solo nella fase iniziale del processo gli avvocati del premier potrebbero inoltre contestare la correttezza dell’operato del gip nel valutare la sussistenza dell’evidenza della prova sulla base della quale è stato disposto il giudizio immediato."

 

Fonte: Mio collegamento

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Caso Ruby. Oggi il GIP decide sul rito immediato, mentre intanto altre procure indagano sulle varie feste (ora c'è anche Roma.

_

 

la tirerà per le lunghe con ogni mezzo possibile immaginabile... credo che prima della sentenza ne succederanno delle belle

 

 

Parlamento. Pare che i deputati che continuano a passare nell'area di Governo siano sempre di più, anche se nelle commissioni spesso si arriva alla parità, con il rischio di paralizzare le leggi o comunque di ostacolarle.

e vabbè, forse è meglio se non fanno leggi, vista la qualità

abbiamo milioni di leggi, possiamo sopravvivere anche senza ossessione dei parlamenti moderni a legiferere e decretare come assatanati.

 

Napolitano. Qui non è tutto chiarissimo, ma l'impressione è che difficilmente darà a B. l'appoggio che egli chiede. E per la prima volta ha velatamente fatto capire che potrebbe anche sciogliere le camere d'imperio. Non è chiaro se tecnicamente la cosa è possibile o serve anche l'assenso del Premier.

Napolitano è come Montgomery... si preoccupa di più di non perdere una battaglia che di vincerla

se mai si dovesse decidere a fare il gran passo, lo farà solo quando sarà sicuro di poter prevedere e controllare lo svolgimento

 

 

Lega Nord. Il federalismo fa fatica, la base protesta e la tentazione di rovesciare il tavolo è forte. Nel breve periodo non credo che la Lega lo farà, ma è chiaro che l'ipotesi è sul tavolo.

sto cominciando a pensare che nessuno darà mai il federalismo alla lega. Non tutto in un volta, e non in modo pienamente soddisfaciente, comunque.

la promessa del federalismo la rende relativamente docile, fedele e controllabile.

 

una volta ottenuto quello che vuole, tornerebbe ad essere una specie di mina vagante.

 

 

 

Manifestazioni e consenso. La protesta delle donne è andata oltre le aspettative, diversi sondaggi indicano che il csx è passato in vantaggio e infatti B. è ormai l'unico a non voler più votare.

 

ma se si andasse a votare, sarebbe comunque un osso duro da battere. Con i mezzi di propaganda a sua disposizione i sondaggi pre-campagna elettorale hanno ben poco valore

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Stamani i giornali (almeno Corriere, Repubblica, Fatto quotidiano) riportano i verbali in cui Ruby dichiarò che Berlusconi le propose di fare sesso, di aver ricevuto una busta con cinquantamila euro, e di avergli detto di essere minorenne. Lei spiega come lui le abbia detto di inventare la balla della nipote di Mubarak.

Stando così le cose, Berlusconi rischia anche per il reato di prostituzione. Certo, il rischio che la ragazza ritratti è alto...

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Da Repubblica:

 

C'E' un segreto in quest'indagine. È stato ben conservato per sette mesi, custodito come una pepita d'oro. Il segreto è in tre frasi del doppio verbale d'interrogatorio di Ruby, 3 agosto 2010. Sono poche parole, pochi ricordi e risolvono con una determinante testimonianza diretta le tre questioni decisive dell'affaire: Silvio Berlusconi ha mai chiesto a Ruby di fare sesso? Due. Berlusconi sapeva che la ragazza, nella primavera del 2010, non ha ancora compiuto diciotto anni? Tre. Come nasce - e da chi - la bubbola della "nipote di Mubarak".

 

Ascoltiamo Ruby. Si deve tornare alla sera del 14 febbraio, giusto un anno fa. È la prima volta, dice Ruby, che incontra il capo del governo. "... Berlusconi mi prese da parte e mi condusse in una stanza dove restammo soli. Mi disse che la mia vita sarebbe cambiata e, anche se non ha mai parlato esplicitamente di rapporti sessuali, non è stato difficile per me capire che mi proponeva di fare sesso con lui". L'uomo ha 74 anni. È solo nella stanza con la ragazza. Ruby non dice di essere stata toccata. Ruby ricorda soltanto le promesse di quell'uomo immensamente ricco: "La mia vita sarebbe cambiata...". Perché non avrebbe dovuto crederci? Finalmente, pensa la ragazza.

 

È scappata di casa per inseguire il sogno di un'altra vita e la pazza, disperata convinzione di sconfiggere il destino già scritto in Italia per una marocchina figlia di un venditore ambulante. È fuggita da una, due comunità. Ha ballato la danza del ventre, qui e là. È diventata cubista in disco pub lungo i viali che portano in periferia. Si è prostituita. Ha rubato. Ha creduto nelle parole di Emilio Fede che l'ha ammirata in un concorso di bellezza e convinta al viaggio verso Milano. Non ha alcun dubbio che "Emilio" l'aiuterà. Non è stato già un aiuto averla indicata a Lele Mora che l'ha accettata nella sua squadra? Non gli deve un grazie ora che, nel giorno di San Valentino, l'ha condotta ad Arcore?

 

Quando, la notte del 14 febbraio, Ruby entra in quella stanza da sola con il presidente del Consiglio ("un ufficio", ricorda lei), il cielo è a portata di mano, ogni pena è finita, il passato sta per essere cancellato. L'uomo di 74 anni, quella notte, non promette soltanto. Dimostra di voler fare sul serio, davvero avrebbe fatto la fortuna di quella ragazza. Ascoltiamo Ruby: "Berlusconi mi consegnò una busta con 50mila euro..." e la ragazza non aveva mai visto tanti soldi e tutti insieme.

 

I ricordi di Ruby sono decisivi per il processo (e anche per un giudizio extraprocessuale, politico). Fin dalla prima volta che l'incontra dunque, Berlusconi chiede a Ruby sesso, parla di sesso e nient'altro che di sesso. Si dice disponibile a pagare. Molto, tantissimo.

 

Quante volte l'uomo di 74 anni e la minorenne s'incontrano? Il 3 agosto 2010, la ragazza racconta ai pubblici ministeri la sua versione dei fatti: in larga parte sincera, ma con qualche omissione, qualche fanfaronata, qualche parola di troppo o di troppo poco. I pubblici ministeri "tracciano" il suo telefono e scoprono che Ruby non è stata ad Arcore tre volte, come dice, "per una cena", o "per una notte". È stata a Villa San Martino ininterrottamente dal 24 al 26 aprile 2010, per dire. Silvio Berlusconi, quel giorno, è stato alla Scala con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e si è detto "radioso". Poi raggiunge Vladimir Putin e l'accompagna ad Arcore. Il giorno dopo, conferenza stampa a Villa Gernetto, ma ritorno a Villa San Martino. Ad Arcore chi c'era? Ancora la giovane ed entusiasta Ruby, la quale "notte e giorno era presente", come hanno stabilito i tecnici che analizzano il traffico telefonico per conto della Procura. C'era anche a Pasqua e Pasquetta, c'era il Primo Maggio, quattro settimane prima di quella notte in cui, accusata di furto da un'amica ballerina, finisce in questura, in via Fatebenefratelli: è la notte in cui Silvio Berlusconi telefona, spiegando che avevano a che fare non con una "scappata di casa", ma con la "nipote di Mubarak".

 

Tra il 14 febbraio e il due di maggio, Ruby è ad Arcore il 14 (domenica), il 20 (sabato), il 21 (domenica), il 27 (sabato), il 28 (domenica) febbraio 2010. E ancora, il 9 (martedì) marzo 2010 ; il 4 (domenica), il 5 (lunedì), il 24 (sabato), 25 (domenica - Festa della Liberazione), 26 (lunedì) aprile 2010. A maggio, il 1 maggio (sabato - Festa del lavoro) e il due (domenica). Quindici notti. In settantasette giorni, si contano sessantasette contatti telefonici. Quasi uno al giorno.

La costante frequentazione nella primavera non scioglie l'altro decisivo quesito processuale: Berlusconi sapeva degli anni di Ruby? Era consapevole della sua minore età?

 

Ancora una volta ascoltiamo la novità di Ruby: "Fino a quel momento, la sera del 14 febbraio, Berlusconi sa che ho 24 anni. La volta successiva, mi ricordo era in marzo, l'autista di Emilio Fede viene a prendermi in via Settala, dove abitavo allora. Torno ad Arcore e là, parlando con le altre ragazze invitate, vengo a sapere che chi stava con lui, con Silvio, poteva avere la casa gratis. Alcune ragazze mi dissero di avere avuto a Milano 2 un appartamento con cinque anni di affitto pagati". Parliamo della Dimora Olgettina, dove vivono Marysthell, Barbara, Iris, Imma e le altre. Ruby conosce quelle vite. Sa come possono essere comode e lussuose.

 

Fermiamoci un attimo: una casa, a Milano 2, gratis, per cinque anni. Per Ruby è più di un sogno, è una vittoria contro il destino di una "scappata da casa", da Letojanni provincia di Messina. La proposta non è il primo passo verso il successo. È il successo, il primo di un rosario di successi. Ruby pende dalle labbra di Berlusconi, che fa la sua mossa. Quella sera le parla della possibilità di una sistemazione. Di un appartamento lì all'Olgettina. Finalmente da sola, finalmente autonoma, in un appartamento tutto suo. Ruby è incredula davanti a tanta fortuna. Sa che la casa dimostra che è entrata nel "cerchio stretto" delle favorite del Sultano. C'è un solo pensiero che disturba quella felicità. Ora lo ricorda ai pubblici ministeri che la interrogano: "A Berlusconi avevo detto falsamente di avere ventiquattro anni e di essere egiziana. Quando mi propone di intestarmi quella casa, dovevo dirgli come stavano le cose. Non potevo più mentire. Gli dissi la verità: ero minorenne ed ero senza documenti". Berlusconi non fa una piega, a quanto pare. Non si stupisce. E lancia l'idea che ora lo danna come imputato di concussione. Le suggerisce: "Dirai a tutti che sei la nipote di Mubarak così potrai giustificare le risorse che ti metterò a disposizione". È allora il Cavaliere a inventarsi la fanfaluca che, con impudenza, evoca oggi in Parlamento per salvarsi dal processo milanese.

 

Siamo ad agosto e pubblici ministeri più avventurosi avrebbero cominciato ad indagare il presidente del Consiglio. Alla Procura di Milano, al contrario, appare urgente rintracciare conferme al racconto della minorenne prima di muovere verso Silvio Berlusconi. Ruby mente? E in che cosa mente?

 

Le indagini in via preliminare hanno da accertare se davvero Ruby conosce il Cavaliere; se davvero è stata ad Arcore con lui; se davvero le ragazze che dice di aver incontrato a Villa San Martino frequentano abitualmente le feste e le cene del premier; se davvero esiste un "qualcosa" chiamato bunga bunga, sino a quel momento, un assoluto inedito. Ognuno di questi passaggi trova più di un riscontro nei documenti acustici raccolti e anche in testimonianze dirette: tre ragazze - M. T., amica di Nicole Minetti, Maria Magdoum e la giovane Natascia, amica di Aris Espinoza, una delle più assidue frequentatrici a pagamento del premier - descrivono alla stessa maniera la cerimonia erotica, la sala sotterranea, le scene, i balletti, il premier che tocca, le ragazze che ballano sempre più scollacciate davanti a lui. È quello che Ruby chiama nell'interrogatorio "il rito dell'harem".

 

Il quadro indiziario s'è fatto a questo punto più preciso, addirittura nel dettaglio. Il 6 ottobre, i pubblici ministeri afferrano la prova evidente che li convincerà di essere sulla buona strada: Ruby viene interrogata da un emissario di Berlusconi, alla presenza di Lele Mora e di un avvocato, che le chiedono di ripetere quel che ha raccontato un paio di mesi prima in procura. Vogliono sapere tutto, anche quello che Ruby preferirebbe tacere. "Le scene hard con il pr...", come riferisce al telefono, Luca Risso, l'attuale fidanzato di Ruby. Si può qui lasciar perdere quel che appare chiaro ai pubblici ministeri. Berlusconi sa delle indagini, sta tentando di mettere riparo alla catastrofe che lo minaccia e i detective devono affrettarsi per evitare l'inquinamento di prove e testimonianze. Qui interessa dire altro. La preoccupazione del premier di cancellare ogni traccia del suo legame con la minorenne è stata anche la ragione del suo malaccorto intervento, la notte del 27 maggio, alle 23.45, sul capo di gabinetto della questura milanese. È l'episodio chiave della partita giuridica.

 

Lo affronta il giudice delle indagini preliminari Cristina Di Censo. Deve decidere se Milano è competente e se la procura ha raccolto prove così evidenti da rendere inutile l'udienza preliminare e legittimo un processo con rito immediato. La telefonata in questura risolve il caso. Berlusconi non chiama nelle sue funzioni di presidente del Consiglio, perché il capo del governo non è funzionalmente sovra-ordinato al capo di gabinetto di una questura, come lo sarebbe il ministro dell'Interno. Il Cavaliere mette sul tavolo, quella notte, la sua qualità di pubblico ufficiale; la sua influenza e non la sua funzione; il suo peso e la sua forza e non i suoi compiti istituzionali.

 

Questa differenza "radica", come si dice, la competenza nella procura territoriale e non presso il tribunale dei ministri, come sarebbe avvenuto se avesse speso la sua funzione. La "balla della nipote di Mubarak", come dice il questore dell'epoca, non cambia di una virgola la prospettiva. Come nulla cambia che gli atti sessuali con una prostituta minorenne siano stati compiuti ad Arcore, perché il reato più grave - la concussione - "attrae" come una calamita il reato minore, in questo caso la frequentazione con la diciassettenne Ruby in "un contesto" sessualmente molto equivoco, che però ha dei punti fermi. Il giudice li elenca in quindici pagine di "fatti storici" e accertati, o detto in altro modo, di prove evidenti. Da quei verbali di Ruby se n'è fatta di strada e solo a dicembre (21) Berlusconi è iscritto nel registro degli indagati. Quel che sa, quel che ha fatto, prima e dopo il 27 maggio è sufficientemente dimostrato. Intorno a lui Lele Mora, Emilio Fede e la consigliere regionale Minetti organizzano a Milano un vivamaria di ragazze, e per dirla con Nicole ci sono "zoccole" e "ragazze venute dalle favelas" e "zingare". Qui interessano le "zoccole" perché sono loro ad annunciare il reato. Per Lele, Emilio e Nicole, perché il capo del governo è soltanto l'"utilizzatore finale", e sin qui estraneo a ogni contestazione penale. È la "zo****a" minorenne che mette nei guai il presidente del Consiglio. O meglio, se ha ragione Ruby, il capo del governo si mette nei guai da solo. È vero, il 14 febbraio pensa che Ruby abbia 24 anni e le promette mari e monti.

 

Sconveniente forse per chi ha liberamente scelto di assumere responsabilità pubbliche e dovrebbe per precetto costituzionale svolgere i suoi doveri con dignità e onore, ma in ogni caso non un reato. Il pasticciaccio che rovina Berlusconi si consuma a marzo, quando vuole consegnare un appartamento alla ragazza. In quell'occasione, la ragazza gli racconta la verità e dunque Berlusconi conosce la realtà dell'anagrafe, ma non si arresta. Vuole Ruby accanto a sé e la consapevolezza della minore età della ragazza non ferma il suo desiderio. Ruby ne è così consapevole che si vanta del capriccio che sollecita in quell'uomo di 74 anni: "Quell'altra, Noemi, è la pupilla, io sono il c**o". Il Cavaliere sembra trovare le ragioni della prudenza soltanto dopo l'agitata notte del 27 maggio.

Non vedrà mai più, per quel che se ne sa oggi, Ruby. Si sentiranno soltanto al telefono. E Ruby mette a verbale l'ultima frase di Silvio Berlusconi: "Ci potremo rivedere una volta che hai compiuto la maggiore età".

Ho sottolineato in neretto i punti che mi sembrano più significativi e che mi paiono rendere la difesa di Berlusconi assolutamente traballante. C'è però una cosa che non mi convince: Ruby dice che nel primo incontro B. non le parla mai esplicitamente di sesso, ma dopo il resoconto di Repubblica dice tutt'altro, cioè che il premier non fa altro che parlare di questo con Ruby. Mi sono perso qualcosa io?

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Ho sottolineato in neretto i punti che mi sembrano più significativi e che mi paiono rendere la difesa di Berlusconi assolutamente traballante. C'è però una cosa che non mi convince: Ruby dice che nel primo incontro B. non le parla mai esplicitamente di sesso, ma dopo il resoconto di Repubblica dice tutt'altro, cioè che il premier non fa altro che parlare di questo con Ruby. Mi sono perso qualcosa io?

 

Bè, mi sembra rientrerebbe nel personaggio: chiedere sesso a pagamento...senza chiederlo. All'inizio eviterebbe di fare la proposta esplicita (non conoscendo la reazione delle ragazze) e di passare per il povero uomo costretto a pagare per il sesso, mostrandosi invece come un uomo che offre denaro per generosità. Quando capisce che la "generosità" verrà ricompensata, può sbottonarsi (in tutti i sensi :-)).

Rimane il fatto che la ragazza ha moltissimi buoni motivi per rimangiarsi tutto. Almeno 5 milioni di buoni motivi...

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Rimane il fatto che la ragazza ha moltissimi buoni motivi per rimangiarsi tutto. Almeno 5 milioni di buoni motivi...

 

Se si rimangia tutto in sede di interrogatorio in aula va sotto per Falsa Testimonianza.

 

A differenza degli imputati, i testimoni non possono ne mentire ne tacere su fatti che hanno già dichiarato essere veri, e Ruby l'ha fatto in sede di indagini preliminari durante gli interrogatori davanti ai PM.

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Rimane il fatto che la ragazza ha moltissimi buoni motivi per rimangiarsi tutto. Almeno 5 milioni di buoni motivi...

 

Se si rimangia tutto in sede di interrogatorio in aula va sotto per Falsa Testimonianza.

 

A differenza degli imputati, i testimoni non possono ne mentire ne tacere su fatti che hanno già dichiarato essere veri, e Ruby l'ha fatto in sede di indagini preliminari durante gli interrogatori davanti ai PM.

 

Può sempre dire che gli inquirenti le han fatto pressione, che era spaventata, che l'hanno confusa e portata a dire quelle cose.

Quale pena pensi possa rischiare una ragazzina che dica certe cose? Di certo, niente che bilanci i 5 milioni di buoni motivi per ritrattare...

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