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AemonTargaryen

La poesia del giorno.

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Libros de amor  è una straordinaria opera del premio Nobel Juan Ramón Jiménez che, nonostante  già compiuta, è rimasta inedita per quasi un secolo. Infatti, pur essendo la sua uscita programmata per il 1913, il poeta ne bloccò la stampa perché, proprio qualche mese prima, aveva conosciuto il grande amore della sua vita, la donna che diede un senso affettivo insostituibile alla sua vita sofferente. Dall'autore della toccante prosa poetica Platero ed io e soprattutto poeta raffinatissimo al limite del concettuale, tutto ci si sarebbe aspettati tranne un libro così concreto, referenziale e intimo come questo. Molti dei nomi femminili che compaiono in questi versi sono stati identificati con quelli di donne con cui il poeta ebbe realmente relazioni amorose in gioventù. Tuttavia il valore di questi testi è tutto nella loro qualità letteraria, all'altezza dei migliori della prima epoca. Siamo di fronte ad un bellissimo e raffinatissimo esempio di poesia erotico-sensuale, degno di colui che molti poeti della Generazione del 27 assunsero come indiscusso maestro.

 

Reían las persianas transparentes de sol

rosado, el levantarse sobre las rosas frescas,

y el ocaso infinito de oro inextinguible

surgía, enfrente de tu garganta de seda...

 

¡Oh, momentos de carne surgían de tus hábitos

como pétalos que delataran gardenias !

... Aquellos brazos nítidos como cristales blandos

hermanos de tus pechos amasados de estrellas.

 

¿Qué vida puede dar aquel encanto alegre

y triste por tu boca desplegada y risueña

que entre tú gracias joven de pájaro intranquilo

me regalaba trinos de aurora y de floresta...?

 

Tu ojos... sí, tu ojos, llenos de tantos cielos

entrevistos me ahogaban en mares de demencia;

tus ojos que debían cerrase... para mí...

que vienen _ ¿desde dónde?_ y siguen mis tristezas.

 

 

 

Ridevano le persiane trasparenti di sole

rosato nell'alzarsi sulle rose fresche,

e il tramonto infinito d'inesauribile oro

sorgeva davanti alla tua serica gola...

 

Oh, momenti di carne sorgevan dai tuoi vestiti

come fossero petali insinuanti gardenie !

... Quelle braccia nitide come fragili cristalli,

sorelle dei tuoi seni impastati di stelle.

 

Quale vita può dare quel fascino allegro

e triste della tua bocca aperta e ridente

che nella grazia giovane di passero inquieto

mi donava trilli d'aurora e di foresta...?

 

I tuoi occhi... sì, i tuoi occhi, pieni di tanti cieli

intravisti, m'inabissavano in mari di demenza,

i tuoi occhi che dovevano chiudersi ... per me...,

che vengono _ da dove?_ a prolungar le mie tristezze.

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Sylvia Plath è una delle anime più inquiete, irrequiete ma allo stesso tempo straordinariamente sublimi che ho letto. Nella versione in lingua inglese non si può non notare la musicalità delle parole e la scelta molto accurata e minuziosa nelle tecnica del linguaggio poetico e nella metrica. Ma quello che più colpisce sono le forti, assordanti emozioni, violente, compulsive, parole forti, di metallo, che colpiscono e feriscono come armi. Una donna come lei che ha convissuto per molti anni col dolore di un'anima non compresa o non sufficientemente amata, non poteva che esprimersi con parole che fossero lo specchio e insieme la via di fuga dalla vita, finché le parole e le poesie non sono più bastate e ha deciso di farla finita davvero.

La rivale dei versi scelti per oggi non è solo la luna, ma anche l'ex marito Ted Hughes.

 

 

The Rival

 

If the moon smiled, she would ressemble you.

You leave the same impression

Of something beautiful, but annihilating.

Both of you are great light borrowers.

Her O-mouth grieves at the world; yours is unaffected,

 

And your firts gift is making stone out of everything.

I wake to a mausoleum; you are here,

Ticking your fingers in the marble table, looking for cigarettes,

Spiteful as a woman, but not so nervous,

And dying to say something unanswerable.

 

The moon, too, abases her subjects,

But in the daytime she is ridicolous.

Your dissatisfactions, on the other hand,

Arrive through the mailslot with loving regularity,

White and blank, espansive ad carbon monoxide.

 

No day is safe news of you,

Walking about in Africa maybe, but thinking of me.

 

 

 

Se sorridesse, la luna somiglierebbe a te.

Tu fai lo stesso effetto:

Di un qualcosa di bello ma che annichilisce.

Tutti e due siete dei grandi scroccatori.

La sua bocca a O si accora sul mondo; la tua

 

Non fa una piega, tu pietrifichi ogni cosa.

Guardo, c'è un mausoleo; eccoti qui che picchietti

Il marmo del tavolino, cerchi le sigarette,

Sprezzante come una donna, ma non così nervoso,

E muori dalla voglia di dire impertinenze.

 

Anche la luna i suoi sudditi umilia,

Ma di giorno è ridicola.

I tuoi malumori, d'altra parte,

Arrivano per posta amorosamente regolari,

Bianchi e vani, espansivi come il gas.

 

Non c'è giorno al riparo da notizie di te,

Magari a spasso in Africa, ma pensando a me.

 

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Quella di Antonia Pozzi fu una voce isolata e solitaria, a lungo poco nota, fino alla "riscoperta" da parte di Montale, che ne decreto' la fama definitiva. Le sue prime opere furono pubblicate postume, dopo un anno dal suicidio e dopo essere state revisionate dal padre che modificò soprattutto quelle dal contenuto amoroso. Ma, a dispetto delle manipolazioni subite, la sua produzione lirica affascina per la modernità e per la scarna essenzialità dei suoi versi soffusi di tristezza, debitori del crepuscolismo e dell'espressionismo tedesco.

 

Lieve offerta

 

Vorrei che la mia anima ti fosse

leggera

come le estreme foglie

dei pioppi, che s'accendono di sole

in cima ai tronchi fasciati

di nebbia _

 

Vorrei condurti con le mie parole

per un deserto viale, segnato

d'esili ombre _

fino a una valle d'erboso silenzio,

al lago _

ove tinnisce per un fiato d'aria

il canneto

e le libellule si trastullano

con l'acqua non profonda _

 

Vorrei che la mia anima ti fosse

leggera,

che la mia poesia ti fosse un ponte,

sottile e saldo,

bianco_

sulle oscure voragini

della terra.

 

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