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I punti deboli della trama di asoiaf


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Potrebbero essere entrambe le cose in effetti. C'è sicuramente da considerare che questo risveglio è iniziato già prima dell'inizio della storia: nel prologo di AGOT assistiamo ad un incontro con gli estranei e, subito dopo, troviamo la cucciolata di metalupi (che nasce dalla metalupa morta ma già esistente), fin dal primo POV di Daenerys abbiamo indizi sulla sua resistenza al calore/fuoco.

Per il ritorno dei draghi però non prenderei in considerazione l'effettiva schiusa delle uova, perché ci sono indizi precedenti che ne confermano il ritorno alla vita. Questo coincide più o meno con l'inizio della gravidanza di Dany, se ricordo bene.

C'è comunque da specificare che Hallyne si interroga sulla presenza di draghi per l'efficacia con cui hanno ripreso a funzionare gli incantesimi per la creazione dell'altofuoco. Da quello che dice sembra che una tale efficacia sia improbabile senza draghi:

 

Oh, pardon, I was just remembering something old Wisdom Pollitor told me once, when I was an acolyte. I’d asked him why so many of our spells seemed, well, not as effectual as the scrolls would have us believe, and he said it was because magic had begun to go out of the world the day the last dragon died.”

 

 Quindi lo si può interpretare - a prescindere poi dell'affidabilità - o come la magia discende dalla presenza dei draghi, o la presenza dei draghi è l'indicatore più ovvio della magia che permea Planetos. Sicuramente da questa descrizione si capisce che la morte dell'ultimo drago ha fatto sopire la magia. Quindi ci si può aspettare che al ritorno dei draghi la magia si possa risvegliare anticipatamente, perché necessaria all'evento in sé.

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Tutti interventi bellissimi e molto precisi, che mi sono piaciuti molto. Però, cerco di spezzare ancora una lancia a favore della mia tesi (risveglio contemporaneo della magia del Ghiaccio e del Fuoco) semplicemente perchè questa simmetria / parità mi sembrerebbe molto bella narrativamente. Arrampicandomi un po' sui vetri (ma neanche tanto, forse): il primo elemento magico corrispondente al Fuoco forse è Danaerys stessa. I cui poteri si rivelano con la pira di Drogo, ma è ragionevole pensare che li possieda dalla nascita (tanto per dire: nel primo capitolo in cui parla di lei, Martin accenna al suo amore per l'acqua caldissima, che secondo le ancelle la dovrebbe scottare). Lei è il Sangue Del Drago, quello che suo fratello era convinto di essere, ma a torto. In quest'ottica, sarebbe lei a far risvegliare le uova di drago, pietrificate da secoli.
Quindi, se volgiamo una specie di datazione del risveglio dell'elemento magico del Fuoco, sarebbe la nascita di Danaerys. Che rispetto a quella dei draghi ci porta indietro di 14-15 anni. Mance, dice giustamente Gedeont, ha lavorato anni per unificare i clan di fronte ad un pericolo già risvegliatosi nel Ghiaccio: chissà se potrebbe essere questo stesso lasso di tempo?
Cioè, a Nord -non sappiamo bene in seguito a che cosa, se a una specie di ciclo naturale periodico o a qualcuno che ha aperto  una specie di Vaso di Pandora- si risvegliano i WW, e contemporaneamente, in una tempesta immane, a Sud viene al mondo la futura Madre dei Draghi

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56 minutes fa, ***Silk*** dice:

C'è comunque da specificare che Hallyne si interroga sulla presenza di draghi per l'efficacia con cui hanno ripreso a funzionare gli incantesimi per la creazione dell'altofuoco. Da quello che dice sembra che una tale efficacia sia improbabile senza draghi

 

Magari ha ragione, o magari crea lui un collegamento che in realtà non esiste (se ad esempio è vero che gli ultimi draghi sono stati uccisi dai maester).

 

Questione magia: non credo che esistano distinzioni fra magia di ghiaccio, di fuoco e compagnia bella, non mi pare quel tipo di fantasy.

Non credo neanche che Daenerys abbia particolari poteri, oltre a quelli tipici della sua famiglia (sogni premonitori).

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16 minutes fa, Gedeont dice:

 

Magari ha ragione, o magari crea lui un collegamento che in realtà non esiste (se ad esempio è vero che gli ultimi draghi sono stati uccisi dai maester).

 

Sì infatti è per quello che più sotto avevo fatto riferimento all'affidabilità del personaggio. Non si può prendere la sua affermazione come oro colato, ma non si può neanche ignorare il dato.

 

Se, come ipotizzi tu, gli ultimi draghi sono stati effettivamente uccisi dai maester, a mio avviso, la cosa avvalora questa versione. Lo scopo dei Maester era quello di eliminare la magia dal mondo e hanno perseguito tale scopo eliminando i draghi. La morte della quasi totalità dei draghi ha provocato l'affievolirsi della magia a partire dalla loro scomparsa.

 

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Anche io credo nella ciclicità degli eventi legata alla magia. Essa però è sempre più debole per lo scomparire nel corso del tempo dei fattori cui è legata: draghi, figli della foresta, alberi diga etc etc. È un po' come dire che la magia va scomparendo perché le persone e i rituali performanti che avevano lo scopo di affermare la fiducia in essa sono venuti meno nel tempo. I draghi ritengo siano una delle sue espressioni.

Laddove per l'evento che segna l'inizio di questa ciclicità vedo che è stata citata con una riflessione molto interessante Daenerys, che potrebbe essere il campione del fuoco, secondo me evento altrettanto importante se non di più per le connotazioni future a questo punto è la nascita di Jon Snow, esponente del ghiaccio ma perché no sia di fuoco che di ghiaccio. 

Da quel che si capisce comunque a me sembra che gli Estranei siano in giro già da un po', anzi per quel che ne sappiamo potevano essere nel profondissimo Nord e solo in seguito migrati dando inizio ai preparativi per l'invasione.

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...forse perchè, con il risveglio della magia, si sono sentiti più forti. E non obbligati a sopravvivere nascondendosi, ma in grado di alzare la testa ed attaccare
(Non è che stiamo finendo un po' Ot? Io per prima, eh :)  Questa più che un punto debole della trama è un punto oscuro. Va be' che è quasi la stessa cosa )

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9 hours fa, ***Silk*** dice:

 

Sì infatti è per quello che più sotto avevo fatto riferimento all'affidabilità del personaggio. Non si può prendere la sua affermazione come oro colato, ma non si può neanche ignorare il dato.

 

Se, come ipotizzi tu, gli ultimi draghi sono stati effettivamente uccisi dai maester, a mio avviso, la cosa avvalora questa versione. Lo scopo dei Maester era quello di eliminare la magia dal mondo e hanno perseguito tale scopo eliminando i draghi. La morte della quasi totalità dei draghi ha provocato l'affievolirsi della magia a partire dalla loro scomparsa.

 

 

Aggiungerei che il tipo di narrazione adottato fa sì che praticamente nessuna affermazione sia da prendere per oro colato. Al massimo a volte Martin dà degli indizi obliqui (ad esempio, per chi ha letto TWOIAF, tutte le teorie di Barth sono molto probabilmente vere; se i Blackwood dicono una cosa e i Bracken un'altra, hanno ragione i primi; e così via).

 

Prendendo per vero il ruolo dei maester nella scomparsa dei draghi c'è la possibilità che lo scopo fosse solamente politico: fare in modo che la dinastia regnante dovesse rispondere delle sue azioni. Senza le loro armi di distruzione di massa, i Targaryen sono diventati una famiglia nobile come tutte le altre.

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Su questo sono più che d'accordo.

Ma credo ci fosse anche una forte impronta come dire... propagandistica più profonda.

Far fuori tutti i draghi voleva dare la dimostrazione di un taglio netto con tutto quello che era imprevedibile, incontrollabile, parascientifico e superstizione, magico insomma. Un po' l'avvento dell'età dell'umanesimo, con l'uomo al centro di tutto e una presa di distanza dal medioevo culturale vissuto fino a quel momento. Ragionamento che di sottofondo aveva proprio quell'incontrollabile inteso nel senso di non influenzabile, tutta l'operazione mirava insomma anche favorire un controllo da parte della cittadella sulla situazione geopolitica.

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5 hours fa, MezzoUomo dice:

Sarebbe anche molto "Martiniano" che i maestri abbiano preso una cantonata tremenda, avendo confuso l'effetto (i Draghi) con la causa (una Magia immanente e ciclica)

 

Concordo. Martin ha il vizio di beffare tutti coloro che credono di possedere una conoscenza superiore, allontanandosi da quella vera. 

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21 hours fa, Lyra Stark dice:

Anche io credo nella ciclicità degli eventi legata alla magia. Essa però è sempre più debole per lo scomparire nel corso del tempo dei fattori cui è legata: draghi, figli della foresta, alberi diga etc etc. È un po' come dire che la magia va scomparendo perché le persone e i rituali performanti che avevano lo scopo di affermare la fiducia in essa sono venuti meno nel tempo. I draghi ritengo siano una delle sue espressioni.

Laddove per l'evento che segna l'inizio di questa ciclicità vedo che è stata citata con una riflessione molto interessante Daenerys, che potrebbe essere il campione del fuoco, secondo me evento altrettanto importante se non di più per le connotazioni future a questo punto è la nascita di Jon Snow, esponente del ghiaccio ma perché no sia di fuoco che di ghiaccio. 

Da quel che si capisce comunque a me sembra che gli Estranei siano in giro già da un po', anzi per quel che ne sappiamo potevano essere nel profondissimo Nord e solo in seguito migrati dando inizio ai preparativi per l'invasione.

Quello che dici è molto interessante, ma mi fa anche pensare a un tema centrale dell'opera di Martin, ovvero la vacuità degli sforzi umani. 

 

Per tutta la saga vediamo enormi energie profuse e sacrifici inenarrabili compiuti e che spesso e volentieri portano a nulla, oppure a qualcosa di completamente diverso da quanto atteso e cercato.

 

Mi viene da pensare che la "magia", se esista, se ne strafreghi degli uomini e che funzioni di per sè. Tanto per dirne una, a risvegliare i tre draghi di Dany magari non è stata alcuna magia di sangue, ma semplicemente il caldo infernale della pira funebre, che ha fatto schiudere le uova, già "riattivatesi" da sole a causa di un ciclico incremento della "forza magica". Lo stesso che aveva risvegliato gli Estranei e che ha reso possibile a Thoros riportare indietro Beric dalla morte.

 

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Possibile. Nel mondo di Martin gli dei non esistono; l'unica entità superiore e soprannaturale è la magia, che va e viene dal mondo secondo cicli o leggi sue, che gli uomini non conoscono o fraintendono; o semplicemente secondo il caso. E gli uomini sono dei poveracci impotenti e soli, che si agitano, affannano e spesso si scannano a vicenda per nulla.

 

 

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Un punto di vista interessante. Sicuramente quello che hai indicato è un elemento preminente nell'opera martiniana (la vacuità degli sforzi umani o il risultato inatteso e spesso beffardo) con riflessioni che si ripercuotono anche sul mondo reale. 

Sicuramente la magia è un qualcosa di immanente però sempre considerando ciò che narra Martin a me sembra che un passato esistesse molto di più e per questo mi è venuto da pensare a un "qualcosa" che ne permettesse la canalizzazione forse, vuoi gli alberi diga, i rituali o vuoi anche il credere delle persone. Dopotutto un altro punto forte che viene spesso ribadito è il potere dell'affermazione con l'importanza di una propaganda che le conferisce valore fino a renderla verità accettata.

Tuttavia si tratta di riflessioni ad ampio spettro forse premature prima di leggere una conclusione. 

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(Se posso fare un semi-OT - ma per tornare in tema alla fine: paradossalmente e molto stranamente, una "spiegazione" parziale ad un punto che in Asoiaf è piuttosto oscuro, io ho sempre avuto l'impressione di averla trovata in Got. Il lungo discorso di Tyrion in cella, rivolto a Jaime, mentre aspetta la condanna a morte... Avete presente, quello in cui ricorda un cugino (?) debole di mente, che ha passato la vita a schiacciare ossessivamente insetti con una pietra facendo un suono con la bocca, sempre lo stesso. E' stato criticato tantissimo: apparentemente è fuori luogo, quasi incomprensibile, spropositatamente lungo; rovina e spreca un momento di hype in un modo assurdo. Ma io l'ho sempre interpretato come un "Ecco, questa è la vita: noi siamo gli insettti; la nostra esistenza, a cui teniamo tanto, dipende dal caso; o dal capriccio di un povero idiota. E quegli insettti, se avessero potuto ragionare, avrebbero chiamato "dio" la mano che li schiacciava a morte o li risparmiava, così, senza alcun motivo. Avrebbero venerato quella mano, pregato quella pietra, ed innalzato templi al povero idiota a cui quella mano apparteneva".
Ecco, stranamente penso che, per una volta, D&D abbiano provato ad essere più profondi di Martin stesso, o perlomeno più espliciti, dicendo chiaramente -o quasi- qualcosa a cui Martin lascia che il lettore arrivi da solo, dopo migliaia di pagine.
E la magia... forse la magia è altrettanto casuale e indifferente al destino degli uomini quanto il cugino e la sua pietra.)

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