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Timett figlio di Timett

Game of Thrones, episodio 8x04

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Penso sia stata lei perché è una mossa idiota come quello di andare subito a combattere dopo esser appena usciti da una battaglia piuttosto malconci!
In realtà era più una battuta.
Poi su Missandei ci può stare che si incavoli, ma è una regina e dovrebbe ponderare bene le cose. Non è tipo Arya che non ha nessun peso sulle spalle e può andare a vendicarsi di tutto e tutti senza nessun problema. Lei ha un esercito e un trono da conquistare, con una popolazione da governare. Lei era quella che liberava dalle catene, contro i soprusi e la tirannia e ora le va bene raggiungere il potere con qualunque mezzo, solo per potersi vendicare della sua ancella preferita?
Questa ultima cosa che dici infatti è troppo contraddittoria, non può esserci una spiegazione logica sinceramente. Ha perso anni nella baia degli schiavi e di colpo adesso brucia tutto?

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Ma dal punto di vista di Euron, come faceva Tyrion a sapere della gravidanza di Cersei?
Secondo me sta cosa è sfuggita al magnifico duo

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Ho viaggiato nel tempo di due settimane e posso postarvi qui una sequenza direttamente dall'ultima puntata.

 

Spoiler X-men 3

Spoiler

WiltedShockedCoot-size_restricted.gif

 

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Non ci sono maledizioni nellel ingue degli uomini, degli elfi o dei nani per una simile scelleratezza.

Cit.

 

Cioè, non ho capito, 7 stagioni per distruggere un personaggio in mezzo episodio.

Draghi persi alla cavolo, così. Uno colpito dalla lancia nucleare del NK e l'altro così, da arpioni alla Acab. Sopravvive al NK, allo scontro con Viserion e poi muore così. Tanto valeva morisse inciampando.

Il Nord completamente innamorato dell'uomo che alla fine avrebbe lasciato venissero travolti dai morti. Grandissimi piani di battaglia ma si, affidiamogliene anche un altro! Olè!

In due secondi Varys decide che Giosnò è migliore e più bravo e bello di tutti e convince anche Tyrion!

Navi perse così, come i draghi.

Missandei: potrebbe annegare, potrebbe salvarsi, potrebbe essere dispersa. No, unica prigioniera di Euron. Doppio olè.

Io sono senza parole, solo insulti.

In pratica stanno facendo di tutto per dipingere Dany come folle.

Un suggerimento, se deve morire sacrificata per santo Jon, vi prego, fatela morire come Drogo. Un graffietto mentre si taglia le unghie, infezione e via.

Schifo, davvero.

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forse euron pensa che glielo abbia rivelato qyburn prima che tyrion facesse come se non ci fosse....

 

rivedendola....

 

ancora piu intenso l'inizio, veramente di ottimo livello...

 

l'atmosfera di gioia a denti stretti per daenerys è palese, notavo anche la differenza a livello di esaltazione nella sala quando tormund propone di bere per daenerys rispetto a quando quest'ultima elogia arya...

 

a livello di chimica, quando jon e daenerys battibeccano funzionano anche piu che decentemente, come nel loro primo incontro...mentre calano parecchio quando ci sono scene dedicate alla coppia...

 

 

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Eh.

Puntata a dente di sega: momenti davvero belli (sempre inferiori alle prime stagioni ma superiori alla 6-7), alternati all'improvviso a cadute di stile e di logica decisamente spiazzanti. 

C'è da dire che la recitazione in questa 8x04 mi è sembrata ottima; tanto più con uno script così schizofrenico, complimenti a tutti. Complimenti soprattutto a Dinklage, questo Tyrion - era ora - torna ad essere una delle cose da godersi bene in una seconda visione.

Seconda visione che farò decisamente usando il FFW qua e là.

Mi guarderò tutto l'inizio, partendo dai funerali senza una parola (FFW sul discorsetto di Jon) ma con gesti pieni di significato - Theon e Jorah che da morti ricevono quello che hanno più desiderato in vita da chi più lo desideravano, così come Beric il rispetto di Arya, è da commuoversi **.

FFW: tutti lì i morti dell'epica battaglia? Quanti erano, venti? Vorrei convincermi che fossero solo gli ultimi, quelli mai-risuscitati, ma no, Lyanna Mormont ed Edd erano tra loro. Mah.

STOP FFW I momenti del banchetto: falso trash! In mezzo alle battute cretine e ai silenzi inspiegabili (sarà sicuramente un caso, ma è la perfetta atmosfera da shock dopo un lutto del genere) sono tutte perle che mostrano i 'nuovi' personaggi, non solo la nuova Sansa. Belli gli scambi e le intersezioni e l'allegria tra 'camerati' ma bella anche Daenerys e la sua solitudine, dopo tutto quello che onestamente ha sacrificato (e parla una che Daenerys non la sopporta eh).

Per due secondi le fanno pure usare il cervello e si guadagna un alfiere fedele con i bassi mezzi del Conquistatore: te sei nessuno e io ti faccio lord. Era ora.

FFW Jon e Dany. Ok, lo so perchè trascinano così la storia di Romeo e Giulietta: Dany deve sembrare un Targ sull'orlo della pazzia per far dire l'ovvio a Varys e ridargli uno scopo nelle rimanenti puntate. Ma anche con tutta la comprensibile gelosia per dover condividere la sua missione di una vita...come cavolo fa a non vedere che un 'normale' matrimonio Targ tra parenti stretti le assicura il trono e non glielo toglie? Con uno che ti piace poi. NON è così cieca nè nei libri nè nelle prime stagioni e nemmeno due puntate fa.  

STOP FFW Jaime e Brienne. Sarebbe stato un FFW per fanservice di basso livello (quello di alto livelo è gradito tx) se fosse rimasta a sè stante, ma in funzione della bellissima  - non l'avrei mai detto a sentirla raccontare, ma si: bellissima -  scena in cui poi Jaime decide di tornare al suo inferno, non mi importa con quale scopo, ha senso e peso. 

FFW Jon che regala Spettro al vicino di casa. Il suo spirito guida, il suo salvatore, il suo alter ego, metà della sua mente metamorfica...Eh ma sai, trasloco al sud, non posso più tenerlo, è chippato e sverminato, ogni tanto mettigli uno zombie nella dieta. Sette Dei, se avessero tagliato tutti i metalupi alla S01E01 GOT ci avrebbe guadagnato immensamente.

FFW Bronn il cinico mercenario che si fa infinocchare con la promessa di Altogiardino (che ancora non hanno, e glielo dicono in faccia) dopo tutte le fregature che gli hanno dato - compreso proprio il tizio proprio seduto davanti a lui. Se è sincero mi viene da piangere. Se è una scusa per tenersi il vagone di dragoni pagato in anticipo e comunque seguire il proprio cuore tenero e non ammazzare gente che gli sta simpatica...forse è da piangere lo stesso.

STOP FFW ancora dosi di ottimo Tyrion. Meno male. Ah guarda, compare di nuovo Bran. Non fa niente, di nuovo, ma compare.

FFW la 'battaglia navale' tra la 'flotta Greyjoy' di 5 barchette in croce. Visivamente una delusione. Potevano usare il CGI risparmiato sui metalupi. Yara ha ripreso tutto il resto pagando in sorrisi? E dopo aver ricinquistato le Isole non fa fuori lo zietto? Boh. Almeno per non sbagliare questo lo sappiamo solo per sentito dire, mossa furba.

Però, certo, queste 5 barchette hanno ciascuna tre postazioni di contraerea a puntamento automatico con tracciamento di calore e proiettili probabilmente di vibranio. Sono pure maneggevolissime: Drogon non può proprio rischiare di salire fuori gittata e ridiscendere a poppa ad alzo zero per fare un bel falò.

Mmm ma non sono le stesse armi della S07? Erano parecchio più inefficaci e difficili da manovrare quando si doveva  arrivare alla scena d'effetto dell'arrosto di Tarly. La tecnologia ha fatto passi da gigante in questi mesi...

STOP FFW 

Eh beh Maegor!Cersei è uno spettacolo. Qyburn genio del male è uno spettacolo. TerminatorMontagna anche solo che sta lì decorativo è ancora uno spettacolo. ZerbinEuron un po' meno ma ok. La povera Missandei e il suo 'Dracarys' e i buoni schierati impotenti stile Discorso della Bocca di Sauron sono pathos totalmente gratuito nè più nè meno della caccia al Rickon...ma chissene, sono lo stesso uno spettacolo *_*.

 

Quello che mi ha fatto più paura in questa puntata è Arya che parte in missione segreta, di nuovo. Spero proprio non ammazzi anche Cersei. Vabbè che l'attrice la pagate ma non può fare tutto lei, dai éè. Speriamo bene.

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14 hours fa, Mephistopheles dice:

Sapete cosa rendeva bella questa serie? La credibilità delle azioni degli attori sul palcoscenico.

Ripenso a questa puntata. Perché Jon e Daenerys non riescono a trovare un modo per risolverla in modo pacifico? Perché lo richiede la trama. Perché non hanno esplorato la zona prima di andare a Dragonstone? Perché lo richiede la trama. Perché Varys, il ragno tessitore, ora sembra un idealista pronto a suicidarsi per le proprie azioni tanto da parlare di tradimento ad alta voce nel mezzo della sala del trono? Perché lo richiede la trama. Perché Jaime ha fatto la staffetta avanti e indietro dal nord senza nessuna vera utilità nella battaglia se non per l'unica ragione di bombarsi Brienne subito dopo? Perché lo richiede la trama. Perché Arya non ha detto a tutti che stava andando a fare un assassino stealth in modo da evitare tutte le conseguenze di un conflitto diretto? Perché lo richiede la trama. Perché i draghi, che hanno una pelle impenetrabile, possono essere cecchinati e uccisi come se fossero cavalli? Perché lo richiede la trama.

 

Questo episodio, nel mio personalissimo modo di vedere le cose, è l'esatto problema che si ha quando poni le conclusioni che vuoi raggiungere prima di aver strutturato i fatti che ti ci porteranno, finendo per piegarli e distorcerli in modo inverosimile. "Inverosimile" è il termine con cui descriverei il livello attuale, se volessi essere cortese. Perché se non lo volessi essere il termine che userei sarebbe "fanfiction", perché le ultime due stagioni, se non le ultime tre, sembrano uscite dalla mente di un fanboy della Cersei nei libri, troppo annoiato o forse troppo superficiale per andare oltre al primo livello di caratterizzazione del personaggio, ovvero quello in cui Cersei vede se stessa.

 

Se i libri di Martin fossero fermi a "a Storm of Sword", fidatevi, il magnifico duo avrebbe scritto una meravigliosa sceneggiatura in cui gli intrighi per mettere il credo contro Margaery si sarebbero rivelati efficaci e privi di effetti collaterali, e ora, insieme alla banca di Bravos, ad Euron, alla GC e ad un armamentario anti-aereo superiore a quello della Londra assediata da Hitler, ci sarebbero anche i figli del guerriero. Sicuro. Purtroppo hanno dovuto trovare un modo per farla riscattare dopo Septa Unella e non hanno potuto volgere subito le cose a suo favore. 

 

Ho trovato questa puntata seriamente offensiva per l'intelligenza dello spettatore. Come se una voce viscida mi avesse bisbigliato all'orecchio per un'ora e un quarto "non farti domande, prendila così com'è". Mi sono avvicinato ai libri nel lontano 2007, ben prima della serie, e francamente trovo mortificante il punto in cui si è arrivati. Dite quello che volete, ma se il livello delle storyline fosse stato questo già nel 2011 probabilmente non avrebbero fatto passare nemmeno il pilot. Il motivo per cui la serie ha successo ha un nome ed un cognome: George Martin. Senza di lui e della sua scrittura è al pari con il ciclo di Shannara, praticamente. Date il ruolo di Jon Snow a Beppe Fiorello e facciamola finita.

 

Ora mi chiudo a riccio nella mia sofferenza e tento di dimenticare quello che ho appena visto. 

Concordo purtroppo... sembra quasi che gli sceneggiatori non abbiano letto i libri per farsi un’idea dei personaggi. Prendiamola  come una cosa del tutto separata altrimenti la delusione sarà eccessivamente cocente. 

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4 hours fa, Duke Karstark dice:

Ma dal punto di vista di Euron, come faceva Tyrion a sapere della gravidanza di Cersei?

 

Euron potrebbe pensare che a dirglielo sia stato Qyburn mentre discutevano fuori dalle mura.

 

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Tolti tutti i giudizi sulla puntata in sé, devo assolutamente togliermi un sassolino dalla scarpa: il trattamento di Dany. 

 

Ha perso i draghi che riteneva come figli, ha perso i suoi consiglieri e amici più fidati, tutto quello che per cui ha lavorato duramente, a costo di grandi sacrifici, è stato spazzato via senza che gliene fregasse niente a nessuno (il Nord la odia a prescindere), lo scopo unico della sua vita, quello che le dava un'identità, il trono, è minacciato dalla persona che ama. 

 

Però no, non può sentirsi furiosa o triste, no, è pazza come suo padre. Tyrion e Varys ci hanno messo due secondi netti per iniziare a conspirare contro di lei, gli stessi due che si sono rivelati praticamente inutili come consiglieri a Westeros. In favore di chi, poi? Del Jon televisivo. 

 

A me questa cosa da immensamente fastidio, ma lo farebbe pure se fosse scritto da Martin e non dal duo.

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4 minutes fa, No One dice:

Tolti tutti i giudizi sulla puntata in sé, devo assolutamente togliermi un sassolino dalla scarpa: il trattamento di Dany. 

 

Ha perso i draghi che riteneva come figli, ha perso i suoi consiglieri e amici più fidati, tutto quello che per cui ha lavorato duramente, a costo di grandi sacrifici, è stato spazzato via senza che gliene fregasse niente a nessuno (il Nord la odia a prescindere), lo scopo unico della sua vita, quello che le dava un'identità, il trono, è minacciato dalla persona che ama. 

 

Però no, non può sentirsi furiosa o triste, no, è pazza come suo padre. Tyrion e Varys ci hanno messo due secondi netti per iniziare a conspirare contro di lei, gli stessi due che si sono rivelati praticamente inutili come consiglieri a Westeros. In favore di chi, poi? Del Jon televisivo. 

 

A me questa cosa da immensamente fastidio, ma lo farebbe pure se fosse scritto da Martin e non dal duo.

Non è ancora detto che Dany vada via di testa e che Tyrion la molli. Il ragno invece sembra avere le idee chiare. La velocità di questi cambi è cmq figlia dei tempi televisivi.

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5 minutes fa, No One dice:

A me questa cosa da immensamente fastidio, ma lo farebbe pure se fosse scritto da Martin e non dal duo.

Qua è più difficile, èerchè Varys nei libri non sostiene per niente Daenarys e Tyrion la vorrebbe solo usare per la sua vendetta contro la sua famiglia.

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Si sono anche dimenticati, a parte la versione Dany dei libri, che anche nella loro stessa serie Dany dice a Daario che non può portarlo con sé perché lei, per conquistare alleati, probabilmente dovrà sposarsi un lord di Westeros. Ora invece sposarsi un lord di Westeros, che pure ama, sembra un problema perché dovrebbe condividere il potere. Ma avrebbe dovuto farlo anche sposando un non Targaryen /Stark. 

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Comincio da ciò che non ho gradito a livello di scrittura e struttura, un qualcosa di già ampiamente rilevato: l'assalto via mare di Euron con annessa uccisione di Rhaegal. Probabilmente tra le scene più brutte e illogiche di cui ho memoria in GoT. Oltre a non avere una logica a livello strategico - né Daenerys né i suoi alleati tengono conto della flotta di Euron -, oltre ad essere ulteriormente illogica a livello strutturale (le navi di Euron apparentemente invisibili e non avvistate da nessuno), vede nell'abbattimento del drago il suo punto peggiore, poiché reso oggetto di un attacco in successione di per sé impossibile da operare. Ulteriormente ridicoli sono i fotogrammi successivi, con una pioggia di arpioni che si abbattono su Drogon, guarda caso, senza minimamente sfiorarlo. In tutto ciò anche la resa generale del tutto appare anticlimatica, sbrigativa e ricca di inutile foga, ove tutto si è svolto con una velocità disarmante quanto l'assenza di senno da cui tale tutto è accompagnato. Il possibile impatto visivo non è una giustificazione accettabile.

 

 

Venendo al resto...

 

Apertura suggestiva. 

Volti emaciati esprimono cordoglio, le espressioni si perdono nel pallore di un gelo apparentemente senza fine. Dopo tanto tempo il concetto di morte non può essere più violato, la dignità è ripristinata nella concessione di una partenza definitiva. Il pianto che si appropria del volto di Daenerys è quello di una donna che avverte su di sé il peso di non aver potuto ricambiare un amore così totalizzante e riverente. Le lacrime di Sansa cadono per Theon come non è accaduto per Rickon. Comprensibile. I legami più profondi si forgiano spesso nella condivisione diretta di un identico dolore. Theon, per lei unico testimone del trauma più profondo, l'unico che potesse realmente stabilire una connessione emotiva sullo stesso, comprendendo la portata di quella così brutale violazione. Simbiosi assodata dalle cicatrici sui loro corpi, firma depravata del medesimo aguzzino. Parole solenni e giuste si trascinano in una voce stremata per l'ultimo saluto. Scopriamo quanto già ci è noto: l'egoismo dell'uomo è miseria dinanzi al potere insito nella morte. La fede in una memoria storica, l'immortalità degli uomini al di là della carne mediante la loro continua rievocazione mnemonica ed emotiva, è l'unica consolazione di chi è sopravvissuto.

 

Il giubilo è la conseguenza più naturale dello scampato pericolo. La complicità di Jon, Sansa e Tormund, non differentemente da quella di Jamie, Tyrion e Brienne, scorre sotto gli occhi spenti della Madre dei Draghi, specchio di una distanza incolmabile, un separatismo emotivo prodotto da un dolore irrecuperabile, dalla perdita, dall'alienazione, dal rifiuto di un popolo che non l'accetterà mai realmente e che non riuscirà mai a comprenderla, come lei parimenti con il suddetto popolo. Ella non può che avvertire il peso di tale rigetto, la ridondanza di un'assenza di empatia. L'unica persona davvero sola nella stanza. Nell'amore della gente verso Jon Snow emerge la vulnerabilità sopita in Daenerys, le sue certezze crollano, un senso di sedimentata insicurezza non può fare a meno di invaderla. Significativo che gli unici soggetti che avvertano l'impulso di coinvolgerla e rivolgersi a lei in modo positivo, senza acredine, e con spontaneo calore umano siano Jon e Tormund, che tentano, per quanto vanamente, di estendere anche a lei il piacere della condivisione di un'inaspettata gioia. Jon e Tormund, segnati a loro tempo dagli effetti dell'emarginazione e dell'esclusione, un meccanismo per loro così familiare, un'iniquità vissuta sulla loro pelle, ora riflettuta da un altro essere umano non dissimile da loro. Solo coloro che hanno provato una cosa simile possono ritrovarsi sensibili alla medesima, riassaporando un mai superato retrogusto di ingiustizia e brutalità.

 

Dinanzi a ciò è il sorriso di Sansa a spegnersi, anestetizzata alla comprensione emotiva, tanto da trovare gratificante l'emarginazione operata verso Daenerys, ritrovandosi altrettanto ad essere creatura preda di risentimento, lo stesso che la porta a perdere il controllo a causa di quelle risate e a dover evadere dopo un attento sguardo. Le parole che la Madre dei Draghi rivolgerà successivamente a Jon, riferendosi a lei, promuovono pertanto un assunto assennato. Ciò che Sansa ha subito l'ha segnata oltre qualunque strato di pelle, ha inquinato la sua natura. Il risultato del male che l'ha violata ha invaso la sua anima, sino a inaridirla, sino a renderla incapace di qualunque sinergia con il dolore altrui. Ciò che resta sono gli elaborati meccanismi di difesa, la mostra di una serafica freddezza, ove il costante mantra è la preservazione del proprio status quo. Come si evince dalla conversazione con Sandor Clegane (il dolore inteso come forgia evolutiva più efficace), ella cavalca il destriero della disillusione, totalmente vittima di una negatività coercitiva che le rende impossibile vedere e aspettarsi quanto di positivo ci possa essere nell'essere umano. Il Bene pertanto diviene una forma distorta, una proiezione da irridere e che cozza con il plausibile. Amarezza e oscuro sarcasmo circoscrivono il comportamento di una persona ad ora nuovamente oggetto di una costrizione emotiva auto inflittasi, quella del cinismo, emblema di un ulteriore prigione, in cui però ella si sente e sa di essere perlomeno al sicuro. Il risvolto positivo è dunque da lei visto come un miraggio etico. Non si inseguono più le chimere. Il meglio di sé è stato perso e non lo si avrà più indietro. Permane l'accettazione. 

 

L'intimo confronto tra Jon e Daenerys mette in luce l'inizio del crollo nervoso di quest'ultima. Non vi è più margine per l'ego, non vi è più la fermezza figlia di ferree motivazioni. C'è solo la sensibilità di una creatura rifiutata, consapevole di un rigetto senza fine a cui la sua persona non era sin qui mai stata abituata e verso cui reagisce con smodata fragilità. Nulla può il singolo di fronte alla richiesta di un amore collettivo. L'amore di Jon nei suoi confronti è un qualcosa che non le basta e che non potrà bastarle. Ogni fibra di lei è seviziata dalla respinta di una terra che non la desidera e che rivolge la propria benevolenza altrove. Ella avverte offesa e dolore profondi, e propone (comanda) il da farsi. 

 

Il consiglio di guerra propone due visioni parimenti accettabili. Quanto Sansa sostiene è un assunto profondamente razionale, in quanto un attacco immediato, con uomini stremati e forze disorganizzate rappresenta un suicidio militare e una foga che tralascia le condizioni precarie dei propri guerrieri. Per contro, Daenerys non ha torto nel voler partire alla carica, in quanto Cersei non arresterebbe comunque la propria avanzata e i propri piani bellicosi, ritrovandosi ad attaccare ciò che resta del Nord entro breve, come da organizzazione preventiva. L'unica via di mezzo sarebbe arroccarsi in difesa e attendere, ma di base nessuna delle due posizioni ha eccessivamente torto o ragione. Il sostegno che Jon dà a Daenerys nell'occasione, oltre che seguito di un dovere, è figlio di un supporto morale che egli ritiene necessario alla luce delle insicurezze e del malessere della suddetta.

 

 

''You think I am a good man. I pushed a boy out of a tower's window... crippled him for life. For Cersei. I strangled my cousin with my own hands just to go back to Cersei. I would have murdered every man, woman and child in Riverrun for Cersei. She is hateful... and so am I.''

Il legame tra Jaime Lannister e Brienne di Tarth perde invece la sua innocenza. Il tratto platonico che lo sospingeva, raccogliendolo in un nucleo di purezza e inesauribile affinità d'animo, è eroso e prevaricato da una passione rovente, a sua volta segnata dal dominio di un impeto viscerale, impossibile da ignorare. Ciò che è immaginifico svanisce in favore della potenza del gesto, sintomo dell'inusuale, dell'imponderabile. Entrambi riconoscono il predominio di ciò che sentono, la loro decisione coincide. L'idea muta in atto, lo stesso sentimento è sradicato dalla sua astrazione. Ma Brienne è pronta alla scelta, la accoglie, non vi è più alcun disagio, bensì la presenza di un pudore perpetuo, di una dignità ambivalente e rispettata, tanto dall'uno quanto dall'altro. Una parte di Jaime è conscia di essere stata guidata da emozioni non dissimili. Per quanto possa volersi dire il contrario, egli non avrebbe mai violato la persona che l'ha fatto rinascere solo per un'egoistica pulsione. Non è meno smarrito di quanto non lo sia lei dinanzi a quanto germogliava già dentro di lui. La scelta successiva, quella più ardua, non è l'indizio di un passo indietro, quanto il palesarsi di un fatalismo oscuro, di una consapevolezza nefasta. Per quanto sia andato avanti, per quanto abbia trovato una sua dimensione e per quanto sia venuto a contatto con una libertà identitaria e individuale così tangibile, egli non può fare a meno di sentire il richiamo di quel legame così distorto. Un qualcosa con cui, ancora oggi, sceglie di punirsi e di infliggersi, un qualcosa verso cui avverte profonda responsabilità, un qualcosa che egli identifica come un suo problema, un problema a cui solo e soltanto lui potrà mettere fine. In un senso o nell'altro è un atto di piètas umana ad esplodere in Jaime, incapace di accettare l'eventuale morte della sorella. Non è illuso dalla possibilità di amarla ancora, è invece in parte illuso nella possibilità di poterla ancora salvare. Per compiere tutto ciò egli non può che essere il giudice più severo di sé stesso. Egli teme tutto ciò che sta provando, ma ancor di più teme la verità insita nelle parole di Brienne - ''You are better than she is, you are a good man.'' -, la portata del significato al loro interno. Egli ha paura delle parti migliori di sé. Non può fare a meno di sentirsi terribilmente sbagliato, corrotto da sentimenti, emozioni e da una natura negativa. Si giudica aspramente e, di più, cerca di convincersi di essere capace solo di negatività e sofferenza. Un qualcosa che non può fare a meno di affrontare da solo, affinché la donna che ha di fronte, come tante altre persone, non possa essere consumata dalla sua natura. Volente o nolente, la scelta che compie esautora Brienne, ponendola in una condizione apparentemente salvifica, lontana da quel che egli considera solo un male, ossia sé stesso. Lo dice egli stesso. E' odioso, si odia e pertanto è convinto, sa, di meritare nient'altro che Cersei Lannister. 

Le parole e le azioni di un uomo che ha provato a placare la sua natura ma che crede di aver fallito. Ancora una volta ritorna un anima dilaniata, la cui eventuale pace è un atteso messaggio, ora profondamente in ritardo. 

 

La scelta di Jon dinanzi alle sorelle e all'albero del cuore è significativa della potenza del legame che ha con loro. Tra amore e famiglia egli compie una scelta di onore e affetto, in favore della seconda. Pone un branco di cui fa parte e al tempo stesso non fa parte al di sopra della donna che ama, contravvenendo pertanto alla volontà di quest'ultima (checché ne dica Varys sul suo essere piegato alla volontà di Daenerys). Una scelta che racchiude in sé uno sforzo non da poco e che è emblematica del dove risiedano realmente la lealtà e l'affetto di Jon, probabilmente anche per il futuro. 

 

Il fatto che Sansa riveli a Tyrion quanto Jon ha confidato alla famiglia è un qualcosa di profondamente deludente sul piano umano, poiché Jon si è fidato di lei nell'occasione, come si era già fidato in passato lasciandola in comando e riconoscendole un valore, lei ha ora violato tale fiducia con questo gesto, venendo anche meno alla parola data e ad un giuramento in piena regola. Da questo punto di vista molto grave. La sua scelta comunque è causata da una volontà di tutelarsi da quello che considera un pericolo, pertanto compie una decisione di auto conservazione. Nelle parole di Tyrion verso di lei emerge evidente il fatto che egli in realtà non cerchi di convincere Sansa sulla bontà e l'idoneità di Daenerys, ma cerchi invece di convincere sé stesso. 

 

Il commiato tra Jon, Sam e Tormund, oltre che profondamente umano nella separazione, fa trasparire un messaggio intrinseco non da poco: l'unica fase della sua vita in cui Jon si sia realmente sentito a casa e parte di un qualcosa è stato nel ritrovarsi ai confini del Nord, nella Night's Watch. Solo da Guardiano della Notte egli ha trovato per la prima volta un posto al mondo in cui fosse eguale e non avesse emarginazione, trovando altrettanto una sua dimensione identitaria. L'ironia e la contrapposizione di quanto pur il tormento e il peso del compito fossero coincisi con una molto relativa serenità mai più ritrovata. Le frasi che dice a riguardo di Ghost sul suo appartenere al Nord e sul fatto che meriti di trovare la sua pace lì possono valere anche per egli stesso, e forse ne è anche consapevole.

 

Ciò che è interessante è che perfino uno come Varys riesca a evolvere e a non incorrere nei comportamenti del passato, ove avrebbe già agito tempestivamente. Egli sceglie invece di mantenere la promessa fatta a Dany e di palesarle le proprie perplessità in modo aperto e diretto.  Il responso è chiaro. Una Daenerys segnata da molteplici lutti e rifiuti ha ormai scelto di non considerare le migliaia di vite innocenti di Approdo del Re, oltrepassando dunque limiti etici e morali che prima non aveva potuto fare a meno di porsi, pur essendo essi il prodromo di un inevitabile svantaggio militare. Una scelta pragmatica quanto impetuosa che circoscrive ulteriore dubbio sul viso dell'eunuco. I discorsi tra Tyrion e Varys sono dunque il seguito di un qualcosa di cui si era già consapevoli: entrambi hanno sempre nutrito dubbi tanto nella personalità quanto nella condotta di Daenerys. Dubbi che ora emergono preponderanti nelle loro menti e che, alla luce di un'alternativa più idonea, sono per loro impossibili da ignorare. Dubbi che aprono a scenari drastici, ove neppure il matrimonio è da loro ritenuta un'opzione positiva, a causa della convinzione che la Regina dei Draghi possa assoggettare il proprio compagno in favore delle sue convinzioni. 

 

La decapitazione di Missandei, avvenuta per volontà di una soddisfatta e sempre più folle Cersei, essere che non conosce resa, essere ormai prigioniero della convinzione e della certezza di non aver nulla da perdere e di potersi concedere ogni idillio, è un ulteriore varco nel cuore di Daenerys. Una discrepanza emotiva, un ulteriore lesione su su una natura già dilaniata. Ella non può che constatare il fallimento della benevolenza, dell'idealismo, del sistema diplomatico e relazionale adoperato sinora. Ogni fibra del suo corpo non può che ritrovarsi invasa da un sincero furore che divampa all'interno dei recessi della sua anima. All'interno di lei albergano dunque le connivenze della vendetta, una complessità di sentimenti che diligentemente fa evincere il suo crollo nervoso. 

 

Gli ultimi fotogrammi dell'episodio segnano difatti l'uscita di scena di Daenerys Targaryen per come la conosciamo ora. 

 

 

 

Un episodio la cui qualità risiede principalmente nella grande performance collettiva proposta dal Cast, ove la recitazione ha avuto davvero pochissime sbavature e abbastanza punti alti, un qualcosa che non capitava da molto. 

 

Se non altro non ricordavo un Dinklage su questi livelli da tempo immemore.

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10 hours fa, Ancalagon dice:

Si ma la sesta ha veramente 4/5 ottime puntate 

Concordo, il livello è calato visibilmente nelle ultime 2 stagioni. E credo anche che l'attesa di 2 anni tra la penultima e l'ultima fosse solo un problema economico. 

Purtroppo il budget limitato ha costretto a tagli evidenti e clamorosi stravolgimenti con conseguenti buchi di trama ed eventi velocizzati e semplificati talvolta in modo grottesco. 

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