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Se vuoi farti una famiglia non devi necessariamente sposarti. Il punto sta nell'essere riconosciuti e tutelati dalla legge.

E anche se ciò porta ad un personale tornaconto, che c'è di male? Gli etero possono farlo e i gay no?

Riparto da qui perché mi sembra uno dei punti focali dell'aspetto sociale-civile dell'omosessualità.

 

La domanda/provocazione di Jon Black mi sembra estremamente sensata.

 

Stiamo dicendo che lo Stato dovrebbe concedere o negare determinati diritti familiari in funzione dei gusti sessuali.

La domanda che mi faccio è: perché?

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Semplice, l'Italia é troppo legata alla morale cattolica da questo punto di vista. Penso che molti siano falsi bigotti. Mi chiedo: due persone omosessuali vogliono sposarsi? Perché negarglielo? Sono due persone che si amano, penso che come cittadini di uno stato laico ne abbiano il diritto. (Premetto che io sono molto credente, cresciuta in famiglia cattolica, nessuno da me é contro gli omossesuali)

 

Per quanta riguarda i figli sono molto combattuta. Da un lato penso che i bambini non voluti dalle altre coppie piuttosto che negli orfanotrofi starebbero molto meglio con una coppia omosessuale, quindi di principio non nulla di contrario all'adozione da parte di coppie di questo tipo, dall'altro concordo che per il bambino potrebbe inizialmente essere un po' destabilizzante, nel senso che si sentirebbe diverso, escluso. Questo peró non é colpa dei genitori, ma della nostra societá falsamente bigotta. Se a scuola insegnassero ai bambini la tolleranza verso le persone diverse dal punto di vista di nazioniltá, religione E SESSUALITÁ e questa tolleranza fosse accompagnata dai genitori, un bambino non si sentirebbe diverso e non servirebbe accusare gli omosessuali.

Io ho un un amico gay, fidanzato, una volta eravamo in giro insieme e si é avvicinata una bambina piccola, lui é stato tenerissimo con lei. Io stento a credere che lui non saprebbe come comportarsi con un figlio, nonostante sia gay.

 

In sintesi penso che se scuola e famiglia insegnassero la tolleranza verso gli omosessuali, ci risparmieremmo un sacco di dispute e meno bambini starebbero negli orfanotrofi.

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Da un lato penso che i bambini non voluti dalle altre coppie piuttosto che negli orfanotrofi starebbero molto meglio con una coppia omosessuale, quindi di principio non nulla di contrario all'adozione da parte di coppie di questo tipo, dall'altro concordo che per il bambino potrebbe inizialmente essere un po' destabilizzante, nel senso che si sentirebbe diverso, escluso. Questo peró non é colpa dei genitori, ma della nostra societá falsamente bigotta. Se a scuola insegnassero ai bambini la tolleranza verso le persone diverse dal punto di vista di nazioniltá, religione E SESSUALITÁ e questa tolleranza fosse accompagnata dai genitori, un bambino non si sentirebbe diverso e non servirebbe accusare gli omosessuali.

Ma infatti questo lo quoto con tutte le virgole...

 

Si dice tanto che gli omosessuali non dovrebbero adottare bambini perché questi poi si sentirebbero maltrattati e discriminati dai compagni. E ok. Ma se poi si protesta quando viene proposta un'educazione volta a combattere queste discriminazioni... :shock:

Poi è chiaro che ci sono modi e modi di educare e bisogna stare un po' attenti anche a questo. Specialmente perché a certe età si è propensi a fare il contrario di quello che ti insegnano per il puro gusto di farlo :-P

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Di fronte alla parità dei diritti, che deve essere riconosciuta in egual misura ad ogni essere umano, non c'è ragione (para)scientifica che tenga.

 

Anzitutto è assurdo che non venga riconosciuto in egual misura il diritto di poter vivere la propria vita assieme alla persona che si ama(e togliamoci dalla testa una buona volta le implicazioni di carattere sessuale, quella è proprio una cosa diversa, che attiene alla sfera privata dell'individuo).

 

Trovo parimenti inconcepibile che il diritto di un bambino ad avere un nucleo familiare nel quale poter crescere al meglio delle possibilità, debba essere impedito sempre per questioni di carattere sessuale dei possibili genitori adottivi.

Trovo che sia ingiusto perfino negare il diritto all'adozione alle persone singole se è per questo.

 

E non andiamo a ricercare il vero significato della parola "genitore", che sarebbe colui che genera, perché giuridicamente questa "roba" da falso problema, è stata già ampiamente risolta con l'aggiunta della parola "adottivo", che di fatto non genera proprio niente, ma viene riconosciuto esattamente come un genitore naturale, in tutto e per tutto.

 

Mo che c'entra che scientificamente non si ottiene un bimbo se non si verifica la procreazione naturale? Niente.

 

Scientificamente si potrebbe anche generare un figlio da una cellula del proprio organismo, con la clonazione, e a cosa si va a ricorrere contro questo eventuale "abominio"(parola di certo usata sempre in questi casi, perché fa molto effetto)? Al fatto che è contro natura!

 

Beh anzitutto stabiliamo cos'è la natura, poi magari anche cos'è la scienza, e infine anche quanto debba incidere in maniera determinante sui diritti umani.

 

Poi ricominciamo a parlare di cosa sia giusto e cosa no.

 

Per l'educazione sessuale... piuttosto sarebbe bello educare la società(e non solo i bambini, anzi, loro sono gli ultimi...) all'accettazione del diverso, e non alla sola tolleranza, niente affatto, accettazione di ogni altro essere umano ad essere considerato esattamente come vorresti essere considerato tu.

 

Perché siete veramente tanto uguali quanto diversi, appunto, e di diversità è pieno il mondo.

Se poi uno vuole farsi riconoscere diritti da Super Sayan, beh saranno problemi suoi spiegarlo agli psichiatri, problemi di chi poi dovrà curarlo, anche questa è scienza.

L'omosessuale però non è una persona malata... (o mio dio!!!).

 

Omosessuali si nasce(si in alcuni casi si diventa anche), oppure ancora si è bisessuali(e non voglio parlare di mille tipi diversi di parafilie),

 

di certo non si nasce omofobi. (cit.)

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La ratio dell'istituto dell'adozione, dopo le varie riforme anche abbastanza recenti, é quella della tutela dell'adottato. A tal fine si ritiene, al netto delle conquiste scientifiche ed etiche del 21esimo secolo, che un bimbo cresce "meglio" (passatemi il termine infelice) in famiglia con le figure fondamentali di Mamma e Papà. "Meglio" ancora se c'è un ulteriore figlioletto piccolo per tutti i motivi che si immaginano

 

Questo non toglie che in casi particolari, sempre per venire incontro alle immediate esigenze del pupo, l'adozione possa essere prevista in casi speciali

 

Ragionando in questo senso non me la sento di negare l'indirizzo che considera "superiore" (termine anche questo infelice, ma che rende l'idea) la famiglia etero rispetto ad un singolo o alla coppia omosessuale.

 

Non lo so, magari sono chiuso e di strette vedute, qualcuno mi accuserà di omofobia :') :') :') ma considero ancora come prioritaria sempre per il pupo, adottato o meno, la presenza di una MA' e di un PA'

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Se vuoi farti una famiglia non devi necessariamente sposarti. Il punto sta nell'essere riconosciuti e tutelati dalla legge.

E anche se ciò porta ad un personale tornaconto, che c'è di male? Gli etero possono farlo e i gay no?

Riparto da qui perché mi sembra uno dei punti focali dell'aspetto sociale-civile dell'omosessualità.

 

La domanda/provocazione di Jon Black mi sembra estremamente sensata.

 

Stiamo dicendo che lo Stato dovrebbe concedere o negare determinati diritti familiari in funzione dei gusti sessuali.

La domanda che mi faccio è: perché?

Essenzialmente perché non si comprende ancora che una famiglia omosessuale può allevare i minori. Il punto sta tutto lì. Si obietta per gradi, o meglio ci sono vari gruppi di obiezioni in ordine crescente di ragionevolezza, ma tutte respingibili.

Si parte da "non fanno figli", "manca la figura materna/paterna" (meglio di NIENTE!), "fanno diventare i figli omosessuali come loro". Questo è il gruppo di obiezioni di livello più basso, ma è ciò che si nasconde anche dietro obiezioni più elaborate.

Poi ci sono le "non costituiscono una famiglia Naturale", "possono farlo ma a casa loro", "il prete ha detto di no". Sicuramente mi sto dimenticando qualche obiezione che va in questo gruppo di mezzo, che chiamerei "d'evasione" giacché sono tutte argomentazioni che cercano di "spostare" la discussione su piani diversi (quello della biologia, della "natura", della religione).

Infine c'è un ultimo gruppo costituito da una sola argomentazione, e cioè "se poi lo facciamo davvero, poi i bimbi subiranno bullismo e discriminazione". L'obiezione sicuramente più nobile, ma a cui rispondo che è un problema diverso e va risolto con strumenti diversi, benché paralleli: e cioè quelli di cui stavamo parlando, quel corso di educazione sessuale, che NON comporta pratica di masturbazione... (ma si sa, quando si sente l'aggettivo "sessuale" in Italia si pensa solo e subito all'atto del sesso o alle scuole di pom***i in Russia [che devo ancora capire se sia una una bufala quest'ultima grazie in anticipo]).

 

Quel progetto corso è essenzialmente educazione al rispetto reciproco e alla non discriminazione, alla contraccezione, e ovviamente a non subire abusi pedofili (il 70% dei casi è in famiglia, quindi la scuola è l'unico posto rimasto!)

Ma ovviamente eliminando l'unica obiezione ragionevole si crea un pericolo troppo grande per certi individui bigotti e omofobi che dunque devono creare leggende disinformative.

 

La famiglia è una risorsa dello stato, io preferisco vederla in questo modo centralizzato e non viceversa. Lo stato delega alle famiglie l'oneroso e lungo compito non di procreare, giacché quello avviene comunque, ma di allevare i bambini. Si tratta soltanto di estendere il concetto di famiglia per i fini pratici dello stato (=dare da mangiare ai minori): concetto prima limitato a uomo + donna per questioni di istinto, numero e religione (che alla sua nascita è sempre una astrazione di principi già sentiti...)

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La ratio dell'istituto dell'adozione, dopo le varie riforme anche abbastanza recenti, é quella della tutela dell'adottato. A tal fine si ritiene, al netto delle conquiste scientifiche ed etiche del 21esimo secolo, che un bimbo cresce "meglio" (passatemi il termine infelice) in famiglia con le figure fondamentali di Mamma e Papà. "Meglio" ancora se c'è un ulteriore figlioletto piccolo per tutti i motivi che si immaginano

 

Questo non toglie che in casi particolari, sempre per venire incontro alle immediate esigenze del pupo, l'adozione possa essere prevista in casi speciali

 

Ragionando in questo senso non me la sento di negare l'indirizzo che considera "superiore" (termine anche questo infelice, ma che rende l'idea) la famiglia etero rispetto ad un singolo o alla coppia omosessuale.

 

Non lo so, magari sono chiuso e di strette vedute, qualcuno mi accuserà di omofobia :') :') :') ma considero ancora come prioritaria sempre per il pupo, adottato o meno, la presenza di una MA' e di un PA'

Il matrimonio omosessuale è regolato per legge in una ventina di paesi nel mondo, e in un'altra manciata viene riconosciuto il matrimonio omosessuale contratto all'estero.

Parliamo di Paesi di svariate tradizioni e culture, che vanno dal Brasile al Canada, dalla Spagna al Sudafrica passando per le democrazie scandinave, la Gran Bretagna, buona parte degli USA (37 Stati + Washington) e parte del Messico. Tra i Paesi che riconoscono i matrimoni omosessuali contratti all'estero figura nientemeno che Israele, per dire.

 

Precisamente a quale crisi stanno andando incontro i bambini di questi Paesi? :)

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La ratio dell'istituto dell'adozione, dopo le varie riforme anche abbastanza recenti, é quella della tutela dell'adottato. A tal fine si ritiene, al netto delle conquiste scientifiche ed etiche del 21esimo secolo, che un bimbo cresce "meglio" (passatemi il termine infelice) in famiglia con le figure fondamentali di Mamma e Papà. "Meglio" ancora se c'è un ulteriore figlioletto piccolo per tutti i motivi che si immaginano

 

Questo non toglie che in casi particolari, sempre per venire incontro alle immediate esigenze del pupo, l'adozione possa essere prevista in casi speciali

 

Ragionando in questo senso non me la sento di negare l'indirizzo che considera "superiore" (termine anche questo infelice, ma che rende l'idea) la famiglia etero rispetto ad un singolo o alla coppia omosessuale.

 

Non lo so, magari sono chiuso e di strette vedute, qualcuno mi accuserà di omofobia :') :') :') ma considero ancora come prioritaria sempre per il pupo, adottato o meno, la presenza di una MA' e di un PA'

 

 

Visto che, giustamente ci preoccupiamo dei bambini, ti consiglio questo lungo articolo molto ben documentato.

http://www.huffingtonpost.it/giuseppina-la-delfa/studi-omogenitorialita-guida-perplessi_b_6752998.html

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Io non ho mai negato la componente biologica.

 

beh oddio ha detto che ""Biologicamente" può essere utile a definire le "famiglie" dei cani o dei delfini." ;)

 

io comunque stavo parlando innanzitutto della teoria del gender e della sua applicazione in campo giuridico, e del fatto che non condivido l'idea che si possa bellamente ignorare la biologia (se uno è di sesso maschile, lo è anche se si trucca da donna e assume ormoni femminili) in nome della discrezionalità e volontà di potenza soggettiva.

Altrimenti (esempio scemo) dico che io mi sento donna, mi metto una parrucca, mi iscrivo ai tornei di tennis femminili e sbanco tutto.

Oppure dico che mi sento affetto dalla sindrome di down, mi trucco, mi faccio un operazione al viso, e poi faccio richiesta di assunzione nella quota portatori di handicap e tutele economiche varie.

 

è evidente che i vari criteri biologici sia validi e necessari (anche se non necessariamente sufficienti descrivere e distinguere compiutamente tutte le situazioni possibili) anche per definire il rapporto di filiazione e di genitorialità. Tizio è figlio (e dunque, mettiamo, legittimato alla successione per la quota dovuta) di Caio tanto se Caio lo ama alla follia e condivide con lui un progetto di vita, tanto se Caio lo butta nelle fogne appena nato.

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beh oddio ha detto che ""Biologicamente" può essere utile a definire le "famiglie" dei cani o dei delfini." ;)

 

Perchè considero il legame genitoriale tra esseri umani qualcosa di più. Mentre per il delfino può essere sufficiente dire "l'individuo A è figlio dell'individuo B in quanto proveniente dal suo seme", per l'essere umano non basta dire "Tizio proviene dal seme di Caio" per dire che "Tizio è figlio di Caio".

Per questo motivo (tornando all'argomento del topic) non ritengo giusto limitare certi diritti legati alla genitorialità solo alle coppie uomo-donna in quanto dotati della "possibilità biologica di generare un figlio"; e ritengo invece giusto estendere tali diritti alle coppie omosessuali, le quali possono soddisfare tutte le caratteristiche che rendono tale un rapporto genitori-figli, eccetto quella biologica.

 

Tizio è figlio (e dunque, mettiamo, legittimato alla successione per la quota dovuta) di Caio tanto se Caio lo ama alla follia e condivide con lui un progetto di vita, tanto se Caio lo butta nelle fogne appena nato.

 

Per me no. Se Caio butta Tizio nelle fogne vuol dire che sta negando tutti gli elementi che rendono tale un legame filiale o genitoriale tra esseri umani, fatta eccezione per quello biologico.

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Beh anzitutto stabiliamo cos'è la natura, poi magari anche cos'è la scienza, e infine anche quanto debba incidere in maniera determinante sui diritti umani.

 

Concordo. Cos'è naturale e cosa non lo è?

Bere latte di mucca o di pecora è considerato contro natura? Non fare figli è contro natura? Masturbarsi è contro natura? L'incesto è contro natura?

Il concetto di natura è relativo, non influenza tutti i nostri comportamenti sociali.

La natura di certo non ci obbliga a costruirci una famiglia "tradizionale". Ciò è imposto esclusivamente dalla religione, che confonde la natura con il "volere di Dio".

 

L'omosessualità e la bisessualità non sono contro natura, per il fatto stesso che esistono. Semmai sono incompatibili con il pensiero religioso.

La nostra società si è auto-imposta delle leggi e delle tradizioni, ciò non vuol dire che siano "sacre" e immodificabili. Se lo stato è laico - e non una dittatura cattolica - devono essere concessi pari diritti, senza basarsi sulla falsa etica imposta da una religione.

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In primo luogo balon ripeto per l'ennesima volta che la teoria del gender è una bufala fuffa inesistente no teoria no niente.

 

In secondo luogo... può essere utile legare le successioni alla "stretta biologia", come infatti avviene, più che altro per necessita di pace sociale. Anche se mio padre cerca di uccidermi il suo impero finanziario posso volerlo lo stesso.

Questo non significa però che il rapporto di filiazione non sia estendibile al di fuori di tale terreno-base.

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Non è che non esiste. Non sarà una teoria formalizzata, ma è una scuola di pensiero (o più linee di pensiero simili, impropriamente - ma assai comodamente - definite in tal modo) perfettamente esistente e che propone una certa soluzione a problemi reali, come quello di classificare giuridicamente soggetti che sentono di essere e pretendono di essere qualcosa che - secondo i parametri della biologia/scienza - non sono.

 

 

sulla filiazione/genitorialità: certo che è estendibile, ma solo restando ancorati a determinati parametri biologici di base. Paramentri che, ripeto, non necessariamente si riducano a "figlio = incontro tra materiale genetico maschile e femminile", ma senz'altro non sono neppure "prodotto dell'amore e sublimazione di progetti di vita ecc. ecc." (perché altrimenti, come detto, anche un cane o un avatar virtuale o un nonnino solo che viene a vivere da me possono essere correttamente e logicamente definiti "figli")

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Io non ho mai negato la componente biologica.

beh oddio ha detto che ""Biologicamente" può essere utile a definire le "famiglie" dei cani o dei delfini." ;)io comunque stavo parlando innanzitutto della teoria del gender e della sua applicazione in campo giuridico, e del fatto che non condivido l'idea che si possa bellamente ignorare la biologia (se uno è di sesso maschile, lo è anche se si trucca da donna e assume ormoni femminili) in nome della discrezionalità e volontà di potenza soggettiva.Altrimenti (esempio scemo) dico che io mi sento donna, mi metto una parrucca, mi iscrivo ai tornei di tennis femminili e sbanco tutto.Oppure dico che mi sento affetto dalla sindrome di down, mi trucco, mi faccio un operazione al viso, e poi faccio richiesta di assunzione nella quota portatori di handicap e tutele economiche varie.è evidente che i vari criteri biologici sia validi e necessari (anche se non necessariamente sufficienti descrivere e distinguere compiutamente tutte le situazioni possibili) anche per definire il rapporto di filiazione e di genitorialità. Tizio è figlio (e dunque, mettiamo, legittimato alla successione per la quota dovuta) di Caio tanto se Caio lo ama alla follia e condivide con lui un progetto di vita, tanto se Caio lo butta nelle fogne appena nato.
Ser...

Uno che è omosessuale non Dice di essere tale, per "capriccio", come lo farebbero gli esempi a cui li paragoni, ma perché tale è.

E bada bene, questo non significa affatto, proprio a livello scientifico, che soffre di alcuna sindrome, ne di essere "anormale", pensa che nemmeno certe parafilie sempre a livello scientifico, non sono più considerate oggetto di studio psicoanalitico.

Ora, se uno che si eccita solo ed esclusivamente attraverso che ne so, oggetti feticci(e scusate se tocco questo argomento), è giustamente ritenuto sano di mente, e abile ad adottare un bambino(al quale di certo non trasmetterà le sue tendenze), non si capisce perché lo stesso diritto non attenga all'omosessuale.

 

Il diritto esula dalla ricerca scientifica, e la stessa tra l'altro è in continuo stato di apprendimento per conoscenza per sua stessa definizione(per fortuna).

 

Quindi di che diavolo stai parlando? Scusa il termine.

 

Poi, molti dei nostri genitori(i miei di sicuro), sono cresciuti durante la seconda guerra mondiale, dove chi li cresceva ed educava erano gruppi di sole mamme, perché i poveri papini erano sparsi per il mondo a fare il proprio dovere per il paese.

 

Esempio calzante di come si può crescere tranquillamente in assenza di entrambe le figure di genitori di ambo i sessi.

 

Che poi ci debba essere tutta una serie di valutazioni atte a stabilire l'idoneità per poter adottare un FIGLIO, è fuor di dubbio.

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