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L' ottava stagione ha rovinato got..


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Nei libri può sembrare da una lettura superficiale ma solo perché non c'è un narratore onnisciente e tutto viene narrato dal punto di vista dell'aristocratico di turno, con la propria visione parziale e prevenuta

Un ottimo esempio sono i mercenari che ci vengono descritti col disgusto tipico dell'epoca, un misto tra avidità e slealtà a senso unico... In realtà sono molti i casi in cui la slealtà non paga, basti pensare a Mero di Braavos che si trova nella baia degli schiavisti perché nessuno nelle città libere assumerebbe più una compagnia sleale come la sua, Vargo Hoat che dopo aver tradito Tywin non solo non può tornare da lui ma anche i suoi nuovi committenti non sono molto interessati al suo benessere, sono molti i casi in cui (in maniera dispregiativa o meno) i cavalieri erranti vengono accostati a dei semplici mercenari e abbiamo tanti esempi positivi di cavalieri erranti, partendo da ser Illifer e ser Creighton per arrivare a ser Duncan. Il tutto è più sfumato, non è un semplice cinismo, esattamente come storicamente avvenuto: i signorotti potevano lamentarsi del fatto che i condottieri non finissero mai una guerra con lo stesso committente che l'aveva assoldato all'inizio ma questo oltre ad essere un'esagerazione, nascondeva tanti casi di mancato pagamento e il voltafaccia di concretizzava nel saccheggio delle proprietà dell'inadempiente come pagamento e del resto in casi di fedeltà mercenaria sono tantissimi, già solo i picchieri svizzeri basterebbero come esempio e del resto se i mercenari fossero stati così inaffidabili non si spiegherebbe perché le guardie reali erano quasi sempre mercenari (equites augusti singulares, guardia scozzese, guardia svizzera ecc..).

Nella serie questo è accentuato ma secondo me è figlio del taglio (necessario) di gran parte delle trame e dei personaggi secondari, se tagli la gran parte delle case minori lasciando solo, o quasi, le case traditrici è chiaro che risalta di più il cinico opportunismo e, alla fine, è forse meglio puntare tutto su questo.

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Ma questo direi c'entra poco o nulla coi grandi temi che si tirano in ballo se mi si accosta Tolkien (mi riferisco all'articolo). Se facciamo quel confronto è chiaro che di fondo c'è un forte cinismo, ma io (e non solo) intendo nei confronti dell'umanità tutta. Superficialità a parte, tutta sta profondità io non la vedo da nessuna parte, è un'opera che si paventa come spaccato pseudo storico dell'umanità che però non è comunque per nulla realistica di fronte a emozioni e reazioni, oltre che per eventi e reazioni, essendo una gran parte amplificate e di molto.

Poi per carità essendo in un forum Martin orientato non mi aspetto certo critiche negative all'opera di partenza, anzi.

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A me sembrava un ottimo esempio: i mercenari vengono fatti passare per "cattivi e sleali" ma al contempo sono molteplici gli esempi positivi che l'autore decide di mostrarci, un ulteriore elemento a dimostrazione che questo cinismo a senso unico non è effettivamente parte dell'opera di Martin, semmai è oscurata dalla tradizionale supponenza dell'aristocrazia, esattamente come avveniva nell'Europa medievale.

Ma così come per i mercenari sono molteplici i personaggi e le casate leali nonostante le tentazioni, non c'è questo cinismo tentacolare, l'opera di Martin è sempre stata descritta come un opera piena di personaggi grigi e non neri, ma l'errore sta a monte ossia nel voler paragonare Martin a Tolkien, che a parte l'ambientazione fantastica ha creato un opera molto diversa in quanto a profondità, preparazione e sviluppo; contestare Martin perchè non si avvicina alle opere di Tolkien è un pelino eccessivo anche per una persona che lo disprezza al punto di non aver speso mezzo centesimo per leggerne i libri.

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Ma infatti si, pe certi versi la serie è più cinica dei libri. Vedi Thoros che vende Gendry a Melisandre, cosa che il Thoros dei libri che si fa venire le crisi di coscienza per l'operato di LS, non avrebbe fatto, oppure i lord del Nord che se ne fregano degli Stark nel momento del bisogno.

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%d/%m/%Y %i:%s, Il Lord dice:

A me sembrava un ottimo esempio: i mercenari vengono fatti passare per "cattivi e sleali" ma al contempo sono molteplici gli esempi positivi che l'autore decide di mostrarci, un ulteriore elemento a dimostrazione che questo cinismo a senso unico non è effettivamente parte dell'opera di Martin, semmai è oscurata dalla tradizionale supponenza dell'aristocrazia, esattamente come avveniva nell'Europa medievale.

Ma così come per i mercenari sono molteplici i personaggi e le casate leali nonostante le tentazioni, non c'è questo cinismo tentacolare, l'opera di Martin è sempre stata descritta come un opera piena di personaggi grigi e non neri, ma l'errore sta a monte ossia nel voler paragonare Martin a Tolkien, che a parte l'ambientazione fantastica ha creato un opera molto diversa in quanto a profondità, preparazione e sviluppo; contestare Martin perchè non si avvicina alle opere di Tolkien è un pelino eccessivo anche per una persona che lo disprezza al punto di non aver speso mezzo centesimo per leggerne i libri.

Eh ho capito ma l'articolo mica l'ho scritto io, e manco linkato come degno di attenzione.

Poi magari il tizio che lo ha scritto i libri li ha pure letti, che ne sai, subito a sparare giudizi tranchant da talebani. 

Comunque nel caso specifico contestavano DeD perchè il loro finale non si avvicinava al finale di Tolkien, ma in realtà il finale e soprattutto Daenerys, penso siano proprio indicazioni di Martin.

Diciamo che confrontando le due opere, ma parlo proprio dei libri qui, lo stesso emerge anche da cinema e TV comunque, in uno il senso di speranza nel genere umano è molto più forte che nell'altro, vuoi anche per l'impronta cattolica e per i tempi diversi. Soprattutto anche per il fine dell'opera, in cui appunto quella martiniana non va oltre il mero intrattenimento. D'altro canto il realismo/cinismo (personalmente non trovando tutto questo realismo tendo a sposare più la visione del cinismo, a volte davvero esagerato) è una delle cose più apprezzate in Martin quindi non si può neanche sostenere che non esista.

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Che il finale di Dany derivi da indicazione di Martin penso sia una scommessa facile, già solo per la quantità di indizi sparsi nei libri (e non a caso Dany che brucia approdo è una delle teorie più gettonate), il problema è che nei libri quel finale è inserito in un certo contesto che noi non conosciamo (e chissà se lo conosceremo mai), al massimo possiamo sperare che con 3000+ pagine a disposizione non faccia impicci. Nella serie il finale si inserisce in un contesto sviluppato in appena 6 puntate, che risultano pochi per un risultato soddisfacente. Il materiale a disposizione è ben lontano dal creare allarmismi perché i personaggi son sempre stati molto variegati, con diverse gradazioni di grigio, son davvero pochi i personaggi completamente cattivi, mentre sono molti i personaggi che nonostante le disgrazie subite non diventano cattive (non scelgono di diventarlo, per riprendere l'articolo) a Dorne la maggior parte non vuole commettere una violenza gratuita come uccidere Myrcella, Sansa non diventa una killer spietata, Jon alla fine è sempre l'eroe classico, Theon fa quel gesto verso una semisconosciuta e così via dicendo.

Poi magari il finale sarà illeggibile, ma al momento non abbiamo elementi per fasciarci la testa.

 

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Si per carità ha metodi non classici (non alla Aragorn) però cerca sempre di fare la cosa giusta, nell'economia del discorso il senso era che non è un personaggio nero per via dei lutti subiti ma continua a fare la cosa giusta.

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24 minutes fa, Il Lord dice:

Che il finale di Dany derivi da indicazione di Martin penso sia una scommessa facile, già solo per la quantità di indizi sparsi nei libri (e non a caso Dany che brucia approdo è una delle teorie più gettonate), il problema è che nei libri quel finale è inserito in un certo contesto che noi non conosciamo (e chissà se lo conosceremo mai), al massimo possiamo sperare che con 3000+ pagine a disposizione non faccia impicci. Nella serie il finale si inserisce in un contesto sviluppato in appena 6 puntate, che risultano pochi per un risultato soddisfacente. 

Si grazie la Vulgata la conoscevo già, ma di fatto la cosa che probabilmente desta scalpore è che quella che molti credevano la predestinata a sedersi sul trono (alla Aragorn per capirsi, e ce ne sono molti, anche lettori spero neanche loro superficiali, che lo credevano) muore uccisa malamente lasciando con l'amaro in bocca. Questo anche con 300 puntate non cambia il succo del discorso. Ed è l'ennesima prova del cinismo/realismo che serpeggia per tutta l'opera. Se una cosa può andare male in Asoiaf tendenzialmente ci va.

E non parlerei neanche di cattivi, cinico è un'altra cosa. Non è che lo porterei a opera che esalta la speranza nel genere umano, ecco. E in ciò abbiamo un campionario di schifezze già abbastanza variegato senza dover attendere il finale per poterlo dire. 

Poi quello non è nemmeno l'obiettivo dell'opera (e sinceramente sto ancora a domandarmi se lo abbia un obiettivo) quindi non c'è da stupirsi, anche se in effetti c'è stato chi qualche post fa si stupiva non vedendovi affatto cinismo o esagerazione. E questo secondo me è abbastanza incredibile. Che poi ci sia chi dice che gli piace questa visione è un altro paio di maniche ed entriamo nelle legittime inclinazioni personali, ma dire che non ci sia, senza neanche considerare l'eventualità, è un po' estremo. E volutamente non parlo di lettura superficiale perché trattasi di un tipo di opera che non richiede chissà quale approfondimento per accostarvisi. Altrimenti dubito pure sarebbe così mainstream.

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Qua rientriamo molto nella valutazione personale, così come ce ne sono molti che vedono Dany come predestinata al trono, ce ne sono altrettanti che vedevano Jon come predestinato, con Dany quasi ridotta a taxi per i draghi. Basarsi sulle reazioni di solo una parte dei lettori non è il massimo, l'unico fatto certo è che ASOIAF non ha un protagonista ma è un opera corale.

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Lo so ma ancora una volta, non devi dirlo a me e nemmeno c'entra col discorso che facevano nell'articolo e a cui rispondevo io ^^"  

Si può comunque dire che pur nella sua coralità comunque il filone di Dany (e anche di Jon direi) è finito estremamente male. Ma tuttavia è anche l'unico vero shock nel finale che altrimenti è molto positivo: tutti gli altri vivi, pure in posizioni di potere  e gli antagonisti iniziali (Jaime e Cersei) morti ma pure con una certa poesia. Se poi guardiamo al messaggio che arriva: chi si fa i cavoli suoi campa 100 anni e ci guadagna pure. Chi cerca di aiutare il prossimo riceve un calcio nel sedere. Essere str***i paga (basta non spingersi troppo oltre, essere arguto o bellocce o insomma rappresentanti di una minoranza XD). Ecco questo non direi che è né positivo né costruttivo ^^" però magari realistico e anche certamente cinico. Solo che è un po' desolante.

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Tempo addietro ,in altro 3D circa la banalita’ di GoT dovuta ai suoi showrunners, ebbi modo di dire che far morire uno che sembra sia il personaggio principale di una saga ci può stare ma se questa scelta diventa una abitudine beh si casca nello stereotipo e nella banalità più totale .

Adesso conosciamo il finale della saga che è quello ipotizzato da Martin ( che poveretto non conosce le strade per arrivarci , si è smarrito ) e allora mi viene da pensare : cribbio che stereotipata banalità mette in mostra il vate pigro nel momento in cui decide lui ( e non i vituperati showrunners, dilettanti allo sbaraglio ed incapaci ) di far morire la protagonista principale alias la biondina per giunta fuori come un balcone in pura tradizione Targaryen e di trattare malissimo l’altro protagonista .

Ora se il e vissero tutti felici e contenti è una grande banalità irrealistica e fuori moda beh lo è anche ideare una fine a questo punto scontata che porta a demolizione dei cosiddetti protagonisti e solo per il gusto di far  vedere di aver rivoluzionato il fantasy ( davvero ?Abusato direi con i fake,i resuscitati Etc)

Sempre secondo me 

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No ma è banale e stereotipato che la biondina muoia e che l’altro protagonista sia condannato ad andare in esilio ,lui che si era impegnato al massimo per essere lo scudo che difende il dominio degli uomini ( e per questo aveva pure ucciso la donna amata)

Ah ma trattasi di realismo o meglio di fantasy realistico , un ossimoro direi 

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