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Metamorfo

Abercrombie e "The First Law"

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Appunto! Come dicevo basterebbero anche meno precisione negli aggiornamenti e tempi un pelo più dilatati per qualcun altro... invece nada  :D

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Sono proprio curioso su come si evolverà 

Spoiler

lo scontro tra Bayaz e la sua nemesi, di cui non ricordo il nome. Nella precedente saga tale resa dei conti non si realizzava.

 

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latest?cb=20190405091227

 

Letto.

Il libro è collegato alla prima trilogia e a The Heroes (ci sono vari personaggi e rimandi ad accadimenti di quel libro, mentre gli altri due libri sono praticamente irrilevanti).

La storia è ambientata circa 30 anni dopo gli eventi della prima trilogia e 20 dopo quelli di The Heroes.

Nell’Unione è in atto una Rivoluzione Industriale, con gli stessi effetti collaterali di quella che del nostro mondo, in particolare per le condizioni di vita degli operai nelle città (a cui si aggiunge un problema attuale del nostro mondo: profughi e immigrati provenienti da Sud), mentre nel Nord c’è una guerra per la conquista di Angland.

I personaggi POV sono tutti nuovi, della nuova generazione (ma quasi tutti collegati a quella vecchia), anche se compaiono molti personaggi conosciuti (seppur non come POV).

 

Personaggi (spoiler leggeri):

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Tra i POV abbiamo Rikke, la figlia di Dogman; Savine, la figlia di Glokta (in realtà di Jezal); Leo, figlio di Finree; Orso, figlio di Jezal. Poi Broad, Vick e Clover.

Tra i personaggi conosciuti che compaiono: Glokta, Jezal, Dogman, Calder, Shivers, Bayaz, Sulfur, Finree, Bremer, e tanti altri (alcuni serve un po’ per ricordarsi chi siano, per esempio, Isern, che è la figlia del capo degli uomini delle colline, la bambina che in The Heroes portava l’ascia per il padre).

 

Considerazioni personali (spoiler leggeri):

Spoiler

Mi è piaciuto. La scrittura è ottima, anche migliore di quella della prima trilogia. I dialoghi di alto livello, così come le atmosfere.

I personaggi, come sempre, sono la parte migliore dei romanzi di Abercrombie (anche perché non si concentra molto su trame complesse e minuzioso world building): sempre ben caratterizzati e con una propria voce.

Devo però ammettere che non ce ne sono di particolarmente originali (rispetto agli altri da lui disegnati nel suo mondo) o che risaltino per brillantezza (quanto Glotka nella prima trilogia, per esempio).

Non mi è piaciuto molto il fatto che più della metà dei POV siano molto belli d’aspetto (Leo, Orso, Rikke e Savine) e che ci sia una certa disparità tra i generi, tutta a favore delle donne, che hanno i loro difetti, ma possiedono tutte un carattere forte e deciso e sono spesso più sagge: i tre POV e perfino i personaggi secondari sia giovani che meno giovani (Isern, Finree, Zuri, May…). In generale, anche negli altri romanzi, sembra che Joe non riesca ad uscire facilmente dal tipo di donna tosto e risoluto (vedi anche i personaggi degli altri romanzi: Ferro, Monza, Shy…).

Gli uomini hanno più difetti: sono ingenui o sempliciotti, deboli d’animo, oppure troppo aggressivi o troppo opportunisti.

Ci sono molte più interazioni di coppia (e sesso) rispetto a quanto Abercrombie ci aveva abituato, e non so se è un bene o un male: dipende da dove a parare.

Mi è piaciuto che i personaggi POV siano stati tutti radunati ad Adua, nel finale, permettendo presto interazioni tra tutti.

Non molti colpi di scena: un paio nel finale, e uno o due prima.

Quando qualcuno lo leggerà, aggiungerò qualcosa.

 

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Mi è tornato in mente che c'è anche una chiara citazione ad ASOIAF, di cui Abercrombie è fan:

Spoiler

Rikke dice due o tre volte "my name is Rikke it rhymes with...". Sia la frase che il nome del personaggio evocano il Reek di Martin (anche se è l'unica cosa che hanno in comune).

 

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Un piccolo odio suona proprio male. 

Il titolo in inglese dovrebbe venire da questa citazione: Love turns, with a little indulgence, to indifference or disgust; hatred alone is immortal. (William Hazlitt)

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