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osservatore dal nord

I punti deboli della trama di asoiaf

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%d/%m/%Y %i:%s, JonSnow; dice:

Comunque altro punto debole/piccola forzatura: Arya e i tre nomi di Jaqen, in pratica si poteva porre fine alla Guerra.

 

Concordo ma non è la sola forzatura che riguarda questo personaggio, la cui stessa sopravvivenza alle volte, è davvero tirata per le orecchie e risolta non sempre felicemente. Insomma sono crepe evidenti nello sbandierato realismo.

 

 

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Se non ricordo male Arya ci aveva provato a far fuori un big ma Jaqen si rifiutò.

 

Io questo apocalittico calo di qualità non l'ho notato, sarà che ero disorientato dallo stallo generale e non mi sono soffermato. O sarà che i capitoli di Tyrion mi sono piaciuti..

È innegabile che ad ADWD sia stato troncato il finale proprio con la mannaia... termina ogni storyline o con cliffhanger o nel momento conclusivo della preparazione di qualche evento preannunciato..

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14 minutes fa, JonSnow1992 dice:

Bisogna leggerlo un paio di volte per digerirlo bene e sorvolare su alcuni svarioni(comunque evidenti). Anche a me all'inizio aveva dato la stessa impressione, quella di un'opera pasticciata, confusionaria, dove emergeva prepotentemente lo stallo della mente creativa del suo autore. 

Credo di aver letto ADWD 5 o 6 volte. Il problema non sono gli svarioni (ripeto, io non sono un fanatico della trama) è che è proprio scritto male. 

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21 minutes fa, Aegon il mediocre dice:

Se non ricordo male Arya ci aveva provato a far fuori un big ma Jaqen si rifiutò.

 

Io questo apocalittico calo di qualità non l'ho notato, sarà che ero disorientato dallo stallo generale e non mi sono soffermato. O sarà che i capitoli di Tyrion mi sono piaciuti..

È innegabile che ad ADWD sia stato troncato il finale proprio con la mannaia... termina ogni storyline o con cliffhanger o nel momento conclusivo della preparazione di qualche evento preannunciato..

 

Jaqen stesso le propone di far fuori Joffrey. E' proprio una forzatura. Cioè non la contesto perché capisco che in caso contrario sarebbe finito tutto in quel frangente, però non posso esimermi dal rilevare che è comunque una cosa molto tirata. 

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Arya ha 11 anni, mi sembra normale che non sia in grado di fare calcoli a lungo termine. Se non sbaglio chiede a Jaqen di far fuori Cersei o Joffrey ma lui dice che potrebbero volerci mesi o anni per cui lei cambia obiettivo; se fosse come nello show, in cui c'è Tywin proprio lì, allora sarei d'accordo.

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Ma Tywin è ad Harrenhal anche in ASOIAF. Alloggia nella Torre del Rogo del Re. E parte tornando alla guerra con Marbrand e altri nel capitolo successivo alla morte di Chiswyck per mano di Jaqen, nominando Ser Lorch Castellano. Quindi in teoria se Arya avesse voluto poteva fare il suo nome e non quello di Chiswyck. 

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Sì ma non è la sua coppiera, non sono neanche sicuro lo veda mai di persona. E mi pare di ricordare che Arya si renda conto che avrebbe dovuto fare il nome di Tywin invece di uno degli altri due, per cui direi che è scusabile. Ripeto, ha 11 anni.

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Arya vede Tywin di persona. Nel POV in cui sceglie di uccidere Weese, sembra che parta bene e voglia scegliere il secondo nome in maniera razionale pro-Stark. Poi, subisce una serie di vicissitudini da parte di Weese, che la fanno agire in modo irrazionale a difesa della sua persona ed optare per questo come secondo nome, salvo poi pentirsene il mattino successivo quando Tywin si mette in marcia con le truppe.

Si può interpretare la cosa come strumentale alla storia narrata, oppure come plausibile alla luce del comportamento di una undicenne che ha subito una serie di traumi, anche importanti. Dipende dalla sfumatura che gli si vuole dare. Sicuramente, credo possa essere più grave la questione della daga tra Tyrion e Ditocorto, non tanto perché Tyrion non agisca contro di lui a KL, lì è comprensibile che ne abbia bisogno, ma per non aver detto niente a Tywin.

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18 hours fa, thedoor dice:

 

Concordo ma non è la sola forzatura che riguarda questo personaggio, la cui stessa sopravvivenza alle volte, è davvero tirata per le orecchie e risolta non sempre felicemente. Insomma sono crepe evidenti nello sbandierato realismo.

 

 

Su questo non c'è dubbio. In Arya si avvertono molto le forzature rispetto ad altri sia per la giovane età, sia per le vicende molto variegate. Altra forzatura nei suoi confronti è il modo in cui si salva dall'attacco al fortino mentre è con Yoren. Persone addestrate e molto più grandi di lei desistono o vengono uccise ma lei non solo si mette in salvo, riesce pure a liberare Jaqen e i suoi. 

Questa comunque è una forzatura, quello della daga mi pare proprio un plot hole. 

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1 hour fa, ***Silk*** dice:

Si può interpretare la cosa come strumentale alla storia narrata, oppure come plausibile alla luce del comportamento di una undicenne che ha subito una serie di traumi, anche importanti.

 

Beh che sia strumentale non c'è dubbio, in pratica tutto lo è: vedi la fortuna clamorosa che assiste i Lannister ad inizio saga mentre tutto quello che può andare storto al povero Ned lo fa inesorabilmente, tanto per fare un esempio.

L'autore "bara" sempre, per forza, l'importante è che la cosa non sia troppo scoperta o palese: secondo me, per restare ai casi citati finora, una bambina che fa una stupidaggine è più che accettabile, un uomo intelligentissimo che senza motivo si tiene per sé un'informazione vitale no.

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Ma io tutto questo realismo non l'ho mai visto in Martin, per altro il realismo è responsabile di una sconfinata serie di atrocità narrative.

Lo scopo finale della narrativa deve essere l'emozione (in tutte le sue più varie declinazioni), non il "plot delivery". 

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3 hours fa, ***Silk*** dice:

Arya vede Tywin di persona. Nel POV in cui sceglie di uccidere Weese, sembra che parta bene e voglia scegliere il secondo nome in maniera razionale pro-Stark. Poi, subisce una serie di vicissitudini da parte di Weese, che la fanno agire in modo irrazionale a difesa della sua persona ed optare per questo come secondo nome, salvo poi pentirsene il mattino successivo quando Tywin si mette in marcia con le truppe.

Si può interpretare la cosa come strumentale alla storia narrata, oppure come plausibile alla luce del comportamento di una undicenne che ha subito una serie di traumi, anche importanti. Dipende dalla sfumatura che gli si vuole dare. Sicuramente, credo possa essere più grave la questione della daga tra Tyrion e Ditocorto, non tanto perché Tyrion non agisca contro di lui a KL, lì è comprensibile che ne abbia bisogno, ma per non aver detto niente a Tywin.

 

Secondo me ci si ritrova a metà tra la forzatura e il dover comunque mettere in scena le abilità di Jaqen. La storia dei tre nomi ha per l'appunto il compito di presentare il personaggio in questione nelle sue tecniche e più di ogni altra cosa un raccordo diretto con i Faceless Men e la loro letalità. Di sicuro non trovo naturale che con Tywin nei paraggi e la perspicacia di Arya essa di colpo non ricolleghi. Anche perché in pratica Arya ad Harrenhal continua a tenersi informata in ogni minimo particolare possibile riguardo la guerra di Robb e i suoi oppositori. Pertanto ella è aggiornata ed altrettanto conscia che Tywin costituisca il pericolo numero uno sul campo per il proprio fratello e per la famiglia Stark. E' per me evidente che le cose non potevano finire lì e pertanto Tywin doveva vivere per necessità di trama, da qui il fatto che non fare il suo nome mi risulti una sottile costrizione. 

Di sicuro il personaggio di Arya non è nuovo a piccole licenze che portano inesorabilmente alla suspension of disbelief.

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2 hours fa, MezzoUomo dice:

Ma io tutto questo realismo non l'ho mai visto in Martin, per altro il realismo è responsabile di una sconfinata serie di atrocità narrative.

Lo scopo finale della narrativa deve essere l'emozione (in tutte le sue più varie declinazioni), non il "plot delivery". 

Assolutamente d'accordo. Probabilmente per realismo si scambia la rappresentazione cruda di molti eventi e comportamenti, forse anche esagerandone alcuni, ma resta il fatto che a ben vedere molte cose sono forzature e richiedono una notevole dose di sospensione dell'incredulitá. 

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5 hours fa, MezzoUomo dice:

Ma io tutto questo realismo non l'ho mai visto in Martin, per altro il realismo è responsabile di una sconfinata serie di atrocità narrative.

Lo scopo finale della narrativa deve essere l'emozione (in tutte le sue più varie declinazioni), non il "plot delivery". 

 

Secondo me di realismo, nel senso di causa-conseguenza, ce n'è parecchio in ASOIAF.

Emozione ok, ma non può scaturire da eventi a caso, se no vengono fuori i film di Shyamalan.

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Arya è una bambina ed ha, anche, istinti vendicativi è più che comprensibile che ordini l'uccisione di 2 persone per pura vendetta.

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