Jump to content
Sign in to follow this  
JonSnow;

ADWD - Tywin Lannister. L'uomo. Il Leone. L'Utopia.

Recommended Posts

Ottima l'analisi Sharingan, precisa e concisa.

L'apparente ipocrisia e imbarazzo nel momento in cui ci si sofferma su Tywin deriva a mio avviso da un errore in buona fede fatto dalla maggior parte dei fan: scambiare la "maschera" Tywin (grande Lord, grande Condottiero, Principe Machiavellico per antonomasia..) dal "vero" Tywin (individuo profondamente "segnato" per non usare termini più forti, che ha impostato la sua intera esistenza sull'idea distorta di orgoglio malato da cui deriva la sua traumatica visione di vendetta). Il bello è che la finzione di Tywin era rivolta sia a chi vive nell'universo insieme a lui sia a noi che lo leggiamo. Naturalmente la morte particolare è stato l'ammiccamento finale che ci ha rivolto Martin, ma sia i libri, sia TWOIAF sia la versione estesa delle Westerland pubblicata solo sul suo sito ne sono piene zeppe.
Ho notato come sui forum/social esteri sia ormai un dato di fatto (numerosi saggi addirittura sull'argomento) mentre da noi ancora non sia una consapevolezza così affermata.

Ovviamente il tutto rientra nel tema carissimo a Martin, la contrapposizione percezione/realtà, che GRRM stesso ha applicato e esplorato un po ovunque in ASOIAF, dai POV ai personaggi secondari alle realtà storico-politiche

Share this post


Link to post
Share on other sites

 

Paradossalmente il solo Jaime si relazione al padre in maniera più sana. Certamente non si tratta di un rapporto idilliaco, tantomeno qualcosa di completamente intaccabile. Semplicemente Jaime fa le sue scelte, sfugge al dominio paterno ma la sua è una presa di coscienza, non una vera e propria ribellione. Lui non idealizza il padre, né in negativo, né in positivo. Sembra quasi compatirlo in alcuni punti, provare pena per i suoi sforzi. Ne arriva a contestare le azioni e i pensieri, ma mai ad accusarlo per la propria natura. Egli non è da lui influenzato in entrambi i sensi. Riesce a formarsi completamente, da solo.

 

C'è da dire una cosa su Jaime però.

Lui è l'unico figlio dei tre che cresce lontano da Tywin, nel periodo formativo più importante nella vita di una persona: l'adolescenza.

Mentre Cersei e Tyrion rimangono sempre vicini al padre subendone la pressione/violenza psicologica, Jaime ha la possibilità di vivere la sua vita più liberamente, e di osservare altre tipologie di leader.

Inoltre il mondo in cui vive Jaime (fino al fattaccio della sala del trono) è diverso da quello che vivono Cersei e Tyrion, a lui vengono riconosciuti valore e coraggio,viene trattato con rispetto (anche dal padre, che crede di aver generato un grande erede) per le sue imprese e non perché figlio di Tywin, mentre alla sorella viene riconuscita solo la bellezza e a Tyrion la deformità.

La vita di Jaime è stata meno traumatizzante.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Il problema insomma non è tanto che Tyrion frequenti popolane o prostitute, ma che se ne innamori.

 

Il problema, più che altro, è che lo fa pubblicamente. Per uno ossessionato come Tywin dall'immagine della famiglia, un comportamento simile è del tutto inaccettabile.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Vero, e forse non solo che se ne innamori ma che voglia pure sposarsele ^^".

Ma penso che sia tutto legato a una mancanza di considerazione/affetto dovuta a lacune affettive.

In questo ci vedo un po' un parallelo con Theon: entrambi darebbero un polmone per avere dell'affetto/ riconoscimento salvo poi inguaiarsi perché subentrano in loro delle tendenze autodistruttive legate proprio ai problemi infantili/adolescenziali, all'ambizione e nel caso di Theon anche a un po' di scemenza.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho letto, per ora, solo alcuni post del thread, e già sono piena di ammirazione per ciò che avete scritto e per come lo avete scritto. Wow! Non proverò neanche a mantenermi a quel livello :D
Lancio solo un'osservazione minima: curiosa la tecnica narrativa che Martin usa, con questo personaggio. Tutti o quasi tutti i caratteri principali di Asoiaf evolvono, ma alcuni hanno addirittura due fasi ben distinte (seppur raccordate con continuità ed in modo perfettamente credibile): Jamie, Sansa, si presume (da quanto stiamo vedendo nella serie TV) il Mastino. In tutti questi casi, entrambe le fasi sono sviscerate, raccontate con dovizia di particolari. Anche nel percorso di Tywin, si intuisce, devono essere esistite due fasi: ma il Tywin-1 , quello innamorato di Joanna, quindi capace di provare sentimenti, profondamente umano, probabilmente anche vulnerabile, è presentato con un accenno di poche righe, è lo sguardo di un attimo attraverso una porta che per un attimo si socchiude lasciando intravedere uno spiraglio di ciò che c'è al di là e poi viene subito richiusa. Tu, lettore, ti aspetti che verrà riaperta in seguito, secondo una costruzione narrativa che Martin usa molto (non so come si chiami, ma nei libri scolastici di matematica un metodo sostanzialmente simile, anni fa, si chiamava "a spirale"). E invece no: almeno per adesso, la porta è rimasta serrata. Non so se Martin intenda riaprirla in seguito, ma ormai penserei di no. E la cosa curiosa, dicevo, è che questa scelta ha un'efficacia enorme. Porta il lettore a porsi delle domande senza risposta, ma la cosa strana è che questo senso di curiosità insoddisfatta, di racconto incompiuto, di parte in ombra, in qualche modo non impoverisce il personaggio, non lo rende incompleto, ma ne aumenta la complessità, il fascino e la tensione narrativa.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Giustissimo! Io trovo che questa tecnica narrativa Martin la usi anche per altri personaggi come Ned o Robb, cito solo i due che mi vengono subito in mente.

Il primo è chiaramente POV e ci viene si descritto e presentato in modo abbastanza esauriente ma rimane sempre quella porta appena spalancata che ci fa incuriosire: il Ned che conosciamo è sempre stato così? Onorevole, compassato (intendo nella sua veste pubblica). O c'è dell'altro? C'e per esempio l'episodio di Ashara che è messo lá come stranezza, ma anche la questione Jon è uno spiraglio grande come una voragine. Il lettore nei primissimi capitoli è portato a chiedersi se non ci sia un contrasto tra il Ned che legge, che appare comunque sempre un po' freddo e molto più incline al dovere, e il Ned di un tempo. Una sensazione certo molto più blanda rispetto a Tywin e forse anche meno contrastante perché non ci sono due versioni quasi opposte.

Anche se personalmente io tendo a pensare che Tywin non sia cambiato da così a cosá solo per la morte di Joanna come paiono sostenere alcuni. Un certo tipo di psicologia e attitudini sono intrinseche.

Un altro personaggio in cui si può vedere questo tipo di tecnica e non PoV è Robb (perdonatemi se appaio ridondante). In lui non è tanto vedere un contrasto, ma di sicuro c'è l'idea di uno spiraglio aperto: c'era un'animositá di lupo dietro la facciata del Re? E soprattutto che fine ha fatto il Robb uomo? quando da un certo punto in poi noi leggiamo solo del Lord o del Re. Qui però pesa molto anche l'avere PoV di un unico tipo, mentre per Tywin è interessante che le visioni ci provengano da più persone.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Anche io sono d'accordo che il cambiamento di Tywin, presunto da molti suoi conoscenti, non sia ridonante quanto appaia. Determinati aspetti della propria personalità sono sempre dettati da natura intrinseca e da dove pende la propria indole. Di per sé si penserebbe dunque che Tywin, per quanto un tempo meno arido, fosse sempre un uomo in grado di dare adito e inizio a barbarie, purché queste lasciassero inalterate il proprio status quo e avessero un vantaggio per la propria Casata. La morte di Joanna ha probabilmente esasperato talune sfaccettature, portandolo a condannare definitivamente l'esistenza umana dal punto di vista individualista. Forse è qui che c'è stato il cambiamento radicale. Nel lasciare ogni riflessione sulla vita come individuo in favore di un'immortalità onirica, dato che quella stessa vita lo aveva privato della moglie. 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Quello che mi ha colpito sempre di Tywin è la sua ossessione per la famiglia vista in una prospettiva, scusate il paragone, para-mafiosa. La famiglia è una rete di rapporti fondati sul sangue il cui fine ultimo non è la costruzione di affetti , ma di legami fiduciari orientati su un obiettivo di potere. Nella discussione molti hanno giustamente rilevato l'importanza avuta nello sviluppo della personalità di Tywin dal rapporto col padre Tytos e da quello successivo con la moglie Joanna (e dalla morte prematura di lei), ma secondo me decisivo è stato anche il fallimento del rapporto di amicizia con Aerys. Il tentativo abortito di fidanzamento tra Cersei e Rhaegar , e il fallimento del progetto di entrare a far parte del clan di Aerys, e il successivo avvicinamento di Aerys a Steffon Baratheon (con cui i due avevano formato un terzetto ben affiatato), aveva probabilmente convinto Tywin del fatto che non si potesse contare che sul legame di sangue, cosa che Aerys probabilmente intuiva e di cui probabilmente si serviva per tormentare psicologicamente l'ex amico . L'ossessione per la famiglia è anche all'origine della decisione di crescere nonostante tutto il figlio nano e deforme, perché non garantirgli protezione sarebbe stato una violazione del credo principale di Tywin per cui un Lannister non volta mai le spalle a un altro Lannister. Credo quindi che il "non sei mio figlio" di Tywin rivolto a Tyrion sia da collegare a quest'ultima considerazione e non sia una rivelazione su un'eventuale paternità di Aerys. Allo stesso modo, ritengo che probabilmente Tywin fosse perfettamente a conoscenza della relazione tra i suoi due figli gemelli, ma non ne avesse mai fatto un problema, pensando piuttosto che la loro vicinanza potesse aiutarli a far fronte contro Robert ed eventualmente a manipolarlo; probabilmente il tentativo fallì vista lo scarso talento sia di Cersei che di Jaime per la gestione oculata del potere reale, e a Tywin non rimase poi che prendere in mano personalmente la situazione.

Sul rapporto con Tywion: freudianamente parlando, probabilmente l'inconscio di Tywin riconosce in Tyrion tutte le proprie pulsioni interiori bollate come basse e degradanti: l'attrazione per le prostitute, l'abbandonarsi agli istinti, tutte cose acuite poi dall'aspetto ripugnante del figlio che tuttavia non può disconoscere (personalmente sono convinta che Tywin fosse assolutamente certo della fedeltà di Joanna); è abbastanza obiettivo dal riconoscerne l'intelligenza, ma ritiene l'emotività istintiva del figlio una pulsione troppo pericolosa per l'esercizio dell'intelletto, e quindi bisognosa di una supervisione e guida da parte sua. Dovendo immaginare la propria successione ideale probabilmente Tywin avrebbe ipotizzato una soluzione con Jaime preposto alla continuazione biologica della famiglia, Tyrion all'amministrazione ordinaria del feudo, il tutto supervisionato magari da Kevan (che mi dà l'idea di esser stato da sempre considerato dal fratello maggiore come il proprio "supplente"):

Sull'anaffetività apparente di Tywin: è difficile dare un parere definitivo, data la mancanza del POV del personaggio. In questo senso abbiamo un'evidente analogia con la sorte del personaggio di Robb, che è visto quasi sempre attraverso il filtro del figlio/ragazzo di Cat; Tywin è sempre osservato dalla prospettiva di personaggi che lo temono, lo odiano o lo disprezzano insieme a un malcelato sentimento di ammirazione o di invidia. Martin ha detto sempre di non aver avuto la possibilità di scrivere dei capitoli dalla prospettiva di Tywin, perché sarebbero stati troppo rivelatori, ma un PoV emotivamente diverso (Kevan?) probabilmente il personaggio ne avrebbe guadagnato in spessore.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Concordo sull'analisi del rapporto con Tyrion, penso proprio che Tywin lo veda come una rappresentazione grottesca di sè stesso, o meglio che Tyrion incarni tutto ciò che lui tenta di estirpare da sè e dalla famiglia.

Plauso all'apertura del tuo post per l'originalità di una visione ancora mai affrontata, ma ritengo che Tywin non fosse l'unico a pensarla in tale modo, solo che forse lui ha portato il tutto a livelli estremi. Molto interessanti e nuove anche le considerazioni sul rapporto con Aerys e Steffon.

Sulla delusione del mancato fidanzamento tra Rhaegar e Cersei, credo che sia stata cocente soprattutto perchè rappresentava il modo per innalzare la famiglia al massimo livello del prestigio sociale, e allo stesso tempo si configura come una sorta di rifiuto a volersi imparentare con la famiglia Lannister, quasi non fossero degni di tale onore, e questo abbia colpito Tywin sul vivo più di molte altre cose.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Molto interessante questa discussione su Tywin, figura titanica, se ve ne è una, delle Cronache.

 

Ho trovato molto centrato il riferimento al suo rapporto con Aerys. Sembra ripercorrere un cliché oggi a tutti familiare, quello dell'uomo di fiducia del "capo", che poi del "capo" diviene anche amico. Ma che quando poi, in virtù di questo rapporto di fiducia e amicizia, si crede e tenta di porsi come pari del capo, viene da questo brutalmente rimesso al suo posto. 

 

Questo è quello che succede a Tywin e che lo porta a rinchiudersi a Casterly Rock, meditando vendetta.

 

Constatato che nulla conta tranne i legami famigliari, perché degli altri ha tastato la inconsistenza, più che mai si dedica alla esaltazione della famiglia, non certo come luogo degli affetti ma quale unica entità sociale sulla quale poter fare affidamento.

 

Tyrion, a lui per certi versi così simile ma che, a suo avviso vittima di debolezze che sono forse le stesse del padre ma non contrastate adeguatamente dalla di lui titanica volontà, non si conforma a questa visione, suscita in lui le emozioni più forti e contrastanti. 

 

La sua morte lascia in ogni caso un vuoto incolmabile nei 7 Regni, perché uomini come lui "non ce ne sono più".

Share this post


Link to post
Share on other sites

Mi viene da notare che Tywin dopo la cocente delusione scelga di arroccarsi nella famiglia, che però è anche l'ambito nel quale può primeggiare e porsi come leader in modo assoluto, sapendo che così facendo non avrà rivali né la sua posizione e diciamo pure preminenza verrà messa in discussione.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Il 24/7/2017 at 10:01, Stella di Valyria dice:

Anche nel percorso di Tywin, si intuisce, devono essere esistite due fasi: ma il Tywin-1 , quello innamorato di Joanna, quindi capace di provare sentimenti, profondamente umano, probabilmente anche vulnerabile, è presentato con un accenno di poche righe, è lo sguardo di un attimo attraverso una porta che per un attimo si socchiude lasciando intravedere uno spiraglio di ciò che c'è al di là e poi viene subito richiusa. Tu, lettore, ti aspetti che verrà riaperta in seguito, secondo una costruzione narrativa che Martin usa molto (non so come si chiami, ma nei libri scolastici di matematica un metodo sostanzialmente simile, anni fa, si chiamava "a spirale"). E invece no: almeno per adesso, la porta è rimasta serrata. Non so se Martin intenda riaprirla in seguito, ma ormai penserei di no.

 

Tywin era una persona che umanamente faceva riferimento esclusivamente sulla moglie: morta la moglie, l'unico sfogo alla sua umanità è venuto meno e, date la sua età e la sua posizione in quel momento, era molto improbabile che qualcuno occupasse quel posto lasciato drammaticamente vuoto. Una volta morta l'unico canale attraverso cui passava la sua irrazionalità (i sentimenti, in pratica), Tywin comincia a rivolgere verso l'esterno esclusivamente attraverso la razionalità. Per fare un parallelo a noi più vicino, Tywin diventa una di quelle persone che trasformano il proprio lavoro (o il proprio ruolo nella piramide feudale, nel caso) nella propria vita.

Per questo è un genitore a metà: come padre ricopre il proprio ruolo di capo politico e di educatore, ma non quello affettivo.

Con Tyrion non riesce a contenere il proprio odio e la propria repulsione istintivi, che in parte sono dovuti certamente al ruolo del figlio nella morte della per lui insostituibile e indispensabile moglie, ma che forse dall'assenza della moglie sono amplificati: se Tywin si vede e si interpreta come un monolite razionale, allora come è possibile che l'odio per il figlio sia irrazionale? Magari lei sarebbe riuscita a farglielo capire, avendo accesso alla dimensione irrazionale del marito, ma lei non c'è e per lui la via facile è negare del tutto il proprio lato irrazionale e le basi irrazionali delle sue decisioni (sì, la mia è una ricostruzione ardita che fa molto leva su presunzioni: forse sto solo proiettando delle mie caratteristiche su di lui).

Con Jaime non riesce a capire in tempo utile che il proprio erede è pericolosamente tentato dal Bianco (eppure Tywin non è inserito così male a corte...) e non riesce a prevenire questo esito sgradito: come avrebbe potuto, del resto, visto che si trattava della decisione irrazionale di un ragazzo contro la quale gli argomenti esclusivamente razionali del padre potevano solo infrangersi?

Con Cersei era più semplice: l'ambiziosissima figliola andava benissimo a traino degli effetti benefici della razionalità paterna.

Ma la domanda è: un padre che si era trincerato nella strategia di vivere ignorando i sentimenti, avrebbe mai potuto scoprire i sentimenti tra i due propri gemelli? Dal punto di vista razionale, non c'era nessuna ragione neppure per sospettarne: sarebbero stati del tutto illogici (c'è la faccina di Spock? No...) e per via intuitiva non ci sarebbe stato nessun modo per arrivarci. Avrebbe potuto però arrivarci se per qualche ragione avesse messo sotto stretta sorveglianza i figli, ma ne aveva ragioni? La domanda la lascio aperta.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Butto lì una cosa assolutamente banale. Il concetto è stato espresso cento volte in questa discussione, in modo molto più profondo, bello e completo di così; vorrei solo condividere un'immagine che mi è venuta in mente.
In un certo senso, la piovra è l'emblema dei Greyjoy, ma per certi versi potrebbe rappresentare Tywin. Nel senso che egli vede i figli come se fossero... i suoi tentacoli. Non entità autonome, che destino interesse in quanto tali, nè tantomeno amore, ma estensioni del proprio smisurato ego. Prolungamenti di se stesso anche nel senso fisico, con cui espandersi verso l'esterno, per arrivare dove da solo non potrebbe (Cersei da far sposare a Rhaegar), o verso il futuro (la prosecuzione della casata dopo la sua morte). E sarà per lui uno choc scoprire che non è così.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Sì, esattamente. Proprie estensioni, al punto da non far caso alla loro individualità e pertanto non cogliere i dettagli sia minimi che evidenti di determinate situazioni da loro vissute. Pertanto anche una mente fine come quella di Tywin può incappare nei limiti umani dell'ego, che vanno a pregiudicare quello stesso raziocinio e quel pragmatismo che tanto è convinto di avere ed esercitare. Un errore di narcisismo dilagante che, per un ideale di immortalità onirica, limita non poco quella stessa dinastia attraverso la quale avrebbe voluto vivere per sempre.

 

Tywin è proprio assunto di immortalità onirica. 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Che bell'analisi, complimenti a tutti per le riflessioni profonde e gli interventi intelligenti!

 

Personalmente, è uno dei personaggi che mi piace di meno.
Non sto dicendo che non sia un bel personaggio: come costruzione è ben pensato, ma proprio umanamente parlando non riesco…

 

Prima di tutto, in fin dei conti esagera un pochino.
Esempio: vuoi punire Tyrion per aver sposato una popolana. Ok (non lo condivido, ma era troppo in basso per un Lannister per cui amen): ma era proprio necessario farla stuprare da tutto il tuo esercito sotto gli occhi di tuo figlio e poi costringerlo a fare la stessa cosa per ultimo? Ma che razza di mostro sei? Riesci ancora a guardarti allo specchio alla mattina? Caspita.

Sicuramente Joanna si sarà rivoltata nella tomba, povera donna.

Tra l’altro rimprovera il figlio di andare a donne ecc. ecc. e poi se ne porta una nel letto (che sia stata l’unica? Boh). La coerenza? Non esiste. L’ipocrisia? Eccome.

 

Tywin ha un’indubbia capacità amministrativa. Uno dei suoi lati ammirevoli è essere sopravvissuto a Aerys Targaryen, agli altri Primi Cavalieri non è andata meglio…
Tuttavia basa il suo comando, il suo dominio, sul rispetto fondato sulla paura, non sulla giustizia, nobiltà d’animo ecc. (come accade nel caso degli Stark). Risultato? Quando muore, tutti fanno un po’ come gli pare, senza rimpianti verso di lui. Basta pensare al consiglio di guerra di Jaime in cui lui stesso dice ‘quelli di mio padre non erano così’. Invece il tipo incontrato da Bran fa quel discorso che più o meno diceva che ‘quando c’erano gli Stark si stava meglio'. Qualcuno lo ha fatto nei confronti di Tywin? Non mi risulta.

Insomma, potrà anche essere stato un genio, carismatico ecc. ecc. per aver vinto guerre, governato sette regni e essersi sopportato il re folle, ma in quanto a 'bei ricordi' ha lasciato davvero ben poco.

 

Sul piano sentimentale Tywin è un disastro. Anche come padre è un disastro. Poi ci si stupisce se i suoi figli sono cresciuti incestuosi, con manie di grandezza, con carenze affettive enormi e in definitiva pieni di problemi!

 

Per il resto cito:

 

Il 3/6/2017 at 09:09, NonnoOlenno dice:

ha vinto lo scontro con il Nord perdendo tutte le battaglie

 

Sì, un genio! Ma della serie: ti piace vincere facile?
Così sarei stata capace pure io di vincere la guerra.
Inoltre…

 

Il 3/6/2017 at 22:33, Lyra Stark dice:

Innanzitutto c'è quel dialogo con Tyrion post Red Wedding in cui dimostra tutto il suo essere paraculo, perdonatemi il termine ma non ne trovo di più adatti. Lo vediamo per il modo in cui si affretta a gettare la colpa di un'azione tanto efferata e disdicevole secondo i canoni westerosiani sui Frey e soprattutto nel modo in cui fa altrettanto per quanto accaduto con Elia e i figli di Rhaegar.

Un uomo che non ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità fino in fondo. Puoi macchiarti di azioni orride e discutibili ma poi non nasconderti dietro a un dito.

 

Esattamente!

Quando l'ho letto quel passaggio mi sono innervosita.

Non solo il RW è stata una mossa per nulla onorevole (sì, è più onorevole che muoiano 2000 persone in battaglia con spada in pugno e possibilità di difesa che 20 a un matrimonio - che poi non erano proprio 20 ma tipo tre quarti del Nord), ma pure poi mi leggo 'eh ma che c'entro io dopotutto sono stati i Frey a fare tutto / ma è stato Clegane a fare tutto con i figli di Elia che c'entro io?'. Ma va a quel paese, Tywin! Mi ricordo di aver finito il capitolo in cui muore e mi sono messa a urlare 'Sì!!! Evviva!'. Una delle gratificazioni migliori che poteva darmi Martin (un'altra sarà quando e se morirà Walder Frey, ma per ora accontentiamoci di questa).

 

 

Il 9/6/2017 at 00:57, Erodiade Di Asshai dice:

Aggiungo solo un commento un po' provocatorio alle vostre osservazioni: presente quando si prende tanto in giro Cersei perché si crede arrogantemente quanto assurdamente un Tywin al femminile? Beh, una somiglianza c'è, anche se non riguarda quelle da lei sperate: entrambi si autosabotano da soli perché si rifiutano di guardare alla realtà in modo obiettivo, venendo dunque sconfitti sul lungo termine da qualcosa che si erano rifiutati di vedere e avevano sottovalutato (Cersei in modo imbarazzante, Tywin in modo molto meno plateale ma comunque degno di nota), e soprattutto sono entrambi due narcisisti (o con tratti narcisistici) che trattano i figli come estensioni di se stessi, da incoraggiare nel caso mostrino aderenza alle loro volontà e da biasimare e rifiutare nel caso non lo facciano. Sì, Tywin e Cersei sono bravissimi a crescere figli problematici! :victory:

 

Esattamente! Anche io penso che Cersei abbia molto di suo padre. Tyrion può avere il suo acume, ma finisce lì. Jaime grazie al cielo non ha nulla, mentre Cersei ha... Quasi tutto il resto. :ehmmm:

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
Sign in to follow this  

×
×
  • Create New...