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Viserion

XXXI Contest di Scrittura Creativa: IL FUOCO

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Riparte ancora una volta il Contest.
Ogni racconto dovrà avere una lunghezza massima di 5000 caratteri spazi inclusi, mentre la conta dei caratteri dovrà seguire come verifica il conteggio fatto da Letter Count. Per verificare che i racconti rispettino il limite vi invitiamo quindi a usarlo per il controllo del vostro racconto e in caso di problemi a scriverci preventivamente.
Ogni lavoro dovrà essere preceduto dalla dicitura Contest di Scrittura Creativa seguita dal racconto e/o da titolo. Come d'abitudine abbiamo scelto di assicurarvi almeno 2 fine settimana per la stesura, quindi avrete a disposizione fino a lunedì 10 novembre ore 21, dopodiché si apriranno le votazioni che dureranno 4 giorni. Si potranno esprimere due preferenze; se i racconti arrivati fossero meno di 5, potrete esprimere invece una sola preferenza. Il voto sarà espresso pubblicamente nel topic indicando l'autore e/o il titolo del racconto (preferibilmente in grassetto o comunque in modo chiaro) e si potranno commentare liberamente i racconti in gara. Il vincitore del precedente Contest decide il tema del Contest successivo, ma non può partecipare, anche se è, come sempre caldamente invitato a donare un suo scritto sul tema proposto.
Adesso però, ecco la parte come sempre più attesa :figo: Il tema scelto dall'ultimo vincitore in carica, Hacktuhana, per questo XXXI Contest è:

Il Fuoco

Inteso proprio come definizione di reazione chimica, ma anche ardore per qualcosa (es. la passione), bruciare cose materiali, piromania, ma bruciare anche desideri. Fuoco come fonte di calore e di distruzione, come simbolo di sapienza, o come arma di repressione. Elemento dei quattro per miti e astrologia. Insomma un po' tutto quello che rappresenta


E adesso dimostrate che la fiamma della passione creativa arde ancora in voi! Non deludeteci. Buona creatività a tutti!!


Partecipanti:
Maya: L'enigma di Aristotele, Erin: Eloise, Lady Monica: Per un Raviolo o poco meno, Lady DragonSnow: Il fuoco uccide le persone, Ser Lostdream: Giocare col fuoco, Lady Nymeria Martell: Lui, Aeron Plain: il Dono, Seija: Nelle fiamma, Albert Stark: L'Impero del Fuoco.

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interessante, ci devo pensare su perché offre davvero infinite possibilità :scrib:

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Ho già due idee in testa.... vediamo se almeno una questo giro riesco a svilupparla.

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Spunto stupendo, complimenti per il tema.

 

Ho diverse idee che mi frullano nella capoccia, ovviamente se scriverò qualcosa sarà dopo aver sviluppato quella più balorda e meno attinente al tema :D

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Bellissimo tema. Foooorse ho avuto un'idea, ma non assicuro nulla... :(

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Forza scrittori poeti e creativi della Barriera, vi voglio numerosi come un cielo pieno fi stelle infuocate per questo contest!

 

Non dimenticate...

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purtroppo le idee che ho in testa non si sviluppano x_x

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Ruberò al cuore, vecchie ali

per poter finalmente volare.

Le accenderò per farle battere al suono del dolore

di ogni attimo in fiamme, e forse,

finalmente soffrirò un inferno di cui ho l'ardire di non smetterne

la paura, la follia.

 

Brucerò, si, brucerò

come vorrei fosse la mia anima.

Maledetta e sentita.

 

E per tutto quello che di me si accorge,

lascerò vuoti e lacrime,

e la speranza che odio trasformino.

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XXXI CONTEST DI SCRITTURA CREATIVA

TEMA: IL FUOCO

 

TITOLO: L'Enigma di Aristotele

CARATTERI (letter count): 4969

 

Alla vista di quel corpo, o per meglio dire quel che ne restava, John Kane sentì la colazione risalire amara fino alla gola. Accanto a lui, il suo sempre imperturbabile compagno osservava invece impassibile la scena, neanche si fosse trattato di una singolare opera d’arte moderna, che stesse ora cercando di capire da che parte dovesse essere guardata. In effetti, concluse tra sé Kane, era probabile che Demon Cross la ritenesse effettivamente un’opera d’arte.

 

Il corpo era stato legato alla graticola in modo meticoloso nella posizione dell’uomo vitruviano. Ganci di ferro tenevano fermi gli arti. Pesanti cavi d’acciaio bloccavano collo e bacino. Doveva essere stato vivo e cosciente, quando la gigantesca ventola aveva iniziato a girare ed anche parecchio tempo dopo. Un’enorme turbina industriale, talmente potente da paralizzare i movimenti, strappare le vesti e seccare la pelle fino a sfaldarla, scoprendo un po’ alla volta muscoli e ossa. Kane cercò di non pensare al tempo che doveva esserci voluto.

-Verba volant-

La voce di Cross risvegliò Kane dai suoi pensieri. –Eh?-

-“Le parole volano”. E’ scritto qui-, rispose Cross, indicando un graffito sulla base della graticola. Caso mai avessero avuto dubbi, quella era l’inequivocabile firma della mente che, nelle ultime settimane, aveva elaborato e compiuto analoghi omicidi “sui generis”.

 

Il primo era apparso loro soprattutto singolare: il corpo nudo piantato in terra a testa in giù, con i soli piedi fuori. Intorno ad una caviglia avevano trovato legato un messaggio: “Non est ad astra mollis e terris via”: “non è semplice la via dalla terra per le stelle”, aveva prontamente tradotto Cross. Si trattava di un noto giudice sulla cui onestà c’era ben più di un’ombra.

Il secondo era quello di un giornalista, la cui fama dipendeva da un’inchiesta di molti anni prima. La sua penna era stata determinante nell’affossare un caso che avrebbe potuto portare ad una delle più memorabili class action della storia. Lo avevano trovato nella vasca da bagno, mani e piedi legate, l’estremità di un tubo cacciato in gola, l’altra agganciata al rubinetto aperto sull’acqua calda. Era morto annegato e con esofago e stomaco cotti a puntino. Sullo specchio del bagno la scritta: “a fonte puro, pura defluit aqua”, “da una fonte pura sgorga acqua pura”.

Questo terzo era invece un principe del foro, uno di quelli capaci con un’arringa di far scagionare anche Satana e forse proprio questa era la colpa che aveva dovuto così orrendamente espiare.

 

-Cambiano i modi, ma siamo sempre lì-, concluse Kane.

-Fuoco-

-Prego?-, come al solito. Demon non lo stava ascoltando!

-I quattro elementi-, spiegò Cross con tono calmo. –Abbiamo avuto terra, acqua ed ora aria. Dall’elemento più pesante al più leggero nella visione aristotelica, ma viceversa da una pena più leggera, se mi permetti l’eufemismo, ad una sempre più cruenta. Manca solo il fuoco-.

-Quindi abbiamo a che fare con un pazzoide con la passione per la filosofia latina?-

-Greca-

-Greca?-

-Aristotele era greco. Effettivamente la scelta del latino è un errore piuttosto grossolano, a mio modo di vedere-.

John Kane ammirava molto Demon Cross, il suo senso di giustizia, la sua lucidità, il mantenersi sempre distaccato, il fatto che sapesse cose che quelli come Kane di solito ignoravano. Gli piaceva persino il modo in cui vestiva, che lo faceva apparire un sofisticato gentiluomo, piuttosto che uno sbirro qualunque. Eppure, a volte, desiderava solo prenderlo a calci nel c**o.

-Questo ci porta da qualche parte? Che so, anche solo ad avere una qualche idea di quale potrebbe essere la sua prossima mossa-. Nella voce di Kane c’era una lieve nota di esasperazione. Demon parve non notarla. Si limitò a sorridere, prima di procedere a grandi passi verso l’uscita. Comprendere il sarcasmo di Kane era forse l’unica cosa che Cross sembrava proprio non riuscire a fare.

 

La puzza di carne bruciata era nauseante.

Erano passati anni dall’ultimo omicidio di Aristotele, il nome che avevano dato al serial killer degli elementi. Forse era stato solo un pazzoide qualunque, avevano concluso i più, un psicopatico giustiziere con l’hobby dell’alchimia che alla fine si era stancati. Kane non ci aveva mai creduto. Cross non glielo aveva mai permesso.

Di fronte a l’ultimo atto di quella mente malata quanto brillante, per la prima volta John Kane comprese la fascinazione subita per anni dal suo collega.

Il percorso del fuoco era stato disegnato accuratamente per far in modo che le fiamme seguissero un percorso preciso. Le canaline scavate nel pavimento erano state costantemente riempite di liquido grazie ad una enorme cisterna. Il lancia fiamme temporizzato aveva provveduto a bruciarle con costanza. Il tutto convergeva verso una specie baule in lamiera all’interno del quale il loro uomo era sigillato dall’interno.

Una volta spente le fiamme, le linee tracciate sul pavimento avevano rivelato l’ultimo messaggio del loro assassino: “decisamente grossolano”.

 

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Non ho ancora letto il racconto di Maya o di Hacktuhana, ma visto il termine in scadenza, riporto in primo piano il contest...

Io ci sto lavorando... Entro lunedì riuscirò a pubblicare. :scrib:

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Dai ragazzi (e naturalmente anche ragazze), non mollate! ;)

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Io l'ho uasi finito :victory: e per uesto domani dovrò riscriverlo da capo :dart:

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Finalmente uno scritto!!!

 

Maya! Era ora tu tornassi eh.

 

Che dire, l'ho letto d'un fiato, mi è piaciuto, magari per un giudizio più approfondito me lo rileggo e aspetto un po', anche altri scritti.

 

In ogni caso il punto verde te lo sei già meritato per me :)

 

 

ps

quello che ho scritto io è un pensiero al momento, in forma poetica, ma non l'ho scritto come fuori concorso "ufficiale" :D m'è venuto di getto come una vampata di calore e ho scritto, anche perché speravo rimpesse il sortilegio del silenzio al contest :)

 

Maya 1 contest 0, adesso tocca a tutti gli altri battere il contest, per cui fatevi sotto!!! Vi voglio leggere, lo desidero ardentemente!

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