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Euron Gioiagrigia

Le opere che più vi hanno colpito

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Buonasera a tutti,

dopo consulto col sempre professionale Timett, ho deciso di aprire qui questa discussione di carattere trasversale, in quanto abbraccia gli argomenti di almeno quattro sottosezioni del forum, e pertanto è difficilmente inquadrabile. Infatti l'argomento è: quali sono le opere che più vi hanno colpito e che, in un certo senso hanno influenzato la vostra vita? Quindi non necessariamente le vostre opere preferite, ma quelle che non dimenticherete mai. Come opere, intendo tutto ciò che è cultura (nerd e non): libri, film, serie tv, serie animate, fumetti, videogiochi, ma anche (se avete fantasia) opere d'arte di vario tipo (pittura, scultura e così via), saggi (filosofici o meno) e così via.

Non so se sono stato chiaro, ma comunque è inutile cincischiare, quindi apro la discussione.

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Sai che è difficilotto fare una lista di quello che si visto e letto e poi decidere quale riportare in un post? ;) Ci sto pensando da quando hai aperto il topic ma non ne sono ancora venuto a capo.. :ehmmm:

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Anche io, nonostante la tua sia una bellissima iniziativa, trovo molta difficoltà a sintetizzare qualcosa, anche perché si toccano tantissimi aspetti differenti della cultura.  Col tempo magari riusciró a pensare a qualcosa per ognuno dei vari ambiti.

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Nella mia adolescenza l'opera che mi ha colpito maggiormente è stato WAR, album del 1983 degli U2 (per capirci, quello con Sunday Bloody Sunday). Non solo crocevia per la mia scelta stilistica verso il rock più che verso il pop, ma anche per tematiche sociali. 

 

A livello di libri, sempre nel periodo medie, mi ha aiutato a scegliere la formazione scientifica la lettura di Andromeda, uno dei primi libri di Micheal Chricton che poi si è ripetuto e pure più in grande con Jurassic Park. 

 

Devo dire che altro non mi viene in mente ora. 

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Per me fare una scelta è facile, perché non sono molte:

 

Evangelion: saga vista per la prima volta nel 2010 ma non mi aveva detto granché. L'ho rivista l'anno scorso, e mi ha ammaliato. Ma al di là delle bellezza intellettuale e visiva dell'opera, mi ha proprio colpito nel profondo: dopo averla vista, per lungo tempo mi sono chiesto se non assomigliassi troppo a Shinji (come lui, sono un tipo introverso nella vita reale), e se non dovessi maggiormente prendermi le mie responsabilità nel lavoro e nella vita privata (cosa che infatti Shinji non fa quasi mai). Avevo letto da qualche parte che Eva non fa alcun effetto sulle persone normali, e il fatto che mi ha colpito e turbato così tanto nel profondo mi ha convinto che non sono una persona normale ("there's no man like me, there's only me");

 

Mass Effect: la trilogia dei miei migliori anni universitari, scoperta in ritardo ma capace di regalare emozioni fortissime. Mai mi ero fatto così coinvolgere in una storia fantascientifica e per certi aspetti fantasy, eppure così dettagliata e soprattutto veritiera. Per mesi ne sono rimasto ossessionato, soprattutto dal finale;
 

La Rivolta di Atlante: secondo alcuni, un libro che è stato più influente della Bibbia. In effetti, in America ha avuto una risonanza fortissima, e anche un lettore europeo come me non può rimanere indifferente di fronte alla potenza filosofica di una simile opera. Più volte, dopo averla letta, mi sono chiesto in quali punti fossi d'accordo e quali punti applicherei alla cosa pubblica se fossi un politico (fortunatamente per molti, non lo sono. Ah, se lo fossi...). Senza considerare lo strascico che lascia sulla propria vita: è giusto vivere come un egoista razionale?

 

L'Anticristo. La maledizione del Cristianesimo: opera letta durante il mio ultimo turbolento anno liceale, mi ha aperto un mondo sulla filosofia (quella vera, non le frescacce di oggi) e ha definitivamente sancito il mio passaggio all'ateismo, cosa che per qualche tempo ha avuto qualche ripercussione familiare (mio padre non la prese benissimo). Lo stile di Nietzsche è ammaliante e corrosivo, perfettamente in spirito della filosofia antirazionalistica e "profetico" del filosofo tedesco. 

 

The Downward Spiral: il secondo album dei Nine Inch Nails è anche il loro miglior lavoro. Anche questo conosciuto durante il mio non semplice ultimo anno liceale, è stata la perfetta cassa di risonanza del mio stato d'animo di quell'epoca. Un vero e proprio album filosofico, che mi ha lasciato profondi segni;

 

The Simpsons: la serie tv americana per eccellenza, un concentrato di umorismo e intelligenza epocale. Le risate che mi sono fatto guardando le prime nove stagioni sono le migliori e più grasse della mila vita. Ora lo show è annegato (da un bel pò di anni, a dire il vero) nella mediocrità e nel politicamente corretto, ma la qualità delle prime nove stagioni è così elevata da rendere lo show, nel complesso, più che buono. Una sit-com che ha influenzato moltissimo il mio modo di vedere della società.

 

E ovviamente...

 

A Song of Ice and Fire: altrimenti, perché starei su questo forum? Per GOT? Pfff. ASOIAF è la saga di libri che più di ogni altra ha plasmato la mia mente, illustrandomi la vorticosa pluralità della vita vera e ammaliandomi con il suo stile ambiguo ed elegante. Anche i peggiori libri della saga (Feast e Dance, ovviamente) sono oro in confronto a moltissima letteratura odierna. Ma del resto, che ve lo dico a fare...

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Ci provo anch'io, va'...

Escludo i film perché di quelli ho già parlato nel topic sui 10 preferiti.

 

I misteri della jungla nera: è la prima opera di narrativa che abbia mai letto, anni e anni e anni e anni fa. Da lì in poi sono diventato un lettore sempre più famelico e ho scoperto la passione per la letteratura, quindi penso che Salgàri si meriti un minimo di ringraziamento :blink:

 

The Lord of the Rings e Dune: letti il primo alle medie nonostante lo stile di Tolkien in fatto di scorrevolezza e leggerezza non sia proprio il massimo (nella traduzione italiana poi :(), il secondo al liceo dopo che il film di Lynch mi aveva lasciato con una gran confusione in testa (per colpe non di Lynch ma del produttore De Laurentiis). Tuttora restano le mie opere di narrativa preferite per la loro epicità, la loro profondità, la solidità degli universi immaginari creati da Tolkien e da Herbert, il senso di magia che traspare dalle loro pagine.

 

Aztec: romanzo di Gary Jennings classe 1981 che rappresentò l'apice della mia fase di infatuazione per i romanzoni storici di 900 e passa pagine. E' forse il romanzo che più di tutti mi abbia coinvolto a livello emotivo, capace di commuovermi per le tante sfighe che capitano al povero protagonista e di intristirmi per come racconta il tramonto di una gloriosa civiltà sotto i colpi implacabili dei conquistadores.

 

Paradise Lost Leaves of Grass: non sono un grande appassionato di poesia, preferisco di gran lunga la narrativa, tuttavia questo poema epico del XVII secolo con un sublime Satana anti-eroico e questa raccolta poetica del XIX di cui ho imparato a memoria interi passi tanto la adoro hanno un posto speciale nel mio cuore.

 

Also sprach Zarathustra: ho superato da anni la mia cotta adolescenziale per Nietzsche, tuttavia all'epoca del liceo il baffone era il mio profeta e questo libro la mia Bibbia. In realtà all'epoca lessi praticamente tutto lo scibile di Nietzsche, ma la particolarità di quest'opera che è insieme trattato filosofico, narrativa, poesia, parabola mistica e chi più ne ha più metta mi conquistò. E tuttora trovo in Nietzsche il filosofo più interessante e piacevole da leggere.

 

Naruto: da un certo punto in poi ho solo avuto parole dure per quest'opera che è diventata la fiera dei power up, del volemose bene, dei pistolotti morali, delle paturnie e delle schizofrenie dei protagonisti. Però ha (ri)acceso prepotentemente il mio interesse per anime all'inizio del liceo, dopo un periodo in cui avevo praticamente abbandonato quel mondo, ed è stato anche il primo manga che abbia letto, quindi penso di dovergli concedere un paio di riconoscimenti.

 

Legend of the Galactic Heroes: per me è l'opera di animazione assoluta, capolavoro tale che in confronto Evangelion, Ideon, Gundam 0079, Utena, Ghost in the Shell e Cowboy Bebop sono robette da nulla (e lo dico da appassionato di tutte queste opere). 120 episodi di politica, strategia militare, filosofia, riflessioni sulla natura umana, sullo sfondo di una guerra galattica di proporzioni immani tra un impero assolutistico modellato sulla Prussia ottocentesca e una repubblica tutt'altro che priva di ombre. Personaggi indimenticabili e tragici, epiche battaglie ideate e descritte con una precisione maniacale, colpi di scena a iosa, dialoghi superlativi... sul versante tecnico, poi, è una gioia per gli occhi e per le orecchie. Unico difetto: non è mai uscita fuori dal Giappone, per cui non c'è l'ombra di un doppiaggio italiano e nemmeno di un fansub legale.

 

2001 Nights: è il mio equivalente di LOGH per i manga. Opera forse pochissimo conosciuta qui in Occidente (è giapponese), è composta da una serie di capitoli autoconclusivi che raccontano con sensibilità, intelligenza e anche una certa originalità le peripezie dell'umanità intenta a colonizzare il Sistema Solare prima e il resto della galassia poi. L'atmosfera è molto da fantascienza della Golden Age anni '50 e '60; altra particolarità è lo stile di disegno, che non ha nulla di orientale e ricorda piuttosto quello degli artisti europei. Dell'autore Yukinobu Hoshino ho letto e apprezzato molto anche altri due lavori composti da storie simili ma slegate dall'universo narrativo di 2001 Nights, 2001+1 e Sabel Tiger (e soprattutto il secondo contiene delle storie che sono autentici capolavori).

 

Rome: non tra le mie serie preferite, ma è stata la prima che ho seguito "sul serio", a differenza dei vari Streghe, X-Files, Sabrina di cui guardavo qualche episodio qua e là in maniera disconnessa (del resto erano serie con puntate autoconclusive o quasi). Se non fosse stato per questo prodotto HBO il mio interesse per le serie tv d'oltreoceano sarebbe nato con diversi anni di ritardo.

 

Black Sails: la mia serie tv preferita in assoluto, nonché uno dei pochissimi prodotti audiovisivi recenti in cui i pirati non siano rappresentati come poveri imbecilli lobotomizzati che barcollano sperando di far ridere (ogni riferimento a Jack Squallor è puramente voluto) ma sono contestualizzati nella loro epoca. Non la reputo la migliore serie in assoluto (per me quella è Mad Men), tuttavia se Mad Men è un 10+ questa è un 9 e mezzo, e in ogni caso è quella che più di tutte mi abbia coinvolto e appassionato.


Shadow of the Colossus: è stato il primo videogioco (e finora uno dei pochissimi) che mi abbia fatto capire che anche questo media può produrre opere d'arte. E' uno di quei titoli che giocherei e rigiocherei solo per godermi le atmosfere, le vedute del paesaggio e le musiche, bellissime. Inoltre credo sia il gioco che mi abbia provocato il maggior numero di bestemmie e imprecazioni, che non è poco :blink:

 

Arcanum of Steamwork & Magick Obscura: RPG di circa una ventina d'anni fa che, come Shadow sopra, mi ha fatto capire che i videogiochi possono essere qualcosa di più di un passatempo. Già l'ambientazione steampunk con la rilettura in chiave vittoriana delle classiche razze fantasy (Elfi, Nani, Orchi...) è la mia preferita, se poi ci aggiungiamo una capacità di personalizzazione del PG quasi assoluta, una trama non lineare che è plasmata dalle scelte che fai e dagli approcci che scegli per ogni missione, una narrazione piena di colpi di scena degna della miglior saga fantasy...

 

Stairway to Heaven: semplicemente la perfezione fatta musica, nonché una delle primissime canzoni rock che ascoltai quando, tra la fine delle medie e l'inizio del liceo, cominciai ad affinare ed "elevare" i miei gusti musicali.

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Voglio andare in ordine di discipline artistiche(le famose nove arti, con aggiunte ovvie).

 

1. Architettura 
Non è che mi abbia condizionato a livello esistenziale ma vedere qualunque cattedrale in giro per il mondo mi fa sempre spalancare la bocca. 
Se devo fare esempi più concreti, mi viene in mente il tempio della città proibita a Pechino e la casa accartocciata in Polonia, che apre quest'ultima, a tutta una serie di opere quasi impossibili da immaginare.
Classicissima la grande muraglia cinese e le piramidi, specie la Sfinge, che entrando in territorio di mitologia, potrei anche considerare capisaldi del mio sentire.

 

2. Pittura
Anche qui non avrei opere determinanti, ma volendo artisti come Caravaggio, Dalì o Bosch mi vengono in mente per primi, pensando ad impressioni ed emozioni riguardo la pittura, un nome: il saturno che divora i figli di Goya.

 

3. Scultura
Vedi sopra. Inutile dire che Michelangelo fa restare impietriti a vederne le opere, così il terzo che dovesse guardare non capisce quale sia la statua XD
C'è una miriade di opere nelle piazze e nelle città del mondo che vale il discorso sull'architettura.
Nome: il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino.

 

4. Musica
Qui faccio una lista, anzi due!
Lista Metal, che è la forma d'arte che probabilmente più ha influenzato la mia vita:
Iron Maiden(Iron Maiden)
Reign In Blood(Slayer)
Nothing(Meshuggah)
Legion(Deicide)
Unquestionable Presence(Atheist)

sarebbero i 5 album non plus ultra.

Trout Mask Replica(Captain Beefheart)
Naked City(John Zorn)
Space Oddity(David Bowie)
Arbeit Macht Frei(Area)
Socialismo e Barbarie(CCCP)

5 capisaldi non Metal, a cui aggiungere magari qualcosa di De Andrè. 

 

5. Poesia
una delle forme d'arte che più amo.
5 poesie su due piedi!
1. Un'ora per la pazzia e la gioia
2. O Capitano mio Capitano entrambe di Walt Whitman. 
3. Libertà di Paul Eluard
4. Il Sospettoso di Aleksej Chvostenko
5. Corpo Presente di Federico Garcia Lorca, del quale poi mi piace un po' tutto.

 

5 bis. Letteratura
5/6 titoli per riassumere una branca artistica che occupa molto del mio tempo :)

Il Signore degli Anelli/Il Silmarillion (Tolkien)
Il Maestro e Margherita (Bulgakov)
Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (Martin)
La Mente di Dio (Davies)
Jerusalem (Moore)

Un elenco fin troppo striminzito, ho voluto mettere l'ultimo libro di Alan Moore, che sto leggendo attualmente, ancora, e rappresenta l'opera che più mi attrae alla lettura tra le ultime lette.

 

6. Danza

boh 
la danza del cigno XD

 

6 e mezzo. Teatro
Ehm... cito tre musical moderni, che mi piacciono molto e rappresentano comunque un aspetto importante del concepire la visualità artistica in opera.
Dopotutto sono nipote di un autore di teatro, semisconosciuto certo, ma per me maestro di tanti aspetti della vita. 
Jesus Christ Superstar, della cui opera apprezzo il brano "i only want to say - gethsemane" in maniera particolare.
The Phantom Of The Opera 
The Rocky Horror Picture Show.

 

7. Cinema
Non volendo neanche io ripetere i miei film o registi preferiti, faccio alcuni nomi di personaggi/attori che sono entrati nel mio mito immaginario.
Bud Spencer e Terence Hill 
Totò
l'ispettor Clouseau
Charlotte, Stanlio e Ollio
Ercole XD
Fantozzi
Brancaleone! 

 

8. Radio-televisione
Continuiamo col trend della lista a 5:
Star Trek 
Sandokan
Spazio 1999
Belfagor
L'amaro caso della Baronessa di Carini

tutti telefilm o sceneggiati che han colpito la mia infanzia.

 

8 e trequarti. Fotografia
tutto quello che mi mostra mia moglie! Per me ha una capacità quasi unica di esprimersi per immagini, associandole a pensieri e quant'altro. 

 

9. Fumetto
Vai col 5 XD
in ordine di apparizione nella mia vita, e mai più usciti dalla testa:
Paperone
Thor
Warlock 
Thanos
V for vendetta 

 

10. Videogioco
Diablo
Final Fantasy dal 7 al 10
gli unici che ho amato e giocato alla morte XD

 

 

ps.
come ripercorrere una vita intera!
complimenti a Euron Gioiagrigia!
A proposito... uno dei miei big letterari, Occhio di Corvo, del resto.

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Ebbene dunque mi sono messa a riflettere. In realtà devo ammettere che il tema non è stato affatto facile da interpretare perchè da un lato c'è quello che mi ha colpito, quello che mi è rimasto impresso, dall'altro però anche quello che ci ha influenzato. Riferendomi unicamente a quest'ultima accezione ho trovato pochino. Quello che mi ha influenzato come persona sono infatti le esperienze, le persone che ho incontrato, ma quanto alle opere... per quanto mi riguarda restano prodotti culturali di intrattenimento e non di formazione in senso più o meno stretto o lato, togliendo ovviamente quanto appreso nei percorsi scolastici. Va anche detto poi che da persona molto guardinga e assai poco influenzabile come sono per mia natura tendo ad andarci molto cauta.

Certo comunque ci sono molte opere a cui sono legata o affezionata o che mi piacciono, ma che mi abbiano influenzato nel modo di vedere la vita o nei comportamenti o nel carattere in senso più o meno lato, non direi proprio. Per lo meno non così potenti da lasciare un segno, al contrario di quanto invece possono avere fatto le esperienze di vita. Quindi mi concentreró soprattutto sulla prima accezione del tema, quello che mi ha colpito.

E dopo questa infinita supercazzola peró doverosa per spiegare come ho deciso di approcciare il tema, e quindi anche illustrativa del pastrocchio che mi è uscito ^^", posso finalmente partire con l'elenco!

 

Dal punto di vista musicale canzoni/artisti che mi hanno influenzato nessuna: la musica per me è un mezzo di evasione e perciò la ascolto per distrarmi senza farmi troppe pare sopra. Certo mi piacciono molte canzoni ma niente di influenzante a livello esistenziale.
Se dovessi citare tutte quelle che per qualche motivo mi hanno colpito farei notte, mi limiterò a segnalare la passione per le colonne sonore che mi aiutano a creare storie (alcune capitali devo averle anche elencate da qualche parte in Myr o Pentos), il periodo Madonna e quello Enya della mia vita adolescenziale.
 
Stesso discorso dal punto di vista artistico più o meno: apprezzo l'arte in molte forme, ne ho fatto pure il mio oggetto di studio, e molte opere di diverso genere mi piacciono o mi hanno colpito ma è difficile elencarle tutte! 
Sicuramente a livello pittorico Nympheas di Monet, che non a caso sta pure in camera mia (come poster ^^) e Notte Stellata di Van Gogh. Questi credo siano i 2 quadri c quelui più sono legata.
Per la statuaria sicuramente il gruppo del Laocoonte con tutto quel movimento spiraloso. Ma insomma poi c'è tantissimo altro e scriverei papiri solo per l'arte greca, per cui non so scegliere! 
A livello di strutture architettoniche invece devo citare in primis le piramidi: mi hanno sempre affascinato, le trovo incredibile espressione della tecnica umana così "strane" nella loro geometricitá perfetta rispetto alle forme morbide del deserto o alla caotica metropoli odierna di cui sono oggi lo sfondo. Mi piacerebbe davvero tanto riuscire a visitarle un giorno.
Passando proprio ai luoghi invece cui sono stata, anche per limitare una scelta altrimenti vastissima, mi hanno colpito molto Westminster Abbey e il Natural History Museum di Londra (anche solo come struttura), col loro bellissimo gotico e la storia che trasudano. Eilean Donan Castle in Scozia è un bellissimo esempio di castello, seppur ricostruito, e lo inserisco perché non potevo non citare proprio nulla di scozzese ^^"
Continuando, ci sono il sito archeologico di Pompei e quello di Aquileia perché lì ho fatto varie campagne di scavo che rimarranno tra le esperienze più belle della mia vita e quindi mi hanno anche proprio influenzato. Ci metto poi anche un viaggio sempre fatto con l'università in Sicilia e lo stupore per il magnifico sito di Selinunte, la Cattedrale dei Normanni e la cappella platina, i mosaici di Piazza Armerina. E mi fermo qui.
 
Serie TV: non sono particolarmente affezionata a nessuna, sono abbastanza volubile, lo avrete capito ^^ ma provo immenso affetto per la Signora in Giallo.
Cinema: cfr. sotto più il Topic apposito in Myr.
 
Passo poi alla categoria mista letteratura/cinema con il Signore degli Anelli che in effetti mi ha accompagnato per tanti anni della vita grazie a molti elementi che rispecchiano il mio modo di essere e i miei interessi: dalla sua stessa essenza (nasce come tentativo di diventare corpus mitologico per una nazione che ne è sprovvista utilizzando archetipi del mito) al tema del linguaggio che pure mi ha sempre interessato e ha incrociato spesso i miei studi ai valori che sono rappresentati. Non mi ha influenzato, più che altro ci siamo trovati ^^" soprattutto è il tema della speranza che mi è molto caro così come il discorso che fa Sam: nonostante le varie schifezze che capitano c'è del buono (e del bello) in questo mondo e vale la pena se non proprio lottare almeno ricordarlo.
Effetto simile lo ha avuto la trilogia classica di Star Wars (che metto mista perché ho letto anche i libri), che per certi versi ripercorre gli stessi temi con l'aggiunta della tecnologia, ma anche qui è la speranza a farla da padrona, così come il tema di un qualcosa di buono da proteggere, per cui lottare e cui ispirarsi. 
Vabbè penserete che mi piace vincere facile e forse sarò banale perché in fondo si tratta di saghe che pescano a piene mani da temi canonici e archetipici della storia della letteratura come la lotta bene/male per un futuro migliore di libertà, l'amore e l'amicizia, il misticismo e la comprensione della natura che ci circonda... e potrei andare avanti per ore. Però a me piace proprio anche il modo di utilizzarli e declinarli in varianti differenti che però sottendono allo stesso messaggio di speranza cui già accennavo. 
Poi a livello un po' meno importante un forte impatto lo ha avuto sicuramente Jurassic Park che tratta di un elemento antico legandolo a temi estremamente attuali come l'ingeneria genetica e la bioetica, capacità questa, di creare connessioni tra passato e presente che mi ha sempre affascinato.
Direi che più o meno ho tracciato un quadro seppur variegato e incasinatissimo, che poi rispecchia perfettamente come sono io XD

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Ringrazio @Euron Gioiagrigia per aver aperto ANCHE questa interessante discussione. Ed anche @hacktuhana per l'intervento di poco sopra: senza nulla togliere agli altri, mi hai proprio fatto venire voglia di intervenire in questa discussione. Bel taglio!

 

Se dovessi fare un intervento come il tuo lo scriverei tra 5 mesi, quindi, preferisco tagliarlo a pezzetti. Comincio con la pittura e la letteratura, o meglio una parte di esse, che maggiormente mi ha colpito e mi colpisce ancora o che comunque mi ha colpito in uno specifico momento della vita. 

 

Pittura/1: ho sempre amato molto la fine 800-inizio 900, in particolare mi sento di citare Van Gogh, Munch, e Mondrian. Di loro amo qualsiasi cosa abbiano dipinto, che banalità! Ma se dovessi citare un'opera per ognuno che mi ha fortemente colpito, oltre a piacermi soggettivamente parlando, citerei proprio:

La notte stellata: se la si inizia a contemplare non si può più smettere di seguire le pennellate nel cielo che, interiorizzate dal pittore e così espresse, ti ipnotizzano e ti portano alla ricerca di nuove forme e nuovi significati, e quanto altro vi si possa intravedere! E no, non c'è bisogno di alcun aiutino! XD

Madonna questo è un dipinto estremamente semplice e allo stesso tempo magnetico: tutto giocato sulle sfumature del nero e del rosso. E da questo punto di vista, mi ricorda molto Vampiro. Di quest'ultimo vorrei citare uno stralcio scritto dal pittore stesso, che trovo molto poetico:

 I suoi capelli rosso sangue si erano impigliati in me, si erano avvolti intorno a me come serpenti rosso sangue, i loro lacci più sottili si erano avvolti intorno al mio cuore. 

Ma se inizio col Vampiro di Munch rischio di fare un digressione troppo lunga, che la monaca di Monza scansati! XD

Tornando a Madonna, Munch ne ha realizzate diverse versioni. Le mie preferite sono le litografie, in cui maggiormente ha osato, disegnando la cornice stessa che racchiude l'opera. Probabilmente è uno dei dipinti più discussi della storia, rompe completamente con l'iconografia classica del soggetto per dare vita a una donna seducente, nuda, coi capelli neri, sparsi, richiamando quasi alla mente l'immagine di una magnetica Medusa. L'unico contatto che resta con le classiche rappresentazioni è l'aureola, ma anche questa si diversifica: nei toni del rosso, simbolo più di passione che di santità. Tutto nel dipinto trasuda passione e morte: i colori, la figura stessa. Concetti ancor più accentuati, nelle litografie, dagli spermatozoi che percorrono la cornice e dal feto, la cui immagine, pregna di angoscia, rimanda alla stessa angoscia espressa dal soggetto de L'urlo. Quindi non solo passione e morte, ma anche vita e angoscia, vanno ad aggiungersi ai concetti trattati dal pittore. Ecco perché lo scandalo della rottura del canone classico: la rappresentazione vuole colpirti sonoramente con un pugno, spiazzarti, invitarti a vedere la realtà da un altro punto di vista, aprirti la mente, e portarti ad una riflessione sulla condizione dell'umanità nella sua interezza. 

OK. È chiaro che Munch riveste una posizione più particolare degli altri, senza nulla togliere agli altri. 

La serie degli alberi questo è stato il mio passaggio verso la pittura contemporanea. Questo ed anche un parente a me caro e la sua galleria. Ma senza gli alberi di Mondrian, non so in quale altro modo avrei potuto fare questo salto. Mondrian parte dal dipingere i paesaggi che lo circondano, si evolve con l'uso dei colori e concentrandosi su un unico elemento, l'albero, fino ad arrivare a scompone la struttura con una lunga indagine che diviene quasi ossessiva. Indagine che trova come meta le sue note rappresentazioni bidimensionali con colori primari, tanto citate in design, quanto nel mondo della moda. Basti pensare al famoso abito di Yves Saint Laurent. Uno studio di anni ed estremamente entusiasmante da ammirare: il merito va alle opere, al pittore, ma anche a chi riesce a curare le mostre delle stesse opere in maniera tale da aiutare i visitatori a essere toccati da queste, a prescindere dalla loro cultura e dalle loro esperienze. Concludo menzionando il mio dipinto preferito della serie, che si colloca all'interno di questo percorso, più o meno, concettualmente, vorrei dire, a metà: albero grigio. 

 

Letteratura/1: andando a ritroso nel tempo. I primi libri che sono riusciti ad entusiasmarmi e più che altro a toccarmi sono quelli di Roald Dahl. A tutti verranno in mente i ben noti Matilde e La Fabbrica di Cioccolato. Il secondo da bambina non mi impressionò più di tanto, il primo invece fu la mia porta d'ingresso alla lettura. Per la felicità parentale, che disperava mi interessassi più alle immagini (cartoni e fumetti) piuttosto che alla parola scritta, vedermelo tritare in un giorno, a un'età piuttosto tenera, fu una grande gioia. Ma tra tutti i suoi libri che ho letto, quello che ha finito per colpirmi di più è stato le streghe: la storia è molto avvincente per un bambino e fa venire molta voglia di andare sempre avanti, al di là di questo pregio, ha anche la particolarità di presentare qualcosa di diverso dalla solita famiglia del mulino bianco che tanto riempiva ogni spazio in quegli anni. Una unica declinazione poco realistica, o se realistica, spesso falsa. Su questo, il caro Roald non ci prende in giro e vi aggiunge anche un finale dolceamaro, che, se non è realistico poiché la storia è fantastica, lo diventa proprio perché rappresenta realmente la possibilità che la vita possa avere dei risvolti amari, ma non per questo ci si deve abbattere e non provare a trarne il meglio. 

 

Commento anche alcune cose che avete detto, così magari partono pure dei dialoghi! 

@Euron Gioiagrigia mi hai incuriosito sulla rivolta di atlante, ammetto di non conoscerlo, lo metterò in coda, peccato che la coda vanti almeno una ventina di titoli... XD

Su Nietzsche invece è interessante vedere che ti abbia fatto porre una serie di domande, per me fu più che altro una delle tante conferme ma immagino dipenda più che altro dai vissuti personali. 

 

@Feanor_Turambar Also Sprach Zarathustra è il mio grande cruccio: non riuscii mai a completarne la lettura integrale e lo lasciai lì. Mi fai venire voglia di riniziarlo da capo. Anche perché a distanza di tutti questi anni sarebbe la sola soluzione!

 

Forse è meglio se faccio a puntate pure i commenti... XD

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Ciao a tutti,

entro in questa discussione senza veramente averne i requisiti, e come @Lyra Stark cercherei di limitarmi non alle "opere" in assoluto che mi piacciono ma a quelle che o mi hanno influenzato a vario titolo o che mi fanno vibrare qualche corda.

 

Scimmiotto molto in breve l'elenco di @hacktuhana:

- Architettura: l'architettura Romanica, soprattutto quella delle piccole chiesette o Pievi di campagna.

- Pittura: sono un ignorante totale, mi piace tutto quello che vedo, ma l'opera che più mi "tocca" è "Boulevard of broken dreams", la rilettura di Gottfried Helnwein del quadro "Nighthawks".

- Musica: scusatemi ma, forse anche perché solo da poco incomincio a capire qualcosa di inglese, le "corde" a me le toccano Vasco e Ligabue. Poi ascolto anche rock e metal, per lo più suggeriti da amici più colti musicalmente di me. Però Vasco o Ligabue, hanno segnato un'epoca.

- Cinema: rimando alla discussione apposita.

- Cartoni: da piccolo alla mia epoca c'erano i robottoni Goldrake e Mazinga, ma quelli che guardavo da grande erano: Kenshiro, I cavalieri dello Zodiaco e poi, più recentemente, Dragon Ball.

 

- Videogiochi... ehm, sono vecchio e non ho mai avuto consolle... Però: Silent Hunter, Wargame European Escalation dal mio PC, e poi con amici su loro PC / Consolle, il primo Call of Duty.

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10 hours fa, ***Silk*** dice:

 

@Euron Gioiagrigia mi hai incuriosito sulla rivolta di atlante, ammetto di non conoscerlo, lo metterò in coda, peccato che la coda vanti almeno una ventina di titoli... XD

 

Leggilo, è molto interessante. Ritengo la filosofia di Ayn Rand inattuabile in una società reale (purtroppo la Rand sembra dimenticare spesso nelle sue opere che gli uomini non si dividono in eroi senza macchia e pavidi pusillanimi), ma senza dubbio dà una prospettiva diversa a molte problematiche socioeconomiche.

 

10 hours fa, ***Silk*** dice:

Su Nietzsche invece è interessante vedere che ti abbia fatto porre una serie di domande, per me fu più che altro una delle tante conferme ma immagino dipenda più che altro dai vissuti personali. 

 

Tutta la filosofia dall'antica Grecia in poi mi ha fatto porre delle domande, ma Nietzsche è stata la mazzata finale.

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Comincio a rispondere, prima di dimenticarmi del tutto. 

Merita un commento tutto suo l'opera che in assoluto mi ha colpito di più. È arrivata come un fulmine a ciel sereno in un momento in cui dovevo prendere una decisione importante. Anni dopo, durante un altro periodo non molto facile, questo documentario è riapparso magicamente, facendo tornare molti ricordi. 

Italy: Love it or Leave it è un documentario di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, una coppia omosessuale che a seguito di uno sfratto deve decidere se lasciare l'Italia. I due, quindi, viaggiano attraverso l'Italia per sei mesi, cercando di capire quale sia la scelta migliore da fare. 

È un documentario che consiglio vivamente a tutti. Fa riflettere molto e per quanto mi riguarda va oltre alla scelta "o ami l'Italia o la lasci" citando il titolo, perché si può amare un luogo indipendentemente dalle scelte che uno fa.

Lo trovo, inoltre, un buon punto di partenza per discutere del fenomeno di fuga di cervelli all'estero. Molti giovani se ne vanno, cercando fortuna altrove. La maggior parte rimane all'estero, ma a volte alcuni, per scelta più che per necessità, ritornano. 

Vi consiglio di vedere il documentario, anche solo per capire cosa i due ragazzi decidono di fare alla fine. Più che la meta, però, è interessante il viaggio che i due compiono. 

 

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