Jump to content
Sign in to follow this  
Iceandfire

Intervista a David Benioff circa la riduzione televisiva di ASOIAF

Recommended Posts

 

Mica solo Martin rilascia interviste vere o presunte  sulla sua opera magna

Anche Benioff,che non considero un bau bau micio micio qualsieasi,in una bella intervista spiega il razionale delle scelte fatte per trasporre  un'opera ponderosa come ASIOIAF in una serie che,piaccia o non piaccia,ha  un successo planetario e della quale parlano tutti,checchè.Io credo che sia necessario sempre chiedersi il perchè del fenomeno GoT ,senza stroncarlo tout court e a prescindere , solo perchè  2 folli visionari hanno ipoteticamente stravolto certe trame e trattato male personaggi che evidentemente non facevano presa sul pubblico al quale,peraltro,una serie TV ,molto costosa, è  rivolta.

Eccola

https://winteriscoming.net/2017/11/07/game-of-thrones-showrunner-david-benioff-changing-novels/

Inizio dicendo che ha perfettamente ragione  nell'affermare che certi fatti che funzionano in un libro,non è detto che funzionino in TV e questo al netto di ogni eventuale scelta narrativa

Share this post


Link to post
Share on other sites

Alcune cose sono necessarie, altre no.

Bisogna fare delle distinzioni, e farsi delle domande. Per esempio:

 

E' necessario modificare una storia su carta per trasporla in tv? Sì.

E' necessario stravolgerla? No (vedi qualità delle prime 3 stagioni, che sono molto vicine ai libri).

E' difficile continuare una storia creata da altri e non terminata? Sì e No. (Sì, perchè ti mancano le fondamenta che prima ti rendevano facile gestire una storia complessa; No, perchè hai già una ambientazione ricca, una storia già partita e dei personaggi ben costruiti con una evoluzione coerente e avviata - ed è molto di più di quanto hanno gli altri sceneggiatori, che devono costruire tutto ciò dal nulla).

E' necessario l'abbassamento della qualità nel momento in cui viene a mancare la fonte? No, se gli sceneggiatori sono molto bravi.

E' necessario abbassare la qualità dei dialoghi perchè non hai più quelli dei libri? No.

E' necessario inserire volgarità gratuita? No.

E' necessario mantenere la quota politicamente corretto (neri, gay, ecc.) e storie d'amore? Pare di sì.

E' necessario diminuire il numero di personaggi e accelerare in vista del finale? Sì, ma ad alcuni puoi dargli un finale che non sia la morte.

E' necessario trasformare una storia con personaggi grigi in una storia coi buoni vs i cattivi? No.

E' necessario dare agli spettatori ciò che vogliono? No.

E' necessario il fanservice? No.

E' necessario concentrarsi più sugli effetti visivi che sulla verosimiglianza degli avvenimenti e dei comportamenti dei personaggi? No.

E' necessario smettere di seguire una evoluzione coerente dei personaggi? No.

E' necessario creare situazioni che impattino emotivamente o che facciano parlare il pubblico, anche se non scaturiscono in modo naturale/sensato nel contesto? No

Un prodotto molto popolare è per forza anche fatto bene? No (vedi Cinepanettoni).

 

 

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

D&D saranno ricordati come due tra i più grandi produttori e sceneggiatori televisi della storia recente, il resto sono amabili chiacchiere da bar. 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Comincio dalla fine e vado per gradi

Un prodotto molto popolare e’ per forza fatto anche bene?

Solita risposta -domanda quando si vuole attaccare qualcosa che ha grande successo a prescindere da una ipotetica o meno qualità 

Piccola premessa ,non guardo i cinepanettoni ma credo che chi li guarda a fine anno vuole ridere dei vizi e delle non virtù  degli altri ( questa comoda entità ....gli altri mai loro stessi ovvio ) senza porsi domande ma in modo liberatorio ,il che non mi scandalizza ne’ tampoco mi porta a pensare male di questa gente ,no perché ho rispetto per la loro libertà e per il loro non essere snob a tutti i costi .Staccare il cervello a volte può essere utile.

GoT rientra nei programmi di intrattenimento e deve intrattenere,visti i costi altissimi ,gli spettatori ( e portare abbonamenti et alia all’HBO) e ci riesce senza avere cali di ascolti e senza stancare , il che non è impresa da poco ,ovviamente nulla e’ lasciato al caso mica ci troviamo di fronte a presuntuosi dilettanti allo sbaraglio (vero Martin?).

Benioff con una buona dose di onestà secondo me ha spiegato il perché di certe modifiche al sacro ed intoccabile testo ,svenduto o meglio molto ben venduto prima di essere completato , perché lui è un vero professionista del suo ramo .

Che tradotto vuol dire che sa come tenere lo spettatore sulla corda .

Circa le volgarità gratuite nessuno nega che ci siano ma per esempio quando Jaime e Bronn spiegano sulle mura della fortezza rossa l’annoso dilemma chi siamo ,da dove veniamo e dove andiamo, lo fanno in modo sboccato da soldati di lungo corso, ma di fatto spiegano un concetto filosofico mica pizza e fichi .O no?

Ecco prima si cerca di capire certi perché e poi,magari si buttano banane su D&D a ragion veduta 

Credo 

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ancora Martin nei suoi libri può introdurre i personaggi che vuole e del colore della pelle che vuole o meglio che hanno un colore della pelle compatibile con la localizzazione ,geografica e non , del suo racconto

Invece nel cinema e nelle serie Tv si viene anche attaccati se non c’è par condicio di colore della pelle :ad un  tot personaggi di pelle bianca dovrebbe corrispondere un tot personaggi di pelle più scura altrimenti si parla di razzismo ( e meno male che i cinesi stanno,per ora zitti)

Questo per dire che chi scrive una storia deve subire una serie di regole pure di par condicio 

Inoltre si era fatto un gran parlare di nudi femminili frontali  senza che ad essi corrispondessero nudi maschili frontali e dettagliati e per questo motivo ci siamo sorbiti una inutile scena che riguardava un attore della compagnia dei teatranti nella pantomima della storia di Lannister e Stark 

Chi è lo showrunner di una grande produzione di fama mondiale deve essere attento anche a questo per evitare attacchi e sabotaggi che potrebbero nuocere alla serie 

Share this post


Link to post
Share on other sites

La letteratura è un'arte, la televisione non è un'arte, è un'industria a contenuto artistico. Per altro nella TV la componente industriale è ancora più forte che nel cinema.

 

La storia è piena di film realizzati con produzioni di tipo amatoriale e budget ragionevolmente sostenibili da una comitiva di squattrinati che, attraverso i canali preposti (festival del cinema indipendente e tutto il resto) hanno raggiunto il successo e la grande distribuzione.

 

La TV no, il sistema distributivo è tale che l'asticella della soglia di accesso sia altissima e, ad oggi, nessun "artista" è in grado di prodursi da solo una serie. Anche il web, che si pensava avrebbe rivoluzionato questo mondo, non è riuscito a cambiare radicalmente questo contesto.

 

Qualunque cosa finisca su uno scherma TV o su Netflix o su Amazon, etc... è costato diversi milioni di dollari e, pertanto, ne deve incassare giocoforza altrettanti. Senza che nessuno o quasi paghi un biglietto per vederlo, e praticamente senza sovvenzioni.

 

Fare valutazioni critiche prescindendo da questi elementi pratici è, a mio avviso, abbastanza futile. Purtroppo ad oggi, malgrado quello delle Serie TV sia un mondo che è da tempo maggiorenne, si continuano spesso e volentieri ad applicare alla critica televisiva i criteri tipici della critica cinematografica. Spesso le stesse persone che fanno l'una fanno anche l'altra. Ci sarebbe bisogno di una ridefinizione dei parametri critici, ma ad oggi mi pare si sia ancora in mezzo al guado.

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

In realtà leggevo in giro che alcuni grandi nomi del cinema adesso accettano di partecipare alle serie TV che stanno attraversando il loro preriodo aureo (e il termine di paragone è sempre GoT) perchè  la durata di un film giocoforza non potrà consentire  sviluppi di trama complessi ed articolati

Lo stesso Martin ha detto no al cinema ma  ha accettato una riduzione televisiva della sua opera ,in sette stagioni,fatta da D&D che ,quindi,hanno avuto il suo imprimatur

Se ne è pentito? Ma se ad ogni Emmy è in pool position e stringe statuette...:figo:

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ma, personalmente penso che il più grande limite della serie rispetto alla saga sia dovuto a una caratteristica del mezzo visivo: ovvero l'assenza dei pensieri in prima persona del personaggio. Guarda caso, sullo schermo i personaggi meglio riusciti sono quelli che riescono ad arricchire la scrittura della sceneggiatura con le proprie performance (non dimenticherò mai e poi mai il processo a Tyrion). 

Poi, ovvio mancato il supporto psicologico dei libri, le azioni hanno preso una piega a caso... Ma non dovremmo dimenticare che come faceva già notare qualcuno la televisione è un'industria, un business volto al profitto. Moltissimi in passato non guardavano GoT perché "lento" (aggettivo che detesto in riferimento a film, serie ecc), poi è scoppiata la moda.. Secondo me anche la crescente popolarità ha influito moltissimo.

Share this post


Link to post
Share on other sites
4 hours fa, Iceandfire dice:

 

Circa le volgarità gratuite nessuno nega che ci siano ma per esempio quando Jaime e Bronn spiegano sulle mura della fortezza rossa l’annoso dilemma chi siamo ,da dove veniamo e dove andiamo, lo fanno in modo sboccato da soldati di lungo corso, ma di fatto spiegano un concetto filosofico mica pizza e fichi .O no?

Ecco prima si cerca di capire certi perché e poi,magari si buttano banane su D&D a ragion veduta 

Credo 

 

 

 

Allora devo fare mea culpa e chiedere scusa a D&D per non riuscire a capire i profondi significati filosofici dietro alle svariate battute sui piselli in stile Pierino che arricchiscono le ultime stagioni della serie.

Share this post


Link to post
Share on other sites

@Northern Moon

GoT ha avuto una crescente popolarità perchè gli addetti alla pubblicità hanno fatto benissimo il proprio lavoro,scandendo i tempi  anche del rilascio di bei poster  molto enigmatici ,sempre particolari e secondo me anche facendo trapelare qualche cosa sapendo che la stampa si sarebbe buttata a pesce

Ma la grande forza della pubblicità,mai volgare o superficiale  anzi spesso molto intrigante ( vedi la pubblicità della 7ma stagione) sta nel perfetto utilizzo dei social che si mobilitano non solo durante la tramissione della serie ma ad ogni spiffero che viene fuori

Con tanti "ripetitori” che rilanciano  il leak di turno ( vedi metamorfo per esempio qui)

E taccio dei siti dedicati cui afferiscono tanti utenti per commentare o rilanciare teorie ,vere o strampalate che siano.

Inoltre fino a poco tempo fa c'erano ipotesi,teorie, commenti delle puntate quasi solo da parte di youtubers di lingua inglese,adesso fioriscono anche  le ipotesi e soprattutto i commenti,alcuni dei quali spassosissimi ,in lngua italiana il che aiuta

Infine do ragione a Benioff circa la difficoltà grossa di trasporre in scene non noiose e interminabili, situazioni in cui viene riportato essenzialmente e per molti momenti il solo pensiero di uno dei protagonisti,è molto difficile trasporre questo in una serie che dovrebbe essere di azione.

Infatti per esempio Jon Snow è il loro Jon non è affatto quello di Martin,può piacere o no ma è così

 

Share this post


Link to post
Share on other sites
8 minutes fa, Metamorfo dice:

 

Allora devo fare mea culpa e chiedere scusa a D&D per non riuscire a capire i profondi significati filosofici dietro alle svariate battute sui piselli in stile Pierino che arricchiscono le ultime stagioni della serie.

beh...non te ne fare un cruccio e da tempo al tempo :figo:

Share this post


Link to post
Share on other sites
57 minutes fa, Metamorfo dice:

 

Allora devo fare mea culpa e chiedere scusa a D&D per non riuscire a capire i profondi significati filosofici dietro alle svariate battute sui piselli in stile Pierino che arricchiscono le ultime stagioni della serie.

E dietro alle performance di Ros, carachter di fondamentale importanza e grande spessore narrativo che per due o tre stagioni si è spaperata quasi tutti i personaggi maschi della serie, anche teletrasportandosi quando era il caso, per veicolare un messaggio che evidentemente mi è sfuggito. E ai fondamentali discorsi su pilastri e pietre alla base. E a Davos che, in un momento di estrema gravità e tensione, se ne esce facendo a Jon una battuta da ragazzino di seconda media sul guardare particolari dettagli anatomici di Danaerys, pertinente ed appropriato come un bambino di tre anni che durante un funerale si mette a fare pernacchie. E su un guitto giovane il cui interprete sarà tutto fiero di aver recitato un personaggio inutilissimo il cui momento di gloria è stato un primo piano dal basso stile visita urologica sparato a tutto schermo (ok, era per equilibrare la bilancia con i nudi femminili. Ma vie di mezzo, no, eh?). Metamorfo, siamo in due a non aver saputo apprezzare cotante raffinatezze veicolatrici di profondi messaggi metatestuali. :D

Share this post


Link to post
Share on other sites

E’ necessario continuare una storia venduta da altri?

E’ lapalissiano dire di sì  dato che tale serie,a differenza di altre segate perché non avevano audience,aveva ed ha un pubblico crescente e solleva molto interesse che in definitiva di traduce in aurea pecunia,tantissima peraltro .

Certo Martin poteva porre il veto ma siccome ha venduto la storia prima di finirla e mica per 4 centesimi ,non credo potesse opporsi , ne’ che volesse dato che prima della messa in onda di GoT non aveva la popolarità e la ricchezza da essa scaturita ,che ha adesso.

Martin è pragmatico ,nelle sue interviste ipotetiche o no, esprime un suo malessere ma non prende mai le distanze dalla serie perche non può e soprattutto ,furbescamente ,non vuole.

Perche’ furbescamente ?Perche sta ancora collaborando con la HBO chissà perché.

Inoltre ha ospitato D&D a casa sua per 15 giorni a discutere per la trama da seguire nelle stagioni che non hanno una fonte scritta  da lui .E allora ....non credo che si debba essere più realisti del re 

Share this post


Link to post
Share on other sites

La difficoltà nel trasportare la storia dalla carta al piccolo schermo è evidente ma, come già ampiamente sottolineato, certe scelte illogiche non hanno nulla a che vedere con il passaggio da libro a serie tv; io più volte sul forum mi son riferito a tali scelte con un: "non ho voglia di lavorare tanto la serie se la guardano comunque", chissà se ci ho visto giusto.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Probabilmente una certa stanchezza sarà subentrata (uno dei motivi per cui D&D hanno voluto chiudere in 8 stagioni la serie ) e poi loro sono essenzialmente sceneggiatori che erano convinti di dover fare un lavoro di riduzione da un testo scritto .

E non dimentichiamo che devono preparare gli script in tempo breve ,raccongliendo le fila di una trama con troppi personaggi e sottostorie.Stando pure attenti a non spoilerare troppo la storia che ipoteticamente sta per raccontare Martin.

Facile criticare ma solo chi non fa non sbaglia

Share this post


Link to post
Share on other sites
Guest
This topic is now closed to further replies.
Sign in to follow this  

×
×
  • Create New...