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Lady Monica

Le 5 bizzarrie

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1) Ordine prima di tutto. Ritrovarmi oggetti disposti in modo confuso o non pertinente tendenzialmente mi soffoca. Non è una scelta di pignoleria, quanto un fastidio spontaneo e naturale che nasce alla sola vista di ciò. Pur apprezzando la confusione e la distruzione nel processo creativo, trovo che il disordine a tutti i costi non sia necessario a mantenere creatività e libertà. Anche nell'ordine possono esservi entrambe le cose. 

2) Come sopra, pulizia. Di sé e degli oggetti. In questo campo, ad esempio, non mi sento lontano dalla famosa ossessione di Churchill. 

3) In generale non un particolare amore per T-Shirt. Molto meglio le camicie. 

4) Ritualità e programmazione. L'essere sempre coscienti del passo successivo, lasciando da parte la pigra improvvisazione. 

5) Il rumore dell'asciugacapelli. Nulla di più rilassante. Mi scioglie, da sempre.

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Fantastico, questo topic! :glare:

 

Allora, dopo averci pensato un pò su, sono riuscito a selezionare 5 bizzarie dalla mia fornitissima riserva... per ora, vi comunico che:

 

1) Ho una paura ridicola dei conigli. Che non è proprio paura, è più una specie di disagio fisico solo a guardarli. Ho paura anche dei ragni, ad un campo scuola, anni fa, due miei amici me ne hanno lanciato uno di grandicello sulla maglietta, e ho vomitato, così, semplicemente. Ecco, per i conigli è più o meno uguale. Inutile dire che la cosa è stata la gioia di amici e parenti, da quando lo si sa in giro... :indica::(

2) Benchè ormai abbia quasi trent'anni, ogni volta che devo percorrere un corridoio o una scalinata al buio, nella mia mente inizio a cantare qualche sigla o canzone, o ad improvvisare un qualche tipo di dialogo per farmi coraggio. Da notare che non ho paura del buio, ma fin da piccolo ogni volta che mi trovavo in una situazione simile, quella sadica deficiente della mia immaginazione mi portava ad immaginare mostri e clown che saltavano fuori e mi aggredivano. Ormai è una specie di riflesso.

 

3) I libri che sto leggendo (e puntualmente me ne ritrovo una vagonata nello stesso momento) devono stare sempre separati da quelli che ho già letto. Non perchè altrimenti mi confonda, ma semplicemente perchè alcuni li ho già letti e altri no. E in un'occasione mi sono reso conto di essere arrivato a separare le letture in corso da quelle già finite anche in casa di parenti.

 

4) Ho un modo molto particolare di rifarmi il letto, le coperte devono essere infilate sotto il materasso solo da una parte (mi dicono che ho sempre avuto un sonno molto agitato, e tendo a scoprirmi durante la notte, il che d'inverno tende a diventare un problema) e in modo tale da far rialzare leggermente la parte finale del materasso e da coprire totalmente la metà del cuscino. Ogni volta che il letto mi veniva rifatto da altri in maniera più "normale", che la sera fossi stanco morto o che fosse tardi, tiravo giù tutto e rifacevo a modo mio.

 

5) Ho la tendenza a collezionare foglie od oggetti vari per usarli come segnalibro, salvo poi non utilizzarlo proprio, un segnalibro. Mi limito a ricordare a che pagina ero quando ricomincio la lettura. Il che si traduce in foglie, foglietti, cartoncini, vecchie carte da gioco o ritagli vari costantemente sparsi per casa. Stessa cosa per oggetti da usare come portachiavi o parte di un portachiavi. Chiavi sempre spaiate e in tasca da sole e oggetti e oggettini vari in giro a cassetti o sopra le mensole.

 

Una stranezza minore, ma mi piace sapere che non sono il solo, come @Lyra Stark tendo a creare miriadi di storie parallele ed alternative riguardo film, telefim, libri e fumetti che leggo.

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Scusate, ma questo topic mi piace tanto... Restando sulla stranezza dell'hobby che avevo qualche anno fa (fare amigurumi), qui una parte della produzione (scusate la foto sfocata e piccola, ma non volevo ingombrare con un'immagine pesante):
2retdsj.jpg
(Il primo è Parcival, The Fierce And Powerful Dragon. Che in realtà è un draghetto cucciolotto.... con tanto di bambola. E la bambola è bionda con lunghe trecce: doveva essere tipo principessa delle favole :)  Non si nota, ma sulla schiena il temibilissimo Parcival ha delle bellissime squame... rosa fucsia. Il top di gamma è Snoopy, veramente peciso all'originale. Per la gioia di Menevyn, abbiamo anche un coniglio (hi hi). Nonchè Lele Fante (la cuffietta non è attaccata, si può togliere. E naturalmente ha i fori per le orecchie). Quello rosa poco visibile è Harriet, The Hornless Unicorn (perchè il modello era per un unicorno, ma mi ero stufata e non le avevo fatto il corno. QUindi praticamente è un comunissimo cavallo -o un asino- ma vabè, facciamo finta di niente. E quel coso cilindrico con gli occhi strani doveva essere un animale surreale, ma visto il risultato è rimasto incompiuto, non ha mai avuto zampe nè coda, ed è da qualche parte nel ripostiglio. Tra l'altro, mentre gli altri stanno nel palmo di una mano, questo è enorme, sarà quasi mezzo metro. Ah, aveva anche un nome: Asgorbio. )

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Adorooo!! Anche i nomi sono bellissimi!

 

Ecco altre stranezze

- affibbio nomignoli a chiunque... e Asgorbio ha fatto la mia felicità XD

- non riesco ad entrare nel letto se prima non mi sono lavata i piedi. Quelli sono imprescindibili.

- la canottiera: devo metterla sempre, pure in estate XD

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Posso metterne ancora una? Ho molti braccialettini, quelli da due o tre euro, presi al mercato. Ma ultimamente non li indosso / scelgo in base all' abbinamento coi vestiti, ma in base allo stato d'animo che "rappresento" con quel piccolo segno. Ho quello (marrone, ormai mezzo consumato dal nervosismo con cui lo giro e rigiro) che significa "coraggio, momenti come questi ne hai già superati un sacco, è solo l'ennesima seccatura" (tipico delle visite mediche o circostanze che mi preoccupano), quello (grigio) da "un'altra giornata grigia, spenta, in cui si fa resistenza passiva" e quello della speranza (bianco) da "Oggi forse va un po' meglio. Sono fiduciosa, dai".
(Per la cronaca: non sono matta, o almeno non mi risulta. Ma sono, casomai non si fosse capito, in un periodo di depressione più problemi vari).

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Tempo fa quando ero nervosa mi mettevo a cucinare piatti complicati o a fare la pasta in casa ,molto sottile,o a fare torte al cioccolato,adesso invece esco e mi faccio almeno 40 minuti di cammino a passo veloce ( se posso ovvio )

 

 

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8 hours fa, Lyra Stark dice:

Adorooo!! Anche i nomi sono bellissimi!

 

Ecco altre stranezze

- affibbio nomignoli a chiunque... e Asgorbio ha fatto la mia felicità XD

- non riesco ad entrare nel letto se prima non mi sono lavata i piedi. Quelli sono imprescindibili.

- la canottiera: devo metterla sempre, pure in estate XD

 

Stessa cosa per i piedi prima di andare a dormire, quanto ai nomignoli, io ho l'abitudine di affibiarli non a persone, ma alle cose, specificatamente elettrodomestici, cellulari e computer, ed è un'abitudine che abbiamo tutti in famiglia, perciò in casa si sentono spesso dialoghi del tipo "portami qui Scassone che devo aggiornarlo" (Scassone era il mio vecchio portatile) oppure "metti in carica Tommaso che poi devo metterlo in macchina" (Tommaso è il navigatore, da tom tom)... Mi sono sempre chiesto come dev'essere per un'ignaro passante sentire queste cose, anche alla luce del fatto che si sono combinazioni quasi equivoche... :stralol:

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La macchina di mio padre era l'amata Scarrozza XD

Ma il più bello di tutti è il pandoro, che a casa mia adoriamo e siccome è un vero godimento, si chiama Pangodo ^^

Cmq me ne sono venute in mente altre 2

- quando mangio i pomodori li mangio quasi verdi e tolgo tutti i semini

- quando mangio ho l'abitudine di tagliare tutto a bocconcini. La cosa che a tutti fa strano è soprattutto la mela, che taglio a fettine sottili, le fettine carine come le chiamo io ^^.

Adesso basta però XD

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Sul cibo non ho particolari bizzarrie... Vabbè, quand'ero piccolo, per un periodo ho avuto la fissa delle arachidi e delle noci perchè ero convinto che mangandone tante mi sarebbe cresciuto il pomo d'adamo, che all'epoca volevo disperatamente, e ancora oggi quando mangio i lamponi mi viene da fare una smorfia particolare, perchè una volta li trovavo particolarmente aspri, e anche se la cosa è passata mi è rimasta l'abitudine... cose così. :ehmmm:

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47 minutes fa, Menevyn dice:

 

Stessa cosa per i piedi prima di andare a dormire, quanto ai nomignoli, io ho l'abitudine di affibiarli non a persone, ma alle cose, specificatamente elettrodomestici, cellulari e computer

Nooooo... il primo computer di mio padre si chiamava... Lillo. Cosa nata dal fatto che io avevo battezzato quelli che avevamo sul mio posto di lavoro "Lilli" (ma non tipo "Lilli e il vagabondo": proprio plurale di Lillo). Mio papà lo sapeva, ed è anche un ricordo dolce-buffo-tenero che ho di lui.Era una persona molto seria, austera e severa, ma anche, in certi momenti, giocosa come un bambino. Quando aveva comprato il primo computer, non me l'aveva detto prima. Un giorno arrivo a casa da scuola, lui mi apre la porta e, con un sorriso che cercava di nascondere ma gli usciva da tutte le parti, mi dice "Guarda un po' cosa c'è nella stanza di là... un Lillo!"

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10) (ormai metto numeri a caso, perchè ho superato le 5 da un pezzo, ho pure perso il conto) E la mia orchidea -che non sono ancora riuscita ad uccidere, anzi, stranamente è alla terza fioritura- si chiama Genevieve.

11) con mia madre (che era una persona giocosissima, prima di beccarsi un sacco di batoste dalla vita) per anni abbiamo avuto l'abitudine di modificare i nomi di alcuni oggetti (soprattutto cibi). I peperoni erano tapironi, il tacchino diventava tacquino, il pollo... poropollo. La cosa era diventata così abituale che ci esprimevamo così anche senza accorgercene, parlando seriamente: "Per cena facciamo tacquino o poropollo?" "fa lo stesso, comunque di contorno ci sono i tapironi". Questa cosa, nata quando ero ragazzina, è durata fino ad una decina di anni fa, quando io ero sui 40 anni e mia madre potete immaginare.

12) sempre con mia madre, quando ero sui 12-15 anni, mi divertivo un mondo a pasticciarle le liste della spesa. Lei scriveva il suo bravo biglietto -con le parole molto spaziate in altezza e scrivendo molto grande- e io, che avevo imparato a imitare la sua grafia alla perfezione, ci aggiungevo in mezzo cose assurde, tipo "Formichieri: 4"  "1 dozzina orsi peluche" "Prosciutto: 10 kg" "mangime per dinosauro" "betoniera".
E lei a volte ci restava male perchè, essendo le grafie molto simili ed essendo le mie bislaccate infilate in mezzo alle cose serie scritte da lei, iniziava davvero a leggere ad alta voce quelle cose al negoziante, poi doveva frenare di brutto quando si accorgeva che era la mia ennesima scemata

13) a tredici anni circa, avevo cercato di fare un gelato senza avere la più pallida idea di come si facesse, pensando, ingenuamente, che bastasse sbattere due uova, mettere un po' di latte, zucchero, biscotti tritati, caffè e ficcare in frigo (neanche freezer). Naturalmente era rimasta una cosa assurda, una brodaglia indecente con una poltiglia di biscotti fradici sul fondo. Ovviamente era stato buttato via, ma siccome ogni cuoco che si rispetti dà un nome alle sue creazioni, prima lo avevo battezzato Ripugnantino Al Caffè.
Quel nome è rimasto nella memoria della mia famiglia e mia madre ogni tanto, a distanza di quasi 40 anni, di fronte a qualche cibo riuscito male, mi cita ancora il "famoso" Ripugnantino Al Caffè.
 

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