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Viserion

XXX Contest di Scrittura Creativa

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Dopo due mesi di pausa, eccolo tornare in tutto il suo fulgore il caro amato contest regolare per festeggiare la sua trentesima ricorrenza!!!
Attenzione perché come per gli altri contest regolari, ogni racconto dovrà avere una lunghezza massima di 5000 caratteri spazi inclusi, mentre la conta dei caratteri dovrà seguire come verifica il conteggio fatto da Letter Count. Per verificare che i racconti rispettino il limite vi invitiamo quindi a usarlo per il controllo del vostro racconto e in caso di problemi a scriverci preventivamente.
Ogni lavoro dovrà essere preceduto dalla dicitura Contest di Scrittura Creativa seguita dal racconto e/o da titolo. Come d'abitudine abbiamo scelto di assicurarvi almeno 2 fine settimana per la stesura, quindi avrete a disposizione fino a lunedì 13 ottobre ore 21, dopodiché si apriranno le votazioni che dureranno 4 giorni. Si potranno esprimere due preferenze; se i racconti arrivati fossero meno di 5, potrete esprimere invece una sola preferenza. Il voto sarà espresso pubblicamente nel topic indicando l'autore e/o il titolo del racconto (preferibilmente in grassetto o comunque in modo chiaro) e si potranno commentare liberamente i racconti in gara. Il vincitore del precedente Contest decide il tema del Contest successivo, ma non può partecipare, anche se è, come sempre caldamente invitato a donare un suo scritto sul tema proposto.
Adesso però, fatte salve le consuete note del contest, passiamo alla parte come sempre più attesa :figo: Il tema scelto dall'ultimo vincitore in carica, Ser Lostdream, per questo XXX Contest è:

La Curiosità

Intesa come curiosità verso qualcuno o qualcosa. Come condanna od opportunità. Oppure in qualsiasi altra sua accezione.


E adesso dopo i caldi estivi, lasciate che la vostra creatività sia accarezzata dal più mite vento autunnale! Buona creatività a tutti!!

Partecipanti:

Albert Stark: Risveglio; Erin: La curiosità ha ucciso il gatto; hacktuhana: Perché?; Akyan: Il grande film intitolato Storia; Aeron Plain: Spoiler;

Fuori concorso

Ser Lostdream: Epilogo

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E all'improvviso arrivò l'ispirazione.

 

Ora, speriamo di trovare anche il tempo. ;)

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XXX Contest di Scrittura Creativa

Titolo: Risveglio

Caratteri: 3807


La quiete. Solo un suono sordo permeava l'ambiente. Con un gesto lentissimo sollevò la testa ed aprì gli occhi, intorno a lui immagini sfuocate si estendevano da tutte le parti. Pioveva. No, non era pioggia, erano gocce d'aria che cadevano in un ambiente dominato da un liquido. Dopo un po' la vista divenne più nitida. Era ancora lì, nella solita posizione, con le gambe incrociate, da quanto tempo ormai non avrebbe saputo dirlo. La prima volta di cui aveva un ricordo era molto diverso da ora. Adesso era più grande, le mani e i piedi erano più grandi, gambe e braccia più lunghe, aveva dei peli sul corpo e quell'affare tra le gambe era più grande, ma quello variava di volta in volta.

Si era sempre chiesto cosa c'era al di fuori, se c'era un mondo esterno a quello, se un giorno lo avrebbe visto. Ogni tanto adagiava un orecchio sulla spalla, chiudeva gli occhi e fantasticava, poi però quando li riapriva era sempre lì, come da tutta la vita.


BIP BIP BIP

Uno strano suono che non aveva mai sentito lo svegliò.

BIP BIP BIP BIP

Ne era un po' intimorito.

BIP BIP BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIP

In quel momento tutto cambiò. Il liquido svanì velocemente, e si ritrovo a respirare aria. Bruciava, oh se bruciava, bruciava dannatamente. Credeva che sarebbe morto da un momento all'altro, nel più atroce dei modi, senza sapere mai se c'era altro al di fuori.

PROGETTO C77. FASE FINALE AVVIATA. RISVEGLIO AVVENUTO CON SUCCESSO.

Cosa era quella voce metallica? Da dove veniva? E quando diavolo sarebbe finito quel dolore? Quando riaprì gli occhi vedeva solo una forte luce, ma piano piano si attenuò. Si era mosso, le sue gambe non erano più incrociate, i suoi piedi poggiavano i palmi a terra. Era accucciato, ma sentì un impulso che lo spinse ad alzarsi. Poi sentì uno scroscio e vi si avvicinò, era come un getto del liquido in cui aveva vissuto fino ad ora, e vi si mise sotto immediatamente. Lì si sentiva di nuovo a casa.

<<Bene, stavolta sembra sia andato tutto bene.>> Una voce più calda si stava avvicinando. <<Sono il Dottor John Smith, vieni quà, non hai più bisogno di stare li sotto.>>

FUNZIONI VITALI STABILI. C77 VIVO E IN BUONA SALUTE.

<<Spegnete il volume, lo sta spaventando.>>

Dopo un'iniziale titubanza, uscì da sotto quel getto, la voglia di vedere altro era fortissima. L'aria non bruciava più come prima adesso. L'ambiente era tutto sul bianco e blu, toccò alcuni macchinari ma erano freddi. Questo era il mondo esterno? Quello che aveva sempre desiderato vedere? Si avvicinò ad una finestra e quando guardò fuori rimase estasiato da quel panorama. Di fronte ai suoi occhi una bellissima distesa di alberi e un prato che risplendeva sotto i soli. L'erba era favolosa, di un rosso intenso, ma mai quanto quello dei soli, che sembravano fatti di puro fuoco; gli alberi erano di varie dimensioni, le loro foglie di diversi toni di blu, la corteccia giallo splendente.

<<Guardami.>> il Dottore gli puntò una luce dritta negli occhi. <<Sei il mio successo, oh si, lo sei. Dopo 76 tentativi falliti, finalmente!>> quell'uomo non era diverso da lui, ma dietro di lui scorse un altra figura, uno strano essere con squame invece di peli e dalla pelle verdastra. A lui si stava rivolgendo il Dottore <<Padrone, eccolo qua, C77. Un clone perfetto, senza la minima traccia di malattia, e mai ne avrà una. Questo è il nostro riscatto, ci restituisca la libertà e ci faccia tornare sul nostro pianeta, liberi la mia famiglia, e in cambio io resterò qui e vi fornirò tutti i cloni che vorrete. Avrete degli schiavi migliori di qualsiasi umano.>> L'essere verde ne era soddisfatto.

Ma C77 non aveva capito di cosa stavano parlando quei due, era troppo incantato da quel meraviglioso mondo esterno, non vedeva l'ora di uscire. Era davvero impaziente. Presto sarebbe iniziata la sua nuova vita.

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Cavoli, più di 6000 caratteri. Urge immediatamente un pesante limatura, altrimenti non ci sto :ehmmm:

Spero di farcela entro lunedì, mi devo mettere sotto :scrib:

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Ehilà, pare incredibile ma dopo un periodo di latitanza torno pure io a scrivere!

A dire il vero ho avuto davvero pochissimo tempo, ma qualcosa sono riuscita a buttare giù.

 

 

XX Contest di scrittura creativa

Titolo. La curiosità ha ucciso il gatto.

Numero caratteri 4980 (Letter Count)

 

 

“La curiosità ha ucciso il gatto.”

Sua nonna gli ripeteva sempre quel vecchio detto, ma Ilo non gli aveva mai dato peso: se il gatto si era fatto uccidere voleva dire che non era stato abbastanza veloce o furbo. E poi lui era un bambino: ovvio che era più intelligente di qualsiasi felino, specie quello grosso e pigro che stava sempre in camera di sua nonna.

Scosse la testa bruna con un sorriso scaltro: non c’era niente di male ad essere curiosi, bastava solo prestare la dovuta attenzione. Come stava facendo lui quella notte, mentre avanzava per i vicoli debolmente illuminati da qualche torcia.

Voleva solo dare un’occhiata da vicino.

Con tutta la confusione che c’era stata durante tutta la giornata e per buona parte della notte era stato impossibile avvicinarsi. Senza contare che sua madre gliel’avrebbe proibito: secondo il suo modo di pensare le strade in festa sono troppo pericolose per un bambino di dieci anni.

Ci fosse ancora papà non mi direbbe queste cose – pensò con fastidio scavalcando un basso muretto – lui mi avrebbe lasciato andare, anzi sarebbe venuto con me.

Un rumore lo fece riscuotere da quei pensieri malinconici.

Girandosi con sguardo ansioso non vide nessuno, ma l’istinto gli disse di restare fermo.

“Miau?”

Un familiare miagolio lo fece sospirare e dopo qualche secondo, dal muretto che aveva appena scavalcato, comparve il gatto grigio di sua nonna.

“Cosa ci fai qui?” sbottò Ilo, facendo un gesto seccato per cacciarlo via.

Ma il felino si limitò a stare a distanza di sicurezza e a socchiudere gli occhi, mentre le sue fusa si propagavano nell’aria fresca della notte.

“Vedi di non darmi fastidio.” si arrese il ragazzino, dopo qualche secondo.

Scrollando le spalle procedette nel suo percorso che evitava le strade principali per passare attraverso vicoletti e giardini. Dietro di sé sentiva la presenza del gatto che continuava a seguirlo, ma non gli dedicò attenzione. Ormai mancavano pochi metri all’ultima curva che l’avrebbe portato alla sua meta.

 

“Bello!” l’esclamazione gli uscì così spontanea che si dimenticò di usare un tono di voce basso.

Ma come si sarebbe potuto trattenere? Un qualcosa di così enorme e perfetto non l’aveva mai visto in tutta la sua vita.

Quanto poteva essere alto? Decine e decine di metri certamente, più del palazzo del sovrano. Ecco perché dicevano che era un dono degli dei: solo loro avrebbero potuto fare un capolavoro simile, così grande che persino le porte della città erano state in parte distrutte per farlo passare.

Sbirciando attorno vide che la piazza era pressoché deserta: la baldoria era finita, poteva avvicinarsi senza che nessuno lo sgridasse.

“Miau!” il miagolio si fece risentire, ma Ilo se ne accorse appena.

Iniziò ad avanzare nello spazio aperto, tenendo il viso alzato verso quella splendida opera. Magari i cavallini di legno che gli aveva intagliato suo nonno fossero stati così perfetti.

“E’ davvero incredibile!” mormorò, arrivando proprio accanto ad una delle grandi ruote e posando la mano su quel legno così forte.

Il gatto lo raggiunse e si strusciò contro le sue gambe.

“Sparisci!” lo cacciò via con un calcio, irritato dall’essere stato interrotto nella sua esplorazione.

Tornò immediatamente a fissare le grosse travi di legno che formavano la struttura: chissà come avevano fatto ad arrivare così in alto. E dentro? Era vuoto o pieno? Gli sembrava di vedere uno strano contorno proprio sul ventre.

Una botola?

Le fusa del gatto si fecero risentire, quanto poteva essere ostinato quell’animale?

Ma proprio in quel momento qualcosa accadde e lui rimase con il naso all’insù a fissare quella porzione di ventre di legno che si apriva. La sorpresa fu tale che si irrigidì e non disse parola: restò ad osservare la scala di corda che calava e le figure in armatura che scendevano. Guerrieri degli dei, sicuramente, solo loro potevano stare in un cavallo di legno così grosso.

Uno, due, tre… continuavano a calare come tante piccole stelle, le luci delle torce che si riflettevano sulle armature

“Via libera – disse il primo che toccò la base del cavallo – possiamo andare.”

“Fermo, Odisseo, guarda!” il secondo guerriero si irrigidì ed indicò Ilo.

Il bambino rimase a bocca aperta, incredulo che una persona che indossava un’armatura così bella si potesse accorgere di lui. Rimase attonito mentre veniva avvicinato: mai era successo con uno dei grandi guerrieri della sua città.

“Che ci fai qui, ragazzo?” gli chiese l’uomo con voce gentile.

Ilo deglutì più volte prima di trovare la forza di parlare.

“Ero… ero solo curioso…”

“Curioso, eh? – il sorriso dietro l’elmo era incredibilmente amabile – Non lo sai che la curiosità ha ucciso il gatto?”

 

Nell’arco di pochi minuti le grida risuonarono per tutta tr**a, mentre gli Achei ponevano definitivamente fine a quella guerra durata oltre dieci anni.

Ma tutto quello che sentì Ilo, agonizzante per il colpo di lancia in pieno ventre, fu il Miao quasi beffardo del gatto di sua nonna, rimasto accanto a lui a fare le fusa.

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Erin, complimenti per il tema e lo svolgimento :)

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Erin, complimenti per il tema e lo svolgimento :)

 

Grazie, è stato fatto un po' di corsa a dire il vero.

E noto con disappunto che il sito mi ha corretto automaticamente il nome della città xD

ma non è una parolaccia!

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Allora scrittori, sono passati 10 giorni dall'avvio del contest e a parte le pregevoli eccezioni la creatività qui latita.

Ora abbiamo bisogno di capire se è una questione di tempo, di tema o un periodi di stanchezza.

Nel primo caso, possiamo darvi qualche giorno in più (indicativamente fino a domenica), se il problema è il tema, chiudiamo regolarmente coi pezzi che saranno pervenuti entro domani sera. Se invece siamo in piena stanca... beh.. temo che non vi sia altra soluzione che dare al contest una pausa che faccia tornare la voglia.

Fateci sapere, perché non si è mai vista una così bassa partecipazione e la cosa è preoccupante.

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Io non ho proprio avuto la folgorazione da idea. Per quanto riguarda me, qualche giorno in più non cambia. Ma magari per altri è d'aiuto.

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Io ho il racconto già pronto e avevo intenzione di pubblicarlo domani perché ha ancora bisogno di una ricontrollata. Spero che qualcun'altro si aggiunga insieme a me domani :)

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A me qualche giorno in più farebbe comodo.

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anche se ho già postato il mio, confermo tranquillamente che per me non c'è problema a dare proroghe per gli altri :)

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A me qualche giorno in più farebbe comodo.

Direi allora di approfittare e sperare che un po' di tempo in più ispiri anche altri. E' il primo contest senza pezzi di Hacktuhana e fa strano... scrittori tornare in voi!!! Ad ogni modo prolunghiamo: avete tempo fino a domenica per provarci. ;)

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Anche se fuori concorso, scriverò qualcosa. Promesso.

Se non trovo il tempo, vedrò di crearlo apposta per il contest ;)

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