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La Liberazione di Vanessa e Greta


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Penso che tutti voi siate a conoscenza della liberazione delle due volontarie italiane, Greta e Vanessa, rapite in Siria lo scorso Luglio.
Giovanissime entusiaste, ma non improvvisate: Vanessa, di Brembate, studia mediazione linguistica e culturale all’Università di Milano mentre Greta, di Besozzo, studentessa, è una volontaria della Croce Rossa e ha già prestato attività di cooperazione in Zambia e in India.
Oltre alle notizie standard sulla loro liberazione, il ritorno in Italia, le reazioni della famiglia etc. mi trovo sulla bacheca articoli del genere:

"Contro"
http://fanpa.ge/X3r8o

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ora-li-paghiamo-pure-farci-mettere-velo-1079760.html

Dal titolo "È giusto finanziare il terrorismo pur di salvare Greta e Vanessa?".
Premettendo che lo Stato non ha pagato 1euro per la loro liberazione, vorrei le vostre opinioni soprattutto su questi punti:
1) Se fosse stato pagato un riscatto
2) Su questo genere di articoli, mai pubblicati per gli altri ostaggi (a volte anche assassini)

Per due ragazze volontarie che portano soccorsi ad un popolo massacrato dal proprio governo, dimenticato da 2 anni persino dall'Onu, stranamente sorgono queste polemiche.
Come mai i soldati ingaggiati da privati in India, che hanno ucciso due pescatori senza ragioni apparenti, vengono acclamati come eroi, mentre queste due volontarie ricevono (da alcuni) insulti? Nella stampa il primo che non poteva non farsi riconoscere è stato Il Giornale.
Per fortuna peró, non tutti sostengono tali propositi ed informano che le ragazze erano volontarie da diverso tempo, lo sono state anche in Italia e vorrei condividere con voi questo articolo che pone lo stesso quesito del topic: come mai tanto fervore verso queste ragazze?

"Pro"
http://www.huffingtonpost.it/alberto-irone/stronzette-di-damasco-non-maro_b_6485590.html?utm_hp_ref=italy

http://ferrari.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/01/02/le-stronzette-di-aleppo-se-la-sono-cercata/

 

Questa invece é l'opinione un po' grossolana ma parlante, che la rete ha di molti italiani:

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Questo discorso mi sta molto a cuore ma mi spiace ma al momento mi astengo da considerazioni, sto leggendo e sentendo commenti abominevoli, beceri, maschilisti e trogloditi.
Quando sarà passata anche qua l'onda emozionale, cercherò di dare un giudizio non dettato dalla rabbia per i miei simili.

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Dunque... in generale pagare il riscatto (o cedere al ricatto) di chi sequestra la gente è stupido - dai terroristi palestinesi ai banditi sardi alle BR -, perché è un incentivo a fare nuovi sequestri. Se invece fai loro capire che è un attività che non paga, smettono.
Puro e semplice vangelo.


Tuttavia nel caso del califfato - e del terrorismo islamico recente in generale, ma soprattutto il califfato - la questione è un po' diversa, in quanto hanno portato questa attività verso nuovi livelli.
Se il loro riscatto/ricatto non viene pagato, questi pazzoidi passano al piano B (piano B che palestinesi, banditi sardi e Br non avevano), ovvero non si limitano ad ammazzarti e buttarti in un fosso, ma ti umiliano e poi sgozzano come un maiale in diretta web.
Ora, a me personalmente la cosa non impressiona, ma a quanto pare ha pessimi effetti sul morale dell'opinione pubblica occidentale (e viceversa ringalluzzisce e motiva alquanto i fanboy del califfato).


Dunque... bisogna valutare.
E' più dannoso per la nostra causa, per la nostra risolutezza e il nostro morale perdere 2 milioni di dollari (che sono una goccia nel mare dei finanziamenti che l'ISIS ottiene da simpatizzanti vari e dalla vendita del petrolio) o innescare un bello sclero collettivo nazionale alla vista di due bei faccini trucidati in mondovisione?
E se più o meno le cose si equivalgono, non è comunque giusto, potendo, salvare concretamente due vite umane?

boh. Sinceramente non saprei.

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Umanamente parlando la cosa si è risolta nel modo migliore, con loro vive e di ritorno a casa.

 

12 milioni di euro possono sembrare un'enormità, ma di certo le cellule terroristiche non si finanziano grazie ai riscatti...E, come ha detto @Balon, anche l'idea di evitare altre esecuzioni plateali è di buon aiuto se si vuol mantenere un clima "più calmo".

 

Aggiungo come opinione personale che se si vuol fare del bene si trovano persone da aiutare anche vicino casa, stando in Italia o andando in posti più tranquilli. Non di certo in Siria in questo periodo. Gli aiuti in quelle zone non li dovrebbero portare due ragazze giovani e praticamente senza preparazione.

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Il business dei rapimenti è uno dei modi principali con i quali i gruppi terroristi si finanziano, quindi è scontato che pagando il riscatto si arriva ad aiutare indirettamente queste organizzazioni e in maniera nemmeno del tutto marginale. Tuttavia bisogna anche dire che non tutti i gruppi sono uguali. Non sappiamo con esattezza in mano a chi fossero le due ragazze e quindi non è nemmeno detto che pagando un riscatto, abbiamo avvantaggiato un gruppo a noi ostile. E comunque da che mondo e mondo, tra forze belligeranti o pseudo-tali, ci sono un'infinità di trattative, scambi di ostaggi, soldi sottobanco che passano da una parte all'altra e così via. In più di un'occasione Israele è arrivata a liberare diverse decine di prigionieri di Hamas in cambio di un solo prigioniero israeliano, e stiamo parlando di uno Stato che è ben più esposto di qualsiasi Paese europeo.

 

Sulle critiche (eufemismo) rivolte alle ragazze:

 

innanzitutto non è poi così chiaro che si trattasse di ragazze inesperte, la giovane età non è di per sè un motivo di inadeguatezza e comunque non tutti i ruoli necessitano di chissà quale esperienza, dipende anche molto da quelli che erano i loro compiti senza contare che viene rapita pure gente con anni e anni di volontariato alle spalle e che sono pure "protetti" da organizzazioni piuttosto robuste ed esperte (Chiesa, Emergency, Croce Rossa, etc...)

 

si è anche parlato della presunta pessima educazione ricevuta dai genitori, che le avrebbero permesso di fare una cosa così fuori luogo. Ora, forse io mi sbaglio, ma in Italia dopo i 18 anni si è maggiorenni e, una volta raggiunta l'età, un genitore non ha proprio i mezzi di impedire che un figlio vada dove gli pare. Poi io non so come sono andate le cose, non conosco cosa hanno detto i genitori alle ragazze, ma per quanto ne so potrebbero benissimo avere fatto la scelta in perfetta autonomia e contro la volontà di mamma e papà.

 

è ovvio che si fa volontariato lo si fa nei Paesi dove c'è più bisogno e la Siria mi pare proprio nel novero di Paesi di questo tipo. Certamente si può anche fare volontariato da un'altra parte ma questo immagino che sia legato alle naturali predisposizioni e volontà degli individui e delle organizzazioni. Uno può essere particolarmente interessato ai bambini profughi siriani come ai padri separati della bergamasca, ma poi sarà lui a decidere dove andare a fare volontariato.

 

In conclusione, per me non esiste un'interpretazione univoca sulla giustezza o meno nel pagare i riscatti; entrambe le posizioni hanno i loro pro e contro e di certo non è così semplice essere nella parte di chi deve prendere queste decisioni. Certamente però ritengo sbagliato giudicare delle ragazze senza sapere praticamente nulla di loro e in base alla semplice sensazione. Certo è bene che il sistema delle ONG e dei volontari sia ben disciplinato e che il Governo faccia tutto il possibile perchè venga evitato il riproporsi di azioni di questo tipo. Si potrebbero per es. monitorare questi centri e richiedere che, per missioni di un certo tipo, si rispettino determinati criteri di efficienza/affidabilità e, in casi estremi, fare di tutto per impedire la partenza di gente non qualificata.

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Ne ho discusso parecchio su Facebook di questa vicenda. Credo che le due ragazze non andassero nemmeno fatte partire, perchè erano completamente inadeguate ed impreparate ad operare in zone critiche come la Siria (lo dimostra il fatto che sono state attirate con l'inganno nell'edificio dove sono state rapite). Credo anche che ogni nostra azione comporti un rischio, a partire da scendere le scale, fino a lanciarsi con il paracadute, da mangiare 3kg di carne al giorno, ad andare a fare la "volontaria" a caso in Medio Oriente. Ognuno, dal momento che prende una decisione, accetta anche i rischi che ne conseguono. E' come quando si piangono i morti sugli sci che vanno a fare free-ride..che cosa ci si aspetta?

 

Personalmente sono d'accordo con il Regno Unito e la sua politica del "non pago riscatti" poichè farlo è un incentivo a compiere ulteriori rapimenti e guadagnare ulteriore denaro. Con 12 milioni di euro si acquistano quasi 18 mila AK-47 che direi possano togliere un bel numero di vite.

 

Detto tutto questo, son contento che le due ragazze siano sane e salve, perchè sarebbe stato ingiusto vederle morire per uno schizzo adolescenziale. Però con 12 milioni di euro si sarebbero potute salvare ben più di due vite, se vogliamo fare i cinici..

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Il problema per me non sono due ragazze idealiste che anziché farsi selfie a bocca a cu*o di gallina tutto il giorno come molte loro coetanee o trascorrere il loro tempo nei bar a parlare del nulla cosmico, hanno dei valori per quanto siano condivisibili o meno, ma l'organizzazione alle loro spalle "Assistenza sanitaria in Siria-horryaty".
Perché hanno permesso a due ragazzine senza o con poca esperienza (quanto si può essere esperti a 19-20 anni?) di fare volontariato in una zona così martoriata? Ok, sono maggiorenni ma delle precauzioni no? L'idealismo è una cosa meravigliosa e invidio chi ancora ne è pieno, ma la realtà è ben diversa.

Il riscatto si poteva evitare? Io non lo so, quando si tratta di civili sono restia a dire un categorico NO infatti sono contenta umanamente che l'abbiano fatto e di certo preferisco pagare 12 milioni di euro per loro che sobbarcarmi ogni giorno il peso economico di connazionali falsi invalidi o evasori.

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Francamente ritengo che uno lo stato debba intervenire per evitare di mettere in condizioni di pericolo i suoi cittadini.

Finanziare i rapitori, per di più i rapitori della peggior specie che sgozzano, torturano, chiedono come ammazzare i prigionieri etc. aumenta il rischio.

Si finanziano non solo illeciti, ma altre mattanze.

 

Magari il discorso vi offenderà, ma è la pura realtà. Quei soldi verranno usati per fare altri rapimenti, finanziare acquisti di armi, uccidere altre persone.

 

Lo stato giustamente ha fermato il pagamento dei riscatti in italia. Perfetto, dovrebbe fare lo stesso verso l'estero. Però quando a dover pagare una famiglia, chissene e bloccano tutto. Quando invece si devono esporre loro e sostenere gli stessi principi che impongono alle famiglie dei rapiti interni, magicamente cambiano idea e pagano con i soldi pubblici.

 

Per cui, la cosa è sbagliata al quadrato.

 

Del resto, basta vedere con la vicenda dei pirati. I pirati attaccavano navi italiane perché si pagava il riscatto. Quando la cosa è diventata insostenibile, si sono ricordati che esistono i militari. Magicamente, sono praticamente cessati gli attacchi alle navi. Fatevene una ragione, anche se non vi piace.

 

 

Sulle ragioni delle ragazze... trovo sbagliato offenderle (ma criticarle si), ma spero che ora le si siano aperti gli occhi.

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Ma come funziona l'iter nel diventare volontario?
Cioè un giorno mi sveglio e dico "voglio aiutare il prossimo" vado nella X organizzazione ma questa non fa controlli psicologici, non guarda curricula vari, esperienze etc etc?
Non vorrei seriamente che il troppo idealismo porti a scelte affrettate.

Non è che un medico appena laureato diventa primario...ragazzi poco più che adolescenti che esperienza, soprattutto psicologica, potrebbero avere nell'operare in zone dove la morte e l'anarchia sono all'ordine del giorno? Che aiuto possono portare? La buona volontà non è tutto...

Io le ammiro veramente e mi disgusta che dovranno leggere e sentire commenti orridi da parte di loro concittadini, ma per me sono state mal consigliate e qualche adulto ha affidato loro carichi troppo pesanti per la loro giovanissima età.

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Per due ragazze volontarie che portano soccorsi ad un popolo massacrato dal proprio governo

 

Metà del paese è occupato dalla ****** islamica e giustamente si dà la colpa al governo: ciò ha molto senso.

 

Per quanto riguarda il resto, andare in Siria in un momento come questo per portare aiuto equivale a entrare in un bosco in fiamme per provare a spegnerlo con una bottiglietta d'acqua: una volta che si rimane bruciati è inutile stare a chiamare i pompieri. 

Non stiamo parlando di missionari che sono mossi dalla fede e quindi se ne fregano dei pericoli o ONG che sono organizzate e quindi sanno meglio come muoversi. Parliamo di due ragazzine (a 20 anni non si può essere maturi) che sono andate in mezzo allo sfacelo.

Dico questo per sottolineare che spero non si sia pagato un riscatto perché sarebbe grave: 12 milioni di dollari non sono spicci e darli a dei maledetti tagliagole perché due cretine si sono fatte catturare mi dà fastidio.

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beh euron mica sbaglia,senza dubbio contento che abbiano liberato 2 italiane

ma non sono eroine,son 2 ragazzine idealiste,e delle idee sbagliate,che per sentirsi vive sono andate in un teatro di guerra.

queste sono state pure fortunate che i primi rapitori non le abbiano rivendute all'isis

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Il problema è che la Siria è un macello assurdo, duecentomila morti stimati, svariati milioni di profughi, ampie zone di vuoto cosmico in fatto di leggi, sicurezza, servizi, diritti, millanta fazioni in lotta tra loro e un sacco di "è una tragedia" "oh cavoletti" "peccato però" da parte dell'opinione pubblica internazionale.. ma di aiuti concreti? Manco l'ombra.

 

Affermare che le due volontarie fossero impreparate solo per le modalità del rapimento mi sembra sbagliato, non perchè le due non possano essere svitate, inesperte, incaute ecc, quanto per il fatto che all'atto pratico si sa veramente poco di vero e quel poco viene spesso e volentieri travisato, de-contestualizzato e usato a fini vari, non ultimo la propaganda politica (vedi Salvini, con contorno di contro-satira del tipo "Se davvero abbiamo pagato è uno schifo" ha detto Salvini guardando la laurea di Renzo Bossi :stralol:).

 

In Siria operano (fortunatamente per i siriani) migliaia di volontari da ogni paese del mondo, in condizioni di assoluto abbandono istituzionale e politico e in un ambiente a dir poco proibitivo. Sono stati rapiti e/o uccisi fior di professionisti e spesso la differenza tra vita e morte l'hanno fatta i secondi, i metri o se vogliamo il semplice c*lo, scusate il francesismo.

 

E' inutile piangere sul latte versato di gente che, sconsiderata o meno, parte e va, quando tutto attorno il mondo se ne frega.

 

Detto ciò, contentissimo che le due ragazze, che ammiro per il loro coraggio, siano sane e salve. Sul discorso riscatto, che quasi sicuramente ci sarà stato (certo non nelle entità blaterate da un certo pseudo-giornalismo da baraccone e rimbalzate prontamente sulle bacheche di milioni di italiani-medi) il discorso non è semplice. La gente che parla abbastanza ipocritamente di "eh con quei soldi ci uccideranno altre persone" è la stessa che se ne è sbattuta dei duecentomila morti fino ad ora.. che si abbia l'onestà intellettuale di dire che il discorso è puramente economico, almeno. Anche io ammetto di essermene fregato del conflitto siriano, per quanto poco possa farci, ma almeno non ci faccio su menate moralisteggianti quantomeno fuori luogo.

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Personalmente credo che sia veramente difficile dare un parere univoco sulla faccenda.

 

Da un punto di vista meramente economico, per quanto sia vero che per uno Stato 12 milioni sono una inezia, non sono sicuro che si possa dire lo stesso dei terroristi; per quanto certamente abbiano altre fonti di guadagno "fisse" i rapimenti sono sicuramente un business molto remunerativo, che indipendentemente dal motivo per cui gli sono stati dati loro utilizzeranno per alimentare la propria organizzazione (armi, cibo, compagnie private per farsi addestrare, videogames per sfogarsi, poco importa sostanzialmente), e qui sono in disaccordo con irojet: personalmente se sapessi che dando dei soldi al mio salumiere quello si comprerebbe una pistola e andrebbe a sparare a qualcuno col cavolo che lo finanzierei, anche se trovassi la sua bresaola una manna dal cielo. Quindi credo che da un punto di vista solamente economico sia stato sbagliato.

 

Da un punto di vista "politico" la risposta corretta credo sia ni. Vero è che cedere ad un ricatto è, da un punto di vista teorico, sbagliato (come scritto già da altri è uno stimolo per perpetrarne altri, poco importa di quale sia la cifra in questione); però c'è da chiedersi anche a cosa avrebbe portato una risposta negativa qui in Italia, come avrebbe reagito il cittadino medio sapendo che il proprio Paese non è disposto a pagare per riaverti a casa (e questo, purtroppo, è un discorso molto soggettivo).

 

Da un punto di vista umano dare una risposta credo sia ancora più complicato.

Erano inadatte per questo ruolo? Molto probabilmente si, due ventenni (e parlo da ventenne) non credo proprio possano avere una preparazione, psicologica e pratica, adeguata per confrontarsi in maniera adeguata in uno scenario come la Siria odierna, poco importa il tipo di mansione che realmente gli si chiedeva.

Dovrebbero pagare per un errore commesso (anche se l'errore è palesemente di chi gli ha permesso di andare)? Questo è il punto tragico del discorso. Da un punto di vista più oggettivo possibile credo la risposta sia si; il fatto di poter essere rapiti (specialmente se sei una giovane e bella ragazza) dovrebbe essere la prima voce che si tiene in conto quando ci si domanda se si vuole partire o meno per zone come quella. Hanno accettato (più o meno consapevolmente) di prendersi questo rischio, e hanno perso. Può essere ingiusto, mostruoso e orrendamente cinico, ma è così.

 

Detto questo non mi lamenterò certo verso lo Stato perchè si è deciso di pagare e di farle tornare, il fattore umanità in questo discorso è tutt'altro che secondario, e penso che uno Stato dovrebbe, finchè possibile ed accettabile, essere il più "umano" possibile.

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