Jump to content
Sign in to follow this  
Maya

George R. R. Martin è davvero un bravo scrittore?

Recommended Posts

12 hours fa, NonnoOlenno dice:

Si ha davvero l'impressione che i personaggi si muovano in un mondo che esiste indipendentemente da loro, che non sia stato costruito man mano per esigenze di trama

 

Questa é certamente una delle cose che piú mi ha impressionato nelle Cronache, e che non ho ritrovato altrove. Non si sa che fine ha fatto un personaggio per capitoli e capitoli, ma ad un certo punto, dall'altro capo del continente un altro personaggio fa distrattamente una allusione che rivela dettagli sul primo. O affermazioni fatte ad un certo punto diventano rilevanti 300 pagine dopo. E questo non una volta, ma decine e decine, dando l'impressione generale che ció che Martin scriva non sia "LA" storia, ma solo alcuni episodi di una vicenda infinitamente piú complessa e articolata che ha scelto, tra i tanti, di descrivere. Si pensi ad esempio a quante cose sono accadute al torneo di Harrernhall che influenzano piú o meno direttamente le vicende di oggi.

 

Martin é un bravo scrittore? Si, e anche se poco ho letto di altre sue opere e nessuna mi ha colpito particolarmente, nessuna mi é sembrata neppure scadente. 

 

Martin puó essere paragonato ai "grandi" del passato? Boh, sono uno zotico ignorante. Direi peró di no: scrive narrativa ed é con altri scrittori di narrativa che va paragonato.

 

Martin deve finire di scrivere le cronache perché la sua opera prosegua? Si, certamente. Senza una degna conclusione, Le cronache sono buone solo "per chi c'era".

 

Cosa definisce un capolavoro narrativo come tale? Mi arrendo. Come si definiscono "vita, arte e intelligenza"? :yeah:

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Allora,

personalmente mi piace il fantasy, anche se non ho letto poi così tanti autori (Tolkien, M.Z. Bradley, Mary Stuart, svariati altri "minori" che a volte non ricordo neanche).

Ho letto quasi tutto King e quasi tutto Clancy, abbastanza Ken Follett per citare gli autori "popolari", fra cui però odio cordialmente Wilbur Smith.

 

Sono molto debole sui classici. Sono uno zero sui russi, però ho letto Steinbeck e London (quello di Zanna Bianca, ma non è Zanna bianca che ho letto) grazie al professore delle superiori e poi Fenoglio e Levi e Calvino e mi piacciono i saggi di storia (se sono abbastanza divulgativi per uno che non ha mai studiato materie classiche).

Inoltre da ragazzo mi sono letto Thomas Malory, Chretien de Troyes e altri nelle versioni curate da Agrati e Magini.

 

Fatte queste premesse, mi trovo molto d'accordo con @NonnoOlenno, @Euron Gioiagrigia e @Manifredde.

 

Martin è in senso assoluto un buon scrittore e quello che più me lo ha fatto amare (io che l'ho conosciuto grazie a GOT, cosa che preciso sempre) è proprio l'intreccio, il mondo che si è costruito e che sta "dietro" a tutte le vicende.

Un mondo che nella sua testa è molto solido, vasto, di cui noi vediamo qua e la la punta dell'iceberg ma che, sommersa, ha una massa enorme.

E' proprio quel mondo che, se non gli permette di chiudere le fila di ASOIAF, gli permette però, con relativa facilità, di buttare fuori un F&B come niente, solo attingendo alle cose che ha già pensato.

 

 

Questo fa di Martin un "grande"? Beh, da solo no, e non automaticamente, inoltre non è nemmeno detto che sia un prerequisito essenziale, ma gli va comunque riconosciuto che non è una cosa da tutti avere una simile coerenza interna.

King e Clancy ci hanno provato, anche con buoni risultati, ma non si sono avvicinati al livello di coerenza e "solidità" del mondo immaginario di Martin. Inoltre c'è la questione dell'intreccio "nella" storia, molto ben costruito, con rimandi "centrati" a libri di distanza, e la questione dei POV, che non so se è del tutto originale ma è certamente non comune e molto "efficace".

 

Il paragone in questo caso (imho) è Tolkien, cui, al di là dei contenuti filosofici (cinismo o non cinismo etc.)  Martin si è ispirato e che nelle sue opere ha messo in piedi lo stesso tipo di "mondo" che galleggia sotto la superficie mentre le singole opere sono la punta dell'iceberg che affiora. (Chiunque abbia letto il Silmarillion e le altre opere correlate sa cosa intendo).

 

E' abbastanza ovvio che se Martin non finisce ASOIAF non sarà mai considerato un grande e, come dite sopra, magari nemmeno più letto fra 40 anni.

Ma se lo finisce, beh secondo me se la gioca. "Ai posteri" la sentenza... :)

Share this post


Link to post
Share on other sites

Provo a rispondere alle mie stesse domande (alcune sono "da un milione di dollari", a dirla tutta :ehmmm:):

 

- quali sono le qualità di un buon scrittore? Difficile stabilirlo, ma non penso che la risposa sia "dipende dall'epoca". Credo sia qualcosa di più universale, dopo tutto, a metà tra la definizione oggettiva e il sentire soggettivo. Sicuramente ci sono regole della narrazione, valide da sempre, che sono la base per definirsi "scrittore" o meglio "narratore". A queste si aggiungono la capacità di usare queste stesse regole, "piegarle" eventualmente ai propri fini, interpretarle e dargli così un senso nuovo. E qui probabilmente trova le sue radici l'eventuale aggettivo "buono". 

 

Martin ha queste qualità oppure è solo un buon - passatemi il termine - "confezionatore di best-seller"? Probabilmente entrambi.  Sa usare gli attrezzi del mestiere meglio di tanti altri narratori, ma anche peggio di altri. Sicuramente è anche un buon confezionatore di best-seller, cosa che di per sé non è necessariamente un male. Alla fine, anche quello dello scrittore è un mestiere che deve dare da campare. Non si deve per forza seguire il destino di Edgar Allan Poe. ;)  Ha le doti per scrivere un'opera "che parlerà ad ogni essere umano, in ogni luogo, in ogni tempo"? Chi lo sa... questa è la risposta cui non possiamo rispondere. Sinceramente ci sono tante opere che ai loro tempi furono grandiose, magari lo furono anche un po' oltre e dopo qualche secolo hanno smesso di parlare alla gente. Altre invece, magari attraverso un linguaggio desueto, costruzioni narrative demodé riescono ancora a dire qualcosa. Diciamo che se ASOIAF è riuscita a portare alla lettura fantasy gente che, come me, lo fuggiva abbastanza (prima di questo, al massimo ero arrivata a Harry Potter) e in generale alle lettura (magari tramite la serie) qualche non-lettore, qualche possibilità in questo senso ce l'ha.

 

- quali sono le qualità di un buona opera narrativa oltre che letteraria? Anche questa è difficile. Al netto dei canoni di ogni tempo, resto ancorata al concetto che ho già espresso "la capacità di parlare ad ogni individuo, in ogni luogo, in ogni tempo" come capita, in effetti, con alcuni miti immortali che rinascono in nuove store, con nuovi personaggi e nuovi scenari, ma alla fine sono sempre le stesse in nuova veste. ASOIAF lo è? Non penso che abbiamo gli strumenti per dirlo. Intanto è ancora un'opera incompiuta (il che però potrebbe anche non vol dire, a ben vedere). E poi penso che la risposta definitiva a questa domanda, ammesso che esiste, non sia possibile trovarla in questo tempo. Può essere dignitosamente paragonata con i capolavori di tutti i tempi o è un confronto al limite della blasfemia? Perché no? Affianchiamo tranquillamente l'opera di Shakespeare con le tragedie greche. Sicuramente ai suoi tempi c'è chi avrebbe considerata "blasfemo" questo paragone. Gli impressionisti agli esordi erano ritenuti molto al di sotto di altre correnti loro contemporanee. Figuriamoci un confronto con Raffaello e Caravaggio come sarebbe stato considerato! Il che non vuol dire che penso che Martin certamente assurgerà all'onore di essere paragonato ai "grandi" del passato, come i già citati Tolkien e Tolstoj, o anche solo ai maestri contemporanei, tipo Raymond Carver.

 

E per rispondere alle domande qui sopra:

- cosa definisce un capolavoro narrativo (libro, serie, film ecc.) come tale? vedi sopra (non mi ero accorta di aver già inserito questa domanda :unsure:)

 

- qual è il metro di misura del "successo" di un'opera letteraria? Le copie vendute? Il successo di pubblico raggiunto nel proprio tempo? la trasposizione su piccolo o grande schermo? Una favorevole critica letteraria? Tutte queste cose. E nessuna. Alla fine penso che si possa essere felici, come narratori, anche di un pubblico ristretto di appassionati. Chiaro che vendere milioni di copie, avere fan che si strappano i capelli per il tuo lavoro, essere osannati dalla critica e magari vedere pure la propria opera riprodotta sullo schermo non deve essere affatto male. :salta:Sono però scettica di fronte al parallelismo "valore dell'opera = copie vendute, trasposizione scenica". Più che altro perché è un tipo di "successo" che non necessariamente si traduce in imperitura memoria e gloria eterna. Puoi essere il più grande del tuo tempo e non superare il secolo. Puoi vivere nella disgrazia, ignorato e disprezzato come autore dai tuoi contemporanei, ed essere poi riscoperto dopo la tua morte per essere considerato come un avanguardista e un punto di riferimento per un nuovo genere che ai tuoi tempi neppure esisteva. Ripeto: non sto dicendo che questo capiterà a Martin. Solo che non siamo in condizione di affermarlo, né negarlo.

 

In conclusione: cosa vi piace di Martin e perché? Cosa non vi convince e perché? Ammiro moltissimo il lavoro di costruzione che ha fatto. Come detto da qualcuno, ha messo insieme un mondo fatti di accadimenti per lo più perfettamente incastrati tra loro che, come nella realtà, possono influire in maniera significativa su eventi che accadono molto lontani nel tempo e nello spazio. Molti dei suoi personaggi sono realmente credibili e vivi. Tanti sono dei cliché. Non mi convincono alcune sue specifiche scelte narrative - ma questo è soggettivo - e altre sue scelte professionali - ed è soggettivo pure questo! - Capisco quanto faccia gola una cascata di soldi "da starci bene fino alla fine dei giorni, me e i miei figli", ma sacrificare in nome del dio denaro l'opera di una vita... Magari avrei fatto lo stesso, al suo posto. Magari no. Resta che è un approccio che non mi convince, come non mi convince il suo modo di tirare in lungo, promettendo, ritrattando ecc. Non parlo da "fan" delusa. Se devo essere sincera, non aspetto più molto il seguito e sono arrivata alla conclusione che, se anche non lo dovessi leggere mai, amen. Tuttavia, mi pare un atteggiamento poco serio.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ha scritto tre libri davvero buoni. Proprio molto buoni, secondo me.

Prima e dopo roba mediocre ad essere generosi. 

Questo basta per me ad elevarlo, e non di poco, dalla massa degli scrittori odierni. 

Probabilmente Asoiaf diventerà (in realtà già lo è) un "classico nel suo genere", il che non è poco (in milioni ci provano e falliscono, spesso miseramente) anche se non poi tantissimo se si considera il livello medio del genere.

Non diventerà, temo, un classico perché lo scempio post Asos non potrà mai essere perdonato.

 

Share this post


Link to post
Share on other sites
7 minutes fa, Maya dice:

Sono però scettica di fronte al parallelismo "valore dell'opera = copie vendute, trasposizione scenica"

Cito solo questa riga per dire che sono d'accordo, come ho anche scritto nel topic sulle differenze tra i finali.

 

Un metro esclusivamente "quantitativo" di quel tipo va bene (e poi nemmeno tanto!) se sei quello che fa i budget di una qualche azienda, non certo per giudicare il valore di uno scrittore.

Share this post


Link to post
Share on other sites
1 hour fa, Oathkeeper dice:

 

A me basta che abbia scritto Shawashank redemption, Il miglio verde, IT, l'Ombra dello Scorpione, La saga della Torre Nera, Misery, La casa del buio, Cose preziose, Insomnia, Buick 8, 22/11/63, più le raccolte dei bellissimi racconti. Basta per essere degno dell'Olimpo :wub:

 

scusate l'OT, quando si parla di King mi emoziono.

Come me :)

Ha uno stile molto fluente e si fa leggere benissimo  non sono ingenerosa o cattiva con Martin,mi limito solo a riportare che i social sono molto importanti nel successo di un'opera a maggior ragione fantasy e Martin invece si mostra molto ingeneroso con fans che gli rimproverano un suo attivismo altrove pur di non finire ASOIAF

@Lady Monica

Share this post


Link to post
Share on other sites
19 minutes fa, Meribald Blackwood dice:

Un metro esclusivamente "quantitativo" di quel tipo va bene (e poi nemmeno tanto!) se sei quello che fa i budget di una qualche azienda, non certo per giudicare il valore di uno scrittore.

Infatti e poi non vedo perchè alta audience per Got non implica secondo alcuni qualità vera ( e qui c'è chi investe soldi pesanti come HBO che alta audience si aspetta) mentre lo stesso non si applica ad uno scrittore

Del resto non tutte quello che uno scrittore produce è sempre ottimo per definizione

Share this post


Link to post
Share on other sites
2 hours fa, Iceandfire dice:

Vorrei precisare qualcosa.Personalmente i primi libri di ASOIAF mi sono piaciuti perchè si fanno seguire bene,la storia è interessante e accattivante e sono scritti con uno stile fluido che sa prendere il lettore.Certo man mano con i libri successivi , ho realizzato come una sorta di difficoltà nel mantenere brillante l'estrinsecarsi della trama con forzature  e lungaggini che riducono una buona fruizione del tutto.

Voglio dire che pur essendomi piaciuta la storia e lo stile di narrazione ho sempre classificato ASOIAF come un'opera non epocale ,piuttosto furba  e che ha attinto per certe storie che avrebbero deposto a favore di una bella mente con fantasia sfrenata ,a miti e leggende celtiche nonchè al  mito di re Artù più che alla guerra delle due rose come furbescamente ci suggerisce l'autore per depistare il lettore almeno quello che non fa ricerche sulla sua opera.Insomma l'opera di Martin rientra a pieno titolo per me nei libri da leggere sul lettino mentre si prende il sole durante le meritate vacanze in cui si vuole anche far riposare la mente,a tale proposito i libri di Ken Follett ( che non ha avuto la fortuna di una riduzione televisiva delle sue opere da parte della HBO come Martin,diciamolo) sono tra i miei preferiti.

E' buona letteratura di evasione ,nulla di più nulla di meno.

La fortuna di Martin ( su cui lui bellamente sputa perchè i fans aspettano con  ansia che lui chiuda la serie), sta nel fatto che il suo popolo di affezionati e spesso esageratamente entusiasti lettori poi vanno sui social creano siti tipo barriera e westeros ,mettono su forum,twittano( reddit è a parte ,c'è gente troppo talebana ed isterica e spesso volgare) insomma mantengono vivo l'interesse sull'opera di un vate pigro che fondamentalmente si fa beffe di loro quando non li disprezza apertamente.

Altra fortuna ( ma qui c'entrano pure le sue scelte di non volere film ) è stata la programmazione di GoT che gli ha portato soldi con la pala e dato grandissima visibilità dato che in effetti moltissimi si sono avvicinati ad ASOIAF dopo aver visto GoT ,mentre altri straparlano della serie senza aver letto i libri ( e si capisce leggendo certi post qui).

Concludendo io ritengo Martin un buon scrittore da intrattenimento che ha un fandom che lo ha deificato e che ritiene perfette ed intoccabili le sue opere mai banali,mai standardizzate e non è vero.Certamente Martin non regge il confronto dei grandi della letteratura.Se Tolstoj fosse un autore contemporaneo  che potesse giovarsi dei social non sarebbe considerato un mattone o roba vecchia e ammuffita e Tolstoj racconta una storia  vera in una grande epopea con tante meschinità,ma anche atti di eroismo ...racconta cioè storie umane ,l'uomo è quello di Tolstoj ma esso è raccontato con naturalezza non forzando spesso il racconto per creare meraviglia, sconcerto anche rabbia e...attesa  nel lettore per certe morti magari alla fine di un libro cui non esiste seguito per ora : questi alla fine sono mezzucci e non riescono a mantenere vivo l'interesse del lettore non talebano ( quello che sputa su Got per contratto).

Si dirà che Guerra e Pace non è fantasy ma è grande letteratura ,vero ma  il fantasy vero è quello di Tolkien che non si avvale di mezzucci per tenere legato a sè il lettore.

Hai sollevato una questione interessante: il successo di Martin é dovuto anche ai forum di discussione? Ora questa stessa domanda la si puó fare con qualunque opera letteraria, specialmente quelle antiche: Quanto del successo Euripide lo sideve agli attori del quarto secolo (che amavano particolarmente i suoi "pezzi da solista"? Quanto del successo di Omero lo si deve agli Alessandrini (che secondo alcuni non si limitavano a studiare i poemi, ma li abbellivano)? 

Ovviamente non voglio paragonare Martin a Omero o a Euripide (non sia mai!), ma voglio dire che i "forum di discussione" o i "fandom" sono fenomeni meno nuovi di quello che si pensa. Molto spesso le "opere incomprese" non ci sono giunte, ma ci sono giunti i "bestsellers" dell'Antichitá. 

Esiste un approccio alla letteratura che studia proprio questo, e si chiama "estetica della ricezione". Secondo questo approccio il valore di un'opera dipende anche dalla sua "fortuna" e dalla sua influenza sulle opere successive.

Quindi un'altra domanda puó essere: che influenza ha avuto o avrá Martin sui nuovi scrittori di Fantasy o di Fantascienza?

Share this post


Link to post
Share on other sites
2 minutes fa, Figlia dell' estate dice:

Quindi un'altra domanda puó essere: che influenza ha avuto o avrá Martin sui nuovi scrittori di Fantasy o di Fantascienza?

 

Dopo Got: enorme. Forse durerá poco, forse Got ha  agito come un catalizzatore che spingerá a provare/osare/sperimentare/cercare pur di replicare quel successo, e anche se molti falliranno miseramente, presto qualcuno potrebbe riuscirci. Ma fino ad allora, le idee che Martin ha reso popolari tramite i suoi libri, Got ha elevato a checklist da seguire.

Share this post


Link to post
Share on other sites

 

23 minutes fa, Iceandfire dice:

Infatti e poi non vedo perchè alta audience per Got non implica secondo alcuni qualità vera ( e qui c'è chi investe soldi pesanti come HBO che alta audience si aspetta) mentre lo stesso non si applica ad uno scrittore

Del resto non tutte quello che uno scrittore produce è sempre ottimo per definizione

 

Hai ragione: andrebbe applicato lo stesso metro di giudizio e non sempre avviene. :)  Secondo me, infatti, anche alta audience non implica alta qualità. I cinepanettoni, per anni, hanno sbancato i botteghini. Tuttavia, non li includerei tra i capolavori cinematografici nazionali.

 

Probabilmente, il punto centrale è rinunciare agli assolutismi. Alcune opere hanno ampio seguito, ma sono qualitativamente mediocri, o meglio, buone per un intrattenimento limitato nel tempo. Altre, viceversa, incontrano poco supporto dal pubblico, ma sono acclamate dalla critiche. Altre ancora ricevono tanti applausi dal pubblico e qualche fischio. E così via.

 

Audience e copie vendute sono un indice di successo commerciale che, a mio parere, non va snobbato, né dimenticato, perché, come dici giustamente, si tratta pur sempre di prodotti confezionati proprio a tale scopo. Se non "vendono", sono un insuccesso per chi li ha realizzati e magari, come nel caso di GOT, ha investito anche parecchio. Il fatto che poi arrivi la critica ad esaltarli come "capolavori assoluti" non ripaga dell'investimento. D'altro canto, però, è vero il contrario: il fatto di avere avuto molto seguito commerciale, non implica automaticamente che una certa opera, sia essa letteraria, cinematografica, ecc., sia un "masterpiece", un'opera meritoria di essere acclamata nei secoli. 

 

Credo che il punto sia che possiamo giudicare compiutamente, ma pure sempre limitatamente GoT perché è un'opera conclusa, mentre sia più difficile sbilanciarsi rispetto ad ASOIAF che ancora può sorprendere positivamente o anche negativamente. 

 

7 minutes fa, Figlia dell' estate dice:

Quindi un'altra domanda puó essere: che influenza ha avuto o avrá Martin sui nuovi scrittori di Fantasy o di Fantascienza?

 

Questo è un punto importante. Prima citavo Poe, il quale nella vita ha avuto ben poca fortuna e rientra decisamente tra quegli autori che sono stati consacrati da un successo postumo. Credo sia la dimostrazione del fatto che non sia affatto così scontato, né semplice stabilire se e come un autore possa influenzare le generazioni successive.

Share this post


Link to post
Share on other sites
Posted (edited)
17 minutes fa, Figlia dell' estate dice:

Hai sollevato una questione interessante: il successo di Martin é dovuto anche ai forum di discussione? Ora questa stessa domanda la si puó fare con qualunque opera letteraria, specialmente quelle antiche: Quanto del successo Euripide lo sideve agli attori del quarto secolo (che amavano particolarmente i suoi "pezzi da solista"? Quanto del successo di Omero lo si deve agli Alessandrini (che secondo alcuni non si limitavano a studiare i poemi, ma li abbellivano)? 

 

Scherzi vero?Una tragedia di Euripide era confinata  alla Grecia,Magna Grecia e teatri romani ( dove aveva di certo più successo Plauto).Con i social un'opera è discussa in tempo reale in tutto il mondo specie se ha come supporto una serie famosissima e vista in contemporanea  in tutto il mondo e sulla quale si twitta in tempo reale cosa che finisce in in tendenze e chi non conosce l'opera di Martin ( nè GoT ) chiede : ma cosa è questo Trono di spade,di che parla,perchè se ne parla tanto?

ATTENZIONE  SPOILER  GOT 7

Spoiler

E' vero che un drago non morto stanotte  farà crollare una barriera?

E guarda che riporto domande fattemi nella realtà .Ergo il paragone non esiste

Edited by Viserion
Uno spoiler così grande non segnalato è gravissimo.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ok Forse è il caso che lo ricordi ancora una volta. Gli spoiler di Got qui vanno segnalati e coperti: uno spoiler come quello che ho coperto nel post precedente è gravissimo e di un'entità incommensurabile per chi ancora si trova fermo come storia ad una fase molto precedente. 

Un po' di attenzione e di rispetto per chi non ha visto got è il minimo.

Buona continuazione.

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Mi chiedo quanti in questo topic abbiano letto qualcosa di Martin che non sia legato alle cronache. E me lo chiedo, perché per me é stato il fattore determinante per decidere che Martin fosse davvero valido.

 

Beh, io anni dopo aver letto le cronache, prima di ADWD, mi sono trovato tra le mani La Luce Morente, il claustrofobico romanticheggiante e perché no anche naiv romanzo d'esordio del giovane Martin. L'ho DIVORATO. Da allora in poi é stato un tunnel: Windhaven (a tutt'oggi il mio preferito di Martin, sognante, e con la zampetta femminile di Lisa Tuttle), Fevre Dream, l'incredibile Hunter's Run, forse quello che come tensione mi ha preso piú di tutti.

 

È da quel periodo in poi che sono diventato un fan. Oggi, ho letto quasi tutto di Martin, e so che tra le molte perle (A Song For Lya, Sandkings su tutti, entrambi pluripremiati) ci sono anche tanti romanzi/racconti mediocri (Armageddon Rag, Tuf Voyaging). Sebbene appassionato del suo modo di scrivere fantasy e fantascienza non mi fanno impazzire i suoi romanzi/racconti Horror. Non mi danno quell' "effetto risucchio", che ho avuto con gli altri generi.

 

Lo scrittore nerd ha proprio incontrato i miei gusti insomma, e non solo per le Cronache, che sono la sua opera che ha avuto piú risonanza, quella piú mastodontica e piú meritevole.

Che sia un grande scrittore comunque lo certificano anche tutti i premi che ha vinto in vari generi. Ha avuto un riconoscimenti molto prima di mettersi al lavoro per le Cronache, gli é mancata solo la notorietá, che infine la serie TV gli ha portato.

 

Certo mi sembra un po' ridicolo confrontarlo con i grandi della letteratura, come diceva qualcuno, va confrontato con i suoi coetanei, siamo ancora troppo "vicini" per metterlo a confronto con Tolstoj, Omero o chicchessia. D'altronde non avrebbe senso confrontare Mozart con i Pink Floyd o i Dream Theater. Sono ere diverse, standard diversi, un approccio alla musica totalmente diverso. Time will tell.

 

In conclusione: si, per me é un grande e geniale scrittore, mi bastano le opere pre Cronache per deciderlo. Se dovesse concludere le Cronache invece potrebbe entrare definitivamente nel Gotha dei piú grandi. Assieme a Tokien, Verne, Asimov e compagnia bella.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ma alla fine trattasi di gusti personali ,l’importante è non idolatrare uno scrittore affermando a priori e sempre che tutto quello che scrive è eccezionale ed epocale rifiutandosi di rilevare i difetti ,le furbizie ,i mezzucci che a volte usa e questo per sottolineare che le riduzioni televisive sono poca cosa per difetto di sceneggiatura o per cattiva interpretazione o per chissà cosa altro .Ah se in GoT lui fosse stato lo sceneggiatore...Davvero? Staremmo ancora in altissimo mare con la serie o no?

E comunque io non rimprovero a Martin di essersi arricchito con le sue opere , questo è giusto perché un certo talento lo ha se non altro ( ma c’è anche molto altro ovvio ) di buon affabulatore e questo perché il talento , la capacità devono avere anche un riscontro economico ci mancherebbe , lui è pur sempre un buon professionista .

Quello che non accetto come detto è la deificazione del vate pigro , il dire che ha fatto e farà tutto al meglio e il non voler accettare critiche e negare sempre alcuni aspetti non proprio eccelsi delle sue opere .

Share this post


Link to post
Share on other sites

Direi che sono abbastanza d'accordo con te. L' "essere fan" non sempre permette di essere oggettivi. In più va detto che, anche con il massimo dell'oggettività possibile (ammesso che sia possibile), poi ognuno ha i suoi gusti. C'è chi non ama la cioccolata e per me questo è inconcepibile!!! :excl2:;) 

 

Rilancio con un'altra domanda: ci sono autori che hanno scritto un solo capolavoro e molti testi "mediocri" o anche solo "medi" alcuni che hanno scritto un unico romanzo che si è rivelato un capolavoro, altri che hanno prodotto parecchio, attestandosi più o meno su un livello medio, medio/alto senza particolari picchi. Dove collochereste Martin e, in questo senso, a quali altri autori del suo tempo e di altri tempi lo paragonereste? ASOIAF è il suo capolavoro oppure, domanda per chi ha letto anche altro, tiene testa anche ad altri e magari lo supera?

 

E vale ancora la domanda: genio letterario o bravo confezionatore di best-seller (o entrambi)?

 

 

Share this post


Link to post
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Sign in to follow this  

×
×
  • Create New...