Lyra Stark

ADWD - I Sette Dei: ispirazione e possibili significati nascosti

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Raccolgo il gentile invito di @Stella di Valyria e apro questa discussione per approfondire qualche ipotesi sui Sette Dei.

 

Per quanto mi riguarda mi è subito saltato all’occhio il fatto che ci siano 7 dei come ci sono 7 regni.

Inizialmente mi sono chiesta, anche per deformazione legata a studi universitari, se questi Sette non fossero legati a un qualche fenomeno di assimilazione con le divinità venerate nelle varie realtà territoriali afferenti a Westeros e dintorni, similmente a ciò che accadeva per esempio presso i Romani che tramite questo fenomeno “assorbivano” le divinità dei popoli conquistati inglobandole nelle proprie, finendo per dare origine a contaminazioni.

Tuttavia, a parte il Dio Abissale, non ritrovo altre possibilità che rientrino in questa casistica perché al Nord si venerano gli Antichi Dei, che non sappiamo quanti siano, nel resto appunto i Sette, di importazione abbiamo invece il Dio dai Mille Volti e Rollocoso. Avevo anche ipotizzato che ognuno dei Sette potesse rappresentare una metonimia per ognuna delle altre religioni, ma di nuovo non mi sembra ci sia materiale sufficiente per pensare a un’ipotesi del genere. Purtroppo, tra l’altro non siamo neanche a conoscenza di ciò che religiosamente avveniva a Westeros nell’antichità. Si veneravano solo gli Antichi? I Figli della Foresta? Chissà…

 

Altra ipotesi più suggestiva e concreta invece è nata provando a fare delle associazioni.

Mi è sempre sembrato che i Sette si potessero associare alla famiglia Stark:

1. Il Padre, chi è più padre di Ned?

2. La madre, Catelyn materna fino all'irrazionalità

3. La fanciulla, chi meglio di Sansa?

4. Il guerriero, ovviamente Robb che nella famiglia rappresenta proprio questo tema

5. La vecchia, non so perché a me è sempre venuta in mente Arya per la sua estrema freddezza e razionalità che possono apparire saggezza. Sicuramente è molto disincantata per la sua età. Ci sarebbe anche l’associazione con le religioni antiche dove le divinità/figure magiche/mitiche correlate alla fine della vita 8Arya si configura come assassina) sono in genere associate alla vecchiaia, es. le Parche

6. Il fabbro, Bran anche a seguito di associazioni con le religioni antiche dove la figura è legata a connotazioni magico/mistiche legate alla creazione

7. Lo Straniero, Jon in virtù del suo essere solo in parte membro della famiglia

 

In questa scaletta, che rileggendo apparirebbe anche verosimile, mancherebbe però Rickon, dato che rappresenta anche la più grande confutazione.

 

Nel tempo però ho preso la cosa come una sorta di giochino, quindi di quando in quando ho provato ad associare ad ognuno dei Sette i personaggi delle Cronache che di volta in volta sembravano più adeguati. Così facendo mi è venuta l’idea che ho accennato in un precedente thread e che appunto mi era stato chiesto di approfondire. Mi era venuto in mente, infatti, che magari in un’ottica di circolarità degli eventi, i Sette potessero essere in realtà nati da una sorta di “miticizzazione” fino ad arrivare alla “divinizzazione” delle sette personalità maggiormente coinvolte negli eventi legati alla Battaglia per l’Alba/ lotta contro gli Estranei.

In quest’ottica, potrebbero quindi addirittura dare un’indicazione di chi sarà essenziale per la vittoria o delle parti coinvolte nel confltto.

 

1. Il Padre: mi ripeto, chi è più padre di Ned?

2. La madre: conosciamo tutti una figura di primo piano che si connota potentemente come madre. Dei draghi.

3. La fanciulla: anche in questo caso l’associazione con Sansa mi pare scontata, ma non saprei come potrebbe legarsi alla resistenza contro gli Estranei. Magari potrebbe sorprenderci.

4. Il guerriero: qui le associazioni si sprecano, partiamo da Jon per arrivare a Jaime passando per tutta una serie di figure guerriere che potrebbero essere di grande importanza.

5. La vecchia: di nuovo Arya, ma potrebbe essere pure Cat zombie o Jenny/Vecchina di cuore alto. Infine, la vecchia per eccellenza: Nan! Che possa trattarsi di Melisandre?

6. Il fabbro: qui personalmente vedo sempre molto bene Bran per i motivi di cui sopra. Sempre in relazione alla connotazione di creatore però non vedo male neanche Tyrion. Fabbri, ripensando alla connotazione di magia/creazione, potrebbero essere pure i Figli della Foresta.

7. Lo Straniero: di nuovo, in virtù della sua alterità e, si spera, di un suo prossimo ritorno in vita secondo me la figura che più si potrebbe collocare qui è Jon, eventualmente anche Bran o si potrebbero intendere gli Estranei come attori nella battaglia che deve avvenire (e che in prospettiva di una ciclicità degli eventi sono comunque attori di primo piano).

 

Certo è interessante notare che in relazione alle varie profezie, abbiamo una figura materna e di donna, solitamente fusa, mentre qui sono due. Vi è un guerriero e si parla di spade (fabbro). Tutto per una lotta contro un nemico che è un qualcosa di altro, diverso, Straniero.

Ovviamente comunque sono la prima a dire che si parla di archetipi universali ricorrenti in pressoché tutte le religioni antiche quindi il gioco delle associazioni è quanto mai velleitario, ma magari no. Chi può dirlo…

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Sul significato della stella a sette punte ho trovato questo  http://www.latelanera.com/misteriefolclore/misteriefolclore.asp?id=301 

e a quanto pare il numero sette copre parecchi significati in varie culture. Non penso che george assegni un particolare significato al numero sette ma che lo usi come elemento ricorrente della vita di westeros e di essos. Nell' universo di star trek c' è un riferimento continuo al numero 47 senza che vi sia un significato preciso del numero.

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Che bella discussione!

Butto li solo una cosa minima, perché sono al cell e non riesco a scrivere molto: certo sarebbe il colmo se Cat, quando prega la Madre, pregasse, a sua insaputa, se stessa mitizzata! :)

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Il Culto dei Sette è originario di Essos, non di Westeros, fu "importato" dagli Andali in seguito alla loro migrazione. Credo che prima del Credo, in Occidente i Primi Uomini venerassero gli Antichi Dei, almeno sulla terraferma, e che gli Ironborn abbiano sviluppato autonomamente una loro religione, cosa coerente col fatto che la loro cultura differisce notevolmente da quelle presenti nel continente.

 

Comunque, l'idea di provare ad interpretare i Sette nell'ottica dell'universo narrativo delle Cronache è venuta anche a me, anni fa, ma ero finito col tirare dentro pressochè ogni personaggio, perchè in un'ottica o nell'altra tutti possono rientrare nell'orbita di questo o di quel dio. Ad ogni modo...

 

Il Padre. Il Credo lo associa al Giudizio, e in questo credo che Ned sia perfetto non solo perchè è padre di cinque figli, e nella serie come nei libri lo si vede a prodigarsi per essere un buon genitore, ma anche l'antica tradizione Nord di eseguire la sentenza che si emette in prima persona pone Ned in una buona posizione.

 

La Madre. Le è attribuita in modo particolare la compassione, e Cat non è propriamente la madre più misericordiosa e compassionevole che giri per Westeros, come Jon può ben testimoniare. Non che ci aspetti che una nobildonna accolga amorevolmente il bastardo del marito, ma odiarlo in modo così acceso e sconfinato è all'estremo opposto. Cersei neanche a nominarla. Credo che Daenerys, al netto degli impeti dovuti al sangue Targaryen e alle esigenze politiche, sia una buona candidata.

 

La Fanciulla. Sansa, e io ho sempre considerato anche Brienne, in questo ruolo.

 

Il Guerriero. Qui ci possono stare dentro in molti, anche se con caratteristiche e profili diversi, da Robb a Jaime, passando per Brienne, Jon, anche Arya, volendo, Robert, Stannis e altri.

 

La Vecchia. Il Credo le attribuisce la Saggezza, come virtù. Da questo punto di vista, abbiamo Tyrion, Aemon, Melisandre (anche se possiede una saggezza del tutto particolare), anche Tywin.

 

Il Fabbro. Se lo si intende come forza creatrice ed ingegnosa, allora Tyrion è un'ottimo elemento, come pure Doran e anche Davos.

 

Lo Sconosciuto. Rappresenta l'ignoto, la morte ed è associato agli emarginati. Bran, Jon, Tyrion, Varys e Melisandre lo ho sempre considerati in quest'ottica.

 

Quando ad interpretare i Sette nel contesto della guerra agli Estranei, a quello sinceramente non ho mai pensato... Da un punto di vista narrativo, il Credo è la religione che meno ha a che fare con gli Estranei, non sono neppure sicuro che ne prevedano/contemplino l'esistenza o un qualche significato religioso.

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Per me "lo sconosciuto" si applica anche ad Arya, mentre nella figura della "vecchia" vedo più un'aura di saggezza (rispetto appunto all'impulsività di un personaggio come Arya), e oltre ai personaggi già detti metterei in questa casella anche Olenna.

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Si può giocare all'infinito.

 

Jon e Dany sono il Padre e la Madre, che forgeranno il nuovo mondo.

 

Jaime e Brienne sono il Guerriero e la Fanciulla. Uno combatterà per l'altra, e viceversa, nella Grande Guerra.

 

Sansa e Tyrion sono la Vecchia e il Fabbro. La ragionevolezza che costruirà il nuovo mondo, senza più magia e guerrieri.

 

Bran è l'elemento dispari, lo Straniero.

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Una piccola cosa, a prescindere dalla corrispondenza dei Sette Dei con i personaggi. La triade femminile fanciulla-madre-vecchia (la donna nelle tre fasi della sua vita, perlomeno di quella "standard" vecchio stile, comprensiva della matenità; quindi fase della purezza, fase della creazione della vita, dell'amore e della tenerezza, fase della custodia della saggezza) non mi pare sia un'idea originale di Martin. Non ho ricordi molto precisi, ma mi pare che sia piuttosto classica, comune a vari (?) culti di culture matriarcali. Persino le tre buffe streghe di Pratchett, secondo alcuni, sono costruite su questo riferimento. Mi chiedo, e vi chiedo, se anche la triade maschile derivi da qualche fonte storica o se Martin abbia ripreso da fonti reali quella femminile, creando invece ex novo una triade maschile da affiancarle per completezza e simmetria (i tre aspetti della vita "standard" maschile: il costruttore, anche in senso lato, faber come artefice, anche del proprio destino; il combattente e difensore; il padre, punto di riferimento solido e affidabile, protettore dei figli e dei deboli in genere, la roccia sotto cui cercare riparo nella tempesta). Più, in cima a tutto, un ente senza volto nè genere maschile o femminile (perlomeno nell'originale in lingua inglese immagino che sia "The Unknown", termine di genere imprecisato, o interpretabile a piacere). La Morte, che sovrasta tutto e tutto. E forse anche l'imponderabile, l'imprevedibile, l'incontrollabile; l'elemento inafferrabile che sfugge ad ogni classificazione, ad ogni tentativo di attribuirgli/le un volto; la fatalità imperscrutabile. Visivamente immagino qualcosa come i puntini del numero "sei" nella faccia di un dado, disposti tre per parte, con un ulteriore puntino, più in alto e centrale: una struttura semplice, simmetrica, efficacissima, con una sua eleganza e bellezza.

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40 minutes fa, MezzoUomo dice:

Si può giocare all'infinito.

 

Jon e Dany sono il Padre e la Madre, che forgeranno il nuovo mondo.

 

Jaime e Brienne sono il Guerriero e la Fanciulla. Uno combatterà per l'altra, e viceversa, nella Grande Guerra.

 

Sansa e Tyrion sono la Vecchia e il Fabbro. La ragionevolezza che costruirà il nuovo mondo, senza più magia e guerrieri.

 

Bran è l'elemento dispari, lo Straniero.

Mi piace moltissimo questa lettura: limpida e perfetta, ogni elemento entra al suo posto senza forzature :) 
Tra l'altro, Brienne a prima vista sembra una Fanciulla atipica, perchè ad una impressione superficiale verrebbe da associare a questo termine un'immagine di bellezza fragile ed eterea. Ma, al di là dell'aspetto esteriore, il suo cuore è davvero quello di una fanciulla, puro e idealista, vulnerabile e pieno di piccoli sogni. Molto più di quello di Sansa, che anche da ragazzina più che "pura" era superficiale, sciocca e immatura. E Brienne viene chiaramente associata ad una fanciulla, nell'episodio della lotta con l'orso, in cui si fa riferimento esplicito alla canzone "L'orso e la fanciulla". Curiso che Vargo e banda creino questa situazione con intenti ironici, perchè l'enorme, brutta, sgraziata, mascolina Brienne tutto sembra tranne che la fanciulla di una canzone: e invece, forse, se pensiamo al cuore di Brienne anzichè al suo aspetto, colgano nel segno molto più di quanto credono.

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Certamente come dicevo non ci troviamo di fronte a niente di nuovo, si pesca a piene mani dagli archetipi culturali/religiosi di pressoché molte culture antiche politeistiche. E anche laddove vi è il monoteismo questi archetipi vengono ripresi a livello culturale in leggende e storie fino a trasmettersi nella letteratura.

La figura del padre e del guerriero sono presenti abbondantemente in questo senso, così come il fabbro (cito ad es. Efesto per il mondo classico e Weland per il comparto norreno germanico che pure pullula di fabbri mitici/divini). 

Della triade femminile si è già detto, la tipica trinitá della donna nelle sue tre età ognuna rappresentante una delle sue caratterizzazioni principali (bellezza/dolcezza, maternità/sensualità, saggezza/moderazione).

Il vero elemento estraneo è appunto Lo Straniero, The Stranger nell'originale inglese, che però a ben vedere è un'altra connotazione tipica di molti sistemi religiosi. Rappresenta l'ignoto, ciò che per questo è imprevedibile e dunque l'elemento caos,  non a caso privo di una vera connotazione iconografica, e solitamente è in associazione con la morte e l'aldilá (credo che la suggestione con gli Estranei sia molto forte in questo senso). 

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Sottoscrivo la lettura dello straniero come afferente alla morte e all'aldilà. In questo caso è come se gli Estranei rappresentassero una porta di accesso all'ignoto. Bran non è l'ignoto, anzi, è la memoria e in questa veste è più affine a una delle tre rappresentazioni del femmineo.

Poi, ovviamente, potremmo ampliare notevolmente queste letture se solo prendiamo in considerazione altri pantheon. Pensiamo alle coppie del mito della creazione egizio, ad esempio: Nut e Geb che danno vita a Osiride, Iside, Seth e Nefti e Osiride che ingravida Iside ancor prima di nascere. E siamo di nuovo a sette, come vedete.

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3 hours fa, Stella di Valyria dice:

Mi piace moltissimo questa lettura: limpida e perfetta, ogni elemento entra al suo posto senza forzature :) 
Tra l'altro, Brienne a prima vista sembra una Fanciulla atipica, perchè ad una impressione superficiale verrebbe da associare a questo termine un'immagine di bellezza fragile ed eterea. Ma, al di là dell'aspetto esteriore, il suo cuore è davvero quello di una fanciulla, puro e idealista, vulnerabile e pieno di piccoli sogni. Molto più di quello di Sansa, che anche da ragazzina più che "pura" era superficiale, sciocca e immatura. E Brienne viene chiaramente associata ad una fanciulla, nell'episodio della lotta con l'orso, in cui si fa riferimento esplicito alla canzone "L'orso e la fanciulla". Curiso che Vargo e banda creino questa situazione con intenti ironici, perchè l'enorme, brutta, sgraziata, mascolina Brienne tutto sembra tranne che la fanciulla di una canzone: e invece, forse, se pensiamo al cuore di Brienne anzichè al suo aspetto, colgano nel segno molto più di quanto credono.

Grazie.

 

Per me sono comunque, in tutti i casi, posizioni interscambiali o quasi.

 

Jaime è il Guerriero che salva Brienne, Damigella in pericolo nella fossa dell'orso. Ma anche Brienne è Guerriero, che combatte per l'onore di Jaime, in veste di Damigella (I imagined a story where i didn't have to be the damsel)

 

Jon è certamente il Padre. Ma è anche la Madre compassionevole che salva i Wildlings (i suoi "figli) e perdona i Karstark e gli Umber. Dany è la Madre dei Draghi e la Liberatrice degli Schiavi, ma anche Padre severo, la cui giustizia si abbatte implacabile (e spietata) sui suoi nemici.

 

Sansa e Tyrion sono entrambi, a loro modo, Vecchia e Fabbro. Resi saggi dall'esperienza e volti più alla costruzione che alla distruzione. 

 

Bran per me è lo Straniero perché spurio. Essere alieno, magico in un mondo che, credo, va verso la fine della magia. La sua conoscenza non è sapere, è una onniscienza soprannaturale che non appartiene all'umano. Così come ben poco di umano sembrano avere i suoi sentimenti (if any) e, in un certo qual modo, i suoi stessi fini. Bran è oramaimforza esterna in quell'era di mutamento che credo Asoiaf intenda mostrarci.

 

 

 

 

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Cita

mi è subito saltato all’occhio il fatto che ci siano 7 dei come ci sono 7 regni.

Questa associazione in realtà non è particolarmente corretta. Ovviamente non corrisponde un singolo Dio a un singolo Regno, ne tutti gli Dei a tutti i Regni (Old Gods, Drowned God, Faith, Rhollr..). Il Nord e le Isole hanno mantenuto i loro culti, a Dorne non è religione ufficiale, anche quando è entrato a far parte del dominio Targaryen ha mantenuto le proprie peculiarità.


La stessa definizione di Sette Regni è impropria o se vogliamo è puramente convenzionale (riferita nello specifico alle 7 dinastie regnanti pre Conquista cioè Stark, Arryn, Hoare, Lannister, Durrandon, Gardener, Martell. Una situazione politica durata un battito di ciglia rispetto al periodo compreso tra la venuta degli Andali e lo sbarco di Aegon, cioè il periodo in cui il Credo si è diffuso a Westeros e il momento in cui è diventato Religione ufficiale della Corona): Nord, (Fiumi), Valle, Isole, Ovest, (Corona), Tempesta, Altopiano, Dorne.
 

Allo stesso modo, il Credo/i Sette/Seven pointed Star (che Martin ha basato su Cristianesimo/Trinità/Bibbia) originario tra l'altro di Andalos in Essos(!) non sono altro che una classica religione monoteistica, unico Dio ("7" diverse facce)

AFFC, Brienne V, septon Meribald:

Cita

(...)Brienne cleared her throat. "At Evenfall my father's septon always said that there was but one god."
 

"One god with seven aspects. That's so, my lady, and you are right to point it out, but the mystery of the Seven Who Are One is not easy for simple folk to grasp, and I am nothing if not simple, so I speak of seven gods." Meribald turned back to Podrick. "I have never known a boy who did not love the Warrior. I am old, though, and being old, I love the Smith. Without his labor, what would the Warrior defend? Every town has a smith, and every castle. They make the plows we need to plant our crops, the nails we use to build our ships, iron shoes to save the hooves of our faithful horses, the bright swords of our lords. No one could doubt the value of a smith, and so we name one of the Seven in his honor, but we might as easily have called him the Farmer or the Fisherman, the Carpenter or the Cobbler. What he works at makes no matter. What matters is, he works. The Father rules, the Warrior fights, the Smith labors, and together they perform all that is rightful for a man. Just as the Smith is one aspect of the godhead, the Cobbler is one aspect of the Smith. It was he who heard my prayer and healed my feet."(...)


per chi volesse approfondire, linko la pagina della wiki sul Faith of the Seven
 

Cita

Tuttavia, a parte il Dio Abissale, non ritrovo altre possibilità che rientrino in questa casistica perché al Nord si venerano gli Antichi Dei, che non sappiamo quanti siano, 


In realtà il Dio Abissale potrebbe essere l'unico esempio di divinità originaria della politeistica religione dei Primi Uomini prima che si "convertissero" agli Antichi Dei. E gli Antichi Dei non sono un numero, a meno che non si intenda il numero di "cantori" legati ai weirwoods

ADWD, Bran III:

Cita

"A reader lives a thousand lives before he dies," said Jojen. "The man who never reads lives only one. The singers of the forest had no books. No ink, no parchment, no written language. Instead they had the trees, and the weirwoods above all. When they died, they went into the wood, into leaf and limb and root, and the trees remembered. All their songs and spells, their histories and prayers, everything they knew about this world. Maesters will tell you that the weirwoods are sacred to the old gods. The singers believe they are the old gods. When singers die they become part of that godhood."



 

Cita

Purtroppo, tra l’altro non siamo neanche a conoscenza di ciò che religiosamente avveniva a Westeros nell’antichità. Si veneravano solo gli Antichi? I Figli della Foresta? Chissà…


In realtà si..i primi popoli di westeros erano Giganti e Children. Entrambi con Old Gods e Old Tongue. Poi migrazione dei Primi Uomini (col Bronzo) attraverso il Braccio non ancora Spezzato di Dorne. Si combattono salvo poi stipulare il Patto..poi arriva la Lunga Notte/la Battaglia per l'Alba/gli Estranei/mito di Azor Ahi..poi il Re della Notte. 
Dopo qualche migliaio di anni, nuova invasione, arrivano gli Andali da Andalos col loro Credo e il loro Ferro che occupano l'intera Westeros tranne il Nord (ma il Credo ha una diffusione più limitata). La terza migrazione a causa dei Valyriani sono i Rhoynar di Nymeria a Dorne. E per ultimi i Targaryen (e solo con loro diventerà culto ufficiale della Corona)

Per quanto riguarda il resto, ovviamente per giocare si possono fare tutte le associazioni che si vuole, ma il Credo non ha nulla a che fare con gli Stark la cui religione sono gli Antichi Dei dei Primi Uomini, dei Giganti e dei Figli della Foresta. Ne tantomeno con gli Estranei a cui sono invece strettamente collegati tutti questi ultimi.

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Martin è stato educato da cattolico, e oltre all'idea Trinità - Eptità (non so come altro esprimerlo, scusate ;) ) , il concetto stesso del numero  sette come numero "perfetto" può averlo ripreso dal credo cattolico (sette peccati, sette virtù, sette sacramenti ecc.). Le figure dei sette dei sono in effetti degli archetipi quasi perfetti - più che ad associarli a eventi o personaggi particolari in ASOIAF, mi hanno sempre fatto pensare ai Valar del Silmarillion di Tolkien (Padre= Manwë, Madre= Varda, Guerriero = Tulkas, Fanciulla= Vana, Fabbro= Aulë, Vecchia = Yavanna, Straniero = Mandos), che a loro volta sono frutto di una visione rielaborata e cristianizzata delle divinità classiche.

Non sono certa che Martin abbia attribuito un valore simbolico particolare a queste figure, che in effetti sono talmente poco definite anche "teologicamente" all'interno dell'opera da ricordare quasi più gli arcani dei tarocchi che non delle divinità; dopotutto il credo dei Sette è la religione di Westeros più fortemente caratterizzata in senso politico e temporale e sarebbe un controsenso usarla come simbolo profetico o metafisico.

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Molto valido l'esempio con confronto di Tolkien. Un'ulteriore riconferma che ci si trova di fronte ad archetipi culturali/religiosi molto profondi che, come dicevo, compaiono in molte culture antiche, sicuramente quelle più note, non solo quella classica.

 

Sulla mancanza di definizione teologica di queste figure, come opportunamente hai notato, è vero che sappiamo poco di loro (paradossalmente quasi nulla, come per gli altri sistemi religiosi) ma in relazione all'ipotesi che facevo, cioè che i Sette derivino da una divinizzazione di eroi pregressi in un contesto ciclico e circolare (non so se mi sono spiegata bene, mi rendo conto che è arzigogolata), la preminenza temporale di questo sistema religioso non stonerebbe così tanto perché appunto si tratterebbe di qualcosa che ha le basi nella storia reale. Tra l'altro il fenomeno è un altro caso che si ricollega ad alcuni meccanismi presenti nelle religioni antiche (quanti eroi sono poi diventati divinità? Qui però dovrebbe trattarsi di persone realmente esistite nel contesto di Asoiaf, meccanismo che rimanda un po' anche ai fondamenti del cattolicesimo... ma non vorrei perdermi in digressioni religiose).

Poi chiaro, si tratta solo di ipotesi e suggestioni, io sono partita entusiasticamente per la tangente anche sulla scorta dei miei studi pregressi ^^" ma mi sembra che stiamo raccogliendo molti spunti interessanti. :yeah:

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@Lyra Stark

e poi c’è da tenere presente anche il significato esoterico del numero Sette 

“Ogni cosa cheesiste, sia essa appartenente al genere umano, un oggetto, un animale o una pianta, contiene nella sua unità, due opposti, non vi è cosa che non abbia il suo opposto. La legge della dualità è la legge che domina l’universo condizionando la nostra esistenza.
I sette Sacramenti, i sette Spiriti di luce ed i 7 pianeti ad essi collegati, hanno come controparte sette principi negativi. Ogni pianeta ha un’orbita crescente e una decrescente; una doppia polarità.

7 sono le lettere doppie dell’alfabeto ebraico e 7 i sigilli del libro dell’apocalisse, da aprirsi per mezzo delle 7 virtù, da opporre ai 7 vizi capitali.

Se noi sommiamo cabalisticamente il numero 7, esso ci dà inizialmente 28, cioè 2 e 8, simbolo del binario (il 2, l’uomo e la donna, il bene e il male, il positivo e il negativo, ecc) e dell’infinito, l’8 la lemnisca, la continua lotta degli opposti per il raggiungimento dell’equilibrio e quindi i simboli del continuo evolversi della vita per mezzo dei contrari”.Per esempio...

http://www.visionealchemica.com/il-numero-7/

Per i pitagorici e’ un numero legato alla spiritualità,alla capacità di fondere magia e realtà ,alla capacità di realizzare il magico nel quotidiano 

E’ il numero della perfezione ciclica associato geometricamente al cerchio

 

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