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Jon snow 01

Tolkien vs. Martin

  

89 members have voted

  1. 1. Chi è meglio Tolkien o martin

    • Tolkien
      45
    • Martin
      44


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Tolkien come tecnica e talento letterario è uno scrittore in assoluto molto mediocre, appena appena sopra la sufficienza; nel panorama fantasy/fantascienza la sufficienza diventa un più che buono ma resta ampiamente inferiore a Martin e altri.

La sua scrittura è ampollosa e zoppicante e la trama intollerabilmente lenta. Se si accusa Martin di allungare il minestrone, di Tolkien si può tranquillamente dire che nella sua minestra ci versasse dentro le cascate del Niagara.

Certo, grandioso e brillante nel creare ambientazioni e background, ma si tratta di un qualcosa di secondario rispetto alla storia e di come essa viene raccontata... sinceramente: non è che se mi fai sapere chi era il prozio del cugino del fratello di Elrond e perché il suo nome si pronunciava con la é chiusa anziché aperta, o in quale scaramuccia avvenuta 10.000 ere geologiche fa ha causa la rovina di quella Torre diroccata in cima alla collina, e poi però mi spari addosso blocchi 20 pagine di nulla assoluto, ti reputo un fenomeno eh.

Genio? Visionario? Sì, assolutamente, perchè ha inventato/riscoperto/portato nella modernità un genere, ma resta il fatto che come scrittore, anzi più precisamente come narratore, valeva poco.

 

 

Certo gli va dato atto di una cosa: lui la sua opera magna l'ha finita, e l'ha finita pure... non dico bene perché imho fa ca***e il finale anticlimatico della Contea in cui 4 nanetti sfigatonzi macellano un povero barbone che li stava aiutando a uscire dall'età della pietra (e il fatto che a Martin sia piaciuta e voglia imitare sta roba non va mica bene), ma quantomeno l'ha finita in modo curato e coerente con il suo modo di vedere le cose. E soprattutto... l'ha finita.

 

Quindi ora come ora, allo stato attuale delle cose: meglio Tolkien.

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Se si contestualizzano i due scrittori e si tiene presente che ogni autore "è figlio del suo tempo", allora secondo me i due autori sono tra loro più in continuità di quanto appaia.

 

Già nella carriera di Tolkien questa evoluzione è visibilissima: Tolkien scrive nel 1937 Lo Hobbit, che è essenzialmente un solare romanzo d'avventura per ragazzi, una storia piccola, domestica, a tratti comica, scritta per dei bambini, ostinatamente costruita intorno al contrasto tra una piccola creatura dalle abitudini casalinghe e un vasto mondo selvaggio e narrata con l’understatement e la leggerezza che si riserva alle favole della buonanotte.

Vent'anni, una Guerra Mondiale e un Olocausto dopo, Tolkien ambienta nello stesso mondo una trilogia epica dai toni profondamente diversi. in cui il confronto di questi campagnoli piccoloborghesi con il mondo (un mondo che "è cambiato", in cui "molto di ciò che era è andato perduto") si fa meno spensierato; in cui la vastità di quel mondo non suscita più curiosità o desiderio di avventura, ma piuttosto paura e voglia di tirarsi indietro; in cui tutto è permeato da un aura di profonda, profondissima malinconia, che sostiene anche il messaggio fondamentale di tutta l'opera: il Male può essere combattuto, e talvolta può essere anche sconfitto....ma queste battaglie e queste vittorie non sono senza prezzo, e le ferite che procurano non si rimarginano. Il Mondo non torna quello di prima.

Per fare questo era ovvio che Tolkien avesse bisogno di uno stile specifico, più distaccato, più simile a quello dell'epica classica che degli scrittori a lui contemporanei; è come se raccontasse una battaglia stando sulla collina: descrive gli spostamenti delle armate,ci racconta la storia del luogo in cui sta avvenendo la battaglia,ci descrive quell'ansa del fiume laggiù...dietro al faggeto....e ci racconta la storia della famiglia che abitava in quel mulino abbandonato.

 

Martin scrive a 50 anni di distanza, 50 anni in cui la malinconia si è ormai trasformata in cinismo, in cui (nel bene e nel male) c'è un maggiore relativismo, in cui le ragioni del Bene e del Male sono tremendamente più confuse e sfumate e i valori sono totalmente cambiate. Martin racconta una battaglia come un cronista che sta in mezzo al campo di battaglia,e descrive le smorfie di agonia di quel soldato lì,le lacrime e le preghiere di quell'altro,la storia di quel soldato li in fondo che sta disertando per tornare dalla famiglia,eccetera eccetera. Ecco allora che per fare questo lo stile di scrittura ha bisogno dei "POV", per meglio trasmettere la relatività dei punti di vista; ecco che assume un ruolo molto importante il sesso (laddove ISDA è una delle opere meno sessualizzate della letteratura moderna), per trasmettere la rottura coi valori tradizionali.

 

Entrambe le scelte hanno i propri pro e i propri contro, e personalmente non saprei quale delle due mi sia trovato a leggere con maggiore piacere: l'opera di Martin ha un characters design più complesso e approfondito, e l'utilizzo reiterato (per non dire abusato) del cliffhanger gli garantisce un ritmo sicuramente migliore; per contro, in tutte le Cronache non mi è ancora capitato di leggere un solo passaggio che possa raggiungere l'epicità dell'arrivo dei Rohirrim sui Campi del Pelennor o di Sam che si carica Frodo in spalla fino alla Voragine del Fato.

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Quindi ora come ora, allo stato attuale delle cose: meglio Tolkien.

 

Certo che dire meglio Tolkien solo perché ha finito la saga pur essendo peggiore di Martin sotto tutti gli altri aspetti è...strano.

Cioè, sono d'accordo con te Balon che Tolkien sia inferiore stilisticamente a Martin, ma non sono così disperato dall'attesa di TWOW (non ancora) da ritenere Tolkien migliore perché si può leggere il finale della sua opera.

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Solo ed esclusivamente basandomi sul gusto personale, Tolkien meglio di Martin.

 

Ma non di molto...

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sono d'accordo con te Balon che Tolkien sia inferiore stilisticamente a Martin, ma non sono così disperato dall'attesa di TWOW (non ancora) da ritenere Tolkien migliore perché si può leggere il finale della sua opera.

 

 

beh allo stato attuale delle cose significa che, se domani Martin schiatta e ASOIAF resta quella che è adesso, non c'è proprio paragone, vince Tolkien 17-0.

e non si può neanche dire "eh, che sfiga, avesse avuto più tempo"... ha avuto decenni di tempo e li ha usati (legittimamente) più che altro per cazzeggiare allegramente.

 

 

Tra una cosa buona ma completa e una potenzialmente ottima ma pesantemente incompleta scelgo tutta la vita la prima.

Tra una monovolume un po' sgraziata, ingombrante ma affidabile e ben costruita, e una ferrari senza ruote, senza cambio, con vari pezzi del motore mancanti (e con il reale pericolo che la situazione rimanga più o meno questa), io mi prendo e guido e consiglio la prima...

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no ma cioè scherzate? ma l'avete mai letto il silmarillion? come fate a dire che tolkien è uno scrittore mediocre?

andatevi a rileggere della creazione dei silmaril, della fuga degli elfi, di turin turambar... cioè ma insomma, come si può dire che tolkien è mediocre?

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sul sda possiamo discutere, ma il silmarillion stilisticamente è proprio na schifezza secondo me.

 

Sovrabbondante, ridondante, ripetitivo, noioso all inverosimile,un tentativo riuscito malissimo di imitare i grandi dell epica.

 

Onore ed eterno rispetto per tolkien per non aver mai pubblicato quella robaccia.

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oddiooooooo stai insultando il mio unico grande amore sappilo!

comunque, a parte gli scherzi... non sono davvero convinta che a tutti debba piacere quello che piace a me, però dire che il silmarillion è una schifezza... è pesante. io tra isda e silmarillion non avrei assolutamente dubbio a scegliere il secondo

oh beh... il mondo è bello perchè è vario suppongo...

però se c'è una cosa che mai mi sentirete dire è che martin sia migliore di tolkien. nonostante siamo su un forum martiniano comunque mi stupisce questa preferenza per martin lo ammetto

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Rispetto i pareri personali ma penso veramente che qui si esageri... in quanto ha ritenere tolkien monotono e le sue opere noiose...capisco che e possa non piacere..peró non riconoscere che lui abbia scritto degli ottimi racconti mi sembra insensato..(.come fare il classico esempio nel dire il cielo è viola Quando invece è azzurro non è questione di dire la propria ma di andare contro a ovvietà)per carità non sono perfetti ma mai ho letto qualcosa che mi ha fatto emozionare come la storia di beren e luthien o la caduta di gondolin...scritti talmente bene Che sembra di essere li..e di poterli toccare con mano.

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Guest Flochamonium

@Nestad Ma anche in generale dire che Martin è migliore di Tolkien è un'eresia.

 

Tolkien lavora su un altro livello, dal punto di vista storico, linguistico, stilistico e narrativo.

Il Silmarillion e lo SDA sono le sue l'opere più riuscite. E queste sue opere sono sicuramente migliori di tutto ASOIAF, è inutile negarlo. Forse qualche parte di ASOS e AFFC spicca su Tolkien, ma il resto è di gran lunga peggiore.

 

Poi sono gusti, questa è la mia opinione. Lo so, sono in un forum Martiniano e sicuramente quest'ultimo piace a tutti qua, se fossimo su reddit avrei già 20 downvote prima di scrivere il post, ma questo è quello che penso.

Non fraintendetemi, mi piace moltissimo Martin, ma leggere che Tolkien è uno scrittore mediocre mi fa venire male.

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Guest Flochamonium

@xxmas! finalmente qualcuno con la mia passione per quella storia!

Qualcuno? Ci sono miliardi di Tolkieniani nel mondo :D

Perfino in questo forum ;).

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In effetti l'operazione selettiva fatta dal figlio, sul Silmarillion, non è certo delle migliori, anche se non sapendo cosa effettivamente il padre avrebbe tolto, corretto e non ripetuto nei vari capitoli, si è "limitato" a metterli in un certo ordine cronologico.

 

Resta il fatto che quel libro lascia trasparire l'intera portata del mondo e della fantasia di Tolkien, e nel suo genere è praticamente unico.

 

A me poi, ma per gusto personale, piacciono molto gli impianti filologici, e soprattutto preferisco l'impostazione quest(ricerca e viaggio-scoperta del mondo), a quella dinastica più marcata in Martin, dove Inutil Bracken ha sposato Tizial Targaryen in un tempo nemmeno troppo certo, facendo qualcosa che... non frega al mondo, in sostanza.

Seppure gli elenchi mi han sempre affascinato :)

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Io non credo che Tolkien sia uno scrittore mediocre. Se uno scrittore ha in mente di scrivere un determinato tipo di racconto o romanzo, ed utilizza lo stile e le tecniche narrative più appropriate al romanzo che vuole scrivere, non si può definire uno scrittore mediocre.

 

Poi anche nelle tecniche narrative, come in qualsiasi altro ambito, ci sono delle evoluzioni nello stile e nelle tecniche per cui le opere moderne "funzionano" meglio rispetto ad opere del passato.

Ad esempio in passato nei dialoghi si utilizzava quasi esclusivamente il verbo "dire", e questo rendeva il tutto ripetitivo ed emotivamente piatto; oggi invece si utilizza una gamma di verbi più ampia ("sbraitare", "sussurrare", "urlare" ecc.), che oltre a migliorare il ritmo delle battute, aiutano a rendere meglio la caratterizzazione di questo o quel personaggio. Tecniche come queste sono molto utilizzate da Martin, e sono quasi del tutto assenti in Tolkien, ma questo non vuol dire che uno sia uno scrittore mediocre mentre l'altro un maestro.

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Quindi ora come ora, allo stato attuale delle cose: meglio Tolkien.

 

Martin

 

Come la mettiamo?

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