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Droga e prostituzione. Legalizzare o no?


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6 minuti fa, joramun ha scritto:

Nel momento in cui la "capacità di dire no" si esercita solo su argomenti e questioni che non riguardano il proprio orticello, la propria bolla di necessità e libertà, allora più che dibattito sull'efficacia della morale comune  mi sembrano solo il ragionamento, diciamo cosi, "opportunistico", di chi vorrebbe che nulla cambi perchè identifica la "morale comune" con la propria.

Ma non è questa la sede per discuterne perchè andremmo OT.

 

ma no, è solo una questione di efficacia.

 

è estremamente complicato sostituire (il che non vuol dire non aggiornare mai e tenere cristallizata eh) la "vecchia morale comune", comunque radicata, e che ha superato i test del tempo, con una "nuova morale" un "nuovo sistema di valori" che sia in grado di assicurare la stessa coesione, disciplina ecc.

 

A maggior ragione se il nuovo sistema di valori ha come suo cuore pulsante proprio il rifiuto di ogni tipo di coesione e disciplina :stralol:

 

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6 minuti fa, Ser Balon Swann ha scritto:

Più libertario-anarchici diventiamo, più lo sbraco viene incentivato e condonato, più i capricci vengono condonati, meno la società riuscirà a "pretendere" dai singoli in termini di condotta a apporto; e conseguentemente, più rapida sarà la decadenza.

 

I concetti di libertà e anarchia sono separati da tanta strada. Così come quelli di legittimazione e "sbraco". Accostarli così strettamente porta a un vizio di forma sostanziale nella riflessione.

 

Più in generale, può darsi che in una società estremamente rigida, in cui i "capricci" individuali sono poco o nulla tollerati si riesca a ottenere notevoli controllo della collettività e dell'espressione più perversa dell'individualismo. Può darsi. Modelli di società così ne esistono e ne sono esistiti. Dobbiamo chiederci se vorremmo davvero modellare la nostra società a loro immagine e somiglianza. 

 

10 minuti fa, Ser Balon Swann ha scritto:

Si potrebbe obiettare che non è compito dello Stato perseguire questi progetti a lungo termine. Non è compito dello Stato immaginare e modellare un futuro, uno strada, un Destino, per i suoi cittadini e per l'umanità.

 

Mi dispiace per chi offre una simile obiezione e per la società in cui probabilmente vive. 

 

13 minuti fa, Ser Balon Swann ha scritto:

Ma allora, se di coerenza si vuole parlare, specularmente dovremmo sbattercene del cambiamento climatico, dell'inquinamento, dell'estinzione di fauna e flora, dell'esaurimento delle risorse, delle iniquità che il nostro sistema economico (es. pensioni, welfare, ricadute sul terzo mondo) crea e andrà a creare.

Tutto ciò che travalica la speranza di vita media dell'elettore medio (quindi orizzonte temporale degli eventi: 30-40 anni), dovrebbe essere liquidato come irrilevante.

Tutti i discorsi sul lasciare un mondo migliore "ai nostri nipoti": baggianate, ciò che conta è massimizzare il benessere, qui e ora, per chi può

 

Sinceramente la relazione tra le due argomentazioni mi sembra fragile. Per come la vedo io, la legalizzazione della cannabis non è una forma di esaltazione dell'individualismo con visione corte laddove, ad esempio, l'attività di contrasto al cambiamento climatico sarebbe invece espressione del perseguimento del benessere collettivo in prospettiva futura. Non vedo alcuna incoerenza, a meno di non forzare la riflessione con presupposti tipo legalizzazione cannabis=tolleranza dell'abuso e dei suoi effetti=riconoscimento della supremazia del singolo vs. collettività. 

 

Per come la vedo io, la legalizzazione della cannabis è una soluzione di ampio respiro che, di fronte a una specifica evidenza, punta a riequilibrare una situazione di disparità di diritto, creando i presupposti per il superamento delle criticità con positive ricadute sociali (controllo del mercato e del prodotto, gettito fiscale, lotta alla criminalità... le abbiamo già dette più volte).

 

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24 minuti fa, Maya ha scritto:

I concetti di libertà e anarchia sono separati da tanta strada. Così come quelli di legittimazione e "sbraco". Accostarli così strettamente porta a un vizio di forma sostanziale nella riflessione.

 

Più in generale, può darsi che in una società estremamente rigida, in cui i "capricci" individuali sono poco o nulla tollerati si riesca a ottenere notevoli controllo della collettività e dell'espressione più perversa dell'individualismo. Può darsi. Modelli di società così ne esistono e ne sono esistiti. Dobbiamo chiederci se vorremmo davvero modellare la nostra società a loro immagine e somiglianza. 

 

secondo me invece la pandemia covid, lockwonw, vaccinazioni ecc. hanno dimostrato, a livello non più teorico ma proprio empirico, osservabili, che la strada non è poi tanta.

Troppa libertà genera indisciplina.

La presa delle istituzioni sulla condotta dei cittadini, la capacità di superarne le istanze più egoistiche e individualiste, pretendere determinati comportamenti collettivamente sincronici e omogenei, ormai è pressoché nulla.

 

Dura competere nel mondo di domani.

 

 

33 minuti fa, Maya ha scritto:

Per come la vedo io, la legalizzazione della cannabis è una soluzione di ampio respiro che, di fronte a una specifica evidenza, punta a riequilibrare una situazione di disparità di diritto, creando i presupposti per il superamento delle criticità con positive ricadute sociali (controllo del mercato e del prodotto, gettito fiscale, lotta alla criminalità... le abbiamo già dette più volte).

 

 

come dicevo, è un guardare al dito e non alla luna.

se il tuo genitore ti dice "la domenica niente videogiochi, si legge o si va in gita", e tu gli rispondi "noma guarda che da studi scientifici emerge come in realtà i videogiochi abbiano effetti benefici, anzi sotto le due ore al giorno non hanno nessuna conseguenza negativa sulla salute, ritengo sia mio diritto giocare anche la domenica per le due ore ottimali, il tuo divieto non ha senso, anzi peraltro videogiocando anziché andando a spasso il nostro nucleo familiare risparmierebbe soldi per benzina e pranzo fuori". Tutto giusto ma vuol dire che non hai capito perché il babbo te li ha vietati, quale potrebbe essere l'utilità in termini di crescita personale di un giorno di rinuncia, e qual è il fine ultimo che sta perseguendo.

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17 ore fa, Euron Gioiagrigia ha scritto:

Sono studi a cui non credo. Non sto dicendo che non credo esistano, sto dicendo che non condivido le loro conclusioni. Forse è un limite mio.

Chissà chi finanza queste ricerche, e chi lo sa? Boh!

https://www.bmj.com/content/368/bmj.m1044

 

forse qualcuno con soldi da investire in un settore in espansione

https://www.ilsole24ore.com/art/dalle-marlboro-all-erba-cosi-big-tobacco-diversifica-cannabis-AECyybsG?refresh_ce=1

 

https://canapaindustriale.it/2021/04/15/la-british-american-tobacco-investe-nella-cannabis-e-lennesimo-cambio-di-rotta/

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49 minuti fa, Ser Balon Swann ha scritto:

secondo me invece la pandemia covid, lockwonw, vaccinazioni ecc. hanno dimostrato, a livello non più teorico ma proprio empirico, osservabili, che la strada non è poi tanta.

Troppa libertà genera indisciplina.

La presa delle istituzioni sulla condotta dei cittadini, la capacità di superarne le istanze più egoistiche e individualiste, pretendere determinati comportamenti collettivamente sincronici e omogenei, ormai è pressoché nulla.

 

Dura competere nel mondo di domani.

 

C'è una forzatura anche nel guardare a una specificità come il Covid per trarre un'evidenza assoluta, a mio avviso. Posto che comunque non riconosco complessivamente questo scenario. Di strada che separa libertà e anarchia nel nostro Paese ne vedo tanta quanta quella che separa regole e dittatura. 

 

49 minuti fa, Ser Balon Swann ha scritto:

Tutto giusto ma vuol dire che non hai capito perché il babbo te li ha vietati, quale potrebbe essere l'utilità in termini di crescita personale di un giorno di rinuncia, e qual è il fine ultimo che sta perseguendo.

 

O magari che il babbo non si è bene spiegato. O ancora che non ha offerto delle argomentazioni (il famoso fallimento dell'approccio "no perché no" o "no perché lo dico io" cui accennavo qualche post fa).

E suvvia concediamola qualche chance a questi poveri genitori di essere in grado di fare qualcosa in più che "vietare" per educare e responsabilizzare la prole! :stralol:

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1 ora fa, Maya ha scritto:

 

O magari che il babbo non si è bene spiegato. O ancora che non ha offerto delle argomentazioni (il famoso fallimento dell'approccio "no perché no" o "no perché lo dico io" cui accennavo qualche post fa).

E suvvia concediamola qualche chance a questi poveri genitori di essere in grado di fare qualcosa in più che "vietare" per educare e responsabilizzare la prole! :stralol:

 

No, imho è un illusione.

 

Non esiste un pensiero razionale. La logica è arbitraria, una creazione umana. La scienza stessa si fonda su assiomi arbitrari.

 

Ogni affermazione è contestabile, criticabile: il paradigma, mutevole. Ogni verità, può essere messa in dubbio, e smontata sofisticamente pezzo per pezzo.

 

Non esiste nessuna "verità" che sia dotata di forza intrinsecamente persuasiva. Non ancora, quantomano.

E' una grande illusione in cui sono falliti molti regimi, sia dittatoriali e progressisti: fai vedere alla gente la "verità", e questa, vinta dall'irresistibile forza della verità, vi si adeguerà.

Non esiste nessuna verità. Men che meno di tipo razionale-discorsivo/politico.

 

Si obbedisce perché sì. Perché l'autorità lo esige. E questo principio che va instillato. Si può contestare l'ordine, ovvio, niente nazismo, ma deve essere l'eccezione, non la regola, il gnegne non voglio per partito preso.

 

Oppure no, ma poi non stupiamoci se anche in momenti di emergenza, con vite umane in ballo, ognuno di base fa quel caxxo che gli pare

 

 

1 ora fa, Maya ha scritto:

C'è una forzatura anche nel guardare a una specificità come il Covid per trarre un'evidenza assoluta, a mio avviso. Posto che comunque non riconosco complessivamente questo scenario. Di strada che separa libertà e anarchia nel nostro Paese ne vedo tanta quanta quella che separa regole e dittatura. 

 

non è una forzatura, è il senso del discorso.

 

finché sei ricco, il mondo ai tuoi piedi, senza rivali, tecnologicamente dotato, protetto da formidabili alleanze, il commercio fluisce, la pace regna, le risorse abbondano, le pandemie sono quelle del 1300 quelle studiate in terza liceo... puoi permetterti ogni tipo di errore.

Anche di trasformare il tuo sistema socio-politico in un inefficiente pastrocchio. Le cose andranno bene comunque.

 

E' quando i nodi verranno al pettine, quando il livello dello scontro si alzerà, quando il pianeta inizierà a chiedere il conto e via discorrendo, insomma quando la palla inizierà a scottare (il covid ne è un blando antipasto), che si vedrà chi è solido e compatto, chi sa agire e reagire in modo sistematico e organizzato, e chi no.

 

Ovviamente non è un evidenza assoluta, solo uno scenario ipotetico, a mio avviso non affatto improbabile.

Sperando che si concretizzi tra 100 anni piuttosto che tra 30 :unsure:

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1 minuto fa, Ser Balon Swann ha scritto:

No, imho è un illusione.

 

Non esiste un pensiero razionale. La logica è arbitraria, una creazione umana. La scienza stessa si fonda su assiomi arbitrari.

 

Ogni affermazione è contestabile, criticabile: il paradigma, mutevole. Ogni verità, può essere messa in dubbio, e smontata sofisticamente pezzo per pezzo.

 

Non esiste nessuna "verità" che sia dotata di forza intrinsecamente persuasiva. Non ancora, quantomano.

E' una grande illusione in cui sono falliti molti regimi, sia dittatoriali e progressisti: fai vedere alla gente la "verità", e questa, vinta dall'irresistibile forza della verità, vi si adeguerà.

Non esiste nessuna verità. Men che meno di tipo razionale-discorsivo/politico.

 

Si obbedisce perché sì. Perché l'autorità lo esige. E questo principio che va instillato. Si può contestare l'ordine, ovvio, niente nazismo, ma deve essere l'eccezione, non la regola, il gnegne non voglio per partito preso.

 

Oppure no, ma poi non stupiamoci se anche in momenti di emergenza, con vite umane in ballo, ognuno di base fa quel caxxo che gli pare

 

Secondo il tuo ragionamento, persino questa tua affermazione allora è dunque opinabile. Secondo me, però, qui ci addentriamo in riflessioni sul metodo che non hanno nulla a che fare con la discussione. Rischiamo di andare OT.

 

3 minuti fa, Ser Balon Swann ha scritto:

non è una forzatura, è il senso del discorso.

 

E' il senso del tuo discorso per come tu vuoi impostarlo. Legittimo, per carità. Tuttavia, come tu stesso ammetti, è impostato su uno scenario ipotetico che, in quanto tale, magari è solo uno dei 14.000.605 futuri possibili che potrebbe vedere solo il Dottor Strange. :stralol:

 

By the way, super interessante, ma anche tanto border line con il tema, temo.

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1 minuto fa, Quattro_Calzini ha scritto:

Si tratta di semplice lobbismo, nulla di strano

 

Si tratta dell'ennesimo Straw man argument. Metti il link ad una ricerca accusata di essere promossa dalle lobby, per far passare surrettiziamente il concetto che tutte le ricerche sulla cannabis siano inaffidabili. Peccato che io non abbia linkato quella ricerca di oxford, ma altre che con le lobby del tabacco non hanno nulla a che fare.

Quindi non hai affatto smentito le ricerche linkate, che dimostrano come non vi sia alcun aumento del consumo successivo ad una legalizzazione.

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2 ore fa, Maya ha scritto:

Secondo il tuo ragionamento, persino questa tua affermazione allora è dunque opinabile. Secondo me, però, qui ci addentriamo in riflessioni sul metodo che non hanno nulla a che fare con la discussione. Rischiamo di andare OT

 

chiaro, è opinabilissimo!

 

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30 minuti fa, joramun ha scritto:

Si tratta dell'ennesimo Straw man argument. Metti il link ad una ricerca accusata di essere promossa dalle lobby, per far passare surrettiziamente il concetto che tutte le ricerche sulla cannabis siano inaffidabili

perché mi rispondi così, non voglio mica andarti contro, cerco solo di capirci qualcosa. Se mi dici che hai segnalato ricerche indipendenti io ti credo. Se hai tempo di dirmi a che pagina sono le leggo volentieri.

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3 ore fa, joramun ha scritto:

 

Si tratta dell'ennesimo Straw man argument. Metti il link ad una ricerca accusata di essere promossa dalle lobby, per far passare surrettiziamente il concetto che tutte le ricerche sulla cannabis siano inaffidabili. Peccato che io non abbia linkato quella ricerca di oxford, ma altre che con le lobby del tabacco non hanno nulla a che fare.

Quindi non hai affatto smentito le ricerche linkate, che dimostrano come non vi sia alcun aumento del consumo successivo ad una legalizzazione.


MODE MOD ON

 

Cerchiamo di non essere troppo aggressivi nelle risposte. Ok che il dibattito è acceso, ok voler sostenere con forza le proprie idee, ma cerchiamo di smussare gli angoli e trovare un equilibrio nel rispondere. 
 

Grazie. Buon proseguimento

 

MODE MOD OFF

 

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colpa mia! ho fatto un intervento ambiguo con un sito dubbio come fonte, mi assumo tutta la responsabilità.

non ne faccio una giusta ultimamente.

spulciando il sole 24 ore sembra che il settore sia in espansione impostante, non sono in pochi a crederci.

https://www.ilsole24ore.com/art/heineken-corona-coors-big-birra-diversificano-bevande-marijuana-AELaEjcF

voi siete mai stati in uno dei canapa store che hanno aperto di recente ? Io sono stato in un locale a tema dove servono bevande aromatizzate, in pratica una Piña Colada con un po’ di semini e fiori sopra. accattivante ma nulla di più.

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