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Oathkeeper

Interviste, curiosità, gossip

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@Lyra StarkBeh ma nessuno si aspettava la fama internazionale che ha avuto GoT, è ben diverso far parte di una serie televisiva che guardano in quattro gatti da una che, nel bene e nel male, ha avuto un'attenzione mediatica senza precedenti. 

Dire "Ci sono cose più gravi" ha senso fino ad un certo punto, ovvio che non sono minatori cinesi senza diritti sociali, ma secondo questo ragionamento nessuno di noi dovrebbe lamentarsi visto che siamo nati nella parte "giusta" del pianeta. Ci sarà sempre qualcuno che sta meglio/peggio rispetto a noi, ognuno però vive i propri problemi in base alla realtà in cui vive. 

@Metamorfo Si, ma tra le altre cause c'era anche la mancata sopportazione della fama https://www.hallofseries.com/game-of-thrones/game-of-thrones-pentito-fatto/2/

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Prima sei un attoruncolo che al massimo viene ricordato per Pompei.

Poi diventi una delle facce più copertinate al mondo e ti piovono addosso sterline come confetti. Le donne ti si gettano nelle mutande, gli uomini vorrebbero essere te, zero vita privata. da dieci anni reciti nello stesso identico ruolo, tutti i giorni della tua giovane vita, tant'è che quando ti fermano per strada non sei mai Kit ma Jon. Certo, non sei un operaio nè un lavapiatti nè l'ennesimo anonimo che sono rimasti certi tuoi colleghi e ti chiedi se è stata solo fortuna, se quello che scrivono su di te sia vero (che non sai recitare) e se per il resto della tua vita sarai solo Jon Snow. Magari hai paura ad accettare altri ruoli e quelli che accetti non ti portano altrettanti riconoscimenti. Magari hai anche delle problematiche personali di cui la gente non sa nulla. 

Noi vediamo solo la parte platinata delle loro vite e ci indignamo quando una Sophie Turner, bellissima, famosissima e ricchissima ventenne, ci dice tra le lacrime che da cinque anni trangugia pastiglie per alzarsi dal letto. Un po' mi indigno anche io, è vero, ma quando si spengono le luci sul red carpet nessuno di noi sa che cosa vive, pensa quella gente. 

I soldi e la fama non equivalgono alla felicità, è una frase fatta ormai ma è anche vera. Altrimenti non ci sarebbero state così tante star depresse, drogate, alcolizzate e suicide.

Credo che in quel mondo si sviluppano delle dinamiche di immagine contorte che creano profonde crisi di identità.

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È vero, tuttavia senza arrivare a casi estremi come chi ovviamente vive in condizioni di precarietà, c'è tanta gente che da cinque anni o più trangugia pastiglie senza avere nemmeno una delle decine di possibilità che ha una Sophie o un Kit o una qualunque "star" per dare una svolta diversa alla propria vita. E non citiamo la possibilità di migliorarne anche altre. E non è solo questione di soldi.

Perciò per carità mi dispiace, ma penso che ci siano tante persone per cui dispiacersi di più e sciagure peggiori della fama ^^"

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Però malattie come la depressione c'entrano poco con il successo che hai nella vita o con la ricchezza. Altrimenti dovremmo pensare che nel mondo occidentale le malattie psichiche siano poco diffuse, invece è esattamente il contrario!

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@Lyra Stark Il fatto è che ognuno di noi può essere la Sophie Turner di qualcuno più sfortunato, come dice Zelda. Ognuno vive nella propria realtà e vive i problemi come se fosse l'unico al mondo o il più sfigato. Anche tu avrai avuto decine di possibilità in più rispetto a un signor Rossi qualunque, questo fa di te una privilegiata che non ha diritto a sentirsi infelice?

 

Tutto è relativo. Per tendenza tutti invidiamo le vite degli altri e pensiamo che altri abbiano avuto più fortuna e gioie di noi, ma è solo un punto di vista. 

Inoltre la nostra società, basata sulla competizione e su un malato senso di apparenza, ti spinge a creare costantemente un'idea di te stesso irraggiungibile. Questo, in un settore che basa la vita e il successo sull'immagine, è una bomba a orologeria.

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Per dire, anche Daniel Radcliffe ha avuto parecchi problemi con l’alcool, dopo Harry Potter. Concordo con gli altri utenti qui sopra. Avere ricchezza e fama non vuol certo dire non avere problemi. Anzi, paradossalmente a volte se ne hanno anche di più perché si tratta di una vita senza privacy, con tantissime pressioni e aspettative. Soprattutto quando diventi famoso da giovane con una serie così lunga. Non mi sorprende che molti di loro abbiano avuto dei problemi. 

Probabilmente una persona normale è meno a rischio di certe problematiche (droga, alcol, soldi a volontà, depressione, spesso tutti insieme) avendo una vita normale, un lavoro normale, essendo uno sconosciuto come tanti. Credo che per chi è famoso sia tutto più amplificato e sia anche più facile mantenersi certi vizi.

Mi dispiace molto per Kit, spero che riesca a superare questo brutto momento.

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Ecco, allora, perché Kit era cosí gonfio! Ed io che, non sapendo, ci avevo ironizzato nel 3D sullo Gnocco Contest!

Comunque, gli esseri umani sono complicati e vulnerabili... Sull'alcool, penso a Patrick Skwayze: bellissimo, attore di grande successo e bravo ballerino, protagonista di alcuni film che resteranno, bene o male, nella storia del cinema e sono, giá adesso, degli evergreen del loro genere; eppure alcolizzato fradicio, tanto da -parole di sua moglie- diventare pericoloso per chi gli stava vicino. Non sto certo dicendo che Kit, con l'alcol, sia ai suoi livelli, per caritá: ma P. S. mi viene in mente quando penso a persone che sembrano avere tutto dalla vita e forse ce l'hanno, eppure si autodistruggono. Per una loro debolezza; o perché essere una star comporta un grosso carico emotivo (compreso il fatto di metterti continuamente in gioco, di aprire un giornale o internet e -come é successo con GOT e forse non era mai successo prima- trovare articoli e persone sconosciute che ti giudicano, ti esaltano o ti fanno a fettine) che non tutti riescono a reggere; o magari perché l'infelicitá o la tendenza autodistruttiva non dipendono solo dall'ambiente esterno, ma sono qualcosa che uno si porta dentro. Sulla depressione, qualcosetta so, perché (penso per un mero fatto chimico, a livello di serotonina e neurotrasmettitori vari) ho questo bel privilegio, di essere condannata a vivete costantemente sul suo orlo. E ogni tanto, quando mi succede qualcosa di doloroso, mi capita di arrivare proprio vicino al bordo e guardare giú: e vi assicuro che ció che vedo é terribile. E non é qualcosa che si controlli con la forza di volontá, perché avviene ad un livello viscerale chev la volontá non puó raggiungere. E anche, putroppo, perché da anni vedo, senza poter fare nulla per aiutarla, una persona cara a cui la depressione sta quasi portando via la vita, un po' per volta, in modo crudele e ingiusto... be', la depressione -quella vera, non quella di chi attraversa un normalissimo periodo di tristezza o demotivazione e lo chiama depressione- é la stessa per tutti: nel senso che se ti becca, stai da cani e basta. Indipendentemente dalle tue condizioni di vita e dalle cause che l'hanno scatenata. E' come una botta in testa: che tu sua ricco o povero, privilegiato o sfigatissimo, fa male allo stesso modo. La sola differenza é nel fatto che se sei super benestante puoi petmetterti gli specialisti migliori, e non ti devi chiedere angosciato come farai a tirare avanti se per qualche tempo non ce la facessi a lavorare.

Poi, ripeto: é da vedere se é una vera depressione o soltanto un vezzo. 

Ma che, paradossalmente, diventare improvvisamente una celebritá possa rivelarsi non cosí idilliaco su una personalitá che, magari, era portata per una vita piú tranquilla e semplice e che non aveva abbastanza strumenti (o non li aveva ancora) per affrontare lo sconvolgimento torale che una vita da superstar comporta, per me é credibile. E probabilmente puó anche rischiare di destabilizzarti il fatto di interpretare per otto anni lo stesso personaggio, in una fase della vita in cui sei é ancora in formazione come persona ed in una delle prime esperienze lavorative di questo tipo, soprattutto se fai l'errore -come alcune tecniche recitative credo richiedano- di identificarti con il personaggio. E Kit che piange leggendo il copione, mentre l'altro attore (l'interprete di Varys, ora mi sfigge il nome), piú anziano e scafato, esprime il suo disappunto con tutt'altro autocontrollo e distacco, da' l'idea che possa anche essere caduto in una trappola del genere. Che poi é uno dei tanti corollari del discorso centrale: che si possa restare disorientati e schiacciati da una enorme fama improvvisa e da qualcosa di enorme -nella popolaritá e nella durata - come GOT.

Spero veramente che Kit non diventi una delle tante celebritá distrutte dal proprio successo. Non so perché e so di essere irrazionale, ma spero veramente che a lui non succeda.

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20 minutes fa, Stella di Valyria dice:

La sola differenza é nel fatto che se sei super benestante puoi petmetterti gli specialisti migliori, e non ti devi chiedere angosciato come farai a tirare avanti se per qualche tempo non ce la facessi a lavorare.

E infatti io questo intendevo. I soldi non fanno la felicità ma permettono di risolvere tanti problemi pratici. 

Comunque il discorso sull'identificazione nel personaggio me lo ero fatto anche io, non solo per la reazione a copione e critiche ma vedi anche il fatto che si è subito innamorato e sposato quella che era anche la sua innamorata sullo schermo. Probabilmente distaccarsi da Jon Snow gli ha creato qualche problema. 

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Vero, praticamente ha vissuto un periodo che gli ha cambiato la vita in tutti i sensi. Ha trovato il successo ma anche l’amore, deve essere difficile distaccarsi da una realtà che ormai è diventata parte di te.

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spero possa riprendersi velocemente, penso che possa aver influito, oltre alla critica, il sapere di non ritrovarsi piu anno dopo anno a dover girare la stagione successiva, ritrovare gli altri attori, amici, le persone che lavoravano a tutto il prodotto, vista la lunghezza della serie per lui doveva essere un punto di riferimento, una certezza, soprattutto una fonte di bei ricordi, considerando che ha trovato sua moglie nel cast e che, limiti espressivi o meno, il ruolo di jon se l'è cucito addosso ormai, e terminare un viaggio del genere puo lasciare turbe emotive e strascichi....

 

se qualche sceneggiatore contattasse il cast per un sequel, sarebbe il primo a tornare....

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La nomina di Bran a re di Westeros l'ho digerita malissimo in Got. Se Martin ce la ripropone anche nelle cronache mi auguro che riesca a renderla per lo meno plausibile.

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Idem @Nefrea, la questione Bran re è quella che più mi ha disorientato... Se dovesse essere anche così incrocio le dita che lo sviluppo che lo porti a essere re se non altro sia un minimo coerente, così, veramente mi è sembrata quasi campata per aria.

 

Per la question di Kit, avete già detto tutto, sottoscrivo ogni parola, in particolare gli interventi di @Stella di Valyria, @Lyra Stark e @niphredil

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SI era scontato sin da quando aveva dichiarato che l'epilogo dei personaggi sarebbe stato lo stesso.

 

Del resto come gia detto non è l'idea in se ad essere brutta, ma come ci si è arrivati.

 

Comunque alla luce di queste dichiarazioni mi convinco sempre di più che chiudere la serie in meno di dieci stagioni fosse la scelta migliore.

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2 hours fa, Ancalagon dice:

Vedremo Re Bran anche nelle cronache ?! 

 

Era scontato. Non ho mai dubitato che fosse una linea narrativa dettata da Martin.

Un po' perché credo che DeD liberi dalle indicazioni avrebbero operato una scelta più a effetto tipo Tyrion o lo stesso Jon o un Gendry, qualcosa che scenicamente avrebbe avuto più effetto insomma.

Ma soprattutto perché come ha ben argomentato @thedoor Bran ricorda molto la divinità gallese Bran il benedetto, il cui nome guarda un po' significa proprio corvo. 

"‘con a volte però riferimenti a ‘capo, altezza, collina’ , nel senso però proprio di ‘capo, signore’.

Bran è il Signore che possiede il Calderone della Rigenerazione.

E’ una divinità completamente positiva.

Un Re della Terra, un Compagno fedele, un Grande Guerriero, è Colui su cui si fonda la Nazione stessa --> qui riprende in pieno il discorso fatto da Tyrion sulla storia come fondante di un regno.

Egli, nei Mabinogion (raccolta di racconti nei quali si narra la sua storia), è il Re che non può avere una casa a causa delle sue dimensioni gigantesche. In verità ciò sottolinea proprio come egli stesso sia un rifugio e un protettore --> il nostro Bran non è un gigante però una figura a lui strettamente associata è il gigantesco Hodor.

A livello più metaforico egli comunque è per gran parte del tempo un errante sia nello spazio che nel tempo e non ha effettivamente una casa, pur facendo di lui un rifugio e un protettore della memoria degli uomini.

E secondo la leggenda è strettamente legato alla terra (Bran finisce ad abitare nelle cripte e poi in una caverna sotterranea) ed inoltre zoppica per una ferita ricevuta al piede.

Molte coincidenze non trovate? 

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