AemonTargaryen

Music Challenge on the Wall.

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ziowalter1973    1,029

Da quando è iniziato il challenge mi sto chiedendo cosa significhi OST nel giorno 37: opening song theme? Oppure osteria.. ^_^

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***Silk***    527

Sono rimasta indietro come al solito!

 

Giorno 33 - la sigla dei cartoni animati che canti ancora adesso.

Avrei messo volentieri Daitarn 3, come @hacktuhana in mancanza d'altro, vi racconto un aneddoto. Uno dei cartoni che ricordo con più simpatia è sailor moon, perché, con le mie amichette, giocavamo anche a fare le guerriere sailor. XD

All'inizio facevamo il quintetto base, poi, per fortuna ci siamo espanse. Perché la guerriera migliore per me è sempre stata sailor pluto: è mora, si veste di nero, e controlla il tempo. Quindi per il recupero posto la sigla della seconda serie, dove ci si imbatte per la prima volta in sailor pluto:

 

 

Giorno 34 - una canzone del tuo autore italiano preferito.

Di cose italiane ascolto molto poco, come avevo già detto. Colgo l'occasione per ringraziare @Aegon il mediocre e @AemonTargaryen che mi hanno fatto venire all'orecchio Giorgio Canali e Mannarino. 

Se ne deve scegliere una, ma è molto difficile. Visto che Battiato e De André hanno già avuto spazio, glisserò su E ti vengo a cercare (che avevo messo tempo fa in una canzone al giorno) e La guerra di Piero. Faccio un inciso per apprezzare la scelta di @Elvira Targaryen: bocca di rosa piace molto anche a me e quanto è vera ed attuale!

Alla stazione c'erano tutti
Dal commissario al sacrestano
Alla stazione c'erano tutti
Con gli occhi rossi e il cappello in mano.

 

Tornando alla scelta del giorno, credo ci sia bisogno di un po' di Rino Gaetano, che ancora non è apparso tra i nostri video.

Scelgo questo video con un simpatico siparietto iniziale:

 

 

Anche se forse forse le mie linee preferite le ha messe in un'altra canzone:

 

Otto von Bismarck-Schönhausen realizza l'unità germanica e si annette mezza Europa.
Mentre io aspettavo te 
Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un pezzo tuttora in voga.

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Lyra Stark    1,788
%d/%m/%Y %i:%s, ziowalter1973 dice:

Da quando è iniziato il challenge mi sto chiedendo cosa significhi OST nel giorno 37: opening song theme? Oppure osteria.. ^_^

Ma che domande sono?

OSTERIA naturalmente!!!^_^

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Lyra Stark    1,788
9 minutes fa, ***Silk*** dice:

Perché la guerriera migliore per me è sempre stata sailor pluto: è mora, si veste di nero, e controlla il tempo.

Mi sconvolgi un mondo. Sempre pensato che fosse viola il suo colore ^^"

Comunque la sua arma era molto f**a, la mia invece era Sailor Saturn perché mi piace l'alabarda.

 

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AemonTargaryen    458

@Elvira Targaryen per un motivo o per l'altro, ripensando ad una discussione di diverso tempo fa, mi hai fatto tornare in mente quella cover de I giardini di marzo. :) Comunque, come sottolinei nel tuo intervento, quei due versi hanno una grande potenza, e mettono a nudo, in poche parole, le ipocrisie del mondo.

 

@Aegon il mediocre grande brano. Tra l'altro, è curioso il fatto che la mia alternativa alla canzone scelta oggi fosse proprio un brano di Anime salve, Khorakhané, in cui v'è molto di Ivano Fossati.

 

Giorno 34 - una canzone del tuo autore italiano preferito. Sulle singole canzoni potrei anche avere dei dubbi, ma sull'artista sicuramente no. Per quanto mi riguarda, Fabrizio De André ha assunto una posizione centrale, nella "mia" musica degli ultimi anni. Le parole e le note delle sue canzoni hanno riempito momenti intensi. E anche momenti "vuoti", forse anche più intensi di quelli "pieni". E talvolta è accaduto quanto scrive @SerGult,svoltando certe giornate.

Ho scelto un brano estratto da La buona novella, concept album del '70 la cui trama prende corpo partendo dalla lettura dei Vangeli apocrifi. Album pregno di poesia, anarchia, rivoluzione, amore. Colpisce il fatto che in quegli anni "caldi", di poco successivi alla morte del Che, ipostasi delle lotte rivoluzionarie, Faber parlasse di rivoluzione attraverso una rilettura della figura di Gesù Cristo. Figura raccontata attraverso i vari personaggi entrati in contatto con lui (eccetto che in Via della croce). Devo dire che poi, anche qui, vengono messe bene a nudo tante ipocrisie. Ma il mettere a nudo le ipocrisie passa, per quanto mi riguarda, in secondo piano, rispetto all'autentica forza rivoluzionaria del disco.

Probabilmente il mio brano preferito di questo album è Il testamento di Tito, con la sua potenza dissacrante e a tratti iconoclasta che però, con i suoi ultimi versi, si trasforma in un inno all'amore dalla forza rivoluzionaria. Brano che, tuttavia, ho già postato qualche tempo fa ne "La canzone del giorno". E allora cambiamo prospettiva, facendo, all'interno del disco, due o tre passi indietro.

 

La trama. In sostanza, Maria si ritrova a discutere con un falegname e con la gente. È quasi inquietante, il delinearsi così anonimo della figura del falegname. Non è Giuseppe, e né tantomeno ha un nome. E in questo stato di anonimato sarà l'araldo di un dolore enorme. Verso dopo verso, risulta di grande impatto il disvelamento graduale della cruda, straziante verità, per la povera Maria: nel suo battere senza sosta, il falegname sta preparando la croce per suo figlio.

Strazianti, in questo senso, alcuni versi del brano immediatamente successivo, Via della croce, in cui è condensato, a mio parere, tutto il Fabrizio De André di quegli anni. [...] non fossi stato figlio di Dio / t'avrei ancora per figlio mio. 

 

Maria:
"Falegname col martello
perché fai den den?
Con la pialla su quel legno
perché fai fren fren?
Costruisci le stampelle
per chi in guerra andò?
Dalla Nubia sulle mani
a casa ritornò?"


Il falegname:
"Mio martello non colpisce,
pialla mia non taglia
per foggiare gambe nuove
a chi le offrì in battaglia,
ma tre croci, due per chi
disertò per rubare,
la più grande per chi guerra
insegnò a disertare".


La gente:
"Alle tempie addormentate
di questa città
pulsa il cuore di un martello,
quando smetterà?
Falegname, su quel legno,
quanti corpi ormai,
quanto ancora con la pialla
lo assottiglierai?"


Maria:
"Alle piaghe, alle ferite
che sul legno fai,
falegname su quei tagli
manca il sangue, ormai,
perché spieghino da soli,
con le loro voci,
quali volti sbiancheranno
sopra le tue croci".


Il falegname:
"Questi ceppi che han portato
perché il mio sudore
li trasformi nell'immagine
di tre dolori,
vedran lacrime di Dimaco
e di Tito al ciglio
il più grande che tu guardi
abbraccerà tuo figlio".


La gente:
"Dalla strada alla montagna
sale il tuo den den
ogni valle di Giordania
impara il tuo fren fren;
qualche gruppo di dolore
muove il passo inquieto,
altri aspettan di far bere
a quelle seti aceto".

 

Fabrizio De André, Maria nella bottega di un falegname.

 

 

 

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ziowalter1973    1,029

@Lyra Stark io pensavo ad un altro tipo di osterai.. INtendevo quelle che si cantano.. Osteria numero uno... :D:D^_^  Il vino c' è sempre..

 

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