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Meribald Blackwood

Auto completamente elettriche - l'europa è in ritardo?

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Apro questa discussione dopo che l'altro giorno ho avuto occasione di fare un breve viaggio da passeggero su un'auto elettrica di medio-alta gamma.

Da buon villico quale sono immaginavo ancora che le auto elettriche avessero parecchie limitazioni, invece mi sono trovato su un'auto modernissima, con un autonomia di oltre 400 km, molto veloce (in autostrada il conducente doveva stare attento a rispettare i limiti di velocità) e scattante nei sorpassi.

Mi sono reso proprio conto che la tecnologia in materia è già molto avanti e che è assurdo che la politica non abbia ancora preso iniziative per spingere in quella direzione in modo da far scendere, con la forza dei numeri, il costo di queste tecnologie decisamente meno impattanti sulla qualità dell'aria e sui gas serra (e sì, ci sarà il problema dello smaltimento delle batterie, ok).

 

Poi, per combinazione ieri sera ho visto un servizio sulle auto elettriche credo su rainews24 (o forse era Sky, non mi ricordo perchè guardo entrambi) dove dicevano che la complessità e il numero e il costo dei pezzi di un motore elettrico è sensibilmente inferiore a quello di un motore endotermico e che il collo di bottiglia nella produzione saranno esclusivamente le batterie.

Inoltre hanno detto che ad oggi il pressoché monopolio della produzione di questo tipo di batterie è in Cina e in Corea e che in Europa si sta costituendo un consorzio Franco-Tedesco ma che è ancora molto indietro.

 

Ora io vi chiedo:

- come mai l'Italia e l'Europa sono così indietro in questa tecnologia e nessuno ha pensato di mettersi a costruire batterie?

- perché i produttori storici di auto italiane ed europee hanno apparentemente trascurato il settore elettrico? Tenete conto che da come parlavano ieri sera se mai questa tecnologia partirà in modo massivo e si ridurranno i costi, i colossi tradizionali rischiano di essere messi all'angolo da ditte nuove che hanno iniziato relativamente da poco a credere in questo settore.

- se ne parla anche poco a livello dei media? La mia sensazione è che se facessimo fare un giro su una elettrica di medio-alta gamma a 100 consumatori medi, almeno 85-90 avrebbero la mia stessa reazione stupita in quanto le prestazioni delle elettriche sono decisamente sottostimate!

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Il problema delle auto elettriche è che inquinano.. l' elettricità che serve per farle muovere non si crea dal nulla e non è ecocompatibile. Per usare le macchine elettriche in modo massiccio servirebbero molte più centrali di quelle disponibili e se non sono nucleari ma a carbone l' inquinamento ci sarà lo stesso. Le macchine elettriche vanno sicuramente bene per le grandi città piene di smog ma il problema è che una buona parte della popolazione vive in cittadine dove l' inquinamento non è avvertito. Il fatto che la tecnologia delle auto elettriche sia matura non implica che sia utile o necessario cambiare il parco macchine globale. Al momento io vedo le auto elettriche come un semplice business e relativo marketing. Rimanendo però all' italia non conoscendo le altre realtà motoristiche europee m' immmagino i casini dei vari comitati NIMBY alla notizia della costruzione di una nuova centrale elettrica. Not in my backyard!! 

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Penso sia implicito che il passaggio dai motori a combustione a quelli elettrici debba andare di pari passo con il maggiore sfruttamento delle energie rinnovabili e l'abbandono dei combustibili fossili. E questo deve avvenire non solo per le automobili.

 

Del resto (per quanto ne so io) la causa maggiore dell'inquinamento nelle grandi città è causata in inverno dalle caldaie per il riscaldamento piuttosto che dai gas di scarico delle automobili.

 

@Meribald Blackwood se non sbaglio ieri sera si parlava dell'argomento a Speciale TG1...

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1 hour fa, ziowalter1973 dice:

Il problema delle auto elettriche è che inquinano.. l' elettricità che serve per farle muovere non si crea dal nulla

Beh, questo è ovvio, però tieni presente che una quota parte (non so quanto sia piccola o grande, ma comunque c'è) dell'energia elettrica consumata in Italia proviene già ora da fonti rinnovabili (l'arco alpino è pieno di centrali idroelettriche, ad esempio).

 

Inoltre, fossero anche centrali a carbone, credo che evitare le emissioni diffuse di centinaia di migliaia di automobili con gas emessi a terra in favore di una sola ciminiera sulle cui emissioni c'è un controllo regolare sia migliorativo in ogni caso (magari non dal punto di vista del bilancio di CO2, ma di sicuro dal punto di vista del particolato e della qualità dell'aria).

 

@megadrive allora forse sarà stato lo speciale TG1. :)

Comunque al di là degli aspetti ecologici io mi facevo anche domande dal punto di vista industriale.

Ma perché questi (i colossi dell'auto europea) hanno posticipato così tanto gli investimenti su questa tecnologia? Non è che da dopodomani cambia qualche situazione e i colossi europei si trovano fuori mercato?

 

Sentivo dire (fonte "da bar" che non mi sono preso la briga di verificare) che in Germania il mercato "alto" delle berline da 70.000 euro in su è già ampiamente "colonizzato" dall'elettrico di alta gamma e molta di questa domanda finisce su case americane.

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3 hours fa, Meribald Blackwood dice:

Beh, questo è ovvio, però tieni presente che una quota parte (non so quanto sia piccola o grande, ma comunque c'è) dell'energia elettrica consumata in Italia proviene già ora da fonti rinnovabili (l'arco alpino è pieno di centrali idroelettriche, ad esempio).

 

Inoltre, fossero anche centrali a carbone, credo che evitare le emissioni diffuse di centinaia di migliaia di automobili con gas emessi a terra in favore di una sola ciminiera sulle cui emissioni c'è un controllo regolare sia migliorativo in ogni caso (magari non dal punto di vista del bilancio di CO2, ma di sicuro dal punto di vista del particolato e della qualità dell'aria).

 

 

Ho studiato ingegneria e confermo in pieno ciò che dici. Il kWh elettrico necessario per muovere una macchina elettrica è meno inquinante del kWh termico necessari per muovere una macchina termica, perché come giustamente dici tu il parco elettrico italiano già prevede impianti rinnovabili (con una quota di producibilità variabile giornalmente e stagionalmente), e le centrali termoelettriche italiane sono in proporzione meno inquinanti di un motore endotermico qualunque.

In ogni caso, la questione della poca diffusione delle auto elettriche è il classico caso di cane che si morde la coda: ci sono poche auto elettriche perché ci sono poche stazioni di ricarica, ma ci sono poche stazioni di ricarica perché ci sono poche auto elettriche. Aggiungiamoci che l'auto elettrica costa (al momento) molto di più di quella tradizionale e il cerchio difficilmente si spezzerà. 

Tuttavia, anche se i marchi italiani sono in ritardo, mi pare che grandi potenze come BMW, Toyota e Volkswagen ci stiano investendo bei soldi, quindi la speranza non è ancora morta.

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13 hours fa, Euron Gioiagrigia dice:

ci sono poche auto elettriche perché ci sono poche stazioni di ricarica

 

Vero, ma tieni conto che i primi 400 km di autonomia li fai a partire dalla carica che puoi fare a casa! (assieme alla macchina ti danno una stazione di ricarica che si installa sulla rete domestica e da li in poi ti permette di caricare la macchina quando è in garage).

 

Secondo me la tecnologia è molto più matura di quel che si pensa, e chi ha atteso troppo secondo me non ha fatto buona "politica industriale", ma è stato troppo attendista confidando sulle falle che c'erano. Domani chi sarà stato troppo attendista si troverà con intere fette di mercato perse. IMHO, ovviamente, che non mi occupo né di auto  né di management... :)

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Non sono un esperto in materia, ma seguo solo alcune notizie sui siti di tecnologia che frequento. Ecco come la penso:

 

Il 17/6/2019 at 10:18, Meribald Blackwood dice:

le prestazioni delle elettriche sono decisamente sottostimate!

 

Le prestazioni in termine di velocitá e accelerazione sono assolutamente alla pari o superiori alle altre auto di pari fascia. Una tesla di fascia alta ha una accelerazione pari ad una supercar che costa 10 volte tanto (mi pare faccia 0-100 in meno di 3 secondi).

 

Il 17/6/2019 at 10:18, Meribald Blackwood dice:

Mi sono reso proprio conto che la tecnologia in materia è già molto avanti e che è assurdo che la politica non abbia ancora preso iniziative per spingere in quella direzione in modo da far scendere, con la forza dei numeri, il costo di queste tecnologie

 

Forse si, forse no. Un conto é vendere 10k auto, un conto é rimpiazzare 100 anni di industria con tutte le infrastrutture. Non penso sarebbe stato né possibile né auspicabile. Questa, secondo me, é una evoluzione che l'industria deve avere in maniera naturale. Prima si era fossilizzati (scusate il gioco di parole) su combustibili fossili, e non c'era da parte di (quasi) nessuno il desiderio di modificare lo status quo. Ma Musk ha visto una possibilitá e ora le cose stanno cambiando. La politica non puó e non deve rivoluzionare intere industrie. Al massimo puó favorire qualche passaggio.

Con un pieno di un diesel faccio 1000km. Per fare questo pieno ci metto 5 minuti. 

Con un pieno di una tesla faccio 400km, ma per quel pieno ci impiego 1 ora. Per andare al mare dovrei programmare le soste e impiegherei almeno 2 ore in piú (sempre che 5 persone a bordo e il bagagliaio pieno non facciano scendere l'autonomia a 300km, che a quel punto mi porterebbe a 3 soste).

 

SE le auto elettriche costassero quanto le altre allora chi le usa al 90% in cittá avrebbe convenienza nel prenderle. Ma perché devo spendere 10k euro in piú per avere un auto piena di limiti? Siamo inoltre certi che l'infrastruttura elettrica sopporterebbe un improvvisa richiesta per alimentare qualche milione di auto? Da dove la prenderemmo quella corrente? Quanto salirebbe il prezzo con una crescita cosí improvvisa della domanda? Arriverei a pagare il doppio anche per l'utenza domestica?

 

Direi che i problemi qui sono strutturali, non di "inerzia" politica.

 

Il 17/6/2019 at 10:18, Meribald Blackwood dice:

come mai l'Italia e l'Europa sono così indietro in questa tecnologia e nessuno ha pensato di mettersi a costruire batterie?

 

Immagino perché le batterie (per auto elettriche) sono super-costose e la domanda é piccolissima. Infatti, se non sbaglio, Tesla se le produce da sé (o pensa di farlo a breve).

 

Il 17/6/2019 at 10:18, Meribald Blackwood dice:

perché i produttori storici di auto italiane ed europee hanno apparentemente trascurato il settore elettrico?

 

Perché non conveniva. Infatti prima che Musk prendesse trombe e tromboni e promuovesse l'elettrico assieme all'autopilot etc le auto elettriche erano stravaganze per ricchi. Considerando che la batteria ha pochi anni di vita e puó costare > 5000k é chiaro che il 90% delle persone non avrebbero potuto permettersela.

 

Il 17/6/2019 at 10:18, Meribald Blackwood dice:

i colossi tradizionali rischiano di essere messi all'angolo da ditte nuove che hanno iniziato relativamente da poco a credere in questo settore.

 

Ti diró: mi pare che il sentimento diffuso non sia proprio questo. Anzi: Tesla é la piú grande (e sostanzialmente l'unica) grande societá ad aver puntato sull'elettrico, e dal punto di vista finanziario ha un mare di problemi nonostante il grande successo.

Molti che se ne intendono mi hanno detto che se BMW, VW e compagnia decidono che é arrivato il momento di fare sul serio (sia con l'elettrico che con la guida autonoma), Tesla se la vedrá molto male. Anzi: pare che siano molto piú avanti di quello che sembri, solo che non sentono il bisogno di urlarlo a gran voce ogni giorno.

 

Il 17/6/2019 at 10:18, Meribald Blackwood dice:

se ne parla anche poco a livello dei media?

 

Non nei media che seguo io :stralol:

Comunque la tecnologia dei motori elettrici é vecchia almeno quanto quella dei motori termici. Il problema sono le batterie. Sono pesantissime, costosissime, di capienza relativamente ridotta, inquinano un botto, hanno un ciclo vita brevissimo, usano materiali rari e presenti solo in poche aree del pianete, e la loro ricarica é lentissima.

Sta tutto lá il problema.

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1 hour fa, Manifredde dice:

Comunque la tecnologia dei motori elettrici é vecchia almeno quanto quella dei motori termici. Il problema sono le batterie. Sono pesantissime, costosissime, di capienza relativamente ridotta, inquinano un botto, hanno un ciclo vita brevissimo, usano materiali rari e presenti solo in poche aree del pianete, e la loro ricarica é lentissima.

Sta tutto lá il problema.

 

In realtà esiste anche la soluzione:

  1. Batterie modulari, in modo che la batteria dell'auto sia in realtà la somma di N batterie facilmente maneggevoli e gestibili in modo indipendenti tra loro
  2. La batteria deve smettere di essere considerata parte dell'auto, ma deve diventare tipo il cavallo delle stazioni di posta dei pony express: alla stazione di rifornimento cambio direttamente i moduli della batteria, non faccio effettivamente una ricarica. L'operatore prenderà dei moduli carichi dal suo magazzino, me li infila nella macchina e io riparto. Gli lascio i moduli che avevo nella mia auto, lui li metterà in carica e quando pronti li potrà usare per altre auto che vengono a fare rifornimento

 

Comunque sì, le case europee sono di almeno 10-15 anni in ritardo sulle asiatiche... e FCA è messa male persino per gli standard europei.

Il progetto franco-tedesco sulle batterie (che in realtà dovrebbe comprendere se ricordo bene anche Spagna e Svezia) è interessante ma non so quanto significativo dal punto di vista tecnologico. Lo è ahimè su quello politico, dove l'assenza italiana è assolutamente non casuale.

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1 hour fa, Lord Beric dice:

La batteria deve smettere di essere considerata parte dell'auto, ma deve diventare tipo il cavallo delle stazioni di posta dei pony express: alla stazione di rifornimento cambio direttamente i moduli della batteria

 

Ricordo questa proposta, ma non mi ha mai davvero convinto. Una batteria perde prestazioni con l'uso: se io vado dal "benzinaio" e lui mi mette dentro una batteria che ha giá subito 1000 cicli di ricarica, io potrei non essere in grado di fare i 400km che mi aspetto di poter fare. E cosa succede se il "benzinaio" puó rifiutare la batteria in base allo stato in cui é messa, e all'ultimo rifornimento me ne é stata messa una che il nuovo benzinaio non accetta? O io pago uguale sia che ne consegno una sia che non lo faccio? Ma allora potrei sempre tenermele e "riciclarle". E c'é la possibilitá di fare il "self service"? E le batterie, prima di essere messe a disposizione ad un nuovo veicolo, devono essere sempre verificate da dei test? Qual'é il costo di questa verifica per l'utente finale? 

 

Ammetto che effettivamente questo meccanismo potrebbe essere il piú interessante, ma deve essere pensato bene.

 

EDIT:

ho trovato questo articolo. Se le conclusioni sono vere, potrebbe davvero rendere il modello della sostituzione delle batterie praticabile:

http://www.hdmotori.it/2018/04/16/tesla-durata-batterie-800000-km-sondaggio/

 

Visto che peró al momento le migliori batterie possono costare anche 30k euro, quelle che mi vengono date dal "benzinaio" a chi appartengono? Alla compagnia da cui mi rifornisco? Che succede se mi rubano l'auto o se in un tamponamento si danneggia? La devo ripagare?

Andare in giro con qualcosa in auto che vale decine di migliaia di euro e che non mi appartiene mi renderebbe alquanto inquieto..

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Posted (edited)
4 hours fa, Manifredde dice:

Non penso sarebbe stato né possibile né auspicabile. Questa, secondo me, é una evoluzione che l'industria deve avere in maniera naturale. Prima si era fossilizzati (scusate il gioco di parole) su combustibili fossili, e non c'era da parte di (quasi) nessuno il desiderio di modificare lo status quo. Ma Musk ha visto una possibilitá e ora le cose stanno cambiando. La politica non puó e non deve rivoluzionare intere industrie. Al massimo puó favorire qualche passaggio.

Con un pieno di un diesel faccio 1000km. Per fare questo pieno ci metto 5 minuti. 

Con un pieno di una tesla faccio 400km, ma per quel pieno ci impiego 1 ora.

Certo Manifredde, io non intendevo un intervento politico del tipo che da domani si cambia tutto, mi riferivo piuttosto a creare quell'insieme di fattori (ad esempio stazioni di ricarica, agevolazioni fiscali, etc.) per cui diventi più facile modificare lo status quo, su cui, esattamente come intendevo io, secondo me le case tradizionali si erano un po' sedute.

 

Poi, come sai dalla tua discussione sulle auto diesel, in questo momento non sono certo io a poter prendere una macchina elettrica da 70.000 euro, sono altri i budget e per me è ancora fondamentale il diesel (la mia macchina da 1000 km con un pieno e zero manutenzione!).

 

Ma se domani fosse in commercio l'equivalente di una panda o una punto, elettrica, con autonomia da 800 km?

 

4 hours fa, Manifredde dice:

Ti diró: mi pare che il sentimento diffuso non sia proprio questo. Anzi: Tesla é la piú grande (e sostanzialmente l'unica) grande societá ad aver puntato sull'elettrico, e dal punto di vista finanziario ha un mare di problemi nonostante il grande successo.

Molti che se ne intendono mi hanno detto che se BMW, VW e compagnia decidono che é arrivato il momento di fare sul serio (sia con l'elettrico che con la guida autonoma), Tesla se la vedrá molto male.

 

Mah infatti io mi stupisco che sia l'unica e non vorrei che si prendesse tutto il mercato. Da un certo punto di vista "bene" quel che dici tu che cioè le case tradizionali devono solo "iniziare a fare sul serio" per farci vedere quello che sanno fare.

 

Certo che BMW, VW o FCA hanno una rete di vendita, di ricambi e di assistenza che oggi Tesla si può solo sognare, quindi non sono ancora svantaggiati. Ma solo se in "cantina" hanno qualche sorpresa elettrica da tirare fuori al momento opportuno.

 

Bella l'idea tipo "pony espress" di @Lord Beric. Il problema è che dovrebbero uscire moduli "standardizzati" per tutti i modelli di vettura, che a quel punto sarebbero di "proprietà" della rete di pony express. Per eventuali danni in caso di incidente credo potrebbe esserci una assicurazione.

 

E' anche possibile che si arrivi in tempi brevi a più veloci tempi di ricarica. Del tipo che magari nei 5 minuti del pieno di gasolio arrivo che so, al 50% della carica che mi permette di arrivare al punto dove pernotto e dove faccio la successiva carica completa.

 

 

EDIT:

sulla questione più generale di batterie, "perdita di capacità industriale", delocalizzazioni, obsolescenza programmata etc., mi è venuto in mente questo esempio, non so quanto calzante o OT, ma che comunque mi sembra pertinente.

 

Quando ero più giovane io e c'erano le televisioni a tubo catodico, c'era una piccola azienda italiana, la Mivar, che faceva televisioni ottime, confrontabili con i Telefunken, Philips, etc.

Funzionavano quasi più con l'elettrotecnica che con l'elettronica e piccole riparazioni qualcuno era addirittura in grado di farsele da solo.

Per quelle più serie, c'era una rete di piccoli artigiani, magari diplomati alla scuola radio elettra, che erano in grado con poco di riparti il televisore, ragion per cui magari sti Mivar duravano anche 15 anni.

 

Oggi non è più così. Ditte italiane nel settore non credo ne esistano più, le riparazioni se si fanno si fanno in centri specializzati, oppure si sostituisce il televisore con uno più grande.

Cosa voglio dire con questo?

Che dal punto di vista "del mercato" va benissimo così, la Mivar non esiste più ma i televisori ci sono ancora, alle ditte produttrici come Sony o LG va benissimo così e va benissimo di sostituire (e smaltire!) intere televisioni se si brucia un condensatore, perché costa più il ricambio e l'assistenza che il televisore nuovo.

 

Ma, IMHO, dal punto di vista dell'economia di uno stato tutto ciò va meno bene. La Mivar pagava le tasse in Italia, la rete di artigiani contribuiva al pil, e le famiglie che risparmiavano i soldi per la TV potevano spendere quei soldi in qualcos altro. (senza contare che "buttare" via una cosa al primo difetto crea una mole di rifiuti mostruosa che non sappiamo come smaltire).

 

E' qui l'analogia con l'elettrico e il motivo di questa digressione: come stato non ci possiamo permettere di rimanere tagliati fuori da questa tecnologia, di rimanere tagliati fuori dalla produzione delle batterie, di "non formare" meccanici e manutentori, etc. etc. etc. :)

Edited by Meribald Blackwood
Inserite ulteriori riflessioni

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32 minutes fa, Meribald Blackwood dice:

Ma se domani fosse in commercio l'equivalente di una panda o una punto, elettrica, con autonomia da 800 km?

 

Se domani uscisse una Zafira elettrica allo stesso prezzo di una a benzina la lascerei dove sta. Se invece fosse uscita la settimana scorsa forse ora sarebbe mia :stralol:

34 minutes fa, Meribald Blackwood dice:

E' anche possibile che si arrivi in tempi brevi a più veloci tempi di ricarica

 

Qua sarebbe interessante sapere cosa ne pensano gli ingegneri  e gli elettrotecnici. Io non ci ho mai capito nulla di quella roba (tensioni, voltaggi e compagnia bella). Sarebbe bello peró vedere una nuova tecnologia che permetta di realizzare batterie piú capienti, piú ecologiche e piú leggere.

 

36 minutes fa, Meribald Blackwood dice:

Certo Manifredde, io non intendevo un intervento politico del tipo che da domani si cambia tutto, mi riferivo piuttosto a creare quell'insieme di fattori (ad esempio stazioni di ricarica, agevolazioni fiscali, etc.) per cui diventi più facile modificare lo status quo

 

Ah ok, allora sono d'accordo :yeah:

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3 hours fa, Manifredde dice:

Qua sarebbe interessante sapere cosa ne pensano gli ingegneri  e gli elettrotecnici. Io non ci ho mai capito nulla di quella roba (tensioni, voltaggi e compagnia bella).

 

Essenzialmente, tanto più velocemente la vuoi ricaricare e tanta più corrente e potenza passano. E questo obbligherebbe a sovradimensionare tutto l'apparato di ricarica, dal semplice cavo fino al convertitore vero e proprio. Diciamo che se vuoi ricaricare un auto elettrica da 0 al 100% in 1 minuto, per ora non è molto fattibile...

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Ma qual'é lo stato dell'arte, al di lá della possibilitá di produzione su larga scala e in maniera economica? Ad esempio, le fotocamere digitali installate sui telescopi (es. Hubble) sono avanti anni luce rispetto a quelle commerciali, ma costano anche decine di migliaia di euro solo il sensore. Ma se la tecnologia esiste, ci si puó aspettare che prima o poi diventi mainstream. Quindi qual'é al momento il limite tecnologico delle batterie, a prescindere dal prezzo? Esiste, anche solo come prototipo, una batteria che garantirebbe 1000km, dal peso di pochi chilogrammi (o poche decine) e che si possa ricaricare in pochi minuti?

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Avete messo sul piatto un sacco di temi che sono assolutamente "cruciali" nello sviluppo dell'auto elettrica. :ehmmm: Vediamo se riesco ad offrire un contributo sensato.

 

Parto con rispondere alla domanda:

Il 17/6/2019 at 10:18, Meribald Blackwood dice:

se ne parla anche poco a livello dei media?

 

 Direi decisamente di no. Ho lavorato un bel po' nel settore, in particolare con i media di settore. Vi assicuro che di auto elettrica (come di ibrido, biofuel, fuel cell ecc.) se ne parla davvero da parecchio. Basti pensare che la prima Prius è stata lanciata in Giappone nel 1997 e nel resto del mondo nel 2000. Forse da poco se ne parla anche al di fuori dei media specializzati o dei contesti strettamente di settore. Siamo però passati dalla parte prototipale ai progetti di "elettrificazione di massa" e quindi il tema è stato sdoganato.

 

Il 17/6/2019 at 10:18, Meribald Blackwood dice:

come mai l'Italia e l'Europa sono così indietro in questa tecnologia e nessuno ha pensato di mettersi a costruire batterie?

 

Se per Italia intendiamo FCA... è una bella domanda! :unsure:Mi pare però che se la stiano cominciando a fare anche a Torino.:excl2:

Scherzi a parte, per quanto riguarda in generale i costruttori Europei, in realtà non sono affatto così indietro. Molti stanno da tempo sviluppando la tecnologia ed alcuni hanno anche già proposte a listino di seconda generazione.

Teniamo conto che oggi nell'automotive ha sempre meno senso parlare di Industria europea vs. Industria asiatica. Oramai ci sono grandi alleanze che mettono insieme costruttori di estrazione geografica diversa, ma soprattutto con background e know how produttivi differenti. La migliore risposta alla domanda penso quindi possa essere questa: molti costruttori europei non hanno pensato di mettersi a costruire batterie perché c'era già chi lo faceva molto bene e da parecchio tempo ed era  quindi molto più logico fare un accordo o acquisire questo qualcuno.

 

Il 18/6/2019 at 10:06, Meribald Blackwood dice:

Secondo me la tecnologia è molto più matura di quel che si pensa, e chi ha atteso troppo secondo me non ha fatto buona "politica industriale", ma è stato troppo attendista confidando sulle falle che c'erano. Domani chi sarà stato troppo attendista si troverà con intere fette di mercato perse. IMHO, ovviamente, che non mi occupo né di auto  né di management...

 

"C'è vero progresso solo quando i suoi benefici sono alla portata di tutti": se la vediamo così, cioè come Henry Ford, questa tecnologia non è matura, ma al più molto promettente. Come avete evidenziato anche voi, ci sono ancora parecchi problemi dalla questione delle infrastrutture per la ricarica, all'autonomia delle batterie, fino ad arrivare al tema dello smaltimento. Le batterie Li-Ion non sono infatti così facili da gestire a fine vita e, a dirla tutta, solo da poco si sta iniziando a riflettere su questo. Ora, in un' Europa in cui si parla di "economia circolare" ci sta quindi che si viaggi con prudenza verso l'"elettrificazione di massa".

Detto questo, sicuramente chi ha atteso troppo (secondo me, non tanto confidando nelle falle del sistema, ma piuttosto scegliendo di puntare su altre soluzioni di più immediato accesso) rischia oggi di perdere fette di mercato ovvero di essere assorbito o ancora di essere costretto a "comprare" magari a caro prezzo la tecnologia da altri.

 

Come detto i nodi centrali da sciogliere sono due:

- infrastruttura per una ricarica, possibilmente veloce

- batterie con più autonomia (i 400 km temo siano molto teorici, come  evidenziato già a pieno carico le cose potrebbero essere diverse), più leggere, meno costose e per le quali siano previsti piani di smaltimento con una visione a lungo termine.

 

La soluzione "pony express" è stata proposta più volte. E' logica e teoricamente è possibile. I problemi sono però, a mio avviso, essenzialmente due - non inficiano la bontà della soluzione, ma fanno sì che non possa essere di immediata applicazione -:

Il primo è di tipo squisitamente tecnico:  per poter realizzare questa opzione, le automobili vanno ripensate e costruite in modo che sia possibile per qualsiasi addetto aftermarket o addirittura operatore in stazione di rifornimento effettuare una sostituzione "lampo" in maniera semplice e veloce. Al momento, temo che non sia così.

Il secondo problema potrebbe, in realtà, essere anche un'opportunità: serve cambiare o "inventare" un nuovo modello di business: chi deve fare questa operazione? Con che attrezzature e competenze? Secondo quali norme? Come si può tutelare il consumatore rispetto a problemi che avete evidenziato, quali il furto, il danneggiamento, ma soprattutto il rischio di pagare una tariffa che non può tenere conto del reale stato di usura e quindi delle potenzialità della batteria ecc.? Quanto tempo e denaro può essere necessario per impostare questo nuovo sistema? Chi dovrebbe guidare il cambiamento? ecc. Trovare risposte soddisfacenti a questi interrogativi non è impossibile, ma non così rapido.

 

Chiudo rispondendo alla domanda centrale "L'Europa è in ritardo?" con una domanda "in che senso?". :unsure:

Dal punto di vista dello sviluppo, secondo me, no. Alla fine, tutti o quasi i grandi gruppi di settore, in qualche modo, la tecnologia se la sono portata in casa da tempo e da tempo ci stanno lavorando.

Per quel che riguarda la diffusione commerciale dell'auto elettrica, come detto da qualcuno, è il cane che si morde la coda: fintanto che non c'è la rete per la ricarica non può esserci diffusione del prodotto, senza quest'ultima la crescita dell'infrastruttura procede più lentamente. In realtà, in alcuni Paesi, come la citata Germania, lo scenario è comunque più evoluto rispetto al nostro. Servirebbe un colpo di reni da una delle due parti. E' difficile chiedere al consumatore di fare un scommessa o di essere pioniere, spendendo per una vettura elettrica diversi punti percentuali in più rispetto ad un analogo modello Diesel, benzina ecc. Per cui direi che la palla passa dall'altra parte e bisogna iniziare potenziando la rete.

 

Concludendo: nessun dubbio sul fatto che l'auto elettrica possa essere una grande opportunità di business, che lo stato dell'arte sia poco noto e le qualità del prodotto magari sottovalutate. Tuttavia, che sia anche la soluzione di mobilità ideale non sono altrettanto sicura. Da qualche parte, però, bisogna pure cominciare. :) 

 

 

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6 hours fa, Maya dice:

Se per Italia intendiamo FCA... è una bella domanda! :unsure:Mi pare però che se la stiano cominciando a fare anche a Torino.:excl2:

Scherzi a parte, per quanto riguarda in generale i costruttori Europei, in realtà non sono affatto così indietro. Molti stanno da tempo sviluppando la tecnologia ed alcuni hanno anche già proposte a listino di seconda generazione.

Teniamo conto che oggi nell'automotive ha sempre meno senso parlare di Industria europea vs. Industria asiatica. Oramai ci sono grandi alleanze che mettono insieme costruttori di estrazione geografica diversa, ma soprattutto con background e know how produttivi differenti. La migliore risposta alla domanda penso quindi possa essere questa: molti costruttori europei non hanno pensato di mettersi a costruire batterie perché c'era già chi lo faceva molto bene e da parecchio tempo ed era  quindi molto più logico fare un accordo o acquisire questo qualcuno.

 

Però questo ti mette in una posizione di svantaggio nelle trattative. ;) Un esempio puramente casuale, Nissan, che è il vero obiettivo della trattativa di FCA con Renault, questo lo ha capito benissimo, e i giapponesi hanno alzato tantissimo il tiro in merito alle loro condizioni per una eventuale fusione o anche solo partnership.

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