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Darklady

Game of Thrones, episodio 8x05

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2 hours fa, Ancalagon dice:

Benvenuta :) 

 

Secondo me i due si amano molto e non ce lo vedo questo Jon usare Daenerys 

Esatto, a meno che di colpo non sia diventato il Jon dei libri.

2 hours fa, halmv dice:

 

infatti tutto il comportamento di Jon verso Dan e' assolutamente poco coerente.

Jon sembra in uno stato di confusione assoluta ( merito degli autori o voluto ? boh )

Che poi la questione dello zia-nipote è ridicolo come scusa, nel mondo di Martin è considerato incesto solo genitori-figli e fratello-sorella. Persino tra gli Stark ci si sposa tra cugini e zii-nipoti.

1 hour fa, halmv dice:

Io invece sin dalla prima puntata ho visto Dan succube.

 

Il proporre a Jon di rimanere ad invecchiare nel Nord dopo la loro prima cavalcata insieme sui draghi , rinunciando quindi di fatto al Trono, mi sembrava incredibile detto da Dan. 

 

E a quella proposta Jon non sembrava minimamente interessato.

 

E anche dopo aver giustiziato Varys per tradimento , pur considerando Jon colpevole di aver rivelato il segreto a Sansa , lei si dimostra ben disposta ma e' rifiutata : quello e' il momento che scatena la (presunta) follia verso tutti.

 

Non fosse stato Jon chiunque altro  sarebbe stato  "dracarizzato" immediatamente.

 

E il fatto della parentela non mi sembra sia stato evidenziato come il motivo principale dell' allontanamento.

 

In effetti è da evidenzia che Jon, la "causa" di gran parte dei suoi mali, non viene dracarizzato, mai e poi mai Dany minaccia di ucciderlo. Per me lei è davvero innamorata.

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2 minutes fa, haydée dice:

Quello che non capisco è perché non le parla mai apertamente?

Perché non le dice chiaramente "non posso stare più con te perché mi fa schifo sapere che sei mia zia".

Perché non le dice chiaramente che racconterà tutto alla sua famiglia?

Francamente anche io mi sarei incavolata.

Perché non le da mai consigli, ma si limita ad annuire qualunque cosa dica?

Niente, sta lì come un salame, in balia degli eventi, autoconvincendosi che lei è la sua queen e basta.

Ma se lo facesse cosa succederebbe? Ha paura di lei. Quando Sansa dice a Tyrion nella 8x04 che lui ha paura della sua regina, va inteso secondo me, per estensione, a tutti quanti. Tyrion quando mai ha avuto paura di un regnante? Con tutti i limiti del caso, è arrivato a schiaffeggiare Joffrey all'epoca. Ora, fa fatica ad esprimersi. Certamente la scrittura non è delle migliori, ma tant'è.

Daenerys ha minacciato più o meno velatamente Sansa nella prima puntata della stagione, ed ha affermato che di fatto è una traditrice in questa puntata per aver detto tutto a Tyrion. Lo sguardo che Jon lancia alla sorella/cugina nella scorsa puntata durante la preparazione della battaglia è molto del tipo: "Taci, o facciamo tutti una brutta fine". Annuisce, senza andarle contro, e il fatto che non le parli apertamente è perché non si fida mi viene da pensare...

 

Come dice Daario, S05E01:

Cita

“You’re the queen. Everyone’s too afraid of you to speak truth. Everyone but me.”

 

13 minutes fa, haydée dice:

E comunque a me Dany  mette solo tanta tristezza... 

Penso che sia uno dei personaggi più tragici alla fine dei conti... Se pensiamo che è partita volendo tornare a casa, non a Westeros, ma alla casa con la porta rossa a Braavos, ed ha finito per assorbire i desideri del fratello di sedere sul trono, vendicando la sua famiglia, che a sua volta lo hanno portato alla logorazione. 

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26 minutes fa, -Lady Snow- dice:

Che poi la questione dello zia-nipote è ridicolo come scusa, nel mondo di Martin è considerato incesto solo genitori-figli e fratello-sorella. Persino tra gli Stark ci si sposa tra cugini e zii-nipoti.

Nella Wiki of Ice and Fire (https://awoiaf.westeros.org/index.php/Incest), viene detto che potrebbe esserci una distinzione tra i matrimoni tra zii-nipoti a seconda della religione. In pratica è una cosa accettata dagli Antichi Dei, ma non ben vista nella religione dei Sette.

Cita

The views regarding marriages between an uncle and a niece (or an aunt to a nephew) might differ between the Faith and the old gods. Although the High Septon protested against a possible marriage between Prince Maegor Targaryen and his niece Rhaena, in the north, Serena Stark had been wed to her half-uncle, Edric, while her sister Sansa Stark had been wed to her half-uncle Jonnel Stark. 

Tuttavia, mi pare di ricordare, ma potrei sbagliarmi, che gli ultimi fossero stati organizzati perché la casata rischiava l'estinzione

 

I matrimoni tra cugini, come dici tu, sono comunemente accettati.

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Voglio rileggere, ma credo che i matrimoni fra zii e mezze-nipoti fra gli Stark del passato, fossero più per ricucire alcuni rapporti deteriorati all'interno della famiglia, visto che c'era stata (o forse era ancora in atto) una lotta dinastica fra i vari rami familiari.

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10 hours fa, niphredil dice:

Il problema Jon comunque ci sarebbe stato perché anche se amato solo a nord (che vuol comunque dire Grande Inverno, Delta delle Acque e la Valle) è comunque amato da tre casate in più di quelle che sostengono Daenerys la straniera. Sarebbe stato un problema per Daenerys e questa dimostrazione di forza è servita anche a questo. Appunto non governa chi è il più legittimo, ma chi è il più forte.

 

sul discorso "pazzia di Daenerys  la chiudo lì, alla fine convieni anche tu che la giravolta  sia stata troppo frettolosa, poi tu sei più permissivo.

 

Su quanto sopra invece non concordo per nulla. Quando scrivo che Jon è amato solo al nord intendo dai bruti e a Winterfell. Quelli della Valle lo hanno persino salvato da morte certa, per loro lui non ha fatto nulla. Quelli di Delta delle Acque non mi sembra siano riapparsi, i Tully sono spariti. Ma in ogni caso se sostieni questo, stai sostenendo la mia provocazione per cui se il più amato diventa re, allora tutto finiva nella prima stagione con Ned Stark re (che guarda caso era sostenuto dalle stesse 3 casate, anche se la Valle rimane sempre defilata).

Daenerys invece, se parliamo di casate, può contare sui Baratheon, Tyrrel, Greyjoy (Yara), Martel. 

Ma comunque sono solo discorsi teorici visto che questi argomenti nella serie non sono menzionati e la maggioranza delle casate sono apparentemente sparite. 

Certamente non contano le casate per determinare il più forte. Il più forte è chi ha il drago. E non serviva alcuna dimostrazione di forza. 

 

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4 hours fa, haydée dice:

 

Onestamente non ce lo vedo proprio Jon che finge di amarla per usarla.

...

Quello che non capisco è perché non le parla mai apertamente?

Perché non le dice chiaramente "non posso stare più con te perché mi fa schifo sapere che sei mia zia".

Perché non le dice chiaramente che racconterà tutto alla sua famiglia?

Francamente anche io mi sarei incavolata.

Perché non le da mai consigli, ma si limita ad annuire qualunque cosa dica?

Niente, sta lì come un salame, in balia degli eventi, autoconvincendosi che lei è la sua queen e basta.

 

 

 sul comportamento  di Jon ci vedo solo cattiva scrittura che stravolge un personaggio per arrivare ad uno scopo. Jon ormai è trasformato in un'ameba che sa solo ripetere "you're my queen" "you're my family".

 

Sul tema jon manipolatore mi pare argomento più adatto al thread speculazioni, sapendo già il finale evito di commentare qui. 

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Una sola parola: SPETTACOLO!

Con l'eccezione del finale della S6, era dai tempi delle Nozze Rosse che un episodio di GOT non mi intratteneva ed emozionava così tanto.

Tutto perfetto, tutto bellissimo. Ci saranno state illogicità e buchi di trama, ma per una volta sono in secondo piano rispetto alla magnificenza dell'episodio.

Vari punto salienti:

 

- Ci abbiamo messo 8 stagioni, ma finalmente abbiamo visto Emilia Clarke recitare bene. Compare in poche inquadrature, ma in ciascuna di queste ha lo sguardo da pazza, a cominciare da quando Tyrion la va a trovare nelle sue stanze a Roccia del Drago (capelli scarmigliati, sguardo da tossica, tono di voce basso e calmo da serial killer) a quando sclera sentendo le campane suonare sfoggia un volto folle e dà inizio al massacro. Voto: 10+;

- Puntata infarcita di spoiler come un supplì. In pratica possiamo ragionevolmente ipotizzare che in ADOS:

1) Approdo del Re verrà rasa al suolo;

2) La Compagnia Dorata verrà distrutta, ma bisogna capire nei libri come avverrà;

3) Jaime e Cersei moriranno, forse insieme. Di sicuro Jaime non è il valonqar, e neanche Tyrion ovviamente;

4) Sandor e Gregor si scanneranno a vicenda. Bisogna capire però se avverrà durante il processo a Cersei in TWOW o proprio in ADOS, e in quale modalità;

5) Euron morirà, ma è assolutamente sicuro, vista la caratura del personaggio, che non avverrà nelle modalità trash che abbiamo visto in quest'episodio. Fare incontrare e scontrare i due amanti di Cersei è stato l'unico punto debole dell'episodio, ma D&D non ne hanno potuto fare a meno;

6) Dany impazzisce e diventa come il padre. ADORO QUESTA PARTE. Ora però aspetto il commento di @Gedeont che una volta aveva detto che Dany non è psicopatica;

7) Varys morirà, ma anche qui secondo me la modalità sarà completamente diversa vista tutta la sottotrama di Aegon;

- La rappresentazione della violenza della guerra è superlativa, magistrale. Finalmente vediamo i dothraki, gli Immacolati e gli uomini del Nord dare il peggio di loro. A proposito di questi ultimi, mi è venuto in mente un particolare: SPOILER TWOIAF E F&B

Spoiler

dopo l'assassinio di Aegon II, Cregan Stark minaccia di far marciare le sue truppe su Approdo del Re, cosa che avrebbe dato origine ad un massacro vista la nota brutalità delle stesse. È possibile che Martin, amante dei cicli, abbia deciso questa volta di dare seguito alla minaccia?

- Fotografia bellissima, soprattutto nei chiaroscuri e nelle sequenze notturne. Mi è venuto in mente il discorso di @MezzoUomo sulla discussione da me aperta sul declino del cinema, quando lui dice che ormai nelle serie tv la fotografia è migliore che nei film;

- Il crollo psicologico di Cersei man mano che Approdo del Re prende fuoco è reso benissimo dalla stessa;

- Qyburn muore, ucciso dalla sua "creatura". Questo secondo me è molto verosimile anche nei libri, fa molto mostro di Frankestein, e sappiamo quanto Martin ami le citazioni ad altre opere.

 

Ci sono vari altri particolari ma ora non mi vengono in mente. Comunque veramente un bellissimo episodio, riesce a risollevare una S8 che fino ad ora era stata deludente.

Aspetto vivamente il commento di @JonSnow;, se non vi è già stato.

 

Voto: 10

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7 hours fa, the neck dice:

penso anche al fatto che lui non abbia rivelato davanti ai lord del nord che lei aveva scelto di appoggiare la sua guerra e il loro regno di sua iniziativa, ma insistendo sul "o mi sottomettevo o niente".....l'avevo trovato strano.....

 

Daenerys era presente, avrebbe potuto correggerlo invece ha taciuto. Se ne saranno dimenticati.

 

@Euron Gioiagrigia già commentato. No, non è psicopatica, è "solo" diventata un tiranno, non Aerys. Almeno da quanto mostrato in questo episodio, poi magari il prossimo mi smentirà.

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Il 13/5/2019 at 20:38, Menevyn dice:

Varys. Restarsene tranquillamente alloggiato a DS mentre complotta per assassinare la Regina mentalmente instabile non è stata proprio una gran mossa; che ne è stato del Ragno Tessitore, l'uomo dai mille travestimenti, che tiene in pugno re e lord, che nei libri, pur dovendo improvvisare la propria fuga dopo l'omicidio di Tywin, riesce comunque a lasciarsi dietro quella monetina che spinge ulteriormente Cersei a non fidarsi dei Tyrell? Scomparso anche lui, pare. Nel momento in cui decide che Dany ha finito, non prende la benchè minima precauzione per garantirsi la seppur minima possibilità di riuscita. Lo arrestano e via, al barbecue.

 

Perché pensi al Varys di ASOIAF. Il Varys di fine GOT è profondamente diverso (e peggiore). 

Del resto, hanno tagliato tutta la parte su Aegon...

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Dany non è diventata affatto "pazza", termine più abusato della narrativa moderna.

 

È una persona al quale il fato ha consegnato le chiavi dell'illimitato potere e che per anni non ne ha mai abusato ma lo ha anzi piegato  nella ricerca del "greater good", perché ha un "gentle hearth".

 

Ma al fato non ci si sottrae, almeno non in una tragedia quale è GoT. E sì che lei ci prova in tutti i modi. Ma nessuno l'aiuta, chi avrebbe potuto muore e chi resta non fa nulla per almeno tentare di scongiurare l'inevitabile. Anzi, ognuno a suo modo si impegna a darle una ulteriore spintarella. E allora, se al tuo fato non puoi sfuggire, cosa altro ti resta se non corrergli incontro?

 

Hell's Bells. 

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Per capire se gli sceneggiatori l'hanno resa pazza o tirannica o cinica-conquistatrice o una combinazione di cose basta aspettare al prossimo episodio, non c'è il tanto per arrabbatarsi.

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6x09 o 6x10....

 

"noi lasceremo il mondo meglio di come lo abbiamo trovato", peraltro mentre fa giurare a yara e theon di smetterla con il modus operandi degli uomini di ferro.....

 

la ruota invece che spezzarsi gira e basta.....

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Ho visto la puntata questa sera. Premessa: i giorni scorsi, dopo l’offesa all'intelligenza dello spettatore che è stata la quarta, ho pensato “basta: con GOT ho chiuso”. E sono andata a leggere dei leak, trovandone uno totale e precisissimo: quindi, me la ero spoilerata alla grande. A questo punto, non volevo nemmeno guardarla. Ma alla fine ho ceduto alla curiosità: e, sorpesa! nonostante ne conoscessi completamente la trama, è talmente potente e ben realizzata e recitata, che vederla è stata un'esperienza completamente diversa dal leggerne una scarna sinossi. Mi ha emozionata e, anche se non convinta (troppi buchi logici, soprattutto iniziali, con l’ennesima, assurda fine di un personaggio una volta principe delle astuzie che si intrappola da solo, ingenuo come un bambino, e a cui non viene nemmeno concessa una scena finale come si deve: povero Varys, alla fine trattato poco meglio che Baelish), sicuramente avvinta.

Adesso, all’una e passa di notte –e già sonniferata da due ore- invece di avere sonno, ho la testa sveglia più che mai e piena di pensieri. Impossibile scriverli tutti: quindi, mi limiterò ad alcuni flash sparsi. Tralasciando di proposito i due personaggi principali, Danaerys e un poco presente, ma finalmente in fase di doloroso, attonito, sbigottito risveglio, Jon: anche perché, avendo (salama che sono) letto i leak anche dell’ultima puntata, le mie osservazioni sarebbero inevitabilmente influenzate dal fatto che, ahimè, ne conosco i prossimi passi ed il destino ultimo. Sottoscrivo soltanto, al volo, la bellissima lettura di @MezzoUomo: Danaerys, rimasta sola, disorientata in un ambiente che non conosce e non la ama, sconvolta dall'aver scoperto che i propri eserciti e draghi non sono invulnerabili, spezzata dalla perdita delle persone più care e del secondo drago-figlio, nonchè trattenuta, in passato, nella sua indole Targ che la portava a decisioni irruente e spesso di giustizia sommaria solamente dai consigli di Barristan e Jorah -consigli che, e questa era una sua qualità non da poco, teneva da conto ed ascoltava, dimostrando da un lato di volere sinceramente migliorare la sua indole, dall'altro di avere bisogno, per questo, che qualcuno la aiutasse e guidasse- giunta al momento ambito da una vita, al culmine di un contrasto di emozioni contrastanti, laceranti, per lei insostenibili, rompe i freni e diventa il peggio che potrebbe diventare, in una sorta di fuga a capofitto in avanti. Con un comportamento che, prima ancora che distruttivo, è una autodistruzione, un folle, ostinato, disperato cupio dissolvi: perchè lei vuole, ha bisogno di essere amata dai suoi sudditi: ma chi la potrebbe amare, una regina del genere? E quanto potrebbe durare, sul trono, una sinistra replica del Re Folle? 
Danaerys non ha "spezzato la ruota", alla fine: è la ruota, con il suo peso immane, che ha spezzato lei.
 

Ma, come detto, non mi addentro nell'argomento e passo alle osservazioni sparse:


- Questione del cavallo bianco: interessante e raffinatissimo il riferimento di @lalt, al quarto cavallo dell'Apocalisse. Ma io ci vedrei  piuttosto il simbolo di una ritrovata purezza. Arya è arrivata ad Approdo su un cavallo nero, nero come quello del Mastino. Che sappiamo –non so se dalla serie, ma da Asoiaf sicuramente –essere nero e livido anche nel nome: Straniero. Lo Straniero: tra i Sette Dei, quello senza volto. L’imponderabile, il caos. La Morte. Eppure, all’ultimo momento, esortata da un Mastino a cui lei stessa offrirà l’unico, inestimabile dono di tutta una vita, restituirgli un nome ed un’identità, Arya rinuncerà al suo proposito di vendetta. All'ultimo rimasto; che era anche il primo. Il primo nome della lista: quello più forte, sentito, ostinatamente voluto. E' stata quella lista che l’ha guidata, nella suo ostinato voler sopravvivere e nel duro e sofferto cammino di addestramento attraverso i Faceless; che l’ha sostenuta negli anni in cui ha creduto di essere rimasta sola al mondo. E ad Approdo, nel luogo in cui si era recata, con fredda determinazione e sicurezza, per spuntare l'ultimo nome rimasto nella lista, in più ingombrante ed emblematico, si ritroverà invece, nel fondo del fondo dell’orrore, sconvolta e terrorizzata a lottare  per aiutare una persona qualsiasi, una qualunque delle mille vite sconosciute che stanno grondando sangue e terrore intorno a lei. E, ancora una volta, ci sorprenderà: perché proprio mentre pensi “ecco, di nuovo Arya l’eroina dai superpoteri che, da sola, porta in salvo un intero gruppo di persone”, fa quello che potrebbe fare chiunque in quella situazione: sbaglia. Conduce la donna fuori da un posto forse vagamente sicuro, per consegnarla alla morte un attimo dopo. Perché, nel giorno in cui il mondo pare lacerarsi ed implodere su se stesso, anche Arya, finalmente e per la prima volta, si rivela limitata, fallibile, impotente davanti a cose più grandi di lei. In una parola: si rivela -a noi, ma prima di tutto a se stessa- profondamente, irrimediabilmente umana. Forse padrona della morte, ma non padrona della vita. Come nessuno lo è: perché –e Arya lo scopre, lo sta scoprendo soltanto in quel momento, in quell'incubo di fuoco e sangue, polvere e cenere- portare la morte non è poi così difficile. Tu prova, almeno una volta, a portare la vita: e poi dimmi quale delle due è l'impresa veramente ardua.  
E in questo frangente p
roprio lei, Arya, che sin qui è stata il personaggio più stereotipato e meno credibile, ci regala la sorpresa, assolutamente inattesa, della svolta più umana; e di un’autentica, seppure non eclatante o gridata, redenzione. Ecco: era uno dei temi portanti di Got, la redenzione. E tra le tante sfiorate, non volute fino in fondo o non credute fino in fondo, che pure ci aspettavamo e davamo per certe (Jaime, Sandor), le due vere redenzioni ci sono giunte da coloro da cui meno ce le saremmo attese: il fragile, spezzato, annientato Theon, e la –pensavamo- stereotipata, disumana, quasi psicopatica Arya.

E’ entrata ad Approdo Del Re sicura e decisa, sul cavallo nero della morte. Ne esce con ogni certezza sconvolta, restituita ai suoi limiti di misero essere umano, dopo aver vissuto un orrore ancora più terribile di quello provato al cospetto del NK. Ma ne esce, soprattutto, su un cavallo bianco. Bianco ed insanguinato: come irrimediabilmente e per sempre insanguinata è la sua redenzione, il suo ritrovarsi. Il suo cammino è stato costellato di crudeltà; infinite volte ha ucciso, senza esitazione né pentimento. Non è, non sarà mai più la ragazzina di un tempo: perché la vita non è generosa e non aggiusta ciò che ha spezzato; perchè la vita,  una volta che ti ha strappato via l’innocenza, non te la restituisce più. Ma almeno, dall’oscurità più fitta, da quella può concederti di sollevarti: se, diversamente da Jaime o Sandor, sai rinunciare al tuo proposito. Se, pur condannato a trascinarti per sempre dentro il tuo passato, non lo eleggi a traccia e guida per il tuo futuro.


La battaglia: potente, straziante; quasi insostenibile per crudeltà ed orrore. Con un’enorme differenza rispetto a tutte le altre battaglie di GOT : che in questa, spazzata via in un secondo la Compagnia Dorata, le vittime sono persone qualunque. Soldati che si erano arresi; uomini, donne e bambini del popolo; gente qualsiasi. Esseri umani come tutti, sorpresi nel mezzo di una vita come mille altre, di cui non sappiamo e non sapremo mai nulla ma possiamo immaginarla, semplice, innocua, fatta di grandi dolori e piccole gioie; grandi affetti -che Danaerys spezza, dilania implacabilmente, senza che nessuno di loro sappia perchè- e piccoli gesti di una quotidianità vissuta sottovoce, che mai sarebbe entrata nella Storia. Su Approdo, più ancora che a Winterfell, si abbatte l’inferno. Ed è –ed ora capisco, finalmente, perché gli autori avevano voluto lo scontro con gli Estranei prima di questo- un inferno che nasce dall’uomo, dal suo cuore nero e folle. Scriveva qualcuno ( @JonSnow;, forse?) , secoli fa, che per lui gli Estranei erano la proiezione del male che è nell’essere umano. E qui ritorna potentissimo, modificato nella forma ma non nella sostanza, lo stesso concetto: la vera tenebra, il vero inferno, non è negli Estranei, in creature altre e scisse da noi: è nel cuore oscuro dell’uomo.


Jaime: scelta che ho odiato ed amato allo stesso tempo. Mi aspettavo davvero, per lui, un percorso di redenzione. Invece, giunto il momento della scelta –non il primo, quello della fuga da Approdo Del Re sotto la poesia sinistra della prima neve, ma quello definitivo, dello scontro finale in cui stare da una parte o dall’altra farà davvero la differenza, non per i numeri, per i quali "uno" è un'inezia risibile, tu stesso sei un'inezia risibile; ma per il tuo cuore e la tua coscienza- sceglie di tornare al punto da cui era partito. Che dire? Se volevamo un colpo di scena, l’abbiamo avuto. Andando più a fondo... Dopo l’evitabilissimo trash-splatter dello scontro con Euron, l’incontro con la “sua” Cersei, contro ogni aspettativa logica, non manca di una strana, improvvisa, spiazzante poesia. Due anime affini si ritrovano. Affini nel male, probabilmente. Nello strisciarci dentro, l’una, e non non essere riuscito a lasciarselo alle spalle, l’altro. Ma, a prescindere da tutto, legate indissolubilmente. L’ istinto decide, alla fine, nei giorni e nelle battaglie, non soltanto esteriori, in cui l'essere umano spesso si è ritrovato ridotto a scarno, puro istinto. E l'amore è un istinto. Viscerale, incontrollabile; che non ascolta ragioni o ragione; più forte di ogni altra considerazione. Al quieto limbo dalla parte dei giusti con Brienne, Jaime sceglie l’inferno –anche non metaforicamente: l’inferno vero di una morte tra fiamme implacabili che tutto travolgono, abbattono e divorano- accanto a Cersei.
Perché la ama, e perché non crede abbastanza in se stesso, nella possibilità che è data, all’essere umano, di redimersi e liberarsi del passato. Theon, per farlo, ha sentito di dover offire tutto se stesso, anche la vita. Jaime, dopo la notte delle notti, si è ritrovato ancora vivo: e, allora, ha dovuto scegliere un'altra volta. E ha scelto, ha sentito di appartenere all’inferno, non al limbo. Forse, ha ritenuto di meritarlo, quell’inferno. O forse ne è stato attratto, risucchiato, perchè al fondo di quell'inferno c'era  lei: Cersei. Una donna ed un amore che, per quanto tossici, malati, crudeli; per quanto causa di tutti gli errori ed il male che ha compiuto nella vita, sono indelebilmente incisi nel suo cuore, nella sua carne che pulsa e respira.

 


Sandor: scena per me quasi insostenibile, confrontabile per orrore alla morte di Oberyn. Apparentemente, punto conclusivo di una redenzione intravista, sfiorata ma non compiuta fino in fondo, forse per un sentimento di indegnità, per la convinzione di non meritarla. Ma forse, per me, la sua è qualcosa di più che una resa; e nemmeno la mera decisione di rimanere nel fango a cui si è convinti di appartenere, di tornare alla bestia -il mastino, il cane- che si è convinti di essere. Non per niente Arya per la prima volta non lo chiama Mastino, ma Sandor: perché quello davanti a lei non è il Mastino ricomparso. Quello davanti a lei, che pure si sente sconfitto di fronte all’incapacità di desistere dal proprio proposito, o forse, piuttosto, condannato a non poter desistere (quanta dolorosa bellezza in quella frase, “Rinuncia alla tua lista dell’odio. Guardami: vuoi diventare come me?”), è un uomo in cerca di una giustizia, oltre che di una vendetta. Certo, è la misera giustizia umana: che non guarisce le ferite subite. Una povera, amara, beffarda giustizia che non restituisce ciò che è stato sottratto; ma, a volte, come in questo caso, toglie ancora. Una giustizia che ha un prezzo, e lo fa pagare alla vittima come al colpevole. Ma la Montagna è sempre stata quanto più si avvicina al Male assoluto. E, ora, lo è più che mai. Vedendo in viso il fratello ridotto ad un mostro, un golem votato al Male, Sandor non prova stupore. Il suo laconico commento è "sei sempre stato così". Come dire: ora, finalmente, il tuo viso rispecchia ciò che sei veramente. Perchè lui, Sandor, dal giorno che ha straziato la sua vita, ha sempre visto il mostro che si nascondeva, una volta, dietro lineamenti "normali" ed un viso socialmente accettabile, . Quel mostro che ha voluto, ostinatamente, sino a farne una ragione di vita, annientare. A mio parere, il dilemma di Sandor non è, o non è soltanto, questione di saper perdonare o di non esserne capaci: è questione di non accettarlo, quel male. Sandor è stato chiamato a questo, nella vita, dal momento esatto in cui questa stessa gli è stata strappata via insieme a brandelli di carne straziata e bruciata per l'ingenuo gesto di un bambino incantato da un giocattolo troppo bello. La vita di Arya può ancora continuare, anche senza che lei uccida Cersei. Anche Arya ha attraversato orrori inenarrabili, eppure una piccola luce, in lei, è rimasta accesa: quella di Sandor, no. Perché gli è stata irrimediabilmente portata via, la vita, la luce dentro; è finita quel giorno stesso. Questo, Sandor sta cercando di dirle: che lei , invece, può ancora salvarsi. Uscire dall’ingranaggio che riduce un'essere umano al mero perseguimento di un'ossessione. Rinascere, seppur con l’innocenza macchiata per sempre: come un cavallo bianco sporco di sangue.

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3 hours fa, cirus dice:

 

sul discorso "pazzia di Daenerys  la chiudo lì, alla fine convieni anche tu che la giravolta  sia stata troppo frettolosa, poi tu sei più permissivo.

 

Su quanto sopra invece non concordo per nulla. Quando scrivo che Jon è amato solo al nord intendo dai bruti e a Winterfell. Quelli della Valle lo hanno persino salvato da morte certa, per loro lui non ha fatto nulla. Quelli di Delta delle Acque non mi sembra siano riapparsi, i Tully sono spariti. Ma in ogni caso se sostieni questo, stai sostenendo la mia provocazione per cui se il più amato diventa re, allora tutto finiva nella prima stagione con Ned Stark re (che guarda caso era sostenuto dalle stesse 3 casate, anche se la Valle rimane sempre defilata).

Daenerys invece, se parliamo di casate, può contare sui Baratheon, Tyrrel, Greyjoy (Yara), Martel. 

Ma comunque sono solo discorsi teorici visto che questi argomenti nella serie non sono menzionati e la maggioranza delle casate sono apparentemente sparite. 

Certamente non contano le casate per determinare il più forte. Il più forte è chi ha il drago. E non serviva alcuna dimostrazione di forza. 

 

Sono una lei :)

Comunque certo, convengo anche io che la cosa sarebbe dovuta essere sviluppata con più calma, ma sono convinta che dei segnali sono sparsi in tutte le stagioni (anche nelle prime 4, sono convinta che questa sarà una delle cose presenti nei prossimi libri, se mai vedranno la luce).

Sul resto io sono d’accordo che chi ha il drago è il più forte, ma Daenerys ci ripete dalla prima puntata di quanto sia preoccupata, di quanto nessuno la voglia, di quanto Jon sia amato mentre lei non è amata da nessuno, addirittura arriva a supplicare Jon. Quindi io sono d’accordo con te, ma temo che lei non lo fosse. Non fosse minimamente convinta di essere quella più forte, soprattutto dopo aver perso così facilmente Raeghal. Per questo dico che lo ha fatto anche per dare una dimostrazione di forza (ma non solo per questo ovviamente). Appunto noi possiamo fare questi discorsi teorici, probabilmente anche Jon la pensava esattamente come te. Il problema era che non lo pensava lei. Sommato ai tradimenti, alla perdita delle persone amate, di figli e del suo esercito, al rifiuto da parte della persona che amava, è diventato tutto troppo. Ed è esplosa. Ma la sua è stata una scelta, la scelta di governare col terrore, non è impazzita.

@Stella di Valyria bellissima recensione. Anche a me le scene finali con il cavallo sono piaciute tantissimo. E pazienza se trovare un cavallo in quel casino può essere un po’ assurdo.

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8 hours fa, Euron Gioiagrigia dice:

) Jaime e Cersei moriranno, forse insieme. Di sicuro Jaime non è il valonqar, e neanche Tyrion ovviamente;

Non è una prova. In primis perche non esiste il valonqar nella serie.

 

 

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