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JonSnow;

Robb Stark, tra venti grigi e potenziale sprecato.

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Ma Ned torna all'ovile perché siamo comunque sul finire di una Ribellione. Robb era invece nel pieno del caos causato da una guerra. In verità compie quel drastico errore proprio perché, non volendo rinnegare gli insegnamenti di onore impartitigli dal padre, si rifiuta di macchiare l'onore di Jeyne. Che intimamente Robb e il padre siano imparagonabili è piuttosto ovvio, no? Ned è un uomo fatto e finito, Robb un adolescente. Ma soprattutto Ned è grigio poiché afflitto dai fantasmi dei lutti passati, dal trauma di Torre della Gioia ecc. Probabilmente Robb non si sarebbe distanziato molto da quel tipo di personalità se fosse arrivato all'età di Ned con gli stessi lutti e traumi.

Ciò che intendo dire in definitiva è che è un vero peccato. Narrativamente parlando Robb è una funzione perfetta. Ma trovo che sarebbe potuto essere molto di più soprattutto a livello individuale. Non è un personaggio malcostruito, ma incompleto. E' creato per la morte, è creato solo per esercitare una dimostrazione di cinismo globale, laddove le buone intenzioni si scontrano con il marcio interiore degli uomini. L'esplicazione di una società corrotta e da legge del più forte, dove i ragazzini con la corona vengono spazzati via.

 

Per me Martin poteva farlo lo stesso, ma concentrandosi di più sulla sua figura.

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Ecco, in realtà per quanto riguarda Jeyne io ho sempre visto Robb cercare di emulare e addirittura trascendere il modello del padre. Considerando la versione canonica nota a Westeros, se non fosse già stato sposato, credo che Ned avrebbe agito in modo onorevole con la madre di Jon. Questo è quello che deve avere pensato Robb, lui all'epoca non era sposato quindi può "riparare" con Jeyne, che perdipiù dal suo punto di vista è una nobile. E credo anche che sia ben presente nella mente di Robb l'idea di mettere al mondo un figlio bastardo. Quello che ne sarebbe derivato a lui e al bambino, poiché ne aveva l'esempio sotto gli occhi ogni giorno.

Diciamo che ha preferito prendere le rogne tutte su di sé piuttosto che mettere in pericolo altri. E questa è una cosa prettamente neddiana.

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Trovo molto interessante il parallelismo Robb-Ned-Jon in relazione alla questione obbligo morale-libero arbitrio.

 

Eddard è un uomo tormentato, che dubita, riflette, come tutti. Ma le sue azioni sono dettate da una morale superiore che è parte di lui, e nell'assoluta fedeltà a se stesso e al suo senso dell'onore, tutto ciò che deve fare è abbracciare il suo destino. I suoi possibili conflitti interiori si esauriscono con l'amara riflessione sul prezzo da pagare per espletare il suo dovere. Il rimpianto per una scelta sbagliata, o per una possibilità di salvezza sprecata, in lui raramente si fa strada. La sua morale è lineare, univoca. E il suo tormento è in parte mitigato dal fatto che la sua è una strada obbligata, e non può far altro che accettare con rassegnazione.

 

Jon è afflitto da conflitti interiori molto più aperti a diverse possibiltà, e trasforma i suoi momenti di dubbio in momenti di crescita. Si concede il lusso di sbagliare, se ne affligge, ma riesce a convivere con i suoi sensi di colpa. Riesce a trovare un compromesso con la parte fallibile di se stesso. Vero è che l'idea di incarnare un'onta quasi lo "deresponsabilizza", ma anche quando deve farsi carico di un ruolo di responsabilità, lui è obbligato a "costruirsi" la sua forza interiore ed a cercare quel senso dell'onore a cui ambisce ma crede di non possedere per diritto.

 

Insomma, ciò che porta Ned dentro di sè è il fardello del proprio destino, al quale non può sfuggire. L'onore lo sostiene e gli indica la via.

Jon al contrario porta il peso di una macchia che non sente sua. Lui deve farsi da sè e, pur tra mille dubbi, giunge a prendere le sue decisioni con lucidità.

 

E Robb?

Robb, pur essendo mosso da convinzioni salde come il padre, dà sempre un'idea di indecisione. Come se non ci credesse fino in fondo, come se facesse quello che fa perchè deve, e non perchè lo senta veramente parte del suo essere.

 

Quello che noi sappiamo è che Robb vive una situazione formalmente simile a quella del padre. Si ritrova Lord di punto in bianco in maniera assolutamente prematura, e per di più in periodo di guerra. La differenza è che Robb era stato preparato per quel momento, a Ned invece crolla letteralmente il mondo addosso nell'arco di pochi giorni. Eppure tra i due sembrerebbe il giovane Ned quello che se la cava meglio nel ruolo. Il matrimonio "ereditato" con Cat, le alleanze giuste... Robb politicamente e militarmente osa persino di più del padre (ed ha circa 3 anni in meno!), paradossalmente azzecca le mosse più difficili, ma si perde laddove il sentiero sembrava tracciato in maniera più chiara.

Ed è qui che il terreno minato sul quale è costretto ad operare si fa più simile a quello di Jon. Chissà se anche Robb, quando ha infranto il suo patto matrimoniale, è stato afflitto dagli stessi dubbi che ha avuto Jon prima di infrangere il suo giuramento. Se anch'egli ha sentito il padre più vicino, in quei momenti. Quale lotta ha ingaggiato con se stesso prima dell'esecuzione di Karstark, se ha considerato tutte le alternative possibili come avrebbe poi fatto Jon prima dell'esecuzione di Slynt.

 

Ma soprattutto mi chiedo se ci sia mai stato un momento in cui anche Robb ha invidiato Jon, così come il fratello ha sempre invidiato lui. Se per un attimo avrebbe voluto scrollarsi di dosso quelle responsabilità, per ubriacarsi al tavolo in fondo alla sala, col suo metalupo accanto, senza curarsi di nessuno.

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Dubito Robb si sia mai immedesimato in Jon o abbia anelato a trovarsi al suo posto. Non per superbia, ma solo perché non era il caso. Non ne aveva la necessità, al contrario del fratellastro. Almeno fino a Guerra in corso, s'intende.

Il rapporto tra Jon e Robb, pur minimo, è un altro spunto interessante. Martin è stato bravo, se non bravissimo, a sfuggire ai cliché e ai metodi convenzionali. Pur proponendo la figura del bastardo, tragico ed emarginato, figlio illegittimo di indole buona, è stato in grado di non opporgli la rituale figura del figlio legittimo. Non ha reso Robb un figlio indegno e semplicisticamente malvagio, nella sua legittimità. Non ha creato il velo cenerentoliano. Ha raffigurato due figure quasi simili, con la stessa morale di fondo, che differiscono da un lato per carattere cupo e malinconico, mentre dall'altro per un carisma goffo e sangue di lupo latente. Forse è anche per questo motivo che Robb non ha Pov. In fondo sarebbero stati molto simili a quelli del fratello bastardo quanto a etica, morale e volontà di ripercorrere le orme paterne in questo senso. Quindi sarebbe stata una ripetizione involontaria.

 

Curioso è anche come Robb sia sempre stato corretto nei confronti di Jon, trattandolo con equità e non ponendo mai l'accento sulla sua condizione sociale. Lo ha sempre sentito vicino, probabilmente anche per una questione di età, la quale gli ha permesso di interagire al meglio con lui. Non ha mai provato sentimenti negativi per il fratellastro. Forse qualche senso di colpa molto lontano, ma senza Pov o dichiarazione non se ne può avere conferma. Sono però certo che si senta molto più vicino e legato al fratello bastardo di quanto possa esserlo alle sorelle legittime.

 

Diverso è il discorso dal lato di Jon. Lì c'è sempre stato il misto di invidia, gelosia e senso di colpa che soverchia tutto. Tre sensazioni che si uniscono e dividono, lottando poi tra loro. Emblematico è il sogno (incubo) dove perfora il cuore di Robb e gli dice di essere il Lord di Grande Inverno.

 

Sarò onesto. Dal lato di Jon non vedo poi un gran legame nei confronti di Robb. O perlomeno la mano non è troppo calcata su questo connubio. Certamente alla morte di Robb mi aspettavo una reazione emotiva e psicologica più pressante e a lungo termine da parte del fratellastro.

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Jon e Robb sono due coetanei più o meno,cresciuti insieme,ma pur sempre allevati da Ned e molto meno,nel caso di Robb da Cat

Robb non condivide il disprezzo e quasi l'odio di Cat per Jon, perchè ha assorbito molto degli insegnamenti del padre che per Jon ha sempre avuto un occhio di riguardo e che ,innanzitutto, lo ha portato a vivere nella sua casa.non lo ha fatto allevare da altri,lontano,pur sapendo che questo feriva Cat e anche molto

Cat ha dato un imprinting pesante circa Jon a Sansa,ma non ha potuto instillare sentimenti negativi verso Jon a Robb su cui ha avuto una importante influenza il padre,rispettato e amato da tutti e mica per obbligo

Ripeto Robb ha il padre come esempio fondamentale, vuole essere come lui,seguirne le orme e Ned amava Jon,certamente lo amava nei fatti

Questo non vuol dire che Robb non abbia il grande pregio di non considerarsi l'erede di GI a cui tutto è dovuto,di non avere spocchia,arroganza,negatività varie che lo avrebbero portato a disprezzare,vessare e deridere Jon.Il loro è un bel rapporto tra coetanei ,facile in un certo senso per Robb e molto più complesso e tormentato per Jon che soffre la sua condizione di bastardo e che probabilmente soffre anche il fatto che il giusto,l'onorevole Ned non lo legittimi come Stark

Ma Jon conosce la generosità e anche la fragilità di Robb,gli vuole bene ed infatti scappa da Castello Nero per essergli vicino,fargli da supporto leale in un momento in cui Robb ha preso decisioni importanti e molto pericolose non avendo vicino nessun vero amico-fratello ,tra loro esiste un forte legame soprattutto da parte di Jon...un legame emotivo ,forte,irrazionale che ovviamente uno come Jon non rende assolutamente evidente neanche nei suoi pensieri

Io la penso così e ripeto mi piace moltissimo il Robb cartaceo

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JonSnow; come sempre apprezzo enormemente le tue analisi. La figura di Robb mio avviso è stata progettata da Martin esattamente nel modo in cui l'ha trasposta. Doveva essere un espediente, un protagonista forzato di un evento necessario a far evolvere la storia in maniera decisa, e così è stato, niente di più e niente di meno. Non critico, per questo, la mancanza di un POV di Robb o una sua maggiore caratterizzazione (anche perché se Martin dovesse caratterizzare bene tutti i personaggi i libri sarebbero 10 e non più "solo" 7), essendo soddisfatto di quanto Martin ha scritto e di come lo abbia scritto. Inevitabilmente, Robb ci appare un po' lontano, avvolto da una coltre che non lascia vedere o capire quali siano i pensieri dietro le sue azioni. A differenza di Tywin e Stannis, i due personaggi principali a non avere un POV, di Robb possiamo solo intuire i sentimenti e ciò che lo spinge ad agire. Questo credo sia frutto del filtro attraverso quale ci viene sempre presentato, ovvero i POV di Catelyn, nei quali Robb è sostanzialmente visto come ogni madre vede un figlio, ovvero una creatura da proteggere. Avessimo avuto un altro POV vicino a Robb, forse di un personaggio maschile, avremmo avuto forse una visione più schietta e veritiera del personaggio. Stannis e Tywin poi, sono due leggende viventi di Westeros, e dei quali tutti conoscono carattere, indole, intenzioni e comportamenti. Aggiungendo poi che questi due vengono "filtrati" da Davos, Jon, Asha, Melisandre, Tyrion, Cersei, Jaime, il paragone con Robb e il filtraggio di Catelyn è ovviamente impari.

Concludendo, Robb a me sta bene così com'è, non sento la mancanza di un ulteriore approfondimento nei suoi confronti.

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Secondo me se l'avessero costruito sul modello di Brandon sarebbe stato banale, in questo caso Robb è unico e sfuggente appunto, come se Martin non volesse farci empatizzare con il personaggio in vista di un destino ormai segnato. Poi tra gli Stark c'è già Rickon che è molto simile al fratello maggiore di Ned..

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Jon invece ha la possibilità di interfacciarsi con dei personaggi di diversa levatura (Tyrion, Donal, Mormont, Aemon) e può porsi verso di loro come apprendista. Robb non può, è colui che deve comandare i suoi alfieri. Non dimentichiamoci che Jon prima del discorsetto di Donal alla barriera era abbastanza spacciato.

 

Aggiungerei Qhorin Halfhand e Mance Rayder. Jon è sempre stato circondato da personalità gigantesche da cui imparare un sacco di cose, mentre Robb ha dovuto fare tutto da solo e i risultati si sono visti. Già da questa differenza secondo me si vede quali fossero le intenzioni di Martin verso i due fin dall'inizio.

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Il clichè del romanzo di formazione prevede che l'eroe viva una condizione di disagio, perchè è l'ostacolo a creare l'opportunità di crescita attraverso il suo superamento. L'intelligenza di Jon sta nel cogliere queste opportunità anche mettendosi in discussione. Puoi essere circondato da tutte le grandi personalità che vuoi, ma se non sei pronto ad ascoltarle ti servono a poco. Poi, è vero, Robb è il capo, quindi per lui è più difficile conciliare la situazione di "giovane apprendista della vita" con quella di "devo sembrare sicuro di quello che faccio e far sì che le decisioni sembrino le mie", ma nulla gli vieterebbe per esempio di rubare con gli occhi dai lord alfieri degli Stark (hai Roose Bolton a fianco, cavolo!), tentando di conciliare diverse visioni della vita con gli insegnamenti del padre.

E qui si torna al punto. Noi non sappiamo se Robb effettivamente sia la fotocopia di Ned, come vede Catelyn, o se i suoi sentimenti cozzassero con l'immagine che deve dare di sè. Sappiamo solo che quella immagine è l'essenza del personaggio Robb. Anche qualora avesse voluto essere altro, non se lo sarebbe potuto permettere, narrativamente parlando.

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Direi che il fatto stesso che siamo qui a parlare di potenziale sprecato di un personaggio che non ha un POV ma ha quell'arco narrativo che avete descritto, dimostra che la scelta di Martin - pentito o no - sia stata la migliore. Robb è la nostalgia per qualcosa che poteva essere e non è stata. È leggenda. È tragedia che come tale prescinde sé stessa.

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@shewolf mi è piaciuta moltissimo la tua analisi sul parallelismo Ned-Jon-Robb, ma non sono d'accordo sul fatto che Robb avrebbe potuto porsi in maniera nascosta in modalità apprendista: lui da un certo punto di vista lo fa anche sotto l'aspetto militare e strategico, ma ciò di cui manca sono figure abili a livello politico; l'unico è Roose ma lui agisce nell'ombra, difficile apprendere da uno che ti sta pugnalando alle spalle. Se vogliamo pensare che fosse uguale a Ned come vuole mostrarci Cat, non dobbiamo dimenticarci che a Robb è mancato un Jon Arryn.

 

Non sono neanche d'accordo con JonSnow quando dice che Jon non aveva un grosso affetto per Robb. Jon ricorda i sentimenti di cameratismo che lo legano a Robb e ammette che, dopo Arya, è la persona che più gli manca a Castle Black. Certo poi prova un misto di ammirazione/affetto/invidia che a volte sfocia in pensieri/sogni anche abbastanza drastici, ma non credo che faccia trasparire un rapporto vissuto con distacco da Jon.

 

Uno dei maggiori difetti della resa del personaggio è poterlo vedere quasi principalmente attraverso i pensieri e le parole di Cat.

 

Ieri sera stavo risfogliando AGOT per trovare qualche descrizione che esulasse dal cat-pensiero. Qui ho trovato dei piccoli spunti dai pensieri dei vari fratelli in cui Robb viene identificato principalmente come "forza" sia forza fisica che mentale. Per Jon, nessuno in combattimento a Castle Black era forte come Robb. Arya quando viene portata via da Yoren si impone di essere forte come Robb. Quando Cat si dedica compulsivamente alla sola veglia di Bran ed il resto della famiglia è partito per KL, anche Rickon, in preda alla disperazione, piange e si attacca alle gambe di Robb. Cat invece principalmente vede in Robb austerità e caparbietà nel suo viaggio accanto al re del nord.

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Anche Sansa si impone di essere forte come Robb. Già povero Robb tutti lo vedono come la figura di riferimento da quando Ned parte per Grande Inverno. E lui si assume questo ruolo vuoi per senso di responsabilità e/o anche per un senso di, come dire, gratificazione, autoaaffermazione?, salvo poi rimanerne ingabbiato.

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Non sono neanche d'accordo con JonSnow quando dice che Jon non aveva un grosso affetto per Robb. Jon ricorda i sentimenti di cameratismo che lo legano a Robb e ammette che, dopo Arya, è la persona che più gli manca a Castle Black. Certo poi prova un misto di ammirazione/affetto/invidia che a volte sfocia in pensieri/sogni anche abbastanza drastici, ma non credo che faccia trasparire un rapporto vissuto con distacco da Jon.

 

 

Non intendevo che non avesse propriamente un grand'affetto per Robb, mi concentravo più sulla sua reazione alla perdita definitiva del fratello. C'è una parte di dolore, c'è dispiacere. Ma finisce lì. E anzi, questo è un punto che effettivamente non mi è piaciuto molto, anche se poi viene ricostituito dal POV finale di Jon in ADWD.

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Robb Stark.

Onestamente io non ho parole per questo personaggio. Io a 15 anni guardavo ancora Dragonball, lui a 15 anni guidava eserciti e li sconfiggeva anche.

Ha fatto molti errori, è vero, c'è molto da criticare ma in tutta onestà se io fossi al suo posto non avrei mai attaccato le terre Lannister, mi sarei chiuso in difesa nelle Rivelans una volta che la notizia della morte di Ned Stark fosse arrivata e avrei mandato assassini dopo assassini, per uccidere tutti i membri della famiglia reale. Joffrey, Tommen e Michella. Così i Lannister non avevano più nessuno per combattere, buttando giù il loro morale.

Con tutti i nobili che ricevono, con tutti i passaggi segreti, con il gran numero di servitù presenti alla corte reale. Non sarebbe stato difficile per assassini a fare il lavoro, anche se i loro obbiettivi erano principi.

Avrei inviato a Cersei il suo amato Jaime, pezzo per pezzo, (forse qualche pezzo anche a Tywin giusto per ricordargli che il figlio era nelle fauci del lupo e indurlo a fare qualcosa di stupido come lasciare la sua posizione ad Harrenhall )con la richiesta di restituire le sorelle, la spada, il corpo di suo padre e perchè no! Anche una bella montagna d'oro.

Quando Robb ha catturato Jaime Lannister, aveva la vittoria in pugno, poteva far finire la guerra in pochi mesi, forse anche giorni. Forse poteva creare anche una guerra civile all'interno della famiglia Lannister. Con Joffrey che premeva per combattere e Tywin e Cersei che erano resti a farli.

Lui aveva il leone d'oro, peccato che per via del suo onore non ha saputo sfruttare la situzione.

 

 

 

Questo è crudele? Beh! Se si leggono le storie degli antichi re del nord, si scopre che non lo è affatto, anzi, i suoi antenati hanno fatto cose molto peggiori. Una dinastina non sopravvive per 8000 anni solo con onore. Robb è cresciuto con le storie dei vecchi re del nord, questo concetto avrebbe dovuto conoscerlo.

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