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ADWD - Prologhi ed Epiloghi.

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Rileggendo per necessità alcuni passaggi delle Cronache, dato che dopo una prima lettura necessariamente qualcosa o tanto si perde, soprattutto dei primissimi capitoli, ho dedicato particolare attenzione a prologhi ed epiloghi dei vari libri. 

Mi chiedo, e vi chiedo, quali secondo voi sono, a gusto del tutto personale, i migliori, i più interessanti, i più indicativi, e perchè.

 

Inizio io, col primo prologo, il mio preferito, quello di ACOK.

In esso facciamo la conoscenza di un altro pretendente al Trono de Sette Regni, Stannis Baratheon, fratello minore del defunto Re Robert, legittimo erede dei Sette Regni (poichè egli sostiene con forza che i figli del fratello Robert e di Cersei Lannister sono tutti illegittimi perchè frutto di incesto), e Lord della Roccia del Drago, roccaforte dell'antica dinastia Targaryen. Ma prima ancora conosciamo maestro Cressen, ormai vecchio e provato, alla fine della sua vita e del suo servizio, eppure ostinato e fermo nel suo proposito di non lasciare il ragazzo, ora re, che per tutta la vita ha servito à la mercè di una nuova religione e di una probabilissima disfatta.. "because the night is dark and full of terrors", come suole a mo' di mantra ripetere la sacerdotessa rossa, la terribile e temibile Melisandre di Asshai.


Conosciamo dunque maestro Cressen, Melisandre, Stannis, sua moglie, la regina Selyse, e la loro figlia, la principessa Shireen, una sfortunata e triste bambina ("la bambina più triste che maestro Cressen avesse mai incontrato") il cui viso porta i segni della  malattia e della maledizione che l'ha quasi uccisa, e del suo unico amico/giullare, Macchia, con i suoi enigmatici refrains.

Conosciamo ser Davos Seaworth, cavaliere ed amico fedele e leale di Stannis nonché astuto ex contrabbandiere, che fa il suo ingresso nella saga portando al suo re poche notizie, quasi tutte negative, e nessuna speranza, ma verità

 

Conosciamo le origini della Roccia del Drago, con le sue guglie e le sue torri a forma di draghi, nate da arti magiche ed incantesimi dei Targaryen in fuga da Valyria, un tempo loro roccaforte, ora una sperduta ed isolata insenatura in cui il legittimo erede dei Sette Regni si sente ingiustamente confinato.

Scopriamo poi  dell'assedio di Capo Tempesta, dimora dei Baratheon,  durante la Ribellione di Robert, di quanto difficile sia stato per Stannis tenerla, e di come solo l'insperato soccorso del Cavaliere delle Cipolle abbia fatto sì che la resistenza non cedesse.

Veniamo a sapere delle antiche ruggini tra Robert, Stannis e Renly, e di come tutti loro siano stati accuditi ed istruiti dallo stesso Cressen alla morte dei loro genitori; cominciamo a sondare la personalità di Stannis, sovrano tanto austero quanto giusto, al limite dell'orticante.

 

E veniamo a contatto per la prima volta con un nuovo culto proveniente da Oriente, quello di R'hllor, quello della rossa sacerdotessa Melisandre, diverso sia dal culto dei Sette Dèi dell'Occidente che da quello degli antichi dèi del Nord.

 

Un fuoco che purifica e che pretende sacrifici di ogni tipo, un culto che promette la venuta di un nuovo Eroe contro le tenebre e l'oscurità che stanno per arrivare.

E vediamo un primo segno di cotanta potenza, un primo sacrificio che il Dio della Luce esige

Il fuoco di questo secondo prologo contrapposto al ghiaccio del primo. Motivi che ritorneranno.

In entrambi i prologhi, coloro che ricordano, coloro che hanno memoria di ciò che è stato in tempi remoti, si prendono la loro rivincita su quelli che invece la memoria non l'hanno più o, se ancora l'hanno, la sbeffeggiano, relegandola a superstizione, poco più che leggenda.

Insomma, un prologo ricco di spunti e che getta le basi di molti tra i più interessanti nodi e chatacters di tutta la saga.

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come prologo quelli  di ACOK e ASOS, come epilogo quello di ADWD,  il cui prologo pero penso sara importante in prospettiva per un altro personaggio.....

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Tra prologhi ed epiloghi il mio preferito é sicuramente l'epilogo di ADWD. Lo vedo come l'evento che porterà nel prossimo libro alla caduta dei lannister ed alla salita al trono di young Griff. 

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L'altro mio prologo preferito, al pari di quello già citato, è quello di ADWD.

Troppo indicativo il fatto di aver - finalmente - introdotto come si conviene il metamorfismo di Jon, che viene esplicitamente citato, quasi come rimprovero perchè non accetta ed anzi sembra contrastare il dono potente di cui è custode, sicuramente in previsione futura. Inizialmente non mi prendeva granchè, come spesso accade nei prologhi di Martin, poi invece quando si è cominciato a capire dove si sarebbe arrivati l'ho letto e riletto tutto d'un fiato. Ci vengono date indicazioni precise su quanto le capacità da metamorfo non venissero viste di buon occhio in molte parti del Nord, evidentemente tra il popolino c'era scarsa cultura, quindi conoscenze del passato, per comprendere quanto potente fosse invece questo dono, cosa di cui invece gli Stark ed i Reed sono ben consapevoli. 

Allo stesso modo ci viene spiegato meglio non solo quello che accade a colui che entra in un corpo altrui, ma per la prima volta anche ciò che accade, ciò che sente, chi lo ospita. Il lottare per non soccombere ed infine il cedere, pur mantenendo ancora un livello non si sa quanto profondo di coscienza.

E' intenso il racconto del dolore provato da Varamyr Seipelli quando Orell, l'aquila di cui aveva preso possesso per vigilare sulla Barriera, era stata vittima di combustione ed egli era impazzito di dolore, letteralmente.

 

Come epilogo, in realtà sono solo due, entrambi importanti per motivi diversi.

Ma sono più legata a quello di ASOS, poiché anche quello ci offre grandi spunti di riflessione su cose che sono già in moto e su altre che si muoveranno a breve.

Tutta la questione LSH è un cliffhanger strepitoso sia per ciò che riguarda la questione vendetta Stark sia, per me, per la ancor più importante situazione del Nord.

Comunque, entrambi molto molto intensi.

Il monologo di Varys sul principe perfetto ed ideale, istruito, edotto, addestrato al comando, quasi creato interamente da lui, è in linea col suo personaggio.

 

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La cosa più bella dei prologhi è che sono descritti dal punto di vista di personaggi secondari, molto spesso anche mediocri, e tendono ad essere molto descrittivi, più incentrati sull'atmosfera che sull'azione. I miei preferiti sono quelli di ACOK e di ASOS. Anche quelli di AGOT ed ADWD. Mi ha un po' deluso, invece, quello di AFFC. Riguardo l'epilogo di ADWD: io ho ancora l'adrenalina in corpo e la bocca spalancata, e sono passati mesi. L'epilogo di ASOS era scritto molto bene, ma io ho odiato Lady Stonehearth come poche cose in ASOIAF.

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Prologo preferito sicuramente quello di AGOT: un'atmosfera dark, glaciale, minacciosa, in cui facciamo una primissima conoscenza degli Estranei. Indimenticabile.

 

Epilogo preferito: quello di ADWD, ma in generale tutto il finale di ADWD è parecchio bello (anche se su questo forum non sono in molti a pensarla così). E' nell'epilogo di ADWD che, come dissi a suo tempo, abbiamo la sensazione che la situazione generale sta per esplodere.

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Sulla bellezza di ADWD, dalla parte centrale in poi in una costante ascesa verso un finale di altissimo livello (forse il punto più alto di tutte le Cronache) concordo pienamente. Infatti li ho messi alla pari, con quello di ASOS, non perché ami particolarmente  il personaggio di LSH ma perché quella trama per me sarà importantissima per tutto ciò che accadrà in futuro al Nord. 

 

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Anche a me piace molto ADWD, sia come stile (molto più descrittivo dei precedenti) che come trama. L'unico problema è stata l'assenza della battaglia di Meereen, non appena la situazione inizia a farsi interessante lì, è finito il libro!

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Il mio prologo preferito è senza ombra di dubbio quello di ADWD. Lo trovo bello, anche considerandolo come una storia a sé stante. Quella di Varamyr Seipelli è una storia cruda, che non manca però di una certa poesia. Come accade spesso, Varamyr è un personaggio meschino, eppure le sue azioni amorali vengono presentate non senza una certa introspezione, non senza mostrare in Varamyr un seppur minimo conflitto. Il suo capitolo mostra la tragedia della sua forma di umanità. Varamyr è, prima di tutto, un diverso, fin dalla nascita; in quanto diverso viene scacciato dalla famiglia. Se a Westeros ci fosse un De André, avrebbe sicuramente dedicato più di una canzone al nostro Varamyr. 

Finalmente il metamorfismo - una delle cose di ASOIAF che mi intriga di più - viene trattato come si deve e dal punto di vista di un personaggio estremamente consapevole delle sue capacità di metamorfo. Sebbene siano dei marginali persino a Nord della Barriera, ci sono delle azioni ritenute abominevoli dagli stessi metamorfi e Varamyr è tra di loro un "peccatore", che si spinge oltre questi limiti. La cosa più interessante, però, è il fatto che ci avviciniamo al significato dell'esperienza della morte per un metamorfo, cosa che ovviamente assume una grande importanza a posteriori.  Ho trovato davvero affascinante il rapporto con la morte di Varamyr Seipelli. Sappiamo da lui che il dono in Jon è potente - cosa cui accenna anche Melisandre più avanti, dicendo esplicitamente c'è potere in te e nel tuo lupo - ma che non è preparato ad usarlo. Che in futuro vedremo un Jon consapevole di questo grande potere?

Inoltre, questo prologo è fondamentale anche per un'altra vicenda.

SPOILER GOT 6

Spoiler

Ovvero, il trauma di Hodor. Nel capitolo di Varamyr, infatti, viene detto come il tentare di prendere possesso di un altro uomo sia un'azione ritenuta abominevole e, soprattutto, cosa accade. Bran riesce a prendere facilmente possesso di Hodor proprio grazie a quel trauma che gli ha provocato nel passato. Ed è un qualcosa di spietato e necessario allo stesso tempo.

 

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Concordo con le tue osservazioni @TheLoneWolf; questo prologo è sicuramente funzionale a quanto accadrà a Jon, il cui dono, il cui potere, non a caso viene citato esplicitamente. Sappiamo inoltre che SPOILER GOT6

Spoiler

quanto accaduto ad Hodor è una delle grandi chiavi che sono state inserite nello show su chiara indicazione di Martin, quindi la stessa cosa avverrà nei libri.

 

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Mmm interessante ... io l'avevo visto esclusivamente come un annuncio del passaggio al 'lato oscuro' di Bran, che si diverte davvero troppo con il corpo di Hodor già prima di arrivare dai FdF,  da chiudere poi con la 'pappa rossastra' che mangia alla fine. E' il prologo più inquietante insieme al primo, anche se sembra che non succeda nulla. Ma se lo prendiamo come anche una preparazione al destino di Jon non ci sta male affatto.

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Limitandomi alle sensazioni che mi hanno trasmesso, direi il prologo di AGOT, colpevole di avermi trascinato in questo vortice di perdizione chiamato ASOIAF, e l'epilogo di ASOS, perché l'impatto emotivo di Lady Stoneheart, al di là di quel che si può pensare del personaggio, è stato per me veramente fortissimo.

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Il 16/9/2018 at 14:05, Neshira dice:

Mmm interessante ... io l'avevo visto esclusivamente come un annuncio del passaggio al 'lato oscuro' di Bran.

Ecco, io ad esempio non lo avevo letto sotto quest’altra luce ma ci sta. Di certo Martin, man mano che procede con la scrittura, abbandona le atmosfere ancora un po’ sweet summerchild dei primi libri in favore di altre più cupe ed inquietanti, e questa cosa mi pare evidente fin dal prologo di AFFC (che però devo rileggere), dove si abbandonano quasi del tutto le questioni prettamente “umane” e ci si immerge nell’occulto, nell’elemento magico, nelle candele di ossidiana che bruciano dopo centinaia di anni nello studio di Marwyn il Mago, alla Cittadella. 

Inoltre questa tua lettura mi sembra corretta anche per un altro motivo, vale a dire per i continui rimandi al cannibalismo che proprio nel corso di ADWD vengono fatti. Non c’è dubbio che questo prologo, per me davvero uno dei più interessanti,  serva ad inserire diverse questioni che verranno dipanate più avanti. 

 

Concordo poi con @Lord Beric, sia a livello cartaceo che televisivo il prologo di AGOT ha il grandissimo merito di inchiodare il lettore/spettatore e di trascinarlo poi alla scoperta dell’universo martiniano. 

Ed è una scelta molto astuta da parte dell’autore quella di presentarci subito il pericolo, qui inteso sia come gli Others sia come il grande gelo, per poi dimenticarsene per ben due volumi, e ripescarlo soltanto nel prologo di ASOS. 

Mette sin da subito le carte in tavola, ci mette al corrente dei pensieri del disertore e del perché i tre confratelli dei Guardiani della Notte vadano incontro al pericolo, al nemico; noi però veniamo subito dopo risucchiati dalle vicende politiche del gioco del trono, e, distratti dalle storie avvincenti dei tantissimi personaggi che ne fanno parte, finiamo ben presto col dimenticarcene. Dimenticarci di ciò che abbiamo subito appreso, dimenticarci di ciò che non dovrebbe essere dimenticato.

Eppure AGOT si apre con poche semplici parole, le tenebre stavano avanzando, parole che ci permettono di cogliere fin da subito l’atmosfera precisa di quanto stia avvenendo.

Martin in questo prologo si diverte a giocare con i lettori, anche quando fa dire a Gared, il più anziano tra i confratelli, “ciò che è morto resta morto e noi non dovremmo averci niente a che fare”, che suona un po’ beffardo alla luce di quello che scopriremo da lì poco. 

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4 minutes fa, porcelain.ivory.steel dice:

Eppure AGOT si apre con poche semplici parole, le tenebre stavano avanzando, parole che ci permettono di cogliere fin da subito l’atmosfera precisa di quanto stia avvenendo.

 

Ecco, quelle parole sono un'aggiunta di Altieri. :D

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