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Lady Monica

Sfida Letteraria

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Una Trilogia.

Mi sono letta gli Hunger Games. Ho iniziato la saga con poche aspettative, i film non mi avevano detto molto, quindi volevo usare HG come riempitivo durante le vacanze tra un libro e l'altro.
In realtà la saga cartacea mi ha preso abbastanza. e' scritta in maniera semplice e scorre via molto veloce. Il fatto che sia la protagonista a narrare effettivamente quello che succede, rende molto più interessante e partecipi dei giochi.
L'unico che forse mi ha sconquinferato di meno è stato l'ultimo: troppe seghe mentali rispetto ai precedenti che già di loro non scherzavano, ma erano più giustificate.

 

Inoltre un finale un po' troppo sbrigativo:

per la morte della Coin e di Snow mi aspettavo qualcosa di meglio

 

.
Dico solo : Finnick :wub:

 

Voto: 8,5, per la sorpresa e la resa totale

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Un libro con personaggi non umani.

 

"Le cronache di Magnus Bane"di Cassandra Clare, Sarah Rees Brennan e Maureen Johnson.

 

Questo libro non contiene una storia unica, come gli altri libri della Clare, ma è la raccolta di 10 piccoli racvonti(uno per ogni lettera del nome MAGNUS BANE)riguardante la vita del Sommo Stregone di Brooklyn. Questi racconti sono stati scritti da due amiche dell'autrice, Sarah Rees Brennan e Maureen Johnson, con la sua supervisione e partecipazione. Entrando più a fondo nella raccolta troviamo che tutti i racconti sono piccoli flash della vita di Magnus e sono per lo più slegati l'uno dall'altro, a parte rare eccezioni.Ambientati in epoche diverse partono da prima della trilogia delle Origini TDI( "L'Angelo","Il Principe","La Principessa") per arrivare fino a TMI e precisamente nel periodo compreso fra " Città di Ossa " e " Città di Vetro". In questi racconti si incontrano personaggi nuovi e vecchi, sorprendenti e monotoni, allegri e tristi proprio come è la vita di Magnus, scoprendo piccole particolarità e curiosità che sono apparse o che appariranno nelle serie principali sopra citate.

Senza entrare nel dettaglio dei singoli racconti, si puo dire che sono purtroppo troppo brevi a volte, adatti a chi ama la figura di Magnus Bane, a chi va in cerca di spoiler e collegamenti, ma da leggere soltanto per coloro che sono in pari con entrambe le serie della Clare o che non intendano leggere"Le Origini".

Personalmente mi aspettavo qualcosa di più, e se non fosse per la brama di poter rincontrare i personaggi di TDI o avere spiegazioni su alcuni particolari usciti nei libri o anticipazioni sui prossimi, la delusione sarebbe stata molta.

Ma va bene così, alla Clare posso perdonare tutto, soprattutto sapendo che presto uscirà la nuova trilogia incentrata sui discendenti di TDI, e un bel tuffo nel passato in compagnia di Magnus e del mondo degli shadowhunters è per me un vero piacere.

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Letto il fumetto : Avatar: The Last Airbender - The Search

 

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Ho letto tutte tre le parti e, nonostante non sia una grandissima fan di fumetti, mi é piaciuto molto. É uno dei fumetti ambientati tra le vicende di Aang e quelle di Korra, l'Avatar successivo, e si concentra sulla ricerca della madre di Zuko, uno dei grandi misteri della serie e il mio dilemma esistenziale quando da regazzina ho visto per la prima volta la serie. Ora finalmente so cosa ne é stato di lei :D

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Ora finalmente so cosa ne é stato di lei :D

 

Con la prima serie di Korra, quando di nuovo accennano alla madre di Zuko e poi non ne parlano, avevo perso le speranze.. quasi quasi che mi aspettavo di non trovare nulla di concreto nemmeno nei fumetti e invece finalmente so. Che soddisfazione :D

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Penso che molte di voi abbiano sentito parlare di Millenium, la trilogia di Stieg Larson (Uomini che odiano le donne, La Ragazza che giocava il fuoco, La Regina dei castelli di carta) ben due film sono stati tratti dai romanzi: uno svedese ed un blockbuster americano, quest’ultimo notevole per l’interpretazione di Rooney Mara.

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La prima cosa di cui parlare é sicuramente l’ambientazione, i paesi scandinavi di cui tradizionalmente conosciamo ben boco assieme ai personaggi, i quali escono fuori dagli schemi conosciut, faranno si che il lettore scopra un nuovo mondo affezionandosi da subito ai protagonisti.

Tutti e tre sono romanzi polizieschi dalla trama avvincente, gli intrighi ed i complotti (per i fan delle avventure di Hercule Poirot, Miss Marple e Sherlock Holmes) andranno ben oltre le aspettative, finali a chute, il tutto con una narrazione scorrevole. C’é da aggiungere che il secondo e il terzo libro saranno incentrati su uno dei personaggi contemporanei più belli, Lisbeth Salander una haker di cui il comportamento fa sospettare che soffra della sindrome di Asperger.

Voto personale: 8.5/10

Voto critici: 5/5

 

Una trilogia meno adulta ma non per questo meno brillante é: Queste Oscure Materie di Phil Pullman (La Bussola d’oro, La Lama Sottile ed Il Cannocchiale d’Ambra) ambientata nella Oxford di un universo parallelo al nostro.

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Da dove iniziare? Vi é stato nel 2007 il film La Bussola d’Oro, ispirato al 1° libro, il quale ha accostato un immagine negativa ad una saga valida ed incantevole. Durante la lettura, anche un assiduo lettore fantasy, scopre nuovi elementi di magia, di scienza, di conflitti socio-culturali assieme a viaggi attraverso universi paralleli.

La trilogia é consigliata alla fascia 12-18, la protagonista Lyra ha infatti 11 anni, ma bastano poche pagine per capire che dietro vi é ben altro, ogni essere umano nella loro Oxford nasce con un daimon (di sesso opposto al loro) e vedremo in un primo tempo a fino a dove puo' spingersi una società per avidità e brama di potere…

 

Voto personale: 8/10

Voto dei critici: 4.18/5

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La saga di Millennium la adoro. trovo Lisbeth un personaggio perfettamente azzeccato. e' una saga che ho riletto più volte.

 

Invece devo dire che ho mollato la bussola d'oro circa a metà: non è riuscita a prendermi per nulla. :(

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Credo che non ringrazieremo mai abbastanza Stiegg Larrson per aver creato Lisbeth :wub:

Quanto alla Bussola d'Oro non so quando iniziasti a leggerlo ma devo confessarti che la fascia d'età ha molta importanza, io lo comprai a 15 anni ed oggi potrei non avere lo stesso punto di vista se non conoscessi le vicende di tutti e 3 i libri... Questa infatti é stata la scelta di Pullman: scrivere un'unica storia, due mondi diversi, i misteri dell'universo tutti suddivisi in 3 libri portando il lettore a dover leggere la trilogia per avere ogni tassello del puzzle ma anche per conoscere l'identità dei due protagonisti (Will compare solo a partire de La Lama Sottile)... La scrittura resta abbastanza scorrevole ma se non prende, non prende...

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Un libro misterioso/thriller:

 

"Nella mente dell'ipnotista"di Lars Kepler.

 

Eric Maria Bark è il più famoso ipnotista di Svezia. È a lui che si rivolge la polizia quando un testimone è sotto shock e non parla. Adesso c'è un paziente che ha bisogno di lui: Bjorn è l'unico a sapere cos'è successo veramente in casa sua, cosa è accaduto a sua moglie, Susanna, e quali siano le tracce che lui stesso ha inavvertitamente cancellato. Sa tutto, ma non riesce a ricordare. E Bjorn deve ricordare, in fretta. Perché Susanna è solo l'ultima vittima di un killer che sta terrorizzando Stoccolma e che presto colpirà di nuovo. Il killer osserva, assedia. Filma tutto e invia il video alla polizia, come a sfidare le forze dell'ordine. Poi entra in casa, insegue la vittima stanza dopo stanza, e uccide. Perché è la morte in persona, e ha la certezza di essere inafferrabile. Erik Maria Bark è l'unica persona in grado di scovare, nella mente di Bjorn, degli indizi che permettono di fermare la strage. Quello che Erik non sa è che durante l'ipnosi emergeranno dei dettagli che lo riguardano. Dettagli del suo passato. Quello che Erik non sa è che l'unica persona che si fida di lui, l'unico capace di raccogliere la sfida del killer non può più aiutarlo. Il poliziotto si chiama Joona Linna ed è scomparso nel nulla da un anno. È stato dichiarato morto dalle autorità. E l'ipnotista deve affrontare da solo l'orrore che si annida nella sua stessa mente.

Il caso editoriale, Lars Kepler, la coppia di scrittori svedesi che ha venduto oltre due milioni di copie solo con il romanzo"L'ipnotista",dopo il grande successo e il film basato sul loro primo lavoro torna con un nuovo avvincente caso per il detective Joona Linna.

Dopo"L'ipnotista",Joona Linna è sempre protagonista di "L'esecutore","La testimone del fuoco" e "L'uomo della sabbia";con questo quinto romanzo i Kepler rimettono in scena Erik Maria Bark, l'ipnotista già al centro del primo enorme successo.

Intreccio corposo, talvolta i collegamenti sono un po'troppo eccessivi. Diciamo che spesso invece di essere assorbiti nella realtà dell'invenzione letteraria si ha la netta sensazione di essere davanti ad un mero lavoro di prospettiva abilmente steso a tavolino. Ciò non toglie che nonostante le forzature la lettura sia appassionante. I Kepler non fanno mancare nulla e da buoni commerciali infilano tutto ciò che possa soddisfare un ampio bacino di utenza: colpi di scena, movimento, turbe mentali, una storia d'amore, il sesso tradizionale, il sesso estremo-sia in versione chic che in versione choc-,e così via.

Non amo particolarmente questa concezione eccentrica del thriller e la parte centrale mi ha cullato su un 'altalena di picchi verso l'alto ma anche di inevitabili oscillazioni annoiate verso il centro della terra; certo è che la parte finale è di livello e ripristina il giudizio medio alto sull'opera complessiva.

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Un libro pubblicato quest'anno.

 

"Numero zero" di Umberto Eco.

 

Eco ambienta la sua storia nel 1992 e attraverso molteplici flashback fa rivivere al lettore molti degli episodi più oscuri e discussi della politica italiana della seconda metà del secolo scorso.

"Numero zero" non assomiglia ai romanzi a cui Eco ha abituato i suoi lettori. A differenza degli stranoti bestseller "Il nome della Rosa" o "Il pendolo di Foucault", in questo romanzo sono pochi i vocaboli insoliti, il numero di pagine non eccessivo, la lettura è scorrevole e spesso assai umoristica, benché grottesca.

"Numero zero" narra la storia della redazione di "Domani", un nuovo giornale di cui si devono produrre soltanto numeri zero il cui unico scopo, secondo l'editore, il Commendator Vimercate, è ricattare politici e imprenditori al fine di entrare nei circoli più influenti della finanza.

Per raggiungere i suoi obiettivi il commendatore, mette in piedi un'armata Brancaleone del giornalismo, redattori poco esperti guidati da Simei, il direttore e da Colonna, il suo braccio destro, scrittore fallito e voce narrante del romanzo. Soltanto questi ultimi conoscono la verità sulle finalità del giornale e mentre Simei dimostra assoluta indifferenza, Colonna, temperamento tranquillo e timoroso, fatica ad adattarsi a tanta spregiudicatezza e riesce anche ad innamorarsi di Maia, addetta agli oroscopi e vera protagonista del romanzo insieme a Braggadocio, giornalista d'inchiesta paranoico, convinto di avere in mano la verità sui complotti che hanno caratterizzato l'Italia dalla morte di Mussolini in poi.

In "Numero zero" Umberto Eco, attraverso la ricostruzione di molte delle vicende più oscure della storia italiana del dopoguerra, dalla morte di Mussolini a Gladio, fino alla P2 e alle stragi terroristiche, bacchetta da una parte il giornalismo servile, che costruisce notizie ad uso e consumo degli interessi dei potenti, dall'altra la classe politica italiana, che non è stata capace di creare le fondamenta di uno Stato trasparente e degno di questo nome.

Attraverso pagine tristemente esilaranti Eco racconta come l'informazione può essere deviata fino a creare notizie inesistenti e a far passare come fatti le idee di chi scrive.

Battute, barzellette e manie italiche rendono "Numero zero" un romanzo tragicomico, con un finale amaro ma godibile. Un leggere che fa male, na non troppo perché, per usare le parole dello stesso Eco,

"Niente può turbarci in questo paese".

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Un libro pubblicato quest'anno.

"Numero zero" di Umberto Eco.

Eco ambienta la sua storia nel 1992 e attraverso molteplici flashback fa rivivere al lettore molti degli episodi più oscuri e discussi della politica italiana della seconda metà del secolo scorso.
"Numero zero" non assomiglia ai romanzi a cui Eco ha abituato i suoi lettori. A differenza degli stranoti bestseller "Il nome della Rosa" o "Il pendolo di Foucault", in questo romanzo sono pochi i vocaboli insoliti, il numero di pagine non eccessivo, la lettura è scorrevole e spesso assai umoristica, benché grottesca.
"Numero zero" narra la storia della redazione di "Domani", un nuovo giornale di cui si devono produrre soltanto numeri zero il cui unico scopo, secondo l'editore, il Commendator Vimercate, è ricattare politici e imprenditori al fine di entrare nei circoli più influenti della finanza.
Per raggiungere i suoi obiettivi il commendatore, mette in piedi un'armata Brancaleone del giornalismo, redattori poco esperti guidati da Simei, il direttore e da Colonna, il suo braccio destro, scrittore fallito e voce narrante del romanzo. Soltanto questi ultimi conoscono la verità sulle finalità del giornale e mentre Simei dimostra assoluta indifferenza, Colonna, temperamento tranquillo e timoroso, fatica ad adattarsi a tanta spregiudicatezza e riesce anche ad innamorarsi di Maia, addetta agli oroscopi e vera protagonista del romanzo insieme a Braggadocio, giornalista d'inchiesta paranoico, convinto di avere in mano la verità sui complotti che hanno caratterizzato l'Italia dalla morte di Mussolini in poi.
In "Numero zero" Umberto Eco, attraverso la ricostruzione di molte delle vicende più oscure della storia italiana del dopoguerra, dalla morte di Mussolini a Gladio, fino alla P2 e alle stragi terroristiche, bacchetta da una parte il giornalismo servile, che costruisce notizie ad uso e consumo degli interessi dei potenti, dall'altra la classe politica italiana, che non è stata capace di creare le fondamenta di uno Stato trasparente e degno di questo nome.
Attraverso pagine tristemente esilaranti Eco racconta come l'informazione può essere deviata fino a creare notizie inesistenti e a far passare come fatti le idee di chi scrive.
Battute, barzellette e manie italiche rendono "Numero zero" un romanzo tragicomico, con un finale amaro ma godibile. Un leggere che fa male, na non troppo perché, per usare le parole dello stesso Eco,
"Niente può turbarci in questo paese".

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Allora, faccio un po' il bilancio del mese passato :D

 

Libro con più di 500 pagine

- La ruota del tempo: la grande caccia

 

Mi ha preso fin da subito, quasi quasi mi sembra anche migliore del primo! Peccato però che non sono riuscita (ancora) ad arrivare nemmeno a metà -.- Contavo di finirlo la settimana scorsa e invece sono stata talmente sommersa di cose da fare da non essere riuscita a toccarlo per 6 giorni di seguito <_<

Libro con una storia d'amore classica

- Orgoglio e Pregiudizio

Ho approfittato dell'occasione per inserirlo nella lista come rilettura perchè ero curiosissima di ascoltare l'audiolibro! Se siete appassionate di zia Jane vi consiglio di provarci, è l'audiolibro letto dalla Cortellesi ed è fatto davvero bene!

 

Libro con personaggi non umani

- Shadowhunters Città degli angeli caduti

Mah, per scorrere la lettura scorre ma continuo a pensare che se l'autrice si fosse fermata al libro precedente con qualcosina in più per aggiustare cose in sospesa la storia sarebbe potuta finire. Con il primo libro di questa saga il mio giudizio era a metà, senza infamia e senza lode, poi con il libro 3 mi sono dovuta ricredere perchè mi è piaciuto ma con questo siamo di nuovo scesi rispetto al terzo.

 

Libro con più di 100 anni

- Una ragazza fuori moda, della Alcott

Non avrei mai pensato di riprenderlo in mano e finirlo, perchè all epoca (?) non l'avevo finito. Ne ho approfittato per una "catena di consigli" e non me ne sono pentita. Chissà perchè da ragazzina non l'ho terminato, adesso a distanza di tanti anni mi è sembrato davvero carino e mi è piaciuto molto.

 

Una graphic novel

- Le due trilogie di Avatar, a cui spero di aggiungerne una terza, anche se in inglish, mi sono piaciute molto entrambe e le consiglio ovviamente a chi è fan della serie

 

Un libro con la magia

- Il ritorno di Inna Mok

Come avevo accennato, l'ho letto grazie a una catena di lettura iniziata dall'autore, è un fantasy autoconclusivo. Ha una trama di stampo classico, non è male nonostante qualche difetto e uno stile di narrazione un po' saltellante finchè non ci si fa l'abitudine.

 

 

Per quanto riguarda la categorie "un libro di memorie" ho scovato un volume "Ricordo di Jane Austen" con vari pezzi scritti dai familiari dopo la morte. Credo potrebbe rientrare nella categoria!

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Libro scritto da una donna.

 

La Strana finzione di Shanna B.

 

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E' una rilettura per me, perchè in realtà è un libro scritto da una mia amica sulla base di una sua vecchia fan Fiction riveduta e corretta per pubblicarlo.

e' un libro consigliato per chi vuole mettere il cervello sul comodino e immergersi completamente nel rosa.

Si, a me serve molto per staccare tra un libro sostanzioso e l'altro.

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Un libro con una sola parola nel titolo.

 

"Equatore " di Miguel Sousa Tavares.

 

Luis Bernardo ha trentasette anni, è scapolo, è affascinante, ricco e conduce una vita invidiabile nell'alta società di una Lisbona dei primi anni del'900. Ma la sua vita verrà completamente rivoluzionata quando l'ultimo re del Portogallo, Don Carlos, gli chiederà di accettare il difficile incarico di governatore nelle isole di Sao Tome'e Principe. La sua missione sarà quella di confutare l'accusa degli inglesi che vogliono mostrare al mondo un Portogallo retrogado e schiavista. Contrapposto a Mr. David Jameson, il console inglese, Luis Bernardo viene travolto da una devastante e tormentata passione d'amore proprio per la giovane moglie del suo rivale politico ma anche amico nell 'esilio coloniale.

Atmosfere suggestive, talmente affascinanti che a tratti sembra di essere dentro al libro e di vivere e respirare l'aria di Sao Tome'e Principe, una storia d'amore avvincente e dolorosa nella sua passionalità e una ricostruzione storica perfetta: "Equatore" si presenta come un romanzo che si lascia leggere facilmente e trasporta il lettore in una dimensione lontana nel tempo e nello spazio. È stato paragonato ai grandi classici del passato, ma questi tentativi di etichettarlo lasciano il tempo che trovano:"Equatore"brilla di luce propria. È possibile che ci siano dei modelli a cui l'autore può essersi ispirato, cosa del tutto normale, ma il suo libro e i suoi personaggi hanno uno spessore tutto loro ed una unicità che li contraddistingue.

Sao Tome'e Principe è, nell'immaginario di chi vi scive, un posto in cui l'impronta del colonialismo è rimasta indelebile nei cuori delle persone, nell'architettura, forse anche nello stile di vita e nella stessa aria che si respira. In effetti Sao Tome'e Principe è uno dei protagonisti di questa storia di amore, morte, dolore e tradimento. Di più:la vera parola chiave per comprendere il romanzo è proprio"dolore",quello che si prova quando si ama di un amore pericoloso e proibito, quello degli schiavi che faticano nelle piantagioni o, ancora, quello di un popolo che non può assaporare la libertà.

Sousa Tavares ha scritto un romanzo doloroso ma di intensa bellezza.L'affresco storico ha un'alta qualità:le stupende descrizioni dei luoghi. Non si avverte mai la pesantezza, non ci sono ripetizioni o luoghi comuni. È come se i luoghi fossero dipinti davanti agli occhi del lettore, come se questi stesse vedendo un film. Addirittura dopo la lettura del romanzo viene voglia di approfondire la storia di queste isole, che sono diventate nel tempo i principali esportatori di cacao al mondo.

Consiglio di leggere " Equatore" e di farlo nell'assoluto silenzio, in modo da immergersi nella storia, sentire il suono gracchiante del grammofono e i canti tristi e appassionati degli schiavi neri.

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Un libro consigliato da un amico.

 

"Religion" di Tim Willocks.

 

Malta 1565.

Ultima Roccaforte dell'Ordine di San Giovanni, gli Ospitalieri(monaci guerrieri difensori dei pellegrini di Terra Santa e della cristianità),mentre l'Inquisizione imperversa per l'Europa, osano ancora farsi chiamare "La Religione". Per secoli hanno lottato contro le armate ottomane, hanno resistito, hanno perso, inevitabilmente sono stati ricacciati.

È a Malta che ci sarà la resa dei conti. Tutto quello che rimane dei cavalieri agli ordini del Gran Maestro La Vallette è asserragliato nelle fortificazioni dell'isola, mentre verso di loro veleggia il più preparato e splendido esercito contemporaneo: l'armata di Solimano il Magnifico. L'esito dell'assedio appare scontato, ma i Cavalieri e la gente di Malta hanno deciso di non arrendersi.

In questo scenario si muove Matthias Tannhauser, il protagonista del romanzo; l'antefatto ci svela subito parte della natura di quest'uomo. Strappato in tenera età alla sua terra e alle sue radici e arruolato tra i micidiali Giannizzeri di Solimano, Tannhauser è poi ritornato in Occidente per ragioni misteriose, diventando uno strano ibrido tra un mercante, un guerriero e un guaritore. Immediatamente le trame dei complotti si intessono attorno alla figura di questo borghese-guerriero mentre La Religione manovra per attirarlo a Malta, ansiosa di sfruttare le sue conoscenze delle armate ottomane e una facoltosa e splendida contessa chiede di essere guidata nel cuore della guerra per cercare il figlio perduto.

In questa storia però è sempre difficile distinguere i giocatori dalle pedine: mentre i Cavalieri si illudono di usare Tannhauser un'altra oscura forza trama anche alle loro spalle. Il cardinale Ghisleri e l'oscura mano della Santa Inquisizione, nella persona di Ludovico Ludovici.

Il dualismo tra i due personaggi maschili principali è una delle colonne portanti del romanzo, non un confronto tra bianco e nero, ma tra due figure umane di una complessità rara. Tannhauser non è di certo un buono nel senso tradizionale del termine. Pur avendo valore, coraggio, senso dell'onore, non disdegna di ricorrere a qualsiasi mezzo per raggiungere i suoi scopi:usa le persone, fa il doppio gioco in

guerra e anche in amore.Eppure rimane un personaggio di una purezza ammirevole:forse proprio perché le sue scelte spesso sbagliate, avventate, il suo essere opportunista, sono così simili ai comportamenti che assumono le persone normali. È dunque un uomo difficile, leale con gli amici più stretti, ma allo stesso tempo pronto ad afferrare le occasioni a scapito di vite innocenti per il proprio tornaconto.

Diverso è il discorso per l'inquisitore Ludovico Ludovici, un personaggio per certi versi simile a Nicholas Eymerech di Evangelisti. Uomo di cultura, abile manipolatore e anche guerriero all'occorrenza, è lacerato tra castità e passione.Questo dualismo lo porta a gettarsi nel suo compito di inquisitore con crudeltà cieca e ferocia inumane;a lavorare nell'ombra per i suoi scopi con qualunque mezzo. Eppure, anche nella sua anima nera ci sono dei momenti di luce.

La storia narrata da Willocks è dunque una storia di guerra e una storia umana;il percorso che tutti i personaggi compiono ognuno alla ricerca di qualcosa:illuminazione, espiazione o amore incondizionato(come quello delka contessa Carla per il figlio). C'è dunque tanto spazio per lo sviluppo delle personalità, che appaiono sfaccettate e complesse come capita di rado.

Questo fortunatamente non va a scapito della ricostruzione storica, che rimane fedelissima, e non danneggia il pathos delle scene di guerra. Per tutto il romanzo infatti la battaglia per la conquista di Malta fa da sfondo alla vita di Tannhauser e degli altri che per le più svariate ragioni si trovano coinvolti. La guerra è narrata con attenzione e dovizia di particolari anche crudi e raccapriccianti.

Willocks comunque è bravissimo a non trasformare il conflitto in uno scontro buoni-cattivi, male-bene;si tratta di una guerra, e in pratica bene e male non esistono come valori assoluti ma solo in quanto relativi. Ognuno dei due schieramenti vede il male nell'altro. Non c'è nessuno che sia nel giusto, esistono solo ragioni e interessi che spingono ad agire, siano questi economici o religiosi.

Un romanzo di guerra e di storie umane dunque ,caratterizzato da una varietà di registri e di colorazioni che lasciano senza fiato.

L'autore padroneggia benissimo il linguaggio passando dal rosso del sangue a quello delle rose con disinvoltura e rendendo ogni scena vivida e presente nella mente del lettore. Ci sono personaggi indimenticabili, ma anche luoghi e oggetti che restano impressi, musiche e cibi ti restano dentro come gli atti di eroismo degli uomini d'arme. C'è tanta passione in questo libro, tanta morte e anche tanta sensualità, tantissima bellezza che cresce dove invece pare che non ci sia altro che distruzione. Questa varietà lo rende un libro assolutamente da leggere:raccomandato a chi apprezza il romanzo storico, ma anche a chi cerca l'azione. Anche nelle scene campali infatti la bravura di Willocks è evidente, così come la sua attenzione per i particolari-a volte con un compiacimento per il macabro eccessivo-che contribuiscono ad aumentare il senso di essere"nella"storia.

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Un libro con un numero nel titolo.

 

"I 12 bambini di Parigi" di Tim Willocks.

 

Parigi,23 agosto 1572: questa è la notte in cui comincia la crociata contro gli ugonotti, la notte di San Bartolomeo, quella che i libri di storia descrivono come la notte dei fiumi di sangue. Il Re di Francia ordina alle sue armate di attaccare tutti gli ugonotti presenti nella capitale. Per giustificare l'azione, li accusa di aver tramato una congiura contro di lui, sostiene che lo vogliono uccidere per avere il potere. Si scatena una carneficina per tutte le vie della città. Le milizie del Re sono mandate a stanare gli eretici e a torturarli nelle maniere più fantasiose. È questo lo scenario che si trova davanti Matthias Tannhauser quando arriva a Parigi per cercare la moglie: un tutti contro tutti senza esclusione di colpi, una cacofonia di urla, scoppi e tonfi, circondato da gente che fugge, uccide o muore.

La moglie di Matthias, Carla, era stata invitata nei mesi precedenti a suonare al matrimonio reale e lei, nonostante la gravidanza avanzata, non si era tirata indietro. Era ignara però di quello che la stava aspettando : non solo il Re aveva intenzione di scatenare questa battaglia sanguinaria, ma nella corte si tramava anche per eliminare proprio lei,"la dama del sud". Ovviamente la macchinazione che sta dietro a tutto ciò è complessa e Matthias ha il suo daffare prima di venirne a capo.

Carla però non è mai abbandonata a se stessa: ha degli angeli a proteggerla, angeli veri e propri, che solo una vecchia strega dei quartieri malfamati di Parigi riesce a vedere;ha carisma e avrà l'amore che l'infante di Cuccagna proverà per lei.

In tutto il libro i combattimenti di Tannhauser e gli spostamenti di Carla s'intersecheranno con le vite di 12 bambini. Ogni bambino ha alle spalle una storia, alcuni sono ricchi, altri poveri, alcuni hanno vissuto tutta la vita per strada, altri sono stati abituati a castelli e banchetti, ma sono tutti soltanto bambini.

Tim Willocks in "I 12 bambini di Parigi"s'impone con fluidità di linguaggio e capacità descrittiva fuori dal comune, stupiscono i

minuziosi dettagli del clima parigino, dell'ambiente, degli aspetti storici e dei personaggi che da una parte coinvolgono il lettore completamente, ma dall'altro mostrano una capacità di ricerca, analisi e riflessione dell'autore non indifferente.

Qui non si tratta solo di bene contro male o di buoni contro cattivi, ma vengono messe in gioco diverse sfaccettature dell'animo umano, che se viene toccato in certi punti nevralgici è capace di trasformare un semplice uomo in una macchina pronta ad uccidere finché non avrà raggiunto il suo scopo.

Questo libro è consigliatissimo agli amanti del romanzo storico e dell'azione, ma non a chi ha lo stomaco debole!

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