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Viserion

Game of Thrones, Episodio 8x06

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@MiltonComplimenti per il post, la Pistola di Chekhov spiega perfettamente perché la storia è stata così insoddisfacente, oltre che inconcludente

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alla fine molti hanno avuto di che lamentarsi per i 2 episodi prima della battaglia contro il NK, ma cosi i primi 3 episodi risultano molto piu legati tra loro, l'errore principale(oltre alla scelta della precedente stagione di tenere cersei ancora in groppa, anche se senza aegon capisco non fosse semplicissimo)è stato non aver inseriro almeno 1 episodio tra il quarto e il quinto....per sviluppare meglio alcune scelte....

 

l'arco di alcuni personaggi in ogni caso l'hanno concluso bene dai....theon, mastino, melisandre, dondarrion e anche altri, su alcuni il finale è coerente ma manca qualcosina a livello di dialoghi, e li la fretta l'hanno pagata tutta....

 

nel complesso una stagione apprezzabile per me, anche se lontana dalla sesta, terza, prima e quarta...e sicuramente meglio della quinta e della seconda meta della settima....

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29 minutes fa, Milton dice:

In generale io sono sempre più convinta che il problema di scrittura di questa stagione possa facilmente riassumersi con una citazione colta: se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari. 

 

Esattamente, e qui di pistole che non hanno sparato ne abbiamo troppe. Alcune non sono particolarmente significative, altre invece lo sono eccome. 

L'identità di Jon credo che sia servita, almeno nelle intenzioni di D&D, a "smascherare" definitivamente Daenerys attraverso le sue paure di fronte all'erede legittimo e al suo allontanamento, ma ci si rende subito conto che si tratta di una pessima scelta di sceneggiatura e che non era quello il bersaglio che il proiettile avrebbe dovuto raggiungere. 

Forse sono l'unica, ma a me ha dato molto fastidio anche un'altra pistola che si è rivelata nient'altro che una falsa pista inserita appositamente per ingannare lo spettatore: i continui, ripetuti riferimenti al possibile erede di Jon e Daenerys. Premetto che l'ipotesi di una gravidanza di Daenerys mi ha sempre lasciata abbastanza indifferente: ne sarebbe potuto derivare qualcosa di interessante oppure no, a seconda di come sarebbe stato gestito il tutto. Quando è diventato ormai evidente che si trattava di un escamotage di D&D per sorprendere lo spettatore spingendolo a convincersi dell'opposto di ciò che in realtà sarebbe avvenuto, mi sono sentita presa in giro. Non ritengo che una sceneggiatura che necessita di questi sotterfugi per stupire sia una sceneggiatura valida e capace di regalare a una storia spessore narrativo.

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@the neck D'accordissimo con te. Anzi, oltre che tra il quarto e il quinto, ci poteva benissimo stare anche un'episodio tra il penultimo e l'ultimo. 8 puntate sarebbero state il giusto compromesso tra una stagione da 10 (avrebbero di sicuro dovuto metterci troppi filler che avrebbero portato altre critiche, di senso opposto) e questa così "risicata" di sole 6.

 

 

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8 minutes fa, Nefrea dice:

i continui, ripetuti riferimenti al possibile erede di Jon e Daenerys.

 

Quella roba ha infastidito anche me. Però più che un colpo rimasto in canna mi è parsa una scelta di dubbio gusto da parte di chi ha scritto la sceneggiatura, una cosa ai limiti del patetismo e anche un elemento narrativo scontato e bruttarello.

 

Sono d'accordo con te, tant'è vero che l'altra grossa lezione che possiamo imparare da questa stagione è che non necessariamente subvert the expectations signfica fare una gran figata; molte volte puntare lì dove ci si aspetta che si vada, ma navigando bene, vale più di mille poraccissimi colpi di scena.

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Sante parole, mi trovi perfettamente d'accordo. Avrei preferito meno miserrimi colpi di scena e maggiore coerenza. 

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@the neckper me le ultime 2 sono le più "brutte" (tra virgolette perché cmq l'aspetto tecnico è di altissimo livello). questo perché anche quando ci sono state delle trame realizzate male cmq erano una piccola parte del racconto generale. siamo sempre stati abituati fino alla sesta compresa che avevamo più trame e anche più locations. quindi se una non funzionava, come dorne nella quinta (se nn ricordo male) era una parte inguardabile ma di breve durata rispetto al tutto. chiaramente facendo dalla settima in poi convergere tutti i personaggi in praticamente una trama sola, se questa poi non convince tutta la stagione intera crolla. il problema  infine che c'è stato si un climax ma al contrario. già la terza puntata ha suscitato tante perplessità poi da lì in poi è stata una discesa fino ad arrivare alla seconda parte dell'ultima puntata che secondo me è a livelli infimi, per i canoni di got. la quinta è salvabile per le immagini di drogon e della distruzione ma la strage di innocenti x me non aveva senso. si poteva fare più battaglia tra soldati e rendere crudele lo stesso dani facendole distruggere la fortezza rossa anche dopo la resa. 

il colpo mancato più eclatante rimane jon e i suoi natali. nei libri tutta la questione della ribellione e dei tanti misteri che ci sono dietro è più marcata, ma mi rifiuto di credere che non ci siano altri motivi oltre all'amore per R+L. e anche qui ok è un elemento che porta dani alla svolta mad ma non è il principale: lo sono tutti gli eventi della quarta, come rhegal, missendei

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1 hour fa, Menevyn dice:

 

Nei libri tra Arya e Gendry non mi pare ci sia una grandissima complicità, e lei ce l'ha a morte sia con lui che con Frittella per aver preferito rimanere dov'erano (con la Fratellanza uno, alla locanda l'altro) piuttosto che continuare a viaggiare con lei.

In realtà nei libri i due hanno un intesa particolare fatta di  litigate infantili e momenti di giocosità. Dopotutto si fida abbastanza di lui da rivelargli il suo segreto,  nei suoi POV mette in risalto il suo aspetto fisico facendo intendere come dice Milton, che a livello inconscio ci sia un attrazione, basta rileggersi il capitolo ambientato ad Acorn Hall dove lui la prende in giro perché la lady del posto l'aveva vestita di tutto punto facendo anche complimenti sul suo aspetto fisico e poi parte una zuffa con tanto di Tom che commenta la cosa intonando sul momento una canzone d'amore XD


 

Spoiler

 

Delta delle Acque...» Gendry mise giù la mazza e la guardò. «Sei diversa. Sembri una ragazzina come si deve.»
«Sembro un albero di quercia, con addosso tutte queste stupide ghiande.»
«Carino, però. Un albero di quercia carino.» Gendry si avvicinò a lei e l'annusò. «E anche il tuo odore è carino, tanto per cambiare.»


 

 

Insomma mi pare che Martin si sia divertito parecchio a creare questo legame, magari pensava di dargli seguito sfruttando il timeskip che poi ha cestinato.

1 hour fa, Milton dice:

Poi credo che almeno nei primi libri Gendry sia lo specchietto su cui si riflettono buona parte delle insicurezze di Arya in relazione al suo rapporto con le aspettative di genere legate al suo essere una lady e al suo rapporto con Sansa, di cui nei libri è gelosissima e che patisce un po'.
Ovviamente è probabile io ci legga qualcosa di inesatto e che queste siano aspettative viziate dai miei desideri. Non lo escludo. 

Credo che Gendry sia un po un surrogato di Jon (personaggio che nei piani di Martin doveva essere il love interest di Arya) e allo stesso tempo un contraltare di Arya, testardo quanto lei e che serve a fargli capire molte cose sul popolino che lei non conosceva. 

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2 minutes fa, King Glice dice:

Insomma mi pare che Martin si sia divertito parecchio a creare questo legame, magari pensava di dargli seguito sfruttando il timeskip che poi ha cestinato. 

 

Potrebbe effettivamente aver cestinato il tutto visto che ormai sono lontani, seppure esistono i suoi sogni da lupo che vengono utilizzati per muoversi ancora nella terra dei fiumi. Al netto di Arya e Gendry comunque non credo che l'età rappresenti un vero problema. Arya, in TWOW potrebbe addirittura avere un'età compresa tra i 13 e i 12 anni e al netto di qualsiasi giudizio di valore, e facendo il difficile esercizio di astrazione e immersione nel contesto, Uncle Georgie ci ha dimostrato che l'età per lui non è mai stato un problema reale.

 

Penso pure io che l'interazione tra Gendry e Arya sia un po' il modo in cui GRRM si sia tenuto quello che aveva immaginato tra Arya e Jon, penso però che i due siano personaggi proprio molto diversi. Entrambi bastardi ma con una scala valoriale differente e una diversa declinazione dei propri intenti.

 

(Ps: quella canzone è una delle mie preferite, ma principalmente perchè ho letto che potrebbe essere stata una delle ispirazioni da cui il Knight of the Laughing Tree ha tratto il suo nome.)

 

Spoiler

Quindi presumibilmente Lyanna Stark, che nella mia testa è quello che Arya sarebbe stata se il piano iniziale di Martin fosse rimasto tale.

 

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Concordo con te, infatti a me non è piaciuto pe niente come hanno trattato il rapporto fra i due on questa stagione.

 

Non dico che dovevano fare coppia fissa, ma pure un saluto nel finale mi sarebbe bastato XD

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i saluti dobbiamo darli x sottintesi, a quanto pare è minutaggio sprecato, solo a noi "utenti medi" sembra che la gente prenda, sparisca e ricompaia altrove (arya, jaimie, il mastino, zio edmure, il principe di dorne, arryn jr).  ma aveva ragione chi aveva fatto notare che arya era partita da GI senza avvisare nessuno, infatti jon stupito se la ritrova accanto.

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Magari anche un pacca sulla spalla di Davos a Jon non sarebbe stata male. Mancava il minutaggio, ma Edmure ha avuto il tempo di rendersi ridicolo e Tyrion di sistemare le sedie... due scene fondamentali, non c'è che dire. 

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ma sai che a ripensarci la scena delle sedie non è poi male? rispetto a quando era primo cavaliere di joffrey, questa nomina per tyrion ha un valore molto maggiore. bran lo ha voluto nonostante i suoi errori, mettere a posto la sala è come voler fare le cose per bene, gli dà la giusta importanza. peccato che quello che vediamo dopo vanifica la scena.

finalmente dopo anni, sansa trova nell'armadio un vestito colorato (incoronazione). a quanto pare quelli neri li aveva dati a dany (discorso sulla scalinata).

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Mi unisco a voi tardissimo, dopo aver visto l’ultima puntata della saga volevo capire come la pensavano altri appassionati, quali spiegazioni o “morale della favola” trovavano e mi sono imbattuto nel vostro sito.

 

Non voglio dilungarmi sul giudizio (di cosa? Della saga nel suo insieme? Dell’ottava serie? Dell’ultimo episodio?). Troppo soggettivo.

 

Come molti, ho avvertito (ma già nella settima serie) un significativo gap di sceneggiatura. D’altronde, un conto era avere a disposizione il materiale dei libri, un altro conto andare avanti sulla base di alcune indicazioni di massima dell’autore. E, visti i tempi biblici con cui “il nostro” pubblica, la serie non poteva certo fermarsi ad aspettare i suoi comodi … Ma certi “salti” sono davvero brutali, alcuni passaggi (già solo la trasformazione a mad queen di Dany) avrebbero richiesto tempi più lunghi e passaggi psicologici un po’ più fini.

 

Il gap di sceneggiatura, ripeto, si avverte molto, e la scenografia di effetto non basta a compensare. Dopodiché, i giudizi sono soggettivi, la mia signora ha passato tutto il settimo ed ottavo episodio a dire a Jon “svegliati! fa qualcosa!” e non vuole nemmeno poi rivederlo in italiano (troppo forte la delusione), io sono meno drastico. Perché a mio avviso non tutto è da buttare.

 

Tra i vari finali immaginabili, temevo molto quello hollywoodiano, John e Dany a regnare assieme “e vissero tutti felici e contenti”.

A seguire, potevo immaginarmi un finale con Dany morta (magari uccisa dallo stesso Jon come sacrificio necessario a vincere la guerra con gli estranei – la vecchia profezia su Azor Ahai) e Jon che regnava.

Speravo in realtà in una soluzione “a sorpresa” degna dei colpi di scena cui ci aveva abituato Martin. In questo senso, il colpo di scena c’è, ancorché la soluzione di Bran “lo spezzato” re dei “Sei Regni” non me l’aspettavo (e tutto sommato avrei trovato più credibile sul trono sedessero un Tyrion o un Gendry).

 

Quindi giudizio mixato, ma sono comunque grato a Martin e a chi mi ha regalato 8 stagioni incollato alla poltrona (se poi Martin pubblicherà anche i romanzi mancanti prima che io sia morto gliene sarò ancor più grato)

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Ciò che mi piacerebbe però condividere con voi sono alcuni pensieri sulla storia nel suo insiema, e più ancora se voi vi vedete un qualche senso generale.

 

In particolare:

  1. Chi è a questo punto, ammesso ne esista uno, il vero protagonista del Trono di Spade?
  2. La storia è lineare o circolare?
  3. Quale è, ammesso esista, la morale della favola?

Il Protagonista. Dovessimo dire chi è il protagonista principale della storia, ammesso esista e non sia una pura storia collettiva, chi è? Non certo il Re della Notte, la cui funzione è stata quella del “grande pericolo”, il “romanzo di formazione” di Jon, l’occasione per far incontrare Jon e Dany, quel che volete … ma non certo il protagonista. Ma nemmeno Dany o Jon, a mio avviso. E’ il trono di spade stesso, ed in questo senso la vera fine è la distruzione del trono di spade stesso, la distruzione della ruota del potere, ad opera del Drago?

 

Storia lineare o circolare. Il pensiero mi è venuto pensando che in un certo senso un bel po’ di personaggi (gli Stark in particolare) sono tornati (cambiati, certo) a dove erano partiti, a quella che era la loro natura, le loro aspirazioni o le loro attirudini sin dall’inizio. Sansa ancora bambina ingenua e sprovveduta sognava di diventare regina ed è quello che alla fine (disincantata) diviene. Arya la ribelle che sognava l’avventura solca verso i mari sconosciuti alla ricerca di avventure. Jon Snow partiva per la Barriera ed il profondo Nord e lì dove indubbiamente si sente più a suo agio ritorna. Tutti cambiati, tutti meno innocenti, più disincantati, ma tutti in un certo senso ritornano a quel che sin dall’inizio erano o sognavano di essere. La stessa serie si chiude anche visivamente lì dove era partita, tra le nevi oltre la Barriera (e spunta un filo d’erba, pure la primavera è tornata).

 

La morale della storia. Io, per come la vedo, avrei intitolato l’ultimo episodio “Il crepuscolo degli eroi”. E’ un po’ quel che accade in tante saghe, nello stesso Signore degli Anelli (il nemico demoniaco distrutto, gli Elfi che solcano i mari abbandonando la Terra di Mezzo, l’avvento del tempo degli Uomini) che evocano un passato mitico, fantastico, magico, che avrebbe preceduto l’epoca degli uomini. In fondo, sono così anche le antiche saghe, dall’Iliade ai miti norreni, Parlano di un mondo magico ed eroico che sarebbe stato nel passato e che non c’è più. Dopo, comincia la “normalità”.

 

In questo senso, vedo così anche Il Trono di Spade. Tutto ciò che aveva una dimensione fantastica, magica o eroica è in un certo senso morto, o sconfitto, comunque perduto, e ciò che trionfa è la normalità. Scomparso chissà dove anche l’ultimo Drago (creatura magica), scomparsi quelli capaci di resuscitare i morti (la Donna Rossa, Thoros) o resuscitati loro stessi (Dondarrion, Jon stesso), morta la “non bruciata” Dany, esiliato “l’eroe perfetto e senza macchia” Jon (come d’altronde se ne sono andati gli altri Stark “tutti di un pezzo” come Ned e Robb … ma persino Stannis a modo suo era “tutto di un pezzo” e non gli ha detto bene), scomparsi persino i “cattivi perfetti” (il Re della Notte, Ramsay, Cercey, Joffrey) … cosa resta? Chi ha vinto?

(ammesso che conquistare il trono possa essere una vittoria, visto tutto quel che hanno passato quelli che ci si sono seduti o anche solo avvicinati da re o da primi cavalieri, dal re Folle a Robert Baratheon, da Ned Stark a Tiwin, da Cersey a Tommen, alla stessa Danaerys)

Chi resta attorno al tavolo del Concilio?

 

Restano le persone più o meno normali, più o meno intelligenti, più o meno buone, ma “normali”. Il meno normale è Bran stesso (una specie di database vivente, ma simboleggia la conoscenza ed il ricordo del passato). Ma poi? Tyrion, il non eroe più o meno intelligente (di errori ne fa tanti), più o meno coraggioso (alla sua pellaccia ci tiene), più o meno vigliacchetto (Varys gli sarà stato tanto caro, ma lo sacrifica con giusto un po’ di dispiacere ed una mezza lacrimuccia un po’ ipocrita). Davos, l’emblema stesso della normalità e della ragionevolezza. Un simpatico mascalconcello arrivista come Bronn. Brienne, donna piena di coraggio ma creatura tutto sommato normale (compresi tutti i piccoli e grandi dispiaceri di una donna, incluso innamorarsi dello stro.zo che ti preferisce una più spregevole). Sam “il secchione”, quello non dotato da madre natura né di prestanza né di eroismo particolare (e che quindi quando fa qualcosa di coraggioso deve sforzarsi, mica come i predestinati alla Jon o alla Dany …). Insomma, restano quelli normali, quelli che si arrangiano, quelli ragionevoli, quelli disposti ogni tanto a chinarsi o a qualche compromesso (il fanatismo è una brutta bestia, vedi dove ha portato Dany, ma anche tutti gli eccessi, anche solo di lealtà/onore/onestà non hanno detto bene né a Ned, né a Jon, né a nessun altro, mi sembra). 

 

Insomma, come nelle saghe antiche è bello favoleggiare dei bei tempi andati, degli eroi e delle magie, ma “l’oggi”, ciò che resta alla fine è “l’umano”, la ragionevolezza, l’accettazione dei propri limiti, la ricerca del compromesso.

 

Non lo so, magari vaneggio per consolarmi della fine di una saga che mi ha avvinto così a lungo, ma mi piacerebbe mi diceste anche voi (se riuscite ad astrarvi dall’eventuale senso di cocente delusione per l’epilogo … ma un epilogo che non “risultasse” all’altezza di aspettative ormai altissime e non scontentasse i fans, secondo me era impossibile e lo sarà anche per Martin nei suoi libri) se e cosa vi resta della saga nel suo insieme, se e  quale senso generale eventualmente vi trovate.

Edited by Kubala
correzione

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