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Music Challenge on the Wall.


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Per me vale lo stesso discorso fatto per le serie tv, perciò questa è la sigla di cartone che canterei (o fischietterei) ancora adesso:
 


:wub: 

Anzi, confesso che una volta mi sono sparato "Urca urca tirulero" per 15 min e 16 lingue diverse. Se c'è qualche amante delle lingue sul forum ...può capirlo. (Forse) :ehmmm:

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Una sigla TV sola è impossibile: ce ne sono a decine che tutt'ora ascolto ancora anche in macchina. Quindi con grande difficoltà sono giunta a due canzoni sole. 

 

 

Capitan Harlock è stato un fulcro della mia infanzia. Lo adoravo e giocavo facendo finta di essere sull'Arcadia. 

 

 

Mentre che dire di Nadia e Jean? Una delle prime Ship consapevoli e soprattutto uno dei primi cartoni per cui ho pianto come una fontana.

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Qui forse dovrei rimandarvi al Topic sulle sigle. Credo di avere il pallino delle sigle, specie dei cartoni (detengo il titolo di campionessa di sigle in anni e anni di tragitti in treno e bus per andare a scuola ^^")

Dopo il mistero della pietra azzurra citato da @Lady Monica potrei citare la storica

Sono i cavalieri dello zo di a co, hanno nomi importanti,

sono grandi e forti eroi!

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Giorno 34 - una canzone del tuo autore italiano preferito

Mumble mumble.. :idea::idea: La verità è che ci sto scraniando da qualche ora per capire chi sia il mio autore italiano preferito.. Non ne ascolto molti e magari molto raramente. Quindi ho fatto una prima scrematura e sono rimasti fabrizio de andrè, samuele bersani, tiromancino, elisa, lucio battisti e qualche altro che non mi è venuto in mente.. Alla fine ho scelto giudizi universali di samuele bersani.

 

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22 hours fa, hacktuhana dice:

Sigla cartoni animati non posso che scegliere questa!

 

 

Stanotte la ascolto in loop e non dormo XD

 

Probabilmente una perla, nel suo genere. Fai conto che il tempo di quotarti e scrivere due righe l'ho già ascoltata 2 volte, e mi accingo a premere ancora "play"... XD

 

33 - La sigla dei cartoni animati che canti ancora adesso. Devo dire che gli elenchi di @SerGult  contengono spesso delle tentazioni musicali decisamente interessanti. Fra le tante, apprezzo in particolare la citazione della sigla dei Digimon (prima serie), di cui ricordo molto vividamente un episodio in particolare, pur all'interno di un anime in cui se ne ricordano diversi. In generale, mi aveva colpito in maniera significativa il suo messaggio di fondo. Poi la canzone Brave Heart merita una menzione a prescindere.

Mentre continuo ad approfittare del quote di @hacktuhana per riascoltare (ancora) la sigla di Daitarn 3, vado con il brano di oggi. Oltre a cantarla ancora adesso, direi che è bella anche da suonare.

 

I Cavalieri dello Zodiaco (Pegasus Fantasy).

 

 

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Giorno 34. Autore italiano preferito.

 

Nonostante l'abbia ascoltato di rado, mi sono ritrovato a scoprire che molte canzoni che mi piacciono sono scritte da lui, o in collaborazione con lui, o le ha arrangiato o sono in album ai quali ha collaborato.

 

Quasi scontata è la sua partecipazione ai maggiori successi di Mia Martini. Come mi era noto avesse scritto pezzi di punta di interpreti quali Berté, Prato, Oxa, Mina, Mannoia.

Poi tipo per caso ho scoperto le collaborazioni con De Gregori e che la più bella canzone dell'album che preferisco di Zucchero in realtà l'ha scritta lui.

 E poi notai la presenza della sua voce in due brani dell'album Anime salve di De Andrè, per scoprire che l'intero splendido album era scritto a 4 mani. Nonché il fatto avesse scritto due pezzi de Le nuvole,  tra cui quella genialata della a cimma.

 

Insomma, quasi involontariamente e casualmente Ivano Fossati è uno degli se non il mio autore italiano preferito.

 

Vi propongo un brano che fin dalle prime note mi fa salire i brividi.

 

"..c'è un tempo che ci siamo perduti

 come smarrire un anello in un prato

 e c'era tutto un programma futuro 

 che non abbiamo avverato,

 è tempo che sfugge, senza paura

 che prima o poi lo si riprende

 perché c'è tempo c'è tempo c'è tempo

 per questo mare infinito di gente.."

 

 

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Domanda: io ho autori italiani preferiti?

Potrei citare Chiamami ancora amore di Vecchioni tanto per darmi un tono, ma non è da me. Resta il fatto che è una bellissima canzone ma non direi la mia preferita.

Qualche canzone/autore italiano che mi piace in effetti c'è: Guerriero di Marco Mengoni è bellissima e mi fa piangere come un vitello. 

Mi piacciono anche i vecchi successi di Anna Oxa, in primis Quando nasce un amore. Così tanto per citare due cose che mi vengono in mente.

Mi piace anche Ciao amore di Tenco cantata da Dalida, anche se ammetto che il testo non dà chissà quali suggestioni. E pure Se telefonando di Mina o Mio Cuore di Rita Pavone.

Alla fin fine dovendo scegliere credo che metterò Pronto a correre sempre di Marco Mengoni che comunque ritengo positiva come messaggio. 

 

 

Ho pure trovato la Cover che mi mancava: Io canto della Pausini, che come versione mi piace molto di più di quella di Cocciante.

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Per fortuna @Lady Monica ha messo una delle 3 sigle che mi avevano mandato in crisi: la terza, oltre a Il mistero della pietra azzurra e alla mia scelta definitiva, era quella di Rossana, "fenomeno" da cui sono stata investita in pieno e di cui ho fervidi ricordi di vita vissuta ai tempi delle elementari.

 

@AemonTargaryen, sono contenta che i miei elenchi possano dare spunti ma noto di essere passata da una canzone a due gradualmente, poi tre citandone altre tre, e di botto ne ho nominate una trentina :stralol: credo che cercherò di darmi un contegno.

Per quanto riguarda Daitarn 3, non posso che concordare! La ascoltai per la prima volta live cantata proprio da Giorgio Vanni e per giorni fu un'ossessione :D

 

34 - Una canzone del tuo autore italiano preferito

Innanzitutto, sarà per i miei studi (lettere moderne), ma quasi tutti i miei autori preferiti sono italiani. Oppure - più probabile - l'amore per l'italiano mi ha portato a sceglierlo come parte fondamentale del mio futuro, o almeno questo è il piano, e parallelamente ad avere un'attenzione particolare per gli autori che in tale lingua si esprimono.

Non mi piace parlare di autore preferito anche perché potrei fare un lungo elenco (e come dicevo voglio un po' contenermi) di autori, di ieri e di oggi, che hanno riempito le mie giornate, a volte persino svoltato le mie giornate. Parlerò quindi dell'autore che mi ha capita di più, pur senza conoscermi, e che negli ultimi anni è stato davvero onnipresente nella mia vita con la sua musica.

Parlo di Niccolò Fabi, che fino ad ora non aveva trovato spazio nella mia challenge ma che sicuramente tornerà spesso e volentieri in altre categorie, soprattutto in quelle più "di cuore". In realtà avrei potuto scegliere una sua canzone per ogni giornata o quasi (sarebbe un esperimento interessante).

Questa è la canzone del nostro incontro, quello vero, perché prima di allora ci eravamo solo sfiorati i capelli (❤️). Quando l'ho sentita ho pensato che parlasse di me e con me, maniaca del controllo e pignola allo sfinimento, e che mi fosse capitata nelle orecchie solo per potermi insegnare l'arte della pazienza:

 

Ma tra la partenza e il traguardo

in mezzo c'è tutto il resto

e tutto il resto è giorno dopo giorno

e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire

e costruire è sapere e potere rinunciare alla perfezione

 

 

P.S. Solo due hanno postato e già si tratta di due canzoni che adoro (Giudizi universali e C'è tempo) :) si prospetta una bella giornata ricca!

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Autore italiano preferito, un elenco lunghetto direi.

Voglio scegliere gli Area, perché è un esempio calzante di come mi piace approcciarmi alla costruzione musicale, nonché all'ascolto, ma soprattutto sono una delle tante realtà italiane che un giorno nella vita scopri semplicemente essere esistite.

 

 

 

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Il tuo autore italiano preferito
Bene.
Io non devo linkare di nuovo Roberto Vecchioni.

Io non devo linkare di nuovo Roberto Vecchioni.

Io non devo linkare di nuovo Roberto Vecchioni.

Io non devo link...
Oh, al diavolo: se me la presentano così su un piatto d'argento, come faccio a non cogliere l'occasione? E comunque, ho provato a pensarci, ma il mio autore italiano preferito, almeno tra quelli che conosco, è lui, stop. E quindi, preparatevi, che ve lo beccate di nuovo. :D

Allora, una canzone di quelle vecchiotte, della sua fase d'oro. Un testo strano, complesso, pienissimo di concetti, spunti, immagini come finestre che si aprono al'improvviso su momenti diversissimi tra loro. Ma che forse hanno una cosa in comune: la difficoltà di vivere, e il senso di smarrimento quando finisce un sogno. In qualsiasi epoca, nel mito di ieri (l'antica Grecia, addirittura) come nella realtà di oggi (lui, Vecchioni stesso, oggi, su un marciapiedi di una anonima stazione ferroviaria mentre saluta la donna che ama, la compagna Irene, che lo sta lasciando per un altro: episodio vero, non invenzione narrativa). E viene fuori anche un altro tema: il contrasto tra le cose immense che abbiamo dentro -sogni, fantasia, pensieri, conoscenza, interi mondi- e il pochissimo che  riusciamo a condividere, a tirar fuori comunicando con gli altri. Tanto che uno dei momenti più strazianti della tua vita culmina con l'altra persona che, tra tutte le cose che potrebbe dirti in una situazione che ti sta strappando il cuore, se ne esce con una frase banale e vuota che, nella sua indifferenza e lontananza, è peggio di una pugnalata. E tu scopri quanto sei solo, solo con il mondo che hai dentro e i tuoi pensieri.

Ma cominciamo dall'inizio...

C'è un uomo che sta partendo su una nave, molto tempo fa. Nell'antica Grecia, addirittura. Quel passo gli costa molto, è già pieno di rimpianto e nostalgia; ma non può resistere al richiamo delle vele spiegate al vento, di un mare che, anche se il testo non lo dice, sentiamo che è bellissimo, azzurro e scintillante nel sole del mattino, di un orizzonte pieno di promesse. Ma quello che troverà, oltre quell'orizzionte, è molto diverso da ciò che aveva sentito cantare dagli gli aedi. Perchè la guerra (e ora penso anche alle tante battaglie di Asoiaf) è brutta, dolorosa, sporca, cruda e meschina. E gli eroi, se ci sono, soffrono anche loro. E qui la crudezza si interrompe per un attimo, si ferma davanti ad un momento di una dolcezza e delicatezza commoventi: Achille che piange sull'amico Patroclo morente. Un specie di cameo racchiuso  in quattro sole righe. Quattro righe che, se hai esperienza o intuizione di cosa significhi il lutto e la perdita, sono una botta al cuore:
 

E ho visto fra le lampade un amore

e lui che fece stendere sul letto

l'amico con due spade dentro il cuore,

e gli baciò piangendo il viso e il petto...

Quanta disperata tenerezza c'è, in quel "fare stendere sul letto" qualcuno la cui sofferenza fisica ormai ha passato il confine, non può certo essere alleviata da un giaciglio morbido ed un cuscino?   E' uno di quei poveri gesti che si fanno quando si vorrebbe tanto poter fare qualcosa per un'altra persona che ormai è inesorabilmente al di fuori della nostra possibilità di aiuto, tanto dolci quanto inutili, impotenti.
Per inciso, riascoltandola adesso, dopo GoT, quelle righe mi fanno pensare anche alla scena di Jon morto, anche lui pugnalato al petto, steso sul tavolo dagli amici, e la muta, sconcertata, incredula disperazione di Ed e Davos...
E poi, con una transizione-lampo stilisticamente coraggiosissima, racchiusa in sola mezza riga di testo, il discorso si sposta sul qui e adesso. Con una specie di fusione tra i due personaggi, l'uomo di duemila anni fa che ha scoperto che la realtà è tanto diversa dalle leggende e quello di oggi, Vecchioni ma anche uno di noi, in uno di quei momenti in cui un sogno ci si spezza tra le mani. E il testo diventa una confessione intima, personalissima. Quasi spudorata, perchè accidenti, gli uomini che ammettono pubblicamente di soffrire, in grado addirittura di salire su un palco a raccontare di una perdita -ripeto, vera- che li ha lasciati a pezzi sul marciapiedi di una stazione ferroviaria, con il coraggio e l'intelligenza di fregarsene del millenario, ottuso clichè del maschione bestione rude duro e insensibile, sono ancora abbastanza una rarità.

E allora, vai col testo. In cui, almeno per me, quasi ogni frase sarebbe da sottolinerare e riscrivere da qualche parte per conservarla.

Ascolta,

ti ricordi quando venne

la nave del fenicio a portar via

me con tutta la voglia di cantare

gli uomini, il mondo e farne poesia...

Con l'occhio azzurro io ti salutavo

con quello blu io già ti rimpiangevo

e l'albero tremava e vidi terra,

i Greci, i fuochi e l'infinita guerra...

 

Li vidi ad uno ad uno

mentre aprivano la mano

e mi mostravano la sorte

come a dire "Noi scegliamo,

non c'è un Dio che sia più forte"

E l'ombra nera che passò

ridendo ripeteva "no"...

 

Ascolta

ero partito per cantare

uomini grandi dietro grandi scudi

e ho visto uomini piccoli ammazzare

piccoli, goffi, disperati e nudi...

Laggiù conobbi pure un vecchio aedo

che si accecò per rimaner nel sogno

con l'occhio azzurro invece ho visto e vedo,

ma con l'occhio blu mi volto e ricordo...

 

Ma tu non mi parlavi

e le mie idee come ramarri

ritiravano la testa dentro il muro

quando è tardi

perché è freddo, perché è scuro

e mille solitudini

e buchi per nascondersi...

E ho visto fra le lampade un amore:

e lui che fece stendere sul letto

l'amico con due spade dentro il cuore,

e gli baciò piangendo il viso e il petto...

E son tornato per vederti andare

e mentre parti e mi saluti in fretta

fra tutte le parole che puoi dire

mi chiedi "Me la dai una sigaretta?"

 

Io di Muratti mi dispiace non ne ho

il marciapiede per Torino si lo so

ma un conto è stare a farti un po'

di compagnia altro aspettare che

il treno vada via perché t'aiuto

io ad andare non lo sai e questo a

chi si lascia non succede mai,

ma non ti ho mai considerata

roba mia io ho le mie favole,

e tu una storia tua.

 

Ma tu non mi parlavi

e le mie idee come ramarri

ritiravano la testa

dentro il muro quando è tardi

perché è freddo, perché è scuro...

e ancora solitudini

e buchi per nascondersi...

 

E non si è soli quando un altro ti ha lasciato

si è soli se qualcuno

non è mai venuto

però scendendo perdo i pezzi sulle scale

e chi ci passa su

non sa di farmi male

ma non venite a dirmi

adesso lascia stare

o che la lotta in fondo deve continuare,

perché se questa storia fosse una canzone

con una fine mia,

tu non andresti via.

Scelgo una versione live recente, perchè i video con quella originale hanno un audio orrido.
E buon ascolto.

 

 

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34 - Una canzone del tuo autore italiano preferito

 

Il mio VERO autore italiano preferito faceva parte di un gruppo, quindi non me la sono sentita di metterlo e ho comunque avuto una grande indecisione perché il mio primo pensiero è stato "La Luna" di Branduardi, ma invece vado sul banale ma mai scontato e dico De Andrè.

Scelgo Bocca di Rosa perchè è una canzone secondo me verissima. Forse non la migliore, ma comunque potentissima e con un sottotesto sottile che non emerge subito.

 

si sa che la gente dà buoni consigli 
se non può più dare cattivo esempio. 

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Giorno 34 - una canzone del tuo autore italiano preferito

Non sono una grandissima amante del cantautorato... sono troppo basic per apprezzarlo fino in fondo. comunque posto una canzone che da piccola mi faceva molto ridere.

 

 

 

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Titanic dovrebbe essere in uno dei due Lp comprati in vita mia.. Nel 1990 comprammo lo stereo con giradischi e per darmi un tono avevo comprato due dischi di cui uno di de gregori.. In pratica dopo aver capito che i dischi volevano più cure sono tornato alle cassette o ai cd.. :D

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Avevo pensato anche io a Bocca di Rosa, anche se ammetto di non aver un preferitissimo ma tanti nomi che apprezzo e ascolto volentieri (De Andrè, Guccini, De Gregori, Battiato, Battisti, Dalla, Celentano, Bennato, Vecchioni...)

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