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Metamorfo

Abercrombie e "The First Law"

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molti sanno parlare con gli spiriti.. logen non è l'unico esistito... ma che logen sia posseduto da un demone non viene mai detto chiaramente... forse lo lascia capire, ma detto chiaramente mai.. sembra più uno stato di "berseker" alla gemmell....

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Il particolare che sembra suggerirlo è che prima di diventare il Sanguinario Logen sente il freddo pervaderlo, e nella saga di Abercrombie il freddo è associato al mondo dei demoni. Questo è l'unico particolare a sostegno di questa teoria, oltre al fatto che Logen nel suo stato berseker è più forte e resistente.

 

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MODERATORE MODE ON

 

Ragazzi, ricordatevi che la discussione è spoiler free, quindi gli spoiler vanno segnalati con l'apposito tag.

 

MODERATORE MODE OFF

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Se non ricordo male da piccolo aveva preso una qualche botta. Ma probabilmente mi sbaglio, la teoria del demone non stonerebbe, anche se per ora abbiamo dati solo fino a Red Country.

 

Secondo me ci sarà una nuova saga, non per tutti i vecchi personaggi magari, ma diverse questioni vanno ancora chiuse per bene

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Finito THE HEROES. Bello, avvincente, crudo, pure Abercrombie. Mi è un pò dispiaciuto

per la morte di Dow il Nero, era uno degli ultimi "vecchi" rimasti

. Ho apprezzato invece

vedere Calder e Toro più da vicino, capire le loro motivazioni

.

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Appena terminata la lettura della trilogia. Non ne sono rimasto deluso, ma mentirei se dicessi che mi ha suscitato le reazioni entusiaste che leggo nei vostri commenti. Schematizzando:

 

 

 

PRO:

  • La scrittura: Lo stile asciutto di Abercrombie si sposa benissimo con la particolare storia che vuole narrare, e la narrazione non incappa mai in rallentamenti, infodump e altri inciampi simili. Il ritmo è ottimo, sopratutto nel terzo libro, i dialoghi sono arguti e sempre in character e la scelta di utilizzare una o due frasi simbolo per caratterizzare i personaggi funziona alla grande.Una cosa si può dire di Joe Abercrombie.......che sa scrivere.
  • I personaggi: Non tutti sono originalissimi, e alcuni hanno una presenza scenica decisamente minore di altri, ma di quasi nessuno si può dire che "non funziona". Glokta è certamente quello più riuscito, ma ho apprezzato molto anche Jezal (interessante rilettura del tema del "prescelto") e i POV ambientati al Nord. Contrariamente a molti ho apprezzato molto anche il personaggio di Ferro, che trovo molto riuscita proprio per il suo essere monocorde, perennemente inca**ata e con una sola cosa in mente. Il concetto di POV è qui portato un passo oltre Martin, visto che l'impressione che ne ho ricavato (almeno io) è che la trama generale servisse più da contenitore per le storyline dei vari personaggi che come storia a se.

CONTRO:

  • Il World Building: capisco che Abercrombie abbia volutamente scelto di mantenersi sul vago, per approfondire eventuali aspetti del Mondo Circolare in opere successive, ma io devo stare a quanto ho letto, e da quanto ho letto la caratterizzazione del Mondo Circolare è superficiale, confusa, con scopiazzature varie e con un fascino prossimo allo zero.
  • Il tono generale dell'opera: so che per molti questo è in realtà il punto forte dell'opera, ma io sinceramente l'ho visto come il suo maggiore punto debole.Il grim fantasy si è sviluppato come reazione a tutta una corrente di fantasy manicheo ed eccessivamente naive, per lo più di matrice tolkieniana (o meglio, di chi Tolkien voleva imitarlo senza averlo capito). Graze a quella svolta ci siamo finalmente trovati a leggere di personaggi realistici, che imprecavano se cascavano cavallo, che odiavno se la vita li portava ad odiare, che mentivano se la vita li portava a mentire, che non avevano sugli occhi le fette di prosciutto di un idealismo alla "i have to save the world", che sco*avano con la donna che amavano ( o che sco*avano e basta).
    Il problema è che tutto questo va fatto con equilibrio, altrimenti il risultato è di finire facilmente nell'eccesso opposto. In questo senso, come diceva anche Sharingan, Abercrombie "non si tiene" e dal grim fantasy sfocia troppo spesso nel miserable fantasy (fantasy della miseria). Non ho nulla contro il cinismo, il black humor e il nichilismo, ma ho molto contro le fisime dell'autore che portano la trama a prendere svolte forzate o che finiscono per minare altri aspetti dell'opera. Come può la caratterizzazione dei personaggi non esserne minata (almeno nella varietà) se tutti i personaggi sono accomunati da una uguale visione pessimistica e oscura del mondo? Come può la trama svilupparsi col dovuto respiro, se la visione dell'autore preveda che tutto vada a finire di me**a? Un romanzo in cui tutti fanno (più o meno) una brutta fine, in cui non c'è la benche minima traccia di gentilezza, di pietà, di amore, di affetto, o di qualsiasi altra qualità positiva, non è forse ugualmente irrealistico di uno in cui vissero tutti felici e contenti dopo aver sconfitto l'Oscuro Signore, unico coacervo di tutti i mali del mondo?

 

 

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Ad Aprile uscirà Sharp Ends, una raccolta di 13 racconti nel mondo della Trilogia, alcuni ambientati anni prima, altri anni dopo. Ci saranno anche personaggi conosciuti come

Glotka, Bremer, Craw, Cosca, Monza...

 

 

Inoltre, sta iniziando a lavorare alla nuova trilogia. Dovrebbe essere ambientata

28 anni dopo Last Argument of Kings

, ci saranno nuovi personaggi e alcuni dei vecchi in ruoli secondari ma significativi

uno dei quali dovrebbe essere Glotka

 

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Ad Aprile uscirà Sharp Ends, una raccolta di 13 racconti nel mondo della Trilogia, alcuni ambientati anni prima, altri anni dopo.

 

Inediti o si tratta di ristampe dei racconti già pubblicati?

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Alcuni racconti sono già stati pubblicati altrove (per esempio Some Desperado, che era nell'antologia curata da Martin, Dangerous Women), altri sono inediti.

 

Titoli e brevissima sinossi dei racconti:

 

 

 

 

A Beautiful Bastard: The Union army may be full of bastards, but there’s only one big enough to think he can save the day single-handed when the Gurkish come calling: the incomparable Colonel Sand dan Glokta.

 

Made a Monster: After years of bloodshed, the idealistic chieftain Bethod is desperate to bring peace to the North. There’s only one obstacle left – his own lunatic champion.

 

Small Kindnesses: The hopes of Shevedieh, the best thief in Westport, to turn her back on crime, come crashing down when she finds a huge drunkard sleeping in her doorway. Doing the right thing always comes at a price…

 

The Fool Jobs: Curnden Craw has been sent with his dozen to recover a thing from beyond the Crinna. One small problem. No one seems to know what the thing is.

 

Skipping Town: Shevedieh and Javre, ill-matched adventurers, find themselves forced to flee yet another self-made disaster.

 

Hell: ‘I have seen hell, and it is a great city under siege.’ The fall of Dagoska through the eyes of a young acolyte.

 

Two’s Company: Javre, Lioness of Hoskopp, runs into Cracknut Whirrun on a bridge over a remote canyon. Can Shevedieh persuade either of these proud heroes to step aside?

 

Wrong Place, Wrong Time: Three not entirely innocent bystanders are sucked into the chaos of Monzcarro Murcatto’s vengeance.

 

Some Desperado: There is no honour among thieves when the outlaw Smoke finds herself being hunted down by her own comrades.

 

Yesterday, Near a Village Called Barden: Royal Observer Bremer dan Gorst reports to the king on another ugly little skirmish as summer dies in the North.

 

Three’s a Crowd: It’s a foolish man who steals from the best thief in Styria, and when Horald the Finger steals her lover, it’s time for Shevedieh to stop running and start fighting. For those who work in the shadows, though, few things are ever quite as they seem…

 

Freedom: Being an absolutely true account of the liberation of the town of Averstock from the grip of the incorrigible rebel menace by the famous Nicomo Cosca.

 

Tough Times all Over: All Carcolf wants is to take her package from here to there, but in the city of fogs and whispers, there are always a dozen other rogues with their own ideas.

 

 

 

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Guest Brynden Rivers

Ho finito di leggere la trilogia "La prima legge" e non credo proprio che continuerò a leggere altro di Abercrombie. Non pensavo di trovare un autore peggiore di Robert Jordan e un'opera peggiore della Ruota del tempo.

Lascio un breve parere nello spoiler sotto, giusto per argomentare un minimo la mia opinione.

 

[spoiler]

 

Lo stile: Abecrombie scrive male. Certo, rispetto a tante schifezze che circolano nel fantasy, non è malaccio. Finora l'unico con uno stile decente che ho incontrato in questo ambito è Martin. Lo stile di Abercrombie è pieno di raccontato, in particolare negli scontri di Logen-Incazzato, di aggettivi inutili, di sbalzi di POV in certi punti, e infodump qua e là (soprattutto nei dialoghi). Insomma, da bocciare quasi su tutta la linea.

 

La trama: Direi che è inesistente peggio che in ASOIF. E qui spezzo una lancia in favore di Jordan: lui sapeva bene che cosa voleva dalla sua opera, sapeva dove doveva andare a parare. Abercrombie invece no. Non c'è una trama esatta nella sua opera, solo mucchi di personaggi che fanno cose, a volte insieme a volte da soli. Il tutto che culmina in un finale scontato per alcuni personaggi e senza senso per altri.

Poi il secondi libro è l'apoteosi dell'inutilità. Il terzo dopo le prime 100 pagine annoia e basta. Il primo è vagamente interessante ma già verso la fine si capisce che la storia che vuole portare avanti è tutta aria fritta.

 

Personaggi: La maggior parte dei principali e dei secondari sono tutti macchiette senza senso, Glokta escluso. Solo lui si salva. E solo per lui ho letto tutta l'opera. Logen è il classico bruto, Ferro è la classica amazzone, Jezal il classico idiota, Bayaz il classico mago furbo, imbroglione, e pieno di ambizione. Che originalità, lol. West è praticamente inutile dall'inizio alla fine: i suoi sono stati i POV più noiosi e inutili. Un personaggio che non ti lascia niente di un'opera che non ti lascia niente.

E il bello è che dopo 3 libri questi personaggi non sono cambiati né in peggio né in meglio, sono rimasti gli stessi, come se non avessero affrontato niente che potesse cambiarli né in positivo né in negativo. Cosa impossibile tanto nella realtà quanto nei romanzi. È la prima cosa che ti insegnano quando studi drammaturgia: il personaggio (o i personaggi) principale affronta un qualcosa (problemi, viaggi, ecc.) per cambiare e alla fine della storia non sarà lo stesso che era all'inizio, e non importa se il cambiamento sarà positivo o negativo, basta solo che ci sia.

Abercrombie ha violato un caposaldo della drammaturgia che esiste da secoli ottenendo un'opera che non lascia, infatti, niente. Da lui, che ha lavorato anche per la televisione, non mi sarei mai aspettato un errore simile.

 

Ambientazione: Lasciamo perdere. Niente spunti fantasy interessanti che la coinvolgano come nelle opere di Sanderson e come periodo storico di riferimento una roba tra Medioevo e Rinascimento. Banale, già vista, niente di originale e piatta.

 

In poche parole, non è servito a niente leggere l'opera. Niente spunti fantasy interessanti, un solo personaggio interessante ma che non subisce evoluzioni di sorta come tutti gli altri, e uno stile orripilante.

 

Deluso al massimo. Abecrombie mi era stato presentato da amici come un grande scrittore e la sua opera come qualcosa di imperdibile. Tutto falso. Non ne consiglierei la lettura nemmeno al mio più grande nemico, se ne avessi uno.

 

 

[/spoiler]

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A breve avrò in regalo i tre romanzi collaterali alla trilogia principale (The Herpes, Il sapore della vendetta, Red Country).

 

C'è un ordine in cui sarebbe meglio leggerli? In linea di massima pensavo di andare in ordine di pubblicazione, quindi da quel che ho capito dovrei cominciare da Il sapore della vendetta.

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1) Best served cold

2) The Heroes

3) Red Country.

 

Meglio leggerli in ordine di pubblicazione, che è anche l'ordine cronologico: c'è un personaggio che si trova in tutti e tre, ed ha un'evoluzione nel tempo, ed anche qualche altro evento che ricorre e modifica qualcosa.

 

 

Intanto, Abercrombie sta scrivendo la seconda trilogia.

Sarà ambientata 30 anni dopo gli eventi della prima, soprattutto nell'Unione e al Nord, mentre il mondo va verso un'era industriale. Personaggi nuovi, ma compariranno anche facce note. 

Dice che prima della riscrittura/rifinitura, vuole scrivere la prima stesura di tutta la trilogia, per fare qualcosa di organico. Ci vorrà tempo per l'uscita del primo libro, ma poi gli altri due dovrebbero uscire in tempi brevi.

Calcolando i tre libri divisi in tre parti ciascuno, un paio di mesi fa aveva scritto 4 parti su 9.

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