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Music Challenge on the Wall.


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Giorno 20 - una canzone che ascolti quando sei felice. Oggi vado con il mio primo Mannarino di questa Challenge. Una delle canzoni migliori di Supersantos, a mio parere. Album che arrivo ad apprezzare molto nel suo complesso: un Mannarino artisticamente in grande spolvero, quello del 2011 (e non soltanto).

 

Maddalena allora s'alzò e urlò con tutto il cuore:
"Dio non mi fai paura
tu che hai fatto un figlio senza far l'amore
che vuoi capirci di questa fregatura?

 

Lascia stare Giuda e guarda altrove
ecco, guarda la mia scollatura
e io mi guarderò dalla tua invidia
perché Dio non gode come una creatura."

 

Mannarino, Maddalena.

 

 

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Questa canzone l' avrei potuta mettere anche per la versione arrabbiato. Alla fine penso si sia capito che sono un fan di mike oldfield! Muse è tratta dall' album guitars dove mike oldfield usa le sue chitarre preferite (almeno fino al 1999) 

 

  • José Ramírez Classical guitar
  • Fender Stratocaster, salmon pink (1962)
  • Martin O-45 Parlour Guitar
  • PRS Custom 24 with Roland synth pickup
  • Fender Stratocaster, sunburst (1972)
  • PRS Custom 24
  • José Ramirez Flamenco guitar
  • Wal 4 string bass guitar
  • PRS McCarty Thinline
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Sulle ragazzine urlanti/groupies/whateveah. Il contesto è quello dello showbusiness più che del genere o delle tematiche trattate. Ma anche dell'affermazione del sé e della debolezza della carne. Altrimenti non se ne spiegherebbe la trasversalità che porta pure il gruppo che suona nello scantinato ad avere il mini-seguito di questa sorta.

Però capisco che quando una cosa non piace gli si trovano tutti i difetti possibili e immaginabili. :D

 

Tornando a noi. Giorno 22 - una canzone che ascolti quando sei triste.

Parafrasando @hacktuhana di un paio di giorni fa, quando sono triste, come quando sono arrabbiata, più che ascoltare musica, la scrivo - forse è più corretto usare l'imperfetto ma a volte capita ancora. Non ho comunque una playlist né da arrabbiatura né da tristezza. Non mi piace vincolare la libertà della musica che ascolto per quanto possibile. E, in fin dei conti, dipende dalle molteplici variabili del mio stato.

Immagino che sarete felici di tornare alla programmazione di Tristezza&Nutella. Mentre vi distribuisco i barattoli di Nutella, apro il mio di Cookies&Cream. Per svelare l'arcano di qualche pagina fa, vi confermo che è proprio una questione di gusti, per il mio palato, la nutella è troppo dolce e stucchevole. Non mi è mai piaciuta, non è un autoconvincimento da necessità di dieta come diversamente insinuato. Per fortuna, madre natura mi ha graziato con un buon metabolismo e nessun problema di salute da non dover necessitare diete di vario genere.

Per coniugare il tema tristezza e attualità (del topic), avevo pure pensato a sleeps with angels. Ma quando penso a Neil Young, la mente va subito a Heart of Gold. E la tristezza va via. Lascia il posto ad un'allegra malinconia.

In questo live, ci offre anche qualche simpatica battuta prima di iniziare la performance. Un paio di minuti per scacciare la tristezza, in attesa della pelle d'oca. :wub:

 

 

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Giorno 22 - una canzone che ascolti quando sei triste.

Come per la felice, diciamo che c'è un ventaglio di canzoni che mi piacciono e ascolto. Diciamo che questa è una delle più belle: Canzone triste per un film tristissimo.

 

 

 

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Ecco, torno proprio il giorno della canzone triste, vabbé, non mi faccio cogliere impreparato. :D

In generale l'album Mellon Collie and the Infinite Sadness é un totem della depressione di fine anni '90. Un doppio album sottovalutatissimo, o sopravvalutatissimo, a seconda delle opinioni. Sicuramente un album molto vario e non relegabile al solo Grunge, che forse avrebbe potuto essere contenuto in un solo album, ma in quel caso avrebbe perso il particolare flair multisfacettato e sopratutto la prolissità (in senso buono) che lo rendono tanto particolare.

Tonight, Tonight é solo una delle 4/5 canzoni dell'album che proporrei per la giornata a tema.

 

 

 

 

 

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Una canzone che ascolto quando son grass... cioè mi son confuso XD

Quando sono triste capita che dica un sacco di stupidate, per ridere. 

Se invece metto mano alla musica, rischio di aprire la voragine del compiacimento nello stare male!

Ecco.

Ok, mi rende triste ascoltare, ad esempio, qualcosa di Jason Becker, perché è inevitabile pensare alla sua malattia(la SLA) che gli ha impedito di continuare ad essere uno dei più virtuosi chitarristi esistenti, seppure non gli abbia impedito di continuare a comporre e fare musica.

In particolare c'è un pezzo, già postato su "la canzone del giorno"(credo...), che è un esempio riuscitissimo di come con le note si possa descrivere qualcosa in maniera perfetta.

Altitudes svetta molto in alto.

 

 

 

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Una canzone che ascolti quando sei triste...
Vista la gioiosa lievità delle canzoni che mi piacciono (è sarcasmo, eh), qui ci sguazzo come una papera nel laghetto!
In realtà, se sono triste non ascolto musica, cerco solo il silenzio. Ma diciamo che questa è una canzone a cui vorrei pensare quando sono triste. Perchè parla di un personaggio reale (la poetessa Alda Merlini) e di come ha affrontato non solo dei momenti tristi, ma un lungo periodo di sofferenza, il ricovero in un ospedale psichiatrico. L'inizio è un equilibrismo su un filo: il testo in apertura è percorso da un senso di strana pacatezza, il dolore è raccontato quasi sottovoce, eppure apre spiragli su situazioni atroci, "polsi legati" nella "casa dei pazzi". Il tono è così pacato che dà quasi un senso di normalità e questo è disturbante, colpisce; perchè non dovrebbe essere "normale" per nessuno, una condizione del genere. Poi va avanti, e cominci a cogliere una nota di fondo, che prima si sente appena ma man mano diventa sempre più forte, chiara ed evidente: la volontà di resistere. L'ostinata volontà di resistere, di tenere i pezzi insieme; di rimanere se stessi anche se il presente è diventato poco più che un letargo, e allora l'unico modo per farlo è aggrapparsi con i denti e le unghie ai ricordi, al "prima", a quello che è stata la vita "fuori".  Di riempire il vuoto lasciato dalla mancanza dell'amore con la consapevolezza che, in gioorni lontanissimi, l'amore c'è stato, lo hai vissuto e tutto ciò che hai vissuto ti appartiene, è dentro di te e nessun farmaco o elettroshock potrà togliertelo. E questa consapevolezza a volte è un sussurro (il ricordo del poeta Dino Campana), in altri momenti è un grido, è fame e desiderio furioso, non di un uomo o di qualcosa in particolare ma di ciò che recusione e letargia farmacologica ti negano ma tu vuoi, vuoi con tutto te stesso: vivere. Perchè la vita che vuoi è forte e intensa e totalizzante, non il vuoto ovattato di un luogo dove non succede mai nulla. Ma il fatto stesso che tu lo voglia ancora, che tu riesca ancora a pensarlo, a reagire, a difendere il tuo mondo interiore di ricordi e pensieri, significa già che ce la stai facendo, nonostante tutti e tutto.

Ecco, questa è un'altra di quelle canzoni che ad ogni ascolto mi mettono la pelle d'oca. Perchè il testo è una poesia. Bellissima, potente, piena di sensazioni, pensieri, immagini laceranti. Perchè è un misto di dolore, rabbia ma, in fondo, in un modo non banale e non consolatorio, anche speranza. Perchè nella vita a volte ti trovi al buio e allora puoi solo fare resistenza passiva e a volte è già così maledettamente difficile anche questo, tenere i pezzi insieme e, semplicemente,  aspettare. In attesa che, chissà, prima o poi l'orizzonte sveli uno spiraglio di luce.

Noi qui dentro si vive in un lungo letargo,
si vive afferrandosi a qualunque sguardo,
contandosi i pezzi lasciati là fuori,
che sono i suoi lividi, che sono i miei fiori.
Io non scrivo più niente, mi legano i polsi,
ora l'unico tempo è nel tempo che colsi:
qui dentro il dolore è un ospite usuale,
ma l'amore che manca è l'amore che fa male.
Ogni uomo della vita mia
era il verso di una poesia
perduto, straziato, raccolto, abbracciato;
ogni amore della vita mia
ogni amore della vita mia
è cielo è voragine,
è terra che mangio
per vivere ancora

Dalla casa dei pazzi, da una nebbia lontana,
com'è dolce il ricordo di Dino Campana;
perchè basta anche un niente per essere felici,
basta vivere come le cose che dici,
e dividerti in tutti gli amori che hai
per non perderti, perderti, perderti mai.

Cosa non si fa per vivere,
cosa non si fa per vivere,
guarda... Io sto vivendo;
cosa mi è costato vivere?
Cosa l'ho pagato vivere?
Figli, colpi di vento...
La mia bocca vuole vivere!
La mia mano vuole vivere!
Ora, in questo momento!
Il mio corpo vuole vivere!
La mia vita vuole vivere!
Amo, ti amo, ti sento!

Ogni uomo della vita mia
era il verso di una poesia
perduto, straziato, raccolto, abbracciato;
ogni amore della vita mia
ogni amore della vita mia
è cielo è voragine,
è terra che mangio
per vivere ancora

 

 

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Quando sono triste...È il momento buono per cercare maggiori tristezze.

Per la serie "Tristezza e Nutella", propongo un brano che tratta la disperazione, lo sconforto e l'impotenza dinnanzi ad una storia finita unilateralmente. Avrei proposto l'unplugged del 92 ma si sentiva meh per quanto attiene la parte strumentale. Una bella canzone di un bel gruppo con un cantante con una bella voce che suonano un bel genere.

 

 

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Dopo però mi toccherà ascoltarmi a palla we are the North !

In realtà quando sono triste cerco di ascoltare canzoni allegre, anche se ho pure un vasto repertorio di canzoni per i momenti di depressione profonda.

Vi propongo questa triste ma bellissima che ho conosciuto grazie a un fan video su Rhaegar e Lyanna. 

Resistete fino alla seconda strofa che è la parte migliore.

Ocio che è potente, vi ho avvisato!

 

In pole position pure quest'altra 

 

Non so perché entrambe mi fanno pensare a Theon ^^"

 

La terza del podio sarebbe Guerriero di Marco Mengoni, ma non la linko perché non voglio avere nessuno sulla coscienza.

 

Adesso però corro a imitare Nanni Moretti. :P

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Fortunatamente questo tremendo trittico emozionale volge al termine yeee.

Allora vediamo cosa tocca oggi, roba malinconica (radiohead scontati e già usciti quindi no) da scuola media possibilmente tipo Sum 41, Blink 182, the Fray...vabe ho capito, per concludere degnamente, dedico a voi e alle vostre domande beeellissime, tiè:

 

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