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Darklady

Game of Thrones, episodio 8x05

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22 minutes fa, MezzoUomo dice:

EmiliaClarke si è superata

 

A questo punto mi viene in mente che tutta la sua espressività spocchiosa e monocorde delle prime 7 stagioni fosse funzionale proprio a questo.

@Stella di Valyria anche l'addio tra Arya e Sandor, con quelle quattro parole scambiate in croce, costituisce una sequenza molto potente, direi magnifica.

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@Stella di Valyria la tua lettura, di una semplice frase che già aveva risvegliato in me vecchie emozioni, non posso negare che mi ha commossa. Una lettura davvero profonda di due personaggi rotti allo stesso modo, che nel loro momento di massima convergenza si sono separati. Splendida. 

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Quello tra Sandor Clagane e le sorelle Stark è da sempre un legame molto profondo e potente nell'opera martiniana, e sono contenta che finanche in questa ultima stagione ci abbiano regalato momenti davvero intensi con ciascuna di esse. A me è piaciuto anche quel seppur breve scambio tra lui e Sansa nella 8x04, dove lei finalmente non gli nega un contatto fisico fino a qualche anno prima totalmente impensabile perché la sola vista del viso deturpato di Sandor era insopportabile per il docile e delicato Little Bird.

Ovvio però che il rapporto più forte il Mastino l'abbia sviluppato con Arya, con la quale ha condiviso un cammino umano e morale che li ha cambiati entrambi. Non è la prima volta che Sandor si pone in maniera protettiva con Arya, visto che già in occasione delle Nozze Rosse fu lui a stordirla con un colpo per non farla assistere all'orrore dello scempio dei corpi di madre e fratello.

Avevo trovato già bellissimo il loro scambio sulle mura di Grande Inverno prima della battaglia, già allora il ritrovato feeling tra loro fu indicativo di un piacere reciproco nell'essersi ritrovati.

 

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%d/%m/%Y %i:%s, porcelain.ivory.steel dice:

Assolutamente sì, sarebbe riduttivo come concetto se il suo dover scegliere fosse limitato ad un qualcosa di meramente pratico, come il miglior diritto al Trono di Spade. Io penso che potrà essergli richiesto un grande sacrificio, sacrificio che implicherà una scelta, come tu dici forse tra l'appartenenza al branco Stark o una fedeltà cieca ed incondizionata a Daenerys, cosa che però a questo punto non mi pare più possibile, con la verità acclarata. 
Non ho letto i leaks, ma Sansa per quale motivo dovrebbe essere tratta in arresto? Per aver detto a qualcuno il segreto di Pulcinella? Posso capire, anzi esigo, un confronto tra lei e Jon, perché di fatto lei ne ha tradito la fiducia (anche se per me ha avuto le sue ragioni), ma nel momento in cui si sa che Dany non è più l'erede legittima le mosse di  Sansa sono ininfluenti per lei. 

Ovvio che Dany fin da quando ha saputo la verità su Jon ha messo su tutta una serie di difese interiori per evitare di dover accettare la realtà, per questo dicevo che alla fine lei ha edificato tutta se stessa e la sua identità su illusioni. Penso che Jon sarà costretto a compiere qualcosa di terribile per mettere fine a quella che, a giudicare dalle immagini del trailer della 8x06, appare come una neonata tirannia.

Nemmeno io ho letto i leaks, ma l’arresto di Sansa l’ho pensato per una serie di motivi. A parte le minacce varie che Daenerys ha già rivolto a lei, abbiamo il tradimento di Jon e a sua volta di Sansa sullo svelare il segreto. Daenerys dice addirittura che Sansa ha ucciso Varys quanto lei. Quindi già le premesse non sono ottime. Inoltre, Sansa le ha chiaramente detto che il Nord non vuole tornare sotto il Trono. Quindi un confronto con Sansa ci dovrà essere per forza. Visto l’atteggiamento di Daenerys al momento, potrebbe tranquillamente arrestarla se non peggio. E potrebbe anche chiederlo a Jon come atto di fedeltà.

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1 hour fa, Euron Gioiagrigia dice:

 

A questo punto mi viene in mente che tutta la sua espressività spocchiosa e monocorde delle prime 7 stagioni fosse funzionale proprio a questo.

@Stella di Valyria anche l'addio tra Arya e Sandor, con quelle quattro parole scambiate in croce, costituisce una sequenza molto potente, direi magnifica.

 

vero, è stata molto convincente in versione "rage", sono sempre stato molto critico con lei e Kit ma stavolta niente da dire, brava. Peccato per le altre 7 stagioni precedenti però... Piu' regolare invece Kit, mediocre dal primo episodio fino all'ultimo, una certezza, sebbene a questo punto , visto il tipo di Jon "creato", magari l'effetto ameba  potrebbe essere voluto....

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kit della quinta e della sesta stagione(e inizio settima)era decisamente migliorato nel ruolo secondo me, emilia non l'ho mai trovata inadatta, ma è andata un po in calando, in questo episodio mette i brividi dall'inizio, e quando sclera è perfetta.....

 

@Euron Gioiagrigia anche io l'ho vista molte volte, ma mai quante il theon esausto che, ultimo baluardo prima di bran, butta giu i nemici con il NK che irrompe nel parco....

 

per me la scena piu bella dell'ottava stagione almeno fino a questo momento....

 

 

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[mention=62177]porcelain.ivory.steel[/mention] io credo che alla fine Jon potrebbe anche trovarsi di fronte a una scelta tra la sua famiglia di sangue e quel che ne consegue e la sua famiglia Stark. Come qualche altro utente aveva detto, Daenerys potrebbe chiedergli come atto di fedeltà l’arresto di Sansa. Profetico sarebbe anche il discorso che fecero i due. Jon le disse che la sua famiglia e loro due potevano convivere, mentre lei rispose che ciò sarebbe stato possibile solo non rivelando la verità. Che succederà ora che la verità è ormai rivelata? Jon dovrà fare una scelta.
O forse tra famiglia e "compagna".
D'altronde il sangue è per metà targ e per metà stark..

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@MezzoUomo una scena di una potenza immensa, punto di partenza e di approdo della rinascita umana di Sandor, della sua catarsi. Bellissima.

 

@the neck Alfie Allen a mio avviso è un attore magnifico, ha conferito al suo Theon la giusta dose di drammaticità che non scade mai nel tragico, poiché mista a dignità e consapevolezza.

La sua morte, insieme a quella di Sandor, per me è di certo tra le migliori viste da almeno da tre stagioni, anche se vista la mia personale predilezione per il suo personaggio, la preferisco anch'io. Poi c'è da dire che quella scena ha tutta una sua costruzione che dona ancora maggiore enfasi ed ancora maggiore poeticità al sacrificio di Theon, e per me è assolutamente voluto poiché D&D hanno dimostrato in diverse occasioni la loro particolare preferenza per lui.

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Emilia eccezionale. É riuscita a dare non solo l'idea di follia, ma anche di sofferenza, come se lei stessa soffrisse per quello che ha deciso di fare. Pure Maise é stata fantastica. Dal punto di vista tecnico ho apprezzato molto il montaggio con Sandor sballottolato dalla Montagna e Arya a terra che non riesce ad alzarsi. 

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Io quel montaggio l'ho trovato fastidiosissimo invece, già lo scontro fra i due era pieno di tagli, metterci altri tagli con Arya che moriva 7 volte non ha aiutato il mio stomaco

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15 hours fa, Stella di Valyria dice:

A proposito di momenti della puntata che non riusciamo a toglierci dalla testa...

“Guardami: vuoi davvero diventare come me?”

Non riesco a togliermela dalla testa, questa frase di Sandor. Tra tanti dialoghi puerili e buttati via, questo non-dialogo, costituito da poco più di una singola frase, mi ha come... trafitta. Perché dà un senso all’intero arco narrativo suo e di Arya; perché le vicende di loro insieme sono, alla luce di questa frase, tra le poche che non siano state intaccate da difetti più o meno gravi, ma, anzi, escono da questa storia pure e lucenti come cristallo contro la luce. 
E perchè è, semplicemente, di una bellezza che fa male.  [...]

Commento splendido e analisi perfetta di quello che per me resterà sempre il miglior "duo" della serie.

Volendo citare Arya: "Stella di Valyria... grazie" :)

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23 hours fa, porcelain.ivory.steel dice:

(...)   tutti anelano a ricongiungersi con l'origine delle proprie sofferenze prima della fine, poiché solo in quelle sofferenze sentono che dovrà compiersi il proprio destino, quasi come se tutto il loro cammino, il loro percorso di crescita personale, il loro arco narrativo fosse un'illusione, un sogno dal quale risvegliarsi per guardare con disincanto in faccia la realtà.

 

(...)

Il loro finale, quello di Cersei e Jaime, è la storia di un destino a cui non si può sfuggire: maledetti, soli ed insieme, lasciano questo mondo abbracciati in un ultimo lungo sguardo l'uno sull'altra. Jaime non è un eroe, non lo è mai stato, è un assassino ed un amante incestuoso capace di piccoli e grandi riscatti personali, che ha saputo creare legami con diversi compagni di viaggio, ed in particolare con Brienne, dalla quale ha tratto la forza per ritrovare il proprio senso di quell'onore che ormai credeva perduto, ma che tutto questo potesse rivaleggiare con il suo amore, o se vogliamo con la sua dipendenza ed ossessione per Cersei, va contro ogni logica che ci è stata mostrata in questo show.

Jaime sempre è tornato da lei, e vi torna ancora per l'ultima volta, avvolgendola in un abbraccio che definire shakespeariano è forse un tantino ambizioso ma che sa molto di tragedia.

Per la prima volta è lui a chiedere ad una irriducibile Cersei (magistrale Lena Headey, al punto più alto della sua recitazione) di negare la realtà - cosa che in passato era lei solita fare e per la quale Jaime la biasimava - in un estremo atto di pietas umana verso la donna che è stata per tutta la vita la sua condanna e la sua benedizione.

L'attaccamento alla vita di Cersei, o a quel che di essa resta, dopo che le è stato portato via tutto, è ammirevole. Che li si ami o li si odi, il loro è innegabilmente uno dei legami più potenti dell'intera narrazione. 

 


Grazie per aver condiviso questa analisi, @porcelain.ivory.steel. E' tutta splendida e piena di spunti di riflessione profondi ed acutissimi: ho scelto di citare e commentare, tra i tanti, soltanto i due  qui sopra solamente perchè hai messo sul tavolo una tale ricchezza di materiale bellissimo che ci sarebbe da commentarlo per giorni :)  

La tua prima osservazione, mi limito a riprenderla in neretto. Non ho nulla da aggiungere: dice tutto, è completa così com'è. Posso solo girarci intorno con altre parole, notando che è strano: per un anno almeno, qui nel forum, abbiamo parlato dei percorsi evolutivi dei personaggi, dedicandovi addirittura un 3D apposito, che aveva portato con sè una quantità enorme di riflessioni. Ora, apparentemente, GOT ci smentisce, mostrandoci personaggi il cui cammino, alla fine, sembra essere tornato al punto di partenza. Ma -fermo restando che GOT non è un vangelo indiscutibile e, accanto a momenti altissimi, di difetti narrativi e psicologici, purtroppo, ne ha da vendere- ad una lettura più attenta il nostro vecchio punto di vista (e per "nostro" intendo quello di tutto un gruppo di utenti) e quest'ultima svolta di GOT non mi appaiono per nulla incompatibili. 


Perchè è molto vero e molto, molto umano: puoi cercare di andare avanti, crescere, cambiare; ma il tuo passato, ciò che ti ha fatto male o ti ha spezzato, non lo puoi cancellare come se niente fosse stato. Mai. E credo (correggete mi se sbalgio) che anche molte correnti della psicoloterapia insegnino che i traumi ed i lutti vanno affrontati ed elaborati, prima di poter procedere oltre. Se c'è una parte di te che fa male, non puoi aggirarla: la devi attraversare. Ci devi entrare dentro (scusate il pleonasmo, ma è per rafforzare l'idea), per poi, se ci riesci, poterne uscire dall'altra parte.
Altrimenti, potrai anche credere di essertela lasciata alle spalle... finchè le cose vanno bene. Finchè la vita scorre più o meno facile e tranquilla. Ma se arriva un momento di crisi, o un'altra ferita, ecco che ciò che non è stato superato e risolto, ma soltanto aggirato, nascosto, negato o messo a tacere, esplode in tutta la sua urgenza irrisolta.
A maggior ragione, questo accade ai personaggi di GOT, che non stanno attraversando un semplice "periodo difficile", ma vengono chiamati a prove e dolori al limite dell'umanamente sostenibile. Così, ecco le vecchie ferite da cui il sangue riprende a sgorgare copioso, i vecchi amori che tornano a chiamare imperiosi, il vecchio "te stesso" che grida per riaffermarsi. 

Eppure, dicevo, non penso che questo sia incompatibile con i nostri tanti discorsi sull'evoluzione dei personaggi. Sicuramente pone, a questa evoluzione, uno sbocco completamente diverso da quello che avevamo ipotizzato; perchè noi eravamo lontanissimi dal pensare ad un ritorno al punto da cui tutto è iniziato. Ma tornare al punto di partenza non significa necessariamente tornarci come lo stesso uomo, o la stessa donna, di un tempo. Ci puoi ritornare perchè il tuo cambiamento e la tua crescita erano una maschera di carta velina, ma in sostanza non sei cambiato e non hai imparato nulla; ma puoi anche tornare nello stesso punto da cui sei partito essendo però, almeno in parte, un uomo nuovo. Più maturo, più consapevole; un uomo che ha imparato a conoscere se stesso, le proprie aspirazioni ed i propri limiti, le vette a cui può arrivare e le corde che lo trattengono, o lo richiamano, a terra (e in questo caso sto pensando a Jaime: a quello che, a prima vista, mi era apparso il più deludente dei voltafaccia e che ho capito soltanto giorni dopo, grazie anche all'analisi di Porcelain e di un altro utente). E' così per Jaime, appunto, che, anche se più che mai sovrastato dall'amore per la Cersei, ha deposto la maschera di guerriero invincibile, splendido ed arrogante dietro a cui nascondeva la propria sofferenza per essere, per tutti, il kingslayer ed il traditore dall'armatura dorata ed ha accettato fino in fondo la propria umanità, i propri limiti, la propria vulnerabilità. Ed è così per Sandor, in modo fortissimo e assolutamente evidente nel meraviglioso, commovente ultimo dialogo con Arya.

Questi personaggi non hanno compiuto un deludente, inutile percorso in cerchio, ma una spirale. Questa osservazione, che trovo molto bella, non è mia: è di una mia amica che non conosce GOT e Martin ma, anni fa, ad un mio sms in cui mi lamentavo di trovarmi di nuovo in una situazione che mi aveva già fatto soffrire in passato, come se fosse un accanirsi del destino e se tutti i miei sforzi fossero stati inutili, mi aveva risposto: "pensalo non come un cammino in cerchio, ma una spirale: ti ritrovi di nuovo ad attraversare la stessa situazione, ma con un'esperienza ed una consapevolezza nuove. Stai ripassando nello stesso luogo, ma da un punto più in alto. E, quindi, hai la possibilità di non viverlo allo stesso modo, ma con capacità e sensibilità che una volta non avevi."
Ecco: usando una frase che mi è cara e ho già scritto in passato ("uso la vita per capire ASOIAF, ed ASOIAF per capire la vita"), penso che questa immagine sia perfetta anche per i personaggi di GOT.


Riprendendo il secondo stralcio che ho citato, quello che torna da Cersei per tentare di salvarla o, più realisticamente, morire con lei, è un uomo agli antipodi del primo Jaime, di colui che, in una lontanissima prima puntata, abbiamo visto spingere, con nonchalance ed una battutina ironica, un bambino giù da una torre: questo, è un essere umano. Che ha sofferto, nello spirito e nel corpo mutilato. Che ha conosciuto la vita, gli esseri umani al di fuori del ristretto e spesso marcio ambiente di corte e dei Lannister. Gli ideali ed il candore di Brienne e il limpido rigore morale di Jon. Che ha combattuto accanto ad un bruto incapace di bere senza sbrodolarsi addosso, ma dal cuore più valoroso e bello di quello di molti re. Un essere umano, soprattutto, che non è più il burattino inconsapevole manipolato da una donna che idolatrava, incapace di vederne i mille difetti e miserie: è un uomo che, per la prima volta, ha scelto di tornare da lei. Ha scelto di amarla, pur conoscendone tutte le enormi macchie. Irrazionalmente, immeritatamente, se pensiamo ai crimini di cui Cersei si è macchiata, primo tra tutti il massacro del Tempio di Baelor; e le mille falsità, crudeltà, cattiverie. Ma l'amore non segue logica: l'amore è istinto viscerale, forza incontrollabile. Essere consapevoli, lucidamente, dei difetti e delle colpe della persona che si ama, che non si riesce a smettere di amare perchè quell'amore è qualcosa che hai dentro di te, è una parte di te,  è già qualcosa, è già tanto.

Aggiungo un'ultima cosa: non stiamo parlando del rimanere a vivere con Cersei, assassina e quasi folle, felici e contenti come nelle favole. A questo, Jaime aveva, molto razionalmente, rinunciato, sebbene con dolore, con la sua partenza solitaria da Approdo Del Re in una notte resa dolce ed inquietante dalla prima neve dell' Inverno ormai alle porte. Ma, adesso, tutto è cambiato: adesso si tratta di condividere con quella persona gli ultimi istanti di vita. Non di vivere con lei, ma di morire con lei. Tra le sue braccia, respirando il suo respiro, abbracciandone il terrore ed il pianto ed offrendole un disperato, preziosissimo conforto. E pazienza se questo conforto, questo dono inestimabile è, razionalmente, del tutto immeritato: di fronte alla morte, si può anche perdonare.
E in questo caso, mettere a tacere la ragione e seguire, semplicemente, il cuore, forse è legittimo. E sicuramente è umano.

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@Stella di Valyria bellissima riflessione sul percorso di Jaime. Lo condivido totalmente. Jaime non torna per vivere con Cersei, ma per morire con lei. E questo credo sia la cosa più umana che c’è. E forse anche la più bella, anche se può sembrare quasi un insulto. Ma l’amore è difficile da cancellare, soprattutto uno così viscerale come il loro. Per quanto lui abbia capito chi è veramente Cersei, certi legami restano. Ricordiamo che non erano solo amanti, ma anche gemelli. 

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4 hours fa, Stella di Valyria dice:

Aggiungo un'ultima cosa: non stiamo parlando del rimanere a vivere con Cersei, assassina e quasi folle, felici e contenti come nelle favole. A questo, Jaime aveva, molto razionalmente, rinunciato, sebbene con dolore, con la sua partenza solitaria da Approdo Del Re in una notte resa dolce ed inquietante dalla prima neve dell' Inverno ormai alle porte. Ma, adesso, tutto è cambiato: adesso si tratta di condividere con quella persona gli ultimi istanti di vita. Non di vivere con lei, ma di morire con lei. Tra le sue braccia, respirando il suo respiro, abbracciandone il terrore ed il pianto ed offrendole un disperato, preziosissimo conforto. E pazienza se questo conforto, questo dono inestimabile è, razionalmente, del tutto immeritato: di fronte alla morte, si può anche perdonare.
E in questo caso, mettere a tacere la ragione e seguire, semplicemente, il cuore, forse è legittimo. E sicuramente è umano.

 

Mi hai fatto venire in mente con questo passaggio una cosa riguardante la scena in cui Cersei, nel pieno della distruzione della Fortezza Rossa, rivede il fratello. Molti hanno criticato l'intera sequenza, giudicandola fuori dal personaggio e contraddittoria (tutti bravi su Youtube e Facebook). Ma alla fine, l'espressione che fa Cersei quando rivede Jaime è da antologia, un momento indimenticabile. Lei in quel momento dimentica di odiarlo, di aver programmato freddamente e lucidamente di ucciderlo (fratello gemello, amante e padre di suo figlio), dimostrandosi così molto più passionale di quanto quell'aura di freddezza costruita nelle stagioni precedenti suggerivano. Immaginatevi di aver trascorso l'infanzia con un amico fraterno e di averci poi litigato, per i motivi più vari (soldi, donne ecc.). Se foste in punto di morte e l'amico vi venisse a trovare, non reagireste in quell'identico modo? 

 

Concludo con un'ultima questione su Dany/Emilia Clarke, poi prometto che la smetto di parlarne in continuazione.

Ho letto ieri casualmente che la povera Emilia ha avuto negli anni passati due aneurismi, per i quali ci è quasi rimasta. Leggevo che temeva, dopo tali spiacevoli episodi, di aver perso parte della sua capacità recitativa. Immaginatevi se paradossalmente fosse successo: quanto sarebbe stata potente la scena del suo scivolamento nella follia a piena capacità recitatoria? Roba che mi veniva un infarto.

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