Jump to content
Sign in to follow this  
JonSnow;

ADWD - Tywin Lannister. L'uomo. Il Leone. L'Utopia.

Recommended Posts

Da estimatore della vecchia scuola di ASOIAF trovo giusto che, avendo già approfondito Roose Bolton, Doran Martell e Stannis Baratheon, si faccia lo stesso con l'ultimo baluardo di un'epoca passata. Nell'occasione... Tywin Lannister. Un uomo, anzi una figura per diversi motivi simile ad alcuni dei citati, ma completamente differente per molteplici altri.

Tywin raggiunge senza alcun dubbio vette di profondità elevata, dimostrando di essere una delle creazioni più affascinanti di Martin. E' inoltre simbolo di organizzazione, di processi schematici, di pensiero volto al futuro. Ed è proprio l'individualità il centro di tale personaggio, dove risiedono la sua contraddizione ed il suo trauma.

Egli rifiuta l'individualità altrui, rendendosi incapace di instaurare (al di là di Joanna) rapporti che vadano oltre una connotazione superficiale. Anzi, Tywin stesso considera quasi superficiale ogni comportamento generato da impulsi umani che non abbia un tornaconto o un vantaggio futuro. Eppure agisce, di riflesso, solo per la propria individualità, giustificando le sue azioni, il suo modus operandi ed il suo pensiero come il frutto di una filosofia a lungo termine, che sfoci in una sopravvivenza onirica, che sia al servizio di un piano familiare, dinastico. Non vi è niente di più contestabile di ciò.

Il discorso sull'individualità di Tywin non va frainteso come lo sfogo di un uomo egoista. Egli non persegue un proprio interesse al di sopra della famiglia, egli invece condiziona la propria famiglia ad un suo bisogno. La famiglia diviene ostaggio morale e astratto del suo passato e di ciò che esso ha comportato nello sviluppo della sua psiche.

Facevo cenno a quanto simile egli possa essere ad alcuni del suo tempo, ma anche a quanto, parimenti, risulti molto differente. La differenza chiave sta nel fatto che, in un modo o nell'altro, esse siano figure in evoluzione, con una propria continuità. Un Roose Bolton potrà avere sempre una svolta interiore, poiché criptico, di difficile lettura, costituito non dalla crudeltà, ma dal mistero. Uno Stannis è invece un involucro di emozioni e doveri, una coscienza che pian piano si svela ed emerge a consapevolezza, ancora incompleta. Tywin è invece una stasi. Egli non evolve, è l'unico che in ASOIAF non compie progresso introspettivo, perché è il frutto finale di un'evoluzione già avvenuta. E' l'elemento finale di un processo di intima decadenza.

La chiave di tutto ciò è ovviamente da ritrovare in quanto accaduto con Tytos. Sono sempre stato convinto che, per quanto gli eventi condizionino e segnino inevitabilmente la natura dell'uomo, essi non possano cambiare totalmente la sua costituzione o il suo io. Ne consegue, dunque, che quanto accaduto con il padre sia stato sì una causa scatenante, ma che egli fosse comunque predisposto ad un certo tipo di approccio alla vita. Le umiliazioni di quel tempo sono comunque, per estrema ratio, il contraccolpo del suo subconscio.

Con giudizio asettico e, appunto estremo, tale esperienza lo ha portato ad associare parte dei comportamenti più umani come un qualcosa di estemporaneo, dal discutibile valore e dal rischio elevato. La risata cessa di essere un atto spontaneo e liberatorio, di positività, e diviene un indice di beffa, di tracollo, di vulnerabilità. La benevolenza è dunque un'apertura non necessaria e, quando ricevuta da terzi, è fonte di sospetto e interesse. La forza si converte nell'unico principio con cui ottenere stabilità e la punizione diviene altrettanto l'unico metodo con cui impartire lezioni morali o educative. Tutto ciò contribuisce alla formazione di un'apparenza, un fiero ed invalicabile muro impossibile da deridere.

Tywin, a differenza di molti, ha un diverso modo di elaborare l'insulto, l'offesa e la vendetta. La vendetta, incredibili a dirsi, è solo una conseguenza, la sua è invece una punizione. Egli è uomo punitivo, non vendicativo. Quella sui Tarbeck e Reyne, oltre che una dimostrazione di forza e brutalità necessaria a ripristinare il valore della propria casata, è una punizione. Un atto di retribuzione per non essere stati al proprio posto. Questa suo particolare credo filosofico si riscontrerà sia con l'amante del padre, sia nei confronti dI Tyrion e Tysha (unione che considera un insulto alla purezza del ceto sociale. Pochi eletti sono degni di unirsi al nome dei Lannister), oltre che in parte con Aerys. Ciò non significa che egli non provi la medesima ira che un uomo possa provare dinanzi ad un'offesa, sta invece solo a significare, anche come accaduto con Aeyrs, che sia in grado assorbire il momento e la foga in favore di un colpo a lungo termine.

Tutto il discorso di cui sopra sta a intendere che, per quanto egli ami convincersi di ciò, il principale motivo dietro le sue azioni non stia nel benessere generale della sua casata, quanto invece in un esclusivo desiderio di prosecuzione dinastica, ma votato unicamente a porre rimedio al suo bisogno interiore e ad un trauma mai dimenticato. Ogni sua azione è figlia di un passato di derisione mai dimenticato. Alla base non vi è egoismo, ma l'ossessione dettata da una necessità mai appagata e che mai si appagherà. E' di fronte a tale scenario che le conseguenze portano verso un'unica direzione e cioè il rifiuto dell'individualità delle persone che ha intorno, in favore della propria. Un qualcosa che non ammetterebbe, poiché tale ammissione significherebbe scindersi dall'immagine di sé venduta sinora. Nella sua filosofia di pensiero l'ammissione esplicita di un bisogno personale è una dimostrazione di debolezza.

Da qui i figli cessano di essere individui a sé con cui relazionarsi e da approfondire, ma divengono invece mere prospettive. Non oggetti, prospettive. Tywin non è interessato a ciò che Tyrion, Cersei e Jaime siano, bensì a ciò che potrebbero diventare. Ed è qui che fallisce il genitore e appare il bisogno più recondito dell'uomo, protagonista di relazioni effimere e d'interesse. Ed ecco perché sia cieco dinanzi ad alcune problematiche del trio di cui sopra. Ecco perché non colga determinate sfumature. Un limite non di stupidità, quanto di cecità per negazione. Un futuro da Lord ed erede per Jaime, un futuro da Regina per la propria figlia. Il benessere di Casa Lannister, di conseguenza il sopirsi di un bisogno per Tywin Lannister. In poche parole il suo paradosso. Per quanto pragmatico egli si sia sempre dimostrato, per quanto votato alla soluzione più breve e remunerativa, egli insegue una prospettiva chimerica. La ricerca di un'immortalità onirica che cancelli definitivamente il suo trauma e, per causa effetto, dia eternità alla sua stessa figura, rafforzando una volta e per sempre quel muro, impossibile di infrangersi. Questo è il punto focale di Tywin Lannister ed è forse per questo che lo apprezzo così tanto da determinati punti di vista.

Vi è ovviamente anche la questione Joanna, per cui sono convinto provasse un amore sincero, nella sua accezione più seria e diretta. Io credo che questo sentimento non sia nato solo da una forza morale di pari valore da lei dimostrata, non solo dalla comprensione ricevuta, quanto dal fatto che ella superi ciò che Tywin sia. Non ignori, ma superi. Dal mio punto di vista Joanna ha compreso perfettamente i suoi affanni, cosa significhino e soprattutto, per il discorso sopra, da dove derivino. Forse, in parte con Genna, è stata l'unica a giungere a determinate conclusioni. Dunque è in grado di comprenderlo, amarlo e, al contempo, provare positivamente pena per lui. Proprio grazie a questo processo di superamento, anche un uomo come Tywin, pur in una sola e intensa occasione, ha trovato la propria capacità di amare. Si può dire che l'epilogo di Joanna sia il colpo finale sulla sua filosofia, su quanto tutto sia decadente, destinato inevitabilmente ad una fine e non sia quindi degno di attenzione e concentrazione. E' solo quel che resta, nomi e reputazione, ad aver risonanza. Non più i corpi, non più le persone.

Facendo delle ultime considerazioni:

Egli, per quanto uomo di grande astuzia, non ripudia l'uso della violenza e per questo si avvale di Gregor Clegane. Tuttavia accetta tale uso solo in caso di una violenza di scopo. Come ogni altra azione nel suo modo di pensare, essa deve portare un vantaggio, o è un atto futile, inutile da commettere. Nel caso di Tywin esercitare violenza tramite terzi incrementa il timore nel nemico e il valore della propria Casata. La violenza è intesa quindi come forza e non come un atto liberatorio, di cui si ha bisogno recondito.

Come sappiamo, non ha trovato necessarie le modalità d'omicidio dei bambini di Rhaegar, ma egli condanna appunto il metodo, non l'esito, dimostrandosi aperto a innumerevoli brutalità su larga scala, purché lontane dai suoi occhi e purché queste assicurino stabilità e crescita per la sua dinastia. Anche nel lamentarsi dell'omicidio di Elia, non da Tywin ordinato, egli non contesta la morte di una donna innocente o lo stupro, ma il fatto che quella morte abbia portato uno svantaggio politico con i Martell, essendo Elia un soggetto di valore in tale schema. Dunque nella sua filosofia non c'è spazio per umanità ed etica, per la giustizia.

Sono anche convinto che, oltre che per dimostrare fedeltà a Robert, l'omicidio di Aegon e Rhaenys sia stato da lui considerato come un atto dovuto, a seguito del suo pragmatismo. Egli non pondera soluzioni morali, né tantomeno quelle con il minor spargimento di sangue, bensì le più brevi ed efficaci. Evitare l'omicidio avrebbe comportato anni di schieramenti divisi, nuove guerre e ulteriori rischi per la sua Casata. Dunque, a mio avviso, vi è anche questo movente nella sua decisione. E questo, oltre che catalogarlo come un uomo di bassa statura morale, è un ulteriore prova della sua mentalità da amministratore, che lo ha reso forse il miglior Primo Cavaliere dei Sette Regni.

In definitiva, il rifiuto dell'individualità altrui, nello specifico dei propri tre figli, è stata la sua mancanza più grande e ciò che lo ha reso più cieco dinanzi ai loro pregi e difetti, al loro sviluppo psichico e morale. Questo deficit gli ha impedito letture più approfondite ed un calcolo migliore per i suoi piani, che diventano in prospettiva futura nient'altro che una ricerca fallimentare di immortalità onirica.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Un altro personaggio diventato a dir poco leggendario, una delle creazioni migliori di Martin e soprattutto un personaggio che buca la pagina. Con la sua morte, i personaggi carismatici della old school si sono ridotti a Stannis, Doran e Roose, e temo che almeno due di questi ci lasceranno presto.

 

In ogni caso, quello che mi affascina di più di Tywin, oltre che la sua enorme intelligenza e la sua freddezza oltre ogni misura, è la sua filosofia: raggiungere il massimo scopo con il minimo sforzo, come farebbe un bravo generale. Per risolvere la guerra contro il Nord, stringe patti sottobanco con Roose Bolton e lascia che Walder Frey organizzi un tradimento che limiti l'ulteriore stillicidio di forze Lannister (è lui a dire a Tyrion una frase del tipo "una mezza dozzina di morti a cena mi sembra un tributo sufficiente", o qualcosa del genere). Per risolvere la sistemazione di Cersei, pensa di farla sposare a Oberyn, anche se poi salterà tutto e vabbè. Per risolvere il dilemma di chi comanderà la casa Lannister dopo di lui, non esita ad assegnare ad ogni figlio un compito, comportandosi come padre padrone ma soprattutto come un generale che si aspetti obbedienza da tutti i suoi sottoposti. E potrei fare tanti altri esempi.

 

In tutta questo esercizio di razionalità/freddezza, però, trascura un elemento, cioè Tyrion, mostrando così di avere un lato irrazionale ed emotivo proprio come Stannis, anche se rispetto al Baratheon tale elemento è ancora più nascosto e criptico. Non gli degna mai del rispetto necessario, continua ad accusarlo della morte di Joanna, si sbarazza in malo modo di Tysha (cosa che gli costerà carissimo) e in generale mostra di tenerlo in famiglia solo perché è un Lannister, non certo per ragioni familiari. Eppure, il rapporto tra loro due è una delle cose che più mi ha ammaliato di ASOIAF: è estremamente possibile che Tywin riveda sé stesso almeno in parte in Tyrion, e anche Tyrion alla fine di ASOS capirà di essere il figlio che più gli somiglia. Tutto questo concorre a creare un binomio di grande forza narrativa, in cui il figlio imita involontariamente il padre in molte occasioni e il padre disprezza il figlio pur rivedendosi in lui.

 

Parlando del rapporto con Jaime e Cersei, qui l'elemento emotivo si nota di meno, ma non scompare del tutto: Tywin vede Jaime come l'erede di Castel Granito, quindi apparentemente in maniera strumentale e razionale, ma quando Jaime si rifiuta di abbandonare la Guardia Reale, Tywin è preso da grande ira e arriva a dirgli la famosa frase "tu non sei mio figlio". Ovviamente tale rabbia si può interpretare come rifiuto di aver obbedito ad un ordine, e una persona militaresca come Tywin non è abituato a certe cose, ma ho visto tale frase anche come una delusione personale, come di un padre che vede il figlio fare una cosa scellerata.

Verso Cersei, il rapporto mi è parso meno sviluppato: Tywin è delusa da Cersei, dalla sua mancanza di polso fermo nel gestire Joffrey (straordinaria la sequenza in ASOS in cui Tywin dice di portare Joffrey a dormire "perché è stanco"), e in generale dalla sua poca lucidità. Per lui Cersei è solo una pedina matrimoniale da muovere nei suo giochi di potere, non un erede come Jaime. Col senno di poi, è incredibile che Cersei arrivi a paragonarsi al padre in AFFC, considerando quanto siano diversi.

 

In definitiva, pur non rientrando nella mia top ten per svariate ragioni (ma non ci rientra neanche Jon Snow, fate conto), Tywin Lannister è un personaggio meraviglioso. Costruito, scavato, carismatico e complesso, GRRM lo ha ideato proprio come si deve. Basti osservare che la sua importanza nella storia è tale che, morto lui, Westeros sta andando lentamente in frantumi, con Euron che scorrazza vicino il Reach, la guerra tra Stannis e Roose nel nord e Aegon che si prepara ad attaccare Capo Tempesta. Non che mi dispiaccia in fondo: la situazione di caos e follia in cui è precipitata Westeros è la mia parte preferita di AFFC e ADWD

Share this post


Link to post
Share on other sites

intanto complimenti per l'ennesima discussione piena di spunti su un altro signor personaggio come tywin lannister, che non sarebbe del tutto errato definire il coprotagonista dietro le ombre di tutta la prima parte della saga, soprattutto del periodo antecedente e contemporaneo alla ribellione di robert!

 

intanto la prima cosa che salta all'occhio è il modo di porsi! a causa dell'atteggiamento mite del padre, spesso turlupinato dai suoi stessi alfieri, è impossibile vedere tywin lannister ridere e scherzare, cosi come i suoi avversari una volta iniziato a prendere possesso della sua casata! odia che possa trasparire debolezza dal suo operato, la sua autorita non puo essere messa in discussione, il leone simbolo della famiglia non puo essere vilipeso da nessuno, il modo di gestire alleanze e amministrare le finanze non puo essere lasciato al caso o all'improvvisazione! il futuro della casa lannister va preservato, costi quello che costi! tutti elementi che, nonostante la giovane eta, lo portano all'attenzione del re folle!!

 

e qui penso nasca una delle parentesi piu interessanti della sua vita, ossia il suo rapporto con aerys! da primo cavaliere del re gestisce i 7 regni per 20 anni, con meticolosita, ma subisce due brutti schiaffi, il primo è il rifiuto del re al matrimonio tra rhaegar e cersei, il secondo lo scippo di jaime, non piu plasmabile da lui, non piu l'erede designato, ma ora una guardia reale/ostaggio di aerys! quest'ultimo, per il modo di ragionare di tywin, equivale probabilmente al peggiore dei tradimenti!

 

perche se è vero che con messaggi e corvi puoi vincere una guerra, qualcosa covava sotto nel momento in cui i cancelli di approdo del re lasciano passare il suo esercito, il saccheggio della capitale è un qualcosa di inutile, tuttavia lo permette! non credo fosse solo questione di opportunita legarsi a robert dopo il tridente, ma il desiderio di assestare con un colpo solo una crudele rivincita verso l'uomo che gli ha sottratto il futuro prossimo della casata! oltre che ovviamente sistemare la figlia!

 

quanto al rapporto con i figli, non decolla, l'ho trovato anzi spesso superficiale, è evidente come il ruolo travalichi l'individuo, la funzione superi la persona, l'affetto lasci il posto alla necessita! affetto, sentimento che dopo joanna probabilmente non avverte piu! tuttavia pur odiandolo, penso che apprezzi le doti di tyrion, l'unico figlio che porta a termine una sua richiesta in modo scrupoloso, ben sostituendolo come primo cavaliere! cersei è una donna che non sa gestire il figlio e commette errori su errori, jaime la delusione che non riesce a rientrare nei ranghi, o meglio nella corsia di aspettative che il padre aveva per lui! tyrion invece gli è utile, semplicemente pero ogni momento è buono per riversare su di lui la colpa per la moglie!

 

in definitiva concordo con jonsnow quando parla di percorso finito! l'evoluzione è nata e finita con l'adolescenza, tywin ha una sola faccia della moneta quando la storia post ribellione inizia, quella dell'uomo capace di iniziare la guerra per un oltraggio a casa lannister, pur se con il figlio disprezzato come protagonista, perchè cio che è, cio che appare agli altri come percezione di potenza, e cio che rimarra della sua casata è il perno che regola ogni sua azione, e per il quale offre tutto il suo genio militare, carattere e rapporto con gli altri!

Share this post


Link to post
Share on other sites

Tywiin è un gigante come personaggio rispetto a molti altri. Rimane da capire come avrebbe voluto concludere la sua vita: come king maker? come il capo della casata più potente dei sette regni?? come re dei sette regni? Come detto sopra i suoi piani si sono scontrati con lo scarso successo avuto con i figli: cersei è la madre di due re ma non è una ciima, jamie è stato bloccato per la vita come guardia reale, tyrion è il più intelligente dei figli ma è un nano e ha causato la morte della moglie joanna. Al momento della sua morte per mano di tyrion non ha ancora deciso come muoversi nei panni di primo cavaliere e come gestire i figli di cersei. Di sicuro sa cosa vuole ma secondo me difetta nel riuscire ad utilizzare, ove possibile, il materiale umano a sua disposizione. Per materiale umano intendo i figli e i nipoti.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Immortalità onirica. Tengo a mente queste parole.

Purtroppo non ho letto solo una piccola parte dei vostri interventi su altre personalità analizzate. Devo dire però che quello che ho letto mi è piaciuto molto, quindi provo ad intervenire.

 

Innanzitutto Tywin suscita sentimenti fortemente contrastanti. Pur biasimando il suo operato, si viene affascinati dalla sua intrinseca e manifesta qualità.

Tywin, io trovo, ha un fortissimo senso estetico. La regia delle sue azioni ne è dominata, tanto che si direbbe che lui, più e meglio di ogni altro, sia consapevole del potere seduttivo che ne scaturisce.

 

Penso, alla ricomposizioni delle salme degli infanti Targaryen, all’accentuazione del dramma suggerita dal drappo rosso in cui vengono avvolti. È un momento fortemente iconico e si fermerà nelle coscienze come tale.

Il tramonto di una dinastia si coagula nel fotogramma vividissimo e violento dei corpi straziati dei bambini. Si tratta di poche linee con un unico colore dominante in cui si condensano volutamente molteplici significati. Tywin ne ha il controllo, ed è proprio questo elemento, questa assolutezza registica a suscitare un orrore senza pari, pervasivo e perfino affascinante, carico di promesse.

 

Tywin ha un che di metafisico, di assoluto. E per me, la sua imponenza deriva da questo. Tuttavia perseguire l’assoluto o un’idea universale che trascende quasi l’individualità e l’individuo, ha un costo altissimo: la distanza.

Una distanza che è possibilità e al contempo limite.

In tal senso trovo emblematico il rapporto con Tyrion che lui accetta perché “non posso provare che non appartieni a me, perciò le leggi degli uomini ti concedono il diritto di portare il mio nome e di ostentare i colori della mia nobile Casa.”

Questo pezzo, che mi è ricapitato sotto gli occhi di recente, contiene qualcosa di catartico.

La distanza e la rivelazione della sua grandezza. Lui deve attenersi, è chiaro, alle leggi degli uomini, ma è altrettanto chiaro quanto sia distante il suo punto di vista.

Trovo poi strepitoso l’indugiare sullo sguardo, su un guardare che è oltremodo rivelativo.

Tywin è condannato, condannato a “guardarti”, a vedere la bruttezza, la concupiscenza, la dissonanza.

Il valore estetico è qui risaltato, elevato a potenza.

Interessante poi notare che quella condanna si compia proprio per mano di un “essere deforme, deviato, disobbediente. Una piccola creatura disgustosa piena d’invidia, di lussuria e d’inganni di basso conio.” Se la disistima di Tywin è totale questo disprezzo profondo corrisponde anche al suo sentimento più manifesto, più intenso.

Una parabola discendente che culmina nella morte di Tywin, dove anche la sua iconografia si ricrea.

L’immagine paradossale del suo sorriso deformato dalla morte e del suo corpo disfatto ed esposto per un tempo eccezionalmente lungo si cristallizzano. Grandezza e caduta si fissano in questa immagine potente e fortemente simbolica cui tutti i sensi vengono sollecitati a comprendere, isolare, fissare.

 

Figli

L’unico rapporto rilevante sembra essere con Tyrion. Il folletto nel rappresentare la sua condanna mostra pure che questa coincide con la coscienza di Tywin.

L’emozione che ne deriva è profonda, persistente, pervasiva.

Così intensa e bruciante da poter essere attenuata solo tramite la distanza.

 

Il rapporto con Cersei e Jaime è meno incisivo e meno complesso. Tywin non deve guardare loro per ritrovare umiltà. È sufficiente che pianifichi, che loro eseguano. Nei loro confronti c’è una forma di cecità, voluta. E a loro difatti lascia quel sardonico sorriso.

 

Concordo con chi ritiene che il suo percorso fosse concluso.

Con Tywin inoltre tramonta un’era della casa Lannister.

 

Tywin però non è tra i miei personaggi preferiti. Pur riconoscendone la statura per me rimane sempre ai limiti di un mondo che sta cambiando repentinamente e che lui forse non è in grado di cogliere, di percepire. L’accentuazione del lato prammatico e di questa sua raggelante razionalità, me lo tengono distante. Tywin non è un personaggio in divenire, ed il suo universo conchiuso è giunto al limite delle sue possibilità di comprensione e di vita.

Share this post


Link to post
Share on other sites

note sparse :

1) alle rw sono morte migliaia di persone , nn una dozzina

2) tywin e' bravissimo ( ed e' una qualita') a farsi un' immagine pubblica anche quando nn eccelle affatto ( ai punti robb ha surclassato tywin molte volte)

3) ha una certa fissa sulle violenze sessuali come punizione e tattica di guerra

4) comunque , leggendo dei reyne e tarbeck, tifavo per i lannister( anche se come suo solito tywin si e' dato ad atrocita' nn giustificabili e nn necessarie alla vittoria)

5) affc ci fa vedere che cosa si e' lasciato dietro: Figli con enormi problemi , gente come frey e bolton al potere e gli sconfitti pronti a ribellarsi ( vedasi twow in futuro

Share this post


Link to post
Share on other sites

Splendida anslisi come sempre, a cui io modestamente non ho nulla da aggiungere!

Tywin Lannister è uno dei miei personaggi preferiti delle Cronache e personalmente mi dispiace di non aver avuto un suo PoV: nei capitoli narrati da Tywin stesso avremmo potuto scoprire quali erano davvero i suoi sentimenti verso i figli, se li considerava solo come pedine o come sangue del suo sangue, e soprattutto come vedesse Tyrion, il figlio che paradossalmente gli somigliava di più. Ma d'altra parte sono pochi in ASOIAF i PoV della Old Generation (si possono davvero contare sulle dita di una mano), in una Cronaca, a dire il vero, concepita per uno scambio generazionale, per una rottura degli equilibri familiari e politici prestabiliti in favore della prole dei grandi del passato.

E che grandezza: Tywin Lannister ha risabilito l'onore di una casata condannata alla derisione, ha esercitato il potere direttamente o indirettamente prima su Castel Granito e poi sui Sette Regni per decenni, ha vinto lo scontro con il Nord perdendo tutte le battaglie, ha portato dalla sua il più florido regno del Sud prima schierato con i propri nemici e si potrebbe andare avanti per ore... Sarebbe stato bello vedere i nuovi equilibri che Tywin aveva in mente per i Sette Regni, se la consueta variabile impazzita-Tyrion non lo avesse condotto dove forse egli non immaginava di poter andare: nell'aldilà.

Un gran personaggio, un grande uomo, nulla da aggiungere! 🙂

 

P.S. Concordo in pieno sulla teatralità di Tywin portata in rilievo da thedoor: basti vedere, o meglio sentire, la Piogge di Castamere per rendersi conto della verità dell'affermazione; un gusto estetico, tuttavia, mai fine a se stesso ma sempre al servizio dei lucidi piani del Leone dell'Ovest. Come si sarà compreso, nonostante il mio animo Tyrell e nonostante i suoi numerosi difetti morali e affettivi, la mia ammirazione per Tywin Lannister non ha confini! 😅

Share this post


Link to post
Share on other sites

Tywin è un personaggio in apparenza arido,calcolatore, stratega, fenomenale condottiero.La prima cosa che si può notare incrociando il suo sguardo,intelligente e indagatore è il gelo che esso trasmette , gelo riflesso della sua spietata crudeltà, mai gratuita peraltro

Tutto qui?Martin ci tratteggia un cattivo dittatore monodimensionale ,la cui personalità scorre nell'alveo di un personaggio negativo classico scontato,da odiare e disprezzare a tutto tondo?

Affatto,ovvio;non è da Martin tratteggiare personaggi prigionieri di un preciso clichè

E allora ci viene detto che il suo duro cuore aveva conosciuto l'amore in passato, quello provato per l'adorata moglie; un amore che ha lasciato un barlume di umanità in lui. Ma, fu un amore destinato a durare poco : la moglie,come molte a quei tempi, morì,partorendo il figlio Tyrion,il folletto.

Questa disgrazia ha indurito Tywin e lo ha reso ancora più arido e disincantato e lo ha portato ad odiare la causa della morte dell'amata moglie,quella che gli dava umanità e forza per portare a termine i suoi disegni.E Tywin nutre un odio così forte e cieco verso il povero folletto da impedire al Protettore delll'Ovest di rendersi conto come proprio Tyrion fosse il suo unico vero degno erede, visto che lo eguagliava in astuzia e intelligenza e superava in sagacia,spirito di adattamento e capacità di fare buona politica

Tutto ciò che Tywin compie è mosso dal fantasma del padre che ne condiziona la vita;Tywin ha avuto un un padre debole e ignavo che aveva portato la casata Lannister al disfacimento. Tywin ha dovuto sopportare il grande e gravoso fardello degli errori del padre,sviluppando il bruciante desiderio di diventare tutto ciò che il padre non era stato in grado di essere . Per tale motivo egli ha sviluppato un suo personale ideale di potere,che lo ha portato a subordinare il benessere degli altri a quello della propria famiglia, della propria casata.La sua non è vanagloria non è egocentrismo, non è un volere celebrare se stesso per vantarsene ,non è mero desiderio di potere personale, ma una continua ed incessante ricerca di benessere e stabilità per la sua casata , in subordine per i suoi cari e, indirettamente, per i Sette Regni.Per me è una figura potente che domina i punti in cui compare,leggiamo di Tywin e ne siamo affascinati,tutto il resto passa in secondo piano di fronte al magnetismo che la sua figura irradia

Fa quello che deve essere fatto per aggiungere potere e ricchezza alla sua casa,per raggiungere una sorta di immortalità,quella riservata a coloro che hanno reso grande la propria stirpe e che,quindi,saranno ricordati nei secoli

Pensando a Tywin mi viene in mente Alessandro VI Borgia,esistono molte differenze ovvio,anche nel carattere dei figli, ma anche molte similitudini tra i due

Infine riporto questo dialogo

Kevan dice a Jaime: «Tywin ti sembra un uomo duro, lo so, ma non è più duro di quello che deve essere. Fu su Tywin che ricadde il non facile compito di riportare la Casa Lannister al suo giusto posto. Nello stesso modo in cui su di lui è ricaduto il compito di dominare il reame, e questo quando aveva poco più di ventanni. Per altri ventanni lui portò quel fardello, e tutto quello che ne ricavò fu linvidia di un re demente. Invece degli onori che meritava, soffrì oltraggi senza fine, e cionondimeno lui diede ai Sette Regni pace, opulenza, giustizia. Perché tuo padre è un uomo giusto.»

Ma davvero Tywin è un uomo giusto?Anche nei riguardi di Tyrion?

Share this post


Link to post
Share on other sites

Sarà... io col tempo Tywin l'ho molto svalutato. Innanzitutto c'è quel dialogo con Tyrion post Red Wedding in cui dimostra tutto il suo essere paraculo, perdonatemi il termine ma non ne trovo di più adatti. Lo vediamo per il modo in cui si affretta a gettare la colpa di un'azione tanto efferata e disdicevole secondo i canoni westerosiani sui Frey e soprattutto nel modo in cui fa altrettanto per quanto accaduto con Elia e i figli di Rhaegar.

Un uomo che non ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità fino in fondo. Puoi macchiarti di azioni orride e discutibili ma poi non nasconderti dietro a un dito.

Riguardo questo mi autocito in un frammento dell'analisi in rilettura

Un po' in ritardo, ma ci sono!

 

Tyrion

E dopo quattro dolorosi capitoli, questo si apre con le preoccupazioni sui piselli di Sansa e il suo essere dispiaciuta perché il lord suo marito è dispiaciuto Vabbè...

Teneri i goffi tentativi di Tyrion per andare daccordo con sua moglie, così come il modo in cui la difende da Joffrey più avanti, anche se le notizie in arrivo non gli faciliteranno certo limpresa.

 

Questo è sicuramente uno dei capitoli che descrive meglio Tywin Lannister, dispensando alcune delle perle di saggezza per cui va più famoso e ci fa capire come sia un abile stratega e politico, ma anche perdonate la franchezza un grandissimo paraculo. Del resto è risaputo che nonostante limmaginario collettivo, il leone è una bestia profondamente opportunista e non questo emblema del coraggio.

Scopriamo un po meglio quello che accadde allepoca della ribellione di Robert, quando Tywin in realtà si schierò praticamente solo a guerra finita e per ingraziarsi il nuovo Re non trovò di meglio che portargli in dono tre cadaveri, di cui due bambini. Vero che lasciare in giro eredi è sempre pericoloso, ma la noncuranza e la freddezza con cui butta là che Elia è morta soltanto perché lui si è dimenticato di dire a Clegane cosa farne, e che Rhaenys è stata brutalmente accoltellata, quando bastava un cuscino, fanno indignare e apprezzare una volta in più pensieri come colui che pronuncia la sentenza deve essere anche colui che cala la spada. E si prende le proprie responsabilità, non le getta su altri.

E di nuovo, quando Tyrion lo interroga su quanto è accaduto a Robb Stark, puntualizza: I Frey si sono sporcati le mani di sangue, non io.

Anche in questo caso, peraltro, sembra che Cat dovesse essere solo presa in ostaggio, mentre sappiamo che è andata diversamente. Unaltra dimenticanza di Tywin, probabilmente.

 

<<Devo quindi intendere che tu avresti risparmiato il ragazzo e detto a lord Frey di non avere bisogno della sua alleanza? Un simile gesto avrebbe spinto di nuovo quel vecchio idiota dritto tra le braccia di Stark, garantendoci un altro anno di guerra. >>

Interessante perché da questo commento di Tywin, sembra che Walder Frey sarebbe stato anche disposto a tornare dalla parte di Robb, se lui in cambio non gli avesse fatto unofferta migliore. Cosa di cui però personalmente dubito molto, dato il carattere del vecchiaccio.

 

Joffrey si conferma il solito ragazzino imb****le, ma si nota bene come Cersei lo difenda a spada tratta. Tanto che lo stesso Tywin non pare compiaciuto del modo in cui lei ha cresciuto suo figlio. Una volta in più mi viene da pensare che Tywin è sì questo eccezionale stratega ma ha decisamente preso un abbaglio per quanto riguarda i propri figli e anche il nipote, dato che si dice convinto che ci sia ancora una speranza di miglioramento per Joff. Lunico che ha ereditato la sua intelligenza è Tyrion.

 

In parte questa stessa incapacitá di assumersi le proprie responsabilità - per mancanza di volontà o per cecità devo ancora deciderlo - credo si ritrovi anche nel suo rapportarsi ai figli. E di nuovo, qui c'è la più grande delusione verso Tywin: un uomo così attento e così intelligente e non si è accorto di niente rispetto a quanto accadeva tra Jaime e Cersei?

Codardino e anche cieco riguardo a quello che capita sotto il proprio naso, per quanto mi riguarda il vecchio leone vede nella morte che Martin gli ha riservato la sua sintesi.

Share this post


Link to post
Share on other sites

In effetti tywin è un paraculo per certi versi, solo chiacchere e distintivo per altre, e in fine un ottimo stratega. Niente male come personalità.. :D Di sicuro è un bel personaggio letterario.

Share this post


Link to post
Share on other sites

@Lyra

Io credo che Tywin abbia impegnato tutto se stesso per riportare la casata Lannister ai sui antichi splendori

Quando si investe tutto in un progetto non facile da realizzare,anzi ,si e' del tutto assorbiti da esso,il resto passa in secondo piano ,figli e nipoti in particolare

Non dimentichiamo che Tywin era vedovo ,senza cioè una moglie che ,in sua latitanza,seguisse i figli che peraltro qualche imprinting da lui,sete di potere Cersei e orgoglio della casata Jaime, hanno preso

Sarebbe interessante sviscerare il rapporto padre -figlio ,nello specifico il figlio su cui Tuwin riponeva il futuro della famiglia e che ,pur conoscendone i limiti,era il suo orgoglio

Jaime aveva un padre troppo ingombrante e di personalità troppo forte per non creargli complessi di vario tipo,di converso Tywin riponeva troppe speranze in lui tanto da non vedere il rapporto stretto Cersei-Jaime,tanto da non dare ascolto ai pettegolezzi

Di converso Jaime stava già consciamente o meno metabolizzando cosa significava essere uomo di potere a westeros e cioè qualcosa che con l'onore,la protezione dei deboli non avevano nulla a che fare

Jaime non ha la spietatezza e la sete di potere del padre che ha annullato tutto se stesso per raggiungere il suo scopo e questo probabilmente perché si parametra al modo di essere e di comportarsi del padre ,sa di non essere all'altezza e si comporta da disincantato mascalzone arrogante per lo meno fino ad un certo punto -spartiacque diciamo

Ma ricordiamo che ,alla fine Tywin subirà giustizia poetica delle piu' calzanti ,in fin dei conti muore per mano del figlio disprezzato su un trono,o meglio su quel trono,con tutti i significati che questo suggerisce

Jaime,il figlio tartassato in un certo senso,anche lui già punito per quanto fatto di negativo,probabilmente avrà un altro destino

Come un altro destino avranno Cersei e Tyrion probabilmente

Questo per dire che non sto magnificando Tywin di cui apprezzo la fredda intelligenza,ma non la carenza di intuito ed empatia circa i figli ,almeno ,sto solo cercando di approfondire un personaggio molto variegato ed indubbiamente affascinante e non solo per il fascino dark del male

E' troppo facile sparlare di lui,evidenziarne i difetti e anche certe meschinità ,ma il personaggio va inquadrato a tutto tondo e nel contesto in cui opera

Lucidamente direi

Share this post


Link to post
Share on other sites

Figurati, il mio era un intervento in generale non rispondevo al tuo anche se ho scritto subito sotto.

Certo riconosco i meriti letterari del personaggio e molte delle caratteristiche che qui avete sottolineato, come anche il fatto che sotto molti punti di vista puó apparire charmant, ma appunto come ho scritto rilettura dopo rilettura col senno di poi mi lascia perplessa il modo in cui Tywin finisca per fare un po' la figura del fesso.

Alla fine tutto quello per cui ha lavorato e si è speso tanto, paradossalmente rischia di dissolversi come neve al sole - e per come la vedo è proprio quanto accadrà - per sua incapacitá di vedere. Magari perché incapace di distinguere gli altri come individui, di comprenderne una loro unicitá come scrive Jon Snow, magari per una qualche sorta di eccesso di autostima e incapacità di empatia. Magari e più probabilmente per uno misto di tutto ciò.

Di sicuro, trovo alquanto sorprendente che un personaggio così accorto e strategicamente e politicamente abile come viene definito dai più - contemporanei e lettori - manchi bellamente di lungimiranza; credo sia una pecca non da poco sulla sua pagella da Primo Cavaliere del secolo.

Ma è un po' una tendenza che mi ha lasciato basita anche per certi personaggi storici che hanno raggiunto altissime vette e poi non sono stati in grado di tramandarle a degni eredi.

Share this post


Link to post
Share on other sites

col senno di poi mi lascia perplessa il modo in cui Tywin finisca per fare un po' la figura del fesso.

 

 

Credo che ciò sia voluto: Martin tratteggia Tywin fin dalla sua prima apparizione in AGOT come un personaggio dalla statura gigantesca, un politico sopraffino, un generale abile, uno di cui tutti nel continente parlano con rispetto (un pò come Stannis) ma allo stesso tempo debole con i figli. E sorvoliamo sulla sua morte, a dir poco ridicola e trash, che è uno dei passaggi di ASOS che più preferisco, insieme al passaggio di AFFC in cui viene detto che il cadavere puzza in modo particolare: riaffermano l'ironia corrosiva di Martin che prima costruisce un personaggio memorabile e poi lo smonta senza pietà, mostrandone la natura "umana, troppo umana".

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ma davvero Tywin è un uomo giusto?Anche nei riguardi di Tyrion?

 

Tywin è la quintessenza del grande e rispettato Lord occidentale, agli occhi di Kevan, il quale, per citare Tyrion, è stato "creato gregario, non dominatore". Kevan è più un'estensione di Tywin, che suo fratello. Il giudizio che ha del defunto Lord di Castel Granito è semplicemente nell'ordine delle cose.

 

Sono d'accordo con voi, Tywin è ciò che non tanto per il suo innato carattere, ma per il dolore causatogli dal vedere a cosa si fosse ridotta la Casa Lannister durante gli anni del regno paterno. Una condizione che giura a se stesso non si ripeterà mai più, nella serie lo sentiamo più volte affermare che "se un'altra Casata ci sfida e resta impunita, allora smettiamo di essere una Casata di cui avere paura" e "il poco tempo che mi rimane da vivere lo userò per difendere il mio sangue, la mia famiglia". Eccola qui, in poche parole, la filosofia che guida la vita di Lord Tywin.

Tutto ciò che gli succede intorno è solo una serie di ovvie conseguenze. Il suo rapporto con Tyrion è quello che è non tanto per aver provocato la morte della moglie, ma anche, soprattutto, direi, per la sua deformità. Al processo Tyrion gli urla "è da tutta la vita che sono sotto processo per essere un nano", il Folletto non è un'idiota, sa perfettamente da dove deriva l'odio sconfinato che il padre prova per lui. Jaime gli è stato "sottratto" da Aerys con l'investitura a Guardia Reale, un ruolo che poi Jaime non è intenzionato ad abbandonare (per le ragioni che conosciamo), sicchè il futuro della dinastia ricade sulle gambe storte di Tyrion. A peggiorare le cose c'è la consapevolezza come il Folletto sia il suo vero e degno erede; quando Genna Lannister glielo fa notare, lui non la degna più di uno sguardo per un'anno. Una persona con un minimo di buonsenso, in circostanze simili, accetterebbe quantomeno la realtà legata alla successione ereditaria, non devi amare per forza il tuo erede per trasmettergli titoli e terre, ma la deformità di Tyrion, unitamente alla ben nota reputazione che questo si è fatto nel tempo probabilmente danno la certezza a Tywin che il suo successore sarà un'altro Tytos.

Il paradosso di Tywin sta proprio qui. Il grande Lord ossessionato dalla grandezza e dalla perpetuazione di una grande dinastia è più che pronto a gettare alle ortiche la sua stessa discendenza, se questa rischia di intaccare tutto ciò che faticosamente costruito, o ricostruito, negli anni.

Share this post


Link to post
Share on other sites

C' è da dire che il disprezzo per tyrion viene poi ripetuto su jamie quando torna ad approdo del re senza la mano. La mentalità medievale unita all' estetica sono parte integrante di tywin. Con occhi moderni un atteggiamento simile è assurdo ma caraterizza perfettamente il personaggio tywin. La sua morte antiestetica è il contrappasso di george al personaggio che lui stesso ha creato.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
Sign in to follow this  

×
×
  • Create New...