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Maya

George R. R. Martin è davvero un bravo scrittore?

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59 minutes fa, Meribald Blackwood dice:

 

Relativamente a questo, io che sono buonista ai limiti della stupidit@ penso che non sia stata fatta esclusivamente per scopi commerciali.

O meglio, magari TWOIAF sì, come tutte le edizioni illustrate e quant'altro.

Ma la pubblicazione di F&B mi sembra che abbia delle motivazioni molto umane e in cui mi rispecchio pure io: hai la "commessa" grossa o complicata o spinosa che rinvii o posticipi in favore di cose più gestibili e "rilassate".

 

Che è esattamente quello che è successo con F&B secondo me, dal momento che i nodi di TWOW sono lì che aspettano e tu Martin non sai che pesci pigliare, mentre nella tua testa ogni volta che ti distrai o che ti rilassi hai chiara in mente tutta la genealogia di Jahaeris e le molteplici sfortune delle sue figlie, etc. etc....

 

Concordo.

TWOIAF è chiaramente una commercialata: un'opera che amplia tantissimo la lore dando però informazioni che al 90% non avranno la minima ricaduta sulla saga principale. Se Martin concedesse il permesso per le fanfiction almeno sarebbe utile per quelle :stralol:

Fire & Blood e le varie novelle sulla Danza dei Draghi, invece, sono opere sentite, ispirate, rientrano in quella storia segreta dei Targaryen di cui da anni parla come il suo "personale Silmarillion", e qui sta il paradosso: Martin è arrivato a provare più entusiasmo per narrazioni accessorie che per la saga principale, quella a cui dovrebbe dare la priorità. Come se la Rowling avesse piantato in asso Harry Potter dopo la pubblicazione dell'Ordine della Fenice per scrivere un volumone sulla storia di Hogwarts dalla fondazione alla presidenza di Silente.

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Tra l'altro con TWOIAF Martin si é "bruciato" molti eventi di Fire&Bloo (libro che per me non regge il confronto con la saga principale). 

Comunque vorrei far notare che per alcuni l'aver letto ASOIAF dopo aver visto la serie TV puó anche essere semplicemente dovuto a questioni anagrafiche.

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1 hour fa, Iceandfire dice:

Concordo , molto meno sui cani e porci che a quanto mi risulta non hanno ancora imparato a leggere e in ogni caso al momento non sono forti lettori

Unicuique suum

 

E quando mai ho parlato di "cani e porci", scusa? :mellow: Mi sa che hai frainteso il mio discorso. :unsure:

 

Quel che intendevo nella fase che hai evidenziato è che, prima della serie TV, probabilmente molti lettori - inteso come gente che ha l'abitudine di leggere, frequentare librerie e così via - e anche forti lettori - quelli cioè che leggono davvero un sacco e in libreria ci lasciano mezzo stipendio - magari neppure conoscevano ASOIAF e Martin o semplicemente, anche conoscendolo o trovandolo su uno scaffale, non lo avrebbero preso in considerazione, magari - come nel mio caso - definendosi "non amanti del genere fantasy". La serie quindi ha avuto il merito di mostrare l'opera, anche al di là di una definizione preconfezionata.

 

Poi ben venga se la serie ha portato alla lettura di questo libro e da qui di altri ancora, "cani e porci" (etichetta alquanto discutibile per definire sia chi non sa leggere, sia chi non legge abitualmente... anche perché a un certo punto ognuno ha le sue passioni). Magari la lettura diventasse un fenomeno di massa! :) 

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Non mi riferisco a te , ma ad altri, basta che tu legga qualche altro post qui .

Certo che l’etichetta cani e porci è quantomeno discutibile ed è intuitivo il perché .

Ho voluto sottolineare una affermazione doppiamente infelice eufemisticamente parlando e il perché ripeto è evidente 

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