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senza volto

Droga e prostituzione. Legalizzare o no?

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Ciao a tutti.

Apro una nuova discussione su due argomenti che spesso si intrecciano. La legalizzazione delle droghe e quella della prostituzione.

 

Tempo fa, con molto cinismo e senza pensare alle conseguenze, pensavo che andassero legalizzate entrambe le cose in toto, almeno, se doveva guadagnarci qualcuno, lo avrebbe fatto lo stato, con guadagno nostro.

Oggi invece penso che legalizzare in toto le droghe porterebbe a conseguenze imprevedibili per ciò che riguarda quelle pesanti, ma sarei favorevole alla legalizzazione della cannabis e di altre droghe considerate leggere e che vengono usate in vari paesi anche in medicina.

Da tenere considerato che l'alcool e il fumo causano un'ecatombe di vittime, eppure sono legali.

 

Per ciò che riguarda la prostituzione il discorso è, per me, più complicato. Ero del tutto convinto che che la legalizzazione, come ad esempio in Svizzera o Germania, avrebbe sconfitto la parte di mafie coinvolte il quel ramo, portando soldi anche al nostro stato affamato. Dopo aver letto il libro inchiesta "Schiave Del Potere" di Lidya Cacho e dopo essermi interessato all'argomento per ciò che riguarda la Svizzera qui vicino, mi sono sorti molti dubbi, perché in quei paesi dove è legale, il traffico di ragazze per quello scopo non è finito, come non è finito da nessuna altra parte.

Lo scorso anno è uscito anche un altro libro, sempre della stessa scrittrice, non l'ho ancora letto ma pare sia ancora più crudo e, visto che il primo mi sconvolse un po', non l'ho ancora letto, ma prima o poi lo farò.

 

 

Voi che ne pensate?

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In estrema sintesi: contrario alla legalizzazione delle droghe, anche leggere (fanno comunque male); favorevole alle legalizzazione della prostituzione, perché aiuterebbe a regolarizzare una situazione che altrimenti rimarrebbe in eterno in una zona grigia

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Io direi che il grigio sarebbe un poco meno macchiato di nero e aggiungerebbe qualche macchia bianca riguardante tasse e condizioni igieniche, ma rimarrebbe grigio... Che già potrebbe essere sufficiente per molti.

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Considerando che sono "mercati" estremamente prolifici nonostante varie forme di illegalità, con un cinismo che non mi appartiene, direi che la questione della legalità è superflua, o più precisamente secondaria.

 

Sarebbe giusta una maggiore sensibilizzazione ed un maggior controllo per entrambi gli argomenti, che comunque faccio fatica a "raggruppare" nello stesso discorso, a parte quanto appena detto.

 

Purtroppo la triste verità è che non si "sconfigge" il crimine organizzato quando attecchisce sui vizi dell'umanità.

 

Sia chiaro, tra i viziosi non comprendo i prestatori di sesso a pagamento, bensì i cosiddetti clienti.

 

Per la droga al posto della parola "vizio", sarebbe più esaustivo parlare di forma di patologia... sia come cause "scatenanti" che per effetti derivanti.

 

In ogni caso probabilmente sarei sempre più propenso ad una maggiore "libertà", con ben poche restrizioni di carattere punitivo.

 

Così di primo pensiero: multe ai clienti della prostituzione e certamente restrizione di libertà agli spacciatori.

 

Per quest'ultimo motivo non sono mai stato completamente a favore della liberalizzazione delle droghe pesanti.

 

Seppure penso che la miglior società sarebbe quella libera di scegliere per ogni cosa.

 

Ci vorrebbe enorme conoscenza però...

 

Vabbeh, il mio personale parere, niente di che.

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Senza voler approfondire, sono contrario all'uso delle sostanze stupefacenti perché permettere alle persone di farsi del male, in una societá in cui le conseguenze poi le pagano tutti (morti sulle strade, spese per la sanitá, problemi igenici e di ordine pubblico) non mi pare che sia lungimirante. Certo, i problemi ci sono anche ora, ma almeno ora ci sono gli strumenti legali per prevenire, ed é comunque un segnale che la societá da ai cittadini. É vero anche che abbiamo gli stessi problemi con alcol, gioco etc, ma questo forse significherebbe un maggio controllo in quel senso, e non un minore nell'altro.

 

Contrario anche alla legalizzazione della prostituzione, oggi ancor piú che in passato: chiunque abbia internet sa benissimo quanto "vari" siano i gusti, e anche fornendo una infrastruttura legale per le "esigenze" piú innoque, ci sarebbe comunque un mercato enorme di esperienze piú esotiche da soddisfare attraverso i canali illegali.

E legalizzando la prostituzione si abitua la sensibilitá comune che "é intrattenimento come tanti". Per qualcuno andrá bene. Per me no. E se si parte in quella strada tra 20 anni si sará completamente da un'altra parte, come avviene sempre.

 

In ogni caso, non essendo interessato alla politica, non partecipo al dibattito.

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bè. Infatti il gioco è diventato, secondo me, una cosa oscena(non approfondisco per non uscire dall'argomento), e il timore che anche prostituzione e droghe possano diventare la stessa cosa, peggio di come è ora, è forte.

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Considerando che sono "mercati" estremamente prolifici nonostante varie forme di illegalità, con un cinismo che non mi appartiene, direi che la questione della legalità è superflua, o più precisamente secondaria.

 

Sarebbe giusta una maggiore sensibilizzazione ed un maggior controllo per entrambi gli argomenti, che comunque faccio fatica a "raggruppare" nello stesso discorso, a parte quanto appena detto.

 

Purtroppo la triste verità è che non si "sconfigge" il crimine organizzato quando attecchisce sui vizi dell'umanità.

 

Sia chiaro, tra i viziosi non comprendo i prestatori di sesso a pagamento, bensì i cosiddetti clienti.

 

Per la droga al posto della parola "vizio", sarebbe più esaustivo parlare di forma di patologia... sia come cause "scatenanti" che per effetti derivanti.

 

In ogni caso probabilmente sarei sempre più propenso ad una maggiore "libertà", con ben poche restrizioni di carattere punitivo.

 

Così di primo pensiero: multe ai clienti della prostituzione e certamente restrizione di libertà agli spacciatori.

 

Per quest'ultimo motivo non sono mai stato completamente a favore della liberalizzazione delle droghe pesanti.

 

Seppure penso che la miglior società sarebbe quella libera di scegliere per ogni cosa.

 

Ci vorrebbe enorme conoscenza però...

 

Vabbeh, il mio personale parere, niente di che.

Il punto, per molti, è proprio trovare un punto d'incontro tra legalizzazione e no. Io, come detto, più ci penso e più sono indeciso.

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La legalizzazione delle droghe leggere è un percorso verso cui si stanno avviando in tanti, per il semplice fatto che i vantaggi si stanno incontrovertibilmente dimostrando maggiori degli svantaggi: maggiore controllo sul mercato, maggiore controllo sulla qualità della sostanza, introiti per lo stato estremamente alti e possibilità di reinvestirli nel welfare (anche sanitario).

La legalizzazione delle droghe pesanti è un non argomento, nel senso che non se ne è mai parlato, nessuno ha mai sollevato la questione, nessuno ha intenzione di farlo.

 

La legalizzazione della prostituzione in teoria avrebbe vantaggi simili, ma i dati che arrivano dai paesi in cui è stata adottata non dimostrano in maniera chiara ed evidente che essa costituisca un efficace mezzo di contrasto allo sfruttamento, nè che regolamenti in maniera efficace il mercato nero.

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In effetti, analizzando superficialmente, se ne gioverebbero solo erario e sanità, perché in teoria, con i controlli dovrebbero esserci meno malattie e ci sarebbero le tasse per le licenze ed i guadagni. Però bisogna anche considerare quello che succede con il gioco d'azzardo che, per ciò che riguarda le tasse, è una babele in cui non capisco più nulla, con miliardi e miliardi che mi risulta non siano mai stati recuperati. E poi si sono incentivati fallimenti, suicidi, malattie mentali e fisiche e altro, tutte cose che finiscono comunque a pesare sullo stato e quindi su noi (qualcosa di non molto differente succede con l'alcool e con il fumo). Un mio timore è anche che con la legalizzazione della prostituzione possa succedere qualcosa di simile a quello che è successo con il gioco d'azzardo.

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In linea di massima sono favorevole alla legalizzazione in entrambe le materie.

 

Riguardo la prostituzione, al di là del gettito fiscale e dei controlli sanitari (che mi sembrano più una garanzia per il cliente che altro), sarebbe un indiscusso passo avanti normalizzare una pratica sempre esistita e che sempre esisterà.

Lo status quo vede la prostituzione come una giungla di situazioni di sfruttamento, gestite perlopiù da chi vive di malaffare.

Rendere la prostituzione un lavoro, alla stregua di qualsiasi altra prestazione di servizio, renderebbe le prostitute professioniste, alla luce del sole e garantirebbe loro l'accesso al Welfare.

È indubbio che resterebbero situazioni di illegalità, ma vedendo anche reportage in materia, in nazioni dove questa pratica è regolamentata e non lasciata al caso, le intervistate sembrano preferire svolgere un lavoro (al di là della soggettiva moralità) riconosciuto, nella modalità che preferiscono, in sicurezza, piuttosto che tornare per strada, con tutti i rischi che ne conseguono per la loro sicurezza.

 

Riguardo le droghe "leggere", viviamo in un sistema che ne persegue lo spaccio e punisce tiepidamente (se non punisce affatto in alcuni casi) chi ne fa uso.

Secondo me occorre chiarezza.

O si persegue in toto il consumo e lo spaccio, o si accetta che farsi le canne non reca chissà che danno alla società, anche perché così le percentuali di chi ne fa uso sono elevate lo stesso.

Fermo il fatto che fumare fa male, qualunque cosa si fumi, come le dipendenze da alcool e da gioco, preferisco togliere materia di guadagno alla criminalità e un' altra materia dall'ombra.

Al di là del gettito fiscale anche qua, si avvierebbe una nuova filiela produttiva di monopolio statale, una rete di distribuzione e nuove attività commerciali. Ciò , permettendo anche la coltivazione domestica, renderebbe visibile e maggiormente gestibile un altro cono d'ombra della nostra società. Detto francamente, tanto la gente le canne se le fa lo stesso.

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Come la presenza delle casse e del pos non ha sconfitto l'evasione fiscale negli esercizi commerciali, temo che la legalizzazione di droghe leggere e prostituzione non basterebbe da sé a congelare i comportamenti malavitosi legati ai due traffici. Per quello ci vuole un giro di vite giudiziario. Più che guardare alle tendenze malavitose legate a questi traffici nei Paesi in cui le due pratiche sono state rese legali, dovremmo osservare gli stessi trend nei Paesi in cui c'è più severità e meno tolleranza verso il crimine.

 

Detto questo, sono due comportamenti vecchi quanto l'uomo: sconfiggere il vizio non si può e, a dispetto di qualunque buona pratica possa essere messa in atto, anche annullarne del tutto i risvolti negativi temo non sia possibile. Tuttavia, prendere in considerazione soluzioni per il contenimento dei danni non è da scartare. Anzi, direi proprio che sarebbe un importante momento di evoluzione sociale.

 

E dunque, legalizzare oppure no? La mia risposta è "nì", o meglio "sì" con molti "se" e "ma". Questi ultimi devono suonare forti e chiari per evitare di svegliarsi tra vent'anni - come suggeriva qualcuno - con qualche disgustosa aberrazione ed inumana deviazione legalmente considerata come una particolarità di un comportamento comunemente accettato. In poche parole, mi si rovescia lo stomaco all'idea che la prostituzione minorile o la pedopornografia possano un giorno essere niente di più di una variante del menù ufficiale.

 

Che lo Stato, infine, ci possa guadagnare mi pare sacrosanto. Come indicato da qualcuno, sia il consumo di droga, sia la prosituzione sviluppano costi sociali che il riconoscimento di una posizione fiscale potrebbe (e dovrebbe) contribuire a coprire.

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Prostituzione, assolutamente sì.

Puttan tour everywhere for everyone (semi-cit.)

 

La prostituzione, se esercitata in libertà e con gli opportuni controlli, non cagiona danni a nessuno (anzi, sono tutti più felici), non è in alcun modo pericolosa per l'ordine pubblico o per la salute pubblica.

Anche sotto il profilo strettamente morale, sono caduti tabù ben più sensati e importanti. Quindi, liberi tutti.

 

 

Le droghe, invece, secondo me no. Ache su quelle leggere ho francamente seri dubbi.

Le droghe, chi più chi meno, fanno male alla salute (e le cure per i drogati le paghiamo noi) e rendono chi le consuma pericoloso, violento con il prossimo, distratto alla guida e via discorrendo.

 

Una motivazione in favore della legalizzazione è "ma se sono legali le sigarette e l'alcool e il junk food (sostanza ben più dannose e/o pericolose dell'erba pipa) perché non anche le droghe leggere? Non condivisibile, secondo me.

Innanzitutto, non c'è scritto da nessuna parte che se in uno Stato, per motivi storici e culturali, vengono tollerati comportamenti dannosi e pericolosi, allora tutti i possibili immaginabili comportamenti egualmente dannosi e pericolosi devono anch'essi essere tollarati.

Non è che se abbiamo un 20% di alcolisti, un 25% di tabagisti e un 20% di obesi allora dobbiamo caricarci i costi e i rischi di un altro 25% extra di fattoni... fattoni già numerosi ma che aumenterebbero in caso di legalizzazione, soprattutto sul lungo termine e nelle nuove generazioni.

 

Altra motivazione: legalizzando le droghe si toglierebbero risorse e introiti alla criminalità, alle mafie e agli spaccini nei parchi.

Meh. Legalizzando TUTTE le droghe, forse. Legalizzare quelle più innocue porterebbe semplicemente le associazioni criminali grosse e potenti a "pompare" maggiormente l'uso di quelle pesanti, delle quali continuerebbe ad avere il monopolio.

 

Quanto agli spaccini dei parchi, trattasi per la maggior parte di disperati, che privati del loro florido commercio spaccioso si darebbero ad altre attività di micro-criminalità per sbarcare il lunario. E visto che tutto sommato spacciare erba non è il peggio del peggio che possano fare, che continuino a farlo.

 

Bisogna anche considerare la situazione concreta di uno Stato: l'Olanda è uno Stato ricchissimo, efficiente, ordinato, senza criminilità e con poca povertà. Può permettersi di legalizzare senza particolari contraccolpi.

L'Italia dovrebbe prima mettersi in condizioni socio-economiche simili, e poi legalizzare le droghe leggere, perché legalizzarle in un contesto di sanità allo sbaraglio, mafie rampanti, immigrazione gagliarda e vaste aree di degrado e povertà, mi pare poco saggio.

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"La prostituzione, se esercitata in libertà e con gli opportuni controlli, non cagiona danni a nessuno"

 

Assolutamente d'accordo!

 

Per quanto riguarda il discorso sulle droghe, trovo la riflessione molto pertinente ed accurata.

Soprattutto in relazione con l'effettiva realtà Italia, che infatti non è paragonabile ad un paese come l'Olanda.

 

Sono d'accordo anche sull'inefficacia di una liberalizzazione delle sole droghe leggere, rispetto al problema della criminalità organizzata.

 

Per quello sarei disposto ad una legalizzazione totale, e solo riguardo questo aspetto.

 

D'altra parte non trovo motivi validi per altre ragioni, anzi, sono contrario all'idea che uno stato avalli un vero e proprio processo di autodistruzione dell'individuo.

Sarebbe come "caldeggiare" il suicidio dei propri cittadini, per motivi di opportunità di qualche tipo.

 

Di contro rimane la mia "atavica" personalità anarchica, che predilige sempre che la scelta riguardo ogni cosa, sia esclusiva libertà dell'individuo.

 

Purtroppo questo discorso diventa filosofico, toccando il concetto stesso di cosa debba o possa essere un essere umano, cosa sia la libertà ed anche la responsabilità di averla come conquista sociale e personale.

 

Nella pratica, accetto e considero molto più efficaci le riflessioni fatte da Balon.

 

Peraltro ho persino apprezzato il passaggio riguardo lo spacciatore "disperato" di erba.

XD

 

L'unico problema è che in molti casi questi spacciatori di droghe leggere, vengono usati anche per smistare droghe pesanti, dalle "classiche" (cocaina ed eroina) a quelle "moderne" sintetiche derivate da farmaci tipo anfetamine o il crack(insomma quelle di "moda").

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D'altra parte non trovo motivi validi per altre ragioni, anzi, sono contrario all'idea che uno stato avalli un vero e proprio processo di autodistruzione dell'individuo.

 

http://i.imgur.com/9l9uCoV.png

 

 

 

a tale proposito, olandesi n.1 per quanto riguarda anfetamine e ecstasy. Droghe che alla salute proprio bene non fanno.

non voglio tirar fuori necessariamente il famigerato concetto di "slippery slope", perchè potrebbero anche essere fenomeni slegati in questo caso... però fa pensare.

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Il 9/11/2016 at 16:24, joramun dice:

La legalizzazione delle droghe leggere è un percorso verso cui si stanno avviando in tanti, per il semplice fatto che i vantaggi si stanno incontrovertibilmente dimostrando maggiori degli svantaggi: maggiore controllo sul mercato, maggiore controllo sulla qualità della sostanza, introiti per lo stato estremamente alti e possibilità di reinvestirli nel welfare (anche sanitario).

 

Già, peccato che...

https://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2019-02-18/non-fatevi-quella-canna-e-ditelo-vostri-figli-150633.shtml?uuid=AB7TQkSB

 

Quelli che sono contro la legalizzazione della prostituzione e a favore della legalizzazione delle droghe leggere mi hanno fatto sempre sorridere. Come si fa ad essere favorevole ad una cosa che fa male e contrario ad una cosa che (nel peggiore dei casi) non fa male?

Non è un discorso diretto a joramun, parlo in generale.

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