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Declino del cinema (?) - NO SPOILER


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Secondo me un punto importante nella questione è anche un altro oltre alla qualità, la quantità.

Giustamente il cinema è anche intrattenimento e questo Scorsese e Coppola lo sanno, tuttavia non può essere solo quello moltiplicato per 20? film fatti tutti con lo stampino. Come ha detto qualcuno anche Jurassic Park o Indiana Jones sono giustamente intrattenimento ma, a parte il trattare anche temi non proprio banali seppur di sfuggita - pensiamo a Indy e al nazismo per esempio o ai pericoli dell'ingegneria genetica o al fatto che uno ha rilanciato storia e archeologia e l'altro roba come la paleontologia, al massimo sono 3 film, già quelli dopo hanno avuto meno successo.  

Nel caso dei cinecomic invece si è assistito a una vera invasione che adesso si sposterà anche in TV con le nuove serie e a una specie di isteria collettiva verso questi film e non mi pare di trovarci chissà che temi trattati o quali spunti tipo quelli citati sopra. Praticamente siamo alla stregua di mcdonald's vs ristorante buono: l'uno è prettamente di consumo e serve a riempirsi la pancia ma è strettamente pensato e fatto per il consumo. E tuttavia poiché incassano i produttori si sentono più portati a finanziare questi film che non progetti più innovativi o che se ne discostano col pericolo di impoverire l'offerta e tarpare le ali ai giovani.

Non è però nemmeno solo una questione di contenuti e temi, ma anche e credo soprattutto per dei registi, di modi: si tratta infatti di film senza molti guizzi artistici i cui registi adottano uno stile anonimo e piatto, in cui praticamente chiunque può recitare. Come dice Jason Statham: potrebbe farli anche mia nonna basta metterle un mantello, il resto lo fanno tutto la CGI e i milioni di dollari.

Di nuovo comunque non è che le saghe tipo Fast And Furios che lui fa siano tanto meglio, ma ancora una volta la quantità più limitata e l'isteria di massa non arrivano a livelli tali da destare perplessità.

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25 minutes fa, Lyra Stark dice:

film fatti tutti con lo stampino

 

Il cuore del problema è quello. L'MCU è trenta film che sono, dal punto di vista registico, recitativo, narrativo, insomma, artistico, indistinguibili l'uno dall'altro. E sarebbe la stessa cosa anche con meno CGI. Ed è comprensibile che a persone come Scorsese e Coppola (che hanno rivoluzionato e rivitalizzato il cinema americano negli anni '70) possano non trovare i cinecomics dei prodotti artisticamente validi. Trovarsi poi con gente che reclama a gran voce l'oscar al miglior film o attore per questi film poi magari peggiora ulteriormente il loro giudizio... :ehmmm:

Secondo me non è il fatto che Scorsese, Coppola e Loach siano vecchi ad essere il problema (i cinecomics sono stati criticati anche da Jim Cameron e Spielberg, che anagraficamente sono grossomodo simili, ma non mi pare ci sia stata la levata di scudi di queste settimane, magari c'entrerà il fatto che hanno usato un'altro tono), ma il fatto che è un tipo di cinema (molto) meno complesso del loro.

 

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A me è sembrato il classico discorso dei nostalgici, quando il mondo cambia e loro non si trovano più a loro agio con questi cambiamenti. Il che, capiamoci, non è una questione anagrafica.

E non sono d'accordo con il parere "i film della Marvel sono tutti uguali", altrimenti dovremmo mettere nel calderone anche quelli di James Gunn, che francamente non se lo meritano (e infatti è stato il primo a prendersela).

 

Il problema è che andare al cinema costa, per cui la gente ci va soltanto se il film promette d'essere d'intrattenimento, di far passare una bella serata e di far spegnere i pensieri. La Disney (a parte poche eccezioni) in questo è una garanzia, soprattutto per le famiglie. Se poi si hanno i mezzi per andare al cinema ogni settimana, chiaro che si cercano anche i film d'autore più di nicchia, ma non si può pretendere che lo faccia tutto il grande pubblico.

 

È una polemica senza senso, un po' come se DeLillo si lamentasse che escono troppi libri alla After. 

 

 

 

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Bisogna comprendere se Scorsese si riferiva in generale ai cinecomics o al cinema d'intrattenimento, oppure specificatamente ai film della Marvel. Nel primo caso può essere accusato di essere un "nostalgico", nel secondo no.

Io non conosco molto bene i film della Marvel, e mi manca ancora Endgame, ma da quel poco che ho visto non mi sono sembrati molto innovativi (ho ancora gli incubi per Spiderman Homeland). Poi é anche vero che considerare i film Marvel tutti uguali é sbagliato, quasi sicuramente ci sono i piú riusciti e meno riusciti.

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La polemica o meglio osservazione riguarda i cinecomics, nessuno ha specificato marvel ma poiché 2 minuti dopo queste osservazioni attori produttori e fans Marvel erano sul piede di guerra diciamo che parecchia gente si è sentita unilateralmente chiamata in causa. 

La solita scusa del sono vecchi e nostalgici e non capiscono le novitá regge poco. Perché tutta questa gente di cinema si sarebbe svegliata solo ora? Novità ce ne sono state parecchie nel mondo cinematografico da anni a questa parte.

Forse è che il troppo stoppia.

Peraltro anche molti altri come Jodie Foster o Emma Thompson si sono espressi in merito.

Come è vero che il pubblico va a vedere film gradevoli e per famiglie ma non necessariamente devono essere sempre gli stessi, anzi per quanto mi riguarda è motivo per non andarci. Se posso permettermi di spendere pochi soldi per andare al cinema non vado certo a vedere roba prodotta in serie ma preferisco spaziare.

 

Comunque vi ho pescato le ultime dichiarazioni di Scorzy ed effettivamente come dicevo il problema è soprattutto legato alla quantità eccessiva, o meglio alla loro onnipresenza.

https://www.comicbookmovie.com/marvel_studios/martin-scorsese-continues-to-hate-on-superhero-movies-expresses-concerns-theyre-taking-over-the-theaters-a171234

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Per quanto riguarda Scorsese, l'intervistatore gli aveva chiesto specificatamente dei film Marvel, non in generale, mentre Coppola li ha proprio definiti "spazzatura". 

Poi se dovessimo star lì a fare le statistiche "Quante commedie escono in un anno? Quanti thriller? Quanti cinecomics?" Non penso che abbiano intasato il mercato. Quanti ne escono, tre l'anno? 

Il problema è che il pubblico per adesso vuole questo, e in quanto a incassi li premia. Per cui, autori come Scorsese, che vede il proprio film distribuito da Netflix (perché nessuno vuole produrlo) ha il dente avvelenato.

Umanamente comprensibile, per carità. Ma generalizzarli come il male assoluto, spazzatura, hamburger e via dicendo, di sicuro non aiuta il cinema per come lo intendono loro.

 

 

 

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Appunto come dice anche Scorzy il pubblico e cioè principalmente i ragazzini ormai conoscono quello. 

E senza scomodare le classifiche nessuna commedia o thriller genera fenomeni simili all'isteria di massa con gente che si strappa i capelli (e soprattutto li strappa agli altri) pur di difenderli o osannarli. Aldilà di tutto è proprio questo che lascia basiti.

Certo anche ridurre tutto a una questione di rancore personale è limitativo, tanto più che non è l'unico regista a essersi espresso sul fenomeno.

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Nel 2019 usciranno un totale di 107 film, davvero 8 cinecomics (3 film Marvel, 2 DC, x-men, Hellboy, alita) hanno saturato il mercato?

I film "fatti in serie" non sono il problema, anzi, per il tipo di storia narrata (pirla in tutina da pirla che si menano senza troppi complimenti) sono la soluzione migliore! 

Lo stesso numero di film è legato all'evoluzione dell'industria dell'intrattenimento, vivere nell'epoca d'oro delle serie TV ci ha assuefatti ad una narrazione più lenta ed approfondita, al punto che un cuoco pelato che da la caccia ad una mosca è visto come i 3 quarti d'ora più significativi di una delle serie TV migliori degli ultimi anni, siamo ben lontani da un Kubrick che taglia 20 minuti di Shining perché "gli Europei sono mediamente più intelligenti e sanno unire i puntini più facilmente", al giorno d'oggi Kubrick non solo distribuirebbe la versione americana ma aggiungerebbe anche minutaggio perché non si sa mai.

Ed il risultato è che il vecchio modello non è più sufficiente a soddisfare il bisogno di informazioni del pubblico, esempio lampante è BvS, c'era troppa roba in unico film, per apprezzarlo a pieno bisogna guardare la versione estesa e in ogni caso anche quella non risulta sufficiente, aver rilasciato qualche altro filmettino d'origini come quelli scemi della Marvel avrebbe aiutato a delineare meglio i personaggi, a metabolizzarbe personalità, valori e pensiero (più precisamente quali caratteristiche di quella particolare versione del personaggio l'autore voleva mettere in risalto) e son sicuro che quel "Martha" sarebbe stato accolto in maniera meno comica.

Del resto integrare i film con prodotti paralleli non si è rivelata una soluzione praticabile (vediamo se le nuove serie di Disney+ cambieranno le cose) ci aveva infatti già provato Lucas 11 anni fa con The Clone Wars ma, nonostante la più volte ribadita centralità della serie e il contenuto "didattico" in universe, ancora oggi c'è chi la schifa completamente affermando che si basa solo su quello che vede nei film e non gli interessa "seguire la storia acquistando i DLC della Disney", magari indignandosi quando ricompare un personaggio cicciato fuori nella serie animata anni prima.

La soluzione adottata progressivamente dai Marvel Studios è un ottima sintesi delle 2 posizioni: mantenere tutto sul grande schermo (che se ne dica ma l'mcu sembra non condividere lo stesso universo delle serie TV) ma prendendosi i suoi tempi, alternando film fatti con lo stampino a film che alzano un po' l'asticella, ma sempre ricordandosi che stanno narrando una storia di pirla in tutina ad uso e consumo di un pubblico di bambini sia che questi bambini abbiano 10, 20, 30 o 40 anni perché alla fine in quelle 2 ore l'adulto va a nanna e il film se lo gode il bambino che è in noi.

Condivido comunque in pieno quanto detto da @Lyra Stark, così come i Marvel studios si ricordano che il loro è un prodotto infantile, anche il pubblico dovrebbe farlo e commentare di conseguenza (la cosa è però ambivalente, perché tutte le critiche dovrebbero partire da questa verità e non mischiare prodotti troppo diversi per essere valutati con gli stessi parametri).

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13 hours fa, Angorian dice:

A me è sembrato il classico discorso dei nostalgici, quando il mondo cambia e loro non si trovano più a loro agio con questi cambiamenti. Il che, capiamoci, non è una questione anagrafica.

 

Non sono d'accordo: l'umanitá racconta storie dall'alba dei tempi. Ci sono storie buone e storie cattive. Fino ad una quindicina di anni fa si realizzava una storia e si sperava fosse buona cosí che le persone avrebbero speso i soldi per il biglietto. Ma questi film sono fatti in modo sostanzialmente diverso: sono prodotti industriali e chiunque lo nega (secondo me) non ha visto abbastanza cinema in vita sua. Il tanto osannato Guardiani della Galassia é un film piacevole e riuscito (lo ammetto pure io), ma é soltanto una declinazione particolarmente felice della stessa formula usata per ogni altro film Marvel (e non solo). E gli ingredienti usati sono i soliti noti (dal cast accuratamente selezionato in base alla composizione ed etá, al minutaggio calcolato con precisione, dai picchi emotivi incatenati alla quantitá di gag inserire a forza) e quelli meno noti (il color grading etc etc).

Il cambiamento nell'arte va benissimo se é frutto di un movimento interno nel linguaggio usato, nella sensibilitá degli artisti e del pubblico. Ma quando il cambiamento viene pilotato da fuori per il solo scopo di ottimizzare l'incasso, allora non si parla piú di arte. Il paragone con la cucina tradizionale e il McDonalds é assolutamente calzante e le conclusioni che si possono trarre da uno si possono trarre per l'altro.

 

13 hours fa, Angorian dice:

altrimenti dovremmo mettere nel calderone anche quelli di James Gunn, che francamente non se lo meritano

 

Personalmente, i suoi film rientrano perfettamente nella categoria sopra descritta. Sono venuti meglio di tanti altri e ci sono alcuni spunti piacevoli (nella colonna sonora, nella regia), ma seguono la stessa formula degli altri (e come potrebbe essere diversamente, quando la casa di produzione é la stessa che licenzia registi perché non usano abbastanza cineprese per filmare le scene?).

 

13 hours fa, Angorian dice:

Il problema è che andare al cinema costa, per cui la gente ci va soltanto se il film promette d'essere d'intrattenimento, di far passare una bella serata e di far spegnere i pensieri

 

I film di evasione ci sono sempre stati. Star Wars é del 77, per dire. Non é che siano nati con il MCU. Ma il punto é sempre quello: é un prodotto di qualitá o no?

E a dirla tutta non é neppure un problema di qualitá: anche i film "meh" ci sono sempre stati: negli anni 90/2000 ce la si prendeva con Emmerich e Bay per i loro blockbuster (che sembrano opere da festival di Brno al confronto con quelli di oggi). Infatti:

6 hours fa, Il Lord dice:

Nel 2019 usciranno un totale di 107 film, davvero 8 cinecomics (3 film Marvel, 2 DC, x-men, Hellboy, alita) hanno saturato il mercato?

 

Temo di si: é un film ogni mese e mezzo. Quante persone conosci che vanno al cinema cosí spesso? Questi 8 film sono, da soli, costati probabilmente qualcosa come 2 miliardi di dollari tra budget di produzione e marketing, e avranno incassato (flop a parte) qualcosa come 8 miliardi tra biglietti, merchandising e diritti vari.

Io scommetto che, da soli, questi 8 film hanno fatto piú campagna promozionale degli altri 99 film messi assieme.

 

Fino agli anni 90 c'era 1 blockbuster all'anno, e neppure tutti gli anni. Andava solitamente in estate in america e in autunno/inverno da noi. Questo peró significava lasciare agli altri tutto il resto dell'anno.

Ora, con 8 filmoni di questa dimensione, non c'é praticamente piú "spazio libero" per gli altri. E capiamoci: non parlo di film indipendenti da 10 milioni che tutto sommato, con un pó di passaparola e qualitá, possono comunque farcela (come alcuni horror, o Moon etc). Parlo di quei film da 80/120 milioni (quindi che stanno nel mezzo) che hanno bisogno di incassare un botto ma non possono permettersi di competere con Disney & co. come campagna promozionale.

Per fare un paragone, siamo in un mercato: vendono solo quelli che urlano piú forte o quelli che hanno merce davvero particolare ed economica. Chi vende prodotti di qualitá ma non riesce ad urlare soccombe.

I produttori, sapendo questo, fanno 2 cose: si rifiutano di investire film "rischiosi" o accettano di finanziarli ma solo con strettissima supervisione, cosa che li porta a scimmiottare i big di cui sopra e farsi un proprio cinematic universe, usare gli stessi ingredienti e cosí via uccidendo la voglia di sperimentare.

 

Alcuni ci provano comunque e ci riescono (Nolan, ad esempio, grazie ad un lasciapassare a vita ottenuto con Inception e Batman), altri cadono a colpi di scure.

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L'isteria di massa non è colpa della Disney, ma del fandom. Noi stessi ci siamo tirati i capelli per l'ottava stagione di GoT, per cui direi che il fenomeno esula dai cinecomics. 

 

Non ci si può lamentare della quantità e poi ignorare le statistiche: questi fumettoni non sono tanti, rispetto agli altri generi. Qualcuno aveva fatto il paragone con i Western, che quelli sì intasarono il mercato, ma nessuno se ne è mai lamentato. Ce ne erano di più buoni e di meno buoni, com'è ovvio che sia. Sono fenomeni ciclici, mode, prima o poi la gente si stuferà e smetterà di andare a vederli. E il problema della quantità (se poi è veramente un problema) sarà superato. A cos'è servito sminuire il lavoro di Gunn e Whedon? Per carità, non sono Scorsese, ma per me non meritano la definizione di "spazzatura". I cinecomics sono fatti con stampini più o meno simili? Può essere. Ma se il prodotto funziona, se la ricetta funziona, perché cambiare?

È il pubblico a decidere cosa vuole, non è la Disney a imporglielo dall'alto (tanto che, ogni volta che prova a proporre qualcosa di nuovo/diverso, è un flop).

 

Fingiamo che da domani i cinecomics smettano d'inquinare il mercato del cinema. Voi siete davvero tanto convinti che film di maggiore qualità verrebbero premiati dal pubblico? Io no. Si sceglierebbe una nuova moda (alieni, vampiri, droidi) e si ricomincerebbe da capo nel cercare la ricetta perfetta con cui propinarli. Il problema, quindi, non è il fenomeno dei cinecomics in sé, ma dell'industria dei film che sta diventando seriale. 

 

Ripeto, per quanto "riduttivo" sia: nell'attacco di questi registi io non ci vedo un'analisi lucida. È una sfuriata di pancia verso un mondo che ormai non è più lo stesso, verso un pubblico che non vuole il singolo film, ma la comodità della saga, la sicurezza del prodotto e la conoscenza sempre più ramificata del mondo in cui si svolge la storia. Cosa dovrebbero fare le case di produzione, diventare Onlus e smettere di cercare il guadagno facile in nome dell'arte? Ma quando mai si è visto?

 

È un passo indietro rispetto al cinema come forma artistica? Forse. Ma il progresso è questo, che piaccia o no. 

 

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Negli ultimi anni il numero di film è abbastanza stabile, evidentemente il mercato non è così asfissiato dai cinecomics come vuoi fare credere, i film più ricercati in questi anni non son mancati e questo a fronte di una crescita esponenziale del piccolo schermo (inteso sia come TV che come servizio streaming) ed anche qui non mi pare che i prodotti di qualità siano mancati, anzi!! Come già ricordato da più parti qualche post più in alto, negli ultimi 2 decenni c'è semplicemente stato uno spostamento verso il piccolo schermo che fornisce migliori opportunità di narrazione, mentre al cinema si è assistito ad una maggiore affermazione dei blockbuster semplicemente perché sono il luogo migliore dove goderseli appieno, se Thor che emerge dal bifrost con Rocket e Groot sul mio 32'' facesse lo stesso effetto che fa nel maxischermo del cinema con la colonna sonora di Alan Silvestri sparata a palla di certo non avrei sborsato un centesimo.

Francamente son più che felice di essere stato soggetto di approfonditi studi scientifici, perché sono stati quei freddi numeri e calcoli a regalarmi tante emozioni in questi ultimi anni, perché è questo che fanno prodotti del genere ed è così che si vendono. Forse il problema sta' nel voler cercare l'arte dove nessuno ha mai detto che quest'arte ci sia, se non i fan isterici di cui si parlava prima e la cui parola vale meno di niente.

 

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Condivido in pieno le osservazioni di Manifredde e rilancio con le ultime parole di un vero british gentleman che può dire la sua a tutto tondo sulla questione perché lui è un Attore e fa sia film impegnati che cinecomic, a voi Cumberbacchio

http://www.bestmovie.it/news/polemica-marvel-benedict-cumberbatch-sembra-concordare-con-il-pensiero-di-scorsese/720675/

La sua posizione ovviamente è condivisibile, pacata e soprattutto diplomatica oltre che pratica (possono coesistere gli uni e gli altri), ma appunto come dicevo lui se lo può permettere ed è anche la dimostrazione tangibile di quello che dice.

Poi per carità suoi ultimi film impegnati come Edison non hanno avuto successo ed erano abbastanza una palla però palla per palla almeno avevano dei pregi e dei guizzi vuoi per temi vuoi per tecnica.

Beato chi riesce a emozionarsi coi film della Marvel, io ammetto che vedendo per esempio un Thor come emozione provo solo un senso di raggiro una volta uscita dal cinema.  

Sarò una vecchiaccia bucapalloni che non accetta il progresso pure io :stralol: tuttavia sotto la definizione "è il progresso baby" rientrano molti fenomeni del mondo attuale e non tutti positivi.

Infine citare BvS come esempio di ipersaturo soltanto perchè va di moda tirarci ca**a e poi magnificare Endgame in cui i 25 personaggi presenti hanno il più delle volte 10 minuti di screentime e 2 battute in croce mi pare usare i soliti 2 pesi e 2 misure. Alla fine poi non è neanche una questione di casa Marvel e casa DC ma di "genere". E si ritorna ai fenomeni di isteria collettiva per cui tutto ciò che è Marvel è oro colato e il resto dei film sono schifezze (provate a parlare con ragazzini e ne uscirà proprio questo, anche se noto con soddisfazione che cominciano a stufarsi pure loro). Sono dovuti al fandom dice qualcuno, ma il fandom è nutrito e ampiamente coltivato dal marketing, oltre che orientato. Anche questo è un dato che non si può fingere di ignorare.

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%d/%m/%Y %i:%s, Angorian dice:

Cosa dovrebbero fare le case di produzione, diventare Onlus e smettere di cercare il guadagno facile in nome dell'arte?

 

Potrebbero intanto fare quello che hanno sempre fatto in passato: finanziare scrittori e registi perché realizzino opere. Non andava bene come modello, quello? Se l'opera era buona, il film incassava. Se l'opera non lo era, il film non incassava. C'erano eccezioni in entrambi i sensi, ovviamente, e i produttori hanno sempre verificato che l'operato dello scrittore/regista soddisfasse requisiti banali di commerciabilitá, ma questo non ha impedito agli artisti di raccontare la loro storia. Era piú rischioso, certo, ma produceva anche opere intramontabili. O qualcuno pensa veramente che Endgame se lo filerá qualcuno ancora tra 20 anni? O tra 5, se é per questo?

 

%d/%m/%Y %i:%s, Angorian dice:

È il pubblico a decidere cosa vuole, non è la Disney a imporglielo dall'alto

 

E mentre lo dici, il reparto marketing della Disney si sta sbellicando dal ridere (senza offesa, ma é cosí): pilotare il gusto del pubblico é quello che le multinazionali fanno da decenni (e prima ancora i governi). Basta vedere con quanto ingegno la Disney costruisca i propri film di animazione con lo scopo di promuovere la propria immagine e i propri prodotti, e chissene della storia che vogliono raccontare.

 

%d/%m/%Y %i:%s, Angorian dice:

Ma se il prodotto funziona, se la ricetta funziona, perché cambiare?

 

Tanto per cominciare, per sperimentare. Senza cambiare formula, il 90% dei film che hanno fatto la storia non ci sarebbero neppure. 

E ripeto: questo non sarebbe un problema se non fosse che la Disney ha un potere ENORME: tanto enorme, che le altre case sono state "costrette" ad adeguarsi. Vediamo la stessa cosa che vediamo nel mondo dei videogiochi: produzioni AAA che sono sempre le stesse (Cod, Battlefield, AC etc) e una montagna di indie, ma la varietá degli anni 90, con i simulatori di volo, gli FPS, le avventure grafiche, i giochi di gare etc che concorrevano alla pari, ormai ce la scordiamo.

Ecco perché non vale secondo me il paragone con la moda Western a cui si accennava: in quel caso tutti lo proponevano e tutti lo volevano e c'é stato un periodo di particolare interesse. Ma non é stato un interesse pilotato 'dall'alto' grazie ad un potere economico e comunicativo senza pari. 

 

Io non credo che sia una moda, ma non dubito che non durerá ancora a lungo. Prima o poi la generazione a cui questa ondata di film é rivolta crescerá e la massa necessaria perché questo meccanismo funzioni smetterá di esistere. Qualcosa si é giá visto con la tv, che sta riuscendo a proporre cose molto interessanti. Inoltre, dal punto di vista tecnologico, siamo ad un punto in cui qualsiasi cosa un regista immagina puó essere portata su schermo, e questo non puó non portare da qualche parte.

 

Ah, e disclaimer: io per i film intellettualoidi impegnati non ho alcuna simpatia, e non é a loro che penso in questi commenti. Rimango sempre nel puro intrattenimento. Ma la storia deve venire prima. Altrimenti é una pubblicitá o un videoclip (il riferimento alla regia di Bay é voluto).

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Benny non fa che concordare con quello che stiamo dicendo da ieri: sono 2 cose diverse, guai a negarlo, ma guai a negarme la coesistenza. A conti fatti lo spazio per i film minori, più impegnati, o più artistici continua ad esserci ed anzi si è espanso con ulteriori spazi in TV ed internet.

Su BvS forse non hai capito cosa volevo dire, il problema non è il film in se ma la mancanza di un'adeguata preparazione prima perché in endgame quei 25 personaggi posso comparire per un cameo e dire 2 battute in croce proprio perché ci sono millemila film precedenti in cui fanno cose per carità sceme, ridicole ed infantili ma pur sempre cose che gli hanno fatto avere un certo approfondimento (si ok...chiamalo approfondimento, dialoghi blandi, copia incolla, turbocapitalismo, ecc..), se prima di BvS avessero rilasciato un paio di origin movies ci sarebbe stato più spazio per costruire il rapporto di scontro-incontro tra Superman e Batman perché ormai con la sensibilità attuale un singolo film per introdurre 2 nuovi personaggi più il cattivo e fargli fare cose, che non si prefiggono di essere cosette scene come quelle della Marvel, non è più sufficiente. Tutto qui, non c'era nessun intento denigratorio, nel caso vai nella discussione della DC e rileggiti i miei commenti.

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