Jump to content

I cantautori della "scuola genovese", chi preferite e perchè?


Recommended Posts

  • Replies 47
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

Infatti io trovo le sue canzoni struggenti e molto sentite ,quando le canta lui hanno ben altro peso emotivo collegato proprio alla sua interpretazione 

Questi artisti veri hanno vissuto in un periodo preciso della nostra storia ,in una Italia provinciale e bigotta che  hanno contribuito a migliorare 

Tenco,poi,a quello che ho letto era un tombeur de femme ed era l'amante segreto di Dalida  ( vedi serie trasmessa su Canale 5 mi pare con la Ferilli nel ruolo di Dalida) ma aveva una grande inquietudine esistenziale e non capiva perché non avesse il successo che sapeva di meritare ,ma in realtà era troppo avanti con i tempi e con i temi trattati.

Quel Sanremo in cui si tolse la vita per protesta era un Sanremo in cui la canzone italiana raccontava di cuore,amore,mamme ,certamente la gente non era pronta per apprezzarlo in toto

Eccolo ancora 

 

Link to post
Share on other sites

Be', abbiamo parlato di Tenco e di De Andrè... a questo punto, come non metterli insieme, e postare questa?

Una preghiera atipica, come tutte quelle di Faber, dedicata proprio a Luigi Tenco. "Atipica" perchè è piena di dolcezza -nel senso di sentimento ed emozione- ma contiene anche alcune frecciate molto dure e nette verso la religione "ufficiale". Inanto, fino a tre o quattro anni prima del gesto estremo di Tenco, la Chiesa addirittura negava ai suicidi sia il funerale che la sepoltura in terra consacrata: insomma, la Chiesa stava appena accettando che il suicidio non fosse il crimine supremo contro la vita ma un atto profondamente umano, davanti a cui cercare di comprendere anzichè giudicare. Ma De Andrè si spinge molto oltre: con parole piene di immagini visive che sono insieme solenni e delicate, bellezza e poesia

"Quando attraverserà / l'ultimo vecchio ponte / e a Te la sua anima / e al mondo la sua pelle / dovrà riconsegnare, / quando verrà il Tuo cielo"

chiede espressamente, per lui, il Paradiso.

Perchè, allal faccia di ciò che afferma la Chiesa terrena, se Dio è buono non può aver concepito l'inferno:

"e ai suicidi dirà / baciandoli alla fronte / venite in Paradiso / là dove vado anch'io /perchè non c'è l'Inferno / nel regno del buon Dio".

E Tenco, Faber vuole vederlo addirittura come un elemento chiave: colui che riuscirà, forse commovendo Dio stesso, ad essere il capofila di questa riabilitazione. La riabilitazione di tutti coloro che hanno ceduto, per disperazione, per dolore, perchè non ce l'hanno fatta o perchè, semplicemente, si sono vuluti sentire liberi di disporre della propria vita. Con quel "baciandoli alla fronte" che è un gesto dolcissimo, simbolico e insieme fisico: esprime amore per ognuno di loro, uno per uno; empatia, senso di fratellanza e comprensione per la  storia di dolore insostenibile che li ha condotti fino a quel gesto.
Dolcezza stemperata da una frase che scivola come niente ma in realtà è molto dura, quando parla di coloro che "all'odio e all'ignoranza / preferirono la morte". La seconda parte -la morte pur di non accettare di mescolarsi con un mondo gretto ed ignorante- può essere un riferimento proprio a Tenco, suicidatosi lasciando uno scritto, "compio questo gesto per protesta contro un'Italia che manda in finale una canzone come Io, te e le rose": è proprio lui, che ha preferito la morte ad una società di ignoranti- ma tutta la frase è un nuova lettura del suicidio: che non è, dice De Andrè, sempre il gesto dei deboli, della resa; di coloro che non ce la fanno e gettano le armi. Ma può essere il gesto di forza e protesta estrema di chi non accetta il compromesso e la bassezza del mondo.
.

Solo per inciso: quanto è attuale, questa canzone, se la spostiamo sul tema dell'eutanasia, se pensiamo a un DJ Fabio o di un Welby?

P.s. scusate il solito spiegone prolisso. Non è che voglia salire in cattedra: è solo che mi piace tantissimo parlare delle cose che amo. Inizio pensando "questa volta solo due righe, eh", ma poi non riesco più a fermarmi... E io sono cresciuta tra queste canzoni, o forse di più: mi sono formata (anche) su queste canzoni. Accidenti, sarà dieci anni che non la sento e so ancora tutte le parole :) Sono una parte di me, e lo saranno sempre. 
 

 

Link to post
Share on other sites

Invece a me piace chi cerca di esporre le proprie tesi anche basandosi sul suo vissuto .

L’interazione corretta ,nel pieno rispetto degli interlocutori ,TUTTI  fossero pure ragazzini di 13 anni, per me è fondamentale ed è alla base di una corretta e fruibile convivenza .

Anche questo è essere civili ,interagire con tutti coloro che vogliono farlo perché ognuno ci arricchisce.

Grazie Stella per il bell’intervento :) 

Questo 3D peraltro nasce dalla notizia della messa in onda di una mini serie  televisiva imperniata su Fabrizio De André.

Ieri ne ho visto la parte finale dal rapimento in poi , magari mi compro il DVD che esce in edicola lunedì prossimo perché ci è stata raccontata la vita del principe ma anche una certa Italia di quegli anni.

Che belle canzoni e che talento di un personaggio ovviamente complesso :) 

 

Link to post
Share on other sites

Altrochè!
Grazie, Ice :)
La sua forza, tra l'altro, come nella canzone postata da Ice, spesso era la semplicità: musica tutt'altro che banale (anzi, sempre originalissima) ma orecchiabilissima, che ti prendeva subito, testo in apparenza semplice... e messaggio profondissimo. Spesso anche innovatore o "sovversivo" nel senso più blando del termine (nel senso che si schierava contro molti concetti che l'Italia e gli italiani erano ancora abituati a pensare come sacri ed intoccabili: il suicidio come forma di debolezza e resa, il valore dell'"eroismo in guerra" (La ballata dell'eroe, dove con la massima semplicità osserva: alla sua donna, di lui, è rimasta una medaglia alla memoria. Ma lei aspettava il ritorno di un soldato vivo: di un eroe morto, che ne farà? Se accanto, nel letto, le è rimasta soltanto la gloria di una medaglia alla memoria?), e tanti altri.

Mentre ci siamo, ne posto ancora una. Che amavo anche perchè, per il motivo di cui sopra (mesaggi potentissimi affidati a melodie a loro modo semplici), è stata una delle pochissime canzoni che ero in grado di suonare alla chitarra in modo vagamente decente, e quindi l'ho suonata e cantata un milione di volte. Un tributo al massacro del fiume Sand Creek (soldati bianchi, armati di fucili, contro un villaggio di nativi, vecchi, donne e bambini compresi, pressochè indifesi. Crimine doppio, perchè era in vigore un trattato di pace. Con tanto di mutilazioni di cadaveri e atrocità assortite sulle povere salme). Dove la commozione e l'indignazione sono dietro ad ogni parola, ad ogni frase; eppure il tono è apparentemente pacato, sobrio: perchè Faber non alzava mai la voce, non ne aveva bisogno. Lui sceglieva solo le parole, quelle giuste, pulite, perfette; e con quelle riusciva a raccontarti la tragedia disumana come l'amore, la storia di paese come la riflessione su Dio, la malinconia per il tempo che fugge come il corrosivo ritratto di un giudice guidato dal rancore personale. Di più: riusciva a fartele sentire, entrare dentro.


In questo caso, la mattanza è vista e raccontata da un bambino, il più puro e indifeso in una popolazione di puri e indifesi.
Canzone terribile che usa, paradossalmente (e anche questa è un botta di genio), un linguaggio ed immagini poetici, quasi delicati. Come se descrivesse non l'orrore supremo ma un sogno fatto nel dormiveglia, ai confini con l'irrealtà.
Forse perchè un'atrocità del genere, agli occhi ingenui e puri di un bambino, poteva solo apparire irreale, troppo assurda e folle per essere del tutto vera.

 

Con un verso di una dolcezza tragica che a me fa venire ogni volta gli occhi lucidi: il nonno che, impotente di fronte al massacro che si sta consumando, per proteggere in qualche modo il bambino dall'orrore, almeno per qualche minuto, gli dice che è solo un brutto sogno.

Grandissimo, immenso Faber.

 


 

Link to post
Share on other sites

Bellissima e senza tempo .

Ma allora c’erano i giganti ,oggi invece hanno vita facile troppi gnomi deformi che si credono chissà chi ed il successo dei quali avviene grazie  alla trasmissione reiterata di pezzi scadentissimi,anche stranieri sia chiaro , da parte di radio compiacenti (e non gratuitamente credo).

Almeno allora il talento prima o poi veniva fuori.E allora cantare in italiano era fondamentale non un optional fastidioso come ora

 

 

 

Link to post
Share on other sites

Verissimo. Ed era fondamentale anche perchè questi cantanti, oltre a non puntare a fare cassetta allargando il loro mercato all'estero, avevano qualcosa da dire, e volevano che questo qualcosa arrivasse, fosse capito. I loro testi erano poesie, invenzioni innovative, a volte proclami di protesta, a volte confessioni interiori. E avevano una bravura (o genialità) che oggi possiedono in pochissimi; l'italiano è una lingua abbastanza difficile da incastrare in una metrica che si possa cantare, credo; figuriamoci poi se non ti accontenti di rime alla Ricchi e Poveri ma vuoi scrivere un testo importante, profondo, bello, che non sfigurerebbe in un'antologia di scuola.

Questa, per esempio, ispirata a Umberto Saba, ci sono insegnanti di Lettere illuminati che la fanno leggere ed ascoltare in classe, come complemento ai poeti del novecento. Lo spaccato quotidiano e vivo, quasi visivo come un quadro, di un'umanità di paese -o di città, ma quel paese nella città che erano una volta i quartieri- lontantissima dalla perfezione e dalla purezza. Ma, con una svolta proprio sul finale, assolta, anzi, amata, perchè un po' tutti sono, o sono stati, vittime della vita.
E perchè, come cantava lo stesso Faber in Via del Campo, altra canzone "sovversiva" di un luogo comune del pensiero perbenista e conformista che andava per la maggiore e altra botta per i canoni morali troppo facili e semplicisti dei benpensanti che non sanno cosa significhi dover lottare e sporcarsi per sopravvivere e lanciano pietre e giudizi comodamente seduti nei loro salotti in stile, "dai diamanti non nasce niente / dal letame nascono i fiori".
Un verso diventato un cult e un manifesto di pensiero.
 

 

 

Link to post
Share on other sites

Piccolo chiosa a parte

Ieri alla fine della miniserie avevano fatto vedere Fabrizio De Andrè mentre in un concerto dal vivo cantava Bocca di rosa uno dei suoi pezzi più noti e dissacranti (le cagnette e l'osso)

Bene  hanno interrotto la canzone sul più bello per dare la pubblicità e la linea a Porta a Porta

E noto con piacere che questa decisione stupida non è stata affatto digerita dalla gente che si esprime sui social e meno male...

Bene il filmato era proprio questo

 

 

Link to post
Share on other sites

E che dire di questa canzone d’amore con bellissime e struggenti parole?

in rete ho trovato anche delle interpretazioni molto poetiche di Battiato , in una la sua emozione è talmente forte che inizia a piangere e smette di cantare 

Eccola ,musica e testo 

 

Link to post
Share on other sites

Mamma mia.. Vedere Battiato che si ritrova col nodo in gola mentre canta mi ha quasi commossa. Ed è bello pensare a un cantante che, interpretando una canzone, non lavora solo di tecnica, ma ci entra dentro davvero, col cuore, la sente davvero. Tra emozione per la bellezza, commozione e, quasi, dolore. A volte, l'essere umano è capace di cose o momenti di pura bellezza. Questo, per me, è uno di quei momenti.

Link to post
Share on other sites

Infatti  ma attenzione è perché si tratta di artisti veri :) 

Molto bello è il suo elogio della solitudine

A 2:04 dice un cosa verissima e cioè che l'Uomo solo non gli ha mai messo paura,  invece l'uomo organizzato gli ha sempre fatto molta paura, ed ha ragione : vedere per esempio , gente organizzata muoversi in branco per aggredire vigliaccamente è proprio desolante ,per il branco eh che per definizione è acefalo ,plagiato ed usato con la menzogna becera :scrib:

Link to post
Share on other sites

Torno a Bruno Lauzi con una canzone che i più giovani non conosceranno (o forse sì? E' stata ripresa da Conte e, mi pare, anche Mengoni). Vecchiotta, ma che io trovo ancora piena di divertimento, fascino e, soprattutto, freschezza.
Ha qualche decennio. Ma se un Lauzi redivivo -è già morto, povero, dopo aver sofferto di parkinson; e ci scherzava persino su ("Non posso più suonare la chitarra, ma suono benissimo le maracas". Che carattere e che uomo.)- se ne fosse arrivato a Sanremo la settimana scorsa e avesse cantato questa canzone per la prima volta, sarebbe stato un successone e nessuno avrebbe pensato ad una canzone "vecchia".
E penso che non sia nè banale nè facile, come idea e lavoro di composizione, per quella stranissima "transizione" (non ho idea del termine musicale corretto) tra parti con musicalità diversissime, quasi varie canzoni distinte. E poi  la sua voce, un po' metallica, particolarissima... Unica.
 

 

Link to post
Share on other sites

Faccio un cosa un po' azzardata, sperando di non infastidire nessuno: posto una canzone di De Andrè, Dolcenera, cantata non da lui ma da... Neri Marcorè. E' vero, Faber è inimitabile e le cover delle sue canzoni il novanta per cento delle volte sono sacrilegi. Ma sono stupita ed ammirata da questo imitatore, che anni fa abbiamo scoperto essere anche un ottimo attore e qui si rivela un cantante degnissimo. E quindi, complimenti a Neri Marcorè, il musicista che non ti aspetti.
 

 

Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now

  • Upcoming Events

  • Member Statistics

    • Total Members
      5,863
    • Most Online
      1,394

    Newest Member
    Leo_34
    Joined
  • Forum Statistics

    • Total Topics
      16,101
    • Total Posts
      745,931
×
×
  • Create New...