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Ma Game of Thrones è davvero una serie valida?


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Se fossero andati a letto prima della battaglia e avessero tagliato la frase in cui dice che degli innocenti non gliene frega nulla, l'arco di Jaime l'avrei trovato molto più legit

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Per me invece il percorso di Jaime va benissimo così anche per gli indizi lasciati in altre stagioni .

Jaime è Jaime Lannister ed è unico non standardizzabile ,non banalizzabile ,non riconducibile a comuni inquadramenti mentali ,è uno che cerca di ammazzare un bambino di 10 anni ,ma entra anche in una fossa con un orso per salvare Brienne e fare il suo dovere di cavaliere , ed è uno che minaccia pesantemente Edmure per tornare presto da Cersei  e che ottiene da lei una morte misericordiosa per Olenna ad esempio.

E’ un Lannister ,arrogante e sicuro di se,ma anche un uomo che agisce per istinto non con freddo raziocinio ,ergo quello che fa non è mai prevedibile sul piano della logica ...

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che poi di riferimenti precisi su jaime come impossibilitato a staccarsi da cersei è pieno....solo nelle ultime stagioni....

 

jaime nel dialogo con edmure nella sesta stagione

olenna nella 7x04

tyrion nella 8x02

 

anzi dietro il giuramento(che poi in ogni caso vuole portare a compimento tramite brienne e la sua spada)che fa a cat c'è il desiderio di tornare da cersei, cosa che le dice chiaramente quando lei, furibonda e desiderosa di ritrovare sansa, gli rinfaccia di aver fatto un giuramento al nemico, cosi come il buttare giu bran ha sempre cersei e la loro relazione come "giustificazione"...

 

è un filo conduttore perenne nella sua vita e questo sia nella fase "damerino arrogante" che post viaggio di ritorno con brienne nelle terre dei fiumi o desiderio di mantenere la parola combattendo contro i WW.....

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Ma sai com’e’ si nega l’evidenza pur di criticare pesantemente ogni finale ideato dal duo in base ripeto a quanto rivelato dal vate 

E questo alla lunga è stucchevole ...ma si sa qualcuno farebbe molto meglio 

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  • 4 weeks later...

Propongo un articolo dove si difendono le scelte concettuali degli autori di GOT e si propone una interpretazione della serie e del finale.  Essa proporrebbe una serie di tematiche e riflessioni non banali: La natura del potere politico e di cosa lo legittima. Una riflessione critica sul ruolo dei personaggi eroici o dalle potenzialità eroiche. E altro ancora.

http://www.leparoleelecose.it/?p=35964

 

 

 

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Articolo indubbiamente interessante e approfondito, anche se non condivido l'assunto dell'autrice che il tema portante di tutta la serie sia solo la riflessione sulla natura del potere: la trama più prettamente fantasy è stata uno dei grandi pilastri della trama e lo scontento per la risoluzione della minaccia Estranei nella 8x03 è nato proprio da quello.

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L'articolo é interessante, intelligente e meglio scritto della maggior parte di articoli sull'ottava stagione.  Ma ci sono alcuni su cui non sono assolutamente d'accordo:

1) Secondo l'articolo il concilio finale vorrebbe esprimere l'idea di limite contrapposta all'invincibilitá di Daenerys. Da qui la scelta di leader "imperfetti" e quindi "umani" come Davos, Tyrion, Bronn, e anche Bran, che é un disabile, impotente ed é stato parecchio sfottuto dai fan sui social. Peccato solo che Bran sia anche un super-computer onnisciente in grado di viaggiare nel tempo, che incarna la magia degli Antichi Dei. Tutti aspetti che lo rendono meno "umano" di qualsiasi altro personaggio in GOT, Daenerys compresa. Certo, nella Battaglia di Grande Inverno non é stato molto utile, ma allora perché dotarlo dei super-poteri nelle stagioni precedenti, creando un buco di trama enorme?

2) Secondo l'articolo tutti i personaggi sarebbero degli anti-eroi. Compresa la supereroina-badass Arya, che alla fine parte per le "Americhe" per colonizzare nuove terre. Peccato che:

a) Non c'é alcuna prova che esistano Continenti da scoprire. Arya potrebbe benissimo raggiungere l'estremo Est di Essos.

b) Non c'é alcuna prova che Arya voglia partire per una spedizione coloniale;

Di conseguenza tra tutti gli anti-eroi della serie ci sarebbe almeno un'eroina classica (e curiosamente é proprio lei che uccide il Re della Notte).

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1 hour fa, Figlia dell' estate dice:

1) Secondo l'articolo il concilio finale vorrebbe esprimere l'idea di limite contrapposta all'invincibilitá di Daenerys. Da qui la scelta di leader "imperfetti" e quindi "umani" come Davos, Tyrion, Bronn, e anche Bran, che é un disabile, impotente ed é stato parecchio sfottuto dai fan sui social. Peccato solo che Bran sia anche un super-computer onnisciente in grado di viaggiare nel tempo, che incarna la magia degli Antichi Dei. Tutti aspetti che lo rendono meno "umano" di qualsiasi altro personaggio in GOT, Daenerys compresa. Certo, nella Battaglia di Grande Inverno non é stato molto utile, ma allora perché dotarlo dei super-poteri nelle stagioni precedenti, creando un buco di trama enorme?

 

Lì penso che l'autrice forzi troppo i dati per supportare una propria interpretazione personale, non a caso tira in ballo pure discorsi sull'identità sessuale e sulla virilità "castrata" che dubito fossero nelle intenzioni di Martin, Benioff e Weiss quando hanno trattato il personaggio di Bran (semmai sono discorsi che uno può fare su Theon, volendo anche su Verme Grigio, ma su Bran proprio no). E al di là dei superpoteri, la cui gestione nel corso delle ultime stagioni resta a dir poco vergognosa, Bran è il meno umano della combriccola anche per caratterizzazione: è apatico, non è più mosso dai desideri e dalle brame di noi comuni mortali, a differenza proprio di Daenerys che nella sua volontà di realizzare il suo ideale di bene con tutti i mezzi possibili e necessari si rivela umana, troppo umana (direbbe Nietzsche). La sua elezione a re esprime l'esatto opposto dell'idea di limite che l'autrice dell'articolo vorrebbe mettere in evidenza, anzi a dirla tutto un sovrano che potrebbe vedere qualsiasi cosa sa tanto di totalitario Grande Fratello.

 

 

1 hour fa, Figlia dell' estate dice:

2) Secondo l'articolo tutti i personaggi sarebbero degli anti-eroi. Compresa la supereroina-badass Arya, che alla fine parte per le "Americhe" per colonizzare nuove terre. Peccato che:

a) Non c'é alcuna prova che esistano Continenti da scoprire. Arya potrebbe benissimo raggiungere l'estremo Est di Essos.

b) Non c'é alcuna prova che Arya voglia partire per una spedizione coloniale;

Di conseguenza tra tutti gli anti-eroi della serie ci sarebbe almeno un'eroina classica (e curiosamente é proprio lei che uccide il Re della Notte).

 

Questa storia delle Americhe non ho capito da dove salti fuori, perché nella serie tv non si parla mai di continenti ad ovest (e nei libri se ne parla sempre in termini speculativi). E in ogni caso mi sembra chiaro che a muovere Arya sia qualcosa di ben diverso dalla sete di conquista di un nuovo mondo. Ancora una volta credo che l'autrice abbia voluto forzare l'interpretazione del finale, leggendolo come una metafora della scoperta/conquista delle Americhe anche se da parte degli autori manca questa intenzione.

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5 hours fa, Feanor_Turambar dice:

è stata uno dei grandi pilastri della trama e lo scontento per la risoluzione della minaccia Estranei nella 8x03 è nato proprio da quello.

Dipende. Parecchi non si sono lamentanti di questo.

 

Le maggiori lamentele ci sono state con la gestione di Dany.

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Ciò non toglie che chi si è lamentato di "The Long Night" l'ha fatto perché risolveva troppo facilmente e rapidamente una minaccia sovrannaturale che per 7 stagioni e mezza era stata pompata all'inverosimile e che sembrava dover essere uno dei cardini dell'intera ottava stagione, non solo dei primi tre episodi. Anche nelle recensioni più favorevoli si finiva per far notare che forse la minaccia degli Estranei poteva avere una risoluzione più dignitosa di Arya che fa la ninja e i giochini di mano, oppure che si poteva dare a Bran un ruolo leggermente più rilevante, visti i suoi poteri.

 

La questione di Daenerys ha generato più eco perché da un lato ci si è unanimamente lamentati di quanto fosse raffazzonato il suo percorso evolutivo e dall'altro hanno fatto la voce grossa tutti quei fan che la volevano sul trono e non sono mai riusciti ad accettare l'idea che in un'opera di finzione il proprio beniamino non necessariamente vince.

 

Ma d'altronde è sempre così, la vera polemica esplode quando tocchi l'argomento o il personaggio giusto: nella quinta stagione la storyline di Dorne era scritta col deretano, ma tutte le lamentele che si sono fatte davvero sentire riguardavano lo stupro coniugale di Sansa, mica per l'imbarazzante vicenda dorniana degna di un film dei fratelli Vanzina.

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L'articolo è interessante e si rifa a un background culturale dignitoso, anziché essere la solita opinione soggettiva perché sì. Ciononostante, concordo con @Feanor_Turambar, la tesi è sostenuta in maniera evidentemente forzata e non comprende neanche pienamente le ragioni per cui il pubblico si è lamentato.

Per quanto il titolo della serie sia il trono di spade e quindi ci dovrebbe far presumere che il tema centrale sia la lotta per il trono, il lato fantasy è stato uno dei grandi pilastri della trama ed è stato anche espanso se lo paragoniamo ai libri, quindi penso sia comprensibile lo scontento nel fare fuori un pilastro della trama con una certa pochezza narrativa ed estetica, anche se il concetto che se ne desume ha una certa rilevanza. 

 

L'articolo ha il pregio di mettere le serie TV al pari delle produzioni letterarie nella cultura contemporanea. Questo, che faccia storcere il naso o meno, è una verità innegabile, una volta questo ruolo di formazione toccava ai libri e ai romanzi, adesso si shifta verso la televisione ed è una buona cosa che ci se ne renda conto. 

 

Purtroppo però l'articolo ha anche una serie di limiti. 

 

In primis, vuole analizzare la serie solo dal punto di vista filosofico-politico, non comprendendo che le critiche ricevute dalla serie stessa non sono principalmente di questo tipo, ma soprattutto sono critiche narratologiche ed estetiche. 

 

Secondariamente, come già fatto notare da @Figlia dell' estate, l'assunto stesso è facilmente smentibile. Probabilmente l'autrice non ha una piena conoscenza della materia che si propone di trattare, perché dal finale della serie, Bran the Broken non esce affatto come leader imperfetto in quanto disabile e impossibilitato alla riproduzione. Ne esce come il più predestinato tra tutti i personaggi: egli era nelle mire del corvo a 3 occhi da ben prima dell'inizio della storia stessa e afferma di essere sceso a sud per accettare il trono. Oltre a questo, come avete già detto, le sue capacità fanno presumere a un futuro altrettanto assolutistico e ben più totalitario di quanto non indicasse l'estetica degli abiti di Danaerys. Ci troviamo di fronte a un grande fratello ante litteram che usa alberi e corvi al posto delle telecamere. E ci troviamo anche di fronte a una riedita Lucy dell'omonimo film di Luc Besson. Se lo prendiamo come figura positiva Bran ha l'ardire, con apatico distacco, di accettare il trono poiché nella sua condizione, secondo sua analisi oggettiva, si ritiene il miglior regnante, risultato che smentisce l'oggettività dell'analisi e lo rende più simile al villain di unbreakable, almeno in Lucy ci si limitava al ruolo di passaggio di una conoscenza superiore affidata poi a un soggetto terzo.

 

Anche la questione delle lamentele dovute al fatto che Jamie e Dany vengono infine recepiti come antieroi ma il pubblico li voleva eroi, non è del tutto vera. Soprattutto su Jamie, personaggio su cui già mi ero dilungata con una digressione relativa ai libri nel topic sul personaggio, è evidente come lui sia nei libri sia nella serie sia legato a doppio filo a Cersei. Il problema della serie è che l'evoluzione del personaggio viene presentata solo come basata sulla relazione sessuale/sentimentale che ha da sempre con Cersei e prova a spezzare con Brienne, mentre la controparte cartacea è molto più complessa. 

Sulla gestione di Danaerys è invece molto più centrato uno degli articoli citati nella trattazione: Questo. Difatti, qua si identificano le ragioni per cui la visione di Danaerys come Mad Queen non ha alcun fondamento, oltre che senso. Le azioni di Danaerys sono razionali e sensate per il contesto e la situazione in cui si trova.

 

Sulla questione di Arya colonizzatrice poi mi viene da sorridere perché un personaggio che va ad esplorare l'ovest come un novello Cristoforo Colombo non si capisce perché dovrebbe porsi in maniera negativa. Ipotizzare prosecuzioni di storie che vanno oltre il finale che ci viene mostrato non ha alcuna oggettività. Per quello che ne sappiamo la nave potrebbe anche affondare non appena uscita dal porto. E poi Arya non si è mai configurato come un personaggio con volontà di colonizzatore, semmai con sete di conoscenza e desiderio di scoperta. 

 

Insomma, per quanto sia fondato su buone basi l'articolo mi pare che denti una non sufficiente conoscenza della materia oggetto di trattazione. Sono molto più meritevoli gli articoli a cui fa riferimento, cioè quello linkato poco sopra sulla penultima puntata e questo

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16 minutes fa, Feanor_Turambar dice:

La questione di Daenerys ha generato più eco perché da un lato ci si è unanimamente lamentati di quanto fosse raffazzonato il suo percorso evolutivo e dall'altro hanno fatto la voce grossa tutti quei fan che la volevano sul trono e non sono mai riusciti ad accettare l'idea che in un'opera di finzione il proprio beniamino non necessariamente vince.

 

Ma d'altronde è sempre così, la polemica esplode quando tocchi l'argomento o il personaggio giusto: nella quinta stagione la storyline di Dorne era scritta col deretano, ma tutte le lamentele ci sono state per lo "stupro" di Sansa, mica per l'imbarazzante vicenda dorniana degna di un film dei fratelli Vanzina.

 

Bravissimo! 

Infatti secondo me la questione Danaerys è criticabile non perché non finisce sul trono, ma perché la si fa passare insensatamente per pazza e cretina grazie all'interpretazione che ne danno i due showrunner. Mentre le sue azioni sono lucide e sensate. 

 

Pure le lamentele per lo stupro di Sansa erano poco plausibili, se la serie è ambientata in un contesto medievale, il minimo che ci si possa aspettare in seguito a un matrimonio è che il marito poi voglia consumare a prescindere dal desiderio della donna, perché legalmente e fisicamente può imporre la sua volontà. Cersei non afferma a caso che le donne sono vendute come giumente per stipulare alleanze tra casate. Il contesto è quello. 

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38 minutes fa, Feanor_Turambar dice:

Anche nelle recensioni più favorevoli si finiva per far notare che forse la minaccia degli Estranei poteva avere una risoluzione più dignitosa di Arya che fa la ninja e i giochini di mano, oppure che si poteva dare a Bran un ruolo leggermente più rilevante, visti i suoi poteri.

Dici ? Io ne beccate parecchie che dicevano il contrario, una diceva che la minaccia andava per forza fermata subito e che il ruolo di Arya è stato costruito alla perfezione.

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E' ovvio che ci saranno state recensioni entusiastiche, ma di valutazioni negative o tiepide, peraltro ben scritte e argomentate (e quindi non frutto dei soliti haters a tutti i costi) ne ho lette parecchie e in generale nell'ambito della critica non ha brillato molto, o quantomeno non quanto ci si sarebbe aspettato da una puntata che ha portato in scena una battaglia di un'ora, una cosa mai vista in televisione e forse nemmeno al cinema e via dicendo (ce li ricordiamo i proclami roboanti al riguardo). Sull'aggregatore di recensioni Metacritic ha un bel 4.1, che non è proprio una cosa di cui vantarsi.

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