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Declino del cinema (?) - NO SPOILER


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Perchè come si diceva si mira a catturare il più vasto successo di pubblico possibile con ogni singolo prodotto. Una volta che è stato chiaro come il mercato di film di animazione non fosse fruito solo dai bambini ma anche dagli adulti, quelli che possono spendere, ovviamente ci si è fiondati. Nel caso dei film di animazione comunque direi che c'è stato anche un'evoluzione per quanto riguarda i fruitori: si cerca di proporre cose sempre più adulte per accalappiare ragazzini sempre più "adultizzati".

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4 hours fa, Euron Gioiagrigia dice:

 

A proposito di Zemeckis, ricordo di aver letto che quando diresse Chi ha incastrato Roger Rabbit Michael Eisner della Disney gli chiese di alleggerire alcuni dialoghi che contenevano dei doppi sensi, e il regista si rifiutò. Quindi è proprio come dici tu, un tempo c'era molta più libertà creativa.

 

Di esempi ce ne sono a bizzeffe, se é per questo. Da Cameron che per poter girare il "suo" terminator vendette la sceneggiatura a pochi spiccioli, e per poter girare Titanic come voleva lui, con un budget in costante aumento, rinunció a parte del proprio compenso, a Spielberg con JP che aveva l'ultima parola su sceneggiatura (tanto che lo script passo di mano a diversi sceneggiatori, da Crichton alla Marmo a Koepp) ed effetti speciali (passati da Animatronix di Winston+go motion di Tippet a Animatronix +CGI in corso di produzione).

Ovvio che questo lo potevano fare solo i "grandi". Ma era solo ai "grandi" che venivano affidati certi budget, mentre ora per metá dei grossi film se non vai su wikipedia manco li hai mai sentiti nominare prima...

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Sì diciamo che una volta gli studios per grossi budget si affidavano tendenzialmente a registi con un certo nome che garantivano una certa sicurezza di risultato e richiamo. Tra l'altro credo che il panorama di registi disponibili fosse molto meno numeroso di adesso in cui scuole e possibilità si sono moltiplicate per tutti. La vera domanda è come mai in un panorama potenzialmente così vasto, che quindi dovrebbe poter garantire una maggiore libertà espressiva, ci sia appiattiti. Suppongo perchè molti film sono diventati costosi e c'è poca disponibilità a rischiare e molto più interesse a guadagnare. Giocoforza con un'offerta così vasta il mercato è anche estremamente competitivo. 

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L'interesse a guadagnare è sempre stato quello principale 

Non è così vero ci si sia appiattiti, anzi l'offerta non è mai stata così ampia e mai prima d'ora si è date così tante opportunità a registi 

 

Il vero problema sono gli sceneggiatori 

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2 hours fa, Maya dice:

Provo a offrire il mio piccolissimo e molto modesto contributo a questa bella discussione. :unsure:

 

Non so dire se il cinema sia in declino o meno. Mi pare che in ogni stagione dell'arte si sia guardato alla precedente con una sorta di rimpianto-nostalgia per un valore perduto. Quindi forse la sensazione di declino accompagna l'evoluzione dell'arte o del pubblico. Non so...

 

Volendo provare a guardare la cosa in termini di evoluzione - e non entrando quindi nel merito artistico, perché non ne ho le competenze - da spettatrice ho notato nei film più recenti un maggiore sconfinamento dai canoni "classici" di genere. Vi faccio un esempio e premetto che la mia esperienza più recente riguarda soprattutto i film di animazione e/o per bambini. I film della mia infanzia avevano per lo più un chiaro orientamento in termini di linguaggio/target: parlavano ai bambini e a quella parte dell'adulto che ancora lo era. Con questo, molti di quei film sono ancora delle "perle" eccezionali.

 

Nella narrazione moderna di genere mi pare ci siano invece tantissimi momenti in cui si parla anche solo agli adulti. Non perché ci siano messaggi subliminali spinti eh. Le battute però sono chiaramente costruite per i grandi. Penso ai film Dreamworks che in qualche modo sono stati i primi a parlare anche ai grandi. Tuttavia, anche i Disney spesso seguono questa strada. Mi viene in mente Ralph Spacca Internet: tantissimi momenti ironizzano sul comportamento di noi utenti digitali in rete o su alcune funzioni (penso all'omino stressante che vuole completare le frasi come avviene nei suggerimenti nelle quei, ad esempio). La scena delle principesse Disney con Vanellope che, sentiti gli abusi cui sono "normalmente" sottoposte le principesse, chiede se deve chiamare la polizia ha fatto ridere noi grandi più che i bambini, così come solo noi grandi abbiamo capito la battuta sul linguaggio strano della principessa di Ribelle (che non solo è scozzese, ma "dell'altra casa di produzione" per cui non parla come le altre). E così pure film come Inside Out o Coco si rivolgono a un pubblico molto più ampio di quello dei bambini.

 

Non so se in altri generi stia avvenendo lo stesso ma in questo lo noto molto, al netto di qualsiasi considerazione sulla qualità artistica (anche perché a me i film per bambini piacciono praticamente tutti! :stralol::D)

 

 

In realtà io ho notato l'esatto contrario: molti film d'animazione recenti hanno un tono più leggero, divertente, anche quando cercano di trattare argomenti seri, mentre quelli della mia infanzia sapevano essere anche molto drammatici. Penso alla Bella e la Bestia, che parla di redenzione, di un uomo costretto a scegliere se salvare se stesso e la servitù o aiutare la donna che ama, penso al Principe d'Egitto, che parla di schiavitù, di due fratelli messi l'uno contro l'altro. Per non parlare del Gobbo di Notre Dame.

Coco è un buon esempio di film che parla sia ai bambini che agli adulti: inizia con un bambino che vuole inseguire i suoi sogni e poi ci presenta Hector, uomo fallito e divorato dal rimpianto.

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In effetti i toni sono più leggeri, ma i temi in compenso li trovo molto più complessi. Nei Disney classici di solito viene presentata la lotta "bene vs. male". Nel film più moderni non è il fulcro della storia o le è molto meno.

 

Inside Out è una favola che insegna come tutte le emozioni siano importanti, anche la tristezza: un concetto complesso per un bambino e anche rivoluzionario rispetto al classico "e vissero tutti felici e contenti". Ralph Spaccatutto è un cattivo che non vuole essere cattivo e deve imparare a accettarsi per quello che è. In Zootropolis una coniglietta figlia di coltivatori di carote da generazioni vuole diventare una poliziotta (in un mondo dove i poliziotti sono tutti pesi massimi tipo tigri, elefanti, ippopotami) e inoltre si batte per l'uguaglianza tra carnivori ed erbivori e il superamento dei pregiudizi a riguardo. Tutti temi molto più complessi. Secondo me, come suggeriva @Lyra Stark, probabilmente sono film che parlano a bambini più "adultizzati" o comunque diversi. 

 

 

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1 hour fa, Maya dice:

Nei Disney classici di solito viene presentata la lotta "bene vs. male". Nel film più moderni non è il fulcro della storia o le è molto meno.

Probabilmente anche perchè i Disney classici riprendono le fiabe tradizionali che hanno contenuti di tipo più "didascalico" se vogliamo e che però negli ultimi anni hanno cominciato ad essere percepiti come "datati" "fuorimoda" "troppo moralizzanti" etc. seppur è vero il discorso che fa @Figlia dell' estate: alcune fiabe sono molto forti nel loro messaggio e nelle situazioni che mettono in scena (vedi Bambi, o Red e Toby o la stessa Biancaneve). E' un falso mito quello che le fiabe sono fiabesche :stralol:

La nuova generazione Disney invece si distacca molto e offre visioni alternative e innovative di queste fiabe (vedi Maleficent) o cerca di pescarne alcune più adatte al mondo contemporaneo (es. Frozen che si basa su una fiaba popolare ma inserisce tutto il tema dell'accettazione del diverso), oppure crea qualcosa di nuovo come gli ultimi citati (per esempio Ralph secondo me è un cartone più per adulti che per bambini che non arriverebbero a cogliere tante citazioni). 

Temo però che in questo ci discostiamo troppo dal tema principale, anche se effettivamente la Disney ha sempre funzionato come industria in cui si percepisce poco il tocco personale dei registi. Il controllo sta tutto nella casa di produzione. 

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20 hours fa, Zio Frank dice:

L'interesse a guadagnare è sempre stato quello principale 

 

L'interesse di chi? Perché l'interesse dei registi é fare buoni film. Come industria, il cinema ha sempre avuto il guadagno come obbiettivo, ma la strada per ottenerlo era attraverso la qualitá (almeno in gran parte).

 

20 hours fa, Zio Frank dice:

Il vero problema sono gli sceneggiatori 

 

Ad esempio? Perché lo sceneggiatore é al servizio del regista e dei produttori. Se i produttori esigono che un certo numero di checkbox vengano spuntate e pone 100 vincoli allo script, non é che si possano fare miracoli. Per me (opinione personale), incolpare gli sceneggiatori é come puntare il dito verso la luna e vedere il dito. Anche perché chi assume gli sceneggiatori? Chi approva gli script? Chi li cambia a piacimento? Sempre loro, i produttori/le case di produzione.

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Perchè manca il creativ e si punta tutto a massimizzare gli incassi e minimizzare le possibilità di fallimento. E' quello che stiamo dicendo da tipo 6 pagine: come mai la creatività sembra in crisi?

Colpa della case di produzione o della minor competenza degli addetti al settore o di una fruizione del pubblico più mordi e fuggi e più superficiale che la rende superflua?

A volte vedo certi film che mi chiedo veramente chi abbia avuto il coraggio di scriverli, dirigerli e metterci i soldi. Possibile che nessuna delle 3 parti abbia notato che c'era qualcosa che non andava?

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  • 1 year later...

Ridley Scott la tocca piano: secondo lui il suo ultimo film, The Last Duel, non avrebbe avuto il successo di pubblico sperato per colpa dei millennial lobotomizzati dai social e dagli smartphone.

 

https://it.ign.com/the-last-duel/188577/news/the-last-duel-fallimento-al-box-office-americano-ridley-scott-incolpa-i-millennials

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In realtà in parte concordo con Scott, forse per la mia indole moralista: i giovani distratti con il viso sempre fisso sul cellulare di certo non nutrono affezione per film più complessi della media come questo (li ho visti con i miei occhi al cinema, più di una volta), ma Scott non ha considerato gli effetti della pandemia. Sospetto che il suo film avrebbe incassato molto di più senza Covid.

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