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Manifredde

Le cronache di thomas Covenant l'Incredulo

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Mi é arrivata di recente tra le mani la trilogia suddetta. Rimasta nello scaffale per alcuni mesi, l'ho iniziata a leggere un paio di giorni fa. Ho trovato interessante la premessa della lebbra che colpisce lo scrittore, ma altre trovate mi sembrano banalotte.

 

PRO:

-Evidente sensibilitá dello scrittore. Le parti in cui viene mostrata la malattia al lebbrosario, ad esempio, appaiono davvero vivide nella mente, quasi come se l'autore avesse avuto una qualche esperienza diretta con la malattia.

-Aver iniziato la sua trilogia con una premessa tanto impegnativa mi induce a credere che potrebbe utilizzare il fantasy per suggerire riflessioni interessanti.

 

CONTRO:

-Anche se sensibile, mi sembra che alcuni aspetti delle conseguenze della malattia siano stati trascurati: Covenant ha un figlio che, presumibilmente, non potrá vedere, né prendere in braccio, né coccolare per molto molto tempo (forse mai piú). Per chiunque abbia figli, questo pensiero da solo avrebbe dovuto occupare metá delle sue pagine.

-Lo stile non mi piace: in particolare le frasi troppo sofisticate (eh, sono in pieno post-martinismo :-) e strabordanti di metafore e analogie ("era come se ...", "sembrava che...", "proprio come un"). Non dico ogni tanto, ma nelle parti piú concitate una frase su tre ha questa forma.

 

Qualcuno ha letto la trilogia? Mi sa dire se ne vale la pena?

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Ho letto le trilogie di Donaldson (ma la terza non è mai stata edita in italiano) e ti posso solo dire di continuare.

Un conto è che non ti piaccia lo stile dell'autore, ma la cosa è relativa - ci sono libri stupendi scritti in modo osceno, e viceversa, ma una bella storia non implica l'essere scritta bene...purtroppo. Nel mio caso specifico lo stile di Donaldson non mi sembrava affatto sofisticato, anzi lo trovai persino molto più diretto di tanti altri (Moorcock, Brooks, etc.).

Il fatto che la mancanza del figlio sembri trascurata...sì, ci sta, ma devi considerare che quando la moglie lo abbandona Roger è ancora molto piccolo, ed il padre è bombardato da una serie di brutte notizie tali che un figlio a cui non ha avuto tempo di affezionarsi troppo diventa relativo.

Dammi retta, e continua a leggere: troverai che Covenant ha ancora molte altre difficoltà da affrontare legate alla sua malattia, in entrambi i mondi, e che le cose si approfondiranno.

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Ok, grazie! Il fatto di non averlo mai sentito nominare e la dicitura 'la più grande saga fantasy da Tolkien' sulla terza di copertina mi avevano portato a pensare che fosse uno dei mille inutili emuli del SdA...

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Non mi ha preso. Il protagonista è troppo incredulo e scettico, non ricordo un guizzo di rabbia, di cattiveria, è sempre molto freddo e distaccato. Mi sono fermato al primo libro

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Non mi ha preso. Il protagonista è troppo incredulo e scettico, non ricordo un guizzo di rabbia, di cattiveria, è sempre molto freddo e distaccato. Mi sono fermato al primo libro

 

Si ho notato: pensa molto, forse addirittura troppo: in quelli che sembrano pochi istanti, a giudicare da come si svolgono le vicende, fa una serie di riflessioni che ad una persona normale porterebbero via minuti. E, almeno fino ad adesso, a tutti quei pensieri non seguono azioni o decisioni: é un pó in balia degli eventi, diciamo. Credo che dal vivo apparirebbe un pó scemotto >_> .

 

Vediamo come si evolve come personaggio.

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Il protagonista è troppo incredulo e scettico, non ricordo un guizzo di rabbia, di cattiveria, è sempre molto freddo e distaccato.

Non ricordi cosa? Ma sei certo di aver letto il primo libro della prima saga?

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Io intanto lo sto leggendo. Con mia grande sorpresa non é molto inpegnativo per il momento e le pagine scorrono rapidamente. Certo, é lontano dall'avermi davvero 'preso' (in altri termini, me frega 'na cippa se al consiglio ci arriva o no).

 

Trovo sempre piú stucchevoli le metafore e analogie che butta dentro a chili in ogni occasione.

"Il paesaggio era fresco come il primo respiro della terra". No, dai, veramente.

"Avevano vesti che aderivano al corpo, come se volessero evitare che si impigliassero nei rami". No no, é certamente questa la ragione, visto che vivono sugli alberi. E siccome inserisci "come se questo e quello" ogni tre frasi, almeno cambia formula quando non devi fare metafore:

"Avevano vesti che aderivano al corpo. Covenant immaginó fosse per evitare che si impigliassero nei rami." oppure

"Avevano vesti che aderivano al corpo. Cosí riducevano il rischio che si impigliassero nei rami, suppose Covenant. <img alt=" />

 

Beh, sento il forte bisogno di tornare a lavorare, come se un'ombra malvagia e antica quanto la stessa terra avesse afferrato con feroce gelosia il mio cuore e se ne volesse nutrire. <img alt=" />

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Ti dirò....io sarei curioso di vedere il testo originale in inglese (magari suona molto diverso), ma anche la resa in italiano non l'ho trovata poi così stucchevole...sarà un po' "lirico" ma a me piace.

Le pagine scorrono velocemente...ma è il pregio dello stile dell'autore: non deve necessariamente essere verboso o impegnativo o andare lento.

Per il resto...se ti devo segnalare tuti gli scatti d'ira, o comunque le emozioni espresse in chiaro, dovrei fare una lista spoiler pesante..

 

Beh, sento il forte bisogno di tornare a lavorare, come se un'ombra malvagia e antica quanto la stessa terra avesse afferrato con feroce gelosia il mio cuore e se ne volesse nutrire.

vedi che stai entrandon nello stile del romanzo? <img alt=" />

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Oh, vedo che il buon Thomas Covenant è tornato a mostrarsi! Io sono tra i pochi che hanno letto le sue cronache. Per quanto adesso le vicende dell'Incredulo siano vaghissime ricordo invece bene le sensazioni che la lettura mi diede e sono assolutamente positive. Io provenivo da letture più "morbide". Avevo letto e amato Brooks e poco altro a tema fantasy. Donaldson, ma soprattutto Covenant furono una doccia fredda rispetto alla mia idea del genere. Un persoaggio così vero, così strano e mai banale mi risultò quasi sbagliato inizialmente. Più andavo avanti e più però coglievo la verità nel protagonista. Fu il primo antieroe di cui lessi e amai le vicende. Lui era imperfetto, era sbagliato quanto però sbagliato potevo essere io, un mio amico o chiunque altro. Odiava come me, sbagliava anche. Certo adesso rispetto a tutto il resto che ho letto negli anni e soprattutto rispetto a Martin devo dire Covenant non è certo il solo personaggio vivo e vero e probabilmente nemmeno il migliore che si possa trovare, ma secondo me va dato atto a Donaldson di essere arrivato prima di tanti e più fortunati autori a questa visione di personaggi fantasy meno stereotipati.

Ho aperto un topic mille anni fa sulla Barriera, ma notai allora, come adesso una certa diffidenza rispetto a questo autore. Sinceramente non so oggi se dopo aver letto Martin e aver identificato il lui uno stile a me del tutto congeniale, potrebbe ancora piacermi Donaldson, ma sento che per quanto mi riguarda Covenant sia stato una tappa fondamentale affinché io apprezzassi così tanto Martin. Non per influenze di qualche tipo ovviamente, o almeno non ricordo così bene quella lettura da poter azzardare un qualche paragone stilistico, ma perché io da quei libri ho iniziato a pensare che il fantasy possa non esser semplicemente un videogioco a schemi fissi, piacevoli, per carità, ma alla fine anche abbastanza noiosi.

Ho splendidi ricordi legati alla lettura dei 6 libri pubblicati in Italiano compresa la pazzesca ricerca degli stessi ormai fuori catalogo. Li ho tutti spaiati in forma ed edizione, ma anche questo era il loro bello in verità.

Spero che tu possa ricrederti Manifredde, anche se penso che uno come Thomas Covenant lo si odia o lo si ama, senza mezze misure. Qui il mio tentativo di allargare la cerchia dei lettori delle cronache dell'Incredulo. Tra l'altro è peccato che l'operazione della Fanucci di riproporlo dopo la Mondadori sia andata male perché temo che così non riuscirò mai a leggere le terze cronache vista la mia scarsa volontà di leggere in inglese. <img alt=">

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Ho cercato per anni questa saga ma non ho avuto fortuna purtroppo. E' oramai impossibile trovarli anche nei mercatini che ho setacciato per anni inoltre Fanucci anni or sono ristampò solo la prima trilogia anche essa oramai introvabile per intero dato che ne stamparono pochissime copie. Peccato mi sarebbe piaciuto leggare questo ciclo ma a meno che qualche pio editore non li ripubblichi la

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Ho cercato per anni questa saga ma non ho avuto fortuna purtroppo. E' oramai impossibile trovarli anche nei mercatini che ho setacciato per anni inoltre Fanucci anni or sono ristampò solo la prima trilogia anche essa oramai introvabile per intero dato che ne stamparono pochissime copie. Peccato mi sarebbe piaciuto leggare questo ciclo ma a meno che qualche pio editore non li ripubblichi la vedo dura.

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Non avrei mai detto che fosse un romanzo tanto particolare: temevo fosse uno dei mille romanzetti di serie C.

A proposito di quella caratteristica stilistica che gli permette di infilare 3 analogie in 4 frasi (ne ho la prova in un frammento letto ieri sera), sta succedendo una cosa curiosa: avete presente quando alle superiori un professore ha un fastidioso intercalare che usa spesso e ad un certo punto non siete piú in grado di ascoltarlo perché avete questa specie di ansia che da un momento all'altro dirá la sua caratteristica parola/frasetta? A me sta succedendo la stessa cosa: appena arrivo a metá di una frase ho sempre paura che da un momento all'altro spunterá il fatidico 'come se [...]' seguito dall'espressione piú assurda e complessa che si possa immaginare, e cosí lontana dall'esperienza comune da non essere assolutamente in grado di suggerire immagini che aiutino il lettore (fine ultimo delle analogie e delle metafore).

 

Tuttavia: se davvero come dice Viserion questo é uno dei primi esempi di antieroe fantasy, allora tanto di cappello all'autore: certo Covenant il malato di lebbra non é Aragorn (quello dei libri) che piglia il palantir e guarda in faccia Sauron perché tanto, in quanto Dunedain, a Sauron il Palantir glielo puó mettere *?*&%$%&lo! <img alt=" /> (Scusa Gil per la mancanza di rispetto <img alt=" /> )

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Non avrei mai detto che fosse un romanzo tanto particolare: temevo fosse uno dei mille romanzetti di serie C.

A proposito di quella caratteristica stilistica che gli permette di infilare 3 analogie in 4 frasi (ne ho la prova in un frammento letto ieri sera), sta succedendo una cosa curiosa: avete presente quando alle superiori un professore ha un fastidioso intercalare che usa spesso e ad un certo punto non siete piú in grado di ascoltarlo perché avete questa specie di ansia che da un momento all'altro dirá la sua caratteristica parola/frasetta? A me sta succedendo la stessa cosa: appena arrivo a metá di una frase ho sempre paura che da un momento all'altro spunterá il fatidico 'come se [...]' seguito dall'espressione piú assurda e complessa che si possa immaginare, e cosí lontana dall'esperienza comune da non essere assolutamente in grado di suggerire immagini che aiutino il lettore (fine ultimo delle analogie e delle metafore).

 

Tuttavia: se davvero come dice Viserion questo é uno dei primi esempi di antieroe fantasy, allora tanto di cappello all'autore: certo Covenant il malato di lebbra non é Aragorn (quello dei libri) che piglia il palantir e guarda in faccia Sauron perché tanto, in quanto Dunedain, a Sauron il Palantir glielo puó mettere *?*&%$%&lo! <img alt=" /> (Scusa Gil per la mancanza di rispetto <img alt=" /> )

 

 

Che ardire!!! ehhh!! Scusate non è che qualcuno è riuscito a trovare i 6 libri o anche solo i primi 3 in ebook?? Ho cercato in rete ma niente, magari in passato prima della stretta che c'è stata sullo sharing si potevano trovare?

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Grazie per l'informazione, ma è possibile solo trovare i primi 3 libri mentre io li cerco tutti e 6, altrimenti non vale la pena.

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