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Guardiano della notte

ioGioco (rivista italiana di giochi da tavolo e di ruolo)

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Quest'estate ha visto l'arrivo, nelle poche edicole fortunate (qui a Roma ho girato una mezza dozzina di edicole diverse e NESSUNA aveva questo numero :ehmmm:), del numero 0 di ioGioco, una rivista dedicata interamente ai giochi da tavolo e anche di ruolo. Il che, nell'epoca del digitale a tutti i costi, è un po' una mezza rivoluzione, se ci pensate. Ospitata dalle pagine di TheGameMachine, ioGioco ha incontrato subito i favori del pubblico ludico nostrano (quest'estate si sono sprecati i selfie in cui i pochi fortunati possessori del numero 0 erano ritratti accanto alla loro preda...e confesso di averli invidiati assai) i cui entusiasmi hanno spinto i creatori della rivista a dare il via alla serie regolare.

ioGioco è un bimestrale del costo di €6,90 a volume, di 96 pagine (per ora) a numero. All'interno sono presenti le seguenti sezioni: rubriche (news, personalità ludiche, io gioco e..., dado critico: il giocatore imperfetto, recensioni minute, bimbi al tavolo, sgananzium: barba e fustelle, classici moderni, pimp my game), speciale, dossier, avventura (un'avventura per un gdr pronta da giocare), guida strategica, anteprime, recensioni. A volte può essere presente anche un gioco completo, pronto da staccare e da giocare.

Insomma, un tentativo (per ora di successo) di riportare il mondo del gioco da tavolo e dei gdr nelle edicole italiane, ereditando quella che ai tempi fu la missione della leggendaria rivista Kaos. Personalmente, trovo molto interessante questo progetto, che s'inserisce in un mercato (quello del gioco da tavola e gdr) in crescita e va a colmare una lacuna che, stando ai riscontri dei primi due numeri (0 e 1), era sentita: il web potrà anche fornire più informazioni in tempi più rapidi, ma la possibilità di leggere approfondimenti e opinioni lunghe e articolate di esperti del mondo del gioco è senz'altro meritevole d'interesse. Per non parlare poi delle interviste alle personalità ludiche e i dietro le quinte di eventi come lo Spiel Des Jahres e il Gioco dell'Anno proclamato ogni anno al Lucca Comics & Games. La qualità grafica della rivista è buona e gli articoli sono interessanti e ben scritti, anche se qualcosa bisogna forse ancora limarla a livello di qualità di scrittura in alcuni casi, ma si tratta di minuzie.

Se siete interessati, esiste anche un sito ufficiale dove tra l'altro potete acquistare i volumi mancanti e nel caso fare un abbonamento. Io sto seriamente pensando di farlo, dato il buono sconto e la possibilità di usufruire di tanti piccoli vantaggi interessanti.

 

Beh, direi che come presentazione è tutto. Se siete interessati a parlare di questa rivista e degli articoli al suo interno, questo è il posto giusto :).

 

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Molto interessante. Io mi sono lasciato alle spalle il gioco di ruolo per mancanza di tempo, anche se provo molta nostalgia per le buone vecchie avventure a D&D della serie "vi trovate in una radura..." e spero, un giorno, di poter fare ancora qualche piccola avventura, quando magari i bimbi sono piú grandi.

 

In compenso, ho scoperto a breve il mondo dei giochi da tavolo, che prima per me erano monopoli e risiko e la cui avanguardia era rappresentata da Scotland Yard (classe 84, se non sbaglio): non ho molta occasione di giocarli: richiedono tempo, denaro (qui c'é una associazione che li noleggia, ma sono tutti in tedesco e per giochi con molto da leggere non mi é pratico) e un gruppo di gioco che non ho. Peró la cosa mi intriga assai, tanto é vero che seguo alcuni canali su youtube (rhado, the dice tower etc) sull'argomento, e ci sono davvero tanti giochi che mi piacerebbe provare (dead of winter, eldrich horror, 7 wonders, Robinson Crusoe, caverna, cose cosí).

 

Sarei davvero curioso di dare una occhiata a questa rivista: se la trovo, ne compro certo un numero.

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Non gioco ai giochi di ruolo da quando avevo 18 (quindi circa un milione di anni fa), però ho giocato tantissimo a D&D dai 12 ai 18 anni (credo che con i miei amici siamo stati dei precursori in Italia, considerando che abbiamo iniziato negli anni '80, traducendoci i manuali dall'inglese).

Io poi ho smesso, ma alcuni miei amici hanno continuato, spostandosi anche su altri giochi di ruolo.

 

Da un paio d'anni, con un paio di loro abbiamo ri-iniziato a giocare a giochi da tavolo (non molto spesso, a dire la verità). 

Uno a cui abbiamo giocato abbastanza e che consiglio è Dominant Species.

Tra quelli che vorrei provare (ma che i miei amici non vogliono provare) c'è T.I.M.E Stories. Anche alcuni dei collaborativi che nomina Manifredde, ma i miei amici non sono convinti dei collaborativi.

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Mamma mia...ogni tanto gioco ancora a D&D perô non più come ai tempi dell adolescenza...( ricordo ancora il mio primo elfo ranger arcere...)Però da questa estate ho tirato su un gruppo di amici per il gioco da tavolo,ora stiamo incentrati sul trono,Però abbiamo altri 2 giochi da provare, è una rivista interessante di sicuro.

Inviato dal mio ALE-L21 utilizzando Tapatalk

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Il 9/11/2017 at 13:08, Metamorfo dice:

Tra quelli che vorrei provare (ma che i miei amici non vogliono provare) c'è T.I.M.E Stories. Anche alcuni dei collaborativi che nomina Manifredde, ma i miei amici non sono convinti dei collaborativi.

 

T.I.M.E stories é tra i primi sulla mia lista. Il "problema" é che si spalma su piú sessioni, quindi dovrei convincere mia moglie e qualcun'altro a giocare un bel pó :ehmmm:

 

Al momento i cooperativi mi intrigano piú dei competitivi, forse perché negli ultimi anni c'é stata una vera esplosione di questa tipologia e quindi c'é il fattore novitá...

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Il problema dei miei amici per T.I.M.E. stories è soprattutto che il gioco base dura soltanto 2 o 3 sessioni di gioco, poi bisogna comprare le espansioni. e anche queste durano soltanto 2 o 3 sessioni di gioco.

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Time credo fosse menzionato in un articolo sul numero 1, dove si parla dei giochi Legacy. Si tratta in pratica di quei giochi dove il gioco muta con le scelte dei giocatori, non tornando più uguale a prima...anche fisicamente: adesivi messi sul tabellone a coprire certe caselle, missioni che non possono più essere fatte una volta giocate, carte da strappare con l'uso. A me non hanno convinto molto proprio per questo loro carattere di non ripetibilità: che senso ha spendere qualche decina di euro per qualcosa a cui posso giocare bene una volta sola quando con la stessa cifra posso comprare giochi che posso ripetere per molto più tempo?

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11 hours fa, Guardiano della notte dice:

A me non hanno convinto molto proprio per questo loro carattere di non ripetibilità: che senso ha spendere qualche decina di euro per qualcosa a cui posso giocare bene una volta sola quando con la stessa cifra posso comprare giochi che posso ripetere per molto più tempo?

 

Anche se puó sembrare a prima vista assurdo, é una cosa che funziona: Pandemic legacy, Gloomhaven e TIME stories hanno altissimi punteggi su boardgamegeek (rispettivamente in posizione 1, 3 e 36) e anche se io non ho mai giocato a nessuno di questi, lo ha fatto uno dei soci della la ditta per cui lavoro (Pandemic legacy) a cui é piaciuto tantissimo. Pandemic legacy offre mediamente 17-18 partite. Non é molto meno di quanto si gioca normalmente un gioco in scatola comunque (che non sia un party-game o molto light). Inoltre se si trova un gruppo disposto a dividersi i costi, spesso ce la si puó cavare con 15 o 20 euro a testa, cosa che lo rende altrettanto costoso di 2 film al cinema (per un totale di ore mooolto inferiore) o un romanzo (che raramente si rilegge).

 

Piú che insensato, il concetto di legacy é solo "nuovo", ridefinisce aspetti del boardgaming che davamo per scontati ma che non lo sono (l'immutabilitá, la ripetibilitá) e introduce il concetto di narrativa forte (uno dei termini che nelle recensioni saltano spesso fuori é "esperienza cinematografica").

 

Io non vedo l'ora di provarli, anche se mi sa che non sará a breve >_>

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L'ultimo che abbiamo preso con gli amici è "Through the ages - rivivi la storia della civiltà" (una rivisitazione di un gioco di qualche anno fa).

Ci siamo riuniti per studiare il funzionamento: sembra fatto molto bene, ma è anche molto complesso (ci vorrà parecchio tempo anche soltanto per assorbire tutte le regole). 

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11 hours fa, Manifredde dice:

 

Anche se puó sembrare a prima vista assurdo, é una cosa che funziona: Pandemic legacy, Gloomhaven e TIME stories hanno altissimi punteggi su boardgamegeek (rispettivamente in posizione 1, 3 e 36) e anche se io non ho mai giocato a nessuno di questi, lo ha fatto uno dei soci della la ditta per cui lavoro (Pandemic legacy) a cui é piaciuto tantissimo. Pandemic legacy offre mediamente 17-18 partite. Non é molto meno di quanto si gioca normalmente un gioco in scatola comunque (che non sia un party-game o molto light). Inoltre se si trova un gruppo disposto a dividersi i costi, spesso ce la si puó cavare con 15 o 20 euro a testa, cosa che lo rende altrettanto costoso di 2 film al cinema (per un totale di ore mooolto inferiore) o un romanzo (che raramente si rilegge).

 

Piú che insensato, il concetto di legacy é solo "nuovo", ridefinisce aspetti del boardgaming che davamo per scontati ma che non lo sono (l'immutabilitá, la ripetibilitá) e introduce il concetto di narrativa forte (uno dei termini che nelle recensioni saltano spesso fuori é "esperienza cinematografica").

 

Io non vedo l'ora di provarli, anche se mi sa che non sará a breve >_>

 

Non metto in dubbio che sia innovativo, ma è che spendere 50 euro per qualcosa che, una volta terminato, muore là, non mi sconfinfera proprio. E se voglio fare un'esperienza narrativa, prendo un gdr, ce ne sono di gratuiti come Simulacres o a poco prezzo come Savage Worlds. O magari spendo i 120 euro dei tre core manuals di D&D ma gioco potenzialmente per...anni? Decenni? Non so, mi sembra che dietro la sperimentazione si nasconda lo spreco più nero e sinceramente non mi attira.

Ma io sono anche quello che non è attirato nemmeno dall'uso dei tablet per i boardgames (anche di questo parlano su ioGioco), cioè quei giochi (ad esempio Case della Follia 2) dove il tablet sostituisce il "master" e gestisce buona parte dell'esperienza. Ci ho provato, proprio con Case della Follia 2, e la cosa non mi è piaciuta per niente. Intanto, devi stare tutti ammassati intorno allo schermo o avere uno schermo da pc davanti. E poi io mi metto al tavolo da gioco proprio per non avere uno schermo elettronico come ho in ufficio (pc) o in giro (smartphone), perché dovrei andare a cercarmelo pure quando gioco a un boardgame?

Perciò mi tengo la mia dinosauraggine e continuo a giocare a GoT, Carcassonne, Puerto Rico, Ticket to Ride e altri giochi meno sperimentali ^^.

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Si anche io ero scettico sui legacy per le stesse tue ragioni (pensavo: ma a chi mai dovrebbe piacere una cosa che rompi mentre la giochi? La ritenevo quasi ai limiti della truffa :ehmmm:).

L'unica cosa che ti posso dire é che le recensioni di questi giochi sono davvero molto positive i punteggi altissimi. Quindi lascio da parte il mio "la meccanica di questo gioco mi perplime, non mi pare buona" e vado al nocciolo della questione: "giocarci diverte? Le persone che ci hanno giocato ne sono rimaste contente?". E la risposta pare essere un entusiastico si.

Per case della follia 2 (che immagino sia Mansion of madness 2 -scusa ma guardando solo canali inglesi non sapevo fosse stato tradotto il titolo-) anche io sono scettico riguardo all'uso di un tablet: se voglio fare un videogioco faccio un videogioco. Peró é un esperimento che andava fatto, e che verrá sicuramente ripetuto: soprattutto con i giochi cooperativi é sempre difficile creare un modo per avere reazioni interessanti da parte del gioco alle mosse dei giocatori: deve essere molto semplice applicare "la logica" ma deve anche essere efficace ed imprevedibile. Pandemic é un ottimo esempio, ma é chiaro che i designer vogliano esplorare nuove possibilitá con l'ausilio di un software. Al momento, peró, anche a me non interessa granché.

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