Jump to content

Interruzione di Gravidanza


Recommended Posts

Per me il nodo centrale della questione resta: se gli ospedali a norma di legge devono garantire questo servizio, io medico che sono dipedente/libero professionista, che lavoro per la struttura e che, quindi, in buona sostanza sono pagato dalla suddetta struttura per svolgere la mia professione, rifiutandomi di svolgere un compito non sto di fatto venendo meno al mio contratto?

Non sarebbe piú logico e giusto che la mia decisione di obiezione di coscienza fosse ragionata a monte piuttosto eseguita a valle?

 

Non sarebbe inoltre più logico e giusto che fosse l´ospedale a fornire una soluzione in alternativa, magari indirizzando verso altri medici o altre strutture dove poter ottenere la prestazione, organizzando proprio l´intervento, piuttosto che la paziente a doversi arrangiare con elenco delle strutture sanitarie nazionali ed orario ferroviario? Se una struttura viene meno nell´erogazione di un servizio che sarebbe tenuta ad erogare a norma di legge, non dovrebbe essere questa stessa a fornire una soluzione di ripiego?

 

Infine, se ripensiamo all´esempio dell´avvocato, tanto per citarne uno, perché l´obiezione di coscienza deve avere un peso diverso in questa circostanza rispetto ad altre?

Link to post
Share on other sites
  • Replies 182
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

Un esempio concreto.

Aborto farmacologico (RU486), limite di legge entro il 49esimo giorno dall'inizio dell'ultimo ciclo.
- mi accorgo di essere incinta: faccio il test al 29esimo giorno ovvero il 1 di ritardo. Posso anche accorgermene prima tanto non cambierebbe nulla.
- chiamo il consultorio/il reparto di ginecologia dell'ospedale per fissare un appuntamento per l'IVG. Mi danno appuntamento dopo 2 settimane: non perchè sono lenti o altro e con una bella tabellina risolvo il problema, ma perchè se le Beta hCG nel sangue non raggiungono un determinato livello l'embrione non si vede in un'ecografia e questo avviene a 5 settimane compiute ovvero nella sesta settimana.
- Sono fortunata e mi fissano un appuntamento alla 5+1 o 5+2. Faccio la visita e da quel giorno partono i 7 giorni di riflessione.
- Vado in ospedale e le loro liste di attese sono irrisorie e mi fissano l'appuntamento per il giorno dopo: in due giorni mi iscrivo in lista di attesa e faccio l'aborto in day Hospital.
Facciamo il conto: 29+9+7+2 fa 47 giorni. Quindi se sono fortunata e mi fissano un appuntamento subito al termine della quinta settimana e in ospedale le liste di attesa per l'aborto sono inesistenti mi resterebbero 2 giorni di scarto, magari uno l'ho anche già usato appena scoperto di essere incinta per parlarne con il padre o con i familiari. Se vivo dove le % di obiezione sono del 90% 2 giorni di scarto non mi bastano per organizzarmi in un'altra struttura. Non è che chiami e ti danno l'appuntamento da lì a 3 ore per cui devi solo avere lo sbattimento di farti il biglietto del freccia rossa e partire. Quando io ho chiamato al reparto della mia asl dicendo che avevo urgenza di fare una visita per una scadenza INPS e dal 5 marzo ogni momento libero era perfetto mi hanno dato appuntamento al 9 di marzo....4 giorni dopo e non dovevano stare a scegliere tra un ginecologo obiettore ed uno no, andava bene il primo disponibile.
In regioni con il 90% di obiezioni l'aborto farmacologico è praticamente impossibile e sei costretta a ricorrere ad un intervento chirurgico in anestesia totale. Devi solo sperare di trovare un medico in quel 10% che si rende conto dell'assurdità del sistema e scrivendoti un bel "urgente" ti elimina i 7 giorni di riflessione, così hai qualche speranza di giocartela in un'altra struttura. In Francia la RU486 è possibile assumerla fino alla 9 settimana.

 

Non ho fatto la stessa cosa con l'aborto chirurgico perchè sinceramente non conosco le liste di attesa per un intervento, almeno fortunatamente non di questo tipo, e oltre all'ettrocardiogramma e all'esame del sangue che sono imprescindibili come esami per un'anestesia non so che altro tipo di esami bisogna fare e i tempi. Inoltre non conosco l'iter burocratico per andare a fare pratiche ospedaliere in un asl diversa da quella di tua competenza. Leggendo le esperienze online un'idea me la sono fatta ma non essendo dati oggettivi non sto a riportarli. La criticità comunque non cambia di molto.

Link to post
Share on other sites

 

Non sarebbe inoltre più logico e giusto che fosse l´ospedale a fornire una soluzione in alternativa, magari indirizzando verso altri medici o altre strutture dove poter ottenere la prestazione, organizzando proprio l´intervento, piuttosto che la paziente a doversi arrangiare con elenco delle strutture sanitarie nazionali ed orario ferroviario? Se una struttura viene meno nell´erogazione di un servizio che sarebbe tenuta ad erogare a norma di legge, non dovrebbe essere questa stessa a fornire una soluzione di ripiego?

 

certo, dovrebbero essere lo Stato e le Regioni, a livello sia nazionale che regionale, e in concerto con i vari ospedali, a elaborare un metodo di efficiente "dislocamento" delle donne che intendo abortire nonché dei medici obiettori, in modo da conciliare al meglio entrambe queste legittime esigenze

 

 

 

Aborto farmacologico (RU486), limite di legge entro il 49esimo giorno dall'inizio dell'ultimo ciclo.

- mi accorgo di essere incinta: faccio il test al 29esimo giorno ovvero il 1 di ritardo. Posso anche accorgermene prima tanto non cambierebbe nulla.

- chiamo il consultorio/il reparto di ginecologia dell'ospedale per fissare un appuntamento per l'IVG. Mi danno appuntamento dopo 2 settimane: non perchè sono lenti o altro e con una bella tabellina risolvo il problema, ma perchè se le Beta hCG nel sangue non raggiungono un determinato livello l'embrione non si vede in un'ecografia e questo avviene a 5 settimane compiute ovvero nella sesta settimana.

- Sono fortunata e mi fissano un appuntamento alla 5+1 o 5+2. Faccio la visita e da quel giorno partono i 7 giorni di riflessione.

- Vado in ospedale e le loro liste di attese sono irrisorie e mi fissano l'appuntamento per il giorno dopo: in due giorni mi iscrivo in lista di attesa e faccio l'aborto in day Hospital.

Facciamo il conto: 29+9+7+2 fa 47 giorni. Quindi se sono fortunata e mi fissano un appuntamento subito al termine della quinta settimana e in ospedale le liste di attesa per l'aborto sono inesistenti mi resterebbero 2 giorni di scarto, magari uno l'ho anche già usato appena scoperto di essere incinta per parlarne con il padre o con i familiari. Se vivo dove le % di obiezione sono del 90% 2 giorni di scarto non mi bastano per organizzarmi in un'altra struttura. Non è che chiami e ti danno l'appuntamento da lì a 3 ore per cui devi solo avere lo sbattimento di farti il biglietto del freccia rossa e partire. Quando io ho chiamato al reparto della mia asl dicendo che avevo urgenza di fare una visita per una scadenza INPS e dal 5 marzo ogni momento libero era perfetto mi hanno dato appuntamento al 9 di marzo....4 giorni dopo e non dovevano stare a scegliere tra un ginecologo obiettore ed uno no, andava bene il primo disponibile.

In regioni con il 90% di obiezioni l'aborto farmacologico è praticamente impossibile e sei costretta a ricorrere ad un intervento chirurgico in anestesia totale. Devi solo sperare di trovare un medico in quel 10% che si rende conto dell'assurdità del sistema e scrivendoti un bel "urgente" ti elimina i 7 giorni di riflessione, così hai qualche speranza di giocartela in un'altra struttura. In Francia la RU486 è possibile assumerla fino alla 9 settimana.

 

 

tutto questo non fa alto che dimostrare che il problema sono le tempistiche irrazionali e le falle del sistema, e l'obiezione di coscienza è fonte ulteriori problemi solo perché avviene in un contesto di inefficienza patologica.

 

è come dire che le ferie troppo lunghe dei giudici sono causa della lungaggine dei processi.

se la giustizia italiana fosse strutturata in modo vagamente intelligente, i giudici potrebbero anche prendersi 10 settimane di ferie all'anno e i processi avrebbero comunque una durata decente.

Link to post
Share on other sites

Resta il fatto che suona strano che un medico che ha un contratto con una struttura sanitaria che è obbligata ad erogare una prestazione possa venir meno a questo per un´obiezione di coscienza.

 

Come ho detto predentemente, lo capisco solo per coloro che hanno iniziato ad esercitare prima del 1978. Tutti gli altri sono diventati ginecologi senza pensare di doversi un giorno poter trovare di fronte ad un´interruzione di gravidanza? Obiezione di coscienza potrebbe valere per qualsiasi cosa, perchè qui ne discutiamo ed invece in altri contesti, no?

 

E´ un po´ come voler fare il tassista a Roma e dire "ah, però io nel traffico mi stresso". :)

 

Sulla pillola del giorno dopo, riflettevo l´altro giorno che è ironico che questa a breve sarà data ai maggiorenni senza ricetta, mentre per quella contraccetiva (che per altro si usa anche solo per riequilibri ormonali) sarà ancora necessaria e pure rinnovata periodicamente.

Link to post
Share on other sites

 

Aborto farmacologico (RU486), limite di legge entro il 49esimo giorno dall'inizio dell'ultimo ciclo.

- mi accorgo di essere incinta: faccio il test al 29esimo giorno ovvero il 1 di ritardo. Posso anche accorgermene prima tanto non cambierebbe nulla.

- chiamo il consultorio/il reparto di ginecologia dell'ospedale per fissare un appuntamento per l'IVG. Mi danno appuntamento dopo 2 settimane: non perchè sono lenti o altro e con una bella tabellina risolvo il problema, ma perchè se le Beta hCG nel sangue non raggiungono un determinato livello l'embrione non si vede in un'ecografia e questo avviene a 5 settimane compiute ovvero nella sesta settimana.

- Sono fortunata e mi fissano un appuntamento alla 5+1 o 5+2. Faccio la visita e da quel giorno partono i 7 giorni di riflessione.

- Vado in ospedale e le loro liste di attese sono irrisorie e mi fissano l'appuntamento per il giorno dopo: in due giorni mi iscrivo in lista di attesa e faccio l'aborto in day Hospital.

Facciamo il conto: 29+9+7+2 fa 47 giorni. Quindi se sono fortunata e mi fissano un appuntamento subito al termine della quinta settimana e in ospedale le liste di attesa per l'aborto sono inesistenti mi resterebbero 2 giorni di scarto, magari uno l'ho anche già usato appena scoperto di essere incinta per parlarne con il padre o con i familiari. Se vivo dove le % di obiezione sono del 90% 2 giorni di scarto non mi bastano per organizzarmi in un'altra struttura. Non è che chiami e ti danno l'appuntamento da lì a 3 ore per cui devi solo avere lo sbattimento di farti il biglietto del freccia rossa e partire. Quando io ho chiamato al reparto della mia asl dicendo che avevo urgenza di fare una visita per una scadenza INPS e dal 5 marzo ogni momento libero era perfetto mi hanno dato appuntamento al 9 di marzo....4 giorni dopo e non dovevano stare a scegliere tra un ginecologo obiettore ed uno no, andava bene il primo disponibile.

In regioni con il 90% di obiezioni l'aborto farmacologico è praticamente impossibile e sei costretta a ricorrere ad un intervento chirurgico in anestesia totale. Devi solo sperare di trovare un medico in quel 10% che si rende conto dell'assurdità del sistema e scrivendoti un bel "urgente" ti elimina i 7 giorni di riflessione, così hai qualche speranza di giocartela in un'altra struttura. In Francia la RU486 è possibile assumerla fino alla 9 settimana.

 

tutto questo non fa alto che dimostrare che il problema sono le tempistiche irrazionali e le falle del sistema, e l'obiezione di coscienza è fonte ulteriori problemi solo perché avviene in un contesto di inefficienza patologica.

 

Queste tempistiche falle, tuttavia, sono oggettivamente a senso unico, e guarda caso nella stessa direzione dell'obiezione: anti-choice.

A quel punto viene il più che legittimo sospetto che queste tempistiche e falle non siano semplici effetti della disefficienza italiana, ma siano al contrario bizantinismi mirati e voluti per depotenziare e svuotare di significato la 194.

Facile quindi pensare che anche le tutele dell'obiezione siano arzigogoli altrettanto disegnati a tavolino, allo scopo quindi non di tutelare il diritto all'obiezione quanto piuttosto di introdurre volutamente ritardi e ostacoli che in qualche modo scoraggino le donne e influiscano sulle loro scelte.

Link to post
Share on other sites

tutto questo non fa alto che dimostrare che il problema sono le tempistiche irrazionali e le falle del sistema, e l'obiezione di coscienza è fonte ulteriori problemi solo perché avviene in un contesto di inefficienza patologica.

 

è come dire che le ferie troppo lunghe dei giudici sono causa della lungaggine dei processi.

se la giustizia italiana fosse strutturata in modo vagamente intelligente, i giudici potrebbero anche prendersi 10 settimane di ferie all'anno e i processi avrebbero comunque una durata decente.

 

 

Le ferie troppo lunghe dei giudici mi ritardano una sentenza non la impediscono. L'obiezione di coscienza a livelli del 90% nelle strutture pubbliche mi impedisce un servizio non me lo ritarda, il che è decisamente diverso. Se io vivo in un posto dove non ci sono livelli così assurdi di obiezione e non dormo sugli allori posso forse riuscire ad usufruire di quel servizio, altrimenti è impossibile.

Poi che le tempistiche siano assurde lo dico fin dall'inizio.

Link to post
Share on other sites
  • 4 weeks later...
  • 10 months later...

Che sono in piena sintonia con Zingaretti.

La cosa più triste di tutta questa faccenda è che la Ministra della Salute Lorenzin, invece, vada contro la decisione. Oltretutto contro uno che fa parte della stessa coalizione di Governo.

Link to post
Share on other sites

In punta di diritto, le obiezioni secondo cui l'obiezione o la non-obiezione non possano essere un pre-requisito da richiedere ad un concorso sono fondate? C'è il rischio che il concorso venga effettivamente annullato?

Link to post
Share on other sites

Per me la reazione della CEI (dei cattofondamentalisti politici non posso parlare) è la solita solfa inaccettabile in un paese laico. Siamo in un paese non teocratico grazie al cielo, pur avendo il Vaticano la cui influenza e pressione è già sin troppo pesante in moltissimi aspetti dell'Italia, pertanto non sono i preti e chi gli tiene bordone a dover decidere sull'aborto. Vi sono medici obiettori? Bene vadano a lavorare in cliniche private, negli ospedali pubblici si deve rispettare la laicità dello Stato e pertanto si deve garantire il diritto all'aborto punto e stop. A chi non va bene può trasferirsi in altri lidi mondiali dove troverà fondamentalisti e negazionisti dei diritti della donna da servire.

Link to post
Share on other sites

In realtà esiste un problema: dal punto di vista legale è possibile discriminare i medici che partecipano ad un concorso pubblico che deve essere aperto a tutti coloro che hanno i titoli per sostenerlo?

Un ricorso al TAR può bloccare questo concorso perchè incostituzionale?

In effetti se un partecipante ha molti più titoli del non obiettore ,può essere scavalcato in graduatoria da chi magari non ha altri titoli?

A parte il fatto che uno che non ha titoli non è neanche qualificato per quella mansione a meno che non sia posto al livello delle vecchie mammane abortiste

Fermo restando che se una legge dello stato consente l'aborto un dipendente statale non dovrebbe potersi sottrarre con una obiezione di coscienza e questo è un altro punto di discussione

Come punto di discussione è :chi fa gli aborti privatamente pagato profumatamente... sarei curiosa di sapere se putacaso è la stessa persona che nel pubblico si dichiara un fiero obiettore...non so se ho reso l'idea

Fermo restando che l'aborto non deve essere di fatto un metodo ,se non il metodo ,contraccettivo più adoperato

Link to post
Share on other sites

La cosa migliore, secondo me, sarebbe non un concorso come questo ma istituire l'obbligo contrattuale per ogni medico che vuole operare come ginecologo in un ospedale pubblico di accettare di praticare l'aborto ove richiesto in conformità con la legge. Della serie, vuoi lavorare nel settore pubblico? Accetti gli obblighi di legge, anche in deroga alla tua coscienza. Non stiamo parlando del servizio militare, che era imposto dall'alto e in cui aveva senso opporsi. Qui stiamo parlando invece di un lavoro che nell'istante stesso in cui vai a farlo sai già cosa ti viene richiesto, non sei obbligato ad intraprendere quel lavoro, ma se vuoi farlo allora devi sottostare pienamente alle sue specifiche. Altrimenti è come se fossi un vegano che vuole andare a lavorare in una macelleria ma non vuole lavorare/servire carne.

Link to post
Share on other sites

Non so se il bando per i medici "abortisti" (saranno impiegati per fare quello) possa superare il vaglio del tar o altro tribunale. Non credo assolutamente che un medico possa essere costretto a praticare gli aborti. La laicità dello stato, la 194, non implica che tutti i medici siano disposti verso questa pratica. Pur non avendo dati aggiornati gli aborti in italia sono pochi e per una serie di ragioni tra cui maggiore informazione, cambiamento della mentalità gli obbiettori sono aumentati e i non obbiettori sono pochi. Leggendo un' intervista qualche tempo fa ad un ginecologo a quanto pare i non obbiettori rischiano di ritrovarsi a fare solo quel tipo di operazioni e il personale sanitario, medici e infermieri, non accetta di eseguire aborti per proprie ragioni. L' aborto di cui parlo sono quelli che non mettono a rischio la salute della donna. Sulle cliniche private se ci fossero così tanti aborti da praticare una clinica privata convenzionata con lo stato potrebbe esserci senza problemi ma non ne ho mai sentito parlare e forse non c' è nessuno interessato a farlo o non vede il ritorno economico. Non penso nemmeno che ci sia in italia un forte movimento antiabortista in grado di picchettare le "cliniche della morte" visto che sono gli abortisti quelli che si sentono di più.

Sinceramente ogni tanto quando il tema aborto ritorna in auge mi pare che ci sia sempre e solo un tentativo di propaganda per altri motivi. Io vedo nelle reazioni, che leggo sui vari social e giornali, una sete di sangue innocente. Ovviamente io sono antiabortista anche se lo ammetto in alcuni casi. Io difendo l' embrione perchè non ha nessuna colpa nell' essere stato concepito. Sembra che gli embrioni (tralasciamo quelli legati agli stupri) vengano concepiti perchè la madre possa affermare con fierezza che può decidere della vita e della morte dell' eventuale figlio.

Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now

  • Upcoming Events

    No upcoming events found
  • Member Statistics

    • Total Members
      5,854
    • Most Online
      1,394

    Newest Member
    Skiekai
    Joined
  • Forum Statistics

    • Total Topics
      16,082
    • Total Posts
      742,956
×
×
  • Create New...