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Dimissioni di Marino


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Precisamente.

O quantomeno prima fai l'una e poi fai l'altra, a distanza di anni, di mandati.

 

Puoi fare tante cose e farti tanti nemici quanto le tue forze/alleanze te lo permettono.

Se vai oltre, molto oltre le tue forze e i tuoi appoggi,sei un fesso - in qualunque campo, intendiamoci-.

Finisce che tutti ti osteggiano, ti sputtanano, ti segano e alla fine lasci tutto come prima (e anzi con un po' più di disillusine in più ).

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Un articolo interessante da leggere a proposito della questione "spese folli di Marino", qui.

 

Dico poi, da romano, la mia sulla vicenda Marino, e la concludo qui, che la cosa mi ha lasciato l'amaro in bocca.

 

Sicuramente Marino poteva fare di più, arrivando a colpire privilegi e magagne ancora più di quello che ha fatto.

Sicuramente avrebbe dovuto dimostrare maggiore accortezza ed evitare di attaccare subito a destra e manca, ma facendo un passo dopo l'altro. Prima colpisci la mafia di Ostia, poi i carretti davanti al Colosseo, e così via.

Sicuramente avrebbe dovuto usare maggiore accortezza nello scegliersi i collaboratori, cosa fondamentale se sei il sindaco di una città grande e complicata come Roma.

Sicuramente avrebbe dovuto curare di più la comunicazione, fondamentale per far capire ad un corpo elettorale abituato al pessimo giornalismo italiano che stai operando per il loro bene. Vantarsi non è mai bello, ma certe volte serve e bisogna ingoiare l'orgoglio.

Sicuramente avrebbe dovuto sapere che, essendo nel centro del mirino, ogni suo minimo passo falso sarebbe stato sfruttato senza pietà e quindi lui avrebbe dovuto essere inattaccabile.

Sicuramente avrebbe dovuto avere più attributi ed un filo più di cattiveria, per difendere le sue scelte e colpire gli avversari.

Sono tutte cose vere.

 

Ma è altrettanto vera e pesa come un macigno, superiore (nella mia opinione) a tutte queste cose messe insieme, il fatto che Marino è stato L'UNICO sindaco di Roma degli ultimi anni che ha quantomeno provato a cacciare certa gente che per troppo tempo ha lucrato sulla mia città. E, come dico sempre io, finché non cacci certa gente (possano gli dei maledirli), qualunque iniziativa positiva che tu prenderai sarà destinata a cadere nel vuoto. Sempre, non c'è scampo. Sarà come lottare contro le sabbie mobili, per quanto ti dibatterai il massimo che farai sarà rallentare l'affondamento.

 

Per questo, tirando le somme, a me dispiace per le dimissioni di Marino. Non credo proprio che da un giorno all'altro Roma migliorerà. Anzi, ora che certa gente ha dimostrato che non si può governare Roma senza il suo consenso, questa stessa gente tornerà a far sentire la sua voce. Quando invece certa gente dovrebbe stare zitta a pane e acqua in galera e spaccare pietre, ringraziando che gli è andata ancora bene rispetto a quello che si merita.

Poi oh, magari mi sbaglio e domani il prossimo sindaco prosegue le cose positive fatte da Marino e anzi le migliora. Ma ritengo più probabile che Martin finisca il prossimo libro entro la fine dell'anno.

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Considerando che non è nemmeno inquisito, il fatto che veramente mi lascia allibito e quasi schifato, è stato l'immenso linciaggio mediatico costruita contro Marino, da parte anche del Pd. Non sarà uno "stinco di santo", ma perchè non è stata costruita la stessa gogna mediatica ad uno dei tanti De Luca del Pd?!

Condannato e ancora al suo posto

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Io già mi ero accorto che tutto questo accanimento non era normale, perfino per l'italia, e leggere l'articolo ha confermato le mie sensazioni.

 

Marino è stato un pessimo stratega politico, non lo si mette in dubbio, ma la cosa più desolante è vedere che gli si dà addosso soltanto perché sì. Non c'è bisogno di un motivo per cacciare una persona, e non importa quello che si fa.

Allora vale anche il contrario: non esiste un motivo per cui un candidato, sindaco o premier, è meglio di un altro, e non importa quello che fa.

Tanto tutti magnano comunque, lasciatemi magnare.

Il livello cui è arrivata la politica italiana è sotto gli occhi di tutti, ma a nessuno importa. A nessuno importa di nulla.

L'unica cosa importante è indignarsi. Il paese chissene.

Se fossimo governati direttamente dalla mafia invece che indirettamente dalla rete delle clientele, saremmo amministrati meglio.

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Oggi il Sole 24 Ore, a firma di Gianni Dragoni, pubblica un articolo sull'andamento del debito pubblico di Roma da Rutelli in avanti. Qui il link all'articolo, e qui quello alla lettera di Rutelli che sostanzialmente cerca di migliorare la propria posizione.

 

L'articolo è piuttosto interessante e consiglio di leggerlo, ma qui riporto in forma di tabella la chiusa dell'articolo.

 

Facendo 0 il debito pubblico all'insediamento di Rutelli, tenendo conto dell'inflazione ma addebitando al legittimo proprietario gli interessi sul debito, tenendo conto della conversione tra lire ed euro, Dragoni pubblica quanto segue:

  • Sotto Rutelli il debito pubblico di Roma aumenta di 892.937 € al giorno
  • Sotto Veltroni il debito pubblico di Roma aumenta di 416.476 € al giorno
  • Sotto Alemanno il debito pubblico di Roma aumenta di 450.160 € al giorno
  • Sotto Marino il debito pubblico di Roma diminuisce di 12.987 € al giorno

Ovviamente gli aridi numeri non dicono nulla se non ci sono le corrette allocazioni di spesa dietro. L'unica ipotesi che mi permetto di fare è che il miglioramento della posizione finanziaria di Roma della gestione Marino dipenda dalla diminuzione delle uscite in maniera nettamente prevalente rispetto all'incremento delle entrate. Poiché il bilancio di una città come Roma mi sarebbe incomprensibile e in ogni caso non saprei come reperirlo, chiedo ai romani.

Tra Alemanno e Marino viene detto che nel Comune il saldo giornaliero tra attivi e passivi aumenta di 460.000 €, e passa da saldo negativo e saldo positivo.

Sono stati fatti dei tagli insopportabili ora, oppure c'erano delle spese esagerate prima?

 

Poiché Alemanno è inquisito per Mondo di Mezzo mi sposto un attimo su Veltroni. Veltroni è una persona che nel suo operato da sindaco non ha mai ricevuto particolari rilievi per disonestà o crimini, almeno che io ricordi.

Tuttavia il saldo giornaliero del suo bilancio era di 430.000 € peggiore di quello di Marino. C'è stato un Giubileo di mezzo, ma i soldi in quel caso li mette prevalentemente lo Stato, non il Comune.

Ora, quello a cui voglio arrivare è questo: se alla domanda precedente la risposta è che Marino ha tagliato spese superflue e non essenziali, come si può definire un sindaco che pur mai inquisito o sospettato di scorrettezze appioppa alle casse comunali spese di questo genere? Non sono soldi "rubati" (lo metto tra virgolette perché non dubito fino a prova contraria della legalità delle allocazioni di spesa di Veltroni, ma dubito della loro utilità) ai cittadini?

 

L'articolo del Sole 24 Ore credo sia emblematico di quello che dicevo al post precedente. Si sta perdendo il senso della proporzionalità. A Marino si contestano, mi pare, 20.000 € di spese personali.

Sotto Alemanno il debito di Roma è aumentato di 840.000.000 € circa, e se partiamo dall'idea che le spese tagliate da Marino fossero spese inutili si tratta di un debito altrettanto inutile ed evitabile, ovvero di soldi spesi non per i cittadini di Roma. Stiamo parlando di una cifra quarantaduemila volte più alta di quella contestata a Marino.

Sotto Veltroni il debito di Roma è aumentato di 1.100.000.000 € circa. Secondo le stesse premesse del paragrafo sopra, una cifra cinquantacinquemila volte più alta di quella contestata a Marino.

 

I miei timori sulla "pace sociale" comprata a suon di favori alle lobby si basano soprattutto sull'analisi della figura di Veltroni (Alemanno è indagato quindi non conta, e Rutelli è troppo indietro nel tempo perché possa avere un'idea chiara del suo operato dal punto di vista economico), sindaco indubbiamente popolare ma che a conti fatti ha lasciato un Comune molto meno sostenibile di quello che aveva trovato.

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Io già mi ero accorto che tutto questo accanimento non era normale, perfino per l'italia, e leggere l'articolo ha confermato le mie sensazioni.

 

 

Il livello cui è arrivata la politica italiana è sotto gli occhi di tutti, ma a nessuno importa. A nessuno importa di nulla.

L'unica cosa importante è indignarsi. Il paese chissene.

 

E vero: parlando con molti amici e persone anche abbastanze estranee al ns circo politico la sensazione di strano accanimento è stata avvertita, nonostante Marino non sia tipo di empatia travolgente, ma appunto cadrà tutto presto nel dimenticatoio grazie all'allineamento pressochè totale di tutti i principali media. Certamente ha peccato di ingenuità ed ha fatto la fine di Galba, l'imperatore chiamato a sanare gli eccessi e le follie delle "gestione Nerone" e prematuramente eliminato dopo appena 6 mesi perchè si era applicato nella sua missione con eccessivo zelo...

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Non sono romano, ma torinese e,per oltre 15 anni ho lavorato per una pubblica amministrazione e sono stato a contatto con diversi sindaci di città più o meno importanti. in particolare, uno di essi mi ha confidato diverse cosette, e mi sono ancora di più convinto che col sistema attuale è quasi impossibiloe amministrare bene. Vi faccio qualche esempio. C'è una cittadina lontana una quarantina di Km dalla "metropoli" principale, ma non ci sono mai stati, fino alla fine degli anni 80, collegamenti diretti con mezzi pubblici. C'era solo un treno che ci metteva quasi due ore, con tre cambi, e con orari che non permettevano a chi andava a scuola di cominciare il viaggio di ritorno prima delle 18. Nel paesino si era stabilito un senatore, e magicamente era stato istituito un servizio di autobus. Il servizio migliorava la vita di qualche centinaio di persone, forse più, ma economicamente era in straperdita. però assicurava posti di lavoro e consenso. la storia si è risaputa, il servizio è stato tagliato, l'onorevole non è stato rieletto e chi mi ha raccontato la storia è subentrato come sindaco.E' una persona onesta, non c'era più il problema dell'onorevole, ha ripristinato gli autobus, dicendo che l'amministrazione pubblica non può ragionare come i privati. La decisione gli ha causato tanti di quei problemi politici, colla Cirte dei conti e con le altre amministrazioni che ha preferito lasciare..

Di storie così potrei raccontarne tante, e anche voi....

purtroppo il sistema è così....

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Vorrei distinguere due aspetti.

 

Come sindaco sottoscrivo tutti i meriti (principalmente fatti) e demeriti (in primis la scarsa capacità comunicativa) che avete presentato fin'ora. Poteva fare di più e meglio ma mi sento di dire che qualcosa ha fatto e che ho apprezzato moltissimo l'innesto amministrativo di trasparenza e lotta alle lobby (curioso che Renzi insista sullo stesso punto).

 

Poi l'argomento del topic: il linciaggio a cui è stato sottoposto.

La stampa e le opposizioni non hanno fatto nulla di particolarmente strano rispetto alla norma. Lo stesso le lobby, per loro natura difendono i loro interessi e se le contrasti non la prendono bene.

Ma le dimissioni arrivano esclusivamente per il fatto che al primo pretesto il Pd, come si dice a Roma, "l'ha pisciato".

Perché?? Semplice, perché un partito in Italia vive anche di appoggi ed intrallazzi con ogni operatore della sfera sociale e scende a compromessi e scambi con gli stessi, anche a rischio di non perseguire il bene comune. Marino per suo merito non faceva questo e se il Pd promette e Marino non mantiene lobby criminalità e poteri vari si rivolgono ad altri portandosi via fondi e voti.

Questa è la politica purtruppo e a me questo discorso fa schifo.

Il Pd lascia che un indagato prossimo alla condanna concorra per la regione Campania e se la prende con Marino per una cena, ma per piacere...

Marino è una brava persona, ha provato a governare Roma per governarla e non per gestire una rete di potere come il buon vecchio plurindagato Alemanno e Marino è stato mandato a casa senza un valido motivo.

Io ho tirato le mie conclusioni, non so voi...

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In tutto questo io trovo assurdo il comportamento dei cinque stelle. Ammesso che il pd "l'ha pisciato" (ma potrebbe averlo fatto anche per abbandonare una barca che affonda, fino a poco tempo fa l'aveva pure difeso), i cinque stelle imho dovrebbero essere quelli che più degli altri dovrebbero riconoscere ciò che ha fatto marino, andare contro l'establishment ecc e invece per motivi... politici? di bandiera? figurano tra i principali autori del lancio di *****. Avvoltoi.

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  • 3 weeks later...

Ne penso che se non altro a Marino va riconosciuto di aver avuto grande rispetto per le Istituzioni. Un sindaco, un governo o un qualsiasi ente eletto deve essere delegittimato nel posto in cui quella legittimità l'ha ottenuta, e cioè nelle aule parlamentari (emanazione della volontà dell'elettorato). Non esiste che venga deposto da una decisione presa nottetempo da un commissario di partito che opera in base a ridicole logiche di partito.

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Oddio, questo mi sembra un ragionamento un po' capzioso :unsure:

 

In primo luogo, visto che i sindaci vengono eletti direttamente, dire che devono la loro legittimità al consiglio comunale è un ragionamento parecchio forzato: mi verrebbe quasi da dire il contrario, cioè che il consiglio comunale deve la sua legittimità al sindaco ;)

 

In secondo luogo e soprattutto, mi pare del tutto ovvio che un sindaco non può cadere per qualcosa che avviene in stanze oscure: decade se si dimettono la maggior parte dei consiglieri (come è avvenuto ieri) oppure perché si dimette, che era esattamente quello che aveva fatto Marino.

 

Personalmente penso che dare le dimissioni e poi ritirarle, sfidando il resto del mondo a sfiduciarti, sia un teatrino abbastanza indegno, e che Marino abbia fatto una figura veramente brutta a comportarsi così.

Se avesse voluto lanciare la sfida al mondo, come sta facendo ora, sarebbe stato molto più dignitoso resistere allora, anziché dare le dimissioni. Oppure dare le dimissioni e poi ricandidarsi con una lista civica, come qualcuno vaticinava. Così ci fa solo la figura del re tentenna, come se ne avesse ulteriore bisogno.

 

Della situazione in generale, su cui non ho postato commenti, penso più o meno le cose seguenti: Marino non mi ha mai dato l'impressione di avere la personalità adatta a fare il sindaco o qualunque ruolo di leadership; si è ritrovato in una situazione evidentemente legata a colpe altrui (ora è indagato per gli scontrini, ma nel marasma romano mi pare con tutta evidenza una colpa veniale, anche ammesso che venga provata e non è detto: secondo me finirà in una bolla di sapone, come spesso situazioni analoghe), che però non è riuscito a gestire al meglio.

Dal mio punto di vista non è vero che il PD gli ha tolto la fiducia, per il semplice motivo che il PD non lo hai mai appoggiato fino in fondo: i più attenti ricorderanno che Marino stesso, all'epoca della sua elezione, aveva dichiarato di essere stato eletto "nonostante il PD", e che d'altra parte è sempre stato molto minoritario all'interno della vecchia gestione del partito. Tra l'altro secondo me questa è un'interpretazione che non avrebbe molto senso: chi fa politica ad alto livello è (e dev'essere) cinico, far cadere un sindaco per consegnare una grande città come Roma agli avversari politici più accaniti non avrebbe alcun senso logico ;) (perché, è inutile nasconderselo, dopo questo episodio il PD le comunali le perde, salvo miracoli rischia di non andare neppure al ballottaggio, qualunque candidato metta in campo... e questo Renzi non può non saperlo, come non può non sapere che perdere Roma sarebbe un boomerang mica da ridere).

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