Lady Monica

Contest di Scrittura Creativa, Secondo Campionato!

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Lady Monica    1,349

Contest di Scrittura creativa: Secondo Campionato

 

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Il Contest consiste nel postare uno scritto in tema con la traccia indicata, secondo i tempi che verranno specificati qui sotto.
La lunghezza massima prevista per gli scritti è di 5000 caratteri spazi inclusi: prima di postare, potete verificare la lunghezza usando il sito Letter Count.

Alla fine della fase di scrittura, ci sarà un periodo dedicato alla votazione, dove gli utenti (partecipanti al Contest o no) potranno commentare e votare le opere: sono previsti 2 voti a testa, 1 nel caso in cui gli scritti che partecipano al Contest siano meno di 5.

 

Ogni campionato si compone di 5 round.
Per ogni round, verranno assegnati 6 punti all’autore del primo scritto più votato, 4 al secondo, 3 al terzo, 1 al quarto e 0 agli altri.
Ogni round durerà in totale 17 giorni, 12 per la scrittura e 5 per le votazioni.
Il vincitore del singolo round potrà partecipare al turno successivo, ma anziché decidere direttamente il tema del round (come nelle edizioni passate) potrà sceglierlo su una rosa di tre che gli verrà proposta.

Tra un campionato e l’altro ci sarà una pausa ristoratice di 7 giorni.

 

Le referenti per la gestione siamo io ed Emma Snow: se avete dubbi non esitate a chiederci delucidazioni. Noi non parteciperemo al Contest, ma potremo comunque commentare e votare le opere.

 

Quindi dopo il ripasso delle regole, ecco il nuovo tema: vi affronterete durante queste torride giornate sul GHIACCIO.

 

Avrete tempo per scrivere fino a domenica 02/07 ore 22:00. Buon lavoro :)

 

Primo Turno

Spoiler

 

Clitennestra - Due Blocchi di ghiaccio

Hacktuhana - Ghiaccio

AemonTargaryen - Tumulo di neve

Aegon il mediocre - Ghiaccio d'estate

Misterpirelli - Regni Himalayani

 

Voti Primo turno

Aemon Targaryen 6

Misterpirelli 5

Aemon il Mediocre 2

Clitennestra 2

Hacktuhana 1

 

 

SECONDO TURNO

 

 

 

TERZO TURNO

 

 

 

CLASSIFICA GENERALE

 

Aegon il Mediocre: 15

AemonTargaryen: 10 

misterpirelli: 8

hacktuhana: 5 

Clitennestra: 3

Stella di Valyria 3

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hacktuhana    2,265

Il ghiaccio...

 

Ricordo perfettamente il turno del contest precedente che aveva come tema il Ghiaccio...

lo scelse Andrea XD

 

Chissà che non sia il momento per rivedere un certo personaggio... che randagio se ne va ;)

 

Comunque è un bel tema!

 

Vediamo che ci esce, magari con qualche idea rimasta ibernata XD

o nuova.

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_ladybolton    1,635

Beh,  come tema il gelato è uno spunto originale ed interessante :idea:

Però ovviamente se è stato scelto il ghiaccio vada per il ghiaccio, anche per rispetto di chi forse ha già cominciato a scrivere :scrib:

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Clitennestra    393

Faccio presente che io non partecipo alla gara, non sono in grado di scrivere dei racconti come voi.

Avevo buttato giù un po’ di tempo fa questo pezzetto perché mi piacciono le favolette.  Siccome è in tema, ho pensato di pubblicarlo, così, tanto per rompere il ghiaccio.

 

DUE BLOCCHI DI GHIACCIO

 

C’era una volta due blocchi di ghiaccio. Si erano formati durante il lungo inverno, all’interno di una grotta fredda e umida fatta di tronchi, rocce e sterpaglie in mezzo ad un bosco sulle pendici di un monte.

Si fronteggiavano con ostentata reciproca indifferenza. I loro rapporti erano di una certa freddezza, solo qualche buongiorno e qualche buona sera. Niente di più. Non riuscivano proprio a rompere il ghiaccio.

Ognuno pensava dell’altro: «Potrebbe anche venirmi incontro».

Però i blocchi di ghiaccio, da soli, non possono né andare ne venire, anzi, non succedeva niente e ogni blocco si chiudeva ancora più in se stesso.

All’interno della grotta conviveva anche un tasso. Che un giorno stufo di tutta quella freddezza sbottò: «Oggi, fuori è una magnifica giornata di sole! È un vero peccato che ve ne dobbiate restare qui al buio da soli.»

I due blocchi di ghiaccio si guardarono fra loro e poi scricchiolarono penosamente. Fin da piccoli avevano appreso che il sole era un grandissimo pericolo per la loro esistenza. Però, sorprendentemente quella volta, uno dei due blocchi chiese: «Com’è il sole?».

Il tasso imbarazzato rispose «È meraviglioso… È la vita».

«Puoi aprirci un buco nel tetto della tana? Vorrei vedere com’è il sole» disse l’altro.

Il tasso non se lo fece ripetere due volte. Immediatamente si apprestò ad aprire uno squarcio nell’intrico delle radici, e la luce calda e dolce del sole entrò come un fiotto dorato a illuminare la grotta.

Trascorse qualche mese, poi un mezzodì, mentre il sole intiepidiva l’aria, uno dei blocchi si accorse che era diverso, non era più lo stesso blocco di ghiaccio di prima, poteva fondere un po’ e liquefarsi, diventando un limpido rivolo d’acqua. Pure l’altro fece la stessa meravigliosa scoperta.

Così giorno dopo giorno, dai blocchi di ghiaccio sgorgavano due ruscelli d’acqua che scorrevano all’imboccatura della grotta e si fondevano insieme formando un laghetto cristallino, che rifletteva l’azzurro colore del cielo.

I due blocchi di ghiaccio sentivano ancora in loro la freddezza, la solitudine, la preoccupazione e l’insicurezza comuni, però allo stesso tempo scoprirono di essere identici e di avere bisogno l’uno dell’altro.

A quel laghetto cominciò ad arrivare per dissetarsi, due cardellini, un’allodola e un merlo. Gli insetti vennero a ronzare intorno al laghetto, poi uno scoiattolo dalla lunga coda morbida ci fece il bagno. E in tutta questa felicità si rispecchiavano i due blocchi di ghiaccio che ora avevano trovato un cuore.

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hacktuhana    2,265

CONTEST DI SCRITTURA CREATIVA 

TEMA: GHIACCIO

 

TITOLO: GHIACCIO

 

 

Ghiaccio
nelle tube di falloppio
dentro gli argini dell'occhio
per mistificare l'oppio
trasformandolo in ranocchio.

Ghiaccio
nelle vene varicose
prese in prestito alle rose
rigettate dalle scuse
per nasconderle alle muse.

Ghiaccio
si trasforma dagli enzimi
dai colori emerge il viola
per dipingere i sublimi
ricettacoli di scuola.

Ghiaccio
di caverna abbandonata
con muraglie odor di fango
di una strada rovinata
da figure per il tango.

Ghiaccio
sotto strati di pelliccia
che affondando nel metallo
pulsa un cuore di cristallo
sgorga sangue da meticcia.

Ghiaccio
col sapore del veleno
di una mamma nel suo seno
nutrimento sostanziale
di una vita marginale
 

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AemonTargaryen    495

CONTEST DI SCRITTURA CREATIVA

 

TEMA: Ghiaccio

 

TITOLO: Tumulo di neve

 

 

Sveglia, soldato, sveglia

non lasciare che il gelo ti prenda

sveglia, soldato, sveglia

che la tua casa non è lontana.

 

Madre perdonami se ho peccato

ma sono un figlio della terra

madre perdona chi mi ha sparato

è anche lui vittima della guerra.

 

Anna mio amore di gioventù

non potrò portarti su quell'altare

conserva il vestito di seta blu

per chi un giorno vorrai amare.

 

Sveglia, soldato, sveglia

non lasciare che il gelo ti prenda

sveglia, soldato, sveglia

il nemico continua a sparare.

 

Il sonno avanza, la morte viene

il generale non è un eroe

di quest'inferno di ghiaccio e neve

non ce ne aveva mica parlato.

 

Treno di morte trasporta la carne

l'Ingannatore ammalia le folle

ma nessun treno riporta le salme

di uomini morti per questo folle.

 

Affare di pochi, fine di tanti

il freddo avvolge carne e ossa

fino alla morte di mille fanti

saran tumulati da neve rossa.

 

Ed io morirò ma col sorriso

di quelli c'han fatto per viti olmi

dite al prete che il paradiso

è una menzogna delle più dolci.

 

Dormi, soldato, dormi

lascia che i fiocchi ti avvolgano

dormi, soldato, dormi

ora è il tempo di riposare.

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Contest di scrittura creativa

tema: ghiaccio .

 

 

Ghiaccio d'estate

 

 

Un cubetto di ghiaccio

si riflette nel bicchiere,

vede immagini distorte

mura macchine orologi.

 

Fuori un torrido annaspare,

un tram costeggia i cassonetti,

tubature abbarbicate a

mattoni e tegole ingrigite.

 

Tra gli stracci di un ingrosso

e un battaglione di souvenir,

due libri, da una vetrinetta,

annusano il fritto nell’umidità.

 

Galleggia un aeroplano,

veleggia un monopattino,

una rissa fra suonerie

sottofondo alla caffetteria.

 

Crocosmia non guardarmi

il tuo rosso è appassito

non abbiamo vie di fuga,

presto sarai in organico.

 

Nel calore della mano

il cubetto s’è disfatto,

come un prodigio d’edificio

scivolato da un declivio.

 

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misterpirelli    287

Se continua così, va a finire che prima o poi davvero ne avrò abbastanza da farne una piccola raccolta asiatica. Ma che dire? Ormai mi avete messo in testa l'idea...

 

 

 

Titolo: Regni himalayani

Letter count: 4993

 

Avvolto nel sacco a pelo, ascoltavo il vento fischiare tra le vette himalayane. Ma non fu il vento a turbarmi, né il freddo, ma semmai la scarsità di ossigeno; in quel rifugio mi svegliavo di continuo, spinto dal bisogno di un profondo respiro. A quattromila metri persino dormire era faticoso.

Chi sa se fuori aveva smesso di nevicare? Volevo alzarmi per controllare, ma decisi di risparmiare energie. Lo avrei scoperto l'indomani.

Anche se la cosa mi scocciava.

Tre settimane. Tre settimane di cammino solo per vedere quel lago.

Per il Tilicho, che ora aspettava mille metri più in alto, mi ero spinto per ogni zona climatica. Iniziando dal subtropicale, costeggiando terrazze di riso, palme di banana, talvolta aprendomi un varco tra foreste di marijuana, giorno per giorno mi ero portato in quota per poi attraversare boschi di rododendri e pini. Cinque giorni solo per superare la soglia degli alberi e vedere le prime vette.

Avevo attraversato friabili morene dal pendio proibitivo, con un occhio sull'abisso di sotto e uno sopra la testa, sperando e pregando di non finire sotto una slavina. Lungo quei tratti, io e miei due compagni avevamo mantenuto tra noi le distanze; qualora uno venisse travolto dai sassi, almeno così vi erano buone possibilità di finirci da soli.

Infine avevo commesso un reato: violazione di proprietà privata con scasso. Chi sa cosa prevedeva il codice penale nepalese? Lo ignoravo, ma lì sopra regnavano altre leggi. Leggi che ti imponevano di proteggerti dal freddo, o dal male di alta quota. Leggi che ti forzavano a mangiare; non importava se avevi la nausea, o se il solo pensiero di mandare giù qualcosa ti faceva venire i crampi allo stomaco. In alta quota per non ammalarsi era fondamentale riempirsi la pancia.

Ma eravamo arrivati con gli zaini ormai privi di cibo, confidando nell'accoglienza di un rifugio che però trovammo abbandonato.

Furono i primi fiocchi di neve a convincerci all'atto estremo. La parte più difficile non fu entrare in quel casolare, ma accendere il fuoco con gli sterchi secchi di yacht accatastati sotto il camino. Trovammo del riso da cucinare.

Un francese, un tedesco e un italiano attorno a un fuoco himalayano. I protagonisti di una pessima storia dal finale ancora incerto.

Che dite?”, chiese Andreas. “Domani riusciremo a salire?”

Io dico che smette.”, disse Miguel.

Se continua a nevicare sarà già tanto se riusciremo a tornare indietro.”, mi limitai a dire io.

Rinunciare a quel lago mi scocciava. Ma se il tempo impazziva c'era ben poco da fare.

 

Trovammo meno neve del previsto. Solo un velo bianco ricopriva la roccia, il vento ci aveva spianato la strada.

Le nuvole si stavano diradando liberando un cielo elettrico. Era un segno. Il Tilicho ci stava invitando a salire.

Quegli ultimi mille metri verso il cielo furono i più duri. In passato avevo scalato pendii più ripidi o esposti, ma mai prima di allora ogni singolo respiro si era rivelato una tale lotta.

Mentre salivo, quella frase sentita mesi addietro mi ronzava per la testa: la montagna non è da gente normale. Era vero. Non vi era cosa più stupida o idiota, che quella di scalare montagne.

Montagna voleva dire fatica, sudore, pericolo. Poteva voler dire caldo o freddo. Talvolta voleva dire nausea, sofferenza, dolore.

Come quel giorno, dove ogni passo era una tortura, una conquista.

Ma perché lo facevo?

Con mente inebriata osservavo il fiume di sotto liberarsi dal ghiacciaio. Ricordo ancora la furia con cui si gettava giù per il pendio. Sulle Alpi, i fiumi nascono come magri ruscelli, ma in Himalaya persino lì, alle loro sorgenti, non vi era modo di attraversare quelle acque senza venirne travolti. Prendi un tremila alpino, riduci te stesso a una formichina e benvenuto in Himalaya.

Non dimenticherò mai gli ultimi cento metri, superato il pendio, sull'altopiano, la neve a tratti profonda da superare le ginocchia. A qualche chilometro più avanti, dalla parete di ghiaccio di sopra si staccò una valanga. Si riversò in giù con un boato seminando nuvoloni bianchi.

Gli ultimi passi furono i più duri e rischiosi, ma non importava.

Perché montagna voleva dire anche questo: liberarsi da ogni tossina mentale. Ricordo come mentre avanzavo, con le perle di ghiaccio che dalla condensa del mio fiato man mano si solidificavano tra la barba, ogni piccolo o grande dolore che giù in valle mi tormentava, svaniva. Su in quota contava solo l'essenziale: il prossimo passo e il respiro successivo.

Infine la visuale si spalancò su quel lago, un lago ricoperto da lastre di ghiaccio, circondato da roccia e neve, sotto l'ombra di duemila metri di muraglia bianca.

Realizzai il paradosso. Un paradosso chiamato vita, dove per alcuni, per assaporarne la sua piena essenza era necessario esplorarne i limiti.

E in Himalaya il mio limite lo trovai lì sopra, sul lago del Tilicho, dove il regno dei mortali finiva, e iniziava il regno di un dio. Un dio talvolta crudele, talvolta generoso, duro come la roccia, ma cristallino come il ghiaccio.

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Emma Snow    972

Si è concluso il termine per l'invio degli scritti!

I partecipanti a questo primo Round del secondo Campionato sono:

 

Clitennestra - Due Blocchi di ghiaccio

Hacktuhana - Ghiaccio

AemonTargaryen - Tumulo di neve

Aegon il mediocre - Ghiaccio d'estate

misterpirelli - Regni himalayani

 

E' possibile votare i propri due scritti preferiti fino a venerdì 7 luglio alle 22.00.

 

Buon voto a tutti! :D

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hacktuhana    2,265

Voto subito, se riesco poi cercherò anche di fare commenti più in particolare.

 

Voto Clitennestra perché ha scritto una fiaba con tutti gli ingredienti giusti per dare il messaggio morale finale.

 

E poi voto Aemon perché già sto cantando i suoi versi.

 

Bravi anche Misterpirelli e Aegon, come sempre.

 

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Due blocchi di ghiaccio - Clitennestra

Un genere che reputo di difficile realizzo, dove te la sei cavata bene, come già ho avuto occasione di dirti. Messaggio chiaro, stile equilibrato, alla fine della lettura dona qualcosa a livello emotivo, una favola riuscita. Riguardo la scrittura, vi sono un paio di incongruenze nelle persone dei verbi (singolare anziché plurale) ed un periodo, mi pare il quarto, che andrebbe rivisto. Sbavature che però mentre leggevo mi hanno spento un po' di magia.

Devo dire che nel complesso mi è abbastanza piaciuta.

 

Ghiaccio - Hacktuhana

Tecnicamente encomiabile. Ritmo, scelte lessicali e di metrica che la rendono di immediata ricezione.

Sul piano dei contenuti e del significato, non riesco a quadrare il cerchio, mi comunica poco, di conseguenza, conclusa la lettura, mi resta poco.

Non mi è dispiaciuta.

 

Tumulo di neve - AemonTargaryen

Mentre la leggevo mi veniva in mente De André, la guerra di Piero in particolare (e uno scenario da guerra di Russia). Da una parte è male perché vuol dire che la associo a qualcosa di preesistente, da una parte è bene, perché in questo testo ritrovo la sua raffinata semplicità. È chiara, diretta, scorrevole, pregna di significato. Uno stile non originalissimo ma che apprezzo molto.

Mi è piaciuta pienamente.

 

Regni himalayani - misterpirelli.

Al netto di qualcosina di ortografia, è scritto abbastanza bene e mi ha preso. La tematica è affascinante, le descrizioni vivide e si accede facilmente al pensiero che attraversa il testo. Vi sono anche delle belle considerazioni.

Mi è piaciuto.

 

Dunque voto Aemon Targaryen e misterpirelli.

 

Un complimento particolare inoltre a Clitennestra, perché difficilmente mi imbatto, nel genere che ha scelto, in qualcosa di altrettanto interessante, considerato che siamo dilettanti.

 

 

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AemonTargaryen    495

Di seguito le mie impressioni su questo primo round.

 

Clitennestra, Due Blocchi di ghiaccio. Uno scritto che centra il suo obiettivo: lanciare il suo messaggio morale in maniera limpida. Un bel racconto, buona stesura.

Mi sembra condivisibile quanto sottolineato da Aegon.

Aggiungo soltanto che leggerti è stata una piacevole sorpresa.

 

Hacktuhana, Ghiaccio. Come sottolineato, sei stato ineccepibile dal punto di vista tecnico. È anche vero che la tecnica, da sola, non è sempre sufficiente per "dare un'anima" all'opera. Ma il tuo scritto ce l'ha.

Ho dovuto rileggerlo due o tre volte per cercare di farmi un'idea più chiara.

Un aspetto che ho apprezzato più della tecnica sono state le immagini evocate dai versi e le sensazioni trasmesse.

L'ultima strofa lascia un retrogusto amaro. Personalmente, mi trasmette del tormento, e trovo sia la degna conclusione dello scritto.

 

Aegon il mediocre, Ghiaccio d'estate. Si riscontrano un paio di dati comuni con lo scritto di hacktuhana. Il primo è la tecnica. Il secondo l'aver scelto uno scritto che evochi varie immagini. In quest'ultimo senso, trovo la prima strofa molto evocativa, dei versi vividi, così come quelli della strofa di chiusura. Altro passaggio che mi è piaciuto è stato questo: Galleggia un aeroplano, /

veleggia un monopattino, / una rissa fra suonerie / sottofondo alla caffetteria.

Esteticamente mi è piaciuta, ed ho apprezzato la stessa idea di riflettere degli spezzoni di vita cittadina nel cubetto.

La parte tra la seconda e la terza strofa non mi ha particolarmente coinvolto.

 

Misterpirelli, Regni himalayani. Metterei in evidenza un paio di aspetti:

  1. vi sono dei passaggi, nella prima parte, in cui riesci a condurre il lettore all'interno di un flusso di immagini talvolta rapido, ma comunque intenso. Mi riferisco alla parte in cui narri le tre settimane di cammino. Scene molto vivide;

  2. il messaggio emerge dal racconto in maniera imperiosa, nel finale. Giusto anche il percorso spirituale del protagonista, che non ha la pretesa di mostrarsi senza dubbi o esitazioni. Significativo credo sia il fatto che sulla chiusura della prima parte prenda in considerazione l'eventualità di un clima avverso, che avrebbe costretto il gruppo a rinunciare al Tilicho.

Mi è piaciuta molto la considerazione finale: Realizzai il paradosso. Un paradosso chiamato vita, dove per alcuni, per assaporarne la sua piena essenza era necessario esplorarne i limiti.

Poco da aggiungere. Un misterpirelli in grande spolvero.

 

 

 

Voto misterpirelli e hacktuhana.

 

 

 

Ne approfitto per rispondere al tuo commento, Aegon: intanto, come sempre, ti ringrazio di aver dedicato del tempo per analizzare il testo. Sul fatto di associarlo a qualcosa di preesistente: ti dirò, dopo la pubblicazione mi sono reso conto di come effettivamente lo scritto potesse indurre a fare proprio questa associazione. Per certi versi è strano: stavo completando la stesura di un racconto ambientato nel cuore della Siberia, con in mezzo la tematica della guerra ma vista dalla prospettiva di una donna rimasta sola dopo la partenza del proprio amore... e proprio dai pensieri della mia prima protagonista è nato lo scritto di questo round. È comunque vero che il contesto, il tema e la forma potessero indurre ad associarlo a qualcosa di preesistente. Rifletterò sul tuo appunto. Grazie del commento!

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Lord Beric    0

Purtroppo non riesco a commentare a questo giro, voto Clitennestra e AemonTargaryen.

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