Jump to content
Aeron Plain

Il Palio dei Misteri - Indagini e Promozione -

Palio dei misteri  

10 members have voted

  1. 1. Qual'è il vostro mistero preferito?

    • Batteria di Baghdad
      0
    • Cicada 3301
      0
    • Codice Voynich - Seija
      5
    • Croatoan - Emma Snow
      1
    • Disco di Festo - xrnmas
      1
    • Entanglement quantistico
      0
    • Faro di Eilean Mor - Lady DragonSnow
      2
    • Gobekli Tepe
      0
    • Hackeraggio TV del 1987 - : _ladybolton e Aegon il Mediocre
      0
    • Iscrizione Shugborough
      0
    • Lago Vostok
      0
    • Linee Nazca - Gwenhwyvar
      4
    • Linee di Sajama
      0
    • Materia oscura
      0
    • Monumento Yonaguni
      0
    • Overtoun Bridge
      0
    • Segnale wow
      0
    • The Secret: a Treasure Hunt - Metamorfo
      1
    • UVB-76
      0
    • Mary Celeste - Eddard Seaworth
      2


Recommended Posts

Ormai Metamorfo ed io siamo diventati più buoni di Ned Flanders il giorno di Natale ;)

Il fatto che stiate progettando qualcosa è comunque una manifestazione di interesse, quindi vi diamo senza problemi altro tempo... Però deve essere qualcosa di grandioso!

Tipo una replica dell'hackeraggio su Rai 1, magari interrompendo Don Matteo trentordici! :excl2:

:stralol:

Ora non esageriamo, sappiamo bene che Don Matteo è INTOCCABILE... Però non vi deluderemo, promesso :figo:

Share this post


Link to post
Share on other sites

Eccoci alla seconda puntata di

Croatoan - Il mistero della colonia perduta di Roanoke!


Dopo il video introduttivo, iniziamo a esaminare le ipotesi sul destino dei coloni.


PRIMA IPOTESI: Migrazione e integrazione

L'ipotesi più razionale e verosimile è che i coloni si siano semplicemente spostati dall'isola di Roanoke.
Una delle mete più papabili è l'isola barriera di Croatoan (oggi nota come isola di Hatteras), cioè un'isola dalla forma particolarmente piatta e costituita in gran parte da materiale sabbioso, che si sviluppa parallelamente alla costa.

John White, il Governatore dell'epoca della colonia, era convinto di questo, ma non potè condurre alcuna indagine a causa di una tempesta in avvicinamento e fece ritorno in Inghilterra. Successivamente la guerra contro la Spagna gli impedì l'invio di ulteriori spedizioni di ricerca.


Un indizio a sostegno di questa teoria viene dal saggio del 1709 "A New Voyage to Carolina" di John Lawson, dove viene riportata la testimonianza dei Croatoan dell'isola di Hatteras che affermavano di avere antenati bianchi e in grado di scrivere... E in effetti molti dei Croatoan presentavano tratti somatici compatibili, come gli occhi chiari, e nel loro linguaggio molti termini erano assimilabili all'inglese.

La storica Lee Miller, nel suo saggio del 2000 "Roanoke: Solving the Mystery of the Lost Colony", ipotizza invece che i coloni abbiano creato un'alleanza con la tribù indiana dei Chowanoke, che abitava gran parte della Carolina del Nord, contro un'altra tribù chiamata genericamente Mandoag (nemici) nella loro lingua Algonquiana, e che si identifica con i Tuscarora o gli Eno.
A sostegno della teoria c'è la Zuniga Map disegnata da Francis Nelson, un abitante della vicina colonia di Jamestown, nel 1607 che parla di "quattro uomini vestiti proveniente di Roanoke":

Vq9v3Af.jpg

In più William Strachey, segretario della colonia di Jamestown, scrisse nella sua "The Historie of Travaile into Virginia Britannia" del 1612 che negli insediamenti indiani Peccarecanick e Ochanaoen c'erano case fatte di pietra. I coloni avrebbero perciò insegnato agli Indiani come costruirle.

Infine, coloni francesi insediatisi lungo il Tar River nel 1696 raccontarono di aver incontrato tribù indiane dai capelli biondi e gli occhi azzurri al momento del loro arrivo, e anche ciò indicherebbe una discendenza dai coloni di Roanoke.



Queste sono le ipotesi più "pacifiche", ma ne esistono molte altre decisamente più sinistre... Alcune con basi storiche relativamente solide, altre meno...
Quali sono? Lo scoprirete prossimamente! :D

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ancora complimenti a tutti, state facendo degli ottimi lavori! (e questa idea di farli "a puntate" mette molta curiosità) ;)

+ L'indagine di Lady DragonSnow sul faro di Eilean Mor mi ha rivelato dettagli decisamente inquietanti... Anche se effettivamente l'ipotesi più probabile è quella che siano finiti vittima della tempesta, restano delle domande che mi lasciano perplesso:

 

- Perché uno di loro è uscito apparentemente così di fretta da lasciare il pasto a metà e sbalzare la sedia?

- Che sia lo stesso guardiano che è uscito in mezzo alla tempesta senza cerata e stivali?

- L'orologio fermo mi ha incuriosito... Si sa che ora segnava?

- Ma soprattutto, se è successo un incidente e tutto è avvenuto di fretta... Perché diavolo la porta era chiusa a chiave??

 

 

+ In qualche modo, vedo questo mistero "affine" a quello scelto da Emma Snow (complimenti per il video!!!)... Forse l'appunto cancellato nel faro era Croatoan? :excl2:

Anche in quest caso, ho scoperto delle cose che gettano una nuova luce su questo mistero:

- L'ipotesi che la "colonia perduta" si sia effettivamente spostata nell'isola di Croatoan mi sembra parecchio solida, ma perché non hanno lasciato il segno convenuto della Croce di Malta?

- Non ero al corrente di queste testimonianze di "fusione" tra la colonia e le tribù di nativi americani... mi hanno lasciato piacevolmente sorpreso!

Aldilà del mistero, è bello pensare che questa piccola colonia potrebbe aver sperimentato una forma di contatto alternativa con la popolazione indigena delle Americhe, condividendo con loro l'alfabeto, le tecniche di costruzione ed infine unendo il loro patrimonio genetico :)

Share this post


Link to post
Share on other sites

Amanti del Mistero, oggi vi illustro un altro tassello del puzzle che circonda l'atmosfera magica di Eilean Mor...

Vi illusteró la prima ipotesi (e la piú "logica" ) che era stata fatta rigurado alla scomparsa dei tre...

 

A prima vista la soluzione sembrò facile e lineare. Nell'attracco occidentale, infatti, erano evidentissimi i segni distruttivi di una tempesta. Una grande gru che sovrastava le rocce, aveva tutte le funi avvoltolate in un groviglio inestricabile. Una dozzina di metri sotto, in un crepaccio, venne trovata una grande cassa di attrezzi, scaraventata laggiù da una qualche violenta forza. Era come se un'ondata gigantesca di trenta metri e più si fosse all'improvviso abbattuta sull'isola spazzando via ogni cosa, compresi i tre uomini, ipotesi suffragata dal fatto che gli indumenti protettivi che erano soliti indossare nei sopralluoghi agli attracchi, erano spariti, insomma, l'ipotesi immediatamente intessuta dagli investigatori era piuttosto plausibile. I due uomini, resisi conto che la tempesta stava irreparabilmente danneggiando la gru, indossati i teli impermeabili, erano andati al molo, ma solo per essere investiti da un'ondata gigantesca che li aveva trascinati in mare... Ma che ne era stato del terzo uomo? Aveva forse tentato di aiutare i compagni e pure lui era stato spazzato via dalla cieca furia delle onde?
Ipotesi centrata, ragionevole. Il caso sembrava risolto, salvo saltare tutti in aria quando qualcuno fece osservare che il 15 dicembre era stata una giornata calma e con mare quieto. La tempesta era scoppiata soltanto il giorno dopo. Forse che uno dei tre guardiani si era sbagliato nell'apporre la data del 15 sulla sua lavagnetta degli appunti? Neppure questo. Infatti, rientrato a terra, il capitano della nave testimoniò che proprio quella notte era transitato, in piena calma di mare, nei pressi dell'isola e il faro già era spento.
Anche se quel giorno il mare era calmo, la cosa non escludeva comunque che uno di loro potesse essere egualmente caduto nell'oceano, cosa che spiegherebbe perché il terzo dei tre uomini non aveva indossato il telo impermeabile. Evidentemente, i due compagni avevano tentato di salvarlo, ma erano stati inghiottiti dai marosi ed erano annegati. Eppure, sul molo erano state trovate funi di aggancio e cinture di sicurezza. Possibile che uomini esperti come loro non avessero usato i mezzi di protezione?
Forse l'uomo caduto in mare era svenuto e non avrebbe potuto in alcun modo aggrapparsi a una fune di salvataggio. In questa situazione, però, uno solo si sarebbe gettato in soccorso, lasciando il terzo ben ancorato al molo... e questo che fine aveva fatto...

 

 

...To be continued...

Volevo chiedervi scusa se non ho avuto molto tempo in questo ultimo periodo, ma vi assicuro che dal prossimo episodio cominceranno a trasparire ipotesi...diciamo un po' meno lineari e logiche....

:mellow: onde anomale...premonizioni...avvistamenti strani.... :mellow: cosa si nasconde davvero dietro a questo mistero?

 

 

 

Per quanto riguarda l'orologio, non sono ancora riuscita a scoprire che ora segnava, ma non demordo nella ricerca :)

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ok allora mi ci butto anche io...con una puntualizzazione, per quanto riaurda il mistero di Roanoke Island.

Non so se sia ancora reperibile (io lo ricevetti in prestito ) il bellissimo libro di Franca Rossi L'idea del'America nella cultura inglese 1500-1625 (in due volumi, ma quello che interessa è il primo), dove si parla proprio di questi tentativi britannici di esplorazione e colonizzazione, e nel dettaglio della colonia scomparsa - di cui si protrassero per almeno vent'anni le ricerche degli scomparsi.

White, sbarcato nel sito della colonia per riprendervi il ruolo, reghistrò ovunque "i segni della violenza indiana" soprattutto quando si trovò davanti "i miei libri, praticamente distrutti". Resta il dubbio se questa violenza sia stata lanciata prima o dopo la scomparsa delle persone che vi abitavano, ma le ipotesi immediate puntarono su un attacco proditorio degli indiani ed il massacro dei bianchi,

 

Il mistero della Mary Celeste

Battezzata originariamente Amazon, era un brigantino di 31 metri e 232 tonnellate varato nel 1861 in Nuova Scozia; dopo alcune disavventure che gli valsero la fama di nave "sfortunata", veleggiò felicemente fino a quando si arenò nel 1867 al largo della baia di Glace. Venne recuperatra e venduto ad armatori statunitensi, che la fecero riattare e la ribattezzarono Mary Celeste.

Nel 1868 venne inscirtta nel registro anvale americano con il nuovo nome ed assegnata al commercio con i porti del Mediterraneo e dell'Adriatico, previo attraversamento dell'oceano. Nel 1872, sotto il comando di Benjamin Briggs, intraprese il primo viaggio: a bordo, oltre al comandante, si trovava un equipaggio di sette persone, oltre alla moglie ed alla figlia di due anni del capitano.

Circa due mesi dopo, la Mary Celeste venne avvistata al largo delle Azzorre da un'altra nave, la Dei Gratia (i nomi non sembrano essere stati messi a caso, ma...), con le vele spiegate, alcune delle quali strappate; non avendo risposto ai segnali, un marinaio venne inviato a bordo: trovò la nave completamente deserta, grondante d'acqua (c'era un metro d'acqua nella stiva, nonostante una pompa fosse in funzione), il cibo era ancora nei piatti dell'equipaggio ma la bussola era rotta ed il sestante ed il cronometro marino mancavano, così come la scialuppa; il carico era apparentemente intatto, e solo nel porto di Genova si scoprì che nove dei 1701 barili d'alcol trasportati erano vuoti; c'erano scorte di cibo ed acqua intatte per almeno sei mesi. mancava la maggior parte delle carte di bordo e le ultime annotazioni del diari si interrompevano il 25 novembre, con l'annotazione dell'avvistamento delle Azzorre.

Nessuno di quanti erano a bordo fu mai ritrovato, né se ne conobbe mai la sorte. Nel 1873 vennero ritrovate due scialuppe nei pressi delle Azzorre (ma la Mary Celeste era dotata di una sola scialuppa), una delle quali contenente cinque corpi, mai identificati, l'altra vuota e battente bandiera americana.

Share this post


Link to post
Share on other sites

voynich4.jpg

 

MANOSCRITTO VOYNICH :LE PRIME IPOTESI.

 

In molti, nel corso del tempo, e soprattutto ultimamente, hanno cercato di decifrare la lingua sconosciuta del Voynich.

 

IPOTESI NEWBOLD.

Il primo ad aver affermato di essere riuscito nell'impresa di decifrare la lingua sconosciuta del Voynich fu WILLIAM NEWBOLD,professore di filosofia medievale all'Università di Pennsylvania. Nel 1921 pubblicò un articolo in cui proponeva un elaborato ed arbitrario procedimento con cui tradurre il testo, che sarebbe stato scritto in un latino "camuffato"da Ruggero Bacone.

La conclusione a cui Newbold arrivò con la sua traduzione fu che già nel tardo Medioevo sarebbero state conosciute nozioni di astrofisica e biologia molecolare. Opinione di Newbold era che Bacone avesse usato un cifrario bi-letterale, in cui cioè ogni coppia di lettere del testo latino visibile rappresentasse una sola lettera criptata.

Inoltre Newbold sostenne che nelle pagine del manoscritto, e persino all'interno delle lettere impresse su di esso, erano contenuti altri simboli e lettere visibili solo se magnificati al microscopio, che costituivano il vero testo criptato. In realtà aveva scambiato delle grinze sulla pergamena, dovute all'usura del tempo e allo sbiadire dell'inchiostro, per caratteri speciali.

Si aggiunga a tutto ciò il fatto che i primi codici criptati conservati nella Biblioteca Vaticana risalgono agli anni venti del 1300 e raccolgono semplicemente dei nomi in codice. I primi codici cifrati iniziano nel 1400.La tecnica crittografica occidentale assume importanza con Leon Battista Alberti e il suo"De Componendis Cifris"(ca1466). Il primo trattato di codici segreti, il "Poligrafia" di Giovanni Tritemio è del 1518. Pertanto appare estremamente improbabile che Bacone avesse potuto-con oltre 100 anni di anticipp sulla criptografia-inventare un testo crittografato così acuto da non essere mai stato decifrato da nessun crittologo, neppure con i sistemi attuali.

Dopo l'analisi al radio-carbonio la teoria "Bacone"su cui poggiava la sua interpretazione decade definitivamente, ma dalle sue ricerche nasce l'ipotesi"Dee-Kelly".

 

L'IPOTESI DEE-KELLY.

 

Newbold ipotizza che, dopo la morte di Bacone, l'opera sia stata acquistata da qualche monastero inglese. A causa della dissoluzione dei monasteri avvenuta dopo il 1538 su ordine di Enrico VIII, il manoscritto venne acquistato da John Dudley, duca di Northumberland e autore di molti saccheggi. Questi lo vendette poi a JOHN DEE(1527-1608),durante il periodo in cui questo visse a Praga.

Bisogna qui approfondire la figura di John Dee.Matematico, geografo, alchimista inglese alla corte di Elisabetta I, esperto di occultismo, divinazione,fu astrologo di corte, angelologo e negromante.

Si tratta di una figura reale, con contorni leggendari, legato all'invenzione della "Mano della Gloria"o"Sigillum Emeth",uno strumento magico con cui si dice riusciva a paralizzare all'istante qualsiasi persona l'avesse vista.

In pratica John Dee effettuava numerose esperienze paranormali, e si serviva della magia"angelica"per scoprire alcuni segreti della natura(e del potere). In una di queste esperienze gli sarebbe stato mostrato un libro magico scritto in una lingua arcana"Il libro di Enoch"e gli spiriti gli avrebbero dettato la traduzione che Dee riportò nel "Liber Loagaeth"o"Liber Mysteriorum"scritto in lingua sconosciuta, da lui detta "enochiana",e attualmente custodito al British Museum di Londra,è considerato non comprensibile anche se si conoscono 21 caratteri.

I campi d'indagine di John Dee furono davvero vari, era esperto anche in meccanica, costruì uno scarabeo volante per rappresentazioni teatrali, studiò la mistica dei numeri, volse gli studi alchemici e astrologici a fini divinatori. Con l'alchimista EDWARD KELLY si dice realizzarono pubblicamente la trasmutazione di un metallo in oro alla presenza dell'Imperatore Massimiliano d'Asburgo.Dee ebbe anche una visione politica vicina ad una sorta di misticismo imperialista, e si dice affascinasse con alcune teorie Massimiliano d'Asburgo.

È accertato che Dee visitò Praga nel 1584. Questa ricostruzione fu approfondita e convalidata da studi successivi, e ancora oggi molti ritengono che i veri artefici del Manoscritto Voynich possano essere John Dee e Edward Kelly. Il primo avrebbe introdotto il secondo alla corte di Rodolfo II, intorno al 1580. Kelly, abilissimo mago e truffatore, avrebbe realizzato il testo per venderlo all'imperatore, notoriamente appassionato di occultismo, e ottenere in cambio denari o favori.

Edward Kelly era entrato nella vita di John Dee nel 1581. Fingendosi esperto di magia e occultismo, riuscì a plasmare e affascinare Dee introducendolo alla medianita'e allo spiritismo. Kelly convinse Dee a scambiare con lui le rispettive mogli, a farsi versare una pensione annua, a condurlo a Praga con l'inganno, sostenendo che se non fosse fuggito dall'Inghilterra sarebbe morto. Così la strana coppia Dee-Kelly faceva ingresso a Praga. Dee si faceva ricevere da Rodolfo II. A quanto pare però Rodolfo II rimase sfavorevolmente colpito da quest'ultimo, tanto da non volerlo più incontrare, e tanto da bandirlo, dopo pochi anni, dal Regno di Boemia. Nei diari dell'Imperatore, come nelle memorie dei cortigiani di corte, non vi è alcun accenno all'acquisto del testo.

La tesi affascinante di una "bufala" ben orchestrata dai due nel XVI secolo si smonta oggi grazie al radiocarbonio.

 

Per oggi mi fermo qui, prossimamente vi parlerò delle analisi crittografiche e delle ipotesi più recenti.

Share this post


Link to post
Share on other sites

:excl: Il seguente video contiene spoiler di: Doctor Who - 7X07 "The Rings of Akhaten" :excl:

Barrieristi, mettetevi comodi!!!

Siete stressati dopo un interminabile giornata di lavoro? Distrutti a seguito di una meravigliosa sessione di sesso? inc***ati con il mondo intero?

E' l'ora di mettersi sdraiati sul divano e rifocillarsi di birra, pop corn e patatine!

Che uno dei telefilm più longevi di tutti i tempi abbia inizio.

Celebre fin dal 1963, Doctor Who continua a far battere i nostri cuori ancora oggi.
Immaginatevi una rilassante serata di domenica, impazienti di godervi la nuova puntata o annoiati a fare zapping in tv.
Forse, 29 anni fa, qualcun'altro aveva posato come voi i suoi piedoni sporchi e puzzolenti sul tavolo, bevuto un sorso di birra e acceso la televisione per viaggiare insieme al Dottore nella sua bizzarra cabina blu ed incontrare nuovi strabilianti mondi e personaggi.

Ma, oggi come allora, qualcosa è diverso...

Cosa è successo?

È proprio il caso di dirlo... "Alla prossima puntata".

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ed ecco a voi la seconda parte del disco di festo.

 

Parte due

 

tentativi di traduziobe.

 

Una grande quantità di speculazioni si svilupparono intorno al disco durante il XX secolo. Il disco di Festo catturò l'immaginazione degli archeologi dilettanti. Molti tentativi sono stati fatti per decifrare il codice e i segni del disco. Storicamente, è stato proposto quasi di tutto: preghiere, una storia di narrativa o d'avventura, un "salterio", una chiamata alle armi, un gioco da tavolo, e un teorema geometrico. In questo senso alcune delle più fantasiose interpretazioni sono dei classici esempi di pseudoarcheologia.

 

La maggior parte delle interpretazioni linguistiche lo considerano un "sillabario" (nel senso di tavola di caratteri che rappresentano dei simboli), basato sulla proporzione di 45 simboli in un testo di 241 segni tipici per quel tipo di scrittura; alcuni lo vogliono un "sillabario" con simboli logografici sparsi, una proprietà di ogni noto sillabario del Vicino Oriente antico (scrittura in Lineare B come pure cuneiforme e geroglifica). Ci sono, comunque, anche interpretazioni alfabetiche e puramente logografiche.

 

Mentre molti sostenitori di ricerche non accademiche credono ancora che il mistero possa essere risolto, la comunità scientifica pensa che ogni ulteriore tentativo di decifrazione sia votato all'insuccesso, poiché, secondo l'orientamento più accreditato, non vi è abbastanza materiale disponibile per un'analisi significativa (salvo che imprevisti progressi riguardo ai segni non portino a qualche diverso percorso di indagine). È infatti improbabile che qualunque nuova decifrazione senza conferma esterna (come un confronto pienamente riuscito con altre iscrizioni) sia accettata come conclusiva.

 

grazie ai numerosi tentativi condotti da Gareth Owens, esperto di antiche scritture, il quale è riuscito a tradurre accuratamente alcuni dei simboli, non tutti per il momento, purtroppo.. Il simbolo che più comunemente ricorre nella spirale del disco è legato alla figura materna, mentre un altro, anch’esso ricorrente può essere tradotto tramite un concetto assimilabile ad una “Signora di grande importanza”, forse una sacerdotessa, o una regina, o ancora più probabile una dea, non ancora ben individuata nel vesto e sfuggevole pantheon minoico.

 

Così Garth Owens, che nel frattempo è riuscito a tradurre fino al 90% del disco, può spingersi più in là rispetto ai colleghi che lo hanno preceduto, e ritiene in tal modo che nella spirale impressa nel manufatto vi sia una preghiera incentrata sulla fertilità, sulla gravidanza e sul parto

 

Ipotesi 2

 

i il Disco di Festo altro non è che un "normalissimo" CALENDARIO-DIARIO ad uso e consumo, forse, dei giovani (o della gente in genere) di quel tempo; per cui altro dev'essere il codice di lettura del reperto per poterne valutare esattamente lo spessore.

Quello che colpisce, (dopo la "mia" lettura dei testi in Lineare B), è il numero delle sezioni in cui è divisa ogni faccia del disco: 31 sul lato A, e 30 sul lato B. E' una singolarità troppo evidente per essere trascurata, né può trattarsi di semplice coincidenza.

, la circolarità dell'oggetto è in relazione al circolo solare ed al suo moto durante l'anno e appare configurare l'immagine del cielo e quindi il computo del tempo in relazione agli eventi astrali o stagionali. Questo si legge, si intuisce, immediatamente al primo approccio; quindi, analizzando il "testo", altro inizia a prendere forma: la consapevolezza che il cerchio voglia esprimere, rappresentare in maniera immediata e simbolica, conoscenze geo-matematiche che attengono alla figura.

Si tratta, fra l'altro, di un oggetto didattico, come tanti altri in uso in antichità; come le anforette etrusche che recano graffito l'alfabeto, quelle di Graviscae, di Formello, di Viterbo, e di Cerveteri.

All'inizio erroneamente si pensava che il mese potesse essere suddiviso per "settimane". Considerando che potevano essere, ad es., di 31 gg. i mesi estivi e di 30 quelli invernali, ci di chiese se c'era un numero distintivo di quella cultura per il quale il mese potesse essere suddiviso.

Ponendo, difatti, il 5, le serie che si formano sono.

19, 20, 19, 23, 19, 19, 3

20, 19, 19, 19, 19, 21.

Il 19, come insieme di attività da compiere per "settimana", ritorna con una certa frequenza.

Ma una suddivisione del mese in periodi, per quell'età, non è assolutamente ipotizzabile ; se mai, la frequenza del 19 sta a dimostrare qualcosa, di cui diremo fra poco, in relazione alla regolarità dinamica in serie di sequenze.

In ogni caso il "gioco" dei numeri, una sorta frattalica di cabala, ci spinse nella direzione giusta, facendoci comprendere qualcosa della cultura di quelle genti che non avremmo mai immaginato.

Difatti v'è un'altra analisi che appare ancor più sconvolgente.

Se assumiamo come "diagonale" del disco il raggio, la sezione, che individua il cerchio presso il punto d'inizio del "testo", ci accorgiamo che per ogni "spira" v'è (per ambo i lati) una sola serie che appare, multipla del 3.

12 , 9 , 6 , 3 , 1 (lato A)

12 , 9 , 6 , 3 (lato B).

Il che è ancora più straordinario, in quanto dimostra che a quel tempo il calcolo (sia pure in un sistema a base dieci) era già basato sul 3 e sui suoi multipli.

L'immagine esplosa delle due facce appena vista lo indica chiaramente.

Per cui anche l'anno doveva essere... anzi già era di dodici mesi. Difatti:

6 mesi di 31 gg. = 186 gg.

6 mesi di 30 gg. = 180 gg.

totale 366 gg.

 

 

 

Al prossimo episodio.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Anche in quest caso, ho scoperto delle cose che gettano una nuova luce su questo mistero:

- L'ipotesi che la "colonia perduta" si sia effettivamente spostata nell'isola di Croatoan mi sembra parecchio solida, ma perché non hanno lasciato il segno convenuto della Croce di Malta?

 

Questa è un'ottima domanda :D le mie personalissime ipotesi sono la mancanza di tempo (che però contrasta con quello che dirò sotto in risposta a Eddard Seaworth) oppure, anche se un'ipotesi più pittoresca, volutamente i coloni hanno omesso il segnale convenuto proprio per dare l'idea di essere scomparsi e non farsi trovare... Magari volevano diventare nativi a tutti gli effetti? Questa seconda ipotesi mi affascina di più :figo:

 

Ok allora mi ci butto anche io...con una puntualizzazione, per quanto riaurda il mistero di Roanoke Island.

Non so se sia ancora reperibile (io lo ricevetti in prestito ) il bellissimo libro di Franca Rossi L'idea del'America nella cultura inglese 1500-1625 (in due volumi, ma quello che interessa è il primo), dove si parla proprio di questi tentativi britannici di esplorazione e colonizzazione, e nel dettaglio della colonia scomparsa - di cui si protrassero per almeno vent'anni le ricerche degli scomparsi.

White, sbarcato nel sito della colonia per riprendervi il ruolo, reghistrò ovunque "i segni della violenza indiana" soprattutto quando si trovò davanti "i miei libri, praticamente distrutti". Resta il dubbio se questa violenza sia stata lanciata prima o dopo la scomparsa delle persone che vi abitavano, ma le ipotesi immediate puntarono su un attacco proditorio degli indiani ed il massacro dei bianchi,

Io invece nelle mie ricerche ho letto che l'accampamento era stato smantellato ordinatamente, e proprio questo ha reso la vicenda più strana e difficilmente comprensibile, perchè se ci fossero stati ovunque segni di violenza le loro sorti sarebbero apparse da subito abbastanza ovvie... :idea: Poi le fonti non sono sempre concordi in tutto, ma questo aspetto l'ho trovato in diverse di esse.

Però come dicevo prima, se i coloni avessero avuto tempo di smantellare il villaggio avrebbero dovuto averlo anche per segnare la Croce di Malta...

 

 

Comunque mi sto divertendo molto a leggere tutte le nostre ricerche, di molti misteri non sapevo praticamente niente! :salta:

Share this post


Link to post
Share on other sites

Come lo scienziato del S.E.T.I. davanti al famoso segnale, non mi resta che dire... WOW! :mellow:

Siete davvero scatenati!!! Ricerche, ipotesi dettagliate, video geniali... Chi più ne ha più ne metta! :yeah:

A proposito... :)

Il mistero della Mary Celeste presentato da @Eddard Seaworth è molto interessante (ne ero completamente all'oscuro!) purtroppo però non rientra nella lista dei 20 misteri che concorreranno nel sondaggio venturo... :ehmmm:

Sarebbe un peccato non prendere in considerazione questo "caso" ed il bel post di Eddard... Quindi ecco la nostra proposta indecente (che faccio qui perché la casella di posta è piena :unsure:)

-Ti andrebbe di concorrere con il mistero della Mary Celeste?

Tecnicamente il tuo compito è già completato con il tuo primo post, ovviamente se hai altre cose da aggiungere sono più che benvenute!

Noi ci limiteremmo semplicemente a sostituire uno dei misteri ancora liberi con il tuo, in modo che possa partecipare alla gara.

Tutto qua! :)

Share this post


Link to post
Share on other sites

Aggiungo a quanto detto da Aeron, che prima di partecipare ad un gioco, non sarebbe una brutta idea dare prima un'occhiata a come funziona...

Share this post


Link to post
Share on other sites

 

Comunque mi sto divertendo molto a leggere tutte le nostre ricerche, di molti misteri non sapevo praticamente niente! :salta:

 

 

 

Ce ne sono altri molto interessanti tra quelli che abbiamo proposto. Vediamo se qualcuno deciderà di prenderli e parlarcene qui.

 

Aspettiamo anche qualche utente non giocatore che ponga domande e osservazioni sui misteri che state raccontando.

Share this post


Link to post
Share on other sites

 

-Ti andrebbe di concorrere con il mistero della Mary Celeste?

Tecnicamente il tuo compito è già completato con il tuo primo post, ovviamente se hai altre cose da aggiungere sono più che benvenute!

Noi ci limiteremmo semplicemente a sostituire uno dei misteri ancora liberi con il tuo, in modo che possa partecipare alla gara.

Tutto qua!

Volentieri.

Da aggiungere ci sarebbero solo le ipotesi che sono state formulate per spiegare il mistero...ed i loro punti di forza o di debolezza.

 

Io invece nelle mie ricerche ho letto che l'accampamento era stato smantellato ordinatamente, e proprio questo ha reso la vicenda più strana e difficilmente comprensibile, perchè se ci fossero stati ovunque segni di violenza le loro sorti sarebbero apparse da subito abbastanza ovvie... :idea: Poi le fonti non sono sempre concordi in tutto, ma questo aspetto l'ho trovato in diverse di esse.

Però come dicevo prima, se i coloni avessero avuto tempo di smantellare il villaggio avrebbero dovuto averlo anche per segnare la Croce di Malta...

Può anche darsi che io ricordi male - sono passati più di vent'anni da quando lessi il libro della Rossi - o che nel frattempo siano emersi nuovi elementi. Così come può darsi che l'autrice abbia scremato le fonti prima di pubblicare, scegliendo quelle che le sembravano più probabili. A quanto ricordo io, il segnale avrebbe dovuto essere appeso ad un albero, ed è facile immaginare quanto agovelmente avrebbe potuto essere rimosso da qualcuno di passaggio...

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ecco qualcosa di cui sono sicuro non avevate mai sentito parlare prima: The Secret: A Treasure Hunt.

 

 

Vi piace la caccia al tesoro?

Ce n’è una che va avanti da 34 anni.

 

Tra il 1981 e il 1982, Byron Preiss viaggiò per tutta l’America Settentrionale, e seppellì 12 scrigni in 12 diversi luoghi, circa un metro sotto terra.
Ciascuno scrigno contiene una chiave. Chi trova una chiave, può ottenere una delle 12 pietre zodiacali che Preiss ha conservato in una cassetta di sicurezza a New York.

Le pietre avevano all’epoca un valore totale di più di 10mila dollari (ma essendo passate decadi, il loro valore è nel frattempo aumentato) e Preiss spiegò che anche gli scrigni erano di grande valore (sono stati seppelliti in scatole trasparenti).

 

Preiss pubblicò un libro che conteneva 12 misteriosi dipinti, ed altrettanti versi-indovinello, da studiare per trovare gli indizi sul luogo esatto da scavare. Non viene spiegato quali siano gli abbinamenti dipinto-poemetto: è un’altra cosa che i “cacciatori” devono scoprire.

 

Preiss morì in un incidente d’auto nel 2005, ma i premi ancora in palio, e la caccia al tesoro non è conclusa.

 

Ad oggi, soltanto 2 dei 12 scrigni sono stati trovati: uno nel 1983 e l’altro nel 2004. Altri 10 aspettano di essere riportati alla luce. Riuscirà qualcun altro a trovare uno dei mitici scrigni? Dove mai sono nascosti?

 

 

I 12 dipinti sono enigmatici ed affascinanti, pieni di riferimenti complessi ed ambigui.

Hanno tutti qualcosa in comune: un fiore e una pietra (che è anche la pietra che si può ottenere trovando la chiave), che simboleggiano un mese di riferimento. Inoltre, ogni dipinto rappresenta un gruppo di immigranti che arrivarono in Nord America da qualche paese straniero (Inghilterra, Grecia, Cina, Italia, Germania, ecc.).

 

 

 

Un esempio di dipinto è quello della copertina del libro.

 

9780553014082-us-300.jpg

 

 

L’immagine è la numero 11, si riferisce all’immigrazione dall’Italia, e rappresenta il mese di Agosto.

La gemma e il fiore (rispettivamente in mano e sotto la fatina) sono il Peridoto e il Gladiolo, entrambi associati al mese di Agosto.

Ci sono tanti indizi nascosti nel disegno. Eccone qualcuno:

 

- Il viso della donna, la sua postura e il globo riconducono a delle statue di Cristoforo Colombo;
- la forma che si nota tra il gladiolo e i capelli della donna, ha un’importante rassomiglianza con una zona di Boston, nei pressi di Little Italy;
- il castello disegnato sulla scatola tenuta dalla donna, è stato accostato al castello di Park Plaza, sempre a Boston;
- la fatina che tiene il gioiello, sembra ricalcare uno dei personaggi di un dipinto chiamato The red cross knight;
- la crepa in alto a destra del gladiolo, sembra rappresentare una mappa di strade che si incrociano, riconosciute come strade di Boston, e sotto la crepa, sembra esserci una nota musicale (proprio dove si trovano dei conservatori);
- le forme sulla scollatura fanno pensare a smeraldi, e richiamano una serie di parchi in Boston: Emerald Necklace, ma anche le forme sulla cintura di un memorial, sempre a Boston;
- vicino alla zampa dell’uccello si nota quella che sembra essere la sagoma di un maiale e altri riferimenti ad una possibile Beacon Street;
- ci sono anche un triangolo, una T maiuscola, quella che sembra una doppia A (tutti legati alla città di Boston); anche il disegno sul vestito della donna è stato riconosciuto.
- La configurazione stessa del dipinto, ricorda un giardino di Boston visto dall’alto
- Si possono trovare anche varie scritte e numeri più o meno visibili ed interpretabili.

 

Per vedere bene l’immagine del disegno e le interpretazioni dei vari indizi, andate qui: http://thesecret.pbworks.com/w/page/86303044/Image%2011

Si suppone questa immagine sia legata al verso 3. Qui i possibili riferimenti: http://thesecret.pbworks.com/w/page/86287246/Verse%2003

 

In generale, si può dare per assodato che lo scrigno associato a questo dipinto sia sepolto nella città di Boston, e in particolare in un paio di parchi, ma il punto esatto non è stato trovato.

 

 

 

Per vedere gli altri dipinti, le possibili interpretazioni e quant'altro, questa wiki è il miglior riferimento: http://thesecret.pbworks.com/w/page/22148559/FrontPage

 

Magari ne guardiamo qualcun altro insieme, per esempio quelli che hanno portato al ritrovamento dei due scrigni.

 

 

Che dite? Vi è venuta voglia di andare a seppellire qualcosa in giro per l'Italia, per poi creare dipinti e versi per una mega accia al tesoro? :salta:

Share this post


Link to post
Share on other sites

Cominciamo...con le ipotesi "alcoliche" del mistero della Mary Celeste:

 

come si è detto, la nave trasportava 1701 barili d'alcol industriale a bassa gradazione, nove dei quali conservati in botti di quercia rossa, gli altri di quercia bianca. Questi nove erano i barili che, aperti nel porto di Genova, vennero trovati vuoti, pur essendo debitamente sigillati: poiché la quercia rossa è più porosa di quella bianca, si è ipotizzato plausibilmente che l'alcol sia evaporato, lasciandoli vuoti.

Qui si dipartono alcune teorie diverse: la prima, che Briggs, aprendo la stiva per un controllo e venendo investito dai vaporti d'alcol abbia creduto ad una prossima esplosione della nave, ordinando l'abbandono, almeno temporaneo, del vascello; la scialuppa, legata malamente, si sarebbe poi sciolta, andando alla deriva con tutto l'equipaggio ed i passeggeri, destinati a morire di fame e di sete, mentre la nave proseguiva la sua via spinta dal vento. Si spiegherebbero così i resti di cibo nei piatti ed il relativo ordine in cui venne lasciato il tutto: l'equipaggio contava di poter eventualmente ritornare a bordo, se l'esplosione non si fosse verificata.

Seconda ipotesi (propugnata, tra gli altri, da Clive Cussler): i vapori d'alcol, rilasciati con lentezza, avrebbero progressivamente intossicato ed ubriacato capitano, passeggeri ed equipaggio, rendendoli vittime di allucinazioni e malesseri, spingendoli all'abbandono della nave in preda a qualche forma di delirio.

Terza ipotesi: un incendio si sarebbe sviluppato nella stiva a seguito dell'emissione dei vapori d'alcol (l'etanolo brucia ad una temperatura bassissima), spaentando l'equipaggio e spingendolo ad una fuga precipitosa, ma non sarebbe stato tale da danneggiare il resto del carico e neppure il legname...più un effetto tipico dei fuochi fatui che altro. La sparizione della scialuppa e di chi era a bordo si ricollegherebbe poi a quella della teoria 1.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now

×