AemonTargaryen

Music Challenge on the Wall.

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Da quando è iniziato il challenge mi sto chiedendo cosa significhi OST nel giorno 37: opening song theme? Oppure osteria.. ^_^

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Sono rimasta indietro come al solito!

 

Giorno 33 - la sigla dei cartoni animati che canti ancora adesso.

Avrei messo volentieri Daitarn 3, come @hacktuhana in mancanza d'altro, vi racconto un aneddoto. Uno dei cartoni che ricordo con più simpatia è sailor moon, perché, con le mie amichette, giocavamo anche a fare le guerriere sailor. XD

All'inizio facevamo il quintetto base, poi, per fortuna ci siamo espanse. Perché la guerriera migliore per me è sempre stata sailor pluto: è mora, si veste di nero, e controlla il tempo. Quindi per il recupero posto la sigla della seconda serie, dove ci si imbatte per la prima volta in sailor pluto:

 

 

Giorno 34 - una canzone del tuo autore italiano preferito.

Di cose italiane ascolto molto poco, come avevo già detto. Colgo l'occasione per ringraziare @Aegon il mediocre e @AemonTargaryen che mi hanno fatto venire all'orecchio Giorgio Canali e Mannarino. 

Se ne deve scegliere una, ma è molto difficile. Visto che Battiato e De André hanno già avuto spazio, glisserò su E ti vengo a cercare (che avevo messo tempo fa in una canzone al giorno) e La guerra di Piero. Faccio un inciso per apprezzare la scelta di @Elvira Targaryen: bocca di rosa piace molto anche a me e quanto è vera ed attuale!

Alla stazione c'erano tutti
Dal commissario al sacrestano
Alla stazione c'erano tutti
Con gli occhi rossi e il cappello in mano.

 

Tornando alla scelta del giorno, credo ci sia bisogno di un po' di Rino Gaetano, che ancora non è apparso tra i nostri video.

Scelgo questo video con un simpatico siparietto iniziale:

 

 

Anche se forse forse le mie linee preferite le ha messe in un'altra canzone:

 

Otto von Bismarck-Schönhausen realizza l'unità germanica e si annette mezza Europa.
Mentre io aspettavo te 
Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un pezzo tuttora in voga.

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%d/%m/%Y %i:%s, ziowalter1973 dice:

Da quando è iniziato il challenge mi sto chiedendo cosa significhi OST nel giorno 37: opening song theme? Oppure osteria.. ^_^

Ma che domande sono?

OSTERIA naturalmente!!!^_^

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9 minutes fa, ***Silk*** dice:

Perché la guerriera migliore per me è sempre stata sailor pluto: è mora, si veste di nero, e controlla il tempo.

Mi sconvolgi un mondo. Sempre pensato che fosse viola il suo colore ^^"

Comunque la sua arma era molto f**a, la mia invece era Sailor Saturn perché mi piace l'alabarda.

 

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@Elvira Targaryen per un motivo o per l'altro, ripensando ad una discussione di diverso tempo fa, mi hai fatto tornare in mente quella cover de I giardini di marzo. :) Comunque, come sottolinei nel tuo intervento, quei due versi hanno una grande potenza, e mettono a nudo, in poche parole, le ipocrisie del mondo.

 

@Aegon il mediocre grande brano. Tra l'altro, è curioso il fatto che la mia alternativa alla canzone scelta oggi fosse proprio un brano di Anime salve, Khorakhané, in cui v'è molto di Ivano Fossati.

 

Giorno 34 - una canzone del tuo autore italiano preferito. Sulle singole canzoni potrei anche avere dei dubbi, ma sull'artista sicuramente no. Per quanto mi riguarda, Fabrizio De André ha assunto una posizione centrale, nella "mia" musica degli ultimi anni. Le parole e le note delle sue canzoni hanno riempito momenti intensi. E anche momenti "vuoti", forse anche più intensi di quelli "pieni". E talvolta è accaduto quanto scrive @SerGult,svoltando certe giornate.

Ho scelto un brano estratto da La buona novella, concept album del '70 la cui trama prende corpo partendo dalla lettura dei Vangeli apocrifi. Album pregno di poesia, anarchia, rivoluzione, amore. Colpisce il fatto che in quegli anni "caldi", di poco successivi alla morte del Che, ipostasi delle lotte rivoluzionarie, Faber parlasse di rivoluzione attraverso una rilettura della figura di Gesù Cristo. Figura raccontata attraverso i vari personaggi entrati in contatto con lui (eccetto che in Via della croce). Devo dire che poi, anche qui, vengono messe bene a nudo tante ipocrisie. Ma il mettere a nudo le ipocrisie passa, per quanto mi riguarda, in secondo piano, rispetto all'autentica forza rivoluzionaria del disco.

Probabilmente il mio brano preferito di questo album è Il testamento di Tito, con la sua potenza dissacrante e a tratti iconoclasta che però, con i suoi ultimi versi, si trasforma in un inno all'amore dalla forza rivoluzionaria. Brano che, tuttavia, ho già postato qualche tempo fa ne "La canzone del giorno". E allora cambiamo prospettiva, facendo, all'interno del disco, due o tre passi indietro.

 

La trama. In sostanza, Maria si ritrova a discutere con un falegname e con la gente. È quasi inquietante, il delinearsi così anonimo della figura del falegname. Non è Giuseppe, e né tantomeno ha un nome. E in questo stato di anonimato sarà l'araldo di un dolore enorme. Verso dopo verso, risulta di grande impatto il disvelamento graduale della cruda, straziante verità, per la povera Maria: nel suo battere senza sosta, il falegname sta preparando la croce per suo figlio.

Strazianti, in questo senso, alcuni versi del brano immediatamente successivo, Via della croce, in cui è condensato, a mio parere, tutto il Fabrizio De André di quegli anni. [...] non fossi stato figlio di Dio / t'avrei ancora per figlio mio. 

 

Maria:
"Falegname col martello
perché fai den den?
Con la pialla su quel legno
perché fai fren fren?
Costruisci le stampelle
per chi in guerra andò?
Dalla Nubia sulle mani
a casa ritornò?"


Il falegname:
"Mio martello non colpisce,
pialla mia non taglia
per foggiare gambe nuove
a chi le offrì in battaglia,
ma tre croci, due per chi
disertò per rubare,
la più grande per chi guerra
insegnò a disertare".


La gente:
"Alle tempie addormentate
di questa città
pulsa il cuore di un martello,
quando smetterà?
Falegname, su quel legno,
quanti corpi ormai,
quanto ancora con la pialla
lo assottiglierai?"


Maria:
"Alle piaghe, alle ferite
che sul legno fai,
falegname su quei tagli
manca il sangue, ormai,
perché spieghino da soli,
con le loro voci,
quali volti sbiancheranno
sopra le tue croci".


Il falegname:
"Questi ceppi che han portato
perché il mio sudore
li trasformi nell'immagine
di tre dolori,
vedran lacrime di Dimaco
e di Tito al ciglio
il più grande che tu guardi
abbraccerà tuo figlio".


La gente:
"Dalla strada alla montagna
sale il tuo den den
ogni valle di Giordania
impara il tuo fren fren;
qualche gruppo di dolore
muove il passo inquieto,
altri aspettan di far bere
a quelle seti aceto".

 

Fabrizio De André, Maria nella bottega di un falegname.

 

 

 

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@Lyra Stark io pensavo ad un altro tipo di osterai.. INtendevo quelle che si cantano.. Osteria numero uno... :D:D^_^  Il vino c' è sempre..

 

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Giorno 35 - una canzone della tua autrice italiana preferita

Un po' come per l'autore maschio, non ne ho una che mi fa impazzire e seguo. Ma ho una preferenza per la mia conterranea. Oltretutto i suoi due primi album mi hanno fatto tanta compagnia in lunghissime notti insonni durante periodi poco felici all'università. 

Ho scelto A Feast for me perchè capace di farmi emozionare tantissimo, nonostante avessi molta paura di parlare come lei e quindi la amavo di più quando cantava in inglese. 

 

 

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Una canzone di una autrice italiana:

premesso che c'è un abisso nel panorama italiano riguardo le possibilità di scelta, vado a ricercare tale Fiorella Nava che scrisse belle canzoni per Renato Zero.

Tra queste Spalle al Muro, grazie alla tematica sui vecchi, a me sempre particolarmente cara, ritengo sia un piccolo gioiello.

Avrei potuto mettere il Carrozzone scritta da una delle autrici più ricorrenti di Renato Zero, ma alla fine ho scelto questa perché ho trovato una bella versione sul tubo, con intro dello stesso Renato.

 

 

 

Voglio aggiungere però qualcosa in più:

non è una autrice, ma i suoi arrangiamenti lirici e le sue interpretazioni ne fanno una quasi appartenente al settore, anche perché sceglie di testa sua ciò che più la rappresenta e le piace cantare.

In questo brano si evidenzia una voce che ti prende l'anima e te la teasporta dove non pensi poter arrivare.

Mina con un'aquila nel cuore.

 

Vorrei metterne una terza...

 

emblema di artisti che all'estero valgono molto di più di tanti altri nostrani decantati e un po' millantati di un successo internazionale che in realtà hanno raggiunto solo Modugno, Bocelli e i ragazzi del Volo...

 

I Lacuna Coil: 

 

 

Vabbeh perdonate la listite... XD

 

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Giorno 35. Non ve ne sono molte e già Lady Monica e Hack hanno citato Elisa ed i Lacuna Coil. XD

 

Posso dire che da quando è cantautrice ed ha affrontato un percorso sonoricamente più alternativo, oscuro e intimo, mi piace molto Nada. Che come tutte le baby star dell'epoca ha visto ad un certo punto spengersi i riflettori, perché diventata "vecchia" troppo presto. Causa autori,causa cambiamenti di gusto in atto. Beh secondo me è rinata e maturata diventando molto interessante, semplicemente diventando sé stessa... Mentre prima era un prodotto quasi industriale.. Una parabola simile a Gianni Morandi, il quale però è sostanzialmente rimasto interprete. 

 

Vi sono pezzi di Nada che letteralmente amo e sono praticamente sconosciuti come il seguente.

 

 

E vi è un pezzo che ha asfaltato le classifiche solo grazie ad una serie che l'hacitato, anni dopo la sua pubblicazione, passato inosservato.

Un pezzo forse bello a seconda dei gusti, ma sicuramente ottimamente realizzato, nella sua semplicità e immediatezza. Come mi disse una volta un musicista assai più esperto di me in sala di incisione, "il genio non sta nel virtuosismo e nella complessità delle partiture.. Il genio è trasparente, il giro di basso che calza alla perfezione, la melodia inedita che ti sembra di aver sempre conosciuto. La genialità nella musica sta nel rendere ciò che la mente umana percepisce in un lampo e non può che passare per la semplicità, senza scadere nella banalità".

Poi per i miei gusti, la semplicità deve accompagnarsi ad un testo calzante, il cui accompagnamento aiuti a trasmetterne il messaggio, e che abbia una adeguata immediatezza, in modo che all'ascolto si possa passare subito agli aspetti più profondi, quelli che premono all'autore e che stanno ad un livello più intimo.

 

Ecco, in questi termini, alla luce di quanto vi hi descritto, il seguente pezzo è geniale e Nada è la mia autrice preferita.

 

 

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Hacktuhana (ma come si fa a taggare un utente? Io so solo scrivere il nome in grassetto, ma come faccio a linkarlo?): oh che bello, non sono l'unica ad adorare quella canzone di Renato Zero! Di  solito evito di dirlo, perchè la maggior parte delle persone con atteggiamenti intellettual-chic al solo sentirlo nominare ti guardano malissimo. Ma per me il suo genere può piacere o no -e a me spesso piace molto, ebbene sì- ma lui è un mostro di talento naturale. Per me, è talmente bravo ed unico che trascende i generi: non si può classificarlo semplicemente come "trash, sottocategoria burino", molte sue cose cantate da un altro lo sarebbero, ma fatte da lui no, lui è un genere a parte. E in questa canzone tutte le sue caratteristiche che lo rendono unico vengono fuori al 200 per cento, esplodono. La interpreta in un modo strepitoso, anche perchè è scritta benissimo. E' un abito su misura cucito addosso, perfetta per lui, proprio costruita addosso al suo personaggio, anzi, alla sua personalità, così naturalmente istrionica e teatrale, e alla sua capacità innata di trasmettere emozioni forti, "di pancia". Rifacendosi, come hai detto tu, alla sonorità e l'atmosfera, musicale ed emozionale, di uno dei suoi primi successi, Il carrozzone. Entrambe fanno pensare ad un palco di teatranti girovaghi e un po' precari, alla parata di un circo triste, fose un po' felliniano. Oltre ad ascoltarla, mi piace, ogni tanto, guardare il video dell'esibizione a Sanremo, con la standing ovation finale e la goffaggine imbarazzata dei presentatori, che hanno imparato le loro brave frasette a memoria ma rimangono disorientati, non sanno come comportarsi davanti ad un pubblico che applaude molto più a lungo del tempo previsto, a un entusiasmo autentico che, per una volta tanto, esce dagli schemi ed esprime un'emozione vera. Abbastanza penoso il presentatore uomo (non so chi fosse), che in mancanza di idee migliori prova ad andare avanti con la sua scaletta come se niente fosse :D Sarà che in fondo ho un cuoricino semplice, che si emoziona un sacco per cose semplici  :D ; ma mi piace vedere come, in una sagra della banalità, della mediocrità e del non-disturbante come è Sanremo, se per una volta per sbaglio capita un personaggio di tutt'altro calibro, un vecchio leone con esperienza e talento da vendere e si gioca una canzone vera, che non parla di sole-cuore-amore, faccia l'effetto di un tornado che entra dalla finestra, scompiglia ogni cosa e, finalmente, risveglia chi ha dormito per troppo tempo.

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Autrice italiana... dopo Elisa già citata e Anna Oxa che non so è anche autrice, non posso che citare Quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia. Limitatamente a questa canzone però perché non tutto di lei mi piace, specie l'ultima sanremese Che sia benedetta che ogni volta che la ascolto mi provoca irritazione. La vita è perfetta, dice, ma n'dove?

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Lyra, la penso allo stesso modo! Anche a me da veramente fastidio ascoltare questa raffia di banalità, alla Coelho, per intenderci. "La vita è perfetta": seee, ma in che pianeta vive? Ci credi a vent'anni, a questa retorica da Baci Perugina. Poi, putroppo o per fortuna, cresci. Per me quella canzone è stata una grandiosa scivolata di una cantante di classe, che ha deciso di fare una concessione alla superficialità del grande pubblico. Ne sono passati di anni, da quando (mi pare proprio a Sanremo) cantava con voce di carta vetrata, "e" larga e dizione volutamente strascicata, stanca e aggressiva insieme, uno di quei momenti di apatia e trascuratezza di sè, in cui cercava di ammazzare il tempo "bevendo caffè nero bollente". Dicendo che, se solo avesse voluto, avrebbe saputo riscuotersi e buttarsi nella vita "vendendosi come Giuda". Disturbante ed anomala, per il palcoscenico apoteosi del banal-rassicurante. Che peccato che, proprio ora che si è conquistata il suo posto al sole, senta il bisogno di rientrare nei binari. Mah.
 

 

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Nada mi piace molto, così come Elisa della quale volevo mettere una delle sue prime canzoni in inglese, d'accordo anche sul discorso Mannoia, che ad esempio adoro invece, quando canta Sally di Vasco.

Da notare che non sono propriamente autrici(a parte Elisa).

Anche la Oxa(altra voce eccelsa) mi piace tanto, e credo che qualcosa di suo ci sia nelle proprie canzoni.

Poi mi piace la quasi conterranea acquisita(sono io ad essere l'adottato eh), Nina Zilli.

Sarebbe potuta rientrare nella categoria LP alias Laura Pergolizzi, che ha una voce assurda ed una bella capacità creativa autoriale, ma è in realtà statunitense.

 

@Stella di Valyria , riguardo Renato Zero io semplicemente lo adoro. Mi viene da considerarlo il più iconico degli italici, con le sua profondità e le sue maschere, ed io adoro le maschere...

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Con l'autrice italiana non saprei proprio dove andare a pescare, come vi dicevo, il panorama italiano è una mia grande carenza che questi 2 giorni mi hanno aiutato un po' a colmare. Molto poco, visto che la lacuna è grandetta.

Non postare nulla mi dispiace. Quindi mi appellerò alle vaghe origini italiane tradite un po' dal nome.

Abbiate clemenza se sono un po' fuori tema. :)

 

 

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:)  Questo topic mi piace ogni giorno di più! Pieno di bella musica e bellissimi post  E mi fa proprio piacere scoprire tante persone con gusti così eclettici, che non si limitano ad un solo genere ma spaziano nei generi e negli anni. Bello bello :) 
Renato Zero, tra l'altro, è stata la mia prima passione musicale, a dodici anni o giù di lì. Allora mi colpiva l'originalità, il personaggio luccicante e truccatissimo. Non ne coglievo l'ambiguità (noi adolescenti provincialotti negli anni '70 - '80 non eravamo scafati la metà degli adolescenti di oggi), per me era solo un meraviglioso essere sfavillante che sembrava uscito da un mondo parallelo. A distanza di anni, è stato bello riscoprirlo e rendermi conto che non era stato soltanto una meteora o un travestitello di periferia (come i suoi detrattori lo vedevano all'inizio), ma un personaggio a modo suo enorme per talento e carisma innato.
Hack ha citato Il carrozzone notando che è stato scritto da una donna, cosa che non sapevo. Quindi, approfitto del tema di oggi per linkarlo (un'altra cosa che mi piace di questo topic è che c'è molta elasticità mentale: nessuno chiede un'aderenza ossessiva ai temi, sono più che altro uno spunto per parlare di bella musica). Allora, come ho già scritto poco fa questo brano evoca un'atmosfera particolarissima, quasi magica, che diventerà abbastanza caratteristica di Renato. Non solo nel testo ma anche nell'arrangiamento e nell'atmosfera generale c'è qualcosa che ti trasporta in una carovana di teatranti, di attori girovaghi dalla vita un po' precaria. Qualcosa tra un circo minore, un po' povero, tenuto su più con la buona volontà che con le risorse materiali ma la difficoltà di andare avanti c'è e si vede, e un palcoscenico montato e smontato ogni sera, con il sipario di velluto un po' stappato e rammendato alla bell'e meglio, le assi che scricchiolano sotto i passi e gli spettatori che fanno "Ooohh!" quando nel gran finale qualcuno appollaiato in alto lancia una manciata di polverina luccicante. Mi fa pensare anche un po' a Fellini; alla candida, dolcissima, indifesa Gelsomina con la sua vita di guitta da fiera. O al Capitan Fracassa di Troisi, con i suoi attori smargiassi e poveracci, che ti fanno pena ma nello stesso tempo se potessi essere teletrasportato in quel tempo e quel mondo sai che non ci penseresti un minuto a lasciare tutto e partire con loro.

Scelgo un video di un programma tv, credo, tedesco (evidentemente erano molto più avanti di noi in quanto a censura), perchè chi ha allestito la scenografia ha voluto lavorare proprio sugli aspetti che dicevo. Qui il Renato Zero prima maniera, magrissimo e truccatissimo, capelli lunghi con frangiona e lustrini ovunque come se non ci fosse un domani, un po' Kiss e un po' tamarro, un po' drag queen un po' maschera veneziana, un po' ragazzo pasoliniano (Pasolini era stato ucciso da poco, penso), con il gusto di dipingersi, mascherarsi ed inventare se stesso senza inibizioni nè paure, incredibilmente giovane e, secondo me, bellissimo, già istrione e star fino al midollo.
 

 

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