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Neshira

Il fantasy LGBT

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In occasione del cinquantenario, nonché del mese arcobaleno, oltre alle iniziative strettamente celebrative (perlomeno nei luoghi più civili) vedo uscite, diciamo così, più pubblicitarie: in libreria, e in biblioteca, alcuni fantasy a quanto pare si sono guadagnati lo scaffale all'entrata e la fascetta multicolore...e altri no. 

 

Ci ho guardato bene, e non mi sembra che la divisione risponda solo al criterio 'voglio vendere questo fondo di magazzino lo metto in evidenza': i fantasy 'con bollino' in effetti sono quasi tutti i più moderni, e anche quelli che usano in genere una narrazione più 'realistica' (per quel che vale il termine nel fantasy).

 

Esempi per capirsi: Erikson, Mieville, Damasio, e anche Martin. Più tutto il sottogenere fantasy-teen-soft porn (sono indecisa se questa inclusione si merita il commento 'ovviamente' o no)

 

Secondo voi è una normale evoluzione nella scrittura,  la naturale caduta di un tabù che raggiunge l'ultima roccaforte tradizionalmente un po'rigida sulla questione di genere, o una moda e un trucco (mettiamoci un tema controverso per scioccare i lettori!), o altro?

 

Ci sono fantasy, diciamo precedenti gli anni '80, che già trattavano il gender che io e i bibliotecari ci siamo persi? A me ne viene in mente solo uno. 

 

Per finire...è un'evoluzione con cui il fantasy in blocco guadagna o si snatura? Comprendendo le opere dozzinali dico...è ovvio che chi scrive bene può solo guadagnare da ogni innovazione.

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2 hours fa, Neshira dice:

Secondo voi è una normale evoluzione nella scrittura,  la naturale caduta di un tabù che raggiunge l'ultima roccaforte tradizionalmente un po'rigida sulla questione di genere, o una moda e un trucco (mettiamoci un tema controverso per scioccare i lettori!), o altro?

 

Ritengo molto dipenda dall'autore e dal tipo di opera. Da questo punto di vista, sì al superamento di una certa mentalità, e sì al fanservice e alla strategia per vendere di più. E ci aggiungo anche l'attivismo personale, usare il romanzo o il racconto per portare avanti le proprie idee e convinzioni in campo sessuale o dei rapporti di genere, tipo la Le Guin, Lois Bujold o Angela Carter.

 

Uno snaturamento non penso proprio che lo sia, fermo restando l'abilità dello scrittore, semmai includere tematiche LGTB senza scadere nella banalizzazione, lo stereotipo o l'eccesso voluto, permette di mettere in scena una società, reale o inventata, più ampia e quindi più "completa".

 

 

 

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Nella bella (e mai completata, la Nord cessò di pubblicarla dopo il terzo libro, l'autrice continuò a scriverne parecchio!) Saga di Kerry i protagonisti sono omosessuali dichiarati e amanti alla luce del sole, ma niente viene snaturato o rovinato...e parliamo di una saga di vent'anni fa.

C'erano poi tutti i libri di Darkover di Marion Zimmer Bradley, dove relazioni omo e lesbo non erano mai nascoste, anzi in certi casi erano la norma.

Credo che un bravo autore possa usare anche questi elementi senza rovinare tutto o diventare stucchevole, volgare o peggio. Se poi vuoi un predecessore del fantasy LGTB vai a prendere "gli imperi azzurri" di Tanith Lee...poi gettarlo nel fuoco da parte mia!

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Dipende dallo scopo, come ha scritto @Menevyn. Già dal fatto che si senta il bisogno di metterci il bollino gay friendly la dice lunga. Un racconto fantasy, per quanto immaginario sia, racconta pur sempre di persone. Un autore può e deve sentirsi libero di inserirci gay o etero come gli pare e piace, purché non diventi uno strumento di propaganda, perché allora non stai scrivendo un libri di narrativa ma un saggio. E' anche ovvio che in ogni racconto un autore ci mette del suo, le sue opinioni, le sue ideologie e i suoi valori morali, ma c'è modo e modo di farlo.

Il problema degli ultimi anni nella nostra società, come abbiamo discusso in diversi thread, è che l'ondata di politicamente corretto ha reso i gay di moda o meglio ne spinge l'ideologia su vari fronti e quindi piega anche l'arte a essa. 

Se non scrivi di gay e lesbiche sei, se ti va bene, fuori moda, se ti va male sei omofobo.

Forse in passato nei libri se ne leggeva di meno, ma se ne leggeva. Oggi c'è il brutto vizio di voler spingere troppo su quel tasto tralasciando altre componenti.

 

Per dire, al momento sto leggendo "Leopardo nero, lupo rosso" di Marlon James, un interessante fantasy ambientato in Africa, molto crudo, violento e farcito di sesso etero e gay. Diverse persone lo hanno recensito ritenendolo troppo esplicito e gratuitamente violento, altri ne parlano come una rivelazione del fantasy moderno. A me sta piacendo molto. Il protagonista poi è dichiaratamente gay ma tutte le scene descritte hanno un senso nel contesto del racconto, della società in cui è ambientato, pertanto non lo trovo assolutamente fuori luogo o eccessivo.

Invece quando leggo di personaggi che sono gay perché sì, perché va di moda o solletica le pruriginose fantasie su adolescenti lesbiche, mi fa sorridere, perchè si capisce quando una cosa è inserita in un contesto a forza.

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3 hours fa, Eddard Seaworth dice:

C'erano poi tutti i libri di Darkover di Marion Zimmer Bradley, dove relazioni omo e lesbo non erano mai nascoste, anzi in certi casi erano la norma.

Vero, anche se erano scritte malino ... questo è il tipico caso di ideologia (personale, ai tempi, e per questa autrice) ficcata a forza nelle trame. 

 

2 hours fa, Oathkeeper dice:

Se non scrivi di gay e lesbiche sei, se ti va bene, fuori moda, se ti va male sei omofobo.

Forse in passato nei libri se ne leggeva di meno, ma se ne leggeva. Oggi c'è il brutto vizio di voler spingere troppo su quel tasto tralasciando altre componenti.

 

Il topic l'avevo aperto per il 500°, parecchio tempo fa quindi, ma non ricordo di aver visto 'con bollino' (o proprio sugli scaffali temo), questi titoli vecchi che giustamente mi citate, al di là del valore delle opere in sè.

Forse la risposta era proprio la pubblicità dei nuovi arrivi quindi, e non un'evoluzione narrativa che non c'è stata sul serio.

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