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Music Challenge on the Wall.


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Giorno 35 - una canzone della tua autrice italiana preferita

Purtroppo è una categoria sulla quale non sono ferratissima, anche qui scado nel banale lo so, ma l'unica che mi sento davvero di postare è Mia Martini. E' principalmente conosciuta per canzoni che le sono state scritte da altri, ma è stata anche un autrice, secondo me di talento. Questa è una delle canzoni scritte da lei che mi piace di più :)

 

 

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@hacktuhana  finalmente i Lacuna Coil. Cominciavo a sentirmi in colpa per non essere riuscito a postare A tout le monde dei Megadeth con la "nostra" Cristina Scabbia.

Inoltre condivido quanto avete scritto su Renato Zero. Per quanto mi riguarda parliamo di un vero artista. Mi piace molto, sia per gli aspetti che avete sottolineato, che ne fanno un "personaggio" che, nonostante tutto, rimane autentico, sia quanto al più "stretto" ambito musicale. Ci sono dei versi di "Vivo", canzone che già in sé è un pugno nello stomaco, che mi si sono incisi anche più di quelli di canzoni di artisti considerati, in genere, "più artisti" di lui. Un brano fantastico ed un'interpretazione "densa", decisamente. La musica è una cosa meravigliosa. Anche Renato Zero lo è.

 

[...]

Vivo

sul mio viso il tempo ambiguo
lascia i segni di chi è nato già
da un'eternità
e tutto il bene l'ho buttato via
per qualche donna e un po' di compagnia
la vita questa gran signora
si paga a ore come una pu***na
è così cara che è un lusso averla tu
.

 

@Stella di Valyria A proposito di Gelsomina. Ho una mezza idea su cosa postare, fra un paio di giorni... :)

 

 

 

Giorno 35 - una canzone della tua autrice italiana preferita. Anch'io, come Elvira, vado a colpo sicuro. Anch'io con Mia Martini. Vero che è ricordata più come interprete che come autrice, ma anche qui mi trovo sulla stessa lunghezza d'onda di Elvira, ritenendo che anche sotto questo aspetto abbia detto la sua in maniera importante. Quindi posto anch'io un brano scritto da lei, anche questo tratto da Quante volte... ho contato le stelle.

Sono di Mimì sia il testo che la musica. Una canzone che oserei definire "intima". Una canzone che è la sua autobiografia.

 

E c'è chi sopra un palcoscenico
si muove con maestria
se provassi potrei farlo anch'io
ma quando è il momento, mio Dio
mi sento goffa e ridicola io
la mia paura è una nota stonata
e lo sai perché?
Non c'è niente di grande in me
io posso soltanto cantare per te.

 

Mia Martini, Stelle.

 

 

 

Oggi propongo anche una "bonus track". Ho già scritto di Jimi Hendrix e della canzone Little wing. Mia Martini ne ha tradotto il testo, facendone una cover decisamente interessante. Interpretazione molto intensa. Una delle sue.

 

Mia Martini, Le ali della mente.

 

 

 

 

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Oh, Mia Martini, che meraviglia <3 
Inspirata dai vostri post stavo per postare una canzone del cui testo è stato scritto da lei, Quante volte. Ma è una delle cose più commerciali cha ha fatto, bella, sì sì, ma con una strana e per lei anomala voglia di non disturbare, di non far pensare troppo, di piacere al grande pubblico raccontandogli le cose che vuole sentire. Non le somiglia proprio. E quindi approfitto dell'elasticità di cui parlavo qualche post fa e, con la scusa che è stata anche autrice, vado con un'altra sua canzone che la rappresenta molto di più. Una canzone che usa una melodia  pienamente rispettosa delle regole e dei gusti di allora, per veicolare un testo tagliente, duro, che parla di cose a cui il grande pubblico probabilmente non vorrebbe pensare, figuriamoci quando va al Festivalbar con gli striscioni e gli accendini. Scritto per lei da un cantautore napoletano, un brano che parla di come la violenza sulle donne si possa esercitare in tanti modi, anche non appariscenti; e di come le donne possano essere vittime in tanti modi, anche senza che nessuno intorno se ne renda conto. Forse perchè non lo si sa; o forse perchè lo si sa, ma la nostra culutra lo si considera normale. Forse lo considera normale persino lei, la vittima.
 

 

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Una canzone della mia cantante italiana italiana preferita.. Arrivo in ritardo rispetto al solito e le avete postate un pò tutte. Elisa e lacuna coil sono quelle che preferisco

Invece di una canzone metto un video in cui elisa prende per il c**o le colleghe.. :D

 

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Non so da dove cominciare con i (doverosi) commenti :shock: vi siete proprio scatenati!
Faccio un passo indietro alla giornata di ieri, partendo da chi ha postato dopo di me. 
@Lady Monica, Titanic è probabilmente il mio album preferito di De Gregori, che a sua volta è uno degli autori che preferisco:)
Rino Gaetano,  andato via davvero troppo troppo presto e in circostanze che mi fanno raggelare il sangue, è un altro che mi piace molto e devo concordare con @***Silk*** sulle "linee preferite", nel mio caso riferendomi all'intera Sfiorivano le viole che è uno dei "miei" suoi brani!
Mi soffermo un po' di più su Faber, con un mea culpa:
De André è un autore che apprezzo, ma che non ho ancora approfondito come meriterebbe, perché dai miei ascolti distratti ho capito che va ascoltato con una cura particolare (e non intendo nella sola accezione di "attenzione", ma qualcosa di più). Ci sono delle sue canzoni che per un motivo o per un altro conosco meglio di altre, alcune ho finito per averle a cuore, ma non basta e approfondire è un mio proposito (che come spesso accade non sono brava a rispettare!). Per questo mi fa davvero piacere, grazie a questo topic, poter leggere qualcuno che ne parla con tanta passione e profondità e il mio desiderio di ricerca cresce ancora un po'.
Ne approfitto comunque anch'io per ringraziare chi posta musica che non conoscevo o che non conoscevo così bene o su cui non mi sono mai soffermata abbastanza. Qualsiasi mio intervento sarebbe superfluo e quindi lo evito ma leggo e ascolto con grande interesse!


Riguardo ad oggi devo dire che la categoria un po' mi spaventava, perché rispetto agli autori uomini è innegabile - purtroppo - un dislivello, in termini di quantità. Non avendo in questo caso una vera preferita, certamente per colpa di una mia mancanza e superficialità, avevo pensato a diverse autrici, molte delle quali sono già state postate: Elisa è probabilmente quella che meglio conosco, la ascolto e mi piace abbastanza, sia in inglese che in italiano (già rendere bene in due lingue non è cosa facile e sento di potergliene dare merito); mi erano venute in mente anche Nada e Mimì in veste di autrici, già citate; e apprezzo un po' tutto il post di @hacktuhana, poi approfondito a sprazzi e a più riprese anche dagli altri (dalle considerazioni su Renato Zero a quelle su Mina ai Lacuna Coil, persino i brevi riferimenti ad LP e Nina Zilli, che piace anche a me! :D ).
Ci tengo a sottolineare comunque che in tutti i casi non sono così "preparata" e non sarei di certo riuscita a parlarne come voi. Così come ci tengo a sottolineare che le mie stesse scelte, rispetto alle precedenti, sono sicuramente meno sentite a livello affettivo e hanno una base di conoscenza meno solida, ahimè. Mi propongo anche qui di andare oltre una mia insensata pigrizia mentale, alimentando quelle che ritengo essere al momento solo semplici curiosità o frettolose conoscenze.

Giorno 35 - Una canzone della tua autrice italiana preferita
Ho scelto Cristina Donà, capace di sfiorare vette di poesia, a mio avviso e naturalmente per quel che conosco di suo:)
 

Se resti nell'ombra aspetta la luce anche s'è nascosta
Pensa leggero, come un foglio leggero, assecondando anche le curve violente
Vola leggero su di un foglio leggero, la paura appesantisce la mente. Q
uesto lo sai...
Se ti perdi ancora nei dettagli, allontanati dal tuo sentiero
La distanza spesso può aiutarti a capire ciò che serve davvero
Pensa leggero, come un foglio leggero assecondando anche le curve violente

Vola leggero su di un foglio leggero, la paura appesantisce la mente
Torna leggero su di un foglio leggero e non voltarti indietro mai, lo sai...


E volare sopra campi sconfinati puntando a sud...

 



Mi sembra giusto, infine, ricordare anche la mia vicina di provincia, la nostra cantantessa :D posto una sua canzone in siciliano (più che altro catanese) che mi piace particolarmente. Sotto spoiler metto la traduzione, che non ho tempo di farvi personalmente, purtroppo, quindi mi affiderò a quella che trovo :ehmmm: e allego anche un video di una sua spiegazione (fino al min 5.34).

 

“Turi ho vogghia di quaccosa, un passabocca, un lemonsoda”
Iddu ci arrispunni: “Giusy, quannu ti chiamavi Giuseppina,  eri licca pà brioscia cà granita”

(essere liccu/a = andare matto/a - nel senso del gusto, ma è più che "piacere")
 


 

Spoiler

Sono sempre alla finestra e vedo gente che gira per la strada,
gente bella, brutta, allegra, arrabbiata, seccata
gente "(ben)riuscita" con le ciglia alzate e la bocca stretta:
« Turi ho voglia di qualcosa, un passabocca, una Lemonsoda »
Lui le risponde: « 'Giusy', quando ti chiamavi Giuseppina,
ti piaceva la brioche con la granita! »
« Turi, tu ne hai fatta di strada, e ora che sei un grosso imprenditore
devi imparare a parlare con classe »

Sono sempre alla finestra e vedo gente sfaccendata,
stravaccata nelle panchine della piazza, spegne e accende la sigaretta,
gente che s'incontra e dice «ciao» con uno sguardo
gente che si evita e quella che si abbraccia e si bacia
Gente che tira avanti stringendo la cinta, si strapazza e non si arrende
altrimenti il prossimo inverno non si canta messa (1)
gente che tira avanti leccandosi la sarda (2)
ma che fa trovare la tavola apparecchiata a chi comanda.

« Che ha da guardare? non ha altro a cui pensare?
almeno un po' di da fare?
Vada a lavorare – grida un vecchio indispettito –
c'è il malocchio dietro i vetri! »
Io dico: « Mi deve scusare, ma a casa mia sto dove mi pare »

La domenica mattina dagli altoparlanti della chiesa
la voce di padre Coppola ci fa tremare le case, ci entra nelle ossa:
« Peccatori rinunciate a quei peccati della carne 
quando il diavolo si mostra rinforzatevi le mutande »
d'un tratto si parcheggia vicino la chiesa un macchinone 
scende Saro Branchia detto Re Leone,
padre Coppola balbetta, chiude con tre parole l'omelia
perché sua Maestà si deve fare la comunione!

« Che ha da guardare? non ha altro a cui pensare?
almeno un po' di da fare?
Se ne vada un po' al mare – grida un vecchio malconcio e tosto –
così bianca sembra un fantasma »
Io gli dico « Mi deve scusare, 
ma perché deve stare sotto casa mia a insultare? »

Sono sempre alla finestra e vedo la grande civiltà che c'è stata, 
dove turchi, ebrei e cristiani si stringevano la mano, 
allora si pensava che 'la diversità è ricchezza' 
tempi di bellezza e di poesia, d'amore e di saggezza 
Quel che è stato ieri oggi forse potrebbe tornare 
se troviamo i semi buoni da piantare 
in questa terra di fuoco e di mare oggi sento che mi parla il cuore 
e dice che le cose stanno per cambiare..

« Che ha da guardare? non ha altro a cui pensare?
almeno un po' di da fare?
Vada a ballare, va' a fare quattro salti ed esca giusto per svagarsi! » 
Gli rispondo con piacere: « C'è qualche danza bizzarra che mi vuole consigliare?!? »


(1) "nun si canta missa": non si mangia.
(2) "lliccàrisi 'a sàıdda": fare la fame.
 

 


Che post lungo :shock:

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Giorno 36 - la tua canzone italiana preferita

Dovrei fare un esame di coscienza per sapere quale sia la mia canzone italiana preferita ma preferisco fare altro.. Rigiro la fritta e trasformo la canzone di oggi ne la canzone italiana che odio! La categoria dell' odio era presente gli altri giorni ma non era il tema principale e io avevo già pronto il titolo. La canzone italiana più idiota che conosco è il mio nome è mai più del trio pelù jovanotti e ligabue creata ai tempi della guerra in ex jugoslavia.

 

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Canzone italiana preferita, al solito coi preferiti, un'ecatombe di titoli che mi rimbalzano nella mente.

Ma ho deciso di metterne una simbolica.

Rappresenta il volersi uniformare quel che per tutti è normale e giusto, quello che viene persino naturale pensare essere il modello di vita migliore.

Ebbene io, come l'autore di questa bella canzone che in diverse occasioni ha inneggiato al sognare, preferisco essere burattino, ma senza fili.

È stata tua la colpa.

Bennato.

 

 

Ero tantato di fare la lista ma mi fermo qui... dove viv... ehm XD

 

 

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Giorno 36. Canzone italiana preferita.

 

Partiamo dal cantautore preferito, De Andrè, passiamo all'album preferito, Anime Salve e partiamo col pippone..

 

De André c'è poco da fare ma è il cantautore che raggiunge i livelli più elevati di riflessione, varietà tematica e ricerca di sonorità. Partito da canzoniere, attravera le varie rivoluzioni sonore per approdare al conseguimento di un sound italiano, mediterraneo, moderno, perfetto per rappresentare le storie vecchie e nuove di questo paese.

 

Anime salve è l'apice di questo percorso.

 

In particolare Disamistade è un esempio di canzone perfetta. Suoni e strumenti ricercati, mediterranei, atmosfera sposata perfettamente col testo, che rende il trascorrere inesorabile del tempo e il procrastinarsi e ripetersi inesorabile delle nostre attitudini.

 

 

Perché al di là dell'evoluzione civile, umanistica e scientifica degli italiani e dell'umanità intera, noi siamo sempre gli stessi. 

Abbiamo una razionalità che ci permette di risolvere problemi, astrarre e costruire e vivere socialmente. Ma fino a che punto? Fino al punto in cui la stessa razionalità è impiegata per giustificare i nostri istinti, invidie, violenze, volontà di prevaricazione. Perché qualsiasi costruzione sociale, sia essa famiglia, città, stato, civiltà andrà ad incontrarne delle altre. Perché ogni individuo, che posto in società pensa oltre che ai propri bisogni, al bene comune, andrà a scontrarsi con gli stessi dei propri vicini. Ed ognuno sta nel giusto, ma il proprio giusto è sempre più giusto dei giusti altrui. E lo validiamo razionalmente. Ed ecco che nella corsa al benessere e alla civiltà, l'uomo non cessa mai di lottare coi propri simili, dalle guerre che coinvolgono continenti, fino, sempre più granularmente, alle faide famigliari e agli odii individuali. La tecnologia, la legge, la filosofia, la scienza, non potranno mai modificare quello che siamo, ossia bestie. Bestie solamente molto capaci, che vogliono piegare le volontà altrui a proprio beneficio dal Micro al Macro, fino al tentativo più bieco e miope di piegare la natura stessa, la realtà fisica delle cose. Perché ragionare in ottica di specie umana non ci riesce, è difficile. È più facile farlo in ottica di nuclei più contenuti. Ignorando il costo e le conseguenze, a livello di collettivo umano, razionalmente noti, ma istintivamente scomodi.

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Giorno 36: la tua canzone italiana preferita

 

Non è solo la mia canzone italiana preferita, è la mia preferita in assoluto. La considero una delle più belle (la più bella per me) canzone d'amore mai scritta, sicuramente anche grazie all'interpretazione di DiGiacomo che riesce ad essere di un'intensità fuori dal comune. Questo pezzo per me è l'assoluto. 

 

Per una volta voglio mettere anche io una bonus track. Ho un rapporto di amore/odio con Ferretti che considero(avo?) un poeta che non riesco a riconoscere più. Però quello che ha dato alla musica italiana almeno rimarrà per sempre <3

 

 

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@SerGult anche per me Sfiorivano le viole è uno dei suoi miei brani. Lo adoro!

 

Giorno 36 - La tua canzone italiana preferita. E adesso non mi restano che loro: i CCCP.

Li amo, sono un gruppo che ha risentito molto delle influenze musicali internazionali e le ha fatte sue, fondendole anche alla tradizione cantautorale italiana e regionale emiliano-romagnola. Addirittura in Valium Tavor Serenase, passano dalla violenza punk a "Romagna mia, Romagna in fiore". Geni. Nella scelta del wording di Ferretti ci sono delle evidenti reminiscenze di Battiato. Negli arrangiamenti, si sente un'evoluzione personale d'ispirazione wave tedesca e britannica (non per niente sono nati a Berlino), ma anche punk da oltreoceano. Del resto loro sono un gruppo punk.

Scelgo una canzone che rimanda molto ad atmosfere à la Bauhaus. E scelgo la versione pubblicata post-scioglimento in live in Punkow.

 

Verranno al contrattacco
Con elmi ed armi nuove
Verranno al contrattacco
Bianche corone e bandiere a lutto
Maledetto Yang maledetto Deng
Maledetto Li-Peng
Maledetti nei secoli nel cielo e sulla terra!

 

Maledetto pure chi ha cancellato tutte le versioni esistenti su youtube di questa canzone, lasciando solo il live dell'83 al KOB. Preferisco linkarvi l'album su spotify. Ascoltate Manifesto. Ma ascoltatele pure tutte perché meritano. E di Manifesto merita tutto il testo, quindi eccovi il resto:

 

 

Non si svende non si svende
Anche se non funziona anche se non funziona
Niente saldi di speranza niente saldi di esistenza
Meglio un voto alla Madonna
E data l'ora, l'aspetto, la cattiva reputazione
Le voglie sconfinate, la necessità d'infinito
Raffina i sentimenti raffina i sentimenti
Trasgredisci i rituali trasgredisci i rituali
Vali molto di più di un aumento economico
Meriti di più di un posto garantito
Che non avrai che non avrai che non avrai
Che non avrai!

 

Grande è la confusione sopra e sotto il cielo
Osare l'impossibile, osare, osare e perdere


Grande l'impossibile osare la confusione
Il cielo è sopra e sotto
Ci si può solo perdere
Grande l'impossibile osare la confusione
Il cielo è sopra e sotto
Ci si può solo perdere

 

https://open.spotify.com/album/0yWSRxXj8m1oAGzkcNiK3d

 

Vi dico di ascoltarlo tutto. Ma anche di ascoltare altro. Perché scegliere una canzone dei CCCP è difficilissimo, quasi impossibile. Come faccio a non citare stralci di altro. Non posso. Loro sono riusciti a leggere perfettamente il proprio tempo. Non era solo idealismo politico, c'era anche il sarcasmo, la disillusione:

 

Fedeli alla linea, anche quando la linea non c'è,

quando l'imperatore è malato, quando muore o è dubbioso

 

E non c'era solo la politica, ma anche il disagio e la necessità di ribellione di una generazione, che poi è riportabile anche ad altre successive, perché chi non è mai stato confortato, anche oggi, da:

 

Vali molto di più di un aumento economico
Meriti di più di un posto garantito
Che non avrai che non avrai che non avrai
Che non avrai!

 

E non esistono ancora oggi situazioni di disagio indipendenti dalla tua persona ma dal tempo e luogo in cui ti trovi a essere:

 

Io sto bene io sto male io non so cosa fare

Non studio non lavoro non guardo la tivù
Non vado al cinema non faccio sport
Non studio non lavoro non guardo la tivù
Non vado al cinema non faccio sport

E' una questione di qualità è una questione di qualità è una questione di qualità
O una formalità, non ricordo più bene, una formalità

 

E tutti sono onesti e tutti sono pari

E tutti hanno le palle democratico-popolari

E tutti sono onesti e tutti sono pari

Dammi una mano dammi una mano ad incendiare il piano padano

 

Provincia di gente squartata

Un quarto al benessere un quarto al piacere un quarto all'ideologia

L'ultimo quarto se li porta tutti via

Dammi una mano dammi una mano a consolare il piano padano

 

 

Esiste una sconfitta pari al venire corroso

Che non ho scelto io ma è dell'epoca in cui vivo

 

Ma ci sono anche i sentimenti a volte:

 

Trafitto sono
Trapassato dal futuro
Cerco una persona cerco una persona
Fragili desideri fragili desideri fragili desideri
A volte indispensabili a volte no

 

Amami ancora,

fallo dolcemente,

solo per un'ora,

perdutamente.

 

Lasciami qui

Lasciami stare

Lasciami così

Non dire una parola che

Non sia d'amore

Per me

Per la mia vita che

E' tutto quello che ho

E' tutto quello che io ho e non è ancora

Finita

Finita...

 

Forse è un post confusionario. Ma non mi piace parlare troppo quando bastano le parole dei CCCP. Felicitazioni. ;)

 

 

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Uuuuuu i CCCP, quella splendida esperienza di Punk italiano con le loro due reincarnazioni anche... probabilmente il gruppo più importante nella storia della musica italiana, per le influenze esercitate in primis e per la presenza di due costanti della produzione musicale italiana, Giorgio Canali e Massimo Zamboni.

Pensando a loro, trovo curiosamente una chiave di lettura di parte del mio challenge per le collaborazioni tecniche con Nada, Afterhours, Nobraino, Lo stato sociale.. Per non parlare in generale dei Litfiba, Verdena, Tre allegli ragazzi morti, Marlene Kuntz.. La splendida cover di Amandoti di Gianna Nannini...

 

E poi c'è Ferretti... dall'URSS all'UDC 

 

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Giorno 36 - La tua canzone italiana preferita.

Mi sono resa conto che non è così semplice come può sembrare. Ci sono molte canzoni che mi piacciono, per un motivo o per l'altro. Ma forse i Subsonica rappresentano la mia musica preferita, nonostante in questi ultimi anni si siano persi. Avrei una miriade di loro canzoni da mettere, ma ne scelgo una. A Malincuore.

 

 

 

E sto giro ci attacco una bonus track, di un altro gruppo che è stato un mezzo colpo di fulmine, ma poi scemato. 

 

 

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Il connubio politica-musica, non dovrebbe incidere sul gusto musicale, parlando di Giovanni Lindo Ferretti, che adesso vota centro destra e lega nord, tra l'altro. XD

 

Senza voler affatto polemizzare con Aegon per carità! Che tra l'altro non dice nulla a riguardo, tranne un dato di fatto XD

Precisiamo ed evitiamo fraintendimenti! XD

 

Colgo solo l'occasione per esprimere pareri, più o meno... in realtà è pretestuoso il tutto per rifarmi a certe belle canzoni. XD

 

I Litfiba cantavano che è più difficile cambiare un'idea Apapaia appunto, con tutto 17re! Ma chi sa farlo a mio avviso possiede un raro pregio, quello di saper mettere sempre in discussione le proprie certezze.

Da amante del dubbio apprezzo la non certezza e l'incoerenza persino...

 

Volevo cogliere l'occasione(ancora?) per parlare altresì di Lucio Battisti del quale volevo mettere "Mi ritorni in mente" ché son parecchio smemorato.

Artista che ha sempre subito attacchi politici perché ritenuto di destra.

Ecco sta cosa davvero mi fa sorridere.

Specie se l'artista in questione parla di tutto tranne che di politica.

Emozioni.

 

Avendo messo Bennato, ricordo che anni fa... XD in Sono solo Canzonette cantava proprio di impresari di partito che, fatto un altro invito, gli davano del pazzo ed incosciente, irriconoscente, sovversivo e mezzo criminale XD

(altra bella canzonetta).

 

È che più persone di quel che si pensa non esattamente escono prodotti ben confezionati XD(cogli la citazione di plastica).

 

Ok...

mi dileguo andando verso la mezzanotte, che si spengono i rumori, l'insegna di un ultimo caffè, le luci dei lampioni si accendono, Sally, che non è stato tutto sbagliato, io però

indosso un vecchio frack, lo stesso, e correndo davanti alle televisioni ricordo che vivo a Cremona...

Adieu.

XD

 

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Leggere i vostri interventi è sempre molto interessante, almeno quanto l'ascolto dei singoli brani. Mi riservo di ringraziarvi alla fine. ^_^

 

Giorno 36 – la tua canzone italiana preferita. Avendo inserito Via del campo come canzone preferita, dovevo trovarne un’altra per la categoria odierna. Ed alla fine anch’io, come @hacktuhana,  ho optato per una canzone simbolica. Vado con un brano che ho apprezzato fin da bambino e che, nel corso degli anni, ho imparato a vedere sotto una luce diversa, anche perché prima non avevo gli strumenti per poterlo capire del tutto e, quindi, apprezzarlo fino in fondo. “Luce diversa” che tradotto significa “ho capito che si trattava di una grande canzone.”
 
Il centro di gravità della vita psichica dell'uomo numero 1 si trova nel centro motore.
Il centro di gravità dell'uomo numero 2, invece, si trova nel centro emozionale.
L'uomo numero 3 trova il suo centro di gravità nel centro intellettuale.
Tutte e tre le categorie sono collocate sullo stesso livello di sviluppo.
L'uomo numero 4, invece, si distingue dai primi tre per via della comprensione di se stesso; egli comincia a conoscersi, comincia a sapere dove va. Nell'uomo numero 4, i centri psichici cominciano ad equilibrarsi. L’uomo numero 4 ha un centro di gravità permanente.
Chiaramente, un essere umano, nel corso della vita, viene influenzato da tantissime cose – e spesso non se ne rende neppure conto – per cui trovare il proprio centro di gravità permanente – a maggior ragione, credo, in una società come quella di oggi – risulta estremamente difficile, e solo in pochi sono in grado di riuscirci.
 
Quella di oggi è una delle mie canzoni preferite, oltre ad essere, per quanto mi riguarda, una delle più significative. Sarà il periodo, alcuni discorsi degli ultimi tempi, la semplice voglia di riproporre Battiato o, forse, il fatto che lasciarla fuori dai miei quaranta giorni di Music Challenge sarebbe stato sommamente empio. Fatto sta che stavolta ho scelto a colpo sicuro. Strano.


Torna il maestro Battiato, in una travolgente versione dal vivo. Quantunque, devo ammettere di non aver mai imparato il balletto.
 
Quanto a me, credo di aver spesso trascurato un aspetto importante: quanto il centro emozionale fosse forte rispetto a quello razionale.
 
Franco Battiato, Centro di gravità permanente.

 

 

...Oggi seguo il flusso, cedendo alla listite. Hack, mi hai contagiato.

 

Altro brano pubblicato nel Pleistocene all’interno  de “La canzone del giorno”. Altro Guccini, che non guasta mai, che in questo brano ci porta indietro nei secoli, nella Bisanzio di Giustiniano. L’Imperatore è una figura che per me ha un certa rilevanza, a livello accademico. E però devo dire che, in qualche modo, l’ha anche sotto un aspetto “umano”, per così dire. Il matrimonio con Teodora, una prostituta, fu qualcosa di straordinario, grazie al quale sdoganò più cliché lui nel suo tempo che Martin nel fantasy.
La stessa Imperatrice persuase Giustiniano a non fuggire, durante la Rivolta di Nika: mossa che si rivelò vincente e che portò, con l’aiuto di Belisario e Narsete, alla soppressione dell’insurrezione, così che Giustiniano poté rimanere saldamente sul trono di Costantinopoli. Non abbiamo la controprova che, se le cose fossero andate diversamente, un’opera preziosa come il Corpus iuris civilis (rimanendo in ambito accademico) sarebbe stata completata e poi, attraverso le intemperie delle storia, giunta fino ai giorni nostri.

In generale, tendo ad avere stima di chi segue il proprio cuore accettando di pagarne il prezzo, foss’anche alto. Ma la canzone non ha questo mio divagare come tema centrale, che invece è rappresentato dai cambiamenti del mondo.
Una canzone che ci porta sul Bosforo, e ci racconta delle enormi incertezze sorte in un uomo saggio come Filemazio, ormai spaesato, incapace di comprendere il mondo che cambia. Il brano è saturo di riferimenti storici (sotto questo aspetto Guccini mette in campo un'acribia artigiana), e prima ancora di essi, sottolineerei la poesia di cui esso è pregno, con la mirabile capacità descrittiva di ciò che sta “fuori” e di ciò che, invece, appartiene alla sfera introspettiva. Spiccano i versi imaginifici con i quali Bisanzio, crocevia degli uomini e della storia, è tratteggiata: la città, sospesa tra due mondi e tra due ere, diviene l'ipostasi dei cambiamenti del mondo. All’interno della discografia di Guccini, pur in un album come Metropolis, che in genere non viene considerato fra i migliori (ma che secondo me ha davvero molto da dire) rappresenta una perla.

 

Francesco Guccini, Bisanzio.

 

 

Dulcis in fundo… Siccome resistere non serve, oggi mi lascio trasportare dalle mie tentazioni. Qualche tempo fa una mia amica russa – quella  che mi ha costretto ad imparare ed eseguire assieme a lei To ne veter vetku klonit, per intenderci – dopo avermi raccontato la storia di detta canzone e spiegato come la facesse sentire a casa, oltre che orgogliosa di essere russa, mi chiese quale fosse la canzone che mi facesse sentire orgoglioso del mio Paese. Ci pensai un po’, devo dire. Le spiegai come l’Italia, essendo uno Stato nazionale da non tantissimo tempo, mi comportasse difficoltà di scelta, rispetto alle canzoni tradizionali, trovandomi spesso a pensare a come il Sud fosse stato conquistato e piegato (i primi campi di concentramento furono costruiti proprio nel nostro amato, liberale e civilissimo Paese, ai tempi, e la legge Pica, come se non bastasse, consentiva la fucilazione sul posto dei contadini scoperti a trasportare vettovaglie in zone montane senza le garanzie di un giusto processo) e quindi, come musicalmente mi venisse alla mente, come brano popolare (in questo caso di lotta) una canzone come Brigante se more, che rispetto al concetto di Italia come Paese è comunque divisiva, ed appartiene al Sud (quanta intensità in versi come nun ce ne fotte du re Burbone, / ma ‘a terra è ‘a nostra e nun s’à da tuccà).

Alla fine, comunque, le diedi la mia risposta, senza dubbio alcuno. I motivi li spiega bene Neri Marcorè nel video. Sotto un certo aspetto, è la mia canzone italiana preferita.

 

Modena City Ramblers, Bella ciao.
 

 

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